Cose del Mese – Marzo!

Ehilà! Come procede la vita?

Oggi è Pasqua quindi il pensiero di buttarsi nella cioccolata e nella pasta delle colombe aiuta sempre, ovviamente ne approfitto per farvi gli auguri per queste feste e per oggi!

Ma oggi, come sempre in ritardo, sono qui per le cose del mese di marzo, anche questo appuntamento non sarà così succoso e pieno perché a parte qualche cosuccia interessante marzo è stato un inferno per me.

Anche aprile non scherza dato che fra corsi di aggiornamento, lavoro e la patente non ho tempo di fare niente, insomma nulla di nuovo tranne nuovi impegni.

Quindi iniziamo subito!

Serie tv del Mese

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La serie che ha risollevato il mio marzo è stata Hill House, ve ne avevo accennato mesi fa perché ho visto la prima puntata tempo addietro e a marzo l’ho ripresa.

Wow, solo wow, mi è piaciuta da impazzire, al primo giro la prima puntata non mi aveva presa perché secondo me l’unico (o quasi) difetto di questa serie è proprio la partenza, perché la prima puntata non fa venir voglia di proseguire.

Ma una volta iniziata è pazzesca, realizzata con una cura ottima per i dettagli, direi che durante la visione ci si accorge della qualità della produzione in modo piuttosto evidente.

Di cosa parla la serie?

E’ tratta dal romanzo di Shirley Jackson, “L’incubo di Hill House” e si concentra sulla vita di una famiglia cresciuta appunto a Hill House e su quello che questa casa ha rappresentato per loro, perchè li ha segnati per sempre per una serie di fatti accaduti ai tempi.

Infatti la serie segue diversi timeline, di solito non apprezzo i salti temporali nelle serie perché a volte trovo vengano fatte solo per “guadagnare tempo” e attardare informazioni interessanti ma qui non è così perché qualunque timeline ci sia è interessante comunque.

La profondità della serie mi ha fatta innamorare, i personaggi sono intensi e ognuno di loro ha una personalità ben precisa, li vediamo fin da piccoli e sembra di seguirli per la vita in un certo senso.

Credo che il punto di forza della serie sia proprio questo, il senso di familiarità così forte, il fatto che tutta la vicenda si aggira attorno ad una famiglia e gioca anche con il lato psicologico di questa e dello spettatore.

C’è tutto dentro Hill House, il soprannaturale è soprannaturale fino ad un certo punto perché è motivato comunque da fatti reali, nasce da altro, le paure o fobie umane dei personaggi vengono amplificate e si presentano in forma appunto sovrumana.

Essendo tratto da un testo della Jackson si concentra molto sul lato psicologico, l’autrice analizza sempre le fobie o le situazioni mentali portate all’estremo.

Sto leggendo il libro ora tra l’altro ma da ciò che ho letto in qualche articolo la serie è ispirata al libro in parte, è stata molto modificata rispetto all’opera originale.

Non vedevo l’ora di parlarvi di questa serie ma mettendomi qui a scrivere mi rendo conto che alcuni significati della serie sono profondi e alcune sono meccaniche che si possono ritrovare all’interno della famiglia, quindi complicate ma familiari da descrivere.

Comunque sia è una serie stupenda e di certo arriverà un confronto tra il libro e la serie,  una volta che avrò letto il testo!

Canzoni del Mese

The Police – Every Breath You Take

Troye Sivan – Dance to This

Sia – I’m Still Here

 

Cosmetico del Mese

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Parliamo di un altro fondotinta, tempo addietro, molto tempo addietro, vi avevo parlato di un prodotto della linea “formula pura” di Deborah ovvero l’eyeliner e ve ne avevo parlato male, molto male.

Beh la mia opinione è decisamente diversa per questo fondotinta, l’ho comprato uno o due mesetti fa e all’inizio non mi aveva convinto ma l’ho ripreso ad aprile e mi ha conquistata, la resa è buona, compre abbastanza ma non è uno dei fondi più coprenti del mondo, però il punto forte trovo sia l’effetto sulla pelle, la rende naturale e levigata, non fa quell’effetto orrido di alcuni prodotti insomma.

Ha una formulazione non liquidissima anzi piuttosto densa, e di solito nei fondi uso due pompate di prodotto ma qui riesco a fare il viso con una sola, è molto strano.

Anche la resistenza dicevo è buona, io ho il problema nella zona degli occhiali che con questo prodotto mi fa un brutto effetto, ovviamente il fondotinta non rimane mai se portate gli occhiali ma questo fa delle strisce bruttine.

Comunque è un ottimo prodotto!

App del Mese

Le uniche app che sto istallando sono quelle per i quiz della patente a dire il vero ma ho scoperto un’app carina per le foto, ovvero:

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E’ un applicazione per la modifica delle foto appunto in stile retrò, non è nulla di nuovissimo ma gli effetti sono carini, alcuni non capivo dove trovarli e li ho trovati qui, è un’app molto intuitiva, non è che si possa fare di tutto ma è carina.

Scoperta del Mese

Marzo sicuramente è stato un mese che mi è servito a prendere coraggio per certi progetti, non che abbia avuto chissà quali risultati ma più che altro mi sono data una spinta diciamo, nonostante non sia stato un gran mese.

Non ho particolari scoperte, come vi dicevo è stato un mese molto nostalgico e pesante, era anche un atmosfera piuttosto pressante che ad aprile se ne è andata per fortuna.

Citazione del Mese

“Quando c’è in ballo il passato, tutti diventiamo romanzieri.”

Stephen King

Questo mese sta per Finire ma fingiamo ci siano Ancora degli Obbiettivi

Ad aprile ho iniziato la patente che oltre ai vari corsi mi sta risucchiando la mente letteralmente, quindi il mio obbiettivo è procedere a testa china e finire il prima possibile, farmi assorbire a pieno insomma.

Bene!

Com’è andato il vostro marzo? E come sta andando il vostro aprile?

Ancora auguri ragazzi/e! A presto!

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CitaTime

“Dunque, pare che alle anime viventi possano toccare due sorti: c’è chi nasce ape, e chi nasce rosa…
Che fa lo sciame delle api, con la sua regina? Va, e ruba a tutte le rose un poco di miele, per portarselo nell’arnia, nelle sue stanzette. E la rosa? La rosa l’ha in se stessa, il proprio miele: miele di rose, il più adorato, il più prezioso! La cosa più dolce che innamora essa l’ha già in se stessa: non le serve cercarla altrove. Ma qualche volta sospirano di solitudine, le rose, questi esseri divini! Le rose ignoranti non capiscono i propri misteri.

La prima di tutte le rose è Dio.

Fra le due: la rosa e l’ape, secondo me, la più fortunata è l’ape. E l’Ape Regina, poi, ha una fortuna sovrana! Io, per esempio, sono nato Ape Regina. E tu, Wilhelm? Secondo me, tu, Wilhelm mio, sei nato col destino più dolce e col destino più amaro:

tu sei l’ape e sei la rosa.” 

Elsa Morante

LiberTiAmo di Aprile

Buon primo d’aprile ragazzi/e!

Come va? Siete positivi/e per questo aprile? Io sì, finalmente possiamo chiudere i battenti di marzo e avanzare verso vallate più verdi… almeno speriamo.

Oggi parliamo del libro del mese per il gdl, questo titolo sarà in lettura per tutto aprile salvo proroghe.

Non mi dilungo più di tanto perché ormai conoscete la tradizione people, andiamo a vedere subito il titolo!

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L’Isola di Arturo – Elsa Morante

Casa Editrice: Einaudi

Link all’Acquisto: QUI *

Il romanzo è un’esplorazione attenta della prima realtà verso le sorgenti non inquinate della vita. L’isola nativa rappresenta una felice reclusione originaria e, insieme, la tentazione delle terre ignote. L’isola, dunque, è il punto di una scelta e a tale scelta finale, attraverso le varie prove necessarie, si prepara qui, nella sua isola, l’eroe ragazzo-Arturo. È una scelta rischiosa perché non si dà uscita dall’isola senza la traversata del mare materno; come dire il passaggio dalla preistoria infantile verso la storia e la coscienza.

L’Isola di Arturo è stato pubblicato nel 1957.

E’ vincitore del Premio Strega.

Come scritto sopra il libro sarà in lettura da oggi al 30/04, quindi per tutto aprile, salvo eventuali proroghe.

Come sempre ragazzi/e vi ricordo che potete unirvi alla lettura in qualunque momento, vi aspettiamo!

Iniziamo quindi questo classico!

A presto!

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Cose del Mese – Febbraio!

Ohh rieccoci! Come state? Scusate la sparizione ragazzi/e ma ormai lo sapete, il lavoro mi sta risucchiando in queste settimane.

Siamo a più di metà marzo, lo so, ma diciamocelo non è la prima volta che arrivo così in ritardo sugli articoli del mese, ero indecisa riguardo a quello di febbraio, probabilmente sarà piuttosto corto perché la parte più succosa è all’inizio ma per il resto è stato un mese troppo veloce e senza grandi smottamenti.

Quindi ho pensato seriamente anche al non pubblicare questo articolo ma alcune cose sono carine e alla fine eccomi qui.

Iniziamo subitissimo!

Serie tv del Mese

Queste sono state le mie due serie tv di febbraio, la prima è stata Russian Doll e la seconda Castlevania.

Partiamo da Russian Doll, serie originale Netflix del 2019 ideata da Natasha Lyonne (l’attrice protagonista), Amy Poehler e Leslye Headland.

E’ uscita sulla piattaforma l’1 febbraio e la prima stagione è composta da 8 episodi, quindi di che cosa parla questa serie?

Di molteplici morti come direbbe la protagonista, Nadia, che nel giorno del suo compleanno muore ma misteriosamente torna in vita nello stesso appartamento in cui si stava svolgendo la festa, e non sarà così solo questa volta ma ogni volta che morirà e morirà diverse volte.

E’ una specie di loop temporale che la costringe a tornare sempre nel bagno dell’appartamento della festa, ogni volta, nel corso della serie si spiegherà anche il meccanismo di questo loop ma non voglio dirvi troppo perché è facile fare spoiler.

Allora, io adoro l’attrice protagonista, che recitava anche in Orange is the New Black, quindi ho dovuto fiondarmi a vedere subito questa serie.

E’ piuttosto spudorata come serie e di certo originale, mi ha fatto pensare al film “Auguri per la tua Morte” ma il concept che c’è dietro a questo loop è completamente diverso, compreso i personaggi e la situazione.

Ti spinge a guardarla tutta d’un fiato infatti nel giro di due giorni ho dovuto finirla, perché volevo scoprire come si sarebbero evolute le cose, la vicenda infatti si scopre piano piano, devo dire che la conclusione finale ovvero il motivo del loop è originale perché non me lo sarei immaginata ma al tempo stesso non è così tanto originale.

Tutto sommato comunque è una serie che mi è piaciuta, non so in cosa potrebbe consistere una seconda stagione ma sono curiosa di vederla.

L’altra serie è Castlevania, una serie animata creata da Warren Ellis basata sul videogioco della Konami.

E’ stata trasmessa per la prima volta nel 2017, ad oggi è stata rinnovata per una terza stagione che al momento non si sa ancora quando uscirà.

Non conoscevo il videogioco e il passato/riferimenti di questa serie ma l’argomento e il setting mi intrigava molto, ovvero siamo nella Valacchia del 1400′ e Dracula scatena delle bestie feroci su tutto il territorio della Valacchia (l’orda dell’inferno) in seguito ad un enorme tragedia personale che gli è accaduta, ovvero che la chiesa in particolare è responsabile della morte di sua moglie, Lisa, uccisa per essere sospettata si stregoneria.

Da qui la morte e la distruzione ovunque, ad un certo punto appare però un nuovo personaggio che sembra l’unico (che assieme ad altri) potrà salvare la situazione, Trevor Belmont.

Qui c’è un bel po’ di violenza, gente sbudellata, organi sparsi in giro, fiumi di sangue, insomma la violenza non viene evitata.

Io sono alla fine della seconda stagione ora, la prima devo dire che passa veloce anche perché gli episodi sono brevi, massimo 25 minuti l’uno.

Anche qui non ho particolari cose da dire, perché è una bella serie, piuttosto gotica in alcune parti e dark, c’è questa atmosfera rossiccia/nera bellissima.

Nonostante questo clima comunque ogni tanto mi ha fatto sorridere, anche se sembra molto strano.

 

Film del Mese

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Senza dubbio Velvet Buzzsaw è stato il film di febbraio, mi è piaciuto moltissimo, sopratutto dopo averlo capito davvero.

E’ un film del 2019, il film è stato anche presentato al Sundance Film Festival.

Di cosa parla?

Ehh, di tante cose. Dell’universo dell’arte direi, è una critica a questo, è una critica anche ai critici se vogliamo, al peso che in questo universo si da alle critiche che possono distruggere un artista, ma anche al desiderio di denaro, secondo me il film si basa su un concetto principale che è “nel momento stesso in cui dai più importanza ai soldi che puoi fare con qualcosa rispetto a quel qualcosa, non è più arte”.

Il film non ha valutazioni incredibili ma lo capisco perché può non piacere a tutti e io stessa ammetto di aver faticato a capire tutti i messaggi della pellicola, mi sono aiutata infatti con qualche video su Youtube, una volta compresa del tutto ne ho apprezzato il valore.

Ci sono parecchie morti, e ognuna di questa ha un senso specifico, i dettagli sono importanti.

L’ho rivisto due volte questo film perché avendolo guardato a inizio febbraio non mi ricordavo alcune cose e per parlarvene ho voluto rivederlo, ho notato che nel doppiaggio italiano c’è un problema con la voce di un’attrice ma in generale mi è piaciuto forse di più della prima volta.

La vicenda comunque ruota attorno (anche se non c’è un vero e proprio protagonista secondo me) a Josephina che scopre una collezione molto vasta e bellissima di dipinti di un artista sconosciuto, un uomo anziano che la donna trova morto nella sua palazzina.

Diciamo che l’arte di questo è “maledetta” e ciò da inizio ad una serie terribile di eventi, è un horror ma in una scena (che io non sono riuscita a vedere) viene fuori molto lo splatter.

Nel coso doveste vederlo e dire “ma cosa mi significa tutto questo?” vi consiglio di vedere questo video.

Mi sarebbe piaciuto scrivere un articolo perché ci sono molti spunti interessanti in questa pellicola.

Canzoni del mese

Harry Nilsson – Gotta Get up

Lovely – Billie Eilish

The Night We Met – Lord Huron

 

Cosmetico del Mese

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Un prodotto per le labbra? Ma dai, che strano.

Allora, io lo nomino questo prodotto ma non so quanto possa interessare, anche perchè a febbraio non ho provato grandi cose ma questo rossetto mi ha rapito il cuore, è il Retro Rouge di MAC.

E’ di una limited edition di Charlotte Olympia per questo non so se è ancora reperibile, se esiste ancora ecc..

So solo che se cercate un colore simile c’è il Divine Wine di Maybelline che è molto simile, ho anche quello (ed è uno dei miei rossetti preferiti), e la formula anche è ottima.

Da quando ho provato i rossetti MAC sono diventati i miei preferiti.

 

App del Mese

Nulla, il deserto arido questo mese, il nulla cosmico.

Scoperta del Mese

Sono stata costretta a cambiare pc a febbraio, l’unica cosa che ho scoperto è la delusione per l’abbandono del mio vecchio pc, di certo comunque febbraio è stato meglio di marzo questo posso già dirlo.

A febbraio credo di aver riscoperto la voglia di leggere finalmente, che si era nascosta da qualche parte, anche se il tempo non mi ha aiutata a coltivarla.

Citazione del Mese

“Talvolta crediamo di aver nostalgia di un luogo lontano, mentre a rigore abbiamo soltanto nostalgia del tempo vissuto in quel luogo quando eravamo più giovani e freschi. Così il tempo ci inganna sotto la maschera dello spazio. Se facciamo il viaggio e andiamo là, ci accorgiamo dell’inganno.”

Arthur Schopenhauer

Obbiettivi per Marzo che ormai è Quasi finito Per Fortuna

Terminare il mese ed evitare danni. Il mese di marzo non mi ha mai portato molta fortuna, nemmeno quest’anno, sembra che tutto il peso sia caduto qui a marzo ma ehi è quasi finita almeno.

Bene!

Lo so, oggi è stata breve ma febbraio è stato troppo breve per fare cose lunghe… almeno per me.

E voi? Com’è stato il vostro febbraio? Troppo breve per viverlo a pieno?

A presto!

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#sonoindipendente – Vorrei Mettere il Mondo in Carta – Giorgia Colucci

Salve ragazzi/e!

Ormai manca poco alla fine di febbraio, diciamocelo, un mese che è arrivato ed è andato proprio.

Comunque, parliamo di cose serie, voi come state? Siete scampati/e alla solita influenza che gira ancora a piede libero?

Spero di sì, oggi nuova recensione della categoria #sonoindipendente, quindi parliamo di un’autrice esordiente che il 22 febbraio ha pubblicato una raccolta di poesie.

Ho conosciuto questa ragazza grazie a Valeria Franco, giovane autrice che ho avuto modo di conoscere meglio dopo la pubblicazione e la recensione del suo libro di cui vi avevo parlato sempre qui qualche settimana fa.

Tra l’altro sul blog di Valeria trovate un’intervista a Giorgia Colucci, l’autrice del libro di cui parleremo oggi, vi lascio il link dell’intervista all’autrice, QUI.

Andiamo a parlare meglio di questa raccolta!

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Vorrei Mettere il Mondo in Carta – Giorgia Colucci

Casa Editrice: I Quaderni del Bardo

Tipologia: Raccolta di Poesie

Pagine: 48

Prezzo ebook: € 2,99

Anno di Pubblicazione: 2019

Link all’Acquisto: QUI*

Trama

“Cerco rime/ per sfuggire/ alla banalità/ (e nulla è più banale che dirlo)”, così scrive Giorgia Colucci nella poesia che dà il titolo alla sua prima raccolta poetica. Una scrittura matura quella di Colucci, tesa alla ricerca della rima. La rima come punto di fuga alla contemporaneità in cui i sogni fuggono in avanti per non essere ingabbiati da menti vecchie. In Giochi di parole scrive: “Non siate versi/ tronfi e vanitosi/ che si declamano/ da soli/ a platee dormienti./ Dite quel che vi pare”. Una riflessione sulla scrittura, sul suo ruolo salvifico e consolatorio, ancora in Ad Amarante: “Prendo la penna in mano,/ rendo impermeabile l’inchiostro, la carta/ che cola in rivoli nella testa,/ senza connessione./ A fiume,/ oppongo fiume/ in una scialuppa di fiume”. Una scrittura che rimanda al classicismo, ma che vive il suo presente attraverso le tematiche che affronta, da quelle dei migranti, come in Madina, fino alle riflessioni sul ruolo femminile. La giovane autrice afferma i suoi valori nelle poesie dedicate alla famiglia, ai nonni, alla madre. Le sue poesie hanno una struttura solida, ma ricercata nel linguaggio che si proietta dal passato al futuro con l’uso dell’apocope, come in Atroce attesa: “Atroce attesa,/ pigiati nelle carni/ ce ne stiam/ senza difesa./ Respiro su respiro/ Mischiam le ossa,/ volti estranei/ condividono la fossa.” (Elisa Longo)

[…]Vorrei nascondervi ma siete scossi, dentro al mio mare, i figli rossi di un cuore morto, nell’annegare.

Recensione

Allora, ovviamente vorrei iniziare facendo la solita premessa che mi piace fare quando parliamo di poesia.

Posso valutare fino ad un certo punto il lato soggettivo di queste perché cambia per tutti per questo preferisco concentrami sul lato oggettivo e più tecnico, anche il caso di oggi è particolare, vedremo dopo.

Allora la raccolta di compone di 24 poesie, che sfiorano diversi argomenti, come ad esempio i nonni, vari luoghi (ci sono poesie dedicate ad Atene, Amarante, la Manica), le stagioni, fatti e persone del quotidiano e esperienze anche giornaliere.

Io in genere adoro le poesie che parlano di una situazione o un momento della giornata che tutti viviamo in modo simile, come ad esempio un tramonto o la notte, tutti ci ritroviamo prima o poi a riflettere in questi momenti.

Posso essere considerate poesie del quotidiano e inni al mondo per come lo conosciamo, insomma sono il mio genere.

Sopratutto nell’ultima parte di questo libricino ci sono poesie di questo tipo che ho apprezzato.

Dunque lo stile dell’autrice mi è piaciuto in generale, quasi per tutta la durata della raccolta, devo dire (e questo ho avuto modo di dirlo anche a lei) che l’uso dell’epifora non l’ho apprezzato più di tanto ma questo è anche un fattore soggettivo, personalmente non mi piace più di tanto questa figura retorica insomma.

A dire il vero l’epifora non è molto utilizzata tranne che in rare poesie come ad esempio questo passaggio di Amarante:

A fiume, oppongo fiume, in una scialuppa di fiume.

Ma a parte questo non ho altri particolari appunti, si usa spesso la figura di Morfeo e l’immagine di un qualcosa di rossiccio o rosso, si usa spesso questo colore insomma ma è giusto un appunto che faccio perché leggendo le poesie ho notato questo fatto.

Per alcuni brevissimi tratti ho notato un piglio romanzato nelle poesie ma è un fatto che apprezzo.

Il principale punto forte di questa raccolta sono le esperienze e i ricordi che arrivano dall’autrice ai giovani sopratutto, io e l’autrice siamo praticamente coetanee e questo l’ho avvertito molto nella lettura, alcune esperienze legate alla famiglia o alle emozioni che si avvertono le ho sentite simili se non uguali a quelle che provavo io.

E’ una raccolta fortemente indirizzata ai giovani, per le esperienze contenute all’interno, ovviamente tutti la possono leggere anche perché tutti (indipendentemente dall’età) abbiamo provato queste emozioni, ma le ho avvertite rivolte ai giovani di oggi in particolare.

Le mie due poesie preferite che mi hanno ricollegata alla mia infanzia e ad un momento particolare di questa sono “I dolci della Nonna” e “Ricordo di Mia Madre“.

Vi scrivo qui un estratto di entrambe in ordine di “nomina”:

Erano di una penombra natalizia e farinosa. Erano dei pomeriggi, esuli e interminabili, delle attese profumate. Erano dolci sotto la pelle irruvidita, dal forno e dal lavoro. I tuoi borbottii se li portavano sotto al mattarello e nel cacao, i tuoi malumori di fatiche.

E’ così che ti ho vista piangente, le lacrime ti solcavano il viso inconsolabili, come io non avevo mai visto. Solo nel lutto tu, donna forte, eri giaciuta sotto le macerie del pianto, solo allora, l’immonda spada dell’annientamento ti aveva colpito.

Alcuni componimenti mi hanno decisamente riportata ad istanti del passato, o meglio, mi hanno riportata a delle determinate sensazioni che in passato mi è capitato di provare.

Quando questo succede con le poesie è sempre una vittoria per queste secondo me, a livello emozionale suscitare questo fatto per le poesie è più complicato e mirato, con un testo di narrativa si ha a disposizione più pagine e uno stile diverso.

Come ho detto anche con l’autrice, la lunghezza di questa raccolta è piuttosto breve e avrei desiderato più pagine, come accade in ogni raccolta alcuni componimenti sono più riusciti di altri ma lo stile in generale mi è piaciuto, l’ho voluta rileggere una seconda volta per apprezzare meglio quelle che la prima volta non mi avevano colpita più di tanto, come ad esempio “Le Donne in Treno“;

Non parlano d’amore le mie donne, nei viaggi d’ore, seguiti d’una notte insonne. Non parlano nemmeno di dolore, celati in seno son tutti graffi del loro cuore. Carezzano anche quelli come figli, germogli belli da custodire tra i lor grovigli.

Insomma, sono felice di aver letto questa raccolta per le emozioni che mi hanno fatta riscoprire e per lo stile fresco dell’autrice, non ho apprezzato in toto l’opera e avrei desiderato altre pagine ma in ogni caso è stata un’ottima lettura.

Voto:

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Sono certa del fatto che per ciò che ho letto l’autrice avrà un degno futuro nel mondo della scrittura.

Bene!

E voi gente? Qual’è la vostra raccolta di poesie preferita?

A prestissimo!

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CitaTime

Ciò che in Iran avevamo in comune con Fitzgerald era proprio il sogno, che divenne la nostra ossessione e finì per prendere il sopravvento sulla realtà, un sogno bello e terribile, impossibile da realizzare, in nome del quale si poteva giustificare e perdonare qualunque ricorso alla violenza. «I sogni» dissi rivolta a Nyazi «sono ideali perfetti, compiuti in se stessi. Come si può sovrapporli ad una realtà imperfetta, incompleta, in perenne mutamento? Si farebbe la fine di Humbert, che distrugge l’oggetto dei propri sogni; o di Gatsby, che distrugge se stesso».

Non sminuire mai, in nessuna circostanza, un’opera letteraria cercando di trasformarla in una copia della vita reale; ciò che cerchiamo nella letteratura non è la realtà, ma un’epifania della verità.

Azar Nafisi

Cose del Mese – Gennaio!

Ahhh buon martedì gente e buon proseguimento di settimana!

Oggi sono qui per riprendere la rubrica delle “cose del mese”, l’avevamo lasciata a dicembre, in cui avevamo parlato delle cose dell’anno comprese quelle di dicembre.

Non ho pubblicato un articolo specifico di dicembre perché semplicemente essendo stata così tanto assorbita dalle feste, dal lavoro, e dagli impegni generali il mio tempo per fare cose belle si è ridotto a 0.

Comunque se c’è una cosa che devo dirvi per gennaio è che sono partita abbastanza alla grande dai, con le visioni di film/serie/documentari, anche con le letture perché ho letto tre libri a gennaio praticamente (perchè la “Boutique del Mistero” l’ho letto quasi tutto a gennaio), e diciamocelo, per una che l’anno scorso ha letto pochissimo non è una brutta partenza.

Ma non dilunghiamoci in chiacchiere perché qui di seguito ne farò molte, iniziamo!

Documentario del mese:

Allora i documentari di gennaio sono stati due per me, “Rapita dalla Luce del Sole” e “Conversazioni con un Killer: il Caso Bundy“.

Iniziamo da primo a sinistra, è un documentario di un’ora e mezza circa che si può vedere tutto d’un fiato ed è la tempistica che preferisco perché nei documentari a puntate è vero che il contenuto è più lungo, ma c’è il rischio di allungare il brodo inutilmente.

Allora di cosa parla questo documentario?

Di pedofilia essenzialmente. Una famiglia per bene si fa soggiogare da un membro in particolare di un’altra famiglia, e gli eventi sfuggono di mano.

Sfuggono di mano è un eufemismo, mi viene voglia quasi di dedicarci un articolo a sé per questo documentario, ditemi se la cosa vi interessa people.

Comunque il documentario è diretto da Skye Borgman e da quello che ho capito non è originale Netflix.

La vicenda nello specifico si concentra su Jean, una bambina che vive con una famiglia come dicevo per bene e con delle sorelle attive e unite tra loro in un quartiere dell’Idaho negli anni 70′.

Ad un certo punto incontrano in chiesa di domenica un’altra famiglia apparentemente per bene, anche fra loro ci sono dei bambini, il padre di questi si chiama Robert Brechtold che assieme alla moglie e ai figli si è trasferito da poco proprio accanto a loro.

Robert, lo chiameremo Bob da qui in avanti, inizia a mostrare un interesse eccessivo per Jean ma i genitori di questa lo lasciano fare (qui il primo punto assurdo, lo so) anche se non apprezzano ovviamente questo interesse.

Bob entra anche nella vita sentimentale dei due coniugi, avendo un rapporto omosessuale con il padre di Jean e, più avanti nel documentario e nel tempo, avendo una relazione sentimentale anche con la madre di questa.

Senza contare il fatto che l’uomo rapisce Jean per ben due volte, la prima i genitori non avvisano subito le autorità perchè la moglie di Bob li dissuade e si convincono del fatto che è un loro amico e non potrebbe mai fare del male a Jean, mentre la seconda è la volta in cui Jean viene anche abusata sessualmente più volte.

Ma oltre a questo la bambina riceve un vero e proprio lavaggio del cervello, l’uomo infatti costruisce tutta una storia alla quale la bimba crede che la terrà soggiogata a lui fino all’età di 16 anni in cui lei si renderà conto che era tutta una menzogna.

Questa storia era stata architettata anche per fare in modo che lui e la ragazzina continuassero ad avere rapporti sessuali, ad un certo punto con questo lavaggio mentale Jean era convinta di amare addirittura Bob e voleva sposarsi con lui.

Tutta questa vicenda è assurda, ed è tutto reale, il lato più agghiacciante è il fatto che quest’uomo, uno sconosciuto fino a qualche momento prima, sia riuscito con il tempo e con il suo lato da manipolatore a entrare nella mente di tutte queste persone.

Ovviamente tutto ciò che rimane ora ai genitori è il senso di colpa per non essersi resi conto prima di quello che stava accadendo, per aver sottovalutato tutto e per essere finiti a piedi piatti nella trappola dell’uomo.

In effetti è incredibile, tutto quello che è successo lo è, io vi ho spiegato in generale la vicenda ma ci sono dei dettagli e dei risvolti che mi hanno lasciata senza parole.

Il lato psicologico della vicenda merita una riflessione approfondita, quindi fatemi sapere se un articolo singolo potrebbe farvi piacere.

Parliamo ora del secondo documentario, ora, io l’ho visto fino alla metà, ha 4 puntate di circa 50 minuti l’una tranne l’ultima che è invece di 70 minuti circa.

Conoscevo già la storia di Ted Bundy, anche nei dettagli, quindi questo documentario non ha aggiunto nulla a ciò che già sapevo essenzialmente.

Qual’è il punto del documentario?

Il fatto che un giornalista ha intervistato il serial killer per un libro e qui abbiamo delle registrazioni originali in cui Bundy parla dei crimini commessi ma non in prima persona, perché il killer si dichiarava innocente, quindi il giornalista ha avuto un ottima idea, farlo parlare in terza persona come se fosse un cronista che narra ciò che un ipotetico assassino aveva commesso.

Se già conoscete la storia di Bundy questo documentario non aggiunge particolari informazioni.

Il mio principale problema è stato uno, voglio dire, ci sono 4 puntate di una certa lunghezza questo mi fa intendere che avevano un buon tot di tempo a disposizione, eppure le vittime vengono praticamente solo citate per nome e raramente viene detto cosa facevano nella vita, questo mi ha infastidita un poco.

Certe informazioni su Bundy vengono ripetute anche più volte, ecco invece di insistere su queste si poteva anche dedicare qualche minuto in più alle 30/35 ragazze giovani uccise.

Non è un discorso moralista o altro, di solito non faccio caso a questo nei documentari perché ci si concentra sempre sul killer e non sulle vittime, ma in questo caso ho notato uno spreco di tempo dedicato a lui, tempo che in piccola parte anche si sarebbe potuto dedicare nel dire qualcos’altro sulle ragazze.

Aspettavo questa nuova uscita su Netflix ma ne sono rimasta delusa, mi aspettavo un po’ di meglio, dal punto di vista visivo è bello, gli effetti, la fotografia, la ricostruzione ma si salta troppo nel passato prima poi nel futuro e di nuovo nel passato, ad un certo punto ero esausta da questi viaggi temporali continui.

Serie tv del Mese

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Ho visto tutta la prima stagione di questa serie tv, è davvero carina!

Si chiama Diablero ed è ambientata a Città del Messico, diretta da José Manuel CraviotoRigoberto Castañeda.

Sono felice del fatto che la serie è stata rinnovata per una seconda stagione qualche settimana fa, il primo di febbraio.

Forse era lo scopo degli sceneggiatori e del regista perché il finale lascia proprio intendere che ci sarà una seconda stagione.

Di cosa parla la serie?

Di demoni e di cacciatori di demoni, i diableri infatti sono letteralmente cacciatori di demoni ma non stile Supernatural, lo stile di questa serie è diverso, ormai Città del Messico è infestata da demoni e solo loro possono fare qualcosa per salvare la gente.

Seguiamo le vicende di Elvis, cacciatori di demoni, che assieme alla sorella decidono di aiutare Ventura un prete a cui è stata rapita la figlia da un demone, figlia che ha avuto con una giovane ragazza costretta poi a crescerla da sola.

Vorrei dire due parole sul mio personaggio preferito ovvero Nancy, una sorella/figlia per Elvis, ed un contenitore per demoni, lei si fa possedere dai demoni per aiutare Elvis o per aumentare il suo potere o ancora semplicemente per sperimentare.

E’ una serie che mi è piaciuta, ha dei momenti che mi hanno fatta sorridere, c’è qualche scena più horror, la prima che mi viene in mente è nella prima puntata in cui c’è un topo letteralmente aperto con gli organi scoperti, ovviamente non è vero, nessun animale è stato maltrattato. Si vede anche che è finto perché sembra a tratti un po’ di plastica.

Comunque è una serie che mi ha intrattenuta davvero, non vedevo l’ora di vederlo appena avevo un attimo di tempo.

Non è particolarmente profonda come serie ma ha dei momenti più drammatici e intrattiene alla grande.

Non ho un film del mese gente, l’ho per febbraio ma è troppo presto!

Canzoni del Mese

Torna a Casa – Maneskin

Sunday Bloody Sunday – U2

Dovete sapere che quando mi devo concentrare, quando studio o leggo o faccio in generale qualcosa che mi richiede concentrazione, ascolto musica classica, perché mi piace, non sempre ma in quei momenti è perfetta e trovo che mi aiuti a non appesantire troppo la testa.

Questo mese ho ascoltato particolarmente:

Schubert – Serenade

Chopin – Spring Waltz

Trovo che anche le playlist di Spotify siano utili sotto questo punto di vista.

 

Cosmetico del Mese

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Il mio cosmetico preferito di gennaio è stato il famosissimo Healty Mix di Bourjois.

All’inizio non mi piaceva devo dirlo, pensavo fosse come applicare aria fritta sul viso, ma dopo giorni di test mi sono resa conto che punta veramente ad un effetto anti-fatica.

Infatti non è tanto la coprenza il vanto di questo prodotto, perché se dobbiamo vedere quella mmm siamo ad un livello medio-basso, ma è l’effetto generale del viso, nel senso che a fine giornata la pelle risulta comunque bella anche se gli occhi sono impallati di sangue e vi siete ingobbite/i come il gobbo di Notre-Dame.

Mi capita spesso di avere una pelle orrida a fine giornata, con i pori che si vedono a chilometri di distanza, i fossati in giro per il viso, dei punti secchi in cui sembra tutto rattrappito… ebbene con questo fondotinta non succede.

Io ho una pelle mista, se avete una pelle molto grassa o grassa non saprei se consigliarvelo oppure no perché non è leggero come fondotinta.

App del Mese

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Ohh questa è un’app comodissima, se scrivete storie e dovete tenere traccia dei personaggi.

Si chiama Character Story Planner ed è ottima se la storia che scrivete magari ha molti personaggi e avete paura di dimenticare dei dettagli o di non pensare a tutto per bene nel marasma di cose da fare.

Dato che ho ripreso da un po’ a scrivere storie da zero, ho voluto ripartire da capo diciamo come se voltassi pagina, quindi nuovi generi, nuove dinamiche che la vecchia me non avrebbe adottato, questa app mi sta aiutando.

Potete segnare per un personaggio tutto ciò di cui avete bisogno, dal nome, all’età, ai dettagli fisici, l’aspetto, l’altezza, potete persino caricare un immagine se disegnate il personaggio, i rapporti che ha con gli altri, il passato, la storia ecc. ecc.

Insomma tutto, ne viene fuori una vera e propria scheda a mo’ di carcerato ma è comoda.

Scoperta del Mese

L’app del mese è già una piccola scoperta, ma sono tutte sulla scrittura le mie scoperte di gennaio.

Dato che mi sto addentrando in mondi e generi che non ho mai esplorato più di tanto, Pinterest è una grande fonte di scoperte compresi video su Youtube consigliati da un’amica sull’argomento.

Quando mi approccio a qualcosa di poco esplorato preferisco sempre studiarlo a 360° prima di buttarmi e penso sia la pista migliore perché non puoi parlare di ciò che non conosci.

Citazione del Mese

Se oggi vado a letto non avendo fatto niente di nuovo rispetto a ieri, allora oggi è stato sprecato.

Bill Gates

Ho deciso di levare la sezione “cosa positiva e negativa” perché non riesco a non dirvi subito com’è stato il mio mese e si intuisce anche nel corso dell’articolo quindi… sì, la sostituirò con qualcos’altro, devo solo vedere cosa.

Obbiettivi per questo Mese che ormai Siamo già a Metà

Ovviamente continuare i miei progetti di scrittura, sono “on fire” in questo periodo, e cercare di arrivare da qualche parte con questi.

Aggiungerei anche “decidere cosa fare della mia vita” ma è troppo drastico e non riuscire a decidere in un mese, o in quello che rimane.

Bene!

E voi? Come è stato il vostro gennaio? Il primo mese di questo 2019 vi ha regalato delle belle sorprese? No? Ditemi!

Noi ci leggiamo prestissimo!

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1984 – George Orwell

Buon martedì gente!

Come state? Febbraio è iniziato da 5 giorni e io non faccio altro che ripetermi che arrivare al 28 sarà un lampo… così, giusto per mettermi ansia.

Comunque, oggi parliamo di “1984” di George Orwell, il libro che abbiamo letto nel mese di gennaio sul gdl.

Pilastro del genere distopico che non vedevo l’ora di leggere, sentivo che era arrivato il momento per me di leggerlo e dato che ha vinto anche al sondaggio del gruppo ero davvero entusiasta per la lettura.

Nella recensione di oggi credo svierò in discorsi più ampi perché con i temi contenuti qui c’è questo rischio.

Iniziamo ragazzi/e, c’è tanto di cui parlare!

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1984 – George Orwell

Casa Editrice: Mondadori

Genere: Distopico

Pagine: 305

Prezzo di Copertina: € 14,00

Prezzo ebook: € 7,99

Anno di Pubblicazione: 1949

Link all’Acquisto: QUI*

Trama

L’azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l’anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c’è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza “sovversiva”.

Bastava arrendersi e tutto veniva da sé. Era come nuotare contro una corrente che vi spingeva all’indietro a dispetto degli sforzi più disperati, dopodiché decidevate all’improvviso di girarvi e, invece di opporre resistenza, di abbandonarvi a essa. Nulla era mutato, se non il vostro atteggiamento. L’evento prestabilito si compiva comunque. Non riusciva a capire per quale motivo si fosse ribellato. Era tutto così facile, eppure…

Recensione

Mi capita spesso, sopratutto quando affronto testi come “1984” quindi classici contemporanei di una certa importanza, di fare un salto su Course Hero.

Course Hero è un sito americano creato per aiutare sopratutto gli studenti, affronta vari temi per varie materie, fra queste la letteratura con degli schemi davvero utili secondo me se vi state per approcciare ad un libro che magari vi intimorisce o è particolarmente difficile.

Io sono sempre stata molto intimorita da “1984” quindi prima di iniziare la lettura ho voluto fare un salto sul loro sito per visitare lo schema e una volta terminato il testo tutto ha avuto senso.

Quando si pensa a questo libro si pensa subito ad un pilastro del genere distopico giustamente, ciò che mi ha conquistata è la connessione fra vari sistemi che messi assieme rendono perfettamente durante la lettura l’idea di un sistema di sorveglianza quasi impossibile da rompere, una mentalità che sembra impossibile da riportare alla luce.

Dopo aver letto il libro ho letto anche qualche recensione in cui si dice che “1984 è il presente”, che questo libro “dona speranza”.

Non sono per nulla d’accordo con queste affermazioni, dopo aver letto questo libro ciò che ho perso è proprio la speranza ma non nel presente bensì per il mondo di 1984, ho perso la speranza per/in Winston.

E non sono nemmeno d’accordo con chi afferma con aria sconsolata che il 1984 è il presente, forse ci sono alcuni piccoli punti in comune ma non siamo a livello di 1984.

Andiamo con ordine comunque, ho talmente tanti stralci di pensiero su questo libro che sono avventata anche nel parlarvene.

Lo stile di scrittura mi è piaciuto ma non è il punto forte del libro, c’è qualche ripetizione ma non ho capito se è voluta, per seguire la mentalità di Winston e il fatto che molte volte riporta alla mente certi ricordi, oppure no anche perché queste ripetizioni di cui parlo non riguardano i ricordi di Winston (o alcuni concetti chiave) ma vere e proprie informazioni secondarie o dettagli fornite/i dall’autore.

Però in generale lo stile di Orwell mi è piaciuto, ho apprezzato molto i colpi di scena, l’apertura di alcuni capitoli, il piglio che hanno preso certe scene, il modo dell’autore di descrivere le emozioni.

«Quando fai all’amore, spendi energia; e dopo ti senti felice e non te ne frega più di niente. Loro non possono tollerare che ci si senta in questo modo. Loro vogliono che si bruci l’e­nergia continuamente, senza interruzione. Tutto questo mar­ciare su e giù, questo sventolio di bandiere, queste grida di giubilo non sono altro che sesso che se ne va a male, che di­venta acido. Se sei felice e soddisfatto dentro di te, che te ne frega del Grande Fratello e del Piano Triennale, e dei Due Minuti di Odio, e di tutto il resto di quelle loro porcate?»

I personaggi sono ben caratterizzati, ecco, un punto forte del libro credo sia proprio questo, la caratterizzazione dei personaggi, Orwell su un dettaglio ci ricama un mondo ma mai in modo noioso, è tutto materiale per la comprensione dei personaggi e l’immagine che si ha di loro.

Winston a tratti mi è parso lontano altre vicino, a volte si perde altre invece è saldo sulle sue convinzioni.

Il mio principale problema con questo libro e che, a differenza di altre persone probabilmente, non mi ha aperto mondi nuovi, vuoi per il fatto che ne ho sentito parlare talmente tante volte che il senso di questo mi è sembrato un qualcosa di già scoperto o vuoi per il fatto che le dinamiche mi sono sembrate famigliari subito.

Non famigliari perché viviamo in un sistema come questo o altro, ma perché dopo poco mi sono sentita assorbita dalla mentalità di 1984 ed è stato facile da lì in poi immaginare la serie degli eventi.

Devo anche dire che se questo libro lo avessi letto 6 anni fa o se una persona nata nel 1950 lo avesse letto negli anni ’60 le cose sarebbero state diverse, ci sarebbe stata più sorpresa e scoperta che per me nella lettura non c’è stata più di tanto.

Detto ciò però riconosco il valore di questo testo e tutto sommato è una lettura che mi ha appassionata fino all’ultima pagina, i pezzi finali in cui si parla di Julia mi hanno angosciata molto.

Tra l’altro penso che le ultime pagine siano proprio quelle più interessanti, questo è uno dei casi in cui il fatto di non poter spoilerare mi pesa, il fatto che tutto sembra aggrumarsi e si arriva ad una vera conclusione nella mentalità di Winston.

Si ripete la formula 2+2=5 che nelle ultime pagine prende peso nella testa del protagonista, anche se nelle vecchie edizioni questa formula presente nelle ultime pagine viene lasciata in sospeso come per voler lasciare in dubbio il lettore sul pensiero dell’uomo.

L’ultimo pezzo del libro tra l’altro può essere considerato anche come un sogno, un trip quasi.

Ci sono diversi messaggi/luoghi che tornano diverse volte, una è “La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza” e/o la Stanza 101, luogo che si presenta sopratutto nell’ultima parte del libro.

Ci si interroga parecchio su ciò che accade in questa stanza e questa è una delle cose che non mi aspettavo, non avevo capito il reale scopo di questo luogo, pensavo fosse una camera adibita all’uccisione invece no.

Lo scopo del Partito, antagonista principale assieme al Grande Fratello, è quello di non sottomettere uomini ma quelli che un tempo erano uomini, svuotare le persone da tutto ciò che li rende umani, i sentimenti, quindi tutto ciò che comprende l’amore, l’amicizia, e anche gli stimoli che partono naturalmente per esempio l’istinto di protezione per qualcuno.

Annullare il pensiero proprio e instillare una mentalità uguale in ognuno, mirata a supportare e amare il Grande Fratello.

Leggendo il libro c’era un pensiero che continuava a balenarmi nella mente, per quanto un potere possa essere ben instillato, per quanto la gente possa essere schiava di questo, per quanto la società possa essere marcia fino al midollo, ci sarà sempre qualcuno che va contro a tutto questo, un ribelle, qualcuno che si rivolterà contro il Potere, la storia lo dimostra.

Questo è un pensiero che forse viene intravisto in 1984 ma non approfondito fino in fondo.

Nel caso di 1984 il passato non esiste o meglio:

Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato

La società di 1984 è costruita da Orwell nei minimi dettagli, non ci sono falle, questo senso di sorveglianza, di controllo del potere sulle persone è così forte che si avverte in modo prepotente.

E’ un libro angoscioso, per tutto, in ogni area della quotidianità in cui si guarda il senso di rigidità sembra essersi innescato in modo così profondo da non poter essere rimosso.

I meccanismi mentali che vogliono essere instillati dal Partito rappresentano nel vero senso della parola il lavaggio del cervello, un lavaggio fatto per poi riempire la mente e risvuotarla all’occorrenza con tutto ciò che il Partito desidera.

C’è poi il concetto del bipensiero:

Sapere e non sapere; credere fermamente di dire verità sacrosante mentre si pronunciavano le menzogne più artefatte; ritenere contemporaneamente valide due opinioni che si annullano a vicenda; sapendole contraddittorie fra di loro e tuttavia credendo in entrambe, fare uso della logica contro la logica; rinnegare la morale propria nell’atto di rivendicarla; credere che la democrazia sia impossibile e nello stesso tempo vedere nel Partito l’unico suo garante; dimenticare tutto ciò che era necessario dimenticare ma, all’occorrenza, essere pronti a richiamarlo alla memoria, per poi eventualmente dimenticarlo di nuovo. Sopratutto, saper applicare il medesimo procedimento al procedimento stesso. Era questa, la sottigliezza estrema: essere pienamente consapevoli nell’indurre l’inconsapevolezza e diventare poi inconsapevoli della pratica ipnotica che avevate appena posto in atto. Anche la sola comprensione della parola “bipensiero” ne implicava l’utilizzazione.

A volte 2+2 fa 4 altre volte 5 insomma.

E’ un libro che mi è piaciuto, non in toto, ma i messaggi sono davvero potenti, alcuni concetti meritano il successo che hanno ottenuto, il quadro descritto da Orwell è agghiacciante, i ragionamenti sul Potere, sulla natura di esso chi vuole il potere, vuole il potere di per sé, ciò che simboleggia il potere, sono frasi che vanno all’essenza di questioni intricate.

Voto:

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Ho deciso di dare quattro stelle perché era un libro che aspettavo da anni di leggere e forse mi sono illusa un tantino, ma fortunatamente non troppo, comunque è stata una lettura coinvolgente che rifarei altre volte di certo.

E’ un libro che consiglio a tutti, alcuni punti non mi hanno convinta al punto tale da assegnare cinque stelle ma dopo averlo letto non faccio altro che pensarci e interrogarmi sul senso di alcune scene e qualcosa mi dice che non smetterò presto di farlo.

Detto ciò ragazzi/e, ditemi, voi avete mai letto “1984”? Sì? Vi è piaciuto? No? Perché?

A prestissimo!

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LiberTiAmo di Febbraio (2019)

Buon primo di febbraio ma sopratutto buon venerdì e buon quasi weekend!

Scusatemi per l’assenza delle ultime settimane ma ho avuto parecchie cose da fare, e il lavoro non ha supportato il mio tempo libero…

Una piccola info tecnica, l’articolo delle cose del mese di dicembre che sarebbe dovuto uscire a gennaio non uscirà, (colpo di scena) per il semplice fatto che il mio mese di dicembre non è stato interessante e le cose simpatiche non ci sono state quindi nei prossimi giorni uscirà l’articolo delle cose di gennaio, che vi garantisco sarà di certo più piacevole.

Parliamo di altro ora gente, inizia un altro mese e un’altra lettura per il gruppo di lettura, ormai lo sapete quindi sarò breve e coincisa.

Febbraio è sempre un mese intrigante, anche perché è il più corto quindi se diventa un mese terribile almeno c’è questa consolazione…

Scopriamo subito il titolo di febbraio che sarà in lettura fino a metà marzo!

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Leggere Lolita a Teheran – Azar Nafisi

Casa Editrice: Adelphi

Link all’Acquisto: QUI*

Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze barbare, Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi nell’impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni del Satana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocui per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essere un atto d’amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla.

Pubblicato nel 2003 è stato tradotto in 32 lingue rimanendo nella lista dei best seller per il New York Times per 117 settimane.

Il libro è frutto delle esperienze reali dell’autrice.

Azar Nafisi è di origine iraniana ma vive negli Stati Uniti dal 1997.

Il libro sarà in lettura per tutto il mese di febbraio e per metà del mese di marzo, quindi la lettura inizia oggi (01/02) e proseguirà fino al 15/03.

Vi ricordo che vi potrete unire alla lettura in ogni momento, trovate il gruppo su Goodreads!

Iniziamo questa lettura, voi parteciperete?

A prestissimo!

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CitaTime

Era un solitario fantasma che proclamava una verità che nessuno avrebbe mai udita. Ma per tutto il tempo impiegato a proclamarla, in un qualche misterioso modo la continuità non sarebbe stata interrotta. Non era col farsi udire, ma col resistere alla stupidità che si sarebbe potuto portare innanzi la propria eredità d’uomo.

Tutti i documenti sono stati distrutti o falsificati, tutti i libri riscritti, tutti i quadri dipinti da capo, tutte le statue, le strade e gli edifici cambiati di nome, tutte le date alterate, e questo processo è ancora in corso, giorno dopo giorno, minuto dopo minuto. La storia si è fermata. Non esiste altro che un eterno presente nel quale il Partito ha sempre ragione.

George Orwell