Il Ritorno è Dietro l’Angolo

Prima di tutto, buon Ferragosto a tutti ragazzi!!

Dunque arriviamo subito al punto, il momento è giunto, dobbiamo salutarci people perché ci rileggiamo a settembre.

Ma prima di trascinare via i miei piedini ho delle importanti informazioni da comunicarvi.

Se seguite il gruppo mi raccomando non perdetevi il sondaggio che nei prossimi giorni sbarcherà sul gruppo per decretare la lettura di settembre, a me settembre fa pensare a tomi come Villette non so per quale motivo (possibile spoiler ambiguo? chissà).

Poi vorrei aprire una piccola parentesi per salutare e ringraziare tutti quelli che si sono uniti ai lettori del blog nelle ultime settimane, grazie nuova gente, non vi deluderò!

Tornando al ritorno che dato lo scorrere del tempo è più vicino di quello che sembra, il  blog va in vacanza oggi (15/08) per tornare poi attivo il  7 settembre, in queste settimane io continuerò ad essere attiva però nei commenti quindi se volete dirmi qualcosa fatelo pure perché vi risponderò sempre.

A settembre tra i primi articoli che pubblicherò ci saranno sicuramente le cose del mese (di luglio e agosto) poi recensioni, citatime, news letterarie (che mancano da un bel po’) e molto altro.

Spero di riuscire nel modo migliore a darmi da fare in questi giorni di vacanza per potervi inondare di articoli a settembre, e questa non è una minaccia.

Questa mattina vi ho voluto salutare con una delle mie poesie estive preferite perché devo ammetterlo, nonostante tutto l’estate è un bel periodo dell’anno, un po’ come tutti insomma dipende dai gusti…

Ovviamente, ma penso non ci fosse bisogno di dirlo conoscendo ormai la sottoscritta, a settembre il blog tornerà con qualcosina di diverso dal punto di vista grafico, se proprio vogliamo trovare una ragione sotto questo cambio continuo è il voler sempre cercare di migliorare dove si può.

Altri avvisi importanti? No, direi di no.

Come vi avevo scritto qualche settimana fa mi scuso per la poca frequenza con cui ho pubblicato gli articoli ultimamente ma il lavoro mi ha reso impossibile continuare a gestire tutto, senza contare il fatto che ho ripreso a scrivere quindi il tempo libero che avevo lo adoperavo per la scrittura e sono felice per queste “ferie” perché posso riprendere piede con il blog che mi era sfuggito a causa degli impegni.

Questo vale anche per i social, in cui sono quasi scomparsa nelle ultime settimane.

Perdonatemi, a settembre si risolverà tutto.

Bene, ragazzi, siamo arrivati al saluto già.

Voi che cosa farete di bello questa estate? Cosa leggerete? In quali posti vi godrete questo clima? Fatemi sapere!

Noi ci rileggiamo a settembre e vi ricordo che per informazioni, commenti o altro io continuerò a rispondervi quindi ditemi puro tutto senza problema, l’unico punto che verrà a meno saranno gli articoli, che torneranno a settembre.

Mi raccomando non perdetevi il sondaggio del gruppo nei prossimi giorni!

Ci rileggiamo a settembre people, ancora buon Ferragosto e buone vacanze!

A presto!

Elisa

 

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PoetryTime

Notte d’Estate

L’acqua della fonte

suona il suo tamburo

d’argento.

Gli alberi

tèssono il vento

e i fiori lo tingono

di profumo.

Una ragnatela

immensa

fa della luna

una stella.

F. Garcia Lorca

 

La Mia TBR Estiva

Buon mercoledì care genti!

Come trascorrono le giornate? Spero bene, anche se con questo caldo l’unica cosa da fare sarebbe puntarsi un ventilatore addosso, sedersi sul divano e fissare il vuoto fino al giorno dopo (ripetere poi x3439).

Sarebbe bello poterlo fare, in alternativa però si può correre a gambe levate in montagna e non scendere più meno prima di novembre, ma anche questo per quanto mi riguarda è poco probabile.

In questi giorni anche solo scendere dal letto sembra una tortura inferta all’interno di uno dei gironi dell’inferno dantesco.

Ma stringiamo i denti e andiamo avanti!

Dunque, io sono una vera pippa nelle tbr (scritto proprio con onestà) ma questo agosto ho voluto riprovare a formularne una e cercare di portarla a termine, cercare.

Il problema con le tbr per me non è il numero di titoli da leggere e il poco tempo a disposizione ma bensì la mia indole libertina che mi costringe a liberarmi dalle catene della pianificazione.

Provare però non costa nulla e questo agosto ho deciso di rifare un tentativo, a settembre quando il blog tornerà vedremo se sarò riuscita nell’impresa.

Ho un bel po’ di letture sospese e appena iniziate quindi partiamo, se vogliamo questo è anche un WWW Wednesday mascherato da altro ma iniziamo!

Letture da Terminare

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Ormai le ho mostrate miliardi di volte le copertine di questi libri, devo ancora finirli perchè a giugno ho avuto la brillante idea di combinare queste due letture insieme ma il risultato è stato la ricomparsa di quel famoso blocco del lettore che dopo mesi stava andando via.

Quindi mi è servito da lezione e non li riprenderò assieme, pensavo di riuscire a finire ad agosto almeno Casa di Foglie che è più scorrevole rispetto a Le Correzioni nonostante necessiti comunque di un buon livello d’attenzione.

Non mi soffermo più di tanto su questi perchè ve ne ho parlato fino alla nausea e appena terminati non vedo l’ora di parlarvene per bene.

 

Letture da Iniziare

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Francesca – Manuela Raffa

Non ricordo se ve ne avevo già parlato in precedenza di questo titolo, non vado nei dettagli della trama (anche perché è tratto da una storia reale) perché ne parlerò meglio nella recensione.

Però come si intuisce dal titolo e dal dipinto è un romanzo storico che racconta la vicenda di Paolo e Francesca, io ho letto pochi titoli appartenenti a questo genere ma questo mi ispirava talmente tanto che ho deciso di recuperalo e leggerlo il prima possibile.

Sono una grande appassionata di questa vicenda e questa passione nacque proprio dopo aver studiato ai tempi il V canto dell’Inferno di Dante e essere andata in gita proprio nel castello di Gradara, luogo della tragedia.

Da quel giorno in poi rimasi affezionata e incuriosita da questa vicenda e ogni volta che vedo libri, film o altro ispirato alla storia di Paolo e Francesca mi butto.

Ho sentito pareri entusiasti riguardo a questo libro, spero davvero di potermi unire alla cerchia di persone a cui è piaciuto.

Non conoscevo Manuela Raffa ma ho scoperto che è una nuova entrata nella narrativa storica, beh se questo esordio è così esplosivo come dicono tutti potrebbe rivelarsi un talento!

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Fermento di Luglio – Erskine Caldwell

Dunque, questo qui lo avevo acquistato verso i primi di luglio mi sembra con una promozione Fazi su IBS (in un prossimo articolo vi farò vedere le nuove entrate, non temete), l’ho acquistato senza esitare più di tanto perché la trama è molto interessante, è un classico scritto dall’autore de La Via del Tabacco e ha tutte le premesse per piacermi.

Io di solito non bado alle copertine da ma questa è stupenda, racchiude il clima del libro, un clima afoso, opprimente, infatti il libro narra la storia di un uomo nero braccato dalla popolazione del suo paese, siamo nel sud degli anni 40′ quindi un atmosfera piena di pregiudizio, ingiustizia ed esclusione.

Questo uomo è accusato di stupro, questo a cosa vi fa pensare? Sì a Il Buio Oltre la Siepe, libro che personalmente ho amato e dopo aver letto la trama di questo ho pensato che dovevo assolutamente leggerlo in più mi ero prefissata di recuperarlo quindi molto bene.

Se dovesse piacermi potrebbe essere una gran cosa perché un altro romanzo di Caldwell mi incuriosisce molto, sto parlando de Il Piccolo Campo, questo autore ha delle ambientazioni che su di me fanno un gran bel effetto.

 

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Le Figlie del Libro Perduto – Katherine Howe

Ross Poldark – Winston Graham

Queste sono le letture in dubbio, perché vorrei leggerli entrambi ma non saprei su quale puntare per primo, per l’estate potrebbero essere perfetti perché non è nulla di troppo arzigogolato o pesante, nonostante comunque il tema de Le Figlie del Libro Perduto non è della più alta facilità perché si parla delle streghe di Salem, non direttamente ma la storia di Salem si intreccia con quella della protagonista.

Per quanto riguarda l’altro titolo invece, tragedie ovunque, ho iniziato a vedere la serie tv e mi è nata la profonda voglia di leggere il libro (voglia che nasce quasi sempre a dire il vero), essendo però 12 titoli, una saga piuttosto prosperosa sono un po’ titubante perché solo due sono stati tradotti e il terzo mi sembra uscirà nei prossimi mesi sempre edito da Sonzogno.

Ok, direi di non puntare troppo in alto, mi fermo qui, vorrei infilarci altri titoli ma diventerebbe tutto poco probabile, anche perché è gia il 9, devo finire il mattone che è Casa di Foglie e agosto va talmente veloce che sembra volare via.

Bene gente!

E voi? Cosa leggerete questa estate, o meglio qui ad agosto? Fatemi sapere!

A prestissimo!

Elisa

 

 

 

Exit West – Mohsin Hamid

Buon venerdì care genti, buon inizio weekend e ben ritrovati qui sul blog!

Anche voi vi sentite intrappolati nella feroce morsa della calura? E io che mi lamentavo a giugno, pfft quelle erano bazzecole in confronto alla mega bolla che c’è ora.

Finalmente ritorno con una recensione, è passato un bel po’ di tempo dall’ultima, talmente tanto che ho dovuto fare una capatina a ricontrollare come imposto di solito questo genere di articolo perché la mia mente se lo ricordava a malapena.

Prima di iniziare, come vi avevo detto nello scorso articolo, il blog andrà in vacanza prossimamente ma non prima di aver pubblicato ancora due articoli che devo condividere con voi ma quando sarà il momento non esiterò ad avvisarvi!

Infatti tutte le relative informazioni rispetto al periodo di “”vacanza” e all’improvviso rallentamento degli articoli le troverete in un articolo futuro.

Oggi però parliamo di altro, nel mese di luglio infatti sul gruppo abbiamo letto Exit West di Mohsin Hamid e non vedo l’ora di parlarvi di questo breve libro.

Iniziamo!

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Exit West – Mohsin Hamid

Editore: Einaudi

Pagine: 152

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 17,50

Prezzo ebook: € 9,99

Anno di Pubblicazione: 2017

Link all’Acquisto: QUI

“[…] E quel che non aveva detto era che lui era arrivato a quel momento nella vita in cui un genitore sa che, nel caso di un’ inondazione, farebbe meglio a lasciar andare il figlio, al contrario di quel che gli diceva l’istinto quand’era più giovane, perché trattenendolo non lo proteggerebbe, ma lo tirerebbe giù, rischiando di farlo affogare, perché ormai il figlio è più forte del genitore, e le circostanze sono tali da rendere necessario l’impiego di tutta la forza possibile, e solo per breve tempo l’arco della vita di un figlio sembra combaciare con quello della vita di un genitore […]”

 

Trama

«In una città traboccante di rifugiati ma ancora perlopiú in pace, o almeno non del tutto in guerra, un giovane uomo incontrò una giovane donna in un’aula scolastica e non le parlò». Saeed è timido e un po’ goffo con le ragazze: così, per quanto sia attratto dalla sensuale e indipendente Nadia, ci metterà qualche giorno per trovare il coraggio di rivolgerle la parola. Ma la guerra che sta distruggendo la loro città, strada dopo strada, vita dopo vita, accelera il loro cauto avvicinarsi e, all’infiammarsi degli scontri, Nadia e Saeed si scopriranno innamorati. Quando tra posti di blocco, rastrellamenti, lanci di mortai, sparatorie, la morte appare l’unico orizzonte possibile, inizia a girare una strana voce: esistono delle porte misteriose che se attraversate, pagando e a rischio della vita, trasportano istantaneamente da un’altra parte. Inizia così il viaggio di Nadia e Saeed, il loro tentativo di sopravvivere in un mondo che li vuole morti, di restare umani in un tempo che li vuole ridurre a problema da risolvere, di restare uniti quando ogni cosa viene strappata via.

Recensione

Dunque, inizio con il dire che subito dopo averlo visto per la prima volta ho iniziato a nutrire un forte interesse nei confronti di questo libro e sono felice di averlo letto, so con tutta sicurezza che l’avrei letto comunque anche nel caso non avesse vinto il sondaggio del gruppo.

Iniziamo parlando dello stile con cui è scritto il libro perché è particolare e potrebbe piacere o no, dipende dalle vostre preferenze.

Questo secondo me non è un libro che può piacere indistintamente a tutti, sopratutto per lo stile che è piuttosto profetico e drammatico, i fatti vengono annunciati a sorpresa con un meccanismo che assomiglia a quello di una favola.

A me comunque è piaciuto, nonostante sia uno stile molto malinconico e nostalgico che per la maggior parte delle pagine mi ha comunicato un grande senso di tristezza.

Tutto il libro è pervaso da queste sensazioni, un po’ per gli ambienti e le situazioni che descrive e un po’ appunto per lo stile che aumenta questo groppo in gola.

I personaggi Nadia e Saeed sono tratteggiati bene, non direi troppo nel profondo ma comunque per tutto il libro l’autore fa un grande lavoro sull’analisi dei pensieri e delle emozioni di questi quindi alla fine il lettore conosce i tratti più radicati dei loro caratteri, il coraggio di Nadia e la fedeltà di Saeed sono i tratti che più si distinguono.

Personalmente mi sono piaciuti entrambi come personaggi forse quello verso cui provo più affetto è Saeed ma senza dubbio conservo un buon ricordo anche di Nadia.

Si potrebbe parlare così tanto di questo libro, per i temi che tratta, così attuali e proiettati con una luce così umana e comprensiva.

Ci sono diverse scene molto forti all’interno di questo libro ma una in particolare mi è rimasta impressa, circa a metà libro, mi sembra pagina 57 l’autore descrive come il padre di Saeed stia osservando una scena mostruosa ovvero due ragazzi che giocano con la testa di un uomo.

Mi ha scossa questa immagine ma non è l’unica perché grazie sempre a questa narrazione fatta di scosse continue l’autore riesce sempre a prenderti di sorpresa con rivelazioni o scene forti e difficili da digerire.

Siamo sulla scena di una guerra descritta allo stesso tempo con minuziosa freddezza e calda umanità, si racconta il lato umano degli avvenimenti, le emozioni delle persone, la loro nuova normalità che muta man mano che la guerra avanza e distrugge tutto ciò che incontra.

Nadia e Saeed fuggono attraverso queste porte magiche, che sono un elemento fantascientifico che non viene spiegato quindi bisogna sospendere in senso di realtà, io personalmente non sono un amante dei fatti “magici” non spiegati scientificamente ma per exit west io il bisogno di una spiegazione scientifica non l’ho sentito, sono venuta a conoscenza di questo elemento e ci ho creduto.

Le porte che appaiono casualmente nel mondo sono una metafora più estesa di una tecnologia odierna che collega persone lontane tra loro.

Ho apprezzato molto il rispetto che l’autore utilizza, nei confronti di entrambe le popolazioni ovvero gli emigranti e il popolo nativo del luogo che si ritrova ad ospitare queste persone, Hamid entra nel pensiero di entrambi e comprende questi pensieri.

Passa di voce in voce, da un rifugiato di guerra ad un nativo preoccupato, da un anziano di Palo Alto a una domestica affaticata dal peso della vita e dei doveri.

Questo passare da una mentalità all’altra e saper cogliere l’essenza di ognuna è formidabile secondo me.

Exit West viene chiamato romanzo politico ma è molto più di questo, è un romanzo che dona umanità a tutti e approfondisce ragionamenti e modi di vedere il mondo magari lontani dai nostri.

Tra l’altro giorno ho letto un articolo di rivista studio in cui si intervista anche l’autore, (che vi lascio qui) e in cui il giornalista incaricato di scrivere appunto questo articolo definisce Exit West “necessario” come libro e sono assolutamente d’accordo con questa affermazione, necessario per comprendere l’emigrazione sotto il suo aspetto più umano.

Oltre al tema dell’immigrazione verso la fine sorge spontaneo anche interrogarsi sulla natura del rapporto amoroso tra Nadia e Saeed (ovviamente non farò spoiler ma sappiate che mi prudono le dita dalla voglia di rivelare tutto), non solo sul loro in particolare ma sull’amore come termine esteso ad ogni essere umano.

Può l’amore resistere ad eventi così duri da accettare? Può conservare il rispetto e la devozione degli inizi? Ma sopratutto, cos’è affetto e cos’è amore?

Si segue la successione di eventi che accadono a questi due giovani con ansia e trasporto, una specie di preoccupazione famigliare come se i protagonisti fossero nostri amici o parenti, lo spostarsi da un luogo all’altro sempre in preda all’instabilità e alla tensione in un moto apparentemente senza fine fa trattenere il respiro e divorare le pagine.

Exit West è stato difficile in alcuni momenti perché il peso di quello che accade nelle vite di due giovani cresciuti in un paese momentaneamente senza futuro, costretti ad abbandonarlo ed essere strappati dagli affetti, dai ricordi da tutto ciò che sono è un peso che ti schiaccia.

Ma per quanto sia difficile non posso non consigliarlo assolutamente a tutti, la malinconia che permea tutto è affascinante e arrivata alla fine del libro ho sentito questo nodo di tristezza sciogliersi come una tempesta che è appena passata.

“Continuare per sempre a fuggire va oltre le capacità della maggior parte delle persone: a un certo punto anche un animale braccato si ferma, esausto, e attende il proprio fato, anche solo per un istante.”

Voto:

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Ottimo libro, una grande scoperta e una appassionata storia da portare con se come una favola.

Bene gente!!

E voi? Avete letto Exit West? Sì? Vi è piaciuto? Ditemi, ditemi!

Ci leggiamo prestissimo people!

Elisa