News Letterarie #12

Buon giovedì cari e care! Come va la settimana?

Oh, tornano finalmente le News Letterarie, che gioia! L’ultimo appuntamento di questa rubrica risale al lontano dicembre 2017, è il momento di aggiornare che dite?

Come sempre ho selezionato per voi dieci prossime uscite che arriveranno in libreria nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, questa volta il titolo bonus finale pubblicato da una casa editrice indipendente l’ho scoperto proprio grazie ad una mail inviatami dallo “staff” dell’autore che ringrazio.

Ovviamente per correttezza ci tengo ad informarvi di questo fatto, comunque sono felice di inserire questo titolo che ho trovato molto interessante dalla trama.

Vi ho fatto aspettare mesi per l’aggiornamento di questa rubrica non vi farò attendere oltre, iniziamo subito!

 

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La Vita Fino a Te – Matteo Bussola

Data di Uscita: 15 maggio

Casa Editrice: Einaudi

Prezzo di Copertina: € 17,00

Matteo Bussola riconosce ciò che di straordinario si annida nelle cose ordinarie perché le guarda come se accadessero per la prima volta, come se sentisse sempre la vita pulsare in ogni cellula. Ed è con quello sguardo che racconta di relazioni sentimentali, l’istante in cui nascono, il tempo che abitano. Lo fa mettendosi a nudo, ricordando gli amori passati, per ripercorrere la strada che lo ha portato fino a qui, alla sua esistenza con Paola e le loro tre figlie. Soprattutto, lo fa specchiandosi nelle storie di ciascuno: quelle che incontra su un treno, o mentre sbircia dal finestrino della macchina, o seduto in un bar la mattina presto. Quelle che incontra stando nel mondo senza mai dare il mondo per scontato, e che la sua voce intima e familiare ci restituisce facendoci sentire che sta parlando esattamente di noi.

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Matteo Bussola è un fumettista ed uno scrittore già conosciuto per pubblicazioni come “Notti in Bianco, Baci A Colazione” e “Sono Puri I loro Sogni”. Le sue opere negli anni precedenti sono state accolte in modo piuttosto positivo, questa nuova uscita parla di amore, di vita di coppia, di emozioni condivise e anche di delusioni amorose.

 

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La Scomparsa di Stephanie Mailer – Joel Dicker

Data di Uscita: 10 maggio

Casa Editrice: La Nave di Teseo

Prezzo di Copertina: € 22,00

Il 30 luglio 1994 a Orphea, nello stato di New York, sta per inaugurare la prima edizione del locale festival teatrale. Ma la cittadina viene sconvolta da un terribile omicidio: il sindaco della città viene ucciso in casa insieme a sua moglie e suo figlio. Nei pressi viene ritrovato anche il cadavere di una ragazza, Meghan, uscita di casa per fare jogging. Il caso viene risolto, l’omicida incriminato da due poliziotti, Jesse Rosenberg e Derek Scott. Lunedì 23 giugno 2014. Jesse Rosenberg, a una settimana dalla pensione, viene avvicinato da una giornalista, Stephanie Mailer, la quale gli annuncia che il caso del 1994 non è stato risolto: la persona a suo tempo incriminata è innocente. Ma non ha il tempo per fornire prove. Pochi giorni dopo viene denunciata la sua scomparsa.

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Torna Joel Dicker, dopo svariati casi editoriali ecco una nuova pubblicazione che chissà, forse passerà anche questa alla storia come un nuovo caso? Vedremo, sembra un giallo in pieno stile Dickeriano, dalla trama, alla lunghezza insomma. Certamente dopo la sua esplosione con “La Verità sul Caso Harry Quebert”, Joel non si è mai fermato, non sempre si può pubblicare qualcosa di così acclamato dal pubblico ma vedremo intanto gli elementi per una giusta nuova partenza ci sono tutti.

 

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Leopard Rock. L’Avventura della Mia Vita – Wilbur Smith

Data di Uscita: 10 maggio

Casa Editrice: HarperCollins

Prezzo di Copertina: € 22,00

«Scrivo libri da oltre cinquant’anni. Sono stato abbastanza fortunato da evitare le grandi guerre e non esserne colpito, ma al tempo stesso sono cresciuto tra gli eroi che vi hanno partecipato e ho imparato dal loro esempio. Nella mia vita ho avuto molto spesso fortuna. Ho fatto cose che al momento sembravano spaventose, ma da queste esperienze è nata una nuova storia e la capacità di scrivere libri che la gente ama leggere. Ho vissuto una vita che non avrei mai potuto immaginare. Ho avuto il privilegio di conoscere persone provenienti da tutti gli angoli del mondo, sono stato ovunque il mio cuore abbia desiderato e nel frattempo i miei libri portavano i lettori in moltissimi luoghi». Wilbur Smith racconta con onestà gli episodi più intimi della sua vita, che sono stati anche di ispirazione per le sue storie. «Leopard Rock», dal nome della sua tenuta in Sudafrica, è la testimonianza di uno scrittore dalla vita ricca, avventurosa e appassionante tanto quanto i suoi romanzi.

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Ho voluto inserire questo titolo che diversamente dalle proposte solite è un’autobiografia perché molte persone apprezzano i libri di Wilbur Smith che negli anni ha guadagnato una fama mondiale enorme grazie alle sue numerose pubblicazioni. Oltre al fattore biografia penso sia interessante come testo anche per scoprire alcuni processi sconosciuti dietro alla nascita di una storia.

 

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Tanti Piccoli Fuochi – Celeste Ng

Data di Uscita: 19 aprile

Casa Editrice: Bollati Boringhieri

Prezzo di Copertina: € 18,00

1998, Shaker Heights, Cleveland Ohio, lo Stato che da sempre con il suo voto determina il successo o meno di un candidato alla presidenza. Perché combina una generale tendenza liberale a una forte dose di conservatorismo di élite. Una comunità fondata su un insediamento Shaker e popolata da una maggioranza di benintenzionati democratici, e abbienti. Le comunità Shaker erano caratterizzate dalla sovrabbondanza di regole – dall’ora migliore per alzarsi al mattino a come scegliere il compagno di vita. E una delle protagoniste del romanzo, Mrs Richardson, è cresciuta incarnando questa filosofia di vita: una famiglia da sempre insediata nella comunità, molto abbiente, perfettamente inserita in ogni comitato e organizzazione. All’inizio del romanzo troviamo Mrs Richardson in strada, davanti alle rovine fumanti della sua bellissima casa. Qualcuno ha appiccato un piccolo fuoco in ciascuna delle sue stanze perfette. Il dito della signora punta subito su Izzy, la più piccola dei suoi quattro figli. Ribelle da sempre, una pecora nera appena adolescente, diversissima dai fratelli in partenza per le università più prestigiose del paese, Izzy invece è in fuga per chissà dove. Mia invece è una fotografa single che ha scelto una vita itinerante con la figlia, fin dalla nascita, cavandosela a malapena con lavori vari, per avere tempo libero da dedicare alla sua arte. Con un buon successo, però accuratamente nascosto: le sue opere sono state vendute a una prestigiosa galleria di New York, ma Mia non parla mai di questo, né del suo passato. Mia lavora controvoglia come domestica e cuoca nella lussuosa casa di Mrs Richardson, in cambio di un piccolo alloggio. La figlia Pearl ha fatto amicizia con i quattro ragazzi Richardson, e Mia le ha promesso di metter fine al vagabondaggio… e allora come mai quella che dovrebbe essere una svolta decisiva diventa a poco a poco un problema per madre e figlia, e non solo? Accade quando un vecchio amico dei Richardson decide di adottare un bambino sino-americano. Ne nasce una battaglia per la custodia che divide l’intera cittadina. Mia ed Elena si troveranno su fronti opposti e questo farà scattare nella mente di Elena il sospetto che Mia nasconda un passato torbido. Ma questa sua ossessione avrà costi altissimi.

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Celeste Ng è un’autrice americana, che per questo titolo si è guadagnata una candidatura al NAACP Image Award per il miglior lavoro letterario. In America “Little Fires Everywhere” è uscito nel settembre dello scorso anno ed è stato apprezzato dalla critica, e non solo per esempio il “The Guardian” lo ha definito “un romanzo estremamente ben fatto”. E’ la sua seconda opera.

 

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Anni Lenti – Fernando Aramburu

Data di Uscita: 3 maggio

Casa Editrice: Guanda

Prezzo di Copertina: € 17,00

Spagna, fine anni Sessanta. Txiki Mendioroz ha otto anni quando viene mandato dalla famiglia d’origine, per motivi economici, a vivere con gli zii a San Sebastián. Il suo sguardo fotografa, con la lucida e disincantata precisione dei bambini, l’ambiente e le persone: lo zio Vicente, dal carattere debole, divide la sua vita tra la fabbrica e il bar, mentre è la moglie, la zia Maripuy, a governare realmente la famiglia grazie alla forte personalità, pur se sottomessa alle convenzioni sociali e religiose dell’epoca; la cugina Mari Nieves ossessionata dagli uomini, e il burbero e taciturno cugino Julen, istruito dal prete della parrocchia, che finirà per arruolarsi nelle prime formazioni dell’ETA. Il destino di tutti loro – che è lo stesso di tanti personaggi secondari della Storia, schiacciati tra necessità e ignoranza – cambierà bruscamente dopo alcuni anni.

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Aramburu è un autore italiano finalista del premio Strega europeo 2018, “Patria”, il suo precedente romanzo ha accolto opinioni entusiaste sia dai lettori italiani che da quelli spagnoli. Dopo il successo di “Patria” torna in libreria con appunto “Anni Lenti” che promette di essere uno scritto di formazione ambientato negli ani sessanta in cui il terrorismo basco nasce e cresce.

 

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I Pazienti del Dottor Garcìa – Almudena Grandes

Data di Uscita: 10 maggio 

Casa Editrice: Guanda

Prezzo di Copertina: € 19,50

Dopo la sconfitta tedesca molti criminali nazisti si affidarono a organizzazioni clandestine per espatriare e sfuggire alla condanna. Almudena Grandes racconta, intrecciando personaggi reali e inventati, una storia che si muove nel tempo (dalla guerra civile spagnola alla caduta di Franco, passando per la Seconda guerra mondiale, il fronte orientale, i campi di concentramento in Estonia, la caduta di Berlino, la Guerra Fredda, la nascita dell’Onu) e nello spazio, perché i suoi personaggi, soldati, diplomatici, agenti segreti, nazisti, agenti della CIA, si rincorrono tra Svizzera e Inghilterra, Germania e Russia, Stati Uniti e Argentina, in una fitta trama di infiltrazioni, operazioni clandestine, missioni in incognito o sotto falsa identità, tra criminali di guerra e grandi tesori trafugati.

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La Grandes è già conosciuta in Italia per diverse pubblicazioni tra cui “Cuore di Ghiaccio”, “Gli Anni Difficili” e ancora “I tre Matrimoni di Manolita”. Da molti è stata definita un’importante figura del panorama letterario contemporaneo tra questi molti c’è Mario Vargas Llosa per esempio.

 

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Eleanor Oliphant sta Benissimo – Gail Honeyman

Data di Uscita: 17 maggio

Casa Editrice: Garzanti

Prezzo di Copertina: € 17,90

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene. Anzi: benissimo.

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Sicuramente un titolo molto interessante che fa sbarcare l’autrice anche in Italia. Di origine inglese, Gail Honeyman è stata apprezzata in diversi paesi con questo testo che appartiene senza dubbio anche alla narrativa psicologica. L’autrice conquisterà anche i lettori italiani?

 

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L’Isola del Faro – Abby Geni

Data di uscita: 17 maggio

Casa Editrice: Longanesi

Prezzo di Copertina: € 16,40

Attratta dal fascino della natura estrema delle isole Farallon, il remoto arcipelago al largo della costa californiana, Miranda decide di trascorrervi un anno intero per immortalare il paesaggio e gli animali che lo popolano. Miranda è infatti una fotografa naturalista che ama girare il mondo spinta anche da una costante inquietudine, originata da una ferita nel suo passato.
Quando sbarca su una delle isole, riceve un’accoglienza molto fredda da parte dei pochissimi abitanti, un gruppo di biologi impegnati nello studio della fauna locale. Circondati dalle forze che agiscono incontrastate su un luogo dimenticato dalla civiltà, i ricercatori sembrano quasi essersi adattati a quella vita, assorbendone la violenza e l’asprezza. Finché un giorno Miranda rimane vittima di una brutale aggressione da parte di uno dei ricercatori, che poco dopo verrà ritrovato morto. Apparentemente per un incidente.
Ancora sotto shock, Miranda si convince che l’isola, con la sua forza incontaminata, abbia fatto giustizia, che l’abbia vendicata. Cercherà quindi di pacificarsi con il suo passato e con quello che ha subito. Ma quando il sangue tornerà a scorrere sulle Farallon, nessuno potrà più dirsi al di sopra di ogni sospetto.

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Prima di qualsiasi notizia vorrei dare una ventina di punti già alla stupenda copertina, come sempre ci tengo a sottolineare che l’importante è il contenuto ma in questo caso diamo a Cesare ciò che è di Cesare. Anche qui prima pubblicazione italiana dell’autrice, questo è stato il suo romanzo d’esordio. Promette una struttura diversa dal giallo classico toccando svariati temi ma mantenendo un’atmosfera inquietante tipica del genere.

 

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Lezioni di Volo – Maggie Leffler

Data di Uscita: 26 aprile

Casa Editrice: HarperCollins

Prezzo di Copertina: € 17,50

Nella vita di Mary Browning, vedova e ormai anziana, le uniche occasioni per vedere gente sono gli incontri settimanali del gruppo di scrittura di cui è presidente, anche se lei, in verità, non ha mai scritto nulla. Un giorno si affaccia alla porta della sala in cui si raccoglie quella strana combriccola di vecchietti un po’ annoiati una quindicenne dall’aria esitante: si chiama Elyse, vuole fare la scrittrice, e a Mary ricorda moltissimo Sarah, la sorella che ha dovuto abbandonare alla fine della guerra. Il suo sguardo e un articolo di giornale con la foto di quattro aviatrici degli anni Quaranta bastano a far riaffiorare in Mary i ricordi di un passato che non ha mai smesso di tormentarla, e a poco a poco tra le due nasce un’amicizia fatta di tazze di tè condivise e memorie salvate su un Mac nuovo di zecca. Due racconti paralleli, tra i tumultuosi anni della seconda guerra mondiale e il presente, ci raccontano la storia di due donne: Miriam Lichtenstein, che si è lasciata tutto alle spalle, compresa la propria identità, per diventare pilota della Women Airforce Service Pilots insieme alle altre WASP; ed Elyse, che è in cerca del modo migliore per integrarsi nel mondo e tenere insieme i pezzi della sua vita, restando se stessa. Due voci che ci raccontano come a volte basti un piccolo gesto perché la vita decolli verso nuove, meravigliose mete.

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Anche per questa autrice prima pubblicazione italiana, dopo due anni da quella americana. Anche per lei ci sono stati buoni riscontri in patria, questo titolo appartiene anche alla narrativa storica ed ebraica dato che il tema della seconda guerra mondiale dovrebbe essere uno dei pilastri del testo.

 

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Di Sangue e Di Ghiaccio – Mattia Conti

Data di Uscita: 26 aprile

Casa Editrice: Solferino

Prezzo di Copertina: € 18,00

Quando Ranocchia viene ripescato dall’acqua gelida del fiume, più morto che vivo, ciò che il paese sospettava da tempo diventa certezza: è impazzito. Già non è mai stato molto brillante, con quel suo fare svagato e il fisico gracile, inabile al lavoro nei campi. Da quando poi se n’è andato di casa per calcare le assi del palcoscenico sotto l’egida di quell’altro cialtrone di Baldo Bandini, capocomico e vagabondo… Inevitabile che la sua mente, già debole, cedesse. Ma ciò che nessuno sa è che Ranocchia ha un piano: farsi internare al manicomio di Lecco per cercare Bianca, la “maestrina”, la ragazza che gli ha insegnato a leggere, amare e soffrire, finita là dentro pochi mesi prima. Peccato che Bianca, a quanto pare, non si trovi più lì. E che l’istituto di cura sia un luogo molto più pericoloso di quanto Ranocchia sospettasse. Un’incalzante avventura all’incrocio tra il mondo affascinante dei teatranti e quello cupo dei folli, un linguaggio plastico e vivo al servizio di una storia dalle atmosfere gotiche.

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Ho deciso di inserire questo titolo perché la trama mi ha davvero conquistata, la trovo molto interessante. Questo è il romanzo di esordio di Mattia Conti, un autore giovanissimo.

 

Titolo Bonus!

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Il Soldato di Bangkok – Federico T. De Nardi

Data di Uscita: 3 marzo (già disponibile)

Casa Editrice: Libromania

Prezzo ebook: € 3,99

Un anno prima dei fatti narrati, un gruppo di funzionari russi viene catturato e ucciso tra Siria e Iraq. Adesso siamo a Barcellona e l’agente Josè Delgado è l’unico a sapere dove si trova uno dei terroristi colpevoli dell’assassinio. Il caso è delicato tanto che viene coinvolta una squadra di Bangkok che a sua volta incarica l’agente specializzato Anastasja di occuparsi del caso. 
Il soldato Anastasja è giovane, bella e molto in gamba, infatti non solo riesce a portare a termine la missione, ma anche a recuperare il bottino che i quattro terroristi nascondono.
Il bottino è consistente e Anastasja decide di donare tutto all’orfanotrofio. Quest’ultima vicenda apre le porte sui trascorsi personali della donna, cosa l’avrà spinta a fare il soldato? Perché ha donato tutto il bottino all’orfanotrofio? Il ritmo veloce dell’azione e la delicatezza nascosta in questa figura femminile fuori dagli schemi ci porta dritti alla fine del romanzo, senza sbavature e senza freni.

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Dopo la pubblicazione di “Betty Suicide”, l’autore torna con un testo che promette di essere una garanzia per gli appassionati del genere d’azione e non solo. Corso di padre e veneto di madre, Federico T. De Nardi ha iniziato a scrivere a otto anni, nella soffitta di sua nonna a Pigalle. Appassionato di arti marziali e di armi, ha vissuto un po’ dappertutto, mantenendosi con mille mestieri.

 

Bene gente!

Questo era tutto, qualcosa vi ha catturato? Sono riuscita nel mio intento?

Noi ci leggiamo presto!

Elisa

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Le Cose del Mese – Marzo

Buon lunedì e buon inizio settimana!

Oggi sono qui, dopo settimane di latitanza, per un’altro appuntamento delle “cose del mese” in questo caso di marzo!

Marzo non è stato un gran mese per quanto mi riguarda, è stato infinito, pesante e decisamente poco soddisfacente ma almeno ho visto cose interessanti dal punto di vista delle “visioni” di film ecc quindi almeno un punto positivo lo troviamo anche questa volta.

Non ho avuto tempo di fare nulla a marzo, decisamente non sono riuscita a stare al passo con gli impegni che avevo, con i miei piani, con nulla e questo sbandamento si è ripercosso anche nelle prime settimane del mese di aprile ma questa è un’altra storia.

Direi di non perdere tempo, dato che sono già in ritardo, e iniziare subito!

Film del Mese

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Delle visioni di marzo quella che mi è rimasta più impressa è stata Crimson Peak, diretto da Guillermo del Toro e uscito nelle sale nel 2015.

Già il fatto che sia diretto dal caro Guillermo, vincitore ricordiamo quest’anno del Premio Oscar per la miglior regia, mi ha spinta alla visione senza contare il fatto che in concept e il tono che viene dato agli ambienti mi ha stregata.

Ma parliamo della trama:

In una cupa Inghilterra del diciannovesimo secolo, all’interno di una minacciosa abitazione vittoriana persa nelle campagne rurali del nord: la vita di Edith Cushing (Mia Wasikowska) si svolge qui, impegnata nel suo lavoro da aspirante scrittrice e combattuta tra l’amore per due persone diverse. All’indomani di una tragedia familiare, l’esistenza della ragazza si trasforma in un incubo, i cui oscuri protagonisti si rivelano essere il nuovo, misterioso marito (Tom Hiddelston) e la casa stessa, che la travolge con i suoi più paurosi ricordi.

Dunque, dovrebbe essere di genere horror questo film ma non saprei se definirlo personalmente in questo modo perché se è un horror appartiene all’insieme di quelli soft quindi con poche scene che turbano di fatto lo spettatore.

Lo definirei un horror gotico, perché l’elemento che ho apprezzato di più è l’alone grottesco che per tutta la pellicola è curato nei minimi dettagli, nei costumi, nelle abitazioni, in tutto, insomma adatto agli amanti degli ambienti sui toni del gotico.

C’è un intrigo sotto che è quello su cui si basa l’intero film che non è così difficile da scoprire, forse gli indizi sono stati troppi.

Ah, in questo film i fantasmi hanno un ruolo chiave quindi se non amate il fattore soprannaturale non vi consiglio questa pellicola.

Nei film che ho guardato fin’ora, sopratutto di genere thriller e horror, i fantasmi non sono mai stati resi nel modo giusto, è difficile caratterizzare un fantasma.

Qui, ho visto anche alcuni video in cui si mostrava la realizzazione dei fantasmi che in Crimson Peak sono entità rossicce che si trascinano e mi ricordano tanto un giochino per bambini in cui bisognava soffiare dentro questa specie di pasta plasticosa che dopo poco si apriva in tanti filamenti.

Non so perché ma la mia mente a volte mi riporta similitudini strane.

Comunque è un film che a tratti sembra all’altezza del nome del regista e a tratti sembra un classico horror ben realizzato da godersi fino ala fine.

E’ un film bello da vedere, non ha particolari difetti, la recitazione è ottima, l’ambiente anche, la storia è interessante i punti negativi sono appunto la facilità nel scoprire l’intrigo finale e alcuni dubbi a cui non viene data una risposta ma rimane un film piacevole secondo me, intrattiene e non è altezzoso.

Mi è piaciuto e mi è anche servito per scoprire Tom Hiddelston, amato da tanti/e ma di cui io non avevo quasi mai visto nulla.

Documentario del Mese

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Finalmente torna la sezione dedicata al documentario del mese, evviva.

A marzo è uscito su Netflix questo documentario ovvero Wild, Wild Country diretto da Maclain WayChapman Way.

E’ una docu-serie in sei episodi in cui si analizza la vicenda Osho ovvero tutto quello che è accaduto dalla nascita del “movimento” di cui Osho era a capo al declino.

Osho è stato un importante figura spirituale per molte persone dagli anni 50 agli anni 90 quindi fino alla sua morte avvenuta il 19 gennaio del 1990 appunto.

Non conoscevo l’intera vicenda di Osho e i vari fatti poco chiari accaduti nel corso degli anni all’interno della sua comune, in documentario tratta proprio di questi fatti iniziando da quando Osho in India ebbe la sua illuminazione e cominciò ad attrarre molte persone accanto a sé.

Dopo anni passati in India espandendo sempre più la sua comune con l’aiuto della sua segretaria Ma Anand Sheela, che ha un ruolo chiave in tutta la vicenda Osho, decide di trasferire e ampliare maggiormente la comune in America per la precisione in Oregon accanto ad un piccolo paesino di nome Antelope.

Dopo il suo arrivo inizierà un turbine di malcontento e tensione che scoppieranno in fatti spiacevoli, la gente del posto non era felice della loro presenza e settimana dopo settimana le cose non hanno fatto altro che peggiorare con l’acquisto di armi da parte della comune, tentativi di avvelenamento, intimidazioni, l’acquisto dei locali e delle case della città ecc.

Ad un certo punto non era più un fatto di minore importanza ma un qualcosa di importanza nazionale, l’America voleva cacciarli in ogni modo possibile.

Nonostante siano fatti reali non vi racconto per intero il documentario ma è stata utile questa visione e ve la consiglio perché oltre a scoprire fatti interessanti vi fa riflettere su ciò che si arriva a compiere per difendere “il nostro territorio” e su quale sia il modo migliore per reagire sotto pressione.

Dovrei scriverci un’intero articolo su questo documentario.

All’inizio pensavo che la reazione della gente di Antelope fosse eccessiva, in fin dei conti i seguaci di Osho non stavano facendo nulla di male ma dopo poco ricevendo risposte così amare dal popolo americano hanno reagito nel peggiore dei modi e sono passati dalla parte del torto nella mia visione delle cose.

Non è coerente ripetere che l’amore è l’unica religione per poi reagire con le armi.

Salterò la categoria “serie tv del mese” perché a marzo ho rivisto solamente episodi che ho amato di varie serie ma nulla di valido e nuovo di cui potervi parlare.

Canzoni del Mese

Nobody Can Save Me – Linkin Park

The Sound Of Silence – Disturbed

 Centuries – Fall out Boy

Questo mese non ho scoperto grandissime canzoni a dire il vero, ho riascoltato sempre le stesse anche perché quando mi fisso su qualcosa ci sto per giorni e settimane.

 

Cosmetico del Mese
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Ho scoperto questa piccola palette di illuminanti/blush per caso, conoscevo già il marchio “I love Makeup” che appartiene sempre a “Makeup Revolution” ma questa palette non l’avevo mai vista in giro.
L’ho trovata in vendita vicino ad uno stand Essence ma potete trovarla anche sul sito Pink Panda (ma al momento non sembra essere disponibile), sul sito Notino (ma anche qui al momento non è disponibile) oppure sul sito italiano di Makeup Revolution (dove invece è disponibile).
Ci sono diverse tipologie di cuore-illuminante prodotte da questo marchio, io ho scelto questa che ha appunto colori piuttosto caldi, ma ci sono altri tipi con toni più freddi o con un solo colore all’interno.
Mi piace mischiare assieme il rosa e il rosso per creare un blush molto carino e naturale, non amo i blush alla “heidi” per intenderci quindi con ci calco mai più di tanto con i blush.
Ero curiosa di provare questi illuminanti a cuore che si vedono ovunque e sono piuttosto soddisfatta del lavoro che svolgono, è un’ottima palettina, anche i toni più illuminanti sono carichi e intesi, ottimi.
App del Mese

Questo mese le app sono due, ebbene sì.

La prima a sinistra è Dancing Line, che esiste in moltissime varianti, è il giochino per cellulare del momento diciamo ed è molto simpatico, dovete muovere a ritmo della canzone la vostra linea per seguire la giusta traiettoria.

E’ tutto intrattenimento ovviamente, ma è un passatempo caruccio se avete minuti vuoti e non avete altro da fare, magari vi siete dimenticati il libro che state leggendo a casa e non vi va di socializzare, vi capisco comunque.

La seconda a destra invece è più utile, è Eraser, sono convinta del fatto che per molti quest’app non sia una scoperta ma per me lo è stata. Non fa altro che ritagliare un’immagine come Photoshop per esempio facendola diventare png quindi potete utilizzare per altre immagini ecc.

Non sono un genio in queste cose, ci ho messo anni per imparare la differenza tra png, jpeg, pdf, l’unica cosa che capivo era che alcune erano più comode per fare cose e altre per altre cose.

Quest’app è utilissima se dovete cancellare lo sfondo di un immagine, fare esperimenti e aggiungere cose che prima non c’erano in altre immagini, buon divertimento!

Scoperta del Mese

Nei mesi scorsi questa sezione era dedicata ai videogiochi, a marzo è uscito un videogioco che aspettavo da anni ovvero Far Cry 5, lo so vi ho tartassato con questo gioco ma non ne parleremo oggi perchè salta al prossimo mese con le cose del mese di aprile, vi basti sapere che ovviamente l’ho già comprato, ci sto giocando ora per bene per la seconda volta perché la prima per la curiosità sono saltata subito alle missioni principali e ho ignorato mezzo gioco.

Ne parleremo, ne parleremo.

Un’altra scoperta, che è una scoperta solo per me probabilmente è la lampada di sale, sapete quelle che illuminano la stanza con una specie di luce arancione, quelle realizzate con sale dell’Himalaya? Esatto quelle, ne ho comprata una e dato che ho sempre problemi per la luce notturna o da lettura sono felice di averlo fatto, la sua luce non è fortissima ma dato che l’ho sistemata sul comodino vicino al letto vedo bene quando devo leggere, forse ho risolto un problema mai risolto prima.

Comunque i benefici di questa lampada sono altri, dovrebbe purificare l’aria una volta riscaldata, togliere l’umidità, eliminare le radiazioni date dai cellulari e i televisori, insomma un bel colpaccio.

Citazione del Mese

La cattiveria è degli sciocchi, di quelli che non hanno ancora capito che non vivremo in eterno.

– Alda Merini

Cosa Negativa/Positiva del Mese

Come scritto prima marzo è stato un mese davvero deludente dal punto di vista dei piani e di varie vicende personali.

Sono felice che sia terminato, mi è sembrato di essere incastrata a marzo all’infinito, ma forza e coraggio che dopo marzo, ah no era un altro.

A marzo non sono stata brava quanto a febbraio nell’acquisto di libri, qualcuno mi è scappato diciamo ma pazienza, vorrei dire che qui ad aprile mi sono contenuta ma non è vero perchè ho già comprato tre libri quindi nulla.

Ah, una cosa positiva, sono riuscita a terminare la storia che stavo scrivendo per un concorso, il che lo ritengo un successo.

Obbiettivi per questo Mese

Essere decisamente più presente qui, sui social, sul gruppo, ma prima devo mettere a posto quello che marzo ha rovinato.

Sto già preparando qualche articolo da pubblicare nei prossimi giorni quindi le cose piano, piano si stanno sistemando, il che è un bene.

Vorrei leggere di più perché a marzo ho rallentato parecchio, tra l’altro dovrebbe arrivare una recensione prossimamente, tenetevi pronti/e!

Bene ragazzi!

E voi? Come è stato il vostro marzo? Tutto bene? Fatemi sapere!

A prestissimo,

Elisa

La Campana di Vetro – Sylvia Plath

Buon… mercoledì giusto, oggi è mercoledì!

Già sono distratta di mio con gli orari e i giorni figurarci quando si sente ancora la Pasqua e la Pasquetta nell’aria e anche nei fianchi dopo i pranzi più che sostanziosi.

Voi come avete trascorso questi due giorni di festa? Vi siete divertiti? Vi siate già rattristati perché è tutto finito?

Comunque oggi parliamo di quello che è stato il libro del gdl LiberTiAmo per il mese di marzo, ovvero “La Campana di Vetro” di Sylvia Plath.

Abbiamo molto di cui parlare quindi iniziamo immediatamente!

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La Campana di Vetro – Sylvia Plath

Editore: Mondadori

Pagine: 244

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 12,00

Prezzo ebook: € 6,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1963

Link all’Acquisto: QUI *

Trama

Brillante studentessa di provincia vincitrice del soggiorno offerto da una rivista di moda, a New York Esther si sente «come un cavallo da corsa in un mondo senza piste». Intorno a lei, l’America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta: una vera e propria campana di vetro che nel proteggerla le toglie a poco a poco l’aria. L’alternativa sarà abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere la mente dalle onde azzurre dell’elettroshock. Fortemente autobiografico, La campana di vetro narra con agghiacciante semplicità le insipienze, le crudeltà incoscienti, gli assurdi tabù che spezzano un’adolescenza presa nell’ingranaggio stritolante della normalità che ignora la poesia.

“Era come se la cosa che volevo uccidere non fosse in quella pelle e nella sottile vena azzurra che sentivo pulsare forte sotto il mio dito, ma altrove, in un luogo più profondo, più segreto, e molto più difficile da raggiungere.”

Recensione

Inizio prima di tutto con il dire che questo è un libro difficile da digerire e di cui è delicato parlare e forse altrettanto difficile.

Come scritto anche nell’annuncio ad inizio marzo per questo titolo, avevo tentato un’approccio con questo diversi anni fa ma senza successo dato che dopo alcuni capitoli avevo deciso di rimandare la lettura ad un momento migliore.

Finalmente l’ho letto e sono felice di averlo fatto in questo momento perchè probabilmente qualche anno fa non lo avrei apprezzato nella sua interezza.

Prima di iniziare con la recensione del romanzo vera e propria voglio spendere due parole nei confronti della visione che si ha in generale di questo romanzo.

Di solito si tende ad essere intimoriti dalla Plath per i temi che tratta, per la sua vita e per la spietatezza con cui certe volte attraverso i suoi occhi la realtà di quegli anni arriva al lettore.

Diciamocelo con sincerità, quando si pensa alla Plath si pensa a fatti drammatici, c’è questa idea sbagliata nell’aria per cui se qualcosa è scritto dalla Plath è certamente drammatico all’ennesima potenza ma dopo aver letto questo romanzo posso dirvi che non è così.

Certo, “La Campana di Vetro” è difficile da sopportare e in alcuni passaggi ho sentito un’accenno di stretta allo stomaco per la modesta atrocità con cui alcuni fatti sono descritti, scrivo “modesta” perché di primo acchito questi fatti non mi hanno turbata ma di fatto dopo aver terminato di leggere il paragrafo, fermandomi a pensare rimanevo come spiazzata e triste di fronte ad alcune situazioni descritte nel libro.

La vicenda è una discesa nell’oblio e nell’ombra per Esther/Syvlia che qui narra prendendo di Esther fatti autobiografici, dall’acerbo inizio in cui sembra che tutto sia già programmato e sicuro quindi incontriamo una giovane donna indirizzata verso un’obiettivo a cui si aggrappa, per poi scivolare piano piano in un futuro incerto e avvertirà il terreno venirle a mancare sotto i piedi fino a trascinarla in mesi e anni di cure mediche a causa della depressione che “come una campana di vetro”: mi premeva intorno come bambagia e io non avevo la forza di muovermi.

Dato che le vicende di Esther sono anche quelle di Sylvia, forse con qualche riserva ma rara, viene spontaneo cercare di ricostruire un’immagine di Sylvia Plath che probabilmente dopo tentativi e tentativi di suicidio (come quelli di Esther) nel febbraio del 1963 si fa schiacciare dalla campana di vetro e si suicida.

Nonostante i temi delicati e strazianti a tratti di questo libro, lo stile della Plath non è mai troppo drammatico o eccessivamente insistente su temi e situazioni drammatiche, direi più che per tutto il romanzo aleggia un velo di malinconia che non viene mai portata all’esagerazione da una scrittura volutamente drammatica anzi, la Plath ha una stile regolare, piacevole, che si ferma ad analizzare temi profondi senza bisogno di paragrafi su paragrafi di parole.

Ci sono diversi simboli affascinanti in questo titolo, come l’utilizzo della specchio in cui Esther/Sylvia non si riconosce, nella perdizione della propria identità, il desiderio della giovane di uccidere se stessa tramite un flacone di pasticche per morire e rinascere diversamente.

Uno dei temi su cui si fondano i dubbi di Esther e il suo voler rinnegare questo genere di società sono i classici doveri imposti appunto dalla società americana e non solo degli anni 50/60 in cui una donna (se era una brava donna) avrebbe dovuto sposarsi con un buon partito, avere figli amati da accudire e crescere con impegno e costanza e non avere particolari aspirazioni come quella della carriera.

Esther/Sylvia si sente schiacciata da questa mentalità che soffoca e riduce la figura femminile a ruoli predestinati quasi obbligatori, l’altro lato della medaglia è lo sguardo e il giudizio truce della gente che si limita a puntare il dito fingendo di spargere insegnamenti giusti e adatti ad una ragazza dell’età di Esther senza mettere in discussione il fattore libertà.

Oltre però al sentirsi schiacciata da questi ruoli obsoleti e decisi a tavolino Esther/Sylvia si sente persa perché davanti a lei si aprono troppe porte, troppi desideri, troppe scelte e ognuna potrebbe rappresentare la felicità ma non si possono percorrere tutte.

Questa opera di Zen Pencils rappresenta alla perfezione questa indecisione.

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Fonte: http://highexistence.com/sylvia-plaths-illustrated-advice-on-battle-we-all-face-between-aspiration-and-accomplishment/

Insomma, mentre Esther guarda con un briciolo di invidia il successo e la sicurezza altrui si ritrova giorno dopo giorno ad interrogarsi sui suoi obbiettivi finendo in un manicomio dopo vari tentati suicidi.

La scala da cui precipita la protagonista e le vicende che si susseguono e spingono Esther giù da questa scala servono a farsi un’idea precisa del come e del perché la ragazza è arrivata a questo punto.

La realtà della vita è descritta con estrema chiarezza, sotto questo aspetto nulla è romanzato.

Vorrei spendere anche due parole sull’elettroshock, che in quegli anni veniva utilizzato nella convinzione che fosse un oggetto realmente utile alla cura di pazienti che soffrivano di vari disturbi mentali, ancora oggi in casi molto rari si utilizza ma è diverso da quello adoperato negli anni in cui è ambientato il romanzo.

L’elettroshock subìto da Sylvia (e non solo)  appare, e lo era effettivamente, al lettore come una tortura atroce, uno dei passi che io ho trovato più drammatici dell’intero romanzo, un’attrezzo che oltre a danneggiare il cervello portava i pazienti a peggiorare sul piano clinico.

Insomma, capisco chi ha difficoltà a leggere questo romanzo, sia per l’atmosfera che si respira che per i temi trattati e la discesa della protagonista verso un qualcosa che non ha volto come la depressione ma che ti toglie quasi tutto di te e sopratutto che non puoi dire mai di aver tolto dalla tua vita, una volta incontrato questo alone persiste e si guarisce ma il ricordo e un briciolo di questo rimane in agguato.

Questo libro mi ha sorpresa, sotto ogni aspetto, la grazia e l’acume della Plath assieme sono il prodotto di una mente attenta ai dettagli e straripante di immagini ricordi, lo stile di questa è piacevole è vero, ma il libro è difficile da digerire.

“Poi capii qual’era il problema. Mi mancavano le esperienze. Come facevo a scrivere della vita se non avevo mai avuto una storia d’amore, nè un figlio, nè avevo mai visto morire qualcuno?”

Voto:

Progetto senza titolo

E’ stato un libro che mi ha scavato dentro, alcuni passaggi rimangono indimenticabili per me e approfondirò certamente Sylvia Plath come scrittrice e come poetessa.

E voi? Avete letto La Campana di Vetro? Fatemi sapere!

A prestissimo!

Elisa

LiberTiAmo di Aprile

Buona Pasqua cari/e!

Come ogni mese arriva il primo e come ogni primo arriva un nuovo titolo in lettura sul gruppo di lettura LiberTiAmo.

Ad aprile ha vinto un titolo che ha ricevuto parecchi consensi, un titolo che personalmente sono felice di leggere.

Questo titolo sarà in lettura per tutto il mese di aprile quindi da oggi al 30/04 compreso.

Vi ricordo inoltre che la lettura di marzo è terminata, era “La Campana di Vetro” di Sylvia Plath di cui uscirà la recensione nei prossimi giorni sia qui sul mio blog che sul blog di Tiziana.

Comunque, non perdiamoci in discorsi vari e andiamo a scoprire il titolo di aprile!

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La Passione di Artemisia – Susan Vreeland

Editore: Beat

Link all’Acquisto: QUI *

 

“La passione di Artemisia” narra dell’incessante lotta della prima grande pittrice celebrata e riconosciuta nella storia dell’arte: Artemisia Gentileschi, la donna che, in un mondo ostile alle donne, riuscì a imporre la sua arte e a difendere strenuamente la sua visione dell’amore e dell’esistenza. Violentata dal suo maestro, Artemisia subì, nel corso della sua vita, non soltanto l’onta di un processo pubblico nella Roma papalina, e l’umiliazione di un matrimonio riparatore con Pietro Stiattesi, artista mediocre, ma anche un duro, terribile confronto con il suo avversario più temibile: il grande pittore Orazio Gentileschi, suo padre.

 

La Passione di Artemisia è stato pubblicato per la prima nel novembre del 2001.

Questo titolo non è una biografia, appartiene anzi alla narrativa storica, è quindi un romanzo che racconta la vita di Artemisia come donna e pittrice in stile romanzato, in un’epoca sfavorevole per la donna.

Susan Vreeland è deceduta lo scorso agosto, nel corso della sua vita ha pubblicato diverse opere fra le quali “La Ragazza in Blu”“L’amante del Bosco” e “La Lista di Lisette”.

Siete entusiasti per questa lettura? Leggere questo titolo assieme a noi? Fatecelo sapere!

Noi comunque ci leggiamo presto!

Elisa

 

*Sono affiliata Amazon, questo significa che cliccando sui/sul link all’acquisto dei libri che vengono citati, avrete accesso alle schede del titolo che vi interessa. Da questo click io non ricevo nulla. Solo con l’acquisto/ ordine del libro io ricevo una piccolissima percentuale, che sfrutto appositamente per acquistare libri da, recensire e di cui pararvi qui sul blog. Si tratta di un modo utile per aiutarmi a supportare il blog, ovviamente conciliando magari l’acquisto di un titolo che desiderate con la piccola percentuale che riceverei da questo. Siete, ovviamente liberissimi di farlo o non farlo.

 

CitaTime

 Per la persona che è sotto la campana di vetro, vuota, e che è bloccata là dentro come un bambino morto, il mondo è in sé un brutto sogno. 
Che progetti hai, dopo la laurea?” Avevo sempre pensato che i miei progetti fossero ottenere una borsa di perfezionamento, in AmerIca oppure in Europa, e poi di fare la carriera universitaria e scrivere libri di poesie e lavorare in qualche casa editrice o rivista. Normalmente questi progetti li avevo sulla punta della lingua. “Non lo so ” sentii che dicevo. Fu uno shock, sentirmi rispondere così, perché nell’istante stesso in cui pronunciai quelle parole capii che erano la verità. Avevano il suono della verità, e io la riconobbi, nella maniera in cui si riconosce una persona che da anni si aggira davanti a casa, ma rimanendo nell’ombra, e poi improvvisamnate si fa avanti e si presenta come il tuo vero padre; e tu vedi che ti somiglia moltissimo e allora capisci che ha detto la verità, e che quello che per tutta la vita hai creduto tuo padre è un impostore.
Il silenzio mi fece sentire depressa. Non era il silenzio del silenzio. Era il mio silenzio. Sapevo benissimo che le automobili facevano rumore, e che il fiume faceva rumore, ma io non sentivo niente. La città era appesa alla mia finestra, piatta come un manifesto, liccicante e ammiccante, ma per quanto mi riguardava avrebbe potuto non esserci affatto.
Sylvia Plath

WWW Wednesday! #11

Buon mercoledì people!

Erano mesi che sul blog non compariva un altro appuntamento di “WWW Wednesday”, ho pensato però di rimediare il prima possibile anche perché ultimamente ho fatto una lettura di cui non vi ho detto nulla e sto leggendo titoli di cui non vi ho parlato nel migliore dei modi.

Sto leggendo anche un titolo della tbr (no, non me ne sono dimenticata anche se oramai cambierei il titolo da tbr invernale a tbr annuale parte 1).

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Quindi oggi ci aggiorniamo un po’ e ovviamente sono curiosa di conoscere anche le vostre letture del momento quindi, fatemi sapere!

Cosa Stai Leggendo?

La Campana di Vetro – Sylvia Plath

Il Deserto dei Tartari – Dino Buzzati

Troppe a cui Pensare: Saggi 1951-2000 – Saul Bellow

Come saprete dallo scorso articolo “La Campana di Vetro” della Plath è il titolo che stiamo leggendo al momento sul gruppo di lettura. Mi sta piacendo più del previsto questo libro, avevo grandi aspettative per la Plath ma sono molto più coinvolta nella lettura del previsto.

Ho molte aspettative per questo titolo, lo avevo iniziato qualche anno fa, penso sia uno dei titoli che sosta da più tempo nella mia libreria non letto quindi sono felice di recuperare questo mese.

“Il Deserto dei Tartari” mi sta piacendo molto, l’ho iniziato perchè una domenica pomeriggio stavo cercando di sistemare un po’ la libreria e ritrovandomi in mano questo libro mi è venuta la curiosità di iniziarlo, ho letto le prime venti pagine e ho deciso che dovevo leggerlo.

Infine “Troppe Cose a Cui Pensare” di Saul Bellow che è una raccolta di saggi dal 1950 al 2000. Dunque, da quello che ho potuto leggere fin’ora Bellow scrive della sua gioventù (e delle esperienze che ha vissuto), coinvolgendo sempre la letteratura sopratutto americana e criticandola sotto certi aspetti.

Come mio primo approccio a Bellow è interessante leggere il suo punto di vista nei confronti dei suoi coetanei scrittori e della letteratura d per sé, aspetto però di finirlo per farmi un’idea più precisa.

 

Cosa hai appena Finito di Leggere?

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The Princess Saves Herself in This One – Amanda Lovelace

A parte Smith & Wesson di Baricco ho letto questo titolo che è un libro di “poesie” in lingua che mi è stato regalato nel periodo natalizio.

Non mi è piaciuto per nulla questo libro, partendo dal presupposto che questa non la definirei poesia nella definizione internazionalmente riconosciuto.

Come ho scritto anche su Goodreads:

“L’idea di base non è male, anzi, alcuni “aneddoti” di vita sono piuttosto piacevoli da leggere ma per quanto mi riguarda questa non è poesia. E’ scrivere ciò che ti passa per la mente (non in modo eccezionale tra l’altro) su una pagina con uno stile di impaginazione che copia la poesia. Anche no, l’idea è carina, alcune “frasi” sono quasi commoventi e descrivono bene l’adolescenza ma è il resto che non va. “

Cosa pensi Leggerai in futuro?

Poesie – Sylvia Plath

Titolo del Gruppo

La Metamorfosi (e tutti i racconti pubblicati in vita) – Franz Kafka

Ho questa raccolta di poesie in casa della Plath che dopo l’esperienza de “La Campana di Vetro” leggerò sicuramente.

Nell’edizione che posseggo tra l’altro de “La Campana di Vetro” alla fine del romanzo ci sono sei poesie che leggerò con molto piacere al termine della lettura, penso che queste sei poesie da Ariel siano presenti anche nella nuova edizione Mondadori.

Tra qualche giorno terminerà il sondaggio sul gruppo per scegliere assieme il titolo di aprile quindi c’è aria di novità nell’aria e ovviamente il titolo vincitore entrerà a far parte delle mie letture future.

Infine, vorrei rileggere “La Metamorfosi” di Kafka, che lessi ai tempi della scuola studiandolo anche nello specifico però all’epoca non mi convinse del tutto e dato che ho “Il processo” di Kafka da leggere e mi chiama da qualche tempo prima voglio rileggere il suo famosissimo racconto.

In più leggendo questo racconto rispondo ad un punto della challenge a cui sto partecipando quest’anno, per una rara volta faccio qualcosa di studiato per bene, sto imparando.

Bene!

Per oggi era tutto, e voi? Quale lettura avete appena terminato? Cosa state leggendo? Cosa vorreste leggere in futuro?

Fatemelo sapere!

A prestissimo!

Elisa

 

Cose del Mese – Febbraio!

Buon mercoledì gente è tempo delle “cose del mese”!

Questa volta è record per il ritardo, vai con le medaglie!

Febbraio è stato un mese troppo veloce per ricordarmi tutto quello che è successo nel mezzo, per fortuna quindi che c’è la mia affidabile (e leggermente sgualcita) agenda che tiene conto di tutto per me.

E’ stato un mese comunque febbraio che non definirei perfido anche se ricordo ben poco, ma ciò che ricordo non è negativo quindi andiamo sulla fiducia.

Non ho visto moltissimo da punto di vista dei film, anzi l’unico che mi ricordo meglio fra quei pochi che ho visto è uno e nemmeno tanto bello secondo me.

Lo sapete, in questa rubrica scrivo di ciò che ha costellato il mio febbraio e mi dilungo fin troppo quindi prendete una bella tazza di tè o di caffè o se fa caldo da voi un bel bicchiere di tè ghiacciato perché si inizia!

Ovviamente sono sempre curiosa di sapere quali “cose” hanno costellato il vostro di mese di febbraio, quindi fatemi sapere!

Ma iniziamo subito!

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Ho rivisto anche “La Ricerca della Felicità” per caso con W. Smith ma non ve lo cito perché nonostante tutti i tentativi che ho fatto questo film per me rimane noioso come sempre.

Comunque, “Il Rituale” diretto da David Bruckner è un horror basato sul romanzo (che non conoscevo) omonimo di Adam Nevill.

Quando un romanzo o un film porta questo titolo già ci si immagina una scena in cui un tizio a caso viene portato su un’altare e sacrificato a qualche divinità spocchiosa che si risveglia solo per mietere vittime, è così?

Sì, ma c’è anche altro.

A seguito di un traumatico incidente, alcuni amici decidono di partire insieme per visitare i paesaggi selvaggi della Scandinavia allo scopo di sfuggire brevemente alle loro vite quotidiane e riavvicinarsi l’uno all’altro. Tuttavia, una scorciatoia per loro si trasforma ben presto in incubo. Si ritrovano così persi, affamati e circondati da chilometri di foreste: le cose non potrebbero per loro andare peggio quando si imbattono in un casolare abbandonato, rifugio di qualcosa che si nasconde tra i boschi e che li sta inseguendo.

La trama sembra qualcosa di già visto ed in effetti è così, non ha punti che spiccano per l’originalità però devo dire che l’atmosfera è ben costruita e in alcuni momenti il mio livello di inquietudine è salito.

Le leggende e le ambientazioni nordiche sono sempre affascinanti e sicuramente in questo film vengono a tratti valorizzate perché quasi tutta la pellicola è ambientata in Svezia e il fattore “inquietante” che muoverà tutto il film sarà un’idea nata da una leggenda sugli dèi nordici di un tempo.

Quindi, ambientazione ottima direi, background dei personaggi ben fatto perché all’inizio del film accade un evento molto drammatico che non faciliterà il tutto andando avanti, però per quanto mi riguarda i personaggi non sono così empatici personalmente non sono riuscita a “tifare” per nessuno in particolare.

Questi punti mi sono piaciuti però forse il fattore che non mi ha entusiasmata è il fatto che la trama è già vista, non ha nulla di originale, in più il motivo della tragedia mi ha un pochino delusa, mi aspettavo qualcosa in più.

Non è uno degli horror peggiori che abbia mai guardato ma sicuramente non lo riguarderei, una volta mi basta e avanza.

Il mio personale voto è due e mezzo comunque perché nonostante l’ottima realizzazione (dal punto di vista grafico e della costruzione dei personaggi) la storia mi ha comunque a tratti annoiata e penso non porti a nulla di sorprendente o nuovo.

Serie tv del Mese

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Ho iniziato a guardare la prima stagione e per ora ho visto le prime due puntate ma non mi ha entusiasmata, febbraio è stato deludente dal punto di vista delle visioni perché nulla mi ha presa sul serio.

Trama:

Situata nello Yorkshire, Downton Abbey è la splendida tenuta di campagna del Conte e della Contessa di Grantham e delle loro figlie. Riveriti da uno stuolo di servitori le cui dinamiche sembrano più macchinose della stessa aristocrazia, i Crawley affrontano una crisi interna quando, all’indomani del naufragio del Titanic in cui hanno perso la vita il cugino del conte e suo figlio, la proprietà e la cospicua dote della contessa restano senza un erede. Matthew, cugino della famiglia e avvocato di Manchester, diventa il nuovo beneficiario, un destino che inorridisce la Contessa Madre Violet.

Non mi sento comunque di dire per ora nulla di negativo (né positivo) su questa serie perché ho visto poco per ora, troppo poco.

Sono anni che sento solo opinioni positive sul conto di Downton Abbey, quindi ho deciso di iniziare a vederla fidandomi.

Comunque è una serie ad oggi già terminata quindi sono felice di ciò perchè non si ha la tensione per i nuovi episodi, ho letto che diventerà anche un film ma non so minimamente come sia possibile racchiudere sei stagioni in un film di un ora e mezzo.

Da ciò che ho visto fin’ora la serie non mi ha presa più di tanto, ci sono alcuni personaggi che mi fanno simpatia ma a parte questo non sento un’eccessiva curiosità per gli episodi seguenti ma è troppo presto per dirlo.

L’ambientazione mi piace molto, siamo in cui periodo storico che è stato narrato e ridipinto in diverse salse molte volte.

Vi saprò comunque dire nelle prossime settimane.

La serie è realizzata molto bene, dal ricreare il tempo alla fotografia, ai dialoghi, insomma è fatta bene.

Canzoni del Mese

Questo mese ho ascoltato le stesse canzoni per tutto il tempo, quando mi fisso con qualcosa è la fine.

Sick Boy – The Chainsmokers 

Atlantic – Sleeping At Last

Mi piace moltissimo questo gruppo ma la loro musica la consiglio per momenti di sconforto.

Castle – Hasley

Cosmetico del Mese

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Fonte: https://www.discountbeautyboutique.com.au/products/lime-crime-venus-the-grunge-palette

Sicuramente il cosmetico del mese è stata una meravigliosa palette che ho acquistato più o meno verso la metà di febbraio di Lime Crime, precisamente la Venus (1).

L’ho acquistata direttamente sul sito americano, assieme a quella nuova a dire il vero (la Venus XL, che aspetto a “valutare” perché non l’ho ancora testata per bene), vi racconto quindi un attimo l’esperienza sul sito.

Non ho avuto problemi di dogana e non penso ci sia questo pericolo perché Lime Crime utilizza un metodo apposito per non far fermare il pacco in dogana, lo fa passare per il Belgio prima di raggiungere l’Italia in modo da non farlo visualizzare come pacco arrivato dall’America.

Le spese di spedizione non costano tantissimo anche perché dopo un tot di spesa dovrebbero essere gratis.

Lime Crime è un marchio abbastanza conosciuto sopratutto negli States ma anche qui, da tempo mi sarebbe piaciuto provare qualcosa e finalmente mi sono decisa.

Ha avuto anche diverse controversie questo marchio che hanno suscitato diverse polemiche sempre in patria, ma ho sentito pareri davvero entusiasti sopratutto nei confronti delle palette ed ero comunque interessata.

Dunque, i colori della Venus (1) sono stupendi e molto pigmentati, ci sono tonalità come Aura che sono perfetti per un punto luce e altre come Muse che sono adatte a creare ombre tattiche per intensificare lo sguardo.

La palette ha otto tonalità, combinate bene e ha cialde piuttosto grandi.

Come vi dicevo le colorazioni sono molto pigmentate e facilmente sfumabili, si possono realizzare davvero trucchi stupendi con questa palette che è bella da vedere già dalla confezione.

Ottimo prodotto che sono felice di aver recuperato perché merita assolutamente.

 

App del Mese

Non è che ci siano state grandi app a febbraio anzi ne ho dovute eliminare un buon tot perché la batteria del mio telefono sta piano piano morendo e ho capito che una delle cause era un’applicazione (di cui non vi avevo mai parlato).

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Direi però di nominare come app del mese Google Arts and Culture.

Quest’app è diventata abbastanza famosa in giro anche per il fatto che facendovi un selfie potrete vedere a quale figura impressa su tela somigliate, bello vero? Peccato che io non ho trovato questa funzione sull’app non so perché.

Però oltre a questa funzione che l’ha resa famosa è anche un’ottima applicazione culturale, infatti potrete dopo averla installata guardare nei dettagli le vostre opere preferite con lo zoom, ricercare le opere per colore e epoca, partecipare a tour virtuali e scoprire la storia tramite esperti qualificati.

E’ pasantuccia come app però è interessante e ben realizzata, ve la consiglio se vi piace l’arte o la cultura oppure se vi va di scoprire qualcosa in più su queste.

 

Scoperta del Mese

Vediamo, ho scoperto il canale di una ragazza che adoro, non parla di libri ma di cose varie come la realizzazione di quadri suoi oppure cose più leggere come i preferiti del mese ecc, mi rilassa molto vedere i suoi video, è molto creativa e simpatica, questo è il suo canale: Jim Reno.

A febbraio mi è tornata anche un po’ la passione per il trucco, negli ultimi mesi non mi appassionava più così tanto, semplicemente utilizzavo un prodotto nuovo ogni tanto e basta invece ora mi è tornata la voglia di provare cose nuove.

A febbraio sono stata sommersa per giorni dalla neve dentro casa e ogni tanto andava via anche la linea quindi ho avuto tempo di scrivere qualcosina (anche se sono sempre e comunque indietro con i miei progetti di scrittura, non è cambiato niente).

Quest’anno ho notato anche che sono partita alla grande con l’agenda, ogni anno se compro un agenda ( e da quello che ricordo ho sempre fatto così) mi dimentico sempre di usarla, nel 2018 invece ci scrivo ogni giorno e la consulto per gli impegni giornalieri, ogni tanto per rilassarmi ci disegno anche cose abbastanza carine.

Come vi avevo scritto nello scorso “cose del mese” febbraio lo avrei dedicato alla preparazione per una situazione di marzo che mi avrebbe rubato del tempo, quella situazione si è rivelata una perdita di tempo e un fallimento qui a marzo quindi pazienza.

Citazione del Mese

I libri piccoli sono più duraturi di quelli grossi e vanno più lontano. I librai stimano quelli grossi, ma i lettori preferiscono i piccoli. Ciò che è raffinato è migliore di ciò che è prolisso.
Joseph Joubert

Cosa Negativa/Positiva del Mese

Voglio passare per la bambina felice che è in me quando c’è la neve? Sì, voglio farlo.

Diciamo che qui la neve non è mancata per buona parte di febbraio ma non mi è dispiaciuto per nulla, a parte i pezzi rimanenti di neve che mi cadevano in testa i giorni successivi alla grande nevicata.

A febbraio mi sono contenuta dal comprare libri, non ho comprato praticamente nulla, quindi sono stata brava, applauso.

E’ stato un mese intenso e veloce, con alcune pause causa neve sempre, però il lavoro non è mancato ma non l’ho sentito troppo opprimente.

Obbiettivi per Questo mese

Allora, al momento ho tre libri in lettura, quindi direi terminarli tutti perchè sono indietro, poi devo terminare la storia per un concorso di scrittura per cui ho rimandato e rimandato e come sempre mi trovo con l’acqua alla gola.

Contenermi con gli acquisti anche a marzo direi, non sono andata a Tempo di Libri altrimenti chissà cosa sarebbe accaduto.

Ci sono stati alcuni inconvenienti tecnici qui a marzo ma nulla di troppo grave, sicuramente questo mese è piuttosto pesante in tutti i sensi.

Progetti, progetti ovunque che a rilento vanno avanti!

Sono assente sia sul blog che su instagram negli ultimi giorni ma a breve le cose andranno meglio.

Bene ragazzi!

E voi? Come è stato il vostro febbraio? Come procede l’anno? Fatemi sapere!

A prestissimo,

Elisa

 

 

 

 

 

LiberTiAmo di Marzo

Buon primo marzo a tutti e tutte!

Febbraio è già giunto al termine ed è il momento di inaugurare una nuova lettura sul gruppo, il sondaggio in cui abbiamo scelto il libro di marzo è stato molto combattuto e fino all’ultimo l’esito era assai incerto.

Ma alla fine un titolo ne è uscito vincitore e oggi qui sul blog vedremo quale, il titolo sarà in lettura sul gruppo da oggi al 31/03 quindi per tutto il mese di marzo.

Il titolo di questo mese è un titolo che personalmente devo e voglio leggere da anni quindi sono felice che sia emerso vincitore dal sondaggio.

Andiamo subito a scoprire il titolo!

 

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La Campana di Vetro – Sylvia Plath

Editore: Mondadori

Link all’Acquisto: QUI

 

Brillante studentessa di provincia vincitrice del soggiorno offerto da una rivista di moda, a New York Esther si sente «come un cavallo da corsa in un mondo senza piste». Intorno a lei, l’America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta: una vera e propria campana di vetro che nel proteggerla le toglie a poco a poco l’aria. L’alternativa sarà abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere la mente dalle onde azzurre dell’elettroshock. Fortemente autobiografico, La campana di vetro narra con agghiacciante semplicità le insipienze, le crudeltà incoscienti, gli assurdi tabù che spezzano un’adolescenza presa nell’ingranaggio stritolante della normalità che ignora la poesia. Include sei poesie da “Ariel”.

 

La campana di Vetro è stato pubblicato per la prima volta nel 1963 sotto lo pseudonimo Victoria Lucas.

E’ un “romanzo a chiave” ovvero descrive la realtà dietro una facciata di finzione, “la chiave di solito” è un personaggio piuttosto famoso o l’autore/autrice stesso/a.

L’autrice, Sylvia Plath si suicidò un mese dopo la pubblicazione del romanzo, che poi venne successivamente ristampato ancora in Inghilterra e in America.

Le vicende che costellano la vita della Plath, alcune delle quali scoperte dopo la sua prematura scomparsa, sono ancora oggi fonte di studio.

Nel 1982, Sylvia Plath divenne la prima poetessa a vincere il Premio Pulitzer per la poesia dopo la morte.

Il libro sarà in lettura dal 01/03 al 31/03, quindi per tutto il mese di marzo.

Siete entusiasti per questa lettura? Avete già in mente di partecipare? Fatecelo sapere!

Il 4 stavolta non ci leggeremo per la recensione del titolo di febbraio perché la pubblicai già qualche anno fa, dopo aver letto Trilogia di New York appunto, ve la linko qui se siete interessati/e.

Noi comunque ci leggiamo presto!

Elisa

 

CitaTime

“Sentiva un’ombra di opaca amarezza, come quando le gravi ore del destino ci passano vicine senza toccarci e il loro rombo si perde lontano mentre noi rimaniamo soli, fra gorghi di foglie secche, a rimpianger la terribile ma grande occasione perduta.”

– Il Deserto dei Tartari, Dino Buzzati

Smith&Wesson – Alessandro Baricco

Buon mercoledì e buon proseguimento di settimana!

Avete trascorso un buon weekend? Come procede l’esistenza?

Per iniziare nel migliore dei modi questa settimana, eccomi qui con una nuova recensione.

Infatti oggi parliamo per bene di Smith&Wesson di Alessandro Baricco, un titolo che ho letto nel giro di 1/2 orette, quindi in un tempo davvero breve qualche sera fa.

Direi di iniziare subito perché c’è molto da dire sia sull’autore che sull’opera, quindi non perdiamoci in chiacchiere e andiamo a parlare subito di questo titolo.

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Alessandro Baricco – Smith&Wesson

Editore: Feltrinelli

Pagine: 108

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 7,00

Prezzo ebook: € 4,99

Anno della Prima Pubblicazione: 2014

Link all’Acquisto: QUI

Trama

Tom Smith e Jerry Wesson si incontrano davanti alle cascate del Niagara nel 1902. Nei loro nomi e nei loro cognomi c’è il destino di un’impresa da vivere. E l’impresa arriva insieme a Rachel, una giovanissima giornalista che vuole una storia memorabile, e che, quella storia, sa di poterla scrivere. Ha bisogno di una prodezza da raccontare, e prima di raccontarla è pronta a viverla. Per questo ci vogliono Smith e Wesson, la coppia più sgangherata di truffatori e di falliti che Rachel può legare al suo carro di immaginazione e di avventura. Ci vuole anche una botte, una botte per la birra, in cui entrare e poi farsi trascinare dalla corrente. Nessuno lo ha mai fatto. Nessuno è sceso giù dalle cascate del Niagara dentro una botte di birra. È il 21 giugno 1902. Nessuno potrà mai più dimenticare il nome di Rachel Green? E sarà veramente lei a raccontarla quella storia?

 

Ci aspettavamo un sacco di cose dalla vita, non abbiamo combinato niente, stiamo scivolando giù nel nulla e lo stiamo facendo in un buco di culo dove una splendida cascata ogni giorno ci ricorda che la miseria è un’invenzione degli uomini e la grandezza il normale andazzo del mondo. (…) una sola cosa ci può salvare (…) Il nostro talento.

Recensione

Allora, iniziamo subito con il botto parlando dell’autore, Baricco è diventato con gli anni uno scrittore in voga nel panorama editoriale italiano, per qualche motivo lo associo sempre a Benni, alla fine sono due autori italiani, piuttosto conosciuti in Italia, con uno stile a tratti simile, con titoli diversi ma particolari a volte, insomma ci sono diversi punti in comune fra questi due autori.

Baricco è un po’ come Bradbury, o ti piace oppure lo eviti categoricamente.

A me devo dire che piace tutto sommato, nonostante non abbia apprezzato tutte le sue opere, o almeno quelle che ho letto in passato, però Novecento (forse il suo scritto più famoso) è ancora ad oggi uno dei miei libri preferiti che ogni tanto rileggo ancora.

Comunque, mi piace ascoltare il suo modo di parlare di alte opere (come quell’occasione in cui ha parlato di Furore di Steinbeck) e trovo il suo stile piacevole.

Questo testo però, quello di cui parliamo oggi ovvero Smith&Wesson non mi ha convinta più di tanto.

E’ scritto a mo’ di piéce teatrale quindi è molto scorrevole e veloce da leggere, anche perché lo stile di Baricco si riconosce sempre e non è qualcosa di ostico o lento anzi è semplice.

Sullo stile quindi non posso puntare il dito e dire che non mi è piaciuto perché il solito Baricco, niente di più niente di meno e quando prosegui nel leggere le sue opere ti aspetti questo però la vicenda non mi ha convinta.

E’ un libro che inizia bene, in modo interessante e con tanti punti che spingono il lettore a continuare ma si esaurisce piano piano, pagina dopo pagina.

Non mi aspettavo un epilogo come questo ma non mi ha suscitato una gran sorpresa a dire il vero, forse perché avevo già perso interesse o forse perché il finale può andare a parare da una precisa parte o dall’altra, ci sono due finali possibili non di più.

Ovviamente i cognomi dei personaggi (che compaiono nel titolo) sono un largo riferimento ad una famosissima marca americana di armi da fuoco ma si fa una battuta nelle prime pagine riguardo questa coincidenza e nulla di più, ho fatto anche diverse ricerche ma non ho compreso al 100% la scelta di dare questi cognomi ai personaggi.

Il terzo personaggio è una donna, nel libro si chiama Rachel Green (come quella di Friends, sì) ma in realtà è ispirata ad una donna realmente esistita ovvero Annie Taylor Edson che nel lontano 1901 si buttò giù dalle cascate del Niagara dentro una botte con il suo gatto, uscendone illesa, tranne per una ferita alla testa.

Ora, non facendo spoiler, non posso dirvi nulla sul destino della cara Rachel ma forse il suo personaggio è quello che mi ha suscitato più simpatia.

E’ una giovane giornalista che vuole scrivere ad ogni costo e una notizia simile è proprio ciò di cui ha un grande bisogno, quindi assieme a Smith un meteorologo quasi a tempo perso e Wesson un signore che conosce a memoria le cascate e “ciò che c’è sotto” tenterà in questa impresa, i due lo fanno per soldi, lei per diventare una giornalista famosa.

Il concept è interessante ma tutto va avanti troppo, troppo, velocemente, quindi non si riesce dal punto di vista del lettore a conoscere per bene i personaggi e ci sono troppe battute d’effetto per quanto mi riguarda che servono a dire che ci sono belle frasi in questo libro ma che non sono realistiche.

In più credo che alcune scene siano state inserite apposta per far commuovere il lettore e fargli forse pensare di aver gradito questo libro, alcuni risvolti sono troppo scontati, è come se non ci fosse molta invettiva baricchiana in questo libro.

Le idee brillanti, le frasi che significano davvero qualcosa di profondo tipiche di Baricco che trovai ai tempi in Novecento, qui mancano.

Nonostante sia un libro corto, alcuni pezzetti sono inutili ai fini della trama, altri personaggi che meritano almeno una descrizione vengono ignorati, insomma per quanto mi riguarda ci sono troppi punti ai quali l’autore è venuto meno inaspettatamente.

Durante la lettura non avvertivo quella passione tipica dell’autore nei confronti di una vicenda o di un personaggio, è una storia tiepida, a tratti perfino fredda.

Il punto finale come vi dicevo è stato inserito come manovra per far credere al lettore di essersi innamorato del libro in questione ma è trucco narrativo davvero scontato che si sarebbe potuto evitare.

Insomma, qui non ho per nulla riconosciuto lo stesso Baricco di Novecento e me ne dispiaccio, un’opera minore rispetto alle altre può sempre esserci non dico di no, ma con un concept così interessante è un vero peccato arrivare a risultati simili.

 

Voto:

Progetto senza titolo (49)

 

Tra l’altro con questo titolo rispondo ad un punto (finalmente) della Read Harder Challenge del 2018 a cui ho deciso di partecipare, per essere precisa il punto numero 15, un libro che si legge tutto in una volta.

Insomma, questo titolo non mi è piaciuto, penso che due stelle siano più che giuste, ho riflettuto a lungo sul contenuto che questo titolo mi ha lasciato e qualche giorno dopo la lettura mi sono resa conto che non mi era rimasto quasi nulla di ciò che avevo letto.

E voi? Avete letto Smith&Wesson? Vi piace Baricco? Fatemi sapere!

A prestissimo!

Elisa