Breve Storia delle Donne – Jacky Fleming

Buona domenica a tutti!

E’ piacere per me tornare con una nuova recensione, sì, perché oggi parleremo di libri, l’argomento portante di questo blog.

Come avrete intuito dal titolo il libro di oggi parla di un argomento importante al quale io sono molto interessata e al quale tengo particolarmente.

Ma prima di parlare di questo titolo devo fare un’annuncio importante.

Volevo infatti dirvi che sono un Affiliata Amazon, avrei potuto dirvelo venerdì nell’articolo apposito ma la verità è che mi sono dimenticata di comunicarvelo…

Io mi dimentico le cose, tranne gli avvenimenti che non dovrei ricordare, ecco perché mi segno tutto.

Dunque, ve lo dico per pura correttezza nei nostri confronti naturalmente, ci tengo.

Cosa significa essere affiliati Amazon?

Significa guadagnare una piccola percentuale su un prodotto, più precisamente quando in un articolo riguardante un libro io inserirò il link all’acquisto voi sarete ricondotti alla pagina Amazon destinata all’acquisto.

Se voi acquistate quel libro passando dal link messo sul blog dalla sottoscritta io appunto guadagnerò qualcosa come il 10% sul prezzo del libro, o guadagno un buono Amazon, una cosa del genere.

Ovviamente voi non pagate nulla in più, è Amazon che da a me una piccola parte per aver “ricondotto” un potenziale cliente/acquirente sul loro sito.

Ormai tutti quanti sono affiliati Amazon, io non sapevo nemmeno fosse così semplice iscriversi, un giorno provandoci mi sono resa conto del contrario quindi ho detto “perché no?”

Quindi, tirando le somme, io inserirò questi link solo quando si parla di libri così che voi cliccandoci sopra potrete acquistarli su Amazon.

Basta con le chiacchiere comunque, parliamo di libri!

Il libro di cui parleremo oggi è Breve Storia delle Donne di Jacky Fleming.

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Editore: Corbaccio

Pagine:

Prezzo di Copertina: € 12,00

Prezzo ebook: € 8,99

Anno della Prima Pubblicazione: 2016

Link all’acquisto: QUI

Trama

Questa “Breve storia delle donne” elenca tutto quel che abbiamo imparato sulle donne nei libri scolastici, che, a dire il vero, è ben poco. E ci ricorda alcune ridicole teorie sulle donne espresse da pensatori geniali. Come Charles Darwin, tanto celebrato per la sua mente aperta, obiettiva e scientifica, il quale era convinto che le donne non avrebbero mai raggiunto risultati notevoli nel campo del pensiero a causa del loro cervello di dimensioni ridotte. Preparatevi a ridere, a indignarvi e a guardare alla Storia con occhi nuovi…

Una volta non c’erano le donne e questa è la ragione per cui non si trovano mai nei manuali di storia. C’erano gli uomini e alcuni di essi erano Geni.

Recensione

Dunque libro pubblicato da poco qui in Italia, due mesetti e mezzo, infatti Breve Storia delle Donne viene pubblicato tradotto in italiano la prima volta il 10 novembre 2016.

Vidi questo libro, la prima volta, sul numero de “Il Libraio” di fine anno e mi incuriosì immediatamente, per la trama, il titolo e l’illustrazione in copertina.

E’ un libro particolare senza dubbio, non penso si possa classificare sotto un genere preciso, non è un romanzo, non è un saggio e non è una Graphic Novel.

All’interno è illustrato dalla stessa Fleming che è una disegnatrice inglese.

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All’interno è tutto fatto in questo modo, è una lettura molto veloce perché come potete vedere i caratteri sono piuttosto grandi e le illustrazioni prendono non poco spazio.

Parliamo dei punti negativi che io ho trovato in questo titolo (ripeto solo opinioni soggettive).

Ci sono pochi difetti a mio vedere ma se devo smuovere una critica contro questo libro dico che è troppo breve, mi sarebbe piaciuto leggere/vedere di più, conoscere maggiormente la visione della Fleming su quello che significa ed ha significato discriminare una persona solo per il genere a cui appartiene.

Questa è l’unica critica a dire il vero che smuovo, per il resto non credo che questo libro abbia grandi difetti anzi.

Come dice il titolo la storia delle donne qui è ripercorsa in modo molto breve, mi piacerebbe che l’autrice pubblicasse un altro libro con il titolo “La Storia per Intero delle Donne”.

E’ come se in questo libro l’autrice volesse spiegare ai bambini perché le donne sono poco presenti nei libri di storia e perché la figura della donna veniva messa un po’ da parte.

Sembra davvero che lo stia spiegando a dei bambini, infatti per giustificare questa assenza immotivata viene detto (come riportato sopra) che le donne fino ad un certo periodo storico non c’erano, che avevano la testa troppo piccola e non potevano per forza essere abbastanza intelligenti per fare il lavori di un “uomo”, viene anche detto che erano troppo sensibili e che i loro vestiti impedivano a quest’ultime di lavorare.

Ci tengo a dire che è tutto detto in una chiave puramente ironica e sarcastica.

Questo libro va capito, ha un altro significato nascosto dietro a quelle semplici parole che a primo sguardo possono sembrare quasi un critica al genere femminile, in realtà è puro sarcasmo.

Una persona che fa fatica a capire il sarcasmo e l’ironia non potrà mai capire questo libro secondo me.

Mi ha fatto molto divertire, le illustrazioni servono in alcuni punti ad incrementare addirittura il divertimento e a rendere ancora di più l’idea della situazione descritta.

Vengono citati “Geni” come Darwin, Rousseau, Il Barone de Coubertin, Edward Clark, Shopenhauer e molti altri.

Lo si fa per fare una critica piuttosto spietata mascherata dall’ironia a queste personalità, che potranno anche essere state illuminanti e geniali ma per quanto riguarda il genere femminile erravano d’arroganza.

Vengono poi anche citate personalità femminili che hanno fatto la storia come Marie Curie, Sarah Forbes Bonetta (che non viene mai citata nei libri di storia), Eliza Grier, Anna Maria Van Schurman, Emmy Noether ecc.

Insomma è stata una lettura piacevole e a suo modo illuminante, che grazie all’ironia ed al suo pungente sarcasmo riesce una feroce critica al modo arrogante il cui durante la storia (e ancora oggi) la figura della donna è stata sminuita e messa in secondo piano, citandola a malapena nei fatti accaduti e trattando la figura femminile con una sufficienza fastidiosa e difficilmente digeribile.

Fa riflettere su quello che significava essere donna, ovvero essere vittima, contro la propria volontà, di pregiudizi e opinioni affrettate per nulla motivate.

E’ interessante soffermarsi sul fatto che se ci pensiamo bene le donne fin dalle epoche più lontane erano trattate con sufficienza, a volte viste quasi con odio e disprezzo, solo perché appartenevano ed appartengono ad un genere diverso.

A me non piace nemmeno più di tanto usare il termine genere ma in quell’epoca era come se le donne non fossero nemmeno esseri umani con un intelletto pari a quello maschile.

Libro che mi è piaciuto molto, avrei desiderato fosse più lungo per potermelo gustare per più tempo, per godere maggiormente dell’irriverente ironia della Fleming.

Libro consigliato se siete interessati all’argomento ma anche no perché questo libro lo possono leggere proprio tutti.

Voto:

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Penso che tre stelline siano la valutazione giusta, mi è piaciuto molto questo libro ma avrei davvero desiderato qualche decina di pagine in più, è un peccato che sia così “breve”.

Sicuramente se mi ricapiterà leggerò con piacere un altro titolo della Fleming perché la sua penna astuta e spiccata (e le sue illustrazioni esplicative e divertenti) mi hanno davvero colpita.

Bene gente, questo era tutto.

Voi avete mai letto qualcosa di questa autrice? Siete come me sempre curiosi/e di leggere qualcosa riguardante questo argomento?

A presto!

Elisa

Annunci

Hai Vinto Mark.

Salve gente!

Pensavate me ne fossi scappata ai Caraibi eh? No, non temete, sono ancora qui (purtroppo direte).

Oggi, con questo titolo piuttosto enigmatico, sono qui per darvi una piccola informazione di servizio,  infatti questo articolo sarà piuttosto breve.

Ah, da domenica riprenderà la pubblicazione normale degli articoli, scusatemi se sono stata assente ultimamente ma non vi preoccupate sono tornata.

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Dunque, non perdiamoci, volevo dirvi che da oggi il blog ha anche una pagina Facebook dedicata, ebbene sì.

Alla fine ho ceduto a Facebook, non amo particolarmente questa piattaforma ma ultimamente ho visto migliaia di notifiche dalle pagine che seguo tutte assieme, quindi mi è nata l’idea di creare una pagina dedicata al blog visto che molte persone si trovano più a loro agio su una piattaforma popolarissima come quest’ultima.

Ovviamente qui non cambia nulla, volevo solo avvisarvi di questo nuova visione degli orizzonti, quindi questo sbarco digitale.

QUI vi lascio il link alla pagina se vi interessa seguirmi.

Comunque trovate anche il Widget della pagina sulla destra del blog.

Non sono una cima nell’usare Facebook ma ripeto, ho preferito creare una pagina dedicata al blog perché volevo ampliare un po’ la condivisione ma non è niente di particolarmente eclatante.

Niente ragazzi, questo era tutto, solo un piccolo avviso.

Vi ringrazio per la pazienza e ringrazio tutti quelli che decideranno di seguirmi affettuosamente anche lì (se non lo fate comunque vi apprezzo lo stesso).

A prestissimo!

Elisa

Review: Illuminante “L’Or Highlighter”- L’Oréal

Buonasera e buon inizio weekend!

Siamo a venerdì e questa settimana mi è sembrata infinita, credo sia proprio il caso di dire “finalmente siamo arrivati al weekend”.

Come procede la vostra esistenza? Anche voi siete entrati nel tunnel del raffreddore senza fine?

Dunque oggi articolo beauty (devo ancora parlarvi di una quantità innumerevole di prodotti, prima o poi riuscirò in questa impresa), nell’articolo delle cose del mese di dicembre vi avevo parlato di questo illuminante e ho notato con piacere che molte di voi sono rimaste “affascinate” da questo prodotto, quindi ho deciso di scrivere una review più approfondita per parlarvene nel migliore dei modi.

Iniziamo subito!

Il prodotto di cui parleremo oggi si chiama L’Or Highlighter di L’Oréal un doratissimo illuminante.

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Marca: L’Oréal

Prodotto: Illuminante

Colorazioni: 1

Prezzo: dai € 10,00 ai € 12,20

Quantità di Prodotto: 3,6 g

Review

Iniziamo parlando del colore, come avrete visto infatti l’illuminante si presenta (per ora penso) in una sola colorazione, un oro/giallo pieno caldo.

Il colore è molto brillante, riflettente, grazie alla sua consistenza il colore una volta steso risulta completo e non fa quell’effetto fastidioso riconducibile agli illuminanti polverosi ovvero “glitter sparsi ovunque a caso”.

Infatti il colore di per se è compatto, come vi avevo accennato nell’articolo delle cose del mese, la consistenza di questo prodotto è particolare infatti questo è in mousse, quando si preleva il prodotto si ha quasi una sensazione bagnaticcia, avete presente gli ombretti di Kiko duo che si potevano bagnare?

Ecco la consistenza è quella solo meno polverosa.

Appunto grazie a questa particolare consistenza al tatto il prodotto risulta setoso e morbido, una volta steso si trasforma in polvere aderendo perfettamente alla pelle.

Io di solito lo applico sul naso e leggermente sulle guance, ma sopratutto sul naso per cercare di creare quella specie di effetto che va tanto di moda insomma.

Mi piace molto questo illuminante, la tenuta è molto buona, il colore pieno e splendente, insomma dona un buon rendimento.

L’unico difettuccio che proprio posso trovare è il fatto che essendo un prodotto in mousse (anche se poi si trasforma in polvere) rimane cremoso quindi se magari applicate un prodotto come questo in una giornata calda, ovviamente non è questo il periodo, c’è il rischio che dopo qualche ora ve lo ritroviate sparso in giro per la faccia.

Comunque in periodo invernale questo difetto non dovrebbe venire alla luce.

Se lo applicate nella zona tipica, quella va dalla guancia all’orecchio in orizzontale, (detto nel gergo comune zigomi, ma volevo rendere la cosa più complicata) noterete dei bellissimi riflessi dorati durante in giorno o quando lo applicate.

Sicuramente il punto vincente di questo illuminante come scritto sopra è la consistenza perchè non essendo in polvere quando lo andate ad applicare non rischiate minimamente di ritrovarvi polveri, glitter, o cose varie sparse per la stanza in una nube luminosa.

Tra l’altro in questo periodo se siete interessate ad acquistarlo mi pare che su qualche sito makeup online sia in offerta con un buonissimo sconto tra l’altro.

Altra parentesi è l’applicazione.

Io di solito lo applico con le dita, lo so che adesso quelle di voi abituate con i pennelli o le spugnette staranno alzando gli occhi al cielo ma per il modo in cui è formulato questo prodotto risulta molto, molto, complicato stenderlo con i vari strumenti del mestiere.

Io se posso stendo sempre i prodotti con gli attrezzi vari ma ho provato diverse volte a stendere questo illuminante in altri modi ma, da quello che ho potuto constatare io, il modo migliore di applicarlo per avere la migliore resa del colore è con le dita.

Comunque, arriviamo alle conclusioni.

Ottimo prodotto, morbido, pieno, setoso e compatto.

Dona un bellissimo effetto illuminante e riflette anche bene la luce.

Continuerò senza dubbio ad utilizzarlo in questo periodo, viso che secondo me questa stagione è perfetta per questo prodotto qui.

Voto:

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Quattro e mezzo sì, come sempre cinque è proprio la perfezione quindi questo titolo di “prodotto perfetto” è ancora vagante per ora.

Se siete alla ricerca di un buon illuminante sui toni dell’oro caldo questo fa sicuramente per voi!

E ci tengo a dire che non mi hanno pagato per scriverlo anche perchè chi mi si fila…

Comunque questo era tutto, noi ci leggiamo presto ragazzi!

A presto!

Elisa

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Ma anche quell’orgoglio non poteva scalfire la sua voglia di viaggiare né farle desiderare di rimanere lì per sempre. Voleva che ci fosse un destino più grande, un ruolo più importante nel suo futuro del semplice ricalcare le orme lasciate dal nonno.

 Tutto il Nostro Sangue – Sara Taylor

Il Libro Dell’Inverno – Tove Jansson

Buonasera!

Come procede la situazione? Avvertite anche voi una buona dose di malinconia senza le decorazioni natalizie?

Oggi sono tornata con una recensione, nel periodo natalizio infatti ho letto questo libricino ed ero anche parecchio curiosa nei confronti di questo testo, comunque non perdiamoci in chiacchiere e procediamo.

Il libro in questione è Il Libro dell’Inverno di Tove Jansson.

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Editore: Iperborea

Pagine: 133

Prezzo di Copertina: € 13,00

Prezzo ebook: € 8,49

Anno della Prima Pubblicazione (In Italia): 2013

Genere: Narrativa 

Trama

L’inverno bianco del Nord, la neve fitta che sommerge il paesaggio finché nessuno più ricorda cosa c’era sotto, l’orizzonte che sprofonda finché la terra intera pare capovolgersi. E intorno a una calda stufa di maiolica, una vivace casa-atelier, un piccolo regno dell’arte e della fantasia. È questo il mondo speciale in cui cresce Tove Jansson, tra le enigmatiche donne bianche create del padre scultore e l’universo poetico della madre illustratrice, i capricci della scimmietta Poppolino e i sogni cullati da note di balalaike ed echi di feste bohémiennes. Con il suo sguardo fresco e senza filtri e la disarmante saggezza di chi sa indagare il mondo con la lente dell’immaginazione, una bambina racconta le sue piccole grandi iniziazioni alla vita. La grossa pietra dai riflessi argentei che trova sotto un mucchio di carbone e spinge attraverso i mille ostacoli della città come in un nuovo mito di Sisifo, lo splendido iceberg che rincorre fino al promontorio senza poi osare saltarci sopra e “se uno non ha il coraggio subito, non lo avrà mai”, l’eccitazione del Natale, con il suo carico di amore e aspettative, e la tranquillità dei giorni dopo, “quando si è ricevuto il perdono per tutto quanto e si può ridiventare come al solito”. Quelli che appaiono come comuni eventi quotidiani si accendono di magia, di inattese rivelazioni sul sentire umano, della sottile ironia involontaria con cui i bambini infrangono ogni ipocrisia e ci fanno riscoprire il valore della leggerezza.

Non c’è niente di più tranquillo del periodo dopo Natale, quando si è ricevuto il perdono per tutto quanto e si può ridiventare come al solito.

Recensione

Ho preferito prendermi qualche giorno, dopo aver terminato la lettura per valutare bene le mie impressioni e maturare la mia opinione riguardo questo titolo.

Dunque, inizio con il dire che mi ha parecchio delusa.

Mi immaginavo più atmosfere nordiche, invernali, che ci sono in questo libro ma pensavo e speravo che l’autrice coltivasse in modo migliore queste atmosfere per renderle più vive quasi fossero un vero e proprio personaggio.

La caratteristica che mi ha più infastidita forse di tutto il romanzo è il fatto che l’autrice da per scontato certe conclusioni che per un lettore non sono per nulla conosciute.

Parlando della vita stessa dell’autrice questa conosce già ovviamente i fatti accaduti nella propria vita ma uno spettatore sconosciuto non ne ha la più pallida idea.

Questo mi ha fatto senza dubbio avere i primi dubbi riguardo il titolo, poi devo ammettere che lo stile di scrittura della Jansson non mi fa impazzire.

E’ soggettivo questo nel senso che il gradimento per un determinato stile di scrittura varia da persona a persona, magari a qualcuno lo stile dell’autrice fa impazzire ma per quanto mi riguarda non mi ha convinta.

E’ un libro abbastanza piccino, quindi diciamo che mi sono fatta un’opinione generale ma senza dubbio leggerò altro della Jansson perché non l’ho capita del tutto.

Ho molto rispetto per l’autrice che è stata una pittrice ed una scrittrice finlandese deceduta nel 2001, questo libro fa capire di più sulla figura e sul suo modo di vedere il mondo.

Purtroppo per i miei gusti è troppo breve, quindi appunto come dicevo non sono riuscita a farmi un’idea abbastanza ampia su di lei.

Il libro è diviso in parti, esattamente tre, e ogni parte è composta da capitoletti abbastanza brevi (circa 6/7 pagine).

E’ edito in Italia da una casa editrice che mi piace particolarmente, ovvero Iperborea.

Iperborea è una casa editrice che si occupa principalmente di tradurre e pubblicare libri di autori nordici appunto.

E’ stata una lettura che non mi ha lasciato nulla di concreto, mi dispiace dirlo e mi dispiace dover parlare “male” di un libro ma purtroppo è questa la verità.

Forse ripensandoci bene mi ha lasciato qualcosina, ovvero la bellezza del vedere la fantasia di una bambina, l’autrice infatti descrive lei stessa da piccola e penso sia sempre meraviglioso leggere le avventure immaginarie dei bambini, cosa significa essere bambini e non vedere le cose per quello che sono ma molto di più, vederle nel modo migliore possibile.

La figura del padre dell’autrice mi ha un tantino confusa, nella prima parte infatti quest’uomo appare quasi un marito e un padre “perfetto”, creativo, artistico, dolce, calmo, affabile, nella seconda parte del romanzo invece sembra quasi trasformarsi in un uomo parecchio irritabile.

Non ho ben capito questo cambiamento, la figura della madre invece è sempre coerente direi, da quello che ci fa capire l’autrice era una donna piena di amore per la famiglia, creativa anche lei, dolce e forte.

Il libro in breve ripercorre certi avvenimenti quotidiani dell’infanzia di Tove.

Non ho molto da dire, sono fatti personali romanzati legati più o meno tra loro che rappresentano la giovane età dell’autrice.

Purtroppo ripeto non mi ha colpita più di tanto quindi non ho molto da dire, mi aspettavo di più, molto di più, invece si parla molto della Jansson si fa accenno a qualche tradizione nordica, si da un occhiata ad alcuni personaggi strambi che hanno fatto parte della vita di quest’ultima però in generale…

Niente di che.

Credo che l’affermazione “questo libro non mi ha lasciato niente” sia una delle peggiori critiche che possano fare ad un libro, io mi ritrovo a doverla fare a questo.

Voto:

Simple rounded star rating. With outlines makes the stars pop out from background

Valutazione per me sufficiente, niente di più, niente di meno.

Se proprio devo consigliarvi questo libro, lo consiglio per il clima, se amate particolarmente leggere di paesi nordici questa potrebbe essere una lettura leggermente interessante ma a me non ha colpito.

Il capitolo più grazioso secondo me è “Neve”, in questo capitoletto si parla appunto di un’avventura che ha vissuto l’autrice in giovane età quando è rimasta sepolta in casa per colpa della neve assieme a sua madre.

Detto questo ragazzi io direi che ci possiamo salutare, tanto torno tra poco (data la quantità di articoli arretrati che ho da scrivere)…

Voi avete letto per caso questo libro? Che ne pensate? Siete d’accordo con la mia valutazione? No? 

A presto!

Elisa

Cose del Mese – Dicembre!

Buonasera!

Salve gente, benvenuti a proposito a tutti quelli che si sono uniti al club negli ultimi giorni, e buona befana e fine feste.

Eh sì le feste sono finite è giunto il momento di tornare alla realtà ammetto però che l’idea non mi dispiace.

Che rimanga tra noi, mi mancavano le giornate “normali”.

Oggi, con il mio solito ritardo, torna un genere di articolo che mesi fa è entrato nella vita di tutti noi ovvero le cose del mese.

Scusatemi per l’assenza ma le ultime feste mi hanno impedito di vivere serenamente.

Dicembre è terminato da una settimana ed è giunto il momento di alzare lo sguardo verso il futuro, sperando che questo ci sorrida invece di darci un pugno in bocca.

Per questo articolo però butterò assieme a voi un occhio al passato, al dicembre del 2016, facendo assieme un piccolo recap di quello che è stato per me l’ultimo mese dello scorso anno.

Per voi cosa ha segnato dicembre?

Iniziamo !

Film del Mese

Come nelle migliori tradizioni nel periodo natalizio si usa guardare cartoni/film d’animazione, infatti dopo averne visto una quantità innumerevole, un altro di questi film si è aggiunto alla lista.

Un film uscito proprio quest’anno, per la precisione a febbraio.

Sto parlando di Zootropolis.

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Film diretto da Byron Howard e Rich Moore.

Alcuni dei nomi che compaiono fra le voci che danno vita a questi personaggi sono, Ginnifer Goodwin, Jason Bateman, Shakira, J. K. Simmons e Jenny Slate.

Ero molto curiosa nei confronti di questo film, all’inizio poi avevo sentito opinioni così positive ed entusiaste che il mio interesse non aveva fatto altro che crescere.

Andiamo con ordine però, parliamo della trama.

La protagonista si chiama Judy Hopps ed è una giovane coniglietta che sogna di diventare una poliziotta. Nonostante le dicerie e i duri colpi che riceverà troverà sempre il modo di proseguire e di continuare a lottare per realizzare i suoi sogni. Da adulta infatti, dopo un duro addestramento, partirà per Zootropolis una grande cittadina in cui, secondo Judy, gli animali convivono in armonia. Che siano predatori o prede.

Durante il suo primo giorno di lavoro però Judy riscontra già alcune difficoltà, nota infatti che non tutti apprezzano il fatto che lei è la prima coniglietta nella storia a Zootropolis.

Le vengono assegnati incarichi di poco e viene sottovalutata continuamente.

Judy decide quindi di appropriarsi di un caso molto importante, un caso che cambierà le sorti dell’intera città.

Al suo fianco, un po’ per ricatto e un po’ per costrizione ci sarà Nick Wilde, una volpe astuta e spavalda.

Il film nel suo insieme è piacevole da vedere, simpatico con una anche una nota di sano mistero da libro giallo.

C’è qualcosa che non mi ha convinta però, forse una determinata parte del film mi ha portata a questo giudizio, non vorrei fare spoiler quindi non vi descriverò la parte.

Circa verso la fine del film cambiano parecchie cose a Zootropolis, credo che quella parte sia stata troppo appesantita da concetti e altro, diventa leggermente noiosa e “sgonfia” il film.

Non ho voluto specificare.

Quindi bello, divertente, interessante perchè si parla di animali e di alcuni aspetti degli animali che a volte sottovalutiamo però come vi dicevo prima quella parte della pellicola mi ha fatto smontare un po’ il film.

Non perché sia fatta male o inculchi dei concetti sbagliati, anzi cerca proprio di fare tutto il possibile per far capire quello che è giusto e quello che è sbagliato.

E’ il modo in cui è strutturata la scena che non mi ha convinto, è un concetto talmente importante che io non ho sentito negli altri minuti del film e che quasi per magia viene incastrato nella parte semi-finale.

Insomma lo rivedrei con molto piacere ma sono titubante su quella parte.

Voto: 7

Serie Tv del Mese

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Qui andrò velocissima.

Vi ho già parlato in qualche appuntamento fa di Once Upon a Time – C’Era una Volta.

Finalmente ho trovato la forza di proseguire, almeno un po’, mi ero bloccata in una puntata fatidica, ovvero la settima…

Niente ho ripreso e mi sta piacendo abbastanza, l’appunto per la grafica rimane nel senso che gli effetti di questa serie volendo essere sincera non mi fanno impazzire però la storia è interessante e la serie è ben strutturata.

Andiamo avanti!

Canzone del Mese

A parte le solite natalizie, se vogliamo fare i tradizionalisti facciamolo fino in fondo, ho ritrovato nel mio precedente cellulare alcune canzoni che anni fa mi piacevano molto.

Nell’ultimo periodo i miei gusti musicali hanno subito grandi cambiamenti ma queste canzoni mi piacciono ancora oggi, forse per i ricordi associati a queste non saprei.

Come sempre ne ho più di una, tenetevi pronti.

Timebomb – P!nk

Uberlin – R.E.M

Better Than I Know Myself – Adam Lambert

Johanna – Bobby Mackey

Cosmetico del Mese

Questo mese vi stupirò, ci sarà un colpo di scena, un qualcosa di inaspettatamente inaspettato.

Pronti?

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Il cosmetico del mese è un illuminante, più precisamente L’Or Highlighter di L’Oréal.

Siete stupiti vero?

Per una volta non è un rossetto direi che ci sono buone aspettative per tutto il 2017 con questa cosa, ne avrei eh non pensate di averla scampata con i rossetti solo che non voglio chiudere il 2016 con qualcosa che ormai è in ogni appuntamento di questa rubrica.

Così per essere originali ogni tanto.

L’illuminante in questione ha una formula piuttosto particolare, è un prodotto in mousse infatti che durante l’applicazione di trasforma in polvere.

Il colore è un oro caldo classico direi e io lo stendo solitamente con le dita, non perché io ami particolarmente stendere prodotti in questo modo ma più semplicemente perché con un pennello o una spugnetta non si ha lo stesso effetto.

Mi sta piacendo molto come prodotto, la tenuta è molto buona, nelle guance forse si toglie più facilmente mentre invece sul naso rimane quasi tutto il giorno.

Pieno, resistente e brillante.

Tutto quello che si richiede ad un illuminante giusto?

Profumo del Mese

Nuovo anno, nuovi spazi in questa rubrica.

Infatti si aggiunge “il profumo del mese”, vi dirò, l’ho aggiunto perché per Natale mi hanno regalato dei profumi strepitosi di cui non potevo non parlarvi.

Inizio con il dire però, che il profumo è assolutamente soggettivo, quindi una profumazione che a me piace potrebbe non piacere a voi.

Sono pareri del tutto personali.

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E già dalla confezione si potrebbe tranquillamente non dire più nulla.

Il profumo in questione è il To Be the Queen di Police.

A me l’hanno regalato nel formato da 40 ml ma esiste anche in quello da 75 e 125.

E’ una profumo dolce, direi anche sensuale, è molto avvolgente.

Vi riporto qui la descrizione letterale del profumo, per essere più precisi:

E’ un profumo dal giusto mix di euforia e sensualità, è una fragranza pensata per donne misteriose, sexy e dalla forte personalità che vogliono essere sempre al centro dell’attenzione. Dopo un inizio spumegginate e fresco, caratterizzato da note di arancia, mandarino e petit grain, rese ancora più dolci dai frutti rossi, la fragranza diventa sempre più sensuale. Un accordo di violetta, gelsomino, fiori d’arancio, pesca ed ananas forma il cuore della fragranza. Le note di fondo sono una miscela di vaniglia, muschio bianco, patchouli e cedro.

Io non so minimamente cosa sia il petit grain, ma ora lo cercherò solo per voi e anche un po’ per la mia chiarezza mentale.

Ok, è un olio essenziale che si estrae dalle foglie e dai ramoscelli giovani dell’Arancio Amaro.

Ora lo sappiamo.

Io in questo profumo la prima volta mi sembrava di avvertire anche un leggere sentore di uva bianca ma a quanto pare mi sono sbagliata perché non c’è tra gli ingredienti.

Si avverte sopratutto la vaniglia e il patchouli.

E’ comunque una profumazione dolce, quindi se non vi piacciono i profumi di questo tipo non credo potrete andare d’accordo con questo.

Io adoro i profumi dolci, sono i miei preferiti, questo non è solo dolce, è anche fruttato e con una nota piuttosto sensuale quindi mi piace moltissimo.

Io l’avrei comunque comprato solo per la boccetta…

App del Mese

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L’app del mese è stata Memrise, un’applicazione per imparare le lingue.

Io la uso principalmente per rinfrescare il mio francese e lo spagnolo, ma ci sono anche altre lingue come ovviamente l’inglese, il giapponese, il tedesco, il cinese e molte altre lingue.

Voi direte, vabbè ma cos’ha di particolare?

La grafica è davvero stupenda, come si evince dal logo c’entra lo spazio infatti ha molte animazioni spaziali fatte benissimo.

E’ divertente imparare/ripassare con questa app, l’ho scaricata per caso dopo essermi accorta che mi stavo dimenticando il francese ogni minuto sempre di più

Un’app davvero divertente e strutturata bene, l’unico problema è che per ottenere attività bonus bisogna sborsare dei dindini.

Scoperta del Mese

Sempre per Natale mi è stato fatto un regalo fantastico, assolutamente apprezzato, sto parlando di una macchina fotografica istantanea.

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La macchina in questione è una Fujifilm Wide 300.

Non avevo mai avuto/provato una macchina istantanea e ho scoperto la mia passione per questo tipo di fotografia.

Mi piacerebbe molto imparare qualcosa sulla fotografia, ci sto lavorando.

E’ un arte affascinante e meravigliosa.

Citazione del Mese

Ho letto in giro questa frase bellissima da Undici Minuti di Coelho un libro che devo ancora leggere.

Prima di morire, però, voglio lottare per la vita. Se sono in grado di camminare da sola, posso andare dove voglio.

Cosa Negativa/Positiva del Mese

Ogni volta che arriviamo a questo punto mi ritrovo senza una risposta concreta, non saprei perché…

La cosa positiva/negativa del mese sono state le feste per me, più positiva che negativa ma la fatica provata dopo quella specie di maratona di New York che sono state le feste mi ha sfiancata.

Senza parlare poi del cibo ingurgitato che verrà smaltito nel 2050.

Insomma belle le feste ma il senso di malinconia che si prova dopo, la fatica che si fa e lo smottamento continuo mi hanno agitata parecchio.

Natale è la mia festività preferita ma devo confessarvi di non averla avvertita particolarmente quest’anno, nel 2016 io mi sentivo già nel 2017 e sì ora sento un’aria di cambiamento e innovazione positiva e mi sento pronta a partire in quinta.

Obbiettivi per il Prossimo Mese

Il prossimo mese, ovvero questo gennaio, è pieno di obbiettivi personali e “professionali”.

Innanzi tutto leggere di più, iniziare la patente (perché sì è arrivato il momento), riuscire in qualche modo a curare ogni aspetto del blog ed mettere davvero la quinta per riuscire a fare tutto quello che mi sono imposta di fare.

E voi ragazzi? Quali sono i vostri obbiettivi per gennaio?

Io ringrazio ancora tutti, i nuovi arrivati e quelli che mi sopportano da un anno e vi auguro una buona serata.

Ci leggiamo prestissimo!

Elisa

Canto di Natale – Charles Dickens + LiberTiAmo Gennaio 2017

Salve!

Come state? E’ la prima volta che ci leggiamo nel 2017, tutto ciò merita un applauso.

Ancora auguri, vi auguro felici aspettative per quest’anno (visto che ancora se ne sa poco).

Nel caso siate disorientati ritrovandomi sotto un altro nome, ebbene sì, come avevo precedentemente annunciato anche se ero parecchio titubante, il blog ha cambiato di nuovo nome.

Come avrete letto infatti il nome attuale del blog è WriThings.

Sono quasi sicura del fatto che questo nome sarà quello definitivo, scusatemi per tutti questi cambi ma non mi piace conservare qualcosa che non mi convince più.

Comunque passiamo avanti, oggi torna sui nostri blog ovvero il mio e quello di Tiziana un articolo inerente al gruppo di lettura.

E’ da qualche settimana che il gruppo non compare fra gli argomenti del blog ma non temete, LiberTiamo sta procedendo alla grande.

Infatti è tempo di recensioni, nel mese di dicembre o per meglio dire dal 16 al 31 dicembre sul gruppo ci siamo dedicati/e alla lettura di un vero classico.

Canto di Natale di Charles Dickens.

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Editore: Giunti

Pagine: 141

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 6,00

Prezzo ebook: € 0,49

Anno di Pubblicazione: 1843

Mi sarebbe piaciuto godere delle licenze concesse ai bimbi, e allo stesso tempo essere abbastanza cresciuto da apprezzarne pienamente il valore.

Trama

Nella gelida notte della vigilia di Natale il vecchio Scrooge, che ha passato tutta la sua vita ad accumulare denaro, riceve la visita terrificante del fantasma del suo socio. Ma è solo l’inizio: ben presto appariranno altri tre spiriti, per
trasportarlo in un vorticoso viaggio attraverso il Natale passato, presente e futuro. Un viaggio che metterà Scrooge di fronte a quello che è realmente diventato: un vecchio tirchio, insensibile e odiato da tutti, che ama solo la compagnia della sua cassaforte. Riuscirà la magia del Natale a operare un miracolo sul suo cuore inaridito?

Recensione

Vorrei iniziare dicendo che per me il Canto di Natale è il classico natalizio per eccellenza e inoltre adoro Dickens, quindi farò di tutto per non essere di parte.

Facendo tesoro di questo buon proposito direi che possiamo andare avanti.

Non mi soffermerò più di tanto sulla trama essendo già comunque ampiamente conosciuta, sicuramente infatti nell’ultimo periodo l’avrete vista o sentita ovunque.

Io non mi stanco mai di rileggere questo libro, il significato in se continua ad affascinarmi ancora adesso.

Direi di parlare un po’ dei personaggi, ognuno unico e con le proprie distinte caratteristiche.

Il personaggio principale Ebenezeer Scrooge è un uomo freddo, cupo, con un cuore di pietra all’apparenza impenetrabile.

Il talento di Dickens nello scegliere i nomi è qualcosa di magico, infatti il significato di Ebenezeer è proprio cuore di pietra così come Scrooge significa villano, dai modi villani.

Un altro personaggio importante è Bob, Bob Cratchit l’impiegato di Scrooge, un uomo ricompensato miseramente per il lavoro che svolge anche alla Vigilia di Natale per un vecchio e avaro finanziere.

Bob possiede una famiglia numerosa e una modesta abitazione, fra i figli di Bob nel corso della storia possiamo arrivare a conoscere Tim, un bambino malato che senza i farmaci adatti a lui potrebbe non sopravvivere.

La figura di Tim ha un qualcosa di mistico, quasi soprannaturale, infatti questo bambino avrà un ruolo importante nel pentimento e nella redenzione di Scrooge.

Altri tre personaggi molto importanti sono gli spiriti, quello del Natale passato, quello del Natale presente e quello del Natale futuro.

Lo spirito del Natale passato è rappresentato quasi come una candela, è un misto fra un bambino ed un anziano.

Ha una voce suadente e in entrambe le mani stringe qualcosa, in una un rametto di agrifoglio e nell’altra una specie di cappello a stoppino.

L’agrifoglio è una pianta Natalizia, sembra che avesse proprietà magiche, che scacciasse i demoni e donasse fortuna.

Lo spirito del Natale presente è un omone con una lunga veste verde che gli lascia scoperti i piedi ed il petto. Anche lui ha un rametto di agrifoglio in testa, ha in mano un cono magico che sembra doni la felicità e il candore natalizio al passaggio.

E’ un uomo con una profonda risata, un uomo allegro con una vita breve che termina alla mezzanotte di Natale.

L’ultimo spirito, quello del Natale futuro è circondato da un alone di mistero.

E’ raffigurato con le stesse sembianze della morte, ha una lunga veste nera e un corpo scheletrico.

La rappresentazione dello spirito del Natale futuro è la più affascinante secondo me.

Terrorizza Scrooge, come terrorizzerebbe tutti noi.

Forse io mi ostino a dare troppi significati a questo libro ma è un opera da analizzare sotto tutti i punti di vista per quanto è affascinante.

La critica che Dickens fa alla società londinese dell’epoca che toglie ai poveri per dare ai ricchi, ignorando i bisogni di un ceto sprofondato nella miseria è illuminante.

La redenzione di Scrooge arriva come una cosa certa ma d’altronde non poteva essere altrimenti dopo un’esperienza simile, è interessante vedere il modo in cui il suo personaggio cambia, dialogo dopo dialogo, si risveglia e riscopre il suo lato umano.

Gli era tanto vicino quanto lo sono io a voi in questo momento.

Rimarrei qui ore ad analizzare le parole di Dickens, durante il corso dell’anno ogni tanto sento che mi ronzano nel cervello e mi riportano al Natale.

C’è anche un altra critica che Dickens smuove verso la società, una critica abbastanza evidente contro l’ignoranza e l’avarizia.

Un opera da leggere assolutamente anche più di una volta, una storia affascinate che fa riflettere, intelligente, a volte inquietante, disarmante, un vero classico.

Voto:

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Non potrebbe essere altrimenti per quanto mi riguarda.

Ho sentito smuovere spesso a Dickens una critica piuttosto schietta ovvero la “pecca” dei finali, il fatto che il finale nella maggior parte delle volte è felice al pari di una favola, io sono suscettibile quando si parla di finali ma secondo la mia modesta opinione questa storia non avrebbe potuto avere un altro finale.

Bene ragazzi questa era la mia opinione per quanto riguarda il Canto di Natale, uno dei miei libri preferiti in assoluto.

Ora parliamo di altro.

Infatti parliamo del libro di gennaio del gruppo di lettura, come ogni mese sul gruppo abbiamo votato e il titolo vincitore per quanto riguarda il primo mese del 2017 è:

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Tutto il Nostro Sangue – Sara Taylor

Trama

In un arcipelago al largo delle coste della Virginia, lungo un arco di tempo che va dal 1855 a un postapocalittico e distopico 3143, si intrecciano le storie di due famiglie. Queste isole – per alcuni un santuario, per altri una terra di incubi – avvolgono le esistenze dei personaggi in una rete di miserie e piccoli miracoli. La determinazione di due sorelle che si stringono l’una all’altra in una famiglia devastata dalle metanfetamine; una ragazza che lotta per emanciparsi da un padre alcolizzato; una donna che decide di fuggire da una famiglia violenta per ritrovarsi tra le braccia di un uomo forse peggiore: relazioni tumultuose che scorrono lungo i rami di un albero genealogico, sullo sfondo di un paesaggio pericoloso e ammaliante. Un turbinio di vicende che trascina il lettore in un’esperienza estrema di nascita e morte, di giuramenti e di istinti primitivi e vili. La voce di Sara Taylor, avvicinata dalla critica a quella di Flannery O’Connor, è intrigante e selvaggia. “Tutto il nostro sangue” è un romanzo abitato da storie e personaggi ambigui, colmo di situazioni grottesche e pervaso dal soffio della letteratura gotica del sud degli Stati Uniti.

Questo libro è in lettura sul gruppo dal 01/01/2017 al 31/01/2017.

 E’ stato pubblicato nel settembre 2016 da Minimum Fax.

Se volete leggerlo assieme a noi vi ricordo che non dovete fare altro che cliccare QUI e sarete reindirizzati al gruppo su Goodreads, lì dovrete cliccare sulla dicitura Join  Group ed il gioco è fatto, sarete dei nostri!

Vi ricordo che al termine del periodo di lettura troverete le nostre recensioni sul libro letto nei rispettivi blog.

Detto questo, gente io vi saluto!

Ci vediamo presto perché nei prossimi giorni ci leggeremo spesso!

Elisa