1922 – Dal Racconto al Film

Buon lunedì gente e buon inizio settimana!

Come ve la passate? Iniziate anche voi ad avere i piedi gelati tutto il giorno?

Oggi torno con un articolo che ho preparato per giorni, infatti oggi parliamo di 1922 (dal racconto al film), ho guardato con piacere il film prodotto da Netflix e per rinfrescarmi la memoria sul racconto l’ho riletto dopo averlo scoperto all’incirca due anni fa.

Non voglio fare il confronto nel dettaglio fra racconto e film, anzi, anche perché penso che sia utile fino ad un certo punto andare ad analizzare due metodi di intrattenimento così diversi fra loro nel dettaglio.

Voglio solo parlarvi di entrambi, fare qualche piccola considerazione e accennarvi a qualche differenza interessante.

Iniziamo!

 

Direi di parlare prima del racconto, 1922 come vi accennavo non è un romanzo breve o racconto di Stephen King contenuto nell’opera Notte Buia, Niente Stelle assieme ad altri tre racconti.

1922 è il primo racconto di questo volume ed ha una trama molto adatta secondo me a un adattamento cinematografico, anche lo stile con sui è scritto il racconto l’ho trovato “pop” in alcune parti.

Di cosa parla questo racconto e di conseguenza il film?

La storia è quella di Wilfred, padre di Henry e marito di Arlette, amante dei campi e della sua vita da contadino. L’evento che scombussola la vita dell’uomo è la decisione ferma e convinta della moglie di vendere gli acri ereditati dal padre per trasferirsi in città. Dopo la dichiarazione di Arlette di voler abbandonare la campagna per la città, luogo che l’uomo ripudia e detesta, inizia ad innescarsi una scia di eventi raccapriccianti che trascineranno tutto nella tragedia.

Wilfred soggiogherà il figlio Henry infarcendolo di paure che non esistevano prima nella sua mente da giovane spensierato e giorno dopo giorno gli dimostrerà che l’unica soluzione è l’uccisione di Arlette.

Fin’ora non vi ho fatto spoiler (e questa “recensione” sarà senza spoiler) perché questi eventi sono riportati nella trama e si vedono chiaramente nel trailer del film, che tra l’altro vi lascio qui.

Comunque, vi dicevo, i due uccidono la rispettiva madre/moglie e le cose sembrano allinearsi nel migliore dei modi per loro fino a quando sopraggiungeranno delle notizie tutt’altro che positive come la gravidanza di Shannon Cotterie, la fidanzatina di Henry che sarà l’inizio della fine per la dolce coppietta.

Riguardo il racconto conta precisamente 147 pagine ed è molto veloce come racconto, non fa di sicuro annoiare perché nel momento in cui sembra tutto tranquillo spunta un evento che scarica altri problemi nella vita di Wilfred.

Poi come vi accennavo l’ho trovato molto “pop” come racconto, con uno stile facile e adattato al periodo storico certamente non favorevole alla figura femminile, King è bravissimo (non solo in 1922 ma in generale) a ricostruire nei dettagli la parlata, l’atmosfera, il modo di fare tipico di un epoca.

Nel 1922 non c’erano particolari investigazioni nei confronti della sparizione di una moglie, di conseguenza tutte le forze che dovrebbero intervenire per la verità sono blande, la figura dello sceriffo non è per nulla intimidatoria ne nel libro ne nel film.

Sicuramente è un racconto inquietante, direi che tramite l’esperienza di lettura in alcune piccole parti la vicenda diventa paurosa quasi non più solo sinistra, mentre nel film (almeno questo ho avvertito io) l’atmosfera è senza dubbio oscura e in alcune parti anche disturbante ma non paurosa.

Parlando del film è più l’impatto di alcune scene a provocare una certa inquietudine, sia nel racconto che nella pellicola poi c’è un tema anzi un animale ricorrente, ovvero i topi.

Si gioca molto su questo animale non proprio gradito a molti, sopratutto a quelli che soffrono di musofobia, io personalmente non ho questa paura nei confronti di questi animali, anzi ho addirittura un criceto (che ricorda parecchio diciamo), ma dopo la visione del film 1922 ho iniziato a vederli in modo diverso.

C’è addirittura una copertina di una edizione Pickwick che raffigura un topo in copertina, per farvi capire quanto è presente questo animale e quanto si gioca sul senso di repulsione che il ratto ha il potere di far provare.

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Riguardo il film prodotto da Netflix, l’attore che interpreta Wilfred è Thomas Jane che aveva già recitato in altri adattamenti di alcuni titoli di King come L’Acchiappasogni e The Mist.

Diciamo che è abituato alle atmosfere Kinghiane, per quanto riguarda l’attrice che interpreta Arlette invece c’è Molly Parker e per Henry c’è Dylan Schmid.

Sugli attori non ho nulla da dire, mi sono piaciute le loro prove di recitazione, Thomas Jane è stato fantastico perché è riuscito a calarsi nei panni di un contadino disposto a tutto per le proprie convinzioni e per stare dove vuole, un uomo non curante ma intelligente perché Wilfred è un uomo intelligente e spietato.

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La fotografia è veramente ben fatta, ci sono alcuni sprazzi di scene che meritano, a parte alcune piccole scene non così importanti il film come vi dicevo ripercorre alla perfezione il racconto, la maggior parte delle battute sono uguali identiche e mi sono resa conto durante la visione del film che alcune scene sono ricostruite esattamente come me le ero immaginate durante la lettura, è incredibile.

Forse un piccolo punto negativo è il fatto che ci sono alcuni piccoli punti morti o a volte si esagera a tenere una scena per secondi  minuti non necessari con il risultato che lo spettatore potrebbe annoiarsi, un metro di giudizio invisibile che uso spesso è questo: se durante la visione di un film guardo parecchio altrove, faccio altro oppure stoppo molto spesso significa che ogni tanto quel film diventa pesantuccio.

Non è successo molto spesso con 1922 ma ogni tanto è successo, comunque a parte questi piccoli momenti la pellicola regge bene il “confronto” (chiamiamolo così) con il racconto, anzi molto bene.

“[…]Dio mi fulminerà.” “Ammesso che esista.” “Io spero che non esista. Si è più soli, ma spero che non esista. Secondo me tutti gli assassini lo sperano, perchè se non c’è il paradiso, allora non c’è neanche l’inferno.”

Un punto però che non è evidente almeno nel racconto ma lo è nel film, e viene ripetuto più di una volta, è il fatto che in ogni situazione c’è sempre più di una scelta, che c’è sempre un altra scelta, questo concetto nel racconto è lievemente sottinteso ma nulla di più.

Un altra differenza piuttosto lieve è in Henry, il ragazzino del racconto a volte sembra preso dall’euforia e diventa inquietante con le sue risate rumorose nei momenti meno opportuni mentre l’Henry del film è più tranquillo e l’attore che lo interpreta ha il tipico viso da bravo ragazzo quindi non sembra così poco comprensibile come nello scritto di King.

Come vi dicevo prima il film è piuttosto fedele al racconto ma alcune parti sono state tagliate, giustamente direi altrimenti sarebbe durato 4 ore, i tagli maggiori sono sopratutto nelle scene che susseguono la parte centrale della vicenda, Henry fa una scelta sconsiderata e nel testo ci sono molti più dettagli di ciò che accade dopo questa scelta mentre nel film questa sequenza di eventi non viene descritta del tutto.

Comunque, alla fine di questa storia traspare un messaggio molto importante (che avrei voluto fosse più approfondito nel racconto) ovvero che c’è sempre un’altra scelta e che tutto ti si può rivoltare contro, inizi desiderando qualcosa e finisci perdendo qualunque cosa compreso ciò che desideravi dopo aver fatto di tutto per ottenerlo.

Nonostante tutto è difficile provare pena per Wilfred, personalmente non l’ho provata.

Vi consiglio sia il film prodotto da Netflix, sia il racconto di King, a meno che voi non abbiate la fobia dei topi certo, ma veli consiglio entrambi, il film non mi ha per nulla delusa anzi, mi ha piacevolmente sorpresa.

In questa vicenda c’è tutto, fantasmi, allucinazioni, topi, drammi amorosi, molte tragedie, insomma è una storia completa.

E’ stata una bella sorpresa questo film, uno punto a te Netflix e Zak Hilditch.

Bene!

Voi avete mai visto 1922? O letto il racconto? No? Vi ho incuriosito?

Noi ci leggiamo prestissimo gente!

 

Elisa

 

 

 

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Cose del Mese – Ottobre!

Buon giovedì cari ragazzi/e!

Oggi, in questo nebbioso mercoledì, sono qui per il nostro comodo appuntamento fisso ovvero “le cose del mese”.

Come saprete già questo è il tipo di articolo in cui vi parlo di quello che è stato il mese precedente, in questo caso ottobre, a ruota libera passando dai film del mese, alle applicazioni, alle varie scoperte, insomma vi scrivo come se ci stessimo prendendo un caffè assieme parlando di tutto.

Quindi mettetevi comodi, anche perché oggi la vedo piuttosto lunga gente, e iniziamo subito!

 

Film del Mese

Ad ottobre, come non succedeva da parecchi mesi, mi sono vista un numero cospicuo di pellicole alcune mi sono piaciute, come quelle sopra altre no.

Non so se parlarvi anche di quelle che non mi sono piaciute, magari ve ne parlo in breve più avanti, comunque fra tutti i film che ho visto questi quattro (i due che mi sono piaciuti e quelli no) sono quelli che mi sono rimasti più impressi quindi ve li cito.

Dato che ottobre è il mese della paura e del mistero (si fa per dire, perché è anche il mese dei maglioncini e degli stivali alti se è per questo) ho voluto anche io gustarmi qualche titolo pauroso.

Ne ho visti alcuni, ma nessuno mi è piaciuto più di tanto e alla fine sono ricaduta su quello che per me è un must, sto parlando de “Chiamata da uno Sconosciuto” un film remake del 2006 diretto da Simon West.

Come vi dicevo è un remake di una pellicola del ’79 intitolata “Quando Chiama uno Sconosciuto” diretta da Fred Walton, ma oggi parleremo del remake del 2006.

Ho una storia interessante con questo film, dovete sapere che io guardavo film thriller fin da quando ero piccola, thriller perché horror sanguinosi mi davano fastidio fin da piccola non paura semplicemente disgusto.

Comunque, non so quante volte da piccola insieme alla mia famiglia vidi “Chiamata da uno Sconosciuto” ma non vidi mai il finale, per qualche oscuro motivo avevo troppa ansia accumulata dalla tensione per avere il coraggio di vedere il finale.

Perché questo film si basa tutto sulla tensione, tutto.

Mostra le vicende di una giovane babysitter che si ritrova una sera a tenere d’occhio ai figli di una coppia che decide di trascorrere la serata al ristorante, dopo aver messo i bambini a letto il telefono inizia a squillare e lo farà molte volte durante la serata. Da questo film nasce la domanda tormentone che è “Hai controllato i bambini?” domanda che la voce maschile sconosciuta continuerà a fare a Jill la ragazza per tutta la sera. La giovane si renderà conto di non essere sola in casa.

Jill è interpretata Camilla Belle, in alcuni momenti, rivedendolo anni dopo, mi sono resa conto che la recitazione di Camilla è un attimo titubante ma in linea di massima è brava nel suo ruolo.

Non è uno dei migliori film che abbia mai visto, assolutamente ma a livello di tensione che riesce a farti provare durante l’intera pellicola è da ammirare secondo me.

Ci sono alcune scene in cui si sente davvero in fiato in gola e non tutti i thriller che giocano su questo elemento riescono a renderlo così bene.

Poi, la storia non è molto originale ma è ambientata in una villa enorme e questo fatto contribuisce in qualche modo ad aumentare l’ansia dello spettatore perché è un luogo immenso e il pericolo potrebbe essere ovunque.

Il finale non è nulla che rimane particolarmente impresso poi, avrei potuto vederlo anche da piccola a questo punto chissà cosa mi credevo.

E’ nata anche una specie di leggenda/creepypasta che prende le sembianze di questo film ma non saprei dirvi se l’idea del ’79 è tratta da questa storia o al contrario la leggenda prende ispirazione dal film.

Comunque un po’ per i ricordi correlati a questo film e un po’ per il fatto che è un buon film basato sulla tensione è un titolo must per me.

Voto: 7

Passiamo al secondo, il famosissimo “The Rocky Horror Picture Show”, l’ho visto per due ragioni fondamentali, la prima perchè Denise (ovvero LastanzadiPluffaCalderone) che seguo anche su Instagram ne parlava e mi ha fatto venire voglia di andare a guardarmelo e seconda ragione, perché negli ultimi giorni di ottobre sentivo in giro sempre le canzoni del musical.

Quindi ho detto “ah niente, bisogna che vada a vedermelo”.

Avevo, qui arriva la nota imbarazzante, solo visto dei pezzi del Rocky Horror, non lo avevo mai visto tutto intero, era per me come quei film o libri classici di cui avete sentito sempre parlare ed è come se gli aveste già visti tempo prima.

Le canzoni del Rocky sono molto belle, senza parlare del carisma dei personaggi è tutto esagerato, a volte mi sono ritrovata seguendo il filo della storia a pensare “woo cosa?” ma arrivata in fondo tutto ha riacquistato senso.

E’ un film particolare senz’altro ma questo è risaputo, è incentrato sulla libertà in generale ma sopratutto quella sessuale non dimentichiamo che essendo uscito negli anni ’70 una pellicola del genere era considerata scioccante per un pubblico puritano.

Il mio personaggio preferito fra tutti penso sia Riff Raff ma anche Columbia mi sta molto simpatica.

Certo poi il personaggio padrone della scena rimane Frank-N-Furter interpretato da Tim Curry che cattura l’attenzione ed è in un certo modo quello che innesca la scia di eventi che accadono al castello.

Frank-N-Furter è una figura molto interessante perchè è un uomo pansessuale, è inoltre un uomo che all’epoca vestendosi da donna “prendeva in giro” la maschilità del classico uomo etero quelle immagini di cui abbiamo piene le scatole dell’uomo tutto d’un pezzo che è un pezzo di legno ed è il prototipo dell’eroe di cui la gente ha bisogno.

Questo film è un grande schiaffo in pieno volto alla moralità bigotta di una volta insomma, ma non solo per Frank-N-Furter che spinge due giovani prossimi al matrimonio a tradirsi, che uccide Eddie, che maltratta tutti anche per molti altri fattori.

Questo film parla della propria diversità e di come andare d’accordo con essa e farla diventare parte di noi apprezzando se stessi per quello che si è.

Insomma, è un film da vedere assolutamente almeno una volta nella vita e nel mio caso non solo.

Le mie canzoni preferite sono direi There’s a Light (Over at Frankenstein Place), Hot Patoodie e The Time Warp.

Voto: 7

Ok, ora arriviamo alle note dolenti.

Due film che sono simili (capirete fra qualche riga cosa intendo) a quelli di cui vi ho appena parlato ma che non mi sono piaciuti.

Partiamo da quello che c’entra in modo evidente con i due precedenti ovvero The Rocky Horror Picture Show: Let’s Do The Time Warp Again.

Come avrete intuito questo è il remake di The Rocky Horror Picture Show come lo conosciamo noi.

E’ un remake del 2016 diretto da Kenny Ortega, distribuito da FOX.

Quali sono i motivi per cui non mi ha convinta?

Il fatto che hanno scelto Laverne Cox per interpretare Frank-N-Furter e questo è un travestito non un transessuale, Columbia non dovrebbe essere una che si mette a fare la ragazzina cheerleder danzatrice di tip tap e si fa andare bene la situazione dovrebbe essere una outsider, una più buffa e maldestra.

Io adoro Laverne Cox, ma qui proprio non c’entra niente per la motivazione in alto.

Devo difendere le canzoni però, a parte qualcuna che non è resa benissimo, la maggior parte non è riadattata male.

Altro film che non mi ha convinta è un film prodotto da Netflix, ve ne parlo brevemente ed è Sono la Bella Creatura che Vive in Questa Casa.

Parla di un’infermiera che deve andare ad abitare in una vecchia casa per assistere un anziana scrittrice, succederanno fatti strani legati ad una ragazza che abitava nell’800 fra quelle mura ed è morta proprio lì.

La regia è di Oz Perkins figlio dell’attore Anthony Perkins.

Ci sono molti tempi morti in questo film, alcune scene mostrano una regia creativa ma molte altre sono inutili.

Alla fine di un film di un ora e mezzo più o meno sembra di essere lì a guardare lo schermo da 20 giorni.

L’unica cosa che si capisce in questo film è che Lily è antipatica come le zanzare in estate, è schifata dalla muffa, è schifata dai libri gialli (forse dai libri in generale), è superficiale come nulla al mondo e la sua ipotetica morte (perché non si capisce) non turba poi più di tanto.

Non si capisce quasi niente in questo film, non perché non abbia una trama semplicemente viene seguita a pezzi e alcune scene non fanno capire bene cosa succede, ci sono sempre questi pezzi in cui si vede la ragazza morta nell’800 su uno schermo nero che si dissolve così a caso.

C’è una cosa che mi irrita nei film, quando non si capisce se le scene sono allucinazioni o sono realtà e non viene mai chiarita questa cosa.

Non mi è piaciuto quasi niente di questo film, a parte come vi dicevo qualche gesto di regia interessante e l’idea di sovrapporre l’anziana scrittrice ormai in attesa della morte su proprio letto a quella di lei nell’atto da giovane di scrivere, quelle scene sono belle.

Serie tv del Mese

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Lo sapevate che sarebbe arrivato questo momento, è uscito ad ottobre Stranger Things 2 , avrete visto così tanti commenti e notizie in giro che per ora non vi dico nulla, lo faccio anche per altri due motivi, uscirà a brevissimo arriverà Parliamone qui sul blog e devo ancora finire di vederlo.

Voglio gustarmelo stavolta perché la prima stagione l’ho divorata in un giorno per poi ricordarmi abbastanza poco e per la seconda voglio farmi durare gli episodi più a lungo (sì, lo faccio anche per evitare quel senso mi terribile mancanza dopo, ma devo prima o poi decidermi ad andare avanti).

Quindi per ora sono arrivata al quarto episodio e mi sta piacendo molto, io sono una di quelle persone che sostiene con fervore che le prime stagioni (almeno la maggior parte delle volte) sono migliori rispetto alle altre ma qui devo ammettere che fra le due non so proprio quale scegliere.

La seconda conserva pienamente uno stile anni ’80 curato nei minimi dettagli, incontriamo ancora i nostri cari compagni di avventura, i quattro intelligenti ragazzini che non si può non adorare dai primi minuti.

Incontriamo anche Undici, menomale perché temevo il peggio, e gli altri personaggi legati ai ragazzi quindi anche Nancy, Jonathan, Steve e compagnia.

Ci sono però dei nuovi personaggi sbarcati a Hawkins, fratello e sorella che entreranno a far parte della vita degli altri personaggi che già conosciamo in modo piuttosto burrascoso, ma se i nostri cari vecchi amici devono adattarsi alle novità intanto qualcosa di misterioso e pericoloso sembra essere spuntato nella cittadina che credeva prematuramente di aver terminato la propria avventura nel sottosopra.

Mi sta piacendo da impazzire, speravo di non rimanere delusa e per ora questa speranza non è stata infranta, vedremo con il passare degli episodi se si conserverà.

Ora, parliamo un attimo di una serie televisiva animata che ho visto per la prima volta nel mese di ottobre (anche questa su Netflix) e me ne sono innamorata.

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Sto parlando di Rick e Morty.

Mentre guardavo questa serie ci sono state persone che mi hanno detto “ma guardi i cartoni?”, primo non ci sarebbe nulla di male, secondo Rick e Morty non è un cartone.

Rick e Morty è un misto fra Doctor Who, Futurama e Ai Confini della Realtà.

Questa serie è irriverente, intelligente, divertente ma sopratutto curata e realizzata alla perfezione.

Ci sono tributi e citazioni a una secchiata di film, eventi politici, scienza, videogiochi, cartoni, a tutto insomma.

Rick e Morty negli ultimi mesi ha fatto discutere non per la serie di per se, ma bensì per i suoi fan che (non tutti fortunatamente) si sono dimostrati un gruppo di fanatici misogini, attenzione non tutti ci tengo a sottolinearlo.

Ma alcuni che si sono messi ad offendere le sceneggiatrici, che hanno chiamato la polizia perché non riuscivano ad ottenere la salsa Szechuan in vendita limitata dalla catena di fast food McDonald’s e che suppongono fermamente che “questa serie sia solo per persone super intelligenti” non tendendo conto del fatto che loro stessi si etichettano come super intelligenti e poi vanno a sbraitare ad un povero cameriere disperato in orario di chiusura.

Rick e Morty come vi dicevo su è una serie intelligente, per i riferimenti che fa, per i collegamenti che ci sono all’interno e per l’elaborato universo di Rick ma questo non significa che possa essere vista solo da una fetta di pubblico, sia chiaro.

Detto questo, vorrei descrivervi di cosa tratta la serie brevemente.

La serie ci narra le avventure di Rick, grande anziano scienziato nonno di Morty, che viaggia nello spazio, inventa, crea, distrugge e combina casini nell’universo.

Ci sono anche altri importanti personaggi nella serie, come Beth figlia di Rick che prova una grande ammirazione nei confronti del padre ma non riesce a perdonarlo fin in fondo per averla abbandonata da bambina, Summer figlia di Beth, adolescente parecchio sarcastica che a volte per fortuna salva la situazione e Jerry marito di Beth, che invidia e mal sopporta Rick ma per un motivo o per l’altro si ritrova spesso con lui.

Insomma ragazzi questa serie è bella, ma bella forte.

Cinica, ironica, sarcastica, volgare, spiritosa, geniale, le ha tutte quindi se ancora non avete avuto modo di guardarvi almeno una puntata rimediate subito!

Io ho già terminato le tre stagioni, di cui la terza uscita il 5 novembre su Netflix e ne sento già la mancanza.

 

Canzoni del Mese

Questo mese ne ho parecchie e tutte (quasi tutte) non attualissime vi avviso ma ahimè ho un debole per le canzoni pseudo-retrò in questo periodo.

American Pie – Madonna

Havana – Camila Cabello 

Non impazzisco per questa artista ma la canzone sopra è incredibilmente orecchiabile e mi ha conquistata.

AC/DC – Thunderstruck

Light My Fire – The Doors

Mrs. Potato Head – Melanie Martinez

Cosmetico del Mese

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Fonte: https://nudelipdiaries.com/2017/06/02/may-2017-favourites/

Ok, anche di questo prodotto devo parlarvi e lo farò il prima possibile con un articolo dedicato con tutti gli swatches vari ve lo prometto.

Anche perché vi ho messo l’immagine del colore che utilizzo di più e che al momento mi piace di più ma ho quattro colorazioni e vi parlerò di tutte e quattro non temete.

Comunque il prodotto è la tinta labbra Liquid Catsuit di Wet N Wild.

Il colore che vedete in foto è un marroncino caldo chiamato Give Me Mocha ma ci sono anche altre colorazioni, molto varie fra loro, da quelle più nude a quelle più accese.

Come scritto prima ve ne parlerò meglio a breve ma posso dirvi che mi sono arrivate da poco e sto adorando queste tinte, mi piace molto questo genere di prodotto anche se in Italia si trova ma non tanto quanto all’estero.

Queste tinte sono parecchio economiche, dato che di solito una tinta costa sui € 12 più o meno, questa costa €4,99 a tinta e le potete trovare sul sito Maquillalia.

A breve la review completa, rimanete connessi/e!

 

App del Mese

Questo mese non ho le idee molto chiare sull’app da citare qui sotto perché non ho scoperto nulla di particolarmente interessante.

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Vi parlerò di Tide che è l’unica più caruccia che ho scoperto.

Dall’icona sembra un’app per il ciclo mestruale, lo so, ma non lo è.

E’ un applicazione che come alcune di cui vi ho parlato in passato aiuta a concentrarsi, ah c’è un gran bisogno di concentrazione, con suoni adatti per esempio la pioggia, il mare, il bar ecc. ecc.

Questi suoni mi piacciono quando scrivo, mi aiutano a focalizzarmi sulla scrittura perché la musica è troppo fastidiosa per me durante il processo di scrittura non riesco a concentrarmi con questa o con gente che parla.

Comunque è perfetta anche per leggere, studiare, pensare, per addormentarsi, c’è un timer da impostare studiato in modo secondo me da non far andare tutta notte l’applicazione se vi addormentate.

I suoni sono ben fatti, al 100% realistici, molto piacevoli.

L’unica pecca e che per ora almeno, ci sono pochi suoni.

Scoperta del Mese

Vediamo…

La scoperta di un remake del The Rocky Horror Picture Show (non lo sapevo), nuove idee interessanti per delle storie (non so come io sia arrivata a questo punto ma sto scrivendo qualcosa come tre storie in contemporanea che per me è tanto), uhh il fatto che esistono gli amplificatori di rete wifi.

Lo sapevate voi? Probabilmente ero l’unica nel mondo a non saperlo, averlo saputo prima avrei avuto una tv collegata a internet da anni!

Citazione del Mese

Nella nostra società, quelli che sanno perfettamente ciò che sta succedendo sono anche quelli che meno riescono a vedere il mondo così com’è. In generale, più si sa, più grande è la delusione: il più intelligente è anche il meno sano di mente.

1984, George Orwell

Cosa Positiva/Negativa del Mese

Ottobre è stato un bel mese e quasi mi dispiace vederlo volare via.

Non che mi sia cambiata la vita ma sono arrivate alcune buone notizie, alcuni nuovi spiragli per obbiettivi che vedevo dispersi nel cosmo ormai quindi è stata un buon mese in generale.

Negativo? Mmm più o meno niente, tutto procede Capitano.

Obbiettivi uhm uhm.. questo Mese

Iniziare a preparare la lista di Natale, sì so cosa state pensando “ma Elisa scusa pensi solo ai regali?”, no non sono così materialista ma sono mesi che sbavo dietro ad alcuni titoli e ad alcune cose e attendo pazientemente Natale per colpire e sbam siamo arrivati people, beh quasi..

Ma devo fare un po’ d’ordine nella mia wishlist..

Sono piuttosto indietro con la scrittura, questo ve aspettavate ditelo, sapendo che ho tre storie in ballo ci si poteva aspettare che fossi in ritardo sulla stesura, non solo per questo se mi conoscete da tempo sapete che sono ritardataria di mio.

Terminare Stranger Things 2, per quanto mi faccia soffrire non resisto devo sapere come finisce e trovare qualcosa con cui rimpiazzare quello e Rick e Morty.

Bene, gente!

E voi? Come avete passato ottobre? E’ stato un bel mese per voi? Sì? No? Ditemi!

A prestissimo!

Elisa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Notte Sotto il Ponte di Pietra – Leo Perutz

Buon sabato ragazzi e buon inizio weekend!

Vi siete già ambientati in questo freddo novembre? Inizia quella fase dell’anno in cui mettere solo un piede fuori casa la sera comporta il completo congelamento del corpo, bei tempi.

Comunque, io adoro parlare del tempo ma non distraiamoci, oggi parliamo del libro del mese di ottobre del gruppo di lettura.

Il libro di cui sto parlando e appunto “Di Notte Sotto il Ponte di Pietra” di Leo Perutz, che ha vinto il sondaggio e ci ha accompagnato durante lo scorso mese.

Iniziamo subito che c’è tanto da dire!

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Di Notte Sotto il Ponte di Pietra – Leo Perutz

Editore: e/o

Pagine: 237

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 13,60

Prezzo ebook: € 9,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1953

Link all’Acquisto: QUI

 

Trama

Praga, fine del 16° secolo. Sulla città regna Rodolfo II, imperatore del Sacro Romano Impero, personalità misteriosa. Vive arroccato nel Castello, circondato da alchimisti, astrologi, pittori, servitori fedeli e imbroglioni di ogni risma. Ama Esther, moglie dell’ebreo Mordechai Meisl, l’uomo che gli presta il denaro per la sfarzosa ed eccentrica vita di corte; ma è un amore che esiste solo nei sogni, perché così ha voluto Rabbi Lo?w, autore di sortilegi, cabbalista, creatore del Golem. Dentro questa Praga magica Perutz intreccia le sue fantastiche invenzioni narrative intorno a un perno che è l’emblematico, inestricabile intreccio dei destini dei due rivali, Rodolfo e Mordechai, il Cristiano e l’Ebreo, entrambi grandi, entrambi perdenti.

 

“Creature umane” continuò a parlare l’angelo “la vostra vita è veramente povera e piena di affanni. Perché la opprimete con l’amore che vi sconvolge i sensi e rende miseri i vostri cuori?”. Il sommo rabbino con un sorriso levò gli occhi verso l’angelo, che conosceva le vie e i sentieri segreti del mondo superiore, ma a cui erano diventate estranee le vie del cuore umano. “In principio” gli disse, “i figli di Dio non si sono forse innamorati delle figlie degli uomini? Non le hanno aspettate alle fontane e alle sorgenti, non le hanno baciate col bacio della loro bocca all’ombra degli ulivi e delle querce? Non era la bella Naama, la sorella di Tubalcain, ne vedesti mai una pari a lei?”. L’angelo Asael abbassò il capo e i suoi pensieri volarono indietro nei secoli agli albori dei tempi. “Sì, era la bella Naama, sorella di Tubalcain, che forgiava bracciali e catene dorate” disse piano. “Era bella e delicata. Era bella come un giardino di primavera nell’ora in cui spunta il mattino. Sì, era bella, la figlia di Lamec e Silla”. E mentre pensava all’amata della sua lontana giovinezza, caddero dagli occhi dell’angelo due lacrime, identiche a lacrime umane.

Recensione

Iniziamo immediatamente parlando dell’autore, Leo Perutz nacque a Praga nel 1882, fu costretto ad andarsene anni dopo dalla sua amata città ma la portò sempre nel cuore non dimenticando mai il fascino e il mistero di questa.

Ha scritto diversi titoli che negli anni si stanno riscoprendo e accolgono il successo che meritano da tempo, questo autore è un contemporaneo di Kafka e di Meyrink, ha riscosso una buona fama attorno al 1928 per poi essere ingiustamente “accantonato”.

Di Notte Sotto il Ponte di Pietra è una delle opere di maggior successo di Perutz e forse anche una delle più sofferte, parla della sua amata Praga e venne scritta negli anni in cui lo scrittore non abitava più in patria quindi sotto certi aspetti fu doloroso per lui scrivere quest’opera.

E’ realizzata in modo particolare, contiene 14 racconti, il settimo è quello principale e porta il nome del titolo, ha uno stile un po’ alla “Sofia Si Veste Sempre di Nero”, in cui si capisce che sono racconti staccati fra loro ma tornano sempre gli stessi personaggi quindi non dico che si possa leggere anche a romanzo ma vi consiglio di proseguire in ordine se volete leggerlo, come appunto un romanzo.

I racconti sono ambientati nel 500/600 e fra i soggetti che spiccano maggiormente troviamo L’Imperatore Rodolfo II, Mordechai Meisl un ricco ebreo (che tra l’altro è realmente esistito), Rabbi Low il rabbino “magico”, Koppel-Bar e Jackele-Narr.

Questi sono i personaggi che spuntano di più ma personalmente sono quelli che mi sono rimasti più impressi, partiamo da quello che secondo la descrizione immagino sia quello che vi è sembrato più strano, ovvero il rabbino Rabbi Low.

C’è un pezzo stupendo che descrive quest’uomo:

“Non era Cristo, era il popolo ebraico, perseguitato e schernito per secoli, che ha manifestato il suo dolore in quell’immagine. No, non andare nel ghetto, lo cercheresti inutilmente. Gli anni, il vento, il tempo, lo hanno distrutto e non ne sono rimaste tracce. Ma va’ per le strade, dove vuoi, e quando vedi un vecchio venditore ambulante ebreo che trascina il suo fardello in casa mentre i ragazzi in strada gli corrono dietro gridando “Ebreo! Ebreo!” e gli buttano addosso pietre ed egli si ferma e li guarda con uno sguardo che non è il suo, che proviene dai suoi avi e antenati, che, come lui, hanno portato la corona di spine del disprezzo e hanno sopportato i colpi di frusta della persecuzione – se vedi questo sguardo, allora, forse, hai avrai visto qualcosa, poco, pochissimo, dell’ “ecce homo” del sommo Rabbi Low.

Rabbi Low come Mordechai Meisl fa uso, in una piccola parte, della magia. Questo è un libro che assieme alla realtà pura riesce a mischiare la pura magia, qualcosa di non possibile per gli esseri umani.

Mordechai Meisl è come vi dicevo, l’ebreo più ricco di Praga, talmente ricco da essere lui che aiuta L’Imperatore con le entrate finanziarie perché questo con i mesi è finito in disgrazia e con lui anche il regno, avendo speso molte finanze nell’acquisto di opere d’arte preziose (fatto anche questo reale).

Koppel-Bar e Jackele-Narr invece sono due poveracci essenzialmente che si guadagnano da vivere suonando a matrimoni o compleanni, mi sono rimasti impressi perchè il libro si apre con loro e perché li trovo due personaggi interessanti, purtroppo ve lo dico già ora non avranno una grande fortuna.

Questa opera ruota molto attorno all’ebraismo e alla cristianità, al disprezzo con cui hanno sempre dovuto condividere gli ebrei, argomento che torna molto nel corso del romanzo.

Ogni racconto mi ha ricordato una specie di favola per bambini (non per il linguaggio o il tema ovviamente) ma per il fatto che si conclude con una specie di morale, la maggior parte delle volte traspare il fatto che per l’autore la fortuna e la sfortuna nella vita di un individuo (che si creda in queste o meno) conti molto più di quanto sembra e sopratutto si da molto peso anche al destino al “doveva accadere, gli eventi si sono allineati perché accadesse, nulla è casuale”.

Mi è piaciuto come romanzo, la caratterizzazione dei personaggi è ottima sicuramente anche per questo mi sono rimasti impressi tutti questi personaggi, l’atmosfera cupa, magica, è piacevole e circonda tutto il libro sopratutto il primo capitolo forse.

E’ abbastanza scorrevole come testo, sulla scrittura nulla da dire, alcuni pezzi sono poesia pura, piccola letteratura diciamo.

Avrei voluto qualche descrizione in più degli ambienti ma questo era uno sfizio mio, in realtà ci sono un buon numero di descrizioni che servono a rendere nel migliore di modo l’immagine della Praga dell’epoca.

E’ un libro che parla di tutto, dalla religione, all’amore, dalla magia, all’aldilà.

Il personaggio di cui si parla di più sopratutto nella seconda parte del libro è sicuramente l’Imperatore Rodolfo II, figura interessante che affascinava l’autore a parer mio.

Mi è piaciuto l’epilogo, non vorrei svelarvi troppo ma il fatto che per tutto il libro si sia parlato di Praga, delle opere dell’ebreo Mordechai e alla fine si “passa avanti” mi ha fatta quasi emozionare (quasi).

E’ un libro che mi rimarrà impresso?

In piccola parte, come vi dicevo i personaggi assieme all’atmosfera sono il punto forte, tutto il resto non mi è rimasto in mente più di tanto.

Mi è piaciuto comunque, è stata una lettura che è servita a trasportarmi in un epoca affascinante che ho vistato con molto piacere.

Vi consiglio la lettura?

Sì, se vi piacciono i testi storici si, leggerò sicuramente altro di Perutz perché mi piacerebbe approfondire la conoscenza che con questo primo testo che ho letto scritto da lui ho iniziato ma sento che c’è ancora molto da conoscere di questo autore, Di Notte Sotto il Ponte di Pietra non è abbastanza per farsi un idea completa per me.

 

Voto:

Progetto senza titolo

Sono felice di aver letto questo libro, penso che tre stelline sia una giusta valutazione per il mio voto finale.

Bene gente!

Voi lo avete letto? Sì? Vi è piaciuto? No? Vorreste farlo?

Fatemi sapere, a prestissimo!

Elisa

 

 

LiberTiAmo di Novembre

Buon mercoledì gente e buona festa d’Ognissanti a tutti!

Essendo il primo del mese, si sa nell’aria c’è profumo di nuova lettura per il gruppo, quindi come ogni inizio mese oggi parliamo del titolo che sarà in lettura, in questo caso per il mese di novembre, sul gruppo.

Il libro di novembre è un titolo che io desidero leggere da anni ormai, ho sempre rimandato perché è uno di quei titoli che mi intimidiscono, e sono felice di mettere le mie manine sulle sue pagine e leggerlo assieme al gruppo, molto felice.

Comunque, non procrastino oltre, vediamo assieme il titolo di novembre!

 

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Il Racconto dell’Ancella – Margaret Atwood

Editore: Ponte alle Grazie

Trama

In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Le poche donne in grado di avere figli, le “ancelle”, sono costrette alla procreazione coatta, mentre le altre sono ridotte in schiavitù. Della donna che non ha più nome e ora si chiama Difred, cioè “di Fred”, il suo padrone, sappiamo che vive nella Repubblica di Gilead, e che può allontanarsi dalla casa del padrone solo una volta al mese, per andare al mercato. Le merci non sono contrassegnate dai nomi, ma solo da figure, perché alle donne non è più permesso leggere. Apparentemente rassegnata al suo destino, Difred prega di restare incinta, unica speranza di salvezza; ma non ha del tutto perso i ricordi di “prima”…

 

 

Margaret Atwood è una poetessa, scrittrice, saggista e critica letteraria canadese. E’ inoltre una attivista, ambientalista e femminista molto importante del nostro tempo.
Ha scritto numerose opere e vinto numerosi premi, scrive diversi generi, dai romanzi distopici ai libri per bambini.

Nel 1987 “Il Racconto dell’Ancella” ha vinto il Premio Arthur C. Clarke ed è stato successivamente candidato ai seguenti premi: Premio NebulaPremio Prometheus e al Booker Prize.
Da questo romanzo nel 1990 è stata tratta una pellicola e nel 2017 una serie televisiva.

Il titolo sarà in lettura dal oggi al 30/, ovvero per tutto il mese di novembre ma come scritto anche su Goodreads  vi ricordiamo che il tempo di lettura è molto flessibile e si adatta a qualsiasi esigenza, basta comunicarlo e allungheremo questi tempi di due settimane, fino a metà dicembre.

Non vogliamo assolutamente mettere fretta a nessuno anzi, vogliamo che ogni libro in lettura si possa gustare e leggere con tutto il tempo necessario, quindi io e Tiziana ci raccomandiamo, se volete allungare i tempi basta solamente comunicarlo!

 

Bene gente!

Oggi sono andata davvero alla veloce, ne approfitto per augurarvi ancora una buona festa e un buon inizio di novembre, come annunciato anche su Instagram, nei prossimi giorni usciranno tanti interessanti (almeno penso) articoli che parlano di tutto a dire il vero, sopratutto di libri come sempre, ma anche di serie tv, film e trucco dato che da tempo non parliamo un pochino di questo!

Rimanete collegati, a prestissimo!

Elisa

 

 

 

WWW Wednesday! #10

Ehilà people!

Come va la vita? Ve la passate bene? Spero di sì ragazzi, io nelle ultime settimane vorrei mettermi a scrivere un articolo ben strutturato, completo, ben fatto ma ho poco tempo, troppo poco.

Non temete comunque, è solo un periodo.

Oggi, dato che è mercoledì, anche se io non so per quale motivo penso sia venerdì forse perchè voglio già arrivare al weekend, un aggiornamento del “WWW Wednesday” dato che è da qualche mese che non aggiorno questa rubrica.

Sì, qualche mese perché non ci crederete (e non ci credevo nemmeno io quando ho visto la data) ma l’ultima volta che ho aggiornato questa rubrica era maggio.

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Ok, ok, la smetto con le gif… ci provo almeno.

Iniziamo!

 

Cosa stai leggendo?

Di Notte Sotto il Ponte di Pietra – Leo Perutz

Scrittore Mago  – Loretta Sebastianelli

Casa di Foglie – Mark Z. Danielewski

Su “Casa di Foglie” non dico nulla solo, mi vergogno, perché sono mesi che devo finirlo. Ho acquistato anche la versione cartacea perché è un libro complesso da seguire, ovviamente la versione inglese, trovare quella italiana sarebbe il colpo di fortuna di un intera vita.

“Di Notte Sotto il Ponte di Pietra” come saprete da qualche articolo precedente lo stiamo leggendo sul gruppo di lettura LiberTiAmo (proprio qui).

Non vi dico nulla per ora, per avere dalla mia l’effetto sorpresa, vi basti sapere che mista sorprendendo molto come libro perché non mi aspettavo nulla del genere.

Come ultimo ma non per importanza “Scrittore Mago” di Loretta Sebastianelli, ehm ehm questo potrebbe essere il prossimo appuntamento di #sonoindipendente ma non dite nulla in giro.

E’ un manuale per gli aspiranti scrittori ma diverso dal solito, ne parleremo!

Cosa hai appena finito di leggere?

Sala d’Aspetto – Fabrizio Cavallaro

Il Circo della Notte – Erin Morgenstern

Dunque, di “Sala d’Aspetto” vi ho fatto un PotryTime (che trovate qui), è un libricino attorno alle 40 pagine di poesie e mi è piaciuto tutto sommato, ci sono alcune poesie che mi hanno colpita anche se sono poche però lo stile di Cavallaro è buono e promettente.

Mentre de “Il Circo della Notte” trovate la recensione qui, non mi è piaciuto tanto quanto avrei voluto purtroppo.

 

Cosa pensi leggerai in futuro?

La Scrittrice Abita Qui – Sandra Petrignani

Titolo del Gruppo

Siamo vicini a novembre e in questi giorni sul gruppo si sta votando per la lettura del prossimo mese, e vi posso assicurare che i titoli proposti promettono tutti bene, quindi quello che vincerà prenderà il posto di questo affascinante punto interrogativo.

Un libro che vorrei leggere da mesi e posseggo già è “La Scrittrice Abita Qui”, sono indecisa se leggere questo o un titolo della cara Virginia.

Se siete nuovi sappiate che la sottoscritta prova un amore viscerale nei confronti di Virginia Woolf, la mia collezione si sta ampliando e siamo vicini al periodo in cui sento la forte voglia di leggere qualcosa di suo.

Nel titoli citato sopra si parla anche di lei e di altre scrittrici, infatti l’autrice ha visitato per anni i loro luoghi preferiti, le loro case, i parchi in cui preferivano andare ecc.

Non vedo l’ora di leggerlo, fra le altri scrittrici citate ci sono anche Marguerite Yourcenar, Grazia Deledda, Karen Blixen, e altre conosciute e meno.

 

Bene!

Per oggi era tutto, e voi? Quale lettura avete appena terminato? Cosa state leggendo? Cosa vorreste leggere in futuro?

Fatemelo sapere!

A prestissimo!

Elisa

 

Cose del Mese – Settembre!

Buon mercoledì cari!

Avrei voluto rifarmi viva prima ma sapete i soliti impegni insomma, è esattamente una settimana oggi che non ci leggiamo, come ve la siete passata, tutto bene?

Oggi, dato che settembre è terminato e aggiungerei finalmente dato che è durato 42 ere geologiche, parliamo delle cose dello scorso mese.

Se siete nuovi qui prima di tutto grazie per aver deciso di unirvi alla squadra, vi sono riconoscente, e secondo la tipologia di articolo delle “cose del mese” è un articolo in cui solitamente io mi perdo a scrivere di quello che è accaduto in modo frivolo, tranquillo, come se stessimo parlando tra amici insomma.

Per tutti quelli che già conoscono i miei sproloqui di inizio/fine mese, bene, eccoci di nuovo qui gente!

Direi di iniziare subito perché come vi ho accennato prima per me (ma penso per tutti) settembre è stato infinito!

Iniziamo!

Film del Mese

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Quando mi metto a sedere a scrivere questo tipo di articolo ripercorro le ultime settimane e pensando ad uno o più film che ho visto in questo caso a settembre scelgo di parlarvi di quello che più mi rimanere impresso, nel bene e nel male.

Se un film non mi rimane impresso non ve ne parlo, anche perché mi ricordo poco di questo.

Il film che ho visto a settembre e mi è rimasto più impresso è Shining diretto da Kubrik, tra l’altro mentre facevo delle ricerche per questo articolo ho letto che l’1 e il 2 novembre questo cult tornerà al cinema in occasione di Halloween.

Posso immaginare cosa state pensando “sei una fan dell’horror e non avevi mai visto Shining?”, “No”.

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Ho sempre voluto vederlo ma per un motivo o per l’altro continuavo a procrastinare, poi una sera che ero a casa da sola mi sono decisa (ottimo momento tra l’altro), anche se devo dirvi una cosa, ultimamente non trovo horror che riescano a spaventarmi, il genere horror in questo periodo non mi spaventa più, quindi non ero impaurita affatto per l’atmosfera.

Le persone accanto a me che l’avevano visto prima della sottoscritta (so che può sembrarvi strano) ma non mi avevano parlato bene di questo film, è un cult e merita di essere visto almeno una volta su questo eravamo d’accordo ma sul giudizio finale non erano entusiaste.

Partiamo dal presupposto che io non sono la persona giusta per giudicare in modo professionale un film e non intendo assolutamente farlo quindi prendete quello che scrivo come un piccolo parere personale.

La trama è piuttosto famosa, tratto da un libro di King, tratto alla larga dato che Kubrik ha modificato molto del materiale primario e per questo King non è rimasto soddisfatto della pellicola finale, l’astio fra King e Kubrik è parecchio conosciuto infatti da Shining in poi King ha sempre l’ultima parola sui film estratti dalle proprie opere.

In breve, uno scrittore, Jack, in pieno blocco accetta di lavorare come custode invernale in un enorme albergo sopratutto per ritrovare l’ispirazione perduta. Porta con se la moglie Wendy e il figlio Danny, giunto all’albergo il direttore gli racconta di un fatto terribile accaduto tempo prima, infatti un vecchio custode aveva ucciso e fatto a pezzi proprio all’interno di quelle mura la moglie e le due figlie. Lui accetta comunque e si trasferisce lì per i mesi invernali, dopo poco la famiglia rimane isolata a causa della neve e del forte gelo,  la mente di Jack inizierà a fargli brutti scherzi.

Allora partiamo con qualche curiosità che avevo visto tempo fa in un documentario (come sono fintamente professionale).

La scena del sangue che inonda la stanza davanti agli ascensori (una delle mie preferite) è stata realizzata in tre riprese ma ci sono voluti molti giorni per trasformare quel liquido in “vero” sangue perché per Kubrik quello iniziale non sembrava affatto sangue, tra l’altro Kubrik è riuscito in qualche modo a convincere la Motion Picture Association of America che quel liquido fosse acqua arrugginita e non sangue perchè non volevano sangue nei trailer.

Che potere persuasivo.

Ultima curiosità che penso sia interessante è il fatto che la stanza maledetta nel libro è la 217 non la 237, ma dai il 17 che novità, hanno dovuto modificarla perché il proprietario aveva paura delle ripercussioni sulle scelte dei clienti più suggestionabili.

Comunque il film mi è piaciuto, non mi sono strappata i capelli però mi è piaciuto, la maestria di Kubrik fa molto ma anche il talento degli attori, Nicholson è perfetto per questo ruolo non avrei immaginato nessun altro a interpretare Jack, vorrei poi spezzare una lancia a favore della Duvall (l’attrice che interpreta Wendy), quando si pensa a Shining si pensa a Nicholson e al suo talento ma non credo sia giusto, secondo me anche la Duvall è stata magistrale, mi è piaciuta molto, tra l’altro veniva trattata male anche da Kubrik, un po’ di rispetto insomma.

Le scene che mi sono rimaste impresse più delle altre sono tre, quella del sangue che inonda la stanza partendo dall’ascensore, è una delle scene migliori secondo me, è arte allo stato puro, ha mille significati ognuno più forte dell’altro, un po’ come tutto il film.

La seconda è quella della stanza 237, in cui Jack entra e incontra una donna nuda nella vasca, questa si alza, lo raggiunge e si baciano. Alzando lo sguardo lo scrittore si accorge che la donna non è così avvenente e giovane come la vede lui ma nello specchio appare vecchia, piena di macchie orribili, deformata insomma diversa. Lui comincia ad allontanarsi e lei segue la telecamera producendo una risata tetra e inquietante.

Ultima scena tra le mie preferite e quella di Jack che raggiunge il bar e incontra un barista misterioso, inizia a parlare con lui e lo fa in modo tetro, in quel momento qualche brivido mi è venuto lo ammetto.

Punti negativi, la fine di Jack.

Lo so che vado contro corrente ma la fine di Jack proprio non mi è piaciuta, la scena di lui con questa musichetta che più che un horror ricorda un film comico e non c’entra niente con l’atmosfera del film, no.

Ho letto poi un articolo che afferma che Shining è il film più spaventoso di tutti seguito da L’Esorcista, per me assolutamente no, Shining è permeato dall’inizio alla fine di un atmosfera tetra e inquietante con uno sbalzo ogni tanto di paura ma il più spaventoso no, stessa cosa per L’Esorcista che per quanto mi riguarda invece provare paura provoca risate per un tot minuti.

Ok, ne ho parlato fin troppo, forse dovrei farci un articolo a parte, ditemi se vi interessa!

Voto: 8

Serie Tv del Mese

 

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Sì, ho ricominciato a vedere AHS, sono ripartita dalla prima stagione perché non mi ricordo niente.

Non so se vi ho già parlato in precedenza di AHS, mi sembra di sì, forse ve lo avevo nominato qualche volta.

Comunque erano mesi che sentivo la voglia di ripartire dalla prima stagione e riguardarmi bene tutti gli episodi, la prima è una delle migliori per me.

Ero arrivata tempo fa, andiamo indietro di qualche anno, alla quarta per poi fermarmi, l’avevo vista tutta quando usciva ogni settimana su Sky, poi finita quella e dopo essere venuta a conoscenza che avevano tolto Jessica Lange per Lady Gaga ho detto no, non mi va di vedere quella nuova.

Sia chiaro, mi piace Lady Gaga ma come cantante.

Comunque, la quarta Freak Show mi era piaciuta tutto sommato, il finale mi aveva soddisfatta molto e conservo un buon ricordo in generale.

La prima, quella che ho finito di vedere Murder House rimane una delle mie preferite, una di quelle più riuscite.

Ora mi attende la seconda Asylum, che ai tempi trovai leggermente stramba, poco proprio, da quel che ricordo ad un certo punto forse per la carenza di idee gli sceneggiatori ci buttarono dentro anche gli alieni che non c’entravano una beata mazza.

Vedremo!

 

Canzoni del Mese

“I”, ormai ho rinunciato alla singolarità, è inutile.

Dust Till Dawn – Zayn, Sia

Non è propriamente il mio genere ma l’ho ascoltata per caso in radio un giorno e mi è entrata nel cervello senza andarsene mai più.

Cry Baby – Melanie Martinez

Too Good At Goodbyes – Sam Smith

Love – Lana del Rey

Cosmetico del Mese

Cosa sarà mai? Sì, è quello. Comunque qui ad ottobre, qualche giorno fa ho fatto un ordine cosmetico da Maquillaia perché mi servivo delle cose anche per un regalo e ho preso ovviamente dei prodotti per me, molto interessanti, se dovessi scoprire il mio prossimo cosmetico preferito ve lo farò sapere il prossimo mese.

Per quanto riguarda settembre invece, il mio preferito è un must, un rossetto rosso della Nyx il Mary Janes.

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Un classico rosso che avevo acquistato mesi e mesi fa ma per qualche motivo ai tempi non mi aveva convinta e così lo avevo buttato nel cassetto senza usarlo più di tanto, un giorno l’ho riscoperto e da quel giorno ho imparato ad amarlo.

Di rossi classici ne ho a frotte ma questo è cremosissimo e si stende che è un piacere, io preferisco i rossetti opachi e a quelli lucidi e per questo lo opacizzo con un po’ di cipria trasparente.

E’ un rossetto normalissimo quindi la durata è quella comune, fin a quando non stoccazzate nulla con le labbra dura.

La Nyx non è una marca che amo, ho provato qualche prodotto ma nella maggior parte dei casi mi ha delusa, come il primer occhi che su di me almeno fa cilecca, questi rossetti qui non sono male invece.

App del Mese

Le app del mese sono state due, la prima a sinistra è Loner, un gioco in cui dovete pilotare un aereo utilizzando le dita per spostarlo su, giù a destra e sinistra per non farlo sfracellare contro nulla.

Ma non è un gioco ansiolitico, anzi è fatto apposta per essere rilassante perché per tutto il tempo mentre manovrate questo aliante sentirete una musichetta rilassante e l’atmosfera vi farà sentire come un pilota solitario che solca gli oceani in solitaria anche se siete sopra al divano con una partita di calcio che sfonda i timpani in tv.

La seconda a destra è Wysa, un’applicazione molto particolare, è ancora in beta ma molte persone (e anche io), l’hanno già valutata con il massimo del punteggio e quando sarà al suo massimo splendore potrebbe essere un successo ancora più grande.

Wysa si occupa di voi e dello stress che i problemi quotidiani causano, lo so, non è meraviglioso?

Parla con voi, vi chiede come state, se siete ansiosi, nervosi ecc.

Per ora è tutta in inglese ma non è un inglese difficile, è molto intuitivo, simpatico, comodo e rilassante.

Vi propone addirittura degli esercizi per quando siete ansiosi e vi da consigli su come rilassarvi, come mi sarebbe stata utile quest’app a partire da an- ah no aspetta, da sempre.

 

Scoperta del Mese

Questo è stato qui ad ottobre ma ce lo inserisco altrimenti mi dimentico la prossima volta.

Ho guardato Furore letto da Baricco e mi è piaciuto molto, Il Fatto Quotidiano può dargli del narcisista quanto vuole ma è stata una lettura/narrazione godibile che io personalmente ho apprezzato molto.

Certo, è stata una lettura edulcorata, piuttosto passionale da parte di Baricco ma in alcune parti mi ha fatta emozionare e mi ha ricordato il valore delle parole e quanto queste possano descrivere scene di un significato profondo ed estremo, l’ha fatto lui e ovviamente lo ha fatto Steinbeck.

Altre scoperte, beh, ho trovato un paio di anfibi stupendi da Bata peccato che l’ultimo paio me lo abbiano fregato.

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La solita fortuna, non si gioca così con i sentimenti delle persone.

Citazione del Mese

Questo mese mi sono ritrovata più volte davanti questa citazione:

“Io conosco la gente, cambia in un giorno. Elargisce con la stessa generosità il suo odio e il suo amore.”

Voltaire

Cosa Negativa/Positiva del Mese

Cercherò di essere breve qui, negativa il fatto che settembre pareva non avere fine, infatti ad oggi penso ancora di essere a settembre.

A settembre per una cosa e l’altra ho avuto un sacco di gente per casa, tra lavori dentro, fuori da parte dei vicini sentivo continuamente il martello pneumatico fatto che mi ha provato dei dolori alla testa fastidiosi.

Ma se queste sono le cose negative, andiamo ancora bene.

Positive, non so se è positiva o no ma ho scoperto parecchi nuovi titoli che voglio leggere che ho ovviamente già inserito in whishlist, ah vorrei inventarmi festività a caso.

C’è un canale bellissimo tra l’altro, di una ragazza australiana che adoro, si chiama Sophie Carlon e da settembre ma ancora ora continuo a guardarmi i suoi video ogni giorno, l’adoro.

 

 

Obbiettivi tralallala lo sappiamo

Finire Casa di Foglie, si sta rivelando più complicato del previsto ragazzi, era partito abbastanza tranquillo come libro ma ora si sta scatenando.

Ho recuperato anche la copia cartacea, per seguire meglio perché altrimenti mi perdo.

Ovviamente vi saprò dire! Spero di finirlo perchè sono mesi che vado avanti ma un po’ l’ho sospeso, un po’ vado lenta perché sto leggendo altro e poi ci vuole attenzione quando si legge Casa di Foglie quindi non sempre riesco a proseguire.

Bene, questo era tutto per il mese di settembre!

E il vostro? Come è andato? Bene? No? Ditemi!

A prestissimo!

Elisa

 

 

 

 

 

 

 

Il Circo della Notte – Erin Morgenstern

Buon mercoledì gente!

Come procede la settimana? Tutto bene?

Mi stava quasi sfuggendo la recensione di oggi dato che vivo con la ferma convinzione di essere ancora a settembre, ma attenzione “quasi” infatti eccomi qui a parlare del libro che a settembre abbiamo letto sul gruppo di lettura.

Durante questo em volevo scrivere lo scorso mese sul gdl abbiamo letto assieme “Il Circo della Notte” di Erin Morgenstern, un libro che nonostante il numero di pagine abbiamo ritenuto di leggere in un solo mese un po’ per lo stile molto fruibile sia per la vicenda che è veloce da seguire, è un libro che procede spedito insomma.

Comunque, dato che ho parecchie considerazioni da fare su questo libro direi di procedere subito!

Iniziamo.

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Il Circo della Notte – Erin Morgenstern

Editore: Rizzoli

Pagine: 460

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 12,00

Libro non disponibile in ebook

Anno di Pubblicazione: 2012

Link All’Acquisto: QUI

“La differenza fra avversario e compagno è una questione di prospettiva” [..] “Fai un passo di lato e la stessa persona può essere entrambi, o qualcosa di completamente diverso. Difficile dire quale sia il vero volto. E sono molti gli elementi che devi prendere in considerazione al di là del tuo avversario.”

Trama

Appare così, senza preavviso. La notizia si diffonde in un lampo, e una folla impaziente già si assiepa davanti ai cancelli, sotto l’insegna in bianco e nero che dice: “Le Cirque des Rèves. Apre al crepuscolo, chiude all’aurora”. È il circo dei sogni, il luogo dove realtà e illusione si fondono e l’umana fantasia dispiega l’infinito ventaglio delle sue possibilità. Un esercito di appassionati lo insegue dovunque per ammirare le sue straordinarie attrazioni: acrobati volanti, contorsioniste, l’albero dei desideri, il giardino di ghiaccio,.. Ma dietro le quinte di questo spettacolo senza precedenti, due misteriosi rivali ingaggiano la loro partita finale, una magica sfida tra due giovani allievi scelti e addestrati all’unico scopo di dimostrare una volta per tutte l’inferiorità dell’avversario. Contro ogni attesa e contro ogni regola, i due giovani si scoprono attratti l’uno dall’altra: l’amore di Marco e Celia è una corrente elettrica che minaccia di travolgere persino il destino, e di distruggere il delicato equilibrio di forze a cui il circo deve la sua stessa esistenza.

 

Recensione

Dunque, iniziamo con il dire che questo è il romanzo d’esordio della Morgenstern, quando si parla di romanzo d’esordio io parto sempre dall’ottica che qualche errore può esserci e per errore intendo cambi di narrazione non evidenti ma comunque fastidiosi o il trascurare alcuni personaggi per altri insomma sviste di questo tipo che in un opera prima possono esserci.

Prima di parlare della trama in sè e dei pro e dei contro direi di affrontare l’argomento “scrittura”.

Il romanzo è scritto bene, per quanto riguarda lo stile non ho particolari appunti da fare, è scritto bene e l’autrice riesce a trasportare il lettore in un mondo dolce, scrivo dolce perché alla fine pensando a questo libro mi torna in mente il profumo di caramello che aleggia all’interno del circo e se potessi abbinare un colore a questo romanzo sarebbe il bordeaux.

Per qualche motivo alla fine mi immagino questi tendoni adornati da pile di libri antichi, merletti che spuntano da ogni angolo, fogli sparsi, penne, inchiostro rovesciato, candele colanti che imbrattano la scrivania, mi immagino un ambiente così.

Avete mai visto “Il Castello Errante di Howl”? Se la risposta è no, correte immediatamente perché è la bellezza fatta a film d’animazione.

Comunque, per chi lo ha visto, avete presente la stanza di Howl che si vede in una scena del film? Stipata di oggetti in ogni angolo?

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Ecco, io l’interno dei tendoni di personaggi come Celia me lo sono immaginata così, forse più sui toni del bordeaux appunto ma più o meno così.

Vi parlo così dell’ambientazione perché l’autrice stessa da molto peso alla scena, ci racconta di questo circo, ma non solo anche si altri ambienti, con i particolari necessari per poterceli immaginare.

Tutta la scena sembra sempre imbrattata da un alone magico e surreale, quasi come se la Morgenstern volesse farci venire il dubbio sin dall’inizio che il circo e i suoi abitanti siano frutto di pura fantasia.

Lo stile dell’autrice è abile alle prese con questo universo misterioso, alle volte avrei voluto qualche piccolo dettaglio in più sulla scena ma quella era una voglia mia, la scena si poteva “vedere” molto bene con la descrizione dell’autrice.

Quindi lo stile di scrittura è senz’altro un punto a favore, non è mai noioso, sempre vispo, mai adagiato troppo su una scena insomma un libro molto scorrevole.

Parliamo della trama.

Noi incontriamo all’inizio Celia, una bambina molto sveglia che raggiunge durante uno dei suoi spettacoli un padre che non aveva mai conosciuto, questo all’inizio sembra turbato poi decide di occuparsi di Celia ma in modo particolare. La figura del padre è una delle più enigmatiche del libro secondo me, io fino all’ultimo non ho compreso del tutto il suo modo di pensare e di agire, a volte è crudele a volte è calcolatore e gentile alle volte è spietato o comprensivo insomma è di difficile interpretazione. All’età di sei anni Celia incontra un uomo in grigio di nome Alexander, amico del padre, questo le infila un anello che le imprime un marchio sul dito. Da quel momento Celia è legata a un qualcuno che per lei sarà il suo avversario. La giovane dal momento dell’incontro con il padre è stata cresciuta con vari insegnamenti di magia, il saper curare le ferite, il trasfigurare gli oggetti, è stata cresciuta sul modello del padre. L’avversario della ragazza è un giovane di nome Marco cresciuto da Alexander sotto i suoi insegnamenti, anche lui ha impresso nel dito il marchio di un anello, segno di un legame profondo. I due crescono e un giorno Sir. LeFèvre, un uomo che assume Marco come segretario, decide di fondare “Le Cirque des Rèves” assieme ad altri fondatori che verranno citati spesso nel corso del libro, Celia decide di fare un provino per entrare in questo circo e le sue pazzesche abilità lasciano tutti senza fiato, anche Marco che finalmente conosce il volto della sua avversaria.

 

La trama è interessante e nel corso della vicenda si tessono varie strategie nascoste curiose e piene di mistero, un altro punto positivo oltre alla scrittura è il fatto che l’autrice è molto brava ad incastrare tutte queste strategie e piccoli piani nascosti, ogni cosa torna alla fine del libro.

Nonostante sia scorrevole come libro alcune parti non le ho trovate vitali alla risoluzione e allo svolgimento del testo, in alcuni punti sempre mantenendo uno stile veloce che non si sofferma più di tanto l’autrice cade in scene già viste che andando avanti risultano leggermente noiose.

Come vi dicevo all’inizio essendo un opera prima posso capire qualche errore (come lo interpreto io) ma da metà in poi ho notato un forte cambiamento negli eventi, dall’inizio alla metà il protagonista indiscusso è il circo con le sue sfumature e le sue atmosfere magiche mentre dalla metà alla fine il romanzo pende parecchio dal lato amoroso, la vicenda infatti si colora di rosa in maniera evidente.

Ora, non che io sia contro le storie d’amore però, fino a metà mi hai raccontato il circo, la magia, l’abilità dei circensi, poi butti la vicenda sotto la prospettiva amorosa facendo crescere una storia d’amore fra due ragazzi che prima non si erano neanche mai parlati?

Questo cambio non mi ha convinta, capisco la necessità di impostare scenari diversi per non annoiare ma far nascere questo amore “più forte della morte” da un momento all’altro non mi è piaciuto, perché questi due sono uniti dalla sfida ma vi ripeto che loro due non si sono mai parlati se non qualche battuta di cortesia, lei a malapena si ricorda di lui quindi questo amore sfegatato non so come possa esserci.

Va bene, ci sono amori che sbocciano senza per forza parlarsi ogni giorno ma in questo caso lei fino a metà romanzo non ci pensa nemmeno a lui.

Parliamo del finale, punto delicato per me.

Il finale me lo aspettavo proprio così, non mi ha per niente stupita, c’è un personaggio che non mi aspettavo avesse un ruolo chiave ma a parte lui il resto non è nulla di nuovo per quanto mi riguarda.

In tutti i casi non è un finale malvagio solo che si prevede da metà libro in poi quindi alla fine mi ha lasciata con una sensazione dolce-amara, anche ora ripensando a questo libro non mi sento soddisfatta del tutto e fra qualche mese mi ricorderò ben poco perché già ora fatico a ricordarmi alcuni eventi.

Secondo me l’autrice non voleva scrivere un finale negativo ma nemmeno uno positivo quindi ha fatto un mischione e quello che ne è uscito è questo, gli eventi finali sono confusi, non si capisce del tutto che fine hanno fatto tutti i personaggi, insomma speravo si chiudesse in modo diverso la vicenda, in modo più chiaro.

Così è come se mi fosse rimasto un punto di domanda.

Il dubbio poi che regna sovrano alla fine è “allora è tutto un sogno o no?”, perché l’autrice sembra non decidersi, a volte vuole farci credere che è reale a volte no.

Per tutto il libro leggiamo di trucchi d’illusionismo, tendoni costruiti per realizzare il desiderio di uno per l’altra, gemelli simpatici che leggono nelle stelle e nelle persone, energie magiche, sfide a cui è impossibile sottrarsi, tarocchi nascosti, per poi lasciare dubbi enormi sul finale.

Comunque il libro in fin dei conti non è uno dei peggiori che abbia mai letto, ma nemmeno uno dei migliori, se devo consigliarvelo lo faccio per le atmosfere che valgono parecchio, sono ben costruite, molto vivide, ben realizzate e scritte, i caratteri dei personaggi perché ad alcuni mi sono affezionata molto, sono ben tratteggiati non sono dei soldatini tutti uguali hanno una propria personalità e per le vicende esterne alla storia d’amore che sono interessanti da seguire.

Non ho disprezzato la storia d’amore, mi piacciono queste storie ma a tratti l’ho trovata poco motivata un po’ buttata lì, so che Celia e Marco sono legati da un legame che non si può sciogliere ma da un capitolo all’altro inizio a leggere di amore profondo senza che prima se ne sia veramente scritto?

Non mi sembra una gran base.

Questa era la mia modesta opinione su “Il Circo della Notte”, speravo mi avrebbe lasciato di più.

 

Voto:

Progetto senza titolo

Tre stelle penso sia una valido voto, è un libro che mi è piaciuto a tratti e mi ha delusa invece sotto altri punti di vista.

Bene!

Voi che ne pensate? L’avete mai letto? Sì? Vi piaciuto? No? Vorreste farlo?

Ditemi che sono curiosa, a prestissimo!

 

Elisa

 

 

 

 

 

 

LiberTiAmo di Ottobre

Buona domenica e buon ottobre people!

Essendo il primo del mese torna un appuntamento fisso che ogni mese non vedo l’ora di scrivere perché nuovo mese, nuova lettura!

Come avrete capito dal giorno e dal titolo oggi sono qui per fare un brevissimo annuncio che riguarda il gruppo di lettura che io e Tiziana gestiamo assieme.

L’ultimo avviso che avevo scritto (per annunciare il titolo) risale a luglio gente, ah ormai le giornate sono cambiate, il tempo è cambiato, tutto si è fatto più uggioso e grigio ma non mi dispiace tutto ciò quindi attendo a braccia aperte l’inverno e gironzolo felice in queste giornate autunnali.

Comunque non perdiamoci in chiacchiere, avremo tempo per parlare dell’inverno anche perché annuncio già ora questa cosa, a dicembre torneranno gli appuntamenti diurni ovvero ogni giorno dal 01/12 al 25/12 quindi fino a Natale, pubblicherò un articolo qui sul blog.

Mi sono divertita molto l’anno scorso e già ora sto pensando a come impostare tutti gli articoli, all’uscita di ognuno, insomma mancano due mesi ma sono esaltata già ora.

Ma diamo una copertina al titolo di ottobre, il momento è giunto!

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Di Notte Sotto il Ponte di Pietra – Leo Perutz

Editore: Edizioni E/O

Trama

Praga, fine del XVI secolo. Sulla città regna Rodolfo II, imperatore del Sacro Romano Impero, collezionista, mecenate delle arti e delle scienze, uomo eccentrico e misterioso. Vive arroccato nel Castello, circondato da alchimisti, astrologi, pittori, servitori fedeli e imbroglioni di ogni risma. Ama una donna di nome Esther, moglie dell’ebreo Mordechai Meisl, l’uomo che gli presta il denaro per la sfarzosa ed eccentrica vita di corte, ma è un amore che esiste solo nei sogni, perché così ha voluto Rabbi Löw, autore di sortilegi, cabalista e artefice del Golem. Dentro questa Praga magica e perduta Leo Perutz intreccia le sue invenzioni narrative, fantastiche e poetiche, intorno a un perno che è l’inestricabile intreccio dei destini dei due rivali, Rodolfo e Mordechai, il Cristiano e l’Ebreo, entrambi grandi, entrambi perdenti.

 

Leo Perutz è stato uno dei più grandi scrittori e drammaturghi della sua generazione. Perutz è l’autore di titoli come “Tempo di Spettri” “Dalle Nove alle Nove” e “Il Cavaliere Svedese”.

Di Notte Sotto il Ponte di Pietra è stato ripubblicato lo scorso 2 febbraio dalla casa editrice E/O.

Leo Perutz E’ nato a Praga da una famiglia ebreo-tedesca, la sua fama e la sua incredibile capacità di narrazione per anni sono state offuscate da nomi quali Kafka, Werfel, appartenenti alla stessa fascia sociale.

Di Notte Sotto il Ponte di Pietra narra le atmosfere mistiche e misteriose di una Praga per cui l’autore provava un forte attaccamento e non solo.

La lettura inizia ufficialmente oggi e termina il 31/10, quindi leggeremo questo titolo per tutto il mese di ottobre.

Bene gente, il 4 ovvero mercoledì arriva la recensione de “Il Circo della Notte” quindi rimanete connessi!

A presto!

Elisa

 

 

 

PoetryTime

Da “Sala D’Aspetto”

 

Sei il mio ordine e l’apertura,
a un mare artico d’inverno
falsa primavera, scura e
dolente di ghiacciati
pensieri a puntellare l’aria,
bosco appassito
del nostro affetto perduto.

Fabrizio Cavallaro

News Letterarie #10

Buon giovedì gente!

Sono mesi che questa rubrica non compare sul blog, inutile scriverlo, mi mancava parecchio e spero che questa mancanza sia condivisa ragazzi.

Nelle prossime settimane ci saranno nuove uscite particolarmente interessanti quindi ho deciso di riportare questa rubrica con un nuovo appuntamento in cui diamo un occhiata a dieci delle prossime uscite libresche che troveremo sugli scaffali delle librerie nelle prossime settimane.

Ci sono molte uscite anche per quanto riguarda le graphic novel prossimamente, per esempio il cofanetto da tre volumi de “Your Name” di Makoto Shinkai.

Novità molto, molto interessanti, alcune di queste le vedremo meglio assieme oggi, ho selezionato dieci titoli che a mio vedere sono parecchio intriganti e sono curiosa di conoscere la vostra opinione!

Iniziamo!

 

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La Ferrovia Sotterranea – Colson Whitehead

Prezzo di Copertina: € 20,00

Data di Uscita: 25 settembre

 

Nella Georgia della prima metà dell’Ottocento, la giovane schiava nera Cora decide di tentare la fuga dalla piantagione di cotone in cui vive in condizioni disumane, e insieme all’amico Caesar comincia un arduo viaggio verso il Nord e la libertà. Servendosi di una misteriosa ferrovia sotterranea, Cora fa tappa in vari stati del Sud dove la persecuzione dei neri prende forme diverse e altrettanto raccapriccianti. Aiutata da improbabili alleati e inseguita da uno spietato cacciatore di taglie, riuscirà a guadagnarsi la salvezza?

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La Ferrovia Sotterranea è l’unico romanzo degli ultimi vent’anni a vincere sia il National Book Award che il Premio Pulitzer, l’autore era già arrivato finalista al Premio Pulitzer per la narrativa nel 2001 con il titolo John Henry Festival. Sono mesi che attendo l’arrvio di questo titolo in Italia, ero indecisa se leggerlo oppure no in inglese ma una volta venuta a conoscenza della futura edizione SUR ho voluto attendere. Ho visto ovunque questo titolo nei canali americani, inglesi, canadesi, ovunque. Questo rientra a pieno merito nella lista dei titoli da recuperare.

 

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Nessuno può Volare – Simonetta Agnello Hornby

Prezzo di Copertina: € 16,50

Data di Uscita: 28 settembre

 

Quando si nasce in una famiglia inconsueta come quella di Simonetta Agnello Hornby, sin da piccoli si cresce con la consapevolezza che si è “tutti normali, ma diversi, ognuno con le sue caratteristiche, talvolta un po’ ‘strane'”. Attraverso una serie di ritratti sapidi e affettuosi, facciamo così la conoscenza della cugina Ninì, sordomuta (“Ninì non parla bene”, si spiega agli estranei), dell’amata bambinaia ungherese Giuliana, un po’ zoppa, del padre con una gamba malata, e della “pizzuta” prozia Rosina, cleptomane – quando l’argenteria scompare dalla tavola, i parenti le si avvicinano di soppiatto per sfilarle le posate dalle tasche, piano piano, senza che se ne accorga, perché “la zia non deve sentirsi imbarazzata”. E poi naturalmente conosciamo George, sia attraverso le parole di sua madre, sia grazie alla sua voce, che si alterna come un controcanto ironico (cento per cento british), ma deciso nel raccontare i tanti ostacoli di chi si muove in carrozzina. E proprio come Simonetta con le storie di un tempo passato ci regala uno sguardo insolito e genuino sul mondo, così anche George, a cui quindici anni fa è stata diagnosticata la sclerosi multipla, ci consegna un punto di vista diverso da cui osservare le città che abitiamo, le persone che ci circondano e noi stessi. Un viaggio che è anche – soprattutto – un volo al di sopra di pregiudizi e luoghi comuni, per consegnarci, insieme a molte storie toccanti, uno sguardo nuovo. Più libero. Un piccione marrone e bianco, appollaiato su un ramo alto, ci guardava, curioso. Un fruscio di penne e volò via; si librava in alto, magnifico, ad ali spiegate, il cielo era luminoso, quasi senza nuvole. Bastò quel volo a riportarmi alla realtà. Tutti gli uccelli sanno volare, ma nessun essere umano ci è mai riuscito. Nessuno. Nessuno può volare.

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Simonetta A. Hornby è un’autrice italiana naturalizzata inglese che ha pubblicato nel corso degli anni titoli piuttosto famosi, tradotti in 25 lingue e divenuti best-seller come “Il Veleno dell’Oleandro”, “Caffè Amaro”, “Boccamurata” e molti altri. Nessuno può volare è una specie di autobiografia/docu-libro. Interessante se siete appassionati di questa autrice.

 

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Il Drago Verde – Scarlett Thomas

Prezzo di Copertina: € 10,00

Data di Uscita: 21 settembre 

 

Effie Truelove è un’alunna dell’Accademia Tusitala per Ragazzi Dotati, Problematici e Bizzarri, un edificio strano e misterioso dove imperversa un’insegnante così terribile che fa venire gli incubi ai suoi studenti. Effie crede nella magia, proprio come suo nonno Griffin, che però non vuole parlarne né insegnarle nulla. Un giorno il nonno tanto amato è vittima di un’aggressione e finisce in condizioni critiche all’ospedale. Così incarica la nipote di prendersi cura della sua biblioteca. Ma un oscuro collezionista di libri antichi le ostacola la strada appropriandosi di tutti quei volumi, tranne uno. Quando Effie apre quel libro misterioso viene catapultata in un altro mondo, affascinante e al tempo stesso pericoloso. Qui si troverà ad affrontare la Diberi, un’organizzazione segreta che pianifica di distruggere l’intera umanità. Per Effie è impossibile farcela da sola e dovrà chiedere aiuto a degli amici molto speciali…

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Il Drago Verde è l’inizio di una nuova saga della Thomas, una delle firme inglesi fantasy più apprezzate ed esce oggi. Ho inserito questo titolo anche perché devo ammetterlo ho trovato un piccolo parere di Neil Gaiman parecchio entusiasta che mi ha convinta. Dice testualmente: “Intrigante. Una delle firme più originali del fantasy contemporaneo.”

 

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Il Magico Pane dei Fratelli Mazg – Robin Sloan

Prezzo di Copertina: € 16,90

Data di Uscita: 12 ottobre

 

Lois Clary è ingegnere informatico alla General Dexterity, un’azienda di San Francisco specializzata in robotica con l’ambizione di cambiare il mondo. Lois programma tutto il giorno e di notte crolla addormentata: l’unico rapporto umano che riesce a intrattenere è con i fratelli Mazg, proprietari della bottega all’angolo di casa sua e dispensatori della migliore zuppa piccante e del miglior pane del mondo. Ma un brutto giorno accade il disastro: per problemi di visto i fratelli devono chiudere in fretta e furia l’attività e lasciare gli States. Non prima, però, di aver eseguito un’ultima consegna a domicilio per Lois: contiene il loro tesoro, la pasta madre con cui fanno il pane. Sta a Lois mantenerla viva, così le spiegano, nutrirla, farle ascoltare buona musica e imparare a farci il pane.
Lois non è una fornaia, ma troverà una preziosa alleata nell’esigente colonia di microrganismi con cui da adesso condivide l’appartamento: ben presto, non solo riuscirà a fare il pane per sé, ma anche per tutta la mensa-ristorante della General Dexterity. E quando la chef del ristorante la convince ad andare a vendere il pane al rinomatissimo mercato del Ferry Building, un nuovo mondo si spalanca davanti agli occhi di Lois, spingendola a considerare l’idea di unire la sua nuova passione alle competenze nel programmare robot. Si prospetta un affare milionario, che fa gola a molti nell’ambito dell’industria alimentare, le cui ambizioni, però, non è affatto detto che coincidano con l’aspirazione di Lois a trovare un lavoro che la renda felice.

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Robin Sloan ha riscosso molto successo ai tempi per “Il Segreto della Libreria Sempre Aperta”. Torna con un titolo che si prospetta magico e gustoso allo stesso tempo, una lettura croccante diciamo e piena di magia, stile Sloan diciamo.

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Il Segreto di Famiglia – Anonima

Prezzo di Copertina: € 14,00

Data di Uscita: 21 settembre

La violenza di un genitore contro il figlio è forse quella sentita collettivamente come la più incomprensibile e la più indicibile. L’anonima autrice di questo libro, vittima fin dai tre anni delle molestie del padre, ha trovato le parole per raccontarla. Dopo i decenni di silenzio sotto cui il segreto è rimasto sepolto in famiglia, dopo i pochi e frustrati tentativi di spezzarlo con una madre impegnata a imbrigliare nell’apatia i propri fantasmi e un fratello troppo piccolo e poi troppo coinvolto per offrire un sostegno, la voce della vittima erompe in tutta la sua crudezza. Quadro dopo quadro, assistiamo alla trasformazione della bambina violata in una donna indipendente, capace di nuove storie e nuove avventure. Ma un ambiguo e indissolubile legame di dolore e desiderio ha plasmato e domina la sua psiche, la sua personalità, il corpo stesso, che “ricorda ogni cosa”.

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L’autrice ha scelto di non firmarsi e ha dichiarato che per anni ha combattuto con l’idea di scrivere oppure no questo libro, tra l’altro in Italia è edito da Guanda e sul loro sito potete sfogliare già le prime pagine, vi lascio il link QUI se siete interessati. Nella prima pagina infatti l’autrice chiede direttamente al lettore di rispettare la sua volontà di rimanere anonima, scelta fatta per vari motivi sopratutto personali.

 

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La Città Vince Sempre – Omar Robert Hamilton

Prezzo di Copertina: € 18,50

Data di Uscita: 28 settembre

Khalil è un giovane americano di padre palestinese e madre egiziana, al Cairo per studiare musica e riscoprire le radici arabe che suo padre si è lasciato alle spalle. Mariam una giovane egiziana che ha ereditato dalla madre la passione per la militanza politica e l’impegno in difesa delle classi meno agiate. Sono i giorni convulsi che seguono alla caduta di Mubarak, quando i due ragazzi si incontrano e si innamorano. Insieme ad altri, diffondono flmati e notizie da un appartamento con vista su piazza Tahrir. Si amano, e il clima di libertà e di speranza sembra dare linfa e forza alla loro passione. Ma la Storia ha un piano diverso e l’euforia cede presto il posto alla violenza. Nonostante gli sforzi, per i giovani attivisti operare è sempre più diffcile, fno al colpo di stato contro Morsi e l’ascesa del generale Al Sisi. La lenta agonia del fermento rivoluzionario colpisce anche l’amore tra Khalil e Mariam: il loro sentimento, nutrito per mesi dall’energia della rivolta, sembra spegnersi…

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Questo titolo è un ritratto della rivoluzione egiziana del 2011, è un romanzo diverso dal solito se vogliamo vederlo sotto certi aspetti, racconta il coraggio, la forza di un paese che protesta e si ribella, l’audacia e la speranza di chi si aggrappa ai propri valori per tenere in piedi un paese che si ritrova in un momento arduo da sopportare.

 

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Sognando la Luna – Michael Chabon

Prezzo di Copertina: € 22,00

Data di Uscita: 28 settembre

 

Nel 1989 Michael Chabon andò a Oakland, a casa della madre, per salutare il nonno morente. Reso loquace dall’azione degli antidolorifici, la memoria acuita dalla vicinanza della morte, il nonno gli racconta storie mai sentite prima, rispolverando un passato sepolto e dimenticato. Storie di guerra e avventura, di sesso, di matrimonio e desideri, di razzi spaziali, delle conquiste tecnologiche dell’America degli anni Cinquanta. Ma, soprattutto, di segreti da mantenere e bugie da raccontare. Chabon condensa un’epoca intera in una vita singola e una vita intera in una sola settimana.

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Chabon è conosciuto in Italia sopratutto per titoli come Telegraph Avenue e Le Fantastiche Avventure di Kavalier e Clay. Solitamente nelle sue opere fa un largo uso delle metafore, ha un stile piuttosto complesso dal punto di vista del linguaggio, nel 2001 vinse il Premio Pulitzer per la narrativa con Le Fantastiche Avventure di Kavalier e Clay.

 

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La Figlia che Vorrei Avere – Tatjana Rojc

Prezzo di Copertina: € 14,00

Data di Uscita: 28 settembre

 

Sanja cresce vicino a una delle frontiere più calde dell’ultimo secolo, quella tra Trieste e la Slovenia, attraversata da correnti invincibili e profonde, che hanno segnato la sua storia e quella della sua famiglia. Sanja ha appena perso la zia Nora, un punto di riferimento fondamentale nelle sue radici “matriarcali”, lei era la figlia che Nora avrebbe sempre voluto avere. Questo doloroso distacco la porta a indugiare tra i ricordi, ripercorrendo gli snodi più importanti della sua vita: gli anni più giovani e liberi, gli studi, la passione per il canto e le lettere, un matrimonio infelice e giovanissimo, un aborto segreto e soprattutto l’amore per due uomini più grandi e influenti. Quello reale per il secondo marito, Leone – saggio e comprensivo, ma anche gelosissimo – e quello platonico per Boris, grande intellettuale, vero e proprio maestro da cui Sanja ha tratto l’insegnamento più grande: la fiducia nella vita e nelle sue infinite possibilità di risollevarsi.

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Tatjana Rojc è una scrittrice e saggista che nel 2015 vinse il premio Auesperger per la sua monografia pubblicata in Italia da Bompiani. A mio vedere la trama di questo titolo è molto interessante, mi ispira molto.

 

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Il Mistero Henri Pick – David Foenkinos

Prezzo di Copertina: € 19,00

Data di Uscita: 26 settembre

 

In Bretagna c’è una strana biblioteca dedicata ai manoscritti rifiutati. Delphine Despero ci andava quando era bambina e sognava di riuscire un giorno a lavorare in mezzo ai libri. E così è stato perché, nemmeno trentenne, Delphine si è già fatta un nome nell’esclusivo mondo dell’editoria parigina. Così quando un’estate torna a trovare i genitori con il fidanzato scrittore, una visita alla biblioteca appare il modo migliore per sottrarsi alle invadenti attenzioni familiari. Tra gli scaffali dei sogni infranti e le illusioni perdute, i due amanti si imbattono in un manoscritto dal titolo intrigante «Le ultime ore di una storia d’amore». Delphine decide di seguire il suo fiuto e pubblicarlo. Il manoscritto diventa presto un enorme successo. L’autore si chiama Henri Pick. L’anagrafe dice che è morto qualche anno prima. La vedova giura che il marito non ha mai letto, e tanto meno scritto, una riga in vita sua. Eppure… L’aura di mistero accresce il successo del libro, i lettori e il bel mondo della mondanità non sembrano parlare d’altro. Due persone però non si accordano al coro degli entusiasti: Frédéric, il fidanzato di Delphine, che si sente sempre più in trappola per il clamore che la storia sta portando nella loro vita, e Jean-Michel Rouche, un giornalista che si ostina a non credere alla versione ufficiale. Mentre la trama avanza e gli indizi, ma anche i depistaggi, si moltiplicano, un’unica domanda è sul punto di condizionare per sempre le vite dei protagonisti: chi è davvero Henri Pick?

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David Foenkinos è un autore francese già pubblicato in Italia dalla Mondadori. La trama è molto interessante nonostante il fatto che a primo acchito (senza leggere la trama ne nulla) dal titolo mi ha ricordato “La Verità sul Caso Harry Quebert” anche se non c’entra assolutamente nulla. Ci sono già varie recensioni online di chi lo ha letto in francese (pubblicato nel 2015) e sono pareri estasiati e entusiasti, ovviamente le recensioni altrui non sono tutto, ci mancherebbe, ma è già una piccola buona impressione iniziale.

 

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La Distanza Tra le Stelle – Lily Brooks-Dalton

Prezzo di Copertina: € 16,40

Data di Uscita: 28 settembre

 

Questa è la storia di due solitudini che si sfiorano nel silenzio. Questa è la storia di due esistenze lontane eppure vicinissime come la distanza fra le stelle. Augustine ha dedicato la sua esistenza allo studio delle stelle. Non ha mai avuto una famiglia, né un vero amore; ha invece sempre avuto il suo telescopio, lassù, in un osservatorio astronomico nell’Artico. Così, quando scatta un allarme rosso e tutti gli altri scienziati vengono richiamati a casa, lui rifiuta di seguirli: è vecchio, non ha nessuno cui tornare, e ha scorte sufficienti per il tempo che gli resta. Poi le comunicazioni con l’esterno si interrompono del tutto e ad Augustine non rimane che guardare verso il cielo. E attendere. Sully ha sacrificato tutto per diventare astronauta. E la missione dell’Etere è stata un successo: lei entrerà nella Storia come il primo essere umano ad aver messo piede su Giove. Eppure, quando la navicella spaziale è ormai vicina all’atmosfera terrestre, le comunicazioni con la base s’interrompono. Atterrita, Sully lancia un SOS, sperando che qualcuno lo raccolga. E qualcuno, nell’angolo più remoto della Terra, risponde. Grazie a quel filo invisibile, la distanza siderale tra Sully e Augustine si colma e le loro solitudini s’intrecciano in un rapporto cui entrambi si aggrappano come naufraghi, lontani eppure vicinissimi, entrambi spaventati e stupiti dalla realtà che devono affrontare. E, mentre il mondo sembra scivolare in un silenzio assoluto, i due riscopriranno il vero significato della vita, e soprattutto della speranza.

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Lily Brooks-Dalton è una giovane autrice americana e questo titolo è la sua seconda pubblicazione, la prima in Italia. Ho deciso di inserirlo perché dalla trama sembra molto di più di una classica storia d’amore, sembra un immenso e avventuroso viaggio che io non vedrei l’ora di iniziare.

Titolo Bonus 

(Ovvero titolo di prossima pubblicazione edito da una casa editrice indipendente di cui ho scelto di parlarvi perché mi ispira molto)

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Sangue Bianco – Craig Robertson

Prezzo di Copertina: € 18,00

Data di Uscita: 28 settembre

 

Puoi cercare di fuggire dal tuo passato, ma non potrai mai nasconderti da te stesso, dalla tua vita, dalle scelte che hai fatto. Da quelle giuste, ma soprattutto da quelle sbagliate. Quando John Callum arriva a vivere sulle Isole Fær Øer, l’arcipelago all’estremo confine nordico danese, una terra battuta incessantemente dal vento e sprofondata nel freddo e nel buio per buona parte dell’anno, è deciso a tagliare tutti i legami con la sua vita. Vuole per sé un’altra vita, diversa da quella di prima. Subito tutto va bene, molto bene. Forse troppo. Callum è sorpreso dalla calda accoglienza che gli riserva la piccola comunità di abitanti dell’isola che ha scelto per rifarsi una vita. Ma poi, giorno dopo giorno, capisce che sull’isola ogni abitante sa tutto degli altri, anche di chi è arrivato da poco. Tutto, proprio tutto. Forse troppo.

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Questo è l’esordio italiano di Craig Robertson uno scrittore inglese che ha già pubblicato diversi titoli nella sua terra natia e mi ha ispirato molto dalla trama. Questo titolo bonus ho deciso di inserirlo perché penso sia interessante scoprire anche nuove pubblicazioni dalle case editrici indipendenti (ci tengo a precisare che lo faccio per mia spontanea volontà). La SEM è una CE milanese nata dall’ex numero uno di Mondadori, che ha appunto deciso di fondare ora una casa editrice, con una pubblicazione di 20 titoli all’anno più o meno, indipendente.

 

Bene people!

E voi ditemi, quale di questi libri non vedete l’ora di addocchiare sugli scaffali delle librerie e potenzialmente leggere?

Fatemi sapere!

Elisa