Il Libro Dell’Inverno – Tove Jansson

Buonasera!

Come procede la situazione? Avvertite anche voi una buona dose di malinconia senza le decorazioni natalizie?

Oggi sono tornata con una recensione, nel periodo natalizio infatti ho letto questo libricino ed ero anche parecchio curiosa nei confronti di questo testo, comunque non perdiamoci in chiacchiere e procediamo.

Il libro in questione è Il Libro dell’Inverno di Tove Jansson.

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Editore: Iperborea

Pagine: 133

Prezzo di Copertina: € 13,00

Prezzo ebook: € 8,49

Anno della Prima Pubblicazione (In Italia): 2013

Genere: Narrativa 

Trama

L’inverno bianco del Nord, la neve fitta che sommerge il paesaggio finché nessuno più ricorda cosa c’era sotto, l’orizzonte che sprofonda finché la terra intera pare capovolgersi. E intorno a una calda stufa di maiolica, una vivace casa-atelier, un piccolo regno dell’arte e della fantasia. È questo il mondo speciale in cui cresce Tove Jansson, tra le enigmatiche donne bianche create del padre scultore e l’universo poetico della madre illustratrice, i capricci della scimmietta Poppolino e i sogni cullati da note di balalaike ed echi di feste bohémiennes. Con il suo sguardo fresco e senza filtri e la disarmante saggezza di chi sa indagare il mondo con la lente dell’immaginazione, una bambina racconta le sue piccole grandi iniziazioni alla vita. La grossa pietra dai riflessi argentei che trova sotto un mucchio di carbone e spinge attraverso i mille ostacoli della città come in un nuovo mito di Sisifo, lo splendido iceberg che rincorre fino al promontorio senza poi osare saltarci sopra e “se uno non ha il coraggio subito, non lo avrà mai”, l’eccitazione del Natale, con il suo carico di amore e aspettative, e la tranquillità dei giorni dopo, “quando si è ricevuto il perdono per tutto quanto e si può ridiventare come al solito”. Quelli che appaiono come comuni eventi quotidiani si accendono di magia, di inattese rivelazioni sul sentire umano, della sottile ironia involontaria con cui i bambini infrangono ogni ipocrisia e ci fanno riscoprire il valore della leggerezza.

Non c’è niente di più tranquillo del periodo dopo Natale, quando si è ricevuto il perdono per tutto quanto e si può ridiventare come al solito.

Recensione

Ho preferito prendermi qualche giorno, dopo aver terminato la lettura per valutare bene le mie impressioni e maturare la mia opinione riguardo questo titolo.

Dunque, inizio con il dire che mi ha parecchio delusa.

Mi immaginavo più atmosfere nordiche, invernali, che ci sono in questo libro ma pensavo e speravo che l’autrice coltivasse in modo migliore queste atmosfere per renderle più vive quasi fossero un vero e proprio personaggio.

La caratteristica che mi ha più infastidita forse di tutto il romanzo è il fatto che l’autrice da per scontato certe conclusioni che per un lettore non sono per nulla conosciute.

Parlando della vita stessa dell’autrice questa conosce già ovviamente i fatti accaduti nella propria vita ma uno spettatore sconosciuto non ne ha la più pallida idea.

Questo mi ha fatto senza dubbio avere i primi dubbi riguardo il titolo, poi devo ammettere che lo stile di scrittura della Jansson non mi fa impazzire.

E’ soggettivo questo nel senso che il gradimento per un determinato stile di scrittura varia da persona a persona, magari a qualcuno lo stile dell’autrice fa impazzire ma per quanto mi riguarda non mi ha convinta.

E’ un libro abbastanza piccino, quindi diciamo che mi sono fatta un’opinione generale ma senza dubbio leggerò altro della Jansson perché non l’ho capita del tutto.

Ho molto rispetto per l’autrice che è stata una pittrice ed una scrittrice finlandese deceduta nel 2001, questo libro fa capire di più sulla figura e sul suo modo di vedere il mondo.

Purtroppo per i miei gusti è troppo breve, quindi appunto come dicevo non sono riuscita a farmi un’idea abbastanza ampia su di lei.

Il libro è diviso in parti, esattamente tre, e ogni parte è composta da capitoletti abbastanza brevi (circa 6/7 pagine).

E’ edito in Italia da una casa editrice che mi piace particolarmente, ovvero Iperborea.

Iperborea è una casa editrice che si occupa principalmente di tradurre e pubblicare libri di autori nordici appunto.

E’ stata una lettura che non mi ha lasciato nulla di concreto, mi dispiace dirlo e mi dispiace dover parlare “male” di un libro ma purtroppo è questa la verità.

Forse ripensandoci bene mi ha lasciato qualcosina, ovvero la bellezza del vedere la fantasia di una bambina, l’autrice infatti descrive lei stessa da piccola e penso sia sempre meraviglioso leggere le avventure immaginarie dei bambini, cosa significa essere bambini e non vedere le cose per quello che sono ma molto di più, vederle nel modo migliore possibile.

La figura del padre dell’autrice mi ha un tantino confusa, nella prima parte infatti quest’uomo appare quasi un marito e un padre “perfetto”, creativo, artistico, dolce, calmo, affabile, nella seconda parte del romanzo invece sembra quasi trasformarsi in un uomo parecchio irritabile.

Non ho ben capito questo cambiamento, la figura della madre invece è sempre coerente direi, da quello che ci fa capire l’autrice era una donna piena di amore per la famiglia, creativa anche lei, dolce e forte.

Il libro in breve ripercorre certi avvenimenti quotidiani dell’infanzia di Tove.

Non ho molto da dire, sono fatti personali romanzati legati più o meno tra loro che rappresentano la giovane età dell’autrice.

Purtroppo ripeto non mi ha colpita più di tanto quindi non ho molto da dire, mi aspettavo di più, molto di più, invece si parla molto della Jansson si fa accenno a qualche tradizione nordica, si da un occhiata ad alcuni personaggi strambi che hanno fatto parte della vita di quest’ultima però in generale…

Niente di che.

Credo che l’affermazione “questo libro non mi ha lasciato niente” sia una delle peggiori critiche che possano fare ad un libro, io mi ritrovo a doverla fare a questo.

Voto:

Simple rounded star rating. With outlines makes the stars pop out from background

Valutazione per me sufficiente, niente di più, niente di meno.

Se proprio devo consigliarvi questo libro, lo consiglio per il clima, se amate particolarmente leggere di paesi nordici questa potrebbe essere una lettura leggermente interessante ma a me non ha colpito.

Il capitolo più grazioso secondo me è “Neve”, in questo capitoletto si parla appunto di un’avventura che ha vissuto l’autrice in giovane età quando è rimasta sepolta in casa per colpa della neve assieme a sua madre.

Detto questo ragazzi io direi che ci possiamo salutare, tanto torno tra poco (data la quantità di articoli arretrati che ho da scrivere)…

Voi avete letto per caso questo libro? Che ne pensate? Siete d’accordo con la mia valutazione? No? 

A presto!

Elisa

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7 pensieri riguardo “Il Libro Dell’Inverno – Tove Jansson

      1. Ahaha si infatti, ho sentito opinioni entusiaste per “Il Libro dell’Estate” (altro titolo della Jansson) chissà forse da inverno a estate cambia parecchio perché per l’inverno secondo me ha toppato alla grande il libro

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      2. Anche io vorrei leggerlo nella stagione giusta, aspetterò sicuramente l’estate! La parte finale mi ha confusa parecchio, io sento come se avessi perso qualche pezzo per strada ma non riesco bene a individuare che pezzo

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