Milk and Honey – Rupi Kaur

Salve! 

Come state? Buon inizio settimana!

Spero che questo inizio di freddo vi abbia ricordato il Natale dell’anno scorso e vi abbia fatto esclamare ancora una volta: “Come vola il tempo, ah!

Negli ultimi giorni mi aggiro per gli ambienti esclamando solo questa frase ormai, cosa devo dirvi, pensare a dov’ero l’anno scorso a quest’ora rendendomi conto che siamo di nuovo in questo periodo dell’anno mi spaventa.

Poca concezione del tempo? Probabilmente sì.

Oggi sono qui per parlarvi di un libro che ho appena terminato, un libro in inglese scritto da una ragazza di origine Indiana.

Il titolo in questione è Milk and Honey, una raccolta di poesie scritta da Rupi Kaur.

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Editore: Andrews Mcmeel Pub

Pagine: 204

Prezzo Originale (Ed. Cartacea): $ 14.99

Prezzo (Ed. Cartacea): € 10,25

Anno di Pubblicazione: 2015

Link all’Acquisto: QUI

Trama

The book is divided into four chapters, and each chapter serves a different purpose; deals with a different pain; heals a different heartache. milk and honey takes readers through a journey of the most bitter moments in life and finds sweetness in them because there is sweetness everywhere if you are just willing to look.

Recensione

Dunque, prima di dirvi il mio crudo giudizio su quest’opera credo sia giusto parlarvi un’attimo dell’autrice.

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Rupi Kaur è una ragazza di origine Indiana emigrata in giovane età con i genitori a Toronto in Canada.

Si è fatta conoscere al pubblico grazie alle sue poesie pubblicate inizialmente su social network come Instagram e Tumblr, ed è una poetessa ed una scrittrice femminista.

La sua prima vera pubblicazione è stata appunto Milk and Honey, un libro non ancora tradotto in Italia, un titolo diviso in quattro capitoli molto particolari.

Rupi da qualche anno, sempre sui social, si impegna a spezzare quelli che sono da sempre alcuni  dei tabù riferiti alla donna, dei validi esempi sono alcune sue foto pubblicate tempo, in queste foto Rupi mostra quello che è un gesto naturale per il corpo femminile ovvero le mestruazioni.

E’ stata molto criticata per queste foto, che a mio vedere non hanno nulla di scabroso o di così censurabile insomma, ma non voglio addentrarmi troppo in quelli che sono ancora oggi i tabù silenziosi della società, ne parleremo in altre occasioni.

Comunque, parliamo di Milk and Honey ora.

Questo volumetto di 204 pagine affronta temi come la violenza, l’abuso, l’amore, la perdita, la rinascita e la femminilità.

Il livello d’inglese non è avanzato, quindi se avete un livello medio-basso potete leggerlo senza problemi.

Vi lascio alcune foto per farvi capire di che tipo di testo e di poesia stiamo parlando:

Da quello che ricordo entrambe queste poesie mi piacquero molto e sicuramente anche fra qualche mese o anno sarà un piacere andare a rileggermele.

La poesia è soggettiva, quindi io non potrei mai consigliare ad una persona con certezza questa raccolta (a meno che non la conosca quasi alla perfezione).

Però posso dirvi che ho molto apprezzato la maggior parte delle poesie contenute all’interno di Milk and Honey e posso affermare con assoluta certezza che quando in un futuro l’autrice pubblicherà una nuova raccolta non ci penserò due volte a comprarla e leggerla.

In questo libro si parla di situazioni che sono/sono state o saranno familiari a molti di noi, si parla della fine di una relazione, di come risollevarsi e andare avanti  nonostante l’innamoramento sia tutt’altro che passato, insomma situazioni e sofferenze comuni.

Mi è piaciuto molto l’ottimismo dell’ultima parte del libro “the healing”, la seconda parte “the breaking” tende ad essere molto pessimista raffigurando gli stati di emotivi reali di una persona che si trova all’interno di una relazione agli sgoccioli.

E’ direi soddisfacente seguire la scaletta di questo libro, si passa dall’essere feriti, all’essere innamorati, dalla rottura alla guarigione.

A primo acchito sembra un classico libro di poesie ed forse lo è ma ho apprezzato molto il modo in cui Rupi si rivolge al lettore certe volte, in una delle ultime pagine dedica persino un testo dolcissimo al lettore ringraziandolo per essersi immerso nel suo mondo.

In alcune poesie si nota un tratto femminista, ho apprezzato molto anche questo, è un tratto però non troppo marcato e non è mirato ad innescare un pensiero di natura fortemente femminista, è solo una difesa molto sottile della femminilità e del valore di questa.

Insomma, questa raccolta mi è piaciuta molto ed ovviamente siete liberi di leggerla come preferite, una poesia ogni tanto magari tra una lettura e l’altra o leggerla tutta d’un fiato come ho fatto io perché non riuscivo a staccare le dita dalle pagine e gli occhi dalle parole.

Ripeto che la poesia è soggettiva, quindi se è piaciuta a me non è detto che piacerà al mondo intero ma tutto sommato io ve la consiglio è una lettura che fa male, poi fa bene e quando sentite di dover abbandonare Rupi fa ancora male.

Ormai la chiamo Rupi neanche l’avessi come vicina di casa, cos’è questa confidenza?

E’ probabile che nei prossimi mesi vediate recensioni di libri simili a questo perché credo che dopo Milk and Honey le raccolte di poesia in lingua originale entreranno a far parte della mia vita, ho scoperta un’altra mia fissazione, bene avanti così!

Voto:

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Sì, quattro stelline, sono coerente con i miei voti su Goodreads.

Non mi sento di dare il massimo perché oramai lo sapete per me cinque stelline rappresentano proprio la perfezione e questo libro mi è piaciuto molto ma non è perfetto da cima a fondo quindi il mio voto è 4 su 5.

Vedremo se in futuro (sempre la cara ormai Rupi) saprà conquistarmi di nuovo!

Detto ciò noi ci leggiamo presto, cercherò di essere più presente prossimamente scusatemi per l’assenza ma è un periodo molto movimentato!

A presto!!

Elisa

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News Letterarie #8

Salve ragazzi! Buon inizio settimana!

Come state?

Scusate l’assenza ma sono stati giorni pieni di fin troppi impegni.

Finalmente riesco a sedermi, con un bella tazza di te’, a scrivere un po’ qui sul blog.

Purtroppo sono mesi pesanti questi, ma li supereremo people!

Oggi torna una rubrica che a me piace molto curare e scrivere, sto parlando delle News Letterarie, siamo già all’ottavo appuntamento!

Oggi parleremo di dieci titoli che saranno in uscita nelle prossime settimane nelle librerie di tutta Italia.

Come ho scritto prima, mi piace alla follia curare questa rubrica anche se certe volte quest’ultima è stata la causa di alcuni miei acquisti compulsivi…

Ma andiamo avanti e iniziamo a dare un’occhiata assieme a queste nuove dieci uscite.

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Il Marchio dell’Inquisitore – Marcello Simoni

Prezzo di Copertina: € 16,50

Data di Uscita: 15 novembre

Nella Roma del Secolo di Ferro, a pochi giorni dall’inizio del XIII giubileo, la danza macabra incisa su un opuscolo di contenuto libertino sembra aver ispirato l’omicidio di un religioso. Sul caso viene chiamato a investigare l’inquisitore Girolamo Svampa, nominato commissarius dagli alti seggi della curia capitolina. Ad aiutarlo, tra ritrovamenti di libelli anonimi e strani avvistamenti di un uomo mascherato, ci sono padre Francesco Capiferro, segretario della Congregazione dell’Indice, e il fedele bravo Cagnolo Alfieri. L’indagine, che porta lo Svampa a scontrarsi con personaggi potenti, si rivela subito delicata e pericolosa: prima che si arrivi alla soluzione del mistero ci saranno altri morti. Porta sul collo, impresso a fuoco, il marchio di un roveto ardente. È razionale come uno scienziato, eppure esperto di demonologia e stregoneria. È scostante, abitudinario, con una patologica avversione per la fugacità del presente; per lui esiste solo la certezza inalterabile di ciò che è già accaduto. Con l’inquisitore Girolamo Svampa, Marcello Simoni inventa una straordinaria figura di detective, qui alle prese con un intricato mistero nella Roma barocca di Urbano VIII. Il cadavere di un uomo incastrato dentro un torchio tipografico. Un investigatore, il cui passato è un mistero perfino per lui, alle prese con intrighi politici, segreti ecclesiastici e vendette private. Una vicenda tesissima ambientata nell’Italia del Seicento, dove la diffusione della stampa sta aprendo le prime crepe nelle mura dell’oscurantismo.

Iniziamo alla grande questo nuovo appuntamento con il ritorno di Marcello Simoni. Questo titolo da domani sarà disponibile nelle librerie. Simoni è un autore apprezzato da molti ed è già conosciuto nel panorama letterario italiano per libri come “Il Mercante di Libri Maledetti”. 

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Danse Macabre – Stephen King

Prezzo di Copertina: € 20,00

Data di Uscita: 15 novembre

“Questo libro è la mia scorribanda in tutti i mondi fantastici e terrificanti che mi hanno affascinato e impaurito. Non ci sarà molto ordine, e se a volte vi verrà in mente un cane da caccia dal fiuto scadente che si aggira senza sosta dietro a ogni odore interessante, a me andrà più che bene. Ma non è una caccia. È una danza. E ogni tanto in questa sala da ballo spengono le luci. Ma danzeremo lo stesso, voi e io. Anche nel buio. Specialmente nel buio. Posso invitarvi?”. Stephen King racconta una delle sue storie più coinvolgenti e stimolanti, quella di un mondo, e dei suoi abitanti, nel quale si è conquistato un posto d’onore e verso il quale continua a nutrire rispetto, curiosità e amore. Con la sua scrittura diretta e brillante, King celebra l’horror definendone gli archetipi in una danza in cui sfilano, tenendosi per mano, letteratura e z-movies, leggende metropolitane e cinema d’autore, serie TV, fumetti e perfino le figurine. L’approccio apparentemente acritico, dichiaratamente soggettivo, sbarazza il professor King da ogni accademismo lasciandolo libero di fare ciò che meglio sa: raccontare. Si crea il miracolo di un testo profondo e lieve allo stesso tempo, dalla prosa torrenziale e inventiva; di un saggio che, ben lungi dall’ispirarsi nella forma ai canoni tradizionali, è piuttosto un possente, affascinante amarcord. E, per gli appassionati, un’occasione per sbirciare sotto il mantello del re. Del brivido.

Ormai è una tradizione quella di inserire un libro di King in ogni appuntamento di questa rubrica, quanto è prolifico quest’uomo! Comunque, qui non stiamo parlando di un testo di narrativa ma di un saggio. Un’opera che promette di svelare di più sulla figura del re, su quello che lo ha inspirato e lo ha influenzato facendolo diventare quel grande scrittore che oggi tutti noi conosciamo.

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Gli Assalti alle Panetterie – Murakami Haruki 

Prezzo di Copertina: € 15,00

Data di Uscita: 22 novembre

Un gruppo di giovani male in arnese è cosi affamato da decidere di ricorrere agli estremi rimedi: rapinare una panetteria. Non per il denaro, ma per il pane. Quando arrivano però nel negozio scelto “per il colpo” hanno la prima di molte sorprese. Il panettiere non si opporrà in nessun modo all’esproprio, anzi sarà ben felice di dare loro il pane, a patto che facciano una cosa, una cosa molto semplice per lui: ascoltare un brano di Wagner…

Prosegue la “serie di fuori serie” dei racconti di Murakami illustrati da artisti italiani e internazionali. Questa volta a dare forma e colore alle atmosfere del maestro giapponese è Igort, al secolo Igor Tuveri.

Murakami oramai si è fatto ben conoscere dai lettori italiani, per alcuni vedere un suo nuovo titolo tra gli scaffali delle nuove uscite in librerie rappresenta la gioia. Uno dei suoi titoli più famosi ad oggi rimane “Norvegian Wood. Tokyo Blues.” 

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La Classe dei Misteri – Joanne Harris

Prezzo di Copertina: € 18,60

Data di Uscita: 17 novembre

Al St Oswald, un prestigioso collegio per soli ragazzi nel nord dell’Inghilterra, sta per cominciare un nuovo anno scolastico. E, come ogni anno, i professori sono riuniti per festeggiare il rientro in classe. Ma stavolta l’anziano Donald Straitley, professore di lettere classiche, ha motivo di essere molto preoccupato: il nuovo preside è Johnny Harrington, un suo ex studente, già legato a una brutta storia. Tutta la scuola ne è affascinata, ma Straitley non si fida. E quando cominciano a verificarsi misteriosi episodi di violenza, il passato ritorna senza pietà. Solo l’anziano professore è in grado di fermare tutto questo. Ma via via che si avvicina alla verità, Straitley capisce di dover compiere una scelta. Fare giustizia o rimanere leale alla scuola cui ha dedicato la sua intera vita?

L’autrice di “Chocolat” torna con un nuovo romanzo  che segue “La Scuola dei Desideri”. In questo nuovo titolo torniamo tra i corridoi del St. Oswald, una scuola piena di misteri, segreti e false verità.

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Le Cure Domestiche – Marilyenne Robinson

Prezzo di Copertina: € 18,50

Data di Uscita: 15 novembre

Ruth e Lucilie non hanno mai visto Fingerbone, la cittadina del Midwest che ha dato i natali alla loro mamma Helen, né le acque fonde e cupe del lago intorno a cui sorge. Ma quel lago, che in passato è stato teatro di un tragico e spettacolare disastro ferroviario, divenendo luogo di eterno riposo per molti abitanti della zona, pretende un grande tributo dalle loro giovani vite. Lo esige il giorno in cui Helen decide di riconsegnare le bambine alle loro origini e, dopo aver affrontato il lungo viaggio da Seattle, le deposita sul portico della casa avita con un pacco di biscotti da sgranocchiare per ingannare l’attesa; quindi, senza una parola di commiato né una riga di spiegazioni, risale in macchina e va a gettarsi nel lago. La cura delle due orfane e dei loro cuori attoniti passa da quel momento nelle mani di parenti sconosciuti, mani ora tenere ed efficienti, ora timide e inette, fino alle lunghe mani ossute della sorella minore di Helen, Sylvie, mani nude e perennemente screpolate, mani che sanno carezzare ma non trattenere. Sylvie porta scarpette leggere in pieno inverno e una banconota da venti dollari spillata sotto il bavero del cappotto. Ama la luce e la natura, fa lunghe passeggiate senza orari, prepara pasti frugali e non particolarmente nutrienti. Dei cani ha la paura tipica dei vagabondi. Ruth e Lucilie, cosi esperte di perdite e abbandoni, sanno di non poter fare affidamento sul suo restare: “Sylvie assomigliava a nostra madre, e inoltre si toglieva di rado il cappotto e ogni storia che raccontava aveva a che fare con un treno o con una stazione degli autobus”. La stessa casa di famiglia, il nucleo originario cui Sylvie ha accettato di tornare per amore delle nipoti, con la sua gestione va rapidamente in rovina: una moltitudine di gatti e sporcizia, infiniti giornali e lattine vuote, un accumulo erroneamente scambiato per l’essenza di ogni cura domestica. Di fronte al modello aereo e sradicato della zia, le due sorelle, fino a quel momento una sola anima scagliata nel mondo, devono interrogarsi sul senso dell’appartenenza e del ritorno, venire a patti con la solitudine, e scegliere la loro idea – reale, metaforica e universale – di casa.

La Robinson sta pian piano emergendo, cercando di farsi conoscere dai lettori italiani, abbiamo già visto in libreria alcuni suoi titoli come “Gilead”, “Lila” e “Casa”. Le sue opere stanno conquistando sempre più lettori e non è da escludere che in un futuro prossimo il suo nome possa essere sulla bocca di tutti.

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Tredici Giorni con John C. – Jojo Moyes

Prezzo di Copertina: € 14,00

Data di Uscita: 15 novembre

Amanti appassionate e deluse, mogli invisibili e trascurate, seduttrici dai tacchi alti, casalinghe alla riscossa, ragazze intraprendenti, giovani donne in lotta con il portafoglio, nuore sfinite dalle suocere… Sono queste le protagoniste assolute degli otto racconti di questa raccolta. Otto storie romantiche e piene di humour che parlano al cuore delle donne.

Facendoci caso ora, la maggior parte dei titoli fin ora citati verranno ufficialmente esposti nelle librerie domani… Forse per una volta nella mia vita ho quello che si chiama “tempismo”. Comunque, stavolta Jojo torna con una raccolta di racconti che si preannunciano dolci ma allo stesso tempo brillanti. Insomma tutta la vivacità della scrittrice condensata a racconti!

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Il Segreto di Gotham – Lindsay Faye

Prezzo di Copertina: € 21,00

Data di Uscita: 15 novembre

New York, 1846. In una città feroce e alla mercé di spregiudicati criminali, Timothy Wilde, il miglior detective del corpo di polizia appena nato, indaga su un terribile rapimento e su una vicenda che lo porterà nei vicoli bui della Storia. Lucy Adams, bellissima donna nera, si trascina terrorizzata nell’ufficio di Timothy Wilde per denunciare un furto. Quando lui le chiede che cosa le sia stato rubato, lei risponde: “La mia famiglia”. Così, l’agente più recalcitrante dell’NYPD si scontra con l’intreccio di crimini e bugie gestito dai “black-birders”, trafficanti di uomini che rapiscono cittadini di colore, li fanno passare per schiavi e li vendono alle piantagioni del Sud. Le ricerche per trovare la sorella di Lucy e suo figlio spingono ancora una volta Timothy e il fratello Valentine nei bassifondi della New York dell’Ottocento, dove corruzione, violenza e razzismo prosperano all’ombra della grande politica.

Lindsay Faye ha esordito con un romanzo intitolato “Dust and Shadows”, libro in cui Sherlock Holmes era sulle traccie di Jack Lo Squartatore. “Il dio di Gotham” è il suo secondo libro e il primo titolo di una nuova serie che ha per protagonista il detective Timothy Wilde e il Il Segreto di Gotham il terzo.

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Il Tradimento – Federico Rampini

Prezzo di Copertina: € 17,00

Data di Uscita: 15 novembre

Il mondo sembra impazzito. Stagnazione economica. Guerre civili e conflitti religiosi. Terrorismo. E, insieme, l’impotenza dell’Occidente a governare questi shock, o anche soltanto a proteggersi. Senza una guida le opinioni pubbliche occidentali cercano rifugio in soluzioni estreme. Globalizzazione e immigrazione sono i due fenomeni sotto accusa. Il tradimento delle élite è avvenuto quando abbiamo creduto al mantra della globalizzazione, quando il pensiero politically correct ha recitato la sua devozione a tutto ciò che è sovranazionale, a tutto ciò che unisce al di là dei confini, dal libero scambio alla finanza globale. Il triste bilancio è quello di aver reso i figli più poveri dei genitori. Il tradimento delle élite si è consumato quando abbiamo difeso a oltranza ogni forma di immigrazione, senza vedere la minaccia che stava maturando dentro il mondo islamico, l’ostilità ai nostri sistemi di valori. Quando abbiamo reso omaggio, sempre e ovunque, alla società multietnica, senza voler ammettere che questo termine, in sé, è vuoto: non indica il risultato finale, il segno dominante, il mix di valori che regolano una comunità capace di assorbire flussi d’immigrazione crescenti. In questo pamphlet di denuncia, Federico Rampini indica le possibili vie d’uscita: un’economia liberata dai ricatti delle multinazionali e dei top manager; un’immigrazione governata dalla legalità e nella piena osservanza dei nostri princìpi; una democrazia che torni a vivere della partecipazione e del controllo quotidiano dei cittadini; e, infine, un dibattito civile ispirato al rispetto dell’altro, non ai pregiudizi, all’insulto e alla gogna mediatica dei social.

Un saggio scritto da un autore che negli scorsi anni ha senza dubbio deliziato i lettori con i suoi numerosi saggi. Federico Rampini è conosciuto per libri come “L’impero di Cindia”,”L’Età del Caos” e “Rete Padrona”. Rampini torna a parlare di temi molto attuali e scottanti.

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Un Anno in Giallo – Aa. Vv.

Prezzo di Copertina: € 14,50

Data di Uscita: 15 novembre

Da gennaio a dicembre, da Capodanno a Natale, dodici gialli perfetti. Per un anno da leggere con il fiato sospeso. Ci sono gialli d’inverno, come la luce dei lampioni in una bufera, ma anche gialli d’estate, come la sabbia nelle scarpe dopo una giornata al mare. Ci sono gialli d’autunno, come le foglie sui viali alla vigilia di Ognissanti, ma anche gialli di primavera, come le primule ai bordi d’un bosco. Perché ogni delitto ha la sua stagione, e ogni stagione ha il suo delitto: omicidi da camino acceso o rapimenti in giardino, furti su una spiaggia affollata o aggressioni a mano armata d’ombrello. Non c’è occasione, non c’è momento in cui un criminale rinunci ad agire. Si inizia con Thomas Burke e il suo signor Ottermole, e si arriva agli inquietanti uccelli di Daphne Du Maurier portati al cinema da Hitchcock. Passando per Ellery Queen, Agatha Christie e Patricia Highsmith: un almanacco d’inquietudini appassionanti, un prezioso lunario del delitto da portarsi dietro in ogni stagione.

Un idea molto interessante secondo me, in questa raccolta compaiono i nomi di alcuni fra i più talentuosi e prolifici autori di giallo di tutti i tempi. Tra cui Agatha Christie, Daphne Du Maurier e altri ancora. Una raccolta perfetta per gli amanti del giallo in tutte le sue sfumature.

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Il Labirinto degli Spiriti – Carlos Ruiz Zafòn

Prezzo di Copertina: € 23,00

Data di Uscita: 22 novembre

Barcellona, fine anni ’50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell’enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un’anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo.

Dodici anni dopo “L’ombra del Vento” Zafòn torna per portare a termine la serie del Cimitero dei Dimenticati. Zafòn ad oggi è un autore conosciuto a livello internazionale ed è il secondo scrittore spagnolo più letto al mondo dopo Cervantes.

Bene!

Questi erano tutti i titoli di cui volevo parlarvi un po’ oggi, cosa ne pensate?

Avete già intravisto un titolo che vi interessa particolarmente?

Dopo aver scritto questo articolo molte domande e curiosità vagano per il mio cervello, ma c’è una domanda che domina su tutte le altre, come faccio a frenare la mania di acquisto compulsivo adesso?

Detto ciò vi lascio, torno ai miei drammi!

Ci leggiamo presto!

Elisa

Cose del Mese – Ottobre!

Salve!!

Anche questo mese sono in ritardo ma devo ammettere che l’ho voluto fare per avere una certa continuità, per rispettare la tradizione ed essere sempre un po’ in ritardo…

Comunque, sorvoliamo e pensiamo al fatto che come ogni mese l’appuntamento con le “Cose del mese” si ripete e questa volta è il momento di dare un’occhiata alle settimane scorse e fare un piccolo bilancio di quello che è stato il mese di ottobre.

Iniziamo subito!

Film del mese

Mi spiace deludervi ma questo mese praticamente non ho visto nessuna nuova pellicola, causa lavoro, impegni e serie tv che mi hanno assorbita.

Però non posso non inserire nulla, questo mese ho rivisto per l’ennesima volta un film a me molto caro.

Sto parlando de Il Grande Gatsby.

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Chissà se vi ho già parlato anche di questo film, spero di no comunque.

Io appartengo a quella categoria di persone che se si innamorano follemente di qualcosa (in questo caso di una pellicola), la riguardano all’infinito.

Il Grande Gatsby di Luhrmann rientra in queste visioni infinite.

Partendo dal presupposto che già di per se l’opera di Fitzgerald è infinita, dal punto di vista di bellezza dell’opera, e di riflessione che il titolo ti porta a fare sulla superficialità, sul potere dei ricordi e dell’aggrapparsi a quello che forse non c’è già più.

Questo film è del 2013, quindi sono già passati tre anni e in questo tempo non so quante volte io l’abbia rivisto per intero, molte devo dire.

Apprezzo molto Luhrmann come regista e ogni tanto mi piace andare a rivedermi questo film, come adattamento secondo la mia modesta opinione è fatto piuttosto bene.

Non è la perfezione sicuramente, ma è godibile, le ambientazioni sono credibili, ben costruite, forse si poteva fare qualcosina in più per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi e personalmente le musiche non mi fanno del tutto impazzire, avrei preferito qualcosa di più classico.

Rimane il fatto che canzoni come Young and Beautiful e A Little Party Never Killed Nobody  mi sono piaciute e continuano a piacermi parecchio.

Se non l’avete ancora visto posso solo consigliarvi di farlo e magari prima di buttarvi nella visione di dare una lettura al buon vecchio classico di Scott.

Voto: 7

Serie Tv del Mese

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Finalmente ho iniziato questa serie tv, volevo farlo da mesi, la serie in questione è Once Upon A Time – C’era una Volta.

Vi riassumo in breve la trama di questa serie.

Storybrooke, una cittadina del Maine, sembra non avere nulla di diverso dalle normali città americane, in realtà i suoi abitanti sono personaggi delle fiabe intrappolati senza memoria ai giorni nostri per colpa di un potentissimo sortilegio ad opera della Regina Cattiva.

Solo Emma potrà spezzare il sortilegio, risvegliando le persone e riportando la magia a Storybrooke.

Da quello che posso dirvi ad ora, non avendo ancora visto tutta l’intera stagione, la serie mi sta piacendo parecchio.

Sono arrivata all’ottavo episodio della prima stagione e ho già subito un trauma nel settimo.

E’ costruita molto bene come serie, i collegamenti fra i personaggi, i rapporti sono curati alla quasi perfezione, nota dolente forse sono gli effetti speciali che ahimè ogni tanto sprofondano leggermente nel ridicolo.

Comunque in generale me la sto proprio godendo e no vedo l’ora di vedere cosa succederà nelle prossime puntate anche se ho già scoperto (causa video tributi malefici) come andrà a finire la prima stagione, ma non importa.

Non mi sento di dare già un voto secco perché ne ho vista una piccolissima parte e non posso basarmi solo su questa.

Comunque vi farò sapere prossimamente il giudizio finale sulla prima stagione magari.

Canzone del Mese

Anche questa volta non ho una sola canzone, ne ho ben tre.

La prima è una canzone, lenta ma molto bella secondo me.

A proposito di perdere la memoria, la canzone è:

Losing Your Memory – Ryan Star

La seconda canzone non era molto apprezzata dalla sottoscritta, anzi diciamo pure che stava sui cosiddetti poi un giorno dovevo fare delle faccende noiose e vedendo il video di questa canzone sulla mia home di YouTube ho pensato fosse adatta al momento quindi è tutt’ora un rapporto di odio e amore ma comunque mi sento di inserirla.

Non sopporto molto Justin Bieber ma la canzone è orecchiabile e ti fa compagnia se devi fare delle faccende, delle commissioni, insomma è carina.

Cold Water – Major Lazer feat. Justin Bieber and MØ

Ultima, ma non per importanza, canzone del mese è stata:

I Found – Amber Run

Canzone di un gruppo musicale, pezzo bellissimo secondo me che ho scoperto per caso nel mese di ottobre.

Cosmetico del mese

Qui, ragazzi e ragazze per la felicità universale di tutti quanti torna un rossetto ad innalzarsi a cosmetico del mese.

Il rossetto in questione è di Deborah ed appartiene alla collezione MilanoRed Longlasting Lipstick and Primer – Up to 8 Hours.

Precisamente il numero che posseggo è il 12.

Oramai si è capito questa tonalità sul bordeaux è una colorazione che adoro, visto che ne ho quaranta tipi di quaranta marchi diversi…

Cos’ha di particolare questo rossetto? Promette di durare in pratica 8 ore.

Vi dico il mio parere alla velocissima.

Non è una tinta quindi quando mangiate o bevete ovviamente il prodotto si sparge in giro non rimane sulle labbra, quindi dura molto, più dei rossetti normali ma 8 ore è un tantino esagerato.

In 8 ore prima o poi dovrete mangiare o bere qualcosa, giusto?

Comunque bisogna considerare il fatto che essendo un rossetto la resistenza è notevole.

Forse farò una review apposta su questo prodotto, ditemi se potrebbe interessarvi magari così ne parliamo in modo più approfondito.

App del Mese

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L’app del mese è Sketch, un applicazione molto carina per chi ogni tanto soffre di “raptus dello scarabocchio”, ovvero il voler scarabocchiare in un impeto di forte semicratività qualsiasi superficie o oggetto ci si ritrovi davanti.

Io utilizzo un dispositivo Android, quindi non so dirvi se questa app è disponibile anche sugli altri sistemi operativi.

Comunque utile per disegnare e scarabocchiare malamente.

Scoperta del Mese

Qui arriviamo al punto forte.

Questo mese ho fatto una scoperta molto interessante, ho scoperto un oggetto che dal mese di novembre (e per tutto il 2017) ho intenzione di iniziare ad utilizzare.

Sto parlando del Bullet Journal.

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Come intuirete da questa immagine, il bullet journal è un prodotto utilizzabile sia come diario, sia come agenda e anche come lista delle cose da fare.

Ha anche molti altri usi però, è un’agenda che vi costruite voi interamente.

Potete anche prendere un quadernino qualsiasi e iniziare ora a farlo, lo costruite giorno per giorno in base alle vostre esigenze.

Vi lascio qui qualche esempio di bullet j.:

Non sono meravigliosi?

Ho deciso di buttarmi su un nuovo stile di organizzazione perché oramai le agende classiche non mi soddisfano più e credo mi troverò molto meglio con questo sistema.

Ora devo ancora iniziare quindi non so dirvi molto, magari fra qualche mese quando ci avrò preso un po’ la mano ve ne parlerò più nel dettaglio, che ne dite?

Citazione del Mese

Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici.

– Khalil Gibran

Cosa Negativa/Positiva del Mese 

Questo mese per una serie di eventi ho avuto modo di stare sola con me stessa e ho potuto pensare a tutto quello che è accaduto negli ultimi mesi.

Il mio umore ha subìto alcuni crolli in questo mese e per me (come dicevo in qualche articolo fa) si è da poco chiuso un periodo che è stato molto lungo e importante.

Ovviamente la chiusura di questo periodo mi ha permesso di riflettere a fondo su alcune persone e alcune situazioni.

Questo non è positivo ne negativo quindi ho deciso di unire questi due punti.

Forse l’essermi un attimo fermata a riflettere su ciò che è stato e che sarà però è assolutamente positivo, anche l’essermi trovata sola è positivo.

Sono fortemente convinta del fatto che quando si ha l’opportunità di stare soli si ha una grande possibilità.

La possibilità di scoprirsi e di rafforzarsi,  quindi questo taglio è stato ed è tutt’ora molto positivo, a volte tinge le situazioni con colori malinconici ma è giusto che sia così.

Aspettative per il Prossimo (Ormai questo) Mese

Dunque, spero di riuscire ad essere più attiva sul blog visto che ad ottobre ho un po’ tralasciato FreeLife e me ne dispiaccio assai.

Ho molti articoli arretrati da pubblicare e cercherò di mandarli tutti online a breve, per la vostra (si spera) gioia.

Diciamo che ad ottobre ho avuto poco tempo anche per leggere visto che nell’arco di un mese ho letto solamente un libro e mezzo…

Mi auguro di riprendere un po’ il giro anche perché mi manca la lettura e la scrittura quindi cercherò di ritagliarmi più tempo per fare tutto ciò.

Sono mesi impegnativi ma conto di riuscire a breve ad avere più tempo.

Ormai è quasi finito l’anno people.

Bene ragazzi!

Questo era tutto, spero di avervi tenuto compagnia gente!

Ancora una volta buon inizio (si fa per dire) novembre e mi raccomando se siete interessati ad un futuro articolo sul bullet j. fatemelo sapere, visto che a me l’argomento appassiona particolarmente potrei creare una rubrica dedicata, tanto ormai parliamo di tutto qui ed è bello così, fatemi sapere!

A presto!

Elisa

 

 

#LiberTiAmo: Il Libro del Mese di Novembre

Salve, sono sempre io!

Starete dicendo all’unisono “Due articoli nello stesso giorno? Elisa sei impazzita o ti dopi?

No nessuna delle due probabili ipotesi.

Con questo articolo io e Tiziana vi vogliamo annunciare il libro del mese di novembre che sarà in lettura dal 1/11 al 15/12 (tra poco capirete il perché di questa scelta).

E’ importante specificare che all’inizio di ogni mese, o periodo di lettura, faremo assieme questo tipo di articolo per avvisare quelli che magari seguono il gruppo qui su WordPress e non su Goodreads e che magari scoprendo che in un determinato mese viene letto un titolo che vorrebbero leggere anche loro si uniscono alla lettura.

Detto ciò, sveliamo il titolo del mese di novembre che verrà letto sino a metà dicembre.

Il titolo del mese è:

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Villette di Charlotte Brontë

Villette è l’ultimo romanzo della Brontë ed è stato pubblicato per la prima volta nel 1853.

Trama

Dopo un disastro familiare non specificato, la timida Lucy Snowe, orfana e povera, si trasferisce dall’Inghilterra nella città fittizia di Villette, ricalcata su Bruxelles, per insegnare in un collegio femminile belga. La direttrice è l’autoritaria Madame Beck, e vi insegna il professore di letteratura, Monsieur Paul Emanuel, dal carattere deciso e irascibile. L’acuta trattazione della psicologia di Lucy, attraverso l’uso del doppio, riesce a trasmettere le emozioni di una donna trovatasi a ricominciare la propria vita daccapo, in un ambiente estraneo. La sua forza le permette di adattarsi.

Abbiamo deciso di prorogare il tempo di lettura perché il titolo in questione è abbastanza voluminoso (634 pagine) e non vogliamo mettere fretta a nessuno, anzi, vorremmo dare tutto il tempo necessario per leggere comodamente questo libro, senza pressioni.

Abbiamo inoltre deciso che successivamente dal 16/12 al 31/12 leggeremo assieme un romanzo/racconto breve che verrà scelto tra le proposte che verranno fatto nel sondaggio all’inizio del mese di dicembre.

Vi lascio, come sempre quando si parla del gruppo, il link alla pagina Goodreads del gruppo di lettura: QUI

E vi ricordo come sempre che se volte partecipare su Goodreads non dovete fare altro che cliccare sulla scritta QUI e una volta arrivati sulla pagina del gruppo cliccare sulla dicitura “Join Group”.

Ovviamente al termine del periodo di lettura arriverà la recensione sia sul mio blog che su quello di Tiziana.

Questo era tutto, buon inizio novembre a tutti quanti, noi ci leggiamo presto!

Elisa

#LiberTiAmo: Il Buio Oltre La Siepe – Harper Lee

Salve guys!

Oggi sono qui con la recensione del primo (in assoluto) libro letto assieme nel gruppo di lettura.

Vi lascio come sempre qui il link se volete partecipare anche voi al gruppo su Goodreads e vi ricordo che non sono sola in questo gruppo ma assieme a me c’è Tiziana, fedele compagnia che gestisce con me il gruppo.

Ma io direi di procedere subito visto che con tutta probabilità ci sarà parecchio da dire.

Il primo libro del gruppo di lettura era Il Buio Oltre la Siepe, opera di Harper Lee, vincitrice nel 1960 del Premio Pulitzer.

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Editore: Feltrinelli

Pagine: 304

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 8,00

Prezzo ebook: € 5,99

Anno di Pubblicazione: 1960

Link all’acquisto: QUI

“Se vuoi capire una persona, devi provare a metterti nei suoi panni e riflettere un poco.”

Trama

In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un “negro” accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l’innocenza, ma l’uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte.

Recensione

Avevo paura di affrontare questo libro, quando si parla di titoli così importanti credo sia normale essere intimoriti da tutto quello che è in questo caso To Kill A Mockingbird.

Nel corso della lettura ho compreso davvero il significato di questo titolo, ovvero Uccidere un Usignolo, un animale indifeso e innocente.

Più volte tra l’altro nel corso della lettura si fa riferimento all’uccidere uccelli come merli o usignoli, si fa anche riferimento però alla traduzione italiana del titolo, Il Buio Oltre la Siepe appunto, metafora della paura di quello che ci è sconosciuto un qualcosa che non conosciamo, che crediamo forse di conoscere ma sbagliando.

Insomma la metafora che sta dietro ad entrambe le “versioni” del titolo è affascinante.

Dopo aver terminato questo libro nella mia mente è comparsa una frase che penso possa racchiudere quasi del tutto questa opera.

La frase che ho pensato è stata: “Certo che il pregiudizio fa sbagliare tutto.

Ultimamente la mia mente non riesce a partorire frasi molto profonde, lo so.

Vi racconto brevemente la trama di questo libro dal mio punto di vista.

Le vicende sono narrate da Scout, una bambina con un carattere piuttosto forte, Scout ha un fratello di nome Jem con cui all’inizio del romanzo va molto d’accordo ma più vanno avanti i mesi e più il cambiamento di Jem avanza sotto i nostri occhi.

Il padre di questi due vivaci bambini è Atticus un avvocato rispettato e ben voluto da tutti, almeno nella prima parte del romanzo.

Questa famiglia abita a Maycomb, un’immaginaria cittadina nel Sud dell’Alabama degli anni ’30 dove la segregazione razziale è un tema molto reale.

La vita dei due ragazzini procede con i suoi alti e bassi fra cambiamenti ormonali e crisi infantili sino a quando un giorno la nostra Scout viene derisa da un bambino che chiama Atticus con un termine che ricorrerà spesso nel corso del libro.

Questo termine viene utilizzato per disprezzare quello che sta facendo Atticus a favore di un uomo di colore chiamato Tom Robinson.

In quegli anni la segregazione razziale era una realtà molto forte e vedere un uomo bianco prendere le difese di un uomo di colore non era un’azione vista con buon occhio dalla popolazione.

Atticus farà capire a tutti quanti la verità, ovvero che Tom è un uomo innocente accusato ingiustamente di un’azione terribile mai commessa.

Nonostante questo, però, le cose non andranno nel migliore dei modi.

La prima cosa che mi è saltata all’occhio durante la lettura e l’infinita abilità della Lee nel descrivere paesaggi, emozioni, crescite interiori e personaggi.

Ci sono passaggi in questo libro davvero intensi, come il ragionamento di Scout sulla lettura nella prima parte del libro o la vicenda della signora Dubose, un’anziana e malata signora che si scontrerà molte volte con i ragazzi lasciando però intendere che sotto la sua dura scorza batteva un cuore saggio e affettuoso.

Potrei passare tutto il giorno ad elencare i miei passaggi che ho preferito in questo libro.

Dopo averlo concluso, ho avvertito una sensazione strana che ho provato solo per pochissimi titoli fin’ora, ho sentito una forte mancanza.

E’ stato come se in quel momento avessi perso un caro amico,è stato come se girando quell’ultima pagina gli avessi detto addio.

Come succede con i libri migliori ho e sto passando i giorni seguenti (dopo il termine) a ripensare ad “Il Buio Oltre la Siepe”, sto riflettendo sul significato del pregiudizio sopratutto e mi sto pentendo forse un poco di non averlo letto prima perché avrei capito molte cose.

Ma meglio tardi che mai no?

Non ho nessuna critica da fare a questo libro, anche sforzandomi di pensare a qualcosa di negativo non riesco proprio a smuovergli una critica di nessun genere, qui ricorre il discorso dell’amico, se hai detto addio ad una persona che ti ha lasciato solo buoni ricordi sarà difficile trovare qualcosa di negativo in lei.

Lo stesso vale per “Il Buio Oltre la Siepe“.

Questo libro ti fa aprire gli occhi, ti fa stare in pena per le preoccupazioni dei personaggi, ti fa vedere quanto l’innocenza di un bambino a volte valga il prezzo di una vita umana.

Un libro forte, duro, che ti fa rendere conto di quanto possa essere pericoloso il pregiudizio.

Una lettura che rifarei senza pensarci due volte, se non l’avete ancora letto bhè vi invidio perché potete ancora godere in modo “inedito” della parabola che è questo libro.

Voto:

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Cinque stelline piene per una lettura illuminante e profonda.

Noi ragazzi ci sentiamo presto e mi raccomando date un’occhiata anche alla recensione di Tiziana che spero abbia amato questo libro tanto quanto l’ho amato io!!

Elisa