News Letterarie #12

Buon giovedì cari e care! Come va la settimana?

Oh, tornano finalmente le News Letterarie, che gioia! L’ultimo appuntamento di questa rubrica risale al lontano dicembre 2017, è il momento di aggiornare che dite?

Come sempre ho selezionato per voi dieci prossime uscite che arriveranno in libreria nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, questa volta il titolo bonus finale pubblicato da una casa editrice indipendente l’ho scoperto proprio grazie ad una mail inviatami dallo “staff” dell’autore che ringrazio.

Ovviamente per correttezza ci tengo ad informarvi di questo fatto, comunque sono felice di inserire questo titolo che ho trovato molto interessante dalla trama.

Vi ho fatto aspettare mesi per l’aggiornamento di questa rubrica non vi farò attendere oltre, iniziamo subito!

 

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La Vita Fino a Te – Matteo Bussola

Data di Uscita: 15 maggio

Casa Editrice: Einaudi

Prezzo di Copertina: € 17,00

Matteo Bussola riconosce ciò che di straordinario si annida nelle cose ordinarie perché le guarda come se accadessero per la prima volta, come se sentisse sempre la vita pulsare in ogni cellula. Ed è con quello sguardo che racconta di relazioni sentimentali, l’istante in cui nascono, il tempo che abitano. Lo fa mettendosi a nudo, ricordando gli amori passati, per ripercorrere la strada che lo ha portato fino a qui, alla sua esistenza con Paola e le loro tre figlie. Soprattutto, lo fa specchiandosi nelle storie di ciascuno: quelle che incontra su un treno, o mentre sbircia dal finestrino della macchina, o seduto in un bar la mattina presto. Quelle che incontra stando nel mondo senza mai dare il mondo per scontato, e che la sua voce intima e familiare ci restituisce facendoci sentire che sta parlando esattamente di noi.

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Matteo Bussola è un fumettista ed uno scrittore già conosciuto per pubblicazioni come “Notti in Bianco, Baci A Colazione” e “Sono Puri I loro Sogni”. Le sue opere negli anni precedenti sono state accolte in modo piuttosto positivo, questa nuova uscita parla di amore, di vita di coppia, di emozioni condivise e anche di delusioni amorose.

 

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La Scomparsa di Stephanie Mailer – Joel Dicker

Data di Uscita: 10 maggio

Casa Editrice: La Nave di Teseo

Prezzo di Copertina: € 22,00

Il 30 luglio 1994 a Orphea, nello stato di New York, sta per inaugurare la prima edizione del locale festival teatrale. Ma la cittadina viene sconvolta da un terribile omicidio: il sindaco della città viene ucciso in casa insieme a sua moglie e suo figlio. Nei pressi viene ritrovato anche il cadavere di una ragazza, Meghan, uscita di casa per fare jogging. Il caso viene risolto, l’omicida incriminato da due poliziotti, Jesse Rosenberg e Derek Scott. Lunedì 23 giugno 2014. Jesse Rosenberg, a una settimana dalla pensione, viene avvicinato da una giornalista, Stephanie Mailer, la quale gli annuncia che il caso del 1994 non è stato risolto: la persona a suo tempo incriminata è innocente. Ma non ha il tempo per fornire prove. Pochi giorni dopo viene denunciata la sua scomparsa.

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Torna Joel Dicker, dopo svariati casi editoriali ecco una nuova pubblicazione che chissà, forse passerà anche questa alla storia come un nuovo caso? Vedremo, sembra un giallo in pieno stile Dickeriano, dalla trama, alla lunghezza insomma. Certamente dopo la sua esplosione con “La Verità sul Caso Harry Quebert”, Joel non si è mai fermato, non sempre si può pubblicare qualcosa di così acclamato dal pubblico ma vedremo intanto gli elementi per una giusta nuova partenza ci sono tutti.

 

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Leopard Rock. L’Avventura della Mia Vita – Wilbur Smith

Data di Uscita: 10 maggio

Casa Editrice: HarperCollins

Prezzo di Copertina: € 22,00

«Scrivo libri da oltre cinquant’anni. Sono stato abbastanza fortunato da evitare le grandi guerre e non esserne colpito, ma al tempo stesso sono cresciuto tra gli eroi che vi hanno partecipato e ho imparato dal loro esempio. Nella mia vita ho avuto molto spesso fortuna. Ho fatto cose che al momento sembravano spaventose, ma da queste esperienze è nata una nuova storia e la capacità di scrivere libri che la gente ama leggere. Ho vissuto una vita che non avrei mai potuto immaginare. Ho avuto il privilegio di conoscere persone provenienti da tutti gli angoli del mondo, sono stato ovunque il mio cuore abbia desiderato e nel frattempo i miei libri portavano i lettori in moltissimi luoghi». Wilbur Smith racconta con onestà gli episodi più intimi della sua vita, che sono stati anche di ispirazione per le sue storie. «Leopard Rock», dal nome della sua tenuta in Sudafrica, è la testimonianza di uno scrittore dalla vita ricca, avventurosa e appassionante tanto quanto i suoi romanzi.

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Ho voluto inserire questo titolo che diversamente dalle proposte solite è un’autobiografia perché molte persone apprezzano i libri di Wilbur Smith che negli anni ha guadagnato una fama mondiale enorme grazie alle sue numerose pubblicazioni. Oltre al fattore biografia penso sia interessante come testo anche per scoprire alcuni processi sconosciuti dietro alla nascita di una storia.

 

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Tanti Piccoli Fuochi – Celeste Ng

Data di Uscita: 19 aprile

Casa Editrice: Bollati Boringhieri

Prezzo di Copertina: € 18,00

1998, Shaker Heights, Cleveland Ohio, lo Stato che da sempre con il suo voto determina il successo o meno di un candidato alla presidenza. Perché combina una generale tendenza liberale a una forte dose di conservatorismo di élite. Una comunità fondata su un insediamento Shaker e popolata da una maggioranza di benintenzionati democratici, e abbienti. Le comunità Shaker erano caratterizzate dalla sovrabbondanza di regole – dall’ora migliore per alzarsi al mattino a come scegliere il compagno di vita. E una delle protagoniste del romanzo, Mrs Richardson, è cresciuta incarnando questa filosofia di vita: una famiglia da sempre insediata nella comunità, molto abbiente, perfettamente inserita in ogni comitato e organizzazione. All’inizio del romanzo troviamo Mrs Richardson in strada, davanti alle rovine fumanti della sua bellissima casa. Qualcuno ha appiccato un piccolo fuoco in ciascuna delle sue stanze perfette. Il dito della signora punta subito su Izzy, la più piccola dei suoi quattro figli. Ribelle da sempre, una pecora nera appena adolescente, diversissima dai fratelli in partenza per le università più prestigiose del paese, Izzy invece è in fuga per chissà dove. Mia invece è una fotografa single che ha scelto una vita itinerante con la figlia, fin dalla nascita, cavandosela a malapena con lavori vari, per avere tempo libero da dedicare alla sua arte. Con un buon successo, però accuratamente nascosto: le sue opere sono state vendute a una prestigiosa galleria di New York, ma Mia non parla mai di questo, né del suo passato. Mia lavora controvoglia come domestica e cuoca nella lussuosa casa di Mrs Richardson, in cambio di un piccolo alloggio. La figlia Pearl ha fatto amicizia con i quattro ragazzi Richardson, e Mia le ha promesso di metter fine al vagabondaggio… e allora come mai quella che dovrebbe essere una svolta decisiva diventa a poco a poco un problema per madre e figlia, e non solo? Accade quando un vecchio amico dei Richardson decide di adottare un bambino sino-americano. Ne nasce una battaglia per la custodia che divide l’intera cittadina. Mia ed Elena si troveranno su fronti opposti e questo farà scattare nella mente di Elena il sospetto che Mia nasconda un passato torbido. Ma questa sua ossessione avrà costi altissimi.

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Celeste Ng è un’autrice americana, che per questo titolo si è guadagnata una candidatura al NAACP Image Award per il miglior lavoro letterario. In America “Little Fires Everywhere” è uscito nel settembre dello scorso anno ed è stato apprezzato dalla critica, e non solo per esempio il “The Guardian” lo ha definito “un romanzo estremamente ben fatto”. E’ la sua seconda opera.

 

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Anni Lenti – Fernando Aramburu

Data di Uscita: 3 maggio

Casa Editrice: Guanda

Prezzo di Copertina: € 17,00

Spagna, fine anni Sessanta. Txiki Mendioroz ha otto anni quando viene mandato dalla famiglia d’origine, per motivi economici, a vivere con gli zii a San Sebastián. Il suo sguardo fotografa, con la lucida e disincantata precisione dei bambini, l’ambiente e le persone: lo zio Vicente, dal carattere debole, divide la sua vita tra la fabbrica e il bar, mentre è la moglie, la zia Maripuy, a governare realmente la famiglia grazie alla forte personalità, pur se sottomessa alle convenzioni sociali e religiose dell’epoca; la cugina Mari Nieves ossessionata dagli uomini, e il burbero e taciturno cugino Julen, istruito dal prete della parrocchia, che finirà per arruolarsi nelle prime formazioni dell’ETA. Il destino di tutti loro – che è lo stesso di tanti personaggi secondari della Storia, schiacciati tra necessità e ignoranza – cambierà bruscamente dopo alcuni anni.

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Aramburu è un autore italiano finalista del premio Strega europeo 2018, “Patria”, il suo precedente romanzo ha accolto opinioni entusiaste sia dai lettori italiani che da quelli spagnoli. Dopo il successo di “Patria” torna in libreria con appunto “Anni Lenti” che promette di essere uno scritto di formazione ambientato negli ani sessanta in cui il terrorismo basco nasce e cresce.

 

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I Pazienti del Dottor Garcìa – Almudena Grandes

Data di Uscita: 10 maggio 

Casa Editrice: Guanda

Prezzo di Copertina: € 19,50

Dopo la sconfitta tedesca molti criminali nazisti si affidarono a organizzazioni clandestine per espatriare e sfuggire alla condanna. Almudena Grandes racconta, intrecciando personaggi reali e inventati, una storia che si muove nel tempo (dalla guerra civile spagnola alla caduta di Franco, passando per la Seconda guerra mondiale, il fronte orientale, i campi di concentramento in Estonia, la caduta di Berlino, la Guerra Fredda, la nascita dell’Onu) e nello spazio, perché i suoi personaggi, soldati, diplomatici, agenti segreti, nazisti, agenti della CIA, si rincorrono tra Svizzera e Inghilterra, Germania e Russia, Stati Uniti e Argentina, in una fitta trama di infiltrazioni, operazioni clandestine, missioni in incognito o sotto falsa identità, tra criminali di guerra e grandi tesori trafugati.

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La Grandes è già conosciuta in Italia per diverse pubblicazioni tra cui “Cuore di Ghiaccio”, “Gli Anni Difficili” e ancora “I tre Matrimoni di Manolita”. Da molti è stata definita un’importante figura del panorama letterario contemporaneo tra questi molti c’è Mario Vargas Llosa per esempio.

 

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Eleanor Oliphant sta Benissimo – Gail Honeyman

Data di Uscita: 17 maggio

Casa Editrice: Garzanti

Prezzo di Copertina: € 17,90

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene. Anzi: benissimo.

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Sicuramente un titolo molto interessante che fa sbarcare l’autrice anche in Italia. Di origine inglese, Gail Honeyman è stata apprezzata in diversi paesi con questo testo che appartiene senza dubbio anche alla narrativa psicologica. L’autrice conquisterà anche i lettori italiani?

 

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L’Isola del Faro – Abby Geni

Data di uscita: 17 maggio

Casa Editrice: Longanesi

Prezzo di Copertina: € 16,40

Attratta dal fascino della natura estrema delle isole Farallon, il remoto arcipelago al largo della costa californiana, Miranda decide di trascorrervi un anno intero per immortalare il paesaggio e gli animali che lo popolano. Miranda è infatti una fotografa naturalista che ama girare il mondo spinta anche da una costante inquietudine, originata da una ferita nel suo passato.
Quando sbarca su una delle isole, riceve un’accoglienza molto fredda da parte dei pochissimi abitanti, un gruppo di biologi impegnati nello studio della fauna locale. Circondati dalle forze che agiscono incontrastate su un luogo dimenticato dalla civiltà, i ricercatori sembrano quasi essersi adattati a quella vita, assorbendone la violenza e l’asprezza. Finché un giorno Miranda rimane vittima di una brutale aggressione da parte di uno dei ricercatori, che poco dopo verrà ritrovato morto. Apparentemente per un incidente.
Ancora sotto shock, Miranda si convince che l’isola, con la sua forza incontaminata, abbia fatto giustizia, che l’abbia vendicata. Cercherà quindi di pacificarsi con il suo passato e con quello che ha subito. Ma quando il sangue tornerà a scorrere sulle Farallon, nessuno potrà più dirsi al di sopra di ogni sospetto.

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Prima di qualsiasi notizia vorrei dare una ventina di punti già alla stupenda copertina, come sempre ci tengo a sottolineare che l’importante è il contenuto ma in questo caso diamo a Cesare ciò che è di Cesare. Anche qui prima pubblicazione italiana dell’autrice, questo è stato il suo romanzo d’esordio. Promette una struttura diversa dal giallo classico toccando svariati temi ma mantenendo un’atmosfera inquietante tipica del genere.

 

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Lezioni di Volo – Maggie Leffler

Data di Uscita: 26 aprile

Casa Editrice: HarperCollins

Prezzo di Copertina: € 17,50

Nella vita di Mary Browning, vedova e ormai anziana, le uniche occasioni per vedere gente sono gli incontri settimanali del gruppo di scrittura di cui è presidente, anche se lei, in verità, non ha mai scritto nulla. Un giorno si affaccia alla porta della sala in cui si raccoglie quella strana combriccola di vecchietti un po’ annoiati una quindicenne dall’aria esitante: si chiama Elyse, vuole fare la scrittrice, e a Mary ricorda moltissimo Sarah, la sorella che ha dovuto abbandonare alla fine della guerra. Il suo sguardo e un articolo di giornale con la foto di quattro aviatrici degli anni Quaranta bastano a far riaffiorare in Mary i ricordi di un passato che non ha mai smesso di tormentarla, e a poco a poco tra le due nasce un’amicizia fatta di tazze di tè condivise e memorie salvate su un Mac nuovo di zecca. Due racconti paralleli, tra i tumultuosi anni della seconda guerra mondiale e il presente, ci raccontano la storia di due donne: Miriam Lichtenstein, che si è lasciata tutto alle spalle, compresa la propria identità, per diventare pilota della Women Airforce Service Pilots insieme alle altre WASP; ed Elyse, che è in cerca del modo migliore per integrarsi nel mondo e tenere insieme i pezzi della sua vita, restando se stessa. Due voci che ci raccontano come a volte basti un piccolo gesto perché la vita decolli verso nuove, meravigliose mete.

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Anche per questa autrice prima pubblicazione italiana, dopo due anni da quella americana. Anche per lei ci sono stati buoni riscontri in patria, questo titolo appartiene anche alla narrativa storica ed ebraica dato che il tema della seconda guerra mondiale dovrebbe essere uno dei pilastri del testo.

 

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Di Sangue e Di Ghiaccio – Mattia Conti

Data di Uscita: 26 aprile

Casa Editrice: Solferino

Prezzo di Copertina: € 18,00

Quando Ranocchia viene ripescato dall’acqua gelida del fiume, più morto che vivo, ciò che il paese sospettava da tempo diventa certezza: è impazzito. Già non è mai stato molto brillante, con quel suo fare svagato e il fisico gracile, inabile al lavoro nei campi. Da quando poi se n’è andato di casa per calcare le assi del palcoscenico sotto l’egida di quell’altro cialtrone di Baldo Bandini, capocomico e vagabondo… Inevitabile che la sua mente, già debole, cedesse. Ma ciò che nessuno sa è che Ranocchia ha un piano: farsi internare al manicomio di Lecco per cercare Bianca, la “maestrina”, la ragazza che gli ha insegnato a leggere, amare e soffrire, finita là dentro pochi mesi prima. Peccato che Bianca, a quanto pare, non si trovi più lì. E che l’istituto di cura sia un luogo molto più pericoloso di quanto Ranocchia sospettasse. Un’incalzante avventura all’incrocio tra il mondo affascinante dei teatranti e quello cupo dei folli, un linguaggio plastico e vivo al servizio di una storia dalle atmosfere gotiche.

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Ho deciso di inserire questo titolo perché la trama mi ha davvero conquistata, la trovo molto interessante. Questo è il romanzo di esordio di Mattia Conti, un autore giovanissimo.

 

Titolo Bonus!

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Il Soldato di Bangkok – Federico T. De Nardi

Data di Uscita: 3 marzo (già disponibile)

Casa Editrice: Libromania

Prezzo ebook: € 3,99

Un anno prima dei fatti narrati, un gruppo di funzionari russi viene catturato e ucciso tra Siria e Iraq. Adesso siamo a Barcellona e l’agente Josè Delgado è l’unico a sapere dove si trova uno dei terroristi colpevoli dell’assassinio. Il caso è delicato tanto che viene coinvolta una squadra di Bangkok che a sua volta incarica l’agente specializzato Anastasja di occuparsi del caso. 
Il soldato Anastasja è giovane, bella e molto in gamba, infatti non solo riesce a portare a termine la missione, ma anche a recuperare il bottino che i quattro terroristi nascondono.
Il bottino è consistente e Anastasja decide di donare tutto all’orfanotrofio. Quest’ultima vicenda apre le porte sui trascorsi personali della donna, cosa l’avrà spinta a fare il soldato? Perché ha donato tutto il bottino all’orfanotrofio? Il ritmo veloce dell’azione e la delicatezza nascosta in questa figura femminile fuori dagli schemi ci porta dritti alla fine del romanzo, senza sbavature e senza freni.

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Dopo la pubblicazione di “Betty Suicide”, l’autore torna con un testo che promette di essere una garanzia per gli appassionati del genere d’azione e non solo. Corso di padre e veneto di madre, Federico T. De Nardi ha iniziato a scrivere a otto anni, nella soffitta di sua nonna a Pigalle. Appassionato di arti marziali e di armi, ha vissuto un po’ dappertutto, mantenendosi con mille mestieri.

 

Bene gente!

Questo era tutto, qualcosa vi ha catturato? Sono riuscita nel mio intento?

Noi ci leggiamo presto!

Elisa

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Le Cose del Mese – Marzo

Buon lunedì e buon inizio settimana!

Oggi sono qui, dopo settimane di latitanza, per un’altro appuntamento delle “cose del mese” in questo caso di marzo!

Marzo non è stato un gran mese per quanto mi riguarda, è stato infinito, pesante e decisamente poco soddisfacente ma almeno ho visto cose interessanti dal punto di vista delle “visioni” di film ecc quindi almeno un punto positivo lo troviamo anche questa volta.

Non ho avuto tempo di fare nulla a marzo, decisamente non sono riuscita a stare al passo con gli impegni che avevo, con i miei piani, con nulla e questo sbandamento si è ripercosso anche nelle prime settimane del mese di aprile ma questa è un’altra storia.

Direi di non perdere tempo, dato che sono già in ritardo, e iniziare subito!

Film del Mese

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Delle visioni di marzo quella che mi è rimasta più impressa è stata Crimson Peak, diretto da Guillermo del Toro e uscito nelle sale nel 2015.

Già il fatto che sia diretto dal caro Guillermo, vincitore ricordiamo quest’anno del Premio Oscar per la miglior regia, mi ha spinta alla visione senza contare il fatto che in concept e il tono che viene dato agli ambienti mi ha stregata.

Ma parliamo della trama:

In una cupa Inghilterra del diciannovesimo secolo, all’interno di una minacciosa abitazione vittoriana persa nelle campagne rurali del nord: la vita di Edith Cushing (Mia Wasikowska) si svolge qui, impegnata nel suo lavoro da aspirante scrittrice e combattuta tra l’amore per due persone diverse. All’indomani di una tragedia familiare, l’esistenza della ragazza si trasforma in un incubo, i cui oscuri protagonisti si rivelano essere il nuovo, misterioso marito (Tom Hiddelston) e la casa stessa, che la travolge con i suoi più paurosi ricordi.

Dunque, dovrebbe essere di genere horror questo film ma non saprei se definirlo personalmente in questo modo perché se è un horror appartiene all’insieme di quelli soft quindi con poche scene che turbano di fatto lo spettatore.

Lo definirei un horror gotico, perché l’elemento che ho apprezzato di più è l’alone grottesco che per tutta la pellicola è curato nei minimi dettagli, nei costumi, nelle abitazioni, in tutto, insomma adatto agli amanti degli ambienti sui toni del gotico.

C’è un intrigo sotto che è quello su cui si basa l’intero film che non è così difficile da scoprire, forse gli indizi sono stati troppi.

Ah, in questo film i fantasmi hanno un ruolo chiave quindi se non amate il fattore soprannaturale non vi consiglio questa pellicola.

Nei film che ho guardato fin’ora, sopratutto di genere thriller e horror, i fantasmi non sono mai stati resi nel modo giusto, è difficile caratterizzare un fantasma.

Qui, ho visto anche alcuni video in cui si mostrava la realizzazione dei fantasmi che in Crimson Peak sono entità rossicce che si trascinano e mi ricordano tanto un giochino per bambini in cui bisognava soffiare dentro questa specie di pasta plasticosa che dopo poco si apriva in tanti filamenti.

Non so perché ma la mia mente a volte mi riporta similitudini strane.

Comunque è un film che a tratti sembra all’altezza del nome del regista e a tratti sembra un classico horror ben realizzato da godersi fino ala fine.

E’ un film bello da vedere, non ha particolari difetti, la recitazione è ottima, l’ambiente anche, la storia è interessante i punti negativi sono appunto la facilità nel scoprire l’intrigo finale e alcuni dubbi a cui non viene data una risposta ma rimane un film piacevole secondo me, intrattiene e non è altezzoso.

Mi è piaciuto e mi è anche servito per scoprire Tom Hiddelston, amato da tanti/e ma di cui io non avevo quasi mai visto nulla.

Documentario del Mese

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Finalmente torna la sezione dedicata al documentario del mese, evviva.

A marzo è uscito su Netflix questo documentario ovvero Wild, Wild Country diretto da Maclain WayChapman Way.

E’ una docu-serie in sei episodi in cui si analizza la vicenda Osho ovvero tutto quello che è accaduto dalla nascita del “movimento” di cui Osho era a capo al declino.

Osho è stato un importante figura spirituale per molte persone dagli anni 50 agli anni 90 quindi fino alla sua morte avvenuta il 19 gennaio del 1990 appunto.

Non conoscevo l’intera vicenda di Osho e i vari fatti poco chiari accaduti nel corso degli anni all’interno della sua comune, in documentario tratta proprio di questi fatti iniziando da quando Osho in India ebbe la sua illuminazione e cominciò ad attrarre molte persone accanto a sé.

Dopo anni passati in India espandendo sempre più la sua comune con l’aiuto della sua segretaria Ma Anand Sheela, che ha un ruolo chiave in tutta la vicenda Osho, decide di trasferire e ampliare maggiormente la comune in America per la precisione in Oregon accanto ad un piccolo paesino di nome Antelope.

Dopo il suo arrivo inizierà un turbine di malcontento e tensione che scoppieranno in fatti spiacevoli, la gente del posto non era felice della loro presenza e settimana dopo settimana le cose non hanno fatto altro che peggiorare con l’acquisto di armi da parte della comune, tentativi di avvelenamento, intimidazioni, l’acquisto dei locali e delle case della città ecc.

Ad un certo punto non era più un fatto di minore importanza ma un qualcosa di importanza nazionale, l’America voleva cacciarli in ogni modo possibile.

Nonostante siano fatti reali non vi racconto per intero il documentario ma è stata utile questa visione e ve la consiglio perché oltre a scoprire fatti interessanti vi fa riflettere su ciò che si arriva a compiere per difendere “il nostro territorio” e su quale sia il modo migliore per reagire sotto pressione.

Dovrei scriverci un’intero articolo su questo documentario.

All’inizio pensavo che la reazione della gente di Antelope fosse eccessiva, in fin dei conti i seguaci di Osho non stavano facendo nulla di male ma dopo poco ricevendo risposte così amare dal popolo americano hanno reagito nel peggiore dei modi e sono passati dalla parte del torto nella mia visione delle cose.

Non è coerente ripetere che l’amore è l’unica religione per poi reagire con le armi.

Salterò la categoria “serie tv del mese” perché a marzo ho rivisto solamente episodi che ho amato di varie serie ma nulla di valido e nuovo di cui potervi parlare.

Canzoni del Mese

Nobody Can Save Me – Linkin Park

The Sound Of Silence – Disturbed

 Centuries – Fall out Boy

Questo mese non ho scoperto grandissime canzoni a dire il vero, ho riascoltato sempre le stesse anche perché quando mi fisso su qualcosa ci sto per giorni e settimane.

 

Cosmetico del Mese
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Ho scoperto questa piccola palette di illuminanti/blush per caso, conoscevo già il marchio “I love Makeup” che appartiene sempre a “Makeup Revolution” ma questa palette non l’avevo mai vista in giro.
L’ho trovata in vendita vicino ad uno stand Essence ma potete trovarla anche sul sito Pink Panda (ma al momento non sembra essere disponibile), sul sito Notino (ma anche qui al momento non è disponibile) oppure sul sito italiano di Makeup Revolution (dove invece è disponibile).
Ci sono diverse tipologie di cuore-illuminante prodotte da questo marchio, io ho scelto questa che ha appunto colori piuttosto caldi, ma ci sono altri tipi con toni più freddi o con un solo colore all’interno.
Mi piace mischiare assieme il rosa e il rosso per creare un blush molto carino e naturale, non amo i blush alla “heidi” per intenderci quindi con ci calco mai più di tanto con i blush.
Ero curiosa di provare questi illuminanti a cuore che si vedono ovunque e sono piuttosto soddisfatta del lavoro che svolgono, è un’ottima palettina, anche i toni più illuminanti sono carichi e intesi, ottimi.
App del Mese

Questo mese le app sono due, ebbene sì.

La prima a sinistra è Dancing Line, che esiste in moltissime varianti, è il giochino per cellulare del momento diciamo ed è molto simpatico, dovete muovere a ritmo della canzone la vostra linea per seguire la giusta traiettoria.

E’ tutto intrattenimento ovviamente, ma è un passatempo caruccio se avete minuti vuoti e non avete altro da fare, magari vi siete dimenticati il libro che state leggendo a casa e non vi va di socializzare, vi capisco comunque.

La seconda a destra invece è più utile, è Eraser, sono convinta del fatto che per molti quest’app non sia una scoperta ma per me lo è stata. Non fa altro che ritagliare un’immagine come Photoshop per esempio facendola diventare png quindi potete utilizzare per altre immagini ecc.

Non sono un genio in queste cose, ci ho messo anni per imparare la differenza tra png, jpeg, pdf, l’unica cosa che capivo era che alcune erano più comode per fare cose e altre per altre cose.

Quest’app è utilissima se dovete cancellare lo sfondo di un immagine, fare esperimenti e aggiungere cose che prima non c’erano in altre immagini, buon divertimento!

Scoperta del Mese

Nei mesi scorsi questa sezione era dedicata ai videogiochi, a marzo è uscito un videogioco che aspettavo da anni ovvero Far Cry 5, lo so vi ho tartassato con questo gioco ma non ne parleremo oggi perchè salta al prossimo mese con le cose del mese di aprile, vi basti sapere che ovviamente l’ho già comprato, ci sto giocando ora per bene per la seconda volta perché la prima per la curiosità sono saltata subito alle missioni principali e ho ignorato mezzo gioco.

Ne parleremo, ne parleremo.

Un’altra scoperta, che è una scoperta solo per me probabilmente è la lampada di sale, sapete quelle che illuminano la stanza con una specie di luce arancione, quelle realizzate con sale dell’Himalaya? Esatto quelle, ne ho comprata una e dato che ho sempre problemi per la luce notturna o da lettura sono felice di averlo fatto, la sua luce non è fortissima ma dato che l’ho sistemata sul comodino vicino al letto vedo bene quando devo leggere, forse ho risolto un problema mai risolto prima.

Comunque i benefici di questa lampada sono altri, dovrebbe purificare l’aria una volta riscaldata, togliere l’umidità, eliminare le radiazioni date dai cellulari e i televisori, insomma un bel colpaccio.

Citazione del Mese

La cattiveria è degli sciocchi, di quelli che non hanno ancora capito che non vivremo in eterno.

– Alda Merini

Cosa Negativa/Positiva del Mese

Come scritto prima marzo è stato un mese davvero deludente dal punto di vista dei piani e di varie vicende personali.

Sono felice che sia terminato, mi è sembrato di essere incastrata a marzo all’infinito, ma forza e coraggio che dopo marzo, ah no era un altro.

A marzo non sono stata brava quanto a febbraio nell’acquisto di libri, qualcuno mi è scappato diciamo ma pazienza, vorrei dire che qui ad aprile mi sono contenuta ma non è vero perchè ho già comprato tre libri quindi nulla.

Ah, una cosa positiva, sono riuscita a terminare la storia che stavo scrivendo per un concorso, il che lo ritengo un successo.

Obbiettivi per questo Mese

Essere decisamente più presente qui, sui social, sul gruppo, ma prima devo mettere a posto quello che marzo ha rovinato.

Sto già preparando qualche articolo da pubblicare nei prossimi giorni quindi le cose piano, piano si stanno sistemando, il che è un bene.

Vorrei leggere di più perché a marzo ho rallentato parecchio, tra l’altro dovrebbe arrivare una recensione prossimamente, tenetevi pronti/e!

Bene ragazzi!

E voi? Come è stato il vostro marzo? Tutto bene? Fatemi sapere!

A prestissimo,

Elisa

La Campana di Vetro – Sylvia Plath

Buon… mercoledì giusto, oggi è mercoledì!

Già sono distratta di mio con gli orari e i giorni figurarci quando si sente ancora la Pasqua e la Pasquetta nell’aria e anche nei fianchi dopo i pranzi più che sostanziosi.

Voi come avete trascorso questi due giorni di festa? Vi siete divertiti? Vi siate già rattristati perché è tutto finito?

Comunque oggi parliamo di quello che è stato il libro del gdl LiberTiAmo per il mese di marzo, ovvero “La Campana di Vetro” di Sylvia Plath.

Abbiamo molto di cui parlare quindi iniziamo immediatamente!

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La Campana di Vetro – Sylvia Plath

Editore: Mondadori

Pagine: 244

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 12,00

Prezzo ebook: € 6,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1963

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Trama

Brillante studentessa di provincia vincitrice del soggiorno offerto da una rivista di moda, a New York Esther si sente «come un cavallo da corsa in un mondo senza piste». Intorno a lei, l’America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta: una vera e propria campana di vetro che nel proteggerla le toglie a poco a poco l’aria. L’alternativa sarà abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere la mente dalle onde azzurre dell’elettroshock. Fortemente autobiografico, La campana di vetro narra con agghiacciante semplicità le insipienze, le crudeltà incoscienti, gli assurdi tabù che spezzano un’adolescenza presa nell’ingranaggio stritolante della normalità che ignora la poesia.

“Era come se la cosa che volevo uccidere non fosse in quella pelle e nella sottile vena azzurra che sentivo pulsare forte sotto il mio dito, ma altrove, in un luogo più profondo, più segreto, e molto più difficile da raggiungere.”

Recensione

Inizio prima di tutto con il dire che questo è un libro difficile da digerire e di cui è delicato parlare e forse altrettanto difficile.

Come scritto anche nell’annuncio ad inizio marzo per questo titolo, avevo tentato un’approccio con questo diversi anni fa ma senza successo dato che dopo alcuni capitoli avevo deciso di rimandare la lettura ad un momento migliore.

Finalmente l’ho letto e sono felice di averlo fatto in questo momento perchè probabilmente qualche anno fa non lo avrei apprezzato nella sua interezza.

Prima di iniziare con la recensione del romanzo vera e propria voglio spendere due parole nei confronti della visione che si ha in generale di questo romanzo.

Di solito si tende ad essere intimoriti dalla Plath per i temi che tratta, per la sua vita e per la spietatezza con cui certe volte attraverso i suoi occhi la realtà di quegli anni arriva al lettore.

Diciamocelo con sincerità, quando si pensa alla Plath si pensa a fatti drammatici, c’è questa idea sbagliata nell’aria per cui se qualcosa è scritto dalla Plath è certamente drammatico all’ennesima potenza ma dopo aver letto questo romanzo posso dirvi che non è così.

Certo, “La Campana di Vetro” è difficile da sopportare e in alcuni passaggi ho sentito un’accenno di stretta allo stomaco per la modesta atrocità con cui alcuni fatti sono descritti, scrivo “modesta” perché di primo acchito questi fatti non mi hanno turbata ma di fatto dopo aver terminato di leggere il paragrafo, fermandomi a pensare rimanevo come spiazzata e triste di fronte ad alcune situazioni descritte nel libro.

La vicenda è una discesa nell’oblio e nell’ombra per Esther/Syvlia che qui narra prendendo di Esther fatti autobiografici, dall’acerbo inizio in cui sembra che tutto sia già programmato e sicuro quindi incontriamo una giovane donna indirizzata verso un’obiettivo a cui si aggrappa, per poi scivolare piano piano in un futuro incerto e avvertirà il terreno venirle a mancare sotto i piedi fino a trascinarla in mesi e anni di cure mediche a causa della depressione che “come una campana di vetro”: mi premeva intorno come bambagia e io non avevo la forza di muovermi.

Dato che le vicende di Esther sono anche quelle di Sylvia, forse con qualche riserva ma rara, viene spontaneo cercare di ricostruire un’immagine di Sylvia Plath che probabilmente dopo tentativi e tentativi di suicidio (come quelli di Esther) nel febbraio del 1963 si fa schiacciare dalla campana di vetro e si suicida.

Nonostante i temi delicati e strazianti a tratti di questo libro, lo stile della Plath non è mai troppo drammatico o eccessivamente insistente su temi e situazioni drammatiche, direi più che per tutto il romanzo aleggia un velo di malinconia che non viene mai portata all’esagerazione da una scrittura volutamente drammatica anzi, la Plath ha una stile regolare, piacevole, che si ferma ad analizzare temi profondi senza bisogno di paragrafi su paragrafi di parole.

Ci sono diversi simboli affascinanti in questo titolo, come l’utilizzo della specchio in cui Esther/Sylvia non si riconosce, nella perdizione della propria identità, il desiderio della giovane di uccidere se stessa tramite un flacone di pasticche per morire e rinascere diversamente.

Uno dei temi su cui si fondano i dubbi di Esther e il suo voler rinnegare questo genere di società sono i classici doveri imposti appunto dalla società americana e non solo degli anni 50/60 in cui una donna (se era una brava donna) avrebbe dovuto sposarsi con un buon partito, avere figli amati da accudire e crescere con impegno e costanza e non avere particolari aspirazioni come quella della carriera.

Esther/Sylvia si sente schiacciata da questa mentalità che soffoca e riduce la figura femminile a ruoli predestinati quasi obbligatori, l’altro lato della medaglia è lo sguardo e il giudizio truce della gente che si limita a puntare il dito fingendo di spargere insegnamenti giusti e adatti ad una ragazza dell’età di Esther senza mettere in discussione il fattore libertà.

Oltre però al sentirsi schiacciata da questi ruoli obsoleti e decisi a tavolino Esther/Sylvia si sente persa perché davanti a lei si aprono troppe porte, troppi desideri, troppe scelte e ognuna potrebbe rappresentare la felicità ma non si possono percorrere tutte.

Questa opera di Zen Pencils rappresenta alla perfezione questa indecisione.

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Fonte: http://highexistence.com/sylvia-plaths-illustrated-advice-on-battle-we-all-face-between-aspiration-and-accomplishment/

Insomma, mentre Esther guarda con un briciolo di invidia il successo e la sicurezza altrui si ritrova giorno dopo giorno ad interrogarsi sui suoi obbiettivi finendo in un manicomio dopo vari tentati suicidi.

La scala da cui precipita la protagonista e le vicende che si susseguono e spingono Esther giù da questa scala servono a farsi un’idea precisa del come e del perché la ragazza è arrivata a questo punto.

La realtà della vita è descritta con estrema chiarezza, sotto questo aspetto nulla è romanzato.

Vorrei spendere anche due parole sull’elettroshock, che in quegli anni veniva utilizzato nella convinzione che fosse un oggetto realmente utile alla cura di pazienti che soffrivano di vari disturbi mentali, ancora oggi in casi molto rari si utilizza ma è diverso da quello adoperato negli anni in cui è ambientato il romanzo.

L’elettroshock subìto da Sylvia (e non solo)  appare, e lo era effettivamente, al lettore come una tortura atroce, uno dei passi che io ho trovato più drammatici dell’intero romanzo, un’attrezzo che oltre a danneggiare il cervello portava i pazienti a peggiorare sul piano clinico.

Insomma, capisco chi ha difficoltà a leggere questo romanzo, sia per l’atmosfera che si respira che per i temi trattati e la discesa della protagonista verso un qualcosa che non ha volto come la depressione ma che ti toglie quasi tutto di te e sopratutto che non puoi dire mai di aver tolto dalla tua vita, una volta incontrato questo alone persiste e si guarisce ma il ricordo e un briciolo di questo rimane in agguato.

Questo libro mi ha sorpresa, sotto ogni aspetto, la grazia e l’acume della Plath assieme sono il prodotto di una mente attenta ai dettagli e straripante di immagini ricordi, lo stile di questa è piacevole è vero, ma il libro è difficile da digerire.

“Poi capii qual’era il problema. Mi mancavano le esperienze. Come facevo a scrivere della vita se non avevo mai avuto una storia d’amore, nè un figlio, nè avevo mai visto morire qualcuno?”

Voto:

Progetto senza titolo

E’ stato un libro che mi ha scavato dentro, alcuni passaggi rimangono indimenticabili per me e approfondirò certamente Sylvia Plath come scrittrice e come poetessa.

E voi? Avete letto La Campana di Vetro? Fatemi sapere!

A prestissimo!

Elisa

LiberTiAmo di Aprile

Buona Pasqua cari/e!

Come ogni mese arriva il primo e come ogni primo arriva un nuovo titolo in lettura sul gruppo di lettura LiberTiAmo.

Ad aprile ha vinto un titolo che ha ricevuto parecchi consensi, un titolo che personalmente sono felice di leggere.

Questo titolo sarà in lettura per tutto il mese di aprile quindi da oggi al 30/04 compreso.

Vi ricordo inoltre che la lettura di marzo è terminata, era “La Campana di Vetro” di Sylvia Plath di cui uscirà la recensione nei prossimi giorni sia qui sul mio blog che sul blog di Tiziana.

Comunque, non perdiamoci in discorsi vari e andiamo a scoprire il titolo di aprile!

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La Passione di Artemisia – Susan Vreeland

Editore: Beat

Link all’Acquisto: QUI *

 

“La passione di Artemisia” narra dell’incessante lotta della prima grande pittrice celebrata e riconosciuta nella storia dell’arte: Artemisia Gentileschi, la donna che, in un mondo ostile alle donne, riuscì a imporre la sua arte e a difendere strenuamente la sua visione dell’amore e dell’esistenza. Violentata dal suo maestro, Artemisia subì, nel corso della sua vita, non soltanto l’onta di un processo pubblico nella Roma papalina, e l’umiliazione di un matrimonio riparatore con Pietro Stiattesi, artista mediocre, ma anche un duro, terribile confronto con il suo avversario più temibile: il grande pittore Orazio Gentileschi, suo padre.

 

La Passione di Artemisia è stato pubblicato per la prima nel novembre del 2001.

Questo titolo non è una biografia, appartiene anzi alla narrativa storica, è quindi un romanzo che racconta la vita di Artemisia come donna e pittrice in stile romanzato, in un’epoca sfavorevole per la donna.

Susan Vreeland è deceduta lo scorso agosto, nel corso della sua vita ha pubblicato diverse opere fra le quali “La Ragazza in Blu”“L’amante del Bosco” e “La Lista di Lisette”.

Siete entusiasti per questa lettura? Leggere questo titolo assieme a noi? Fatecelo sapere!

Noi comunque ci leggiamo presto!

Elisa

 

*Sono affiliata Amazon, questo significa che cliccando sui/sul link all’acquisto dei libri che vengono citati, avrete accesso alle schede del titolo che vi interessa. Da questo click io non ricevo nulla. Solo con l’acquisto/ ordine del libro io ricevo una piccolissima percentuale, che sfrutto appositamente per acquistare libri da, recensire e di cui pararvi qui sul blog. Si tratta di un modo utile per aiutarmi a supportare il blog, ovviamente conciliando magari l’acquisto di un titolo che desiderate con la piccola percentuale che riceverei da questo. Siete, ovviamente liberissimi di farlo o non farlo.