WWW Wednesday! #8

Buon mercoledì care genti, come procede l’esistenza oggi?

In questo caldo mercoledì ho deciso di tornare con un appuntamento de WWW Wednesday, la rubrica in cui parliamo un po’ delle letture attuali, di quelle future e di quelle appena concluse.

Come vi avevo annunciato questa non sarà una rubrica fissa, sarà piuttosto saltuaria ma focalizziamoci sul presente.

Ci tengo ad avvisarvi prima che le mie letture attuali sono parecchie, più del solito.

Ma iniziamo subito!

Cosa Stai Leggendo?

La Camera Azzurra – Georges Simenon

Le Ragazze – Emma Cline

Harry Potter e La Camera dei Segreti – J. K. Rowling

Mentre Morivo – William Faulkner

Partiamo con ordine, ho iniziato la lettura de “La Camera Azzurra” ieri sera e essendo un romanzo particolarmente breve e veloce da leggere me lo riservo come lettura serale.

Saprete già dagli scorsi articoli che questo mese sul GDL si legge “Le Ragazze” di Emma Cline, quindi io con tutta la calma possibile avanzo nella lettura, mi sta piacendo abbastanza anche se non è un romanzo perfetto a mio vedere ma ne parleremo nel momento opportuno quindi il 4 maggio.

Arriviamo al momento imbarazzante, sapete che qualche mese fa ormai avevo annunciato qui sul blog di voler leggere tutti i volumi della saga di Harry Potter con relativa recensione? E che a breve sarebbe arrivata anche la recensione del secondo volume (proprio questo qui in lettura) sul blog?

Infatti io “Harry Potter e La Camera dei Segreti” l’ho letto qualche mese fa ma non ricordo più nulla e non posso fare la recensione perché io quando ne faccio una devo avere ben in mente le mie considerazioni fresche sul libro, quindi lo devo rileggere.

Ci tengo a questa recensione quindi voglio che sia curata, ben strutturata e sopratutto piena di considerazioni personali.

“Mentre Morivo” invece l’ho ripreso da qualche giorno perché ne avevo parlato anche nello scorso appuntamento di questa rubrica ma avevo sospeso poi la lettura quindi l’ho ripresa solo ora.

Cosa hai Appena Finito di Leggere?

Dovremmo Essere Tutti Femministi – Chimamanda Ngozi Adichie

Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli – F. Cavallo, E. Favilli

Ho dedicato un Pillole Letterarie a “Dovremmo Essere Tutti Femministi” perché con tutta probabilità in una sola recensione non sarei mai riuscita ad esprimere la meraviglia di questo discorso dell’autrice trascritto poi sotto forma di libricino edito Einaudi.

Per “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli” invece ho un annuncio da fare, nei prossimi giorni uscirà la recensione di questo libro che sono felicissima di scrivere e non vedo l’ora di parlare un po’ con voi di questo testo.

Cosa pensi Leggerai in Futuro?

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Da Leggersi all’Imbrunire – Charles Dickens

Non so bene quali saranno le mie prossime letture ma sono quasi certa del fatto che fra queste ci sarà “Da Leggersi all’Imbrunire”.

L’ho recuperato in ebook e l’ho anche già iniziato ad essere sincera ma date le innumerevoli letture che sto facendo in questo momento mi sono sentita in dovere di sospendere la lettura per non rischiare di proseguire in fretta e furia senza assaporare il libro in toto.

Adoro Dickens lo sapete e non vedo l’ora di recuperarlo, spero piano piano di leggere tutto di questo autore, che dire spero di farcela!

Bene!

Questo per oggi era tutto, e voi?

Cosa state leggendo attualmente? Fatemelo sapere, voglio sbirciare fra le vostre letture!

A presto!

Elisa

Cose del Mese – Marzo!

Salve e ben ritrovati cari compari!

Oggi torno con un appuntamento della rubrica più chiacchiericcia dell’intero blog, ovvero le Cose del Mese in questo caso di marzo.

Ci ritroviamo ad aprile da undici giorni ormai (quindi festeggiamo il ritardo anche questo mese) ed è arrivato come sempre il momento di fare il punto della situazione e ricordare quello che è stato provando a pianificare quello che sarà.

Se solo sapessi mantenerli i piani, ma comunque da tutto ciò trapela la mia buona volontà e questo mi basta.

Ripensando al mese appena passato una sensazione torna a galla, il senso di infinito, ovvero la lunghezza immane del mese di marzo che per quanto mi riguarda è ancora ben impressa nel mio cervello.

Direi di iniziare subito, perché le “cose” sono parecchie!

Iniziamo!

Film del Mese

Questo mese ho recuperato due, non proprio nuovissime, pellicole che all’uscita riscossero un ottimo successo e che io non avevo ancora visto.

Sono andata a vedere anche La Bella e La Bestia ma era già aprile quindi… nisba.

Il primo a sinistra Foxcatcher, è un film del 2014 diretto da Bennett Miller, mentre quello a destra è Dallas Buyers Club uscito nel 2013 diretto da Jean-Marc Valleé.

Dallo scorso appuntamento mi è venuto questo vizio di inserire più di un titolo all’inizio, poi passeremo a tre, quattro, cinque per poi allungare l’articolo a 20000 parole.

Parliamo prima di Foxcatcher, pellicola che ha partecipato alla 67° edizione del Festival di Cannes ed è stato nominato per diversi premi Oscar.

Tra gli attori che spiccano qui troviamo Channing Tatum, Steve Carrell e Mark Ruffalo.

Trovo che Carrell abbia fatto una grande prova di recitazione perché non so voi ma io sono abituata a vederlo sotto altre personalità, più ironiche e meno austere di quella che interpreta qui.

Essendo un attore maggiormente conosciuto per i suoi ruoli comici trovo che si sia districato alla perfezione tra le sfumature dure di questo personaggio, bravo!

Di cosa parla questo film in pratica?

E’ tratto da una storia vera e racconta le vicende di un lottatore campione olimpico che nel 1996 venne assassinato proprio dal suo allenatore un vecchio e arcigno rampollo della famiglia Du Pont.

Mark e Dave sono i fratelli Schultz ed entrambi sono lottatori olimpionici e si ritroveranno poi ad unirsi al team The Foxcatcher di cui è proprietario Mr. Du Pont.

Il rapporto tra Du Pont e Mark si rafforza sempre di più fino a quando il lottatore dopo alcune vittorie finirà con il superare alcuni limiti e deciderà di tornare sui suoi passi.

Dave invece si unirà successivamente al team e scatenerà poi sul finale l’ira del rampollo.

Dunque, mi è piaciuto?

Sì, però secondo me c’è un problema con questo film, è troppo noioso.

Non mi ritrovo solitamente a fare questo commento sui film che vedo perché sono una che sopporta abbastanza bene la noia e aspetto fino alla fine prima di definire un film noioso ma questo lo è.

Non capisco quali elementi fanno sì che allo spettatore questo si riveli un film noioso ma la vicenda secondo me è raccontata con troppa durezza e lentezza in alcuni punti.

E’ film comunque che io consiglio di vedere perché a parte questi punti questo avvenimento e la storia di questo lottatore è raccontata con grande sensibilità e maestria.

Insomma mi è piaciuto ma io ricordo di essermi quasi autoimposta di vederlo perché la prima volta dopo dieci minuti mi era venuta voglia di spegnere già la televisione.

Voto: 7

Parliamo ora di Dallas Buyers Club, i personaggi principali qui sono interpretati da Matthew McConaughey e Jared Leto.

Il primo non lo apprezzo particolarmente mentre il secondo mi piace parecchio come attore.

Si è fatta innanzi tutto una trasformazione meravigliosa con Leto, qui infatti l’attore interpreta una transgender che nel corso della pellicola aiuterà Ron (interpretato da McConaughey.

Anche questo film è tratto da una storia vera accaduta tra il 1985 e il 1988 in Texas.

Ron è un uomo che conduce una vita sregolata all’insegna del sesso, dell’alcool e della droga. Durante uno dei tanti rapporti infatti Ron contrarrà l’HIV e successivamente appunto l’AIDS.

A Ron vengono dati trenta giorni di vita e in ospedale iniziano a somministrargli un farmaco chiamato AZT, un potente antivirale diffuso e approvato dalla FDA.

Ron subisce un peggioramento delle sue condizioni e attribuisce le responsabilità di ciò all’ AZT, così si dirige in Messico e lì incontra un medico radiato dall’albo che gli prescrive un farmaco che non è approvato dalle casa farmaceutiche chiamato peptide T.

Ron nota subito dei miglioramenti e assieme a Rayon (Jared Leto) decide di fondare il Dallas Buyers Club un luogo in cui i sieropositivi possono scegliere un metodo diverso per curarsi e pagano una retta di 400 dollari al mese.

Non vi dirò come andrà a finire nonostante sia una storia vera ma sappiate che ho adorato questo film, mi è piaciuto moltissimo e trovo che il personaggio di Rayon sia curato con estrema precisione e ogni studiato in ogni minimo dettaglio.

Il personaggio di Ron è fatto per essere avvertito come un uomo antipatico all’inizio e troppo pieno di se, è costruito per essere così quindi lo spettatore almeno all’inizio non empatizza più di tanto con lui.

Consiglio anche di questo a tutti la visione, racconta di una situazione corrotta e comprata a discapito di persone che soffrono per una malattia che un farmaco non cura anzi aggrava solo per poter pompare una macchina da soldi.

Molto bello e anche la colonna sonora fa tanto devo dire, ci sono tracce perfette che combaciano con il momento in cui vengono inserite creando scene imperdibili.

Voto: 8/9

Serie Tv del Mese

Vi sorprenderò stavolta, allacciate le cinture, tenetevi ben saldi alla sedia e alla mega tazza che avete in mano perché la serie di marzo per me è stata Friends!

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Io non posso dire di essere cresciuta con questa serie perché sono forse troppo giovine ma mi è capitato negli anni di vedere parecchi episodi recuperati.

All’inizio di marzo mi sono messa in testa di guardare almeno le prime quattro stagioni e cari signori/e ci sono riuscita!

Ho visto appunto le prime quattro stagioni e mi piacerebbe nel mese di aprile recuperare anche le altre, o almeno arrivare alla 8 per fare una cosa studiata bene.

Non penso ci sia niente da dire su Friends un pilastro della sit-com, il padre di queste.

Mi piacciono tutti gli attori protagonisti e non ho nessun appunto, se non l’avete mai vista recuperatela perché è una serie simbolo.

E’ la sit-com.

Canzone del Mese

Dovrei mettere tutto al plurale perchè quasi per ogni categoria parlo di più “cose” ma lasciamo perdere.

Marzo è stato il mese di Ed Sheeran in giro e mi è capitato di ascoltare alcune sue tracce del nuovo album, mi piace abbastanza questo artista e ha un’abilità con la chitarra incredibile.

Ed Sheeran – Shape Of You

Castle On Hill – Ed Sheeran

Perfect – Ed Sheeran

Cosmetico del Mese

Se non vi è bastato lo scorso stupore, preparatevi ad un altro colpo di scena.

Perché nemmeno per il mese di marzo il prodotto di cui vi andrò a parlare è un rossetto, lo so è scioccante.

Il prodotto che ha spiccato per me nel mese scorso è stato un blush, esattamente il numero 15 di Max Factor, Seductive Pink.

Max Factor è una marca che di solito mi piace e quasi sempre mi trovo a lodare i loro prodotti, mi era successo con i rossetti (per ricordarci che questo vaga tra noi) ed ora mi è capitato con i blush.

Non sono il tipo di persona che si diverte a utilizzare sugli zigomi rossi accessi o colori tendenti al rosso mattone scuro, per qualche motivo se indosso uno di questi colori o anche un semplice rosso guardandomi allo specchio non posso che riconoscermi come la nuova Heidi.

Quindi mi capita di utilizzare sempre un marroncino/terra chiaro con un pizzico di illuminante, fino a quando non ho scoperto questo blush qui.

Se desiderate un rosa tenue brillante vi basterà non esagerare mentre, se volete un rosa più intenso che tende leggermente verso il fucsia vi basterà abbondare un po’ con la pressione quando prelevate il prodotto.

Ha una buonissima durata perchè anche dopo 5/6 ore è ancora lì, magari cede leggermente ma non più di tanto.

E’ brillante quindi ha già dentro una specie di funzione illuminante (più leggera), sugli zigomi risulta essere un leggero e luminoso rosa molto grazioso.

E’ stata una grande scoperta, questo tocco di rosa risveglia l’incarnato del viso facendolo risultare più morbido ed elegante!

Fantastico, vorrei provare anche gli altri colori, penso abbia anche più usi infatti lo potete utilizzare come blush e come ombretto.

Sono della linea Cream Puff, questa linea nasce per dare un leggero tocco di colore per un look naturale o una finitura d’impatto e definita, Creme Puff Blush è l’ideale per creare entrambi i look e tutte le sfumature intermedie, grazie alla sua formula facile da modulare.

App del Mese

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L’app del mese è stata Fabulous, un’ applicazione particolare diciamo così.

Questa app ti aiuta a superare delle piccole sfide, cose piccole ma che possono aiutarti come il dormire meglio o l’abituarsi a bere più acqua o a fare colazione alla mattina, sì perché io ho brutto vizio di non fare colazione la mattina.

Tramite dei piccoli consigli, nulla di troppo impegnativo o impossibile.

Il punto negativo, come avrete intuito perché la positività nelle cose finisce sempre così, c’è da pagare.

Ci sono tre o quattro “sfide” sbloccate ma per le altre dovrete diventare utenti premium, quindi pagare.

Per il resto però l’applicazione è costruita bene, con una bella grafica, un buon metodo di gestione “sfide” insomma è costruita bene quindi si investe comunque in un buon prodotto, no?

E’ in inglese, non so se la tradurranno mai, posso dirvi che è un inglese piuttosto semplice nulla di troppo difficoltoso.

App molto carina e funzionale.

Scoperta del Mese

Questa scoperta forse non è molto sconvolgente per voi ma per me sì, perché dati i problemi che ho avuto con i miei capelli fare una scoperta così mi ha aperto un mondo.

Ho scoperto uno shampoo fantastico, dell’Equilibra che è un marchio molto valido secondo me.

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Questo shampoo qui è all’ Argan (ed è quello che ho acquistato io) ma ci sono altre versioni di questo prodotto che hanno come ingrediente principale l’ Aloe Vera o il Burro di Karitè.

Da qualche mese cerco di utilizzare shampoo naturali o comunque meno siliconici di quelli classici che si trovano in commercio, un giorno vagando tra gli scaffali sperduti della mia profumeria di fiducia ho addocchiato questo qui.

Con un espressione mista tra la curiosità e l’improvvisa eccitazione (sì lo so che è uno shampoo), mi sono avvicinata e dopo aver letto le proprietà neanche troppo delicatamente l’ho infilato nel cestino.

Insomma la prima volta che l’ho provato sono rimasta esterrefatta, non appena lo applicate sui capelli avvertite una specie di risveglio della morbidezza, sentite subito mentre lo massaggiate sulla cute una sensazione strana come se i capelli (anche parecchio sfibrati e rovinati) si rinnovassero e tornassero ad acquistare la loro primitiva setosità.

Provoca davvero una sensazione strana ma molto piacevole.

Ho preferito l’Argan perché avendo una cute grassa e delle punte molto secche se avessi applicato su tutto il capello uno shampoo al burro di karitè altro che ingrassamento.

Se vi ho incuriosito con questo veloce parere e volete correre in profumeria ricordatevi di scegliere quello più adatto a voi, quindi se avete una cute grassa quello all’Aloe potrebbe andare bene, viceversa se avete un capello secco sarà perfetto quello al burro di karitè.

Comunque questo shampoo è stato davvero una scoperta, sicuramente una volta terminato lo riacquisterò perché è entrato tra i miei preferiti.

Citazione del Mese

Come vi ho detto prima ho avuto il sentore che marzo fosse infinito, passavano i giorni ma tutto sembrava bloccato.

Quindi perché non inserire una citazione che descrive queste mie poco piacevoli sensazioni?

La vita bene spesa lunga è.

Leonardo Da Vinci

Cosa Positiva/Negativa del Mese

Verso la fine del mese di marzo è successa una cosa meravigliosa, da dicembre più o meno soffrivo di un debole/medio blocco del lettore, durante le ultime giornate del mese però qualcosa è scattato.

Guardando tutti i libri che ho ancora da leggere mi è tornata una voglia improvvisa di rituffarmi nella lettura e ho avvertito questo mostriciattolo del blocco del lettore farmi “ciao, ciao” con la manina, prendere la valigia di cartone (mi piacciono gli oggetti vintage, quindi visto che il mostriciattolo mi appartiene, insomma…) e andarsene.

Questa era la cosa positiva, è successo anche altro ma in questo momento mi sfugge.

Cosa negativa, a marzo sono dovuta stare a riposo per qualche settimana per un problema legato al piedi destro, io nutro un odio profondo verso “l’arte del dover stare fermi a letto o sul divano quando voglio fare qualcosa”.

A marzo mi è sembrato di ritrovarmi in uno di quei film in cui il personaggio principale è bloccato in un loup temporale ed è costretto a rivivere lo stesso giorno, tutti i giorni.

Cosa ha rotto l’incantesimo?

Il mio stato di salute che è migliorato, rimettendomi in sesto e la ricomparsa degli insetti malefici che ogni giorno mi terrorizzano, la primavera è una stagione bellissima e come chi soffre d’allergia io ho l’ansia di camminare nei campi o nelle zone assolate per via di quegli enormi insetti.

Sono entomofobica, sì.

Obbiettivi per Prossimo (Ormai Questo) Mese

Ho rispettato solo due degli obbiettivi dello scorso mese il che è, beh piuttosto negativo.

Sono tornata a fare le TBR, almeno mentalmente e mi sono segnata i libri da leggere ad aprile, posso dirvi che sono a buon punto e ci tengo a rispettare questo obbiettivo.

Devo ancora finire “Mentre Morivo” quindi è maturato ed è diventato un obbiettivo plus!

Terzo obbiettivo, trovare un modo per recuperare “Casa di Foglie” di Danielewski in inglese o in ebook.

Quarto, cercare di non slogarmi caviglie, ossa varie, ecc. ecc.

Bene, ne avrei altri cinquecento di obbiettivi ma ve li risparmio, credetemi è meglio.

E voi? Cosa vi è successo nel mese di marzo? Temete le presenze oscure (ovvero gli insetti)?

Ci leggiamo prestissimo!

Elisa

Pillole Letterarie #12

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Se facciamo di continuo una cosa, diventa normale. Se vediamo di continuo una cosa, diventa normale. Se solo i maschi diventano capoclasse, a un certo punto finiamo per pensare, anche se inconsciamente, che il capoclasse debba per forza essere un maschio. Se continuiamo a vedere solo uomini a capo delle grandi aziende, comincia a sembrarci “naturale” che solo gli uomini possano guidare le grandi aziende.

La parola “femminista” si porta dietro un bagaglio negativo notevole: odi gli uomini, odi i reggiseni, odi la cultura africana, pensi che donne dovrebbero essere sempre ai posti di comando, non ti trucchi, non ti depili, sei perennemente arrabbiata, non hai senso dell’umorismo, non usi il deodorante.

Ma la cosa di gran lunga peggiore che facciamo ai maschi, facendo intendere che devono essere duri, è che li lasciamo con degli ego molto fragili. Più un uomo sente di dover essere un “uomo duro”, più è debole il suo ego. E poi facciamo un lavoro anche peggior con le ragazze, perché le educhiamo a soddisfare i fragili ego degli uomini. Insegniamo alle ragazze come farsi da parte, come farsi più piccole. Diciamo alle ragazze, “Puoi avere ambizione, ma non troppa. Dovresti puntare ad avere successo, ma non troppo successo, altrimenti potresti minacciare l’uomo.”

#piccolistralciletterari#

L’Arte di Essere Fragili – Alessandro D’Avenia

Buondì compari, come procede l’esistenza?

Oggi, come da tradizione al termine di ogni mese, io e Tiziana siamo qui con la recensione del titolo del mese scorso del gruppo di lettura, che in questo caso è stato L’Arte di Essere Fragili di Alessandro D’Avenia.

Vi segnalo anche la recensione di Simona (lasiepedimore) che anche lei facente parte del gruppo ci supporta ogni mese, con ogni lettura.

Grazie Simona e grazie a tutti i membri del gruppo!

Bene dopo i ringraziamenti direi di concentrarci sulle dinamiche che hanno reso possibile questa lettura, come sempre abbiamo indetto un sondaggio e il titolo che l’ha spuntata è stato proprio questo, infatti sul gruppo abbiamo letto questo titolo dal 01/03 al 31/03.

Quindi, non procrastiniamo ancora gente, andiamo a parlare nello specifico di questa lettura!

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L’Arte di Essere Fragili, Come Leopardi può Salvarti la Vita – Alessandro D’Avenia

Editore: Mondadori

Pagine: 209

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 19,00

Prezzo ebook: € 9,99

Anno di Pubblicazione: 2016

Link all’Acquisto: QUI

“Con quello che chiamiamo “ispirazione”, e che non sappiamo neanche più cosa sia. L’abbiamo ridotta a una specie di prurito interiore che colpisce gente stravagante, e invece niente come l’ispirazione è capace di illuminare la nostra vita quotidiana da dentro, con quella luce che rende ogni nostro gesto autentico e ogni nostra opera feconda, indipendentemente dal risultato.”

Trama

“Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un’arte della gioia quotidiana?” Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte. Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D’Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l’incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi. 

Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato. Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l’indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D’Avenia trova folgorazioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d’Italia, tutti alla ricerca di se stessi e di un senso profondo del vivere. Domande che sono poi le stesse dei personaggi leopardiani: Saffo e il pastore errante, Nerina e Silvia, Cristoforo Colombo e l’Islandese… Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza. La sfida è lanciata, e ci riguarda tutti: Leopardi ha trovato nella poesia la sua ragione di vita, e noi? Qual è la passione in grado di farci sentire vivi in ogni fase della nostra esistenza? Quale bellezza vogliamo manifestare nel mondo, per poter dire alla fine: nulla è andato sprecato?

Recensione

Dunque, ho pensato molto a questo libro dopo averlo terminato, ci ho pensato perché mi sono trovata in difficoltà nel momento della valutazione finale perché questo libro, ve lo dico subito senza tanti giri di parole, non mi ha conquistata.

Mi aspettavo decisamente di più da un libro che da mesi è primo in classifica tra i titoli più venduti e da mesi si vede ovunque, su qualsiasi piattaforma.

Secondo me questo è il classico caso in cui una casa editrice molto grande (come appunto la Mondadori) ha lucrato pesantemente su un nome come quello D’Avenia.

Lo sappiamo, questo autore nel corso degli anni si è creato un vasto numero di fan che lo supportano e leggono avidamente le sue opere.

Io non ho nulla da dire sullo stile di scrittura di D’Avenia, perché è uno stile che mi è piaciuto molto, senza dubbio questo autore sa scrivere e il suo stile è uno dei punti positivi di questo libro.

Perché sì ha dei punti positivi, anche se per quanto mi riguarda sono di più quelli negativi.

Iniziamo con quelli positivi a questo punto, a parte lo stile dell’autore un altro punto a favore è l’idea di base che ha questo libro ovvero l’utilizzare una figura impressa nella mente di tutti come quella di Leopardi per fare dei ragionamenti semi-profondi sulla società di oggi,  ragionamenti mirati in diversi ambiti.

Un altro punto positivo è il trattare quattro fasi, che sono le fasi della vita di ognuno, ovvero l’adolescenza, la maturità, la riparazione e la morte.

Lo stile comunque fa tanto, nel senso che se non fosse stato per la scrittura brillante dell’autore questo libro per me sarebbe stato valutato con neanche una stellina.

Passiamo ai punti negativi, così analizziamo bene per quale motivo a me personalmente questo libro non è piaciuto.

Ricollegandomi all’autore, durante il corso del libro quest’ultimo ci racconta un tot di vicende personali che ha vissuto con alcuni adolescenti, ragazzi che scrivevano di loro pugno lettere a D’Avenia chiedendogli consigli o magari cercando un dialogo con lo scrittore.

Secondo me, nel narrare queste vicende avute con giovani ragazzi/e D’Avenia pecca ogni tanto di saccenza o saccenteria, dando al lettore un immagine di sé che io ho trovato fastidiosa.

Ho ritrovato in lui, alcune volte non sempre, quella stessa saccenteria che avevano alcuni miei professori all’epoca della scuola.

Comunque oltre a questo, un altro punto negativo che mi è saltato all’occhio una volta terminato questo testo, che io non so se classificare come romanzo o come saggio chiamiamolo ibrido, è il fatto che tutta l’opera a mio vedere ha un punto di partenza, ha un viaggio centrale confuso e frastagliato e un finale poco motivato.

Infatti il libro si apre con una domanda implicita che è “qual’è l’arte di essere fragili?” per poi concludersi con una risposta, ma è una risposta che non mi ha stupita particolarmente anzi mi ha lasciato un sentimento di delusione molto forte.

E’ un libro infarcito, saturo di rimandi e operette del poeta Leopardi, essendo appunto uno dei personaggi principali di questo testo, uso il plurale perché mi è sembrato che l’altro personaggio fosse D’Avenia appunto.

Si citano anche Keats, Zagajewski, la Bibbia, Kafka, Dante ecc. ecc.

In questo libro si parla principalmente di adolescenza, del desiderio che porta la giovinezza di fuggire, del “rapimento”, del “seme”, della morte, del dolore.

Voi vi starete chiedendo “cosa intendi per seme e rapimento?”, adesso ve lo spiego subito.

Durante tutto il libro leggerete spesso (troppo spesso per i miei gusti) queste due parole, “rapimento” inteso come l’illuminazione che ognuno di noi ha o deve ancora avere su quello che vuole fare nella propria vita e “seme” come il dovere di soffrire per poi aprirsi alla vita e apprezzare la felicità.

Non sono una fan dei concetti ripetuti per troppe volte, secondo me la definizione che da l’autore di queste parole è apprezzabile ma vengono inserite troppe, troppe volte durante il corso del libro, ogni volta che me le ritrovavo davanti mi veniva voglia di chiudere il libro e fregarmene del “rapimento”.

Quando ho iniziato questo libro avevo paura che Leopardi fosse usato come pretesto per magari incuriosire più lettori o arrivare a più persone, in realtà no, Leopardi c’è in questo libro.

Il problema maggiore che ho con questo testo è che ora che l’ho terminato sento di non aver letto nulla, non mi ha lasciato niente, è come se avessi letto 209 pagine bianche.

Come vi avevo detto in passato il dire “questo libro non mi ha lasciato nulla” penso sia una delle affermazioni più critiche che si possono fare nei confronti di un opera, perché io lettore mi aspetto di portare qualcosa con me alla fine di un viaggio.

Un insegnamento, un esperienza, un ricordo, un qualcosa che in ogni momento mi faccia ricordare quel viaggio, con L’Arte di Essere Fragili purtroppo questo non è accaduto.

Mi dispiace perché nutrivo grandi speranze per questo titolo, purtroppo il modo non approfondito in cui l’autore ha trattato i temi qui presenti mi ha delusa.

C’è troppa saccenteria, troppa retorica inutile in questo libro, mi aspettavo anzi volevo leggere qualcosa di sconosciuto, qualcosa che ancora non sapevo e invece qui non ho fatto grandi scoperte, non mi ha detto nulla di nuovo.

Mi è sembrato in alcuni momenti, il classico libro infarcito di frasi belle messe lì senza motivo se non per la loro bellezza.

Sicuramente però leggerò altro di D’Avenia perché mi piace il suo stile e senza questo sicuramente L’Arte di Essere Fragili non sarebbe meritevole di due stelline e mezzo, ops spoiler.

Mi piacerebbe leggere “Ciò che Inferno Non è”, ma non ora ho bisogno di smaltire quest’ultima lettura, comunque di certo approfondirò l’argomento D’Avenia.

Voto:

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Bene,

dopo questo tema vi lascio vado a piantare qualche seme.

E voi ragazzi? Avete mai letto questo libro? Vi e piaciuto?

A prestissimo!

Elisa

LiberTiAmo di Aprile

Buon pomeriggio, buon inizio weekend e sopratutto buon aprile!

Allora ragazzi, come ogni mese, eccoci qui io e Tiziana per annunciarvi il titolo del mese corrente in questo caso.

Infatti come ogni mese sul gruppo abbiamo indetto un sondaggio e da questo sondaggio solo un titolo è uscito vincitore (con anche una buona maggioranza di voti).

Ma ci arriviamo tra poco al titolo.

A parte che se già ci seguite su Goodreads o sui social come Instagram già lo saprete, ma lasciamo ancora un po’ di patos.

Infatti prima ho qualche piccolo annuncio da fare:

il primo è che abbiamo deciso di agire in questo modo, ovvero pubblicare l’annuncio della lettura del mese anche qui sul blog, per chi non segue effettivamente il gruppo su Goodreads ma magari vuole leggersi il titolo da solo e legge i nostri corrispettivi blogs.

Secondo, come da tradizione, il 4 (ovvero martedì) sui nostri blog uscirà la recensione del titolo dello scorso mese che è stato L’Arte di Essere Fragili di Alessandro D’Avenia.

Terzo e ultimo, a breve uscirà l’articolo delle cose del mese di marzo che non c’entra nulla con questo articolo, ma dovevo scriverlo così non scappa dalla mente.

Come succede solitamente con questo tipo di articolo oggi sarò breve, infatti vi farò un leggero accenno alla trama e vi darò varie informazioni sulle attività che svolgeremo nel gruppo per questo libro.

Quindi siamo arrivati al momento clou.

Il titolo del mese di aprile per il gruppo di lettura è:

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Le Ragazze – Emma Cline

Editore: Einaudi

Trama

Evie voleva solo che qualcuno si accorgesse di lei. Come tutte le adolescenti cercava su di sé lo sguardo degli altri. Un’occasione per essere trascinata via, anche a forza, dalla propria esistenza. Ma non aveva mai creduto che questo potesse accadere davvero. Finché non le vide: le ragazze. Le chiome lunghe e spettinate, i vestiti cortissimi. Il loro incedere fluido e incurante come di “squali che tagliano l’acqua”. Poi il ranch, nascosto tra le colline. L’incenso, la musica, i corpi, il sesso. E, al centro di tutto, Russell. Russell con il suo carisma oscuro. Ci furono avvertimenti, segni di ciò che sarebbe accaduto? Oppure Evie era ormai troppo sedotta dalle ragazze per capire che tornare indietro sarebbe stato impossibile?

Le vicende di questo libro sono vagamente ispirate ad una storia vera, alla vicenda della The Family di Charles Manson che proprio in quegli anni formò una vera e propria setta e spinse questi membri all’omicidio.

Tra l’altro mi sembra di avervi, ai tempi dell’uscita, parlato di questo libro in un appuntamento delle News Letterarie e io stessa rimasi affascinata dalla trama di quest’opera.

Emma Cline è una giovane autrice americana e “Le Ragazze” è il suo primo romanzo.

Quest’anno ho già capito che è l’anno degli autori esordienti per la sottoscritta.

Le Ragazze sarà in lettura sul gruppo dal 01/04 al 30/04, per tutto il mese di aprile.

Questo era tutto ragazzi, noi vi aspettiamo sul gruppo se volete unirvi a noi e leggere assieme questo testo e spera anche i prossimi!

A prestissimo!

Elisa

Review: Fondotinta “24h Care Perfection” – Deborah

Buongiorno compari, buon mercoledì, ed è proprio il caso di dirlo, finalmente ci ritroviamo!

Pensavate fossi scappata nelle terre lontane del Sud eh, speravate mi sa, invece no.

Vi chiedo scusa per l’assenza di questo di questo periodo, tra malanni vari e impegni mi è toccato rimandare la stesura di vari articoli che avevo in mente, ma non vi preoccupate a breve arriveranno tutti.

Recensioni libresche, review, cose del mese, chi più ne ha più ne metta!

Dunque era da un po’ di tempo che non mi sedevo tranquilla a parlarvi di qualche prodotto makeupposo testato e valutato, bene oggi finalmente torniamo a parlare di make up.

Infatti da qualche tempo sto testando questo fondotinta della Deborah, marchio che a me tutto sommato non dispiace, e visto che sono vicina alla goccia finale è giunto il momento di parlarvene.

Iniziamo subito!

Il fondotinta di cui parleremo oggi fa parte della linea “24h Care Perfection“.

Marca: Deborah

Prodotto: Fondotinta

Colorazioni: 5

Prezzo: dai € 7,90 ai € 12,00

Quantità di Prodotto: 30 ml

Review

Come vi dicevo prima ho acquistato questo prodotto da due mesi circa e ora, che è vicino a quello che sarà l’ultimo dei suoi giorni, mi ritrovo a guardare questa boccetta e pensare “mi è piaciuto veramente questo fondotinta?”

Ho testato dei prodotti sicuramente peggiori ma anche questo ha i suoi punti negativi per quanto mi riguarda.

Prima di tutto il colore, questo è un punto soggettivo, dipende dal vostro incarnato e ognuno è diverso ma avendo io una pelle molto chiara acquisto sempre la prima colorazione, quindi la più chiara.

Qui, nonostante avessi acquistato il numero 01, man mano che lo testavo mi sono accorta che era comunque scuro per la mia pelle.

Sono disponibili ben 5 colorazioni, che sono pochine forse sarebbe stato utile aggiungerne una più chiara e una più scura.

Dunque, io non sono la persona più chiara dell’universo, ci sono anche persone che hanno la pelle più chiara della mia e che non potranno portare probabilmente questo fondotinta perché il primo colore, il più chiaro, risulta comunque sempre scuro e una volta applicato (nonostante ci si impegni nella stesura) ci si ritrova con quel’orrido effetto “mi sono abbronzata solo la faccia, ecco perché è più scura”.

Secondo punto negativo, la stesura.

Ogni volta che applico questo prodotto devo lavorarlo non so per quanti minuti prima che tutto l’insieme sembri quanto meno passabile, sembra di star muovendo del silicone o del cemento strofinandolo sopra la superficie per farlo aderire bene.

Infatti, una volta steso si appiccica (scusate la finezza, ma è proprio questa la sensazione) al viso e da lì non si muove più.

Durante la giornata però questa sensazione di appiccicato non si sente, si avverte solo nel momento della stesura per il resto come comfort generale mi sento di promuoverlo.

Questo fondotinta, stando alle informazioni di Deborah e all’idea che c’è dietro questa linea, il fondotinta dovrebbe anche effettuare sulla pelle un trattamento skincare.

Infatti all’interno ha delle piccole sfere di acido ialuronico che giorno dopo giorno idratano la pelle (con un uso costante) e le restituiscono la sua naturale bellezza.

Io posso dirvi che dal mio lungo periodo di prova, perché i primi tempi non sapevo cosa pensare di questo prodotto, ho notato una leggera idratazione ma niente di curativo per le pelli secche o comunque niente di miracoloso.

Il fondotinta ha una buona tenuta, quindi questo acido ialuronico lavora per tutto il giorno sulla pelle.

Infatti io lo applico alla mattina per poi toglierlo alla sera e gli unici punti del viso in cui il prodotto scompare sono il naso e la fronte, la zona T insomma.

In quei punti tendo ad avere una pelle grassa mentre nel resto del viso è secca, forse è proprio per questo che nel resto del viso aderisce perfettamente fino a sera mentre nella parte grassa crolla dopo qualche ora.

Se avete su tutto il viso una pelle grassa non credo che questo fondotinta possa fare al caso vostro, perché avendo un effetto idratante rischia di andare ad appesantire ancora di più il viso.

Consiglio di utilizzarlo in inverno o in autunno comunque non con un clima eccessivamente caldo perché potreste arrivare ad avvertire quella fastidiosa sensazione di pesantezza ed eccessivo carico sulla pelle.

Tutto sommato comunque non è un orribile come prodotto, è un normale fondotinta che da quello che ho potuto testare io, non ha particolari funzioni, svolge il suo compito, compre sufficientemente le imperfezioni, dura tutto il giorno sulla maggior parte del viso, insomma niente di stupefacente o eccezionale.

E’ un buon fondotinta, se avete una pelle secca, se ci ritroviamo in una stagione fredda, se vi capita di trovarlo in giro e avete finito il vostro fondotinta io gli darei una possibilità!

Voto:

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Tre stelle sono il voto perfetto per lui, buono ma non eccezionale, un buon ripiego in caso di emergenza comunque.

Bene gente, e voi?

Qual’è il vostro fondotinta preferito? Avete provato questo prodotto qui? 

Noi ci leggiamo prestissimo!

Elisa

CitaTime

” L’adolescente si lascia a poco a poco alle spalle il pensiero magico e onnipotente del bambino, la fantasia non lo difende più, la vita entra dentro di lui in modo nuovo e più pieno, ferendolo.”

 L’Arte di Essere Fragili – Alessandro D’Avenia

PoetryTime

Tutto Vale

Io credo che una foglia d’erba non valga affatto
meno della quotidiana fatica delle stelle.
E la formica è ugualmente perfetta, come un granello di sabbia,
come l’uovo di uno scricciolo,
E la piccola rana è un capolavoro pari a quelli più famosi,
E il rovo rampicante potrebbe ornare i balconi del cielo.
E la giuntura più piccola della mia mano qualsiasi meccanismo può deridere.

Walt Whitman

Manualetto Pratico a Uso Dello Scrittore Ignorante – Filippo Tuena

Buonasera a tutti/e compari!

Dunque, come procede la vostra settimana, desiderate di arrivare a sabato il prima possibile?

Oggi recensione, di un titolo che tratta un tema che a me personalmente interessa molto ovvero quello della scrittura.

Quindi che dire, siamo più o meno a metà settimana, tutto procede come sempre e già che ci siamo “rosso di sera bel tempo si spera”.

Visto che non vedo l’ora di parlarvi questo questo libro, iniziamo subito!

Risultati immagini per manualetto pratico a uso dello scrittore ignorante

Manualetto Pratico a Uso dello Scrittore Ignorante – Filippo Tuena

Editore: Mattioli 1885

Pagine: 109

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 12,00

Non è disponile un’edizione digitale

Prima Pubblicazione: 2010

Link all’acquisto: QUI

Trama

Che cosa succede nell’animo di un rispettabile professionista, di un marito affettuoso, di un padre premuroso quando travolto da un’idea apparentemente felice decide di scrivere un romanzo e cerca di pubblicarlo? Una discesa agl’inferi. Un’autoanalisi ironica sugli esordi, grotteschi e drammatici, di una passione irrefrenabile.

Verrai travolto dal desiderio irrefrenabile d’essere altrove mentre sarai perduto in queste immagini e ti sembrerà che nonostante molti siano gli autori scadenti e i libri inutili e pochi i grandi autori e i libri necessari, forse varrebbe la pena di fare un altro tentativo, di giocare la sorte ancora una volta perché senti intimamente e profondamente che potresti far parte dei pochi e dei grandi, anzi sei certo di farne parte indipendentemente dai giudizi degli altri e ancora una volta ti sveglierai un mattino bellissimo con quest’idea fissa, con quest’ossessione dannata che ti danna ma ti costringe a procedere, con questa voglia di opporti alle avversità e che ti fa sentire vivo come mai avevi creduto di poterlo essere.

Recensione

Ogni tanto sento davvero il bisogno di leggere qualcosa inerente alla scrittura, al percorso di uno scrittore, al come nasce una storia, insomma sento la necessità di leggere di scrittura.

In questo piccolo saggio/manualetto Tuena ci narra il percorso che segue un aspirante scrittore dal momento in cui viene folgorato di un idea illuminante che non può ignorare, seguono tutte le fasi quindi dal tentare la pubblicazione ad un’apparente rinuncia.

Tuena ha sempre un atteggiamento ironicamente pessimista, per tutta la durata del testo infatti l’autore sembra quasi sbeffeggiare il novello scrittore che arde dalla voglia di portare a termine il suo progetto letterario.

Questa velata critica rivolta agli scrittori “mediocri” o “ignoranti” come li chiama l’autore, è supportata dalla tesi che sono i pochi i grandi e sono troppi invece quelli che si credono grandi.

Per tutta la durata del testo Tuena sostiene questo modo di pensare per poi alla fine lasciar entrare uno spiraglio di luce, un bagliore di speranza.

Sembra quasi che dopo 100 pagine in cui un novello scrittore che legge questo libro sente di essere meno certo delle sue possibilità, alla fine avverte come se l’autore gli stesse picchiettando sulla spalla per dirgli “ok, forse sei uno dei tanti, ma non smettere di provarci comunque”.

Il testo è basato sulle difficoltà che uno scrittore incontra sul proprio cammino dal tener nascosta la propria natura ai suoi affetti, al prendere coraggio e identificarsi sotto il termine “scrittore”, ai vari tentavi (spesso fallimentari) con le case editrici, dalla delusione al “chi me l’ha fatto fare”.

Chiunque può leggere questo libro, certo se siete aspiranti scrittori vi sentirete maggiormente tirati in causa, ma nel caso voi non lo foste potete tranquillamente buttarvi in questa lettura se siete interessati a quello che accade nella testa di uno scrittore ai primi tentativi.

Ho imparato un’importante lezione da questo manualetto che è “hai comunque il diritto e il dovere di tentare se senti il feroce morso della scrittura”.

Il punto di forza di questo libro oltre alla forte critica che smuove è  l’altrettanto forte realismo che esprime, non c’è trucco ne’ finzione l’autore ti sbatte in faccia il fatto che la vera scrittura non è per tutti e tu non puoi inutilmente puntare troppo in alto.

Mi sarebbe piaciuto che questo libricino avesse 50 o 60 pagine in più, come vi dicevo prima il lume della speranza che infonde questo libro è minimo ma è proprio per quel lume che io me lo ricorderò, in queste pagine mancanti mi sarebbe piaciuto leggere l’arte della pazienza e della perseveranza.

Perché Tuena fa rifermento al “tentare comunque” solo in due paginette scarse quindi a fine lettura ci si ricorderà sopratutto della critica fatta all’autore.

Io forse è per colpa del mia stramba positività che mi ricordo maggiormente quelle due paginette, ma un altra persona è più facile che si ricordi il realismo e la critica di Tuena.

E’ un libro difficile da descrivere, uno di quei casi in cui bisogna leggerlo effettivamente per capire di cosa parla e di come è strutturato.

A me tutto sommato è piaciuto, è stata una lettura simpatica, che mi ha fatto tenere i piedi ben saldi al terreno e mi ha ricordato la regola del provarci.

Voto

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Piacevole, non perfetto ma comunque non mi pento di averlo letto e consiglio a tutti di dargli una possibilità.

Bene gente, e voi?

Avete mai letto questo libro? Anche voi amate leggere di scrittura?

A presto!!

Elisa

PoetryTime

Credevo che la facoltà
d’amare fosse spenta nell’animo mio.
Ora mi accorgo ch’ella
vive ancora ed opera.
Sono nato per amare,
ho amato E forse
con tanto affetto
quanto può mai cadere
in anima viva.

Giacomo Leopardi