PoetryTime

Questa sera la luna dentro il mare
cadrà come una perla pesantissima.
E giocherà sopra di me la folle,
la folle luna.

Si frangerà l’onda color rubino
sui miei piedi spargendo mille stelle.
Le mie mani saranno diventate
due colombelle:

e saliranno – due uccelli d’argento –
a riempirsi di luna – come coppe
e di luna le spalle e i capelli
m’irroreranno.

Il mare è un oro fuso. Metterò
in una barca il mio sogno affinché
veleggi. Chiara, diamantina ghiaia
calpesterò.

Quando la luce l’attraverserà
sarà perla pesante il mio cuore.
E riderò. E piangerò… Ma guarda, ecco,
ecco la luna!

Kostas Kariotakis

 

Breve info care genti!

Ne approfitto per dirvi che ovviamente questo dicembre come ogni dicembre da qui a due anni ormai ci sarà la maratona natalizia! Ovvero ogni giorno fino al 24 ci sarà un nuovo articolo, mi piace particolarmente questa iniziativa e spero possa fare piacere anche a voi, è diventata quasi una tradizione insomma!

Ci leggiamo dal primo di dicembre in poi!

Elisa

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CitaTime

All’improvviso mi sale il dubbio di stare perdendo la memoria delle cose più essenziali. Il dubbio che tutti i miei ricordi più preziosi, accumulati in qualche zona buia del mio corpo, in una specie di limbo della memoria, si stiano trasformando in una massa fangosa. Però, comunque siano ridotti, sono l’unica cosa che possiedo. Così continuo a scrivere tenendoli stretti, questi ricordi imperfetti che si fanno sempre più sbiaditi ogni istante che passa, con l’impressione di succhiare un osso spolpato. 

Haruki Murakami

Cose del Mese – Ottobre!

Buon martedì gente!

Finalmente ci rileggiamo, vi voglio dire subito che ho preparato vari articoli che usciranno nei prossimi giorni dato che sono sparita nelle ultime settimane, credo che in tutto l’anno 2018 questo mese di novembre sia stato in assoluto quello più lungo e faticoso.

Anche se oggi non siamo qui per parlare di novembre ma bensì dello scorso mese oramai, ottobre, sono in ritardo lo so, ormai novembre è finito e il treno è quasi partito ma ahimè riesco a scrivere questo articolo solo adesso.

Pensavo che ottobre sarebbe stato un gran mese pieno di cose interessanti e novità pazzesche ma in realtà mi ha lasciata un po’ insoddisfatta, non ho grandi cose da dirvi nel senso che non è stato un mese scoppiettante come settembre per esempio.

Detto ciò iniziamo a parlare un po’ delle cose che hanno costellato il mio ottobre, ovviamente sono sempre curiosa di sapere le vostre “cose” del mese!

 

Documentario del Mese

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Forse vi ho già parlato di The Confession Tapes ma non ricordo esattamente, forse l’ho solo citato, mmm..

Comunque questo è un documentario crime che è tutto incentrato sulle confessioni nel senso che si narra la vicenda crime e alla fine tutto culmina con la confessione, a volte non della persona sulla quale l’attenzione si era focalizzata.

La serie inizia con due puntate incentrate sulla stessa vicenda, si parla di come le indagini sono state sviluppate, si mostrano i filmati reali delle confessioni ecc.

Non è molto diversa da altre serie crime comunque perché non ha cose particolari rispetto a docu-serie crime di cui abbiamo anche parlato in passato, sì per la prima volta al pubblico si mostrano le confessioni private fatte da assassini o ritenuti tali ma a parte questo è sviluppato nello stesso modo di un qualsiasi altro documentario crime.

Insomma se avete già visto altri documentari di questo tipo non noterete grandi differenze, i casi di cui si parla però sono sempre molto interessanti.

Serie tv del Mese

Ho voluto onorare la “creepyosità” di ottobre con due serie sul genere diciamo, la prima è Haunted e la seconda è Hill House sulla prima so dirvi di più dato che ho visto più episodi mentre sulla seconda riesco a parlarne un po’ di meno perché ho visto ad oggi solo la prima puntata.

Prima di tutto, vogliamo parlare della meravigliosa locandina di Hill House, con questa casa che mima il resto del viso dell’attrice? Almeno a me sembra che mimi gli occhi con le finestre… E’ meravigliosa.

Comunque dato che iniziato parlando di Hill House andiamo avanti per questa direzione, allora questa serie originale Netflix è tratta dal romanzo di Shirley Jackson ovvero “L’Incubo di Hill House” del ’59.

Romanzo che tra l’altro è fra le proposte del gdl per il mese di dicembre.

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Allora so che Hill House ha riscosso un grande successo dopo l’uscita sulla piattaforma di streaming, io ho visto la prima puntata e basta un po’ perché non ho avuto molto tempo di mettermi lì con calma dopo l’uscita e farmi un po’ di binge watching, un po’ perché volevo proporlo appunto fra i libri del sondaggio quindi ho detto “se vince è meglio se aspetto di leggere il libro”, insomma tra una cosa e l’altra ho rimandato.

La prima puntata l’ho trovata un po’ lenta ma essendo una serie tv è normale a volte, la qualità con cui è realizzata mi ha lasciata senza parole, la recitazione, la sceneggiatura, l’ambiente, i vari tocchi paranormali sono realizzati in maniera sublime.

Voglio parlarvi meglio di questa serie, cosa che farò sicuramente dopo averla ripresa per bene!

Passiamo ora all’altra serie che è una specie di ibrido tra serie tv e quello che viene descritto come un talk show su Netflix.

Allora non vedevo l’ora di parlarvi di questa serie ma non per la sua bellezza bensì per un problema che io (e non solo) ho avuto con questa.

La serie è incentrata su quelle che sono persone normali, non attori (da quello che viene detto), queste persone hanno vissuto tutte esperienze orrende alcune legate al mondo del paranormale e altre legate invece a situazioni sempre traumatizzanti ma non legate alla sfera di prima.

La puntata si svolge in questo modo, la persona che narra si siede al centro di una sala con altre persone che sono famigliari o amici di questa e la/o ascoltano parlare.

Nel frattempo che questa narra lo spettatore può vedere una ricostruzione realizzata da attori, davvero ben fatta tra l’altro, della vicenda.

Sono tutte storie terribili, alcune più legate all’occulto altre alla vita normale che viene sconvolta da qualcosa o qualcuno rovinandola alla persona che narra, storie agghiaccianti insomma, la qualità della serie dal punto di vista grafico è indiscutibile.

C’è un problema però, all’inizio di ogni puntata viene specificato che le storie narrate sono reali, sono tutte true stories insomma ma secondo me non è vero, e non solo secondo me dato che facendo delle ricerche per questo articolo ho notato molti articoli mettere in discussione questo, ovvero l’autenticità di questo “le storie narrate sono reali”.

Molti fan infatti accusano la serie e le personalità dietro questa di mentire, i fatti non possono essere veri.

E io qui do ragione alle persone che accusano la non veridicità delle vicende, per il primo episodio nonostante si parlasse di paranormale ho scelto di non essere così critica, che voi crediate o no a questo universo io come spettatrice non possono dire che una vicenda di questo tipo è vera o falsa perché non ho le prove o comunque è una esperienza che non coinvolge il mondo reale in un certo senso.

Ma la situazione è diventata più chiara alla seconda puntata, non si parla di paranormale qui, se ne parla poco almeno, ma le narratrici sono due sorelle figlie di due genitori descritti come mostri, assassini, violenti, pazzi, tutto ciò che potreste mai immaginare di terribile su questo mondo e non sto esagerando perché vengono descritti così.

Le donne all’epoca dei fatti erano bambine che poi crescendo comunque non hanno mai detto nulla a nessuno, nonostante il padre uccidesse dei viandanti, praticasse riti demoniaci, le picchiasse, buttasse i cadaveri nel bosco rendendo grazie a divinità occulte ecc ecc.

Ma non solo una volta avuto un figlio una delle due sorelle mandava questo ogni tot dai nonni.

Queste bambine non andavano nemmeno a scuola o comunque questa non viene mai nominata, vivevano sopra un cimitero indiano (beh mi sembra ovvio) e in più nonostante una delle due ad un certo punto fosse andata via di casa aveva per qualche motivo lasciato a due mostri l’amata sorella, complimenti per la protezione!

Nonostante le decine di assassinii, le botte e tutto mai nessun poliziotto o nulla, mai una persona che in qualche modo potesse fare qualcosa.

Insomma non è probabile questa storia, se anche mi sforzo di crederci il mio senso di credibilità mi fa il dito medio e se ne va alle Bahamas.

 

Per i film non ho nulla si caruccio per questo mese, passiamo avanti!

Canzoni del Mese

Un sacco, questo mese avrò trascurato i film ma ho ascoltato parecchia musica!

Sorry – Halsey

Without You – Halsey

Echos – Leave Your Lover

Johnny Cash – Delia’s Gone

Johnny Cash –  Forty Shades of Green

The Eagles – How Long

Eagle-Eye Cherry – Save Tonight

 

Cosmetico del Mese

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Il cosmetico-scoperta del mese per me è stato questo illuminante jelly di Makeup Revolution, simile per il concept a quello di Fàrsali ma decisamente più economico.

Io lo possiedo nella colorazione oro-rosata e la consistenza è davvero super jelly, prelevandolo con il pennello risulta poi sul viso umidiccio stendendolo ma una volta sistemato rimane lì anche per tutto il giorno, cosa meravigliosa non separa il fondotinta cosa che succede a volte con vari illuminanti anche se questo non è liquido, il fondotinta che si separa è un fenomeno legato di più agli illuminanti liquidi.

€6,99 di pura meraviglia e splendore.

App del Mese

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Questa app è piuttosto famosa ma io l’ho scoperta solo il mese scorso, meglio tardi che mai no?

Storyart è un’app molto caruccia e utile per fare stories su instagram, l’ho usata poco ma questo è un problema mio perché mi dimentico sempre che l’ho scaricata e che posso fare delle stories più belle.

Ha delle schermate fatte apposta per rendere più carine le stories, certe sono a pagamento, quelle gratuite non sono tantissime ma quelle che fornisce sono comunque utili se volete rendere più presentabili le stories.

 

Scoperta del Mese

Mi sono data al Tè come mai prima d’ora ad ottobre, ho scoperto questo sito qui che vende vari infusi deliziosi, se vi piace il tè anche particolare ci farei un salto, io ho preso due gusti un po’ particolari che mi ricordavano il periodo.

Ho poi scoperto gusti meravigliosi dei tè Whittington come il Winter Tea che ha un profumo di Natale e dopo pranzo natalizio al caldo con lo sbadiglio post abbuffata ma sempre e comunque di classe, con cannella e spezie, ne sto bevendo uno anche ora tra l’altro.

Non so dove potete trovare i tè di questo marchio, sono che si trovano nei bar credo, io ho la fortuna di avere amici che me li regalano perché sono nel settore ma se non avete questa fortuna so che si sul loro sito ufficiale ci sono i punti vendita.

 

Citazione del Mese

La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, simili a minuscoli fiori. Non è fatta solo di grandi cose, come lo studio, l’amore, i matrimoni, i funerali. Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l’anima respira e grazie alla quale vive.

Seneca

Cosa Positiva/Negativa del Mese

Come vi dicevo mi aspettavo tanto da ottobre, che non è iniziato male ma nel corso del mese non mi sono accorta che il tempo scorreva così velocemente e alla fine ripensandoci ho detto “ehhh, non è stato un granchè”.

Non ho fatto e rimandato diverse cose a ottobre, certi impegni che mi ero presa non li ho mantenuti poi è arrivato ora novembre che mi ha sommersa dalle cose da fare.

Qui stiamo arrivando a dicembre e io non me ne sto accorgendo.

Obbiettivi per novembre che è quasi finito ormai

Mancano 10 dieci giorni alla fine di questo mese finalmente, non pensate che sia stato una tragedia ma è stato uno di quei periodi in cui ogni cosa si rompe o vengono fuori problemi che prima non c’erano e non immaginavi potessero uscire, insomma le cose che dovevo fare sono raddoppiate per tutti i problemi da risolvere.

 

Bene!

E voi? Come è stato il vostro ottobre? Vi è piaciuto? Come è stato? E’ stato un mese importante? Fatemi sapere!

Noi ci leggiamo prestissimo!

Elisa

 

#sonoindipendente – Verso Un Forse – Stefano di Ubaldo

Buongiorno gente!

Oggi finalmente sono qui con una nuova recensione, che come avrete letto nel titolo appartiene alla sezione #sonoindipendente, perché il libro di cui parleremo oggi è edito da una casa editrice indipendente e scritto da un autore emergente.

Sono felice di portare un nuovo appuntamento di questa rubrica in cui parliamo di testi editi da case editrici rigorosamente indipendenti.

Prima di iniziare con la vera e propria recensione però ci tengo a ringraziare l’autore che mi ha contattata personalmente (ed è stato davvero gentile e disponibile) per chiedermi se mi avrebbe fatto piacere leggere il suo libro, per poi inviarmelo.

Quindi grazie ancora!

Detto ciò, iniziamo subito!

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Verso un Forse – Stefano di Ubaldo

Casa Editrice: Antipodes

Tipologia: Raccolta di Poesie

Pagine: 77

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 7,00

Anno di Pubblicazione: 2018

Link all’Acquisto: QUI

Trama

“Verso un forse” raccoglie componimenti che cercano uno spazio tra posti già occupati e libertà incerte, secondo un percorso di riflessioni in tre parti. Ciascuna sezione è introdotta da un elenco di “posti riservati” e sviluppa un tema di ricerca: la fragile solitudine, la fatica del cambiamento, il riscatto della consapevolezza. Con giochi di parole, persone e personaggi e alcuni riferimenti, più o meno espliciti, a opere cinematografiche e letterarie, la strada intrapresa da queste poesie si articola attraverso un intreccio di incontri, motore e senso della complessa e unica molteplicità che realizziamo e portiamo dentro. Un piccolo (o grande) viaggio tra possibili categorie per sentirsi al proprio posto e altrettanti gradi di libertà per sfumare l’impellenza di una collocazione.

Non trova risposta chi parla a se stesso
e ottuse domande acuiscon l’eccesso;
rinnova il rancore per tanto silenzio
e porta tristezza spalanca l’assenzio.

Senza più l’Altro rimane lo specchio,
con meno ritorni si viaggia parecchio;
non sono i pensieri che oscurano il volto,
ma il loro vagare perenne e irrisolto. […]

Recensione

Vorrei spendere due paroline per parlarvi della casa editrice in questione la Antipodes, che è una CE palermitana, completamente indipendente, che propone diversi testi, dalla poesia (come il libro in questione), alla narrativa, alla saggistica, ai testi dedicati al teatro, organizza anche concorsi di scrittura.

Ora parliamo del libro in questione, “Verso un Forse” è una raccolta di poesie che raccoglie componimenti che parlano di molteplici temi.

Leggendo fin dall’inizio questo titolo mi sono resa conto che ogni poesia aveva bisogno di un suo spazio, di un suo minuto (o più) per essere interpretata, compresa e digerita per bene.

Come vi dicevo le poesie spaziano fra diversi argomenti, riferimenti, immagini e personaggi.

All’inizio del libro c’è un breve componimento che avverte circa il fatto che “chiunque non capisca una poesia, capisce di più di chi la scrive quanto sia fragile da leggere quello che fragile non è”,  e non potrei essere più d’accordo perché alcune poesie dopo averle lette mi hanno dato l’impressione di avere un messaggio sussurrato e delicato come una bolla di sapone, che dopo averlo compreso arriva chiaro e diretto.

Mi è piaciuto il fatto che il ritmo delle poesie cambi di tanto in tanto, alcune sembrano quasi musicali nel senso che risuonano dall’inizio alla fine coinvolgendo il lettore in un ritmo regolare e ben calibrato.

Come ho già scritto in passato, parlando di poesia, credo che questa (oltre che alla forma di per sé ovviamente) si differenzi così tanto dalla letteratura e dalla narrativa, parlando del messaggio che si estrapola successivamente alla lettura, perché questo è più personale ed è diverso per ognuno di noi.

L’interpretazione del messaggio che vuole trasmettere una poesia può essere soggettivo, non lo è lo stile, il ritmo, il livello grammatico del componimento, ma lo sono le sensazioni e il primo messaggio che ci arriva dopo la lettura, questo aspetto appunto secondo me è soggettivo.

Per questo preferisco concentrarmi sul lato oggettivo.

I temi trattati sono diversificati, l’autore passa dalla violenza e dalla “natura” di questa, al cambiamento, al guardare il mondo e interpretarne (o provare a farlo) le sfumature, ho notato anche se diverse volte si affronta l’argomento delle generazioni e dell’apparente distanza fra queste, del trovare il proprio posto e molti altri temi che vengono proposti in modo a volte più diretto e a volte più sottile e labile.

Un’altro aspetto che ho apprezzato è l’identità di questa raccolta, ha una personalità precisa, mi è capitato a volte leggendo una raccolta di poesie di un unico autore di avere l’impressione di leggere più autori come se fosse scritta a più mani, come se ci fossero tre o quattro autori, qui invece la voce dell’autore è sempre una che si dipana e di adatta a ritmi e temi diversi ma rimanendo personale e riconoscibile.

Ci sono riferimenti a opere moderne anche, film, autori che danno quel leggero tono pop dei tempi moderni ma è un tono leggero che è solo un riferimento.

Arriverà un giorno della Storia
che distinguerà due generazioni.
E allora sarà un mattino
e una lunga notte
per far passare la sbornia,
prima di coricarsi
fianco a fianco
a consimili distanti
generazioni,
a raccontarsi
i fatti del giorno
che gli ultimi
non hanno vissuto.
Si restringerà
lo spettro del condivisibile
e vedremo più chiaro
in fondo agli attimi
dove l’illusione rende eterni.
Saremo unici,
ma non più cronici.
Nessuna velleità di ricordo
a spasso nel tempo.

Ci sono inoltre tre parti all’interno del libro appunto che appartengono alla stessa “saga”, quella dei “posti riservati”:

[…]Posto riservato
a “persona d’altri tempi”:
per chi elogia il passato,
disdegna il presente e condanna il futuro.
Posto riservato
a “persona spilorcia”:
ogni posto è a pagamento,
eccetto questo.
Posto riservato
a “persona interessante”:
il posto di fronte è riservato
a “persona che detesta annoiarsi”.[…]

L’ho trovata un’idea molto originale ed interessante, ben studiata.

Durante la lettura quando mi imbattevo in queste parti me le godevo a pieno perché sono davvero piacevoli e singolari.

E’ un ottima raccolta secondo me, gli argomenti si intrecciano dando spazio ad ognuno in egual misura senza esagerare, lo stile è sempre preciso, pulito e mai sporco o poco comprensibile, il ritmo di adatta al tema e al piglio della poesia.

Non si sfora mai nel parlare del troppo di un tema o nel virare verso un’idea precisa, l’autore affronta il tema con giusto distacco e coinvolgimento, c’è una misura calibrata che regala ai componimenti un tono che li accomuna anche se tutti sembrano allo stesso tempo diversi e originali.

Voto:

Progetto senza titolo (63)

Sono molto indecisa sul mio “voto” finale, perché questa raccolta mi ha coinvolta molto, quindi darei anche mezza stellina in più ma quattro stelle credo siano perfette, da quelle in poi di certo.

Non ho veri e propri appunti da fare a questo libro, mi accorgo che un libro mi è piaciuto anche per questo.

Tra l’altro per quanto riguarda la poesia un altro segno di grande apprezzamento per me è tornare nei giorni seguenti alla lettura a rileggere alcuni componimenti, con questo libro mi è successo quindi non ho proprio appunti.

Bene, ragazzi!

E voi? Conoscete questa casa editrice? Vi appassiona la poesia? Fatemi sapere!

A prestissimo!

Elisa

 

 

LiberTiAmo di Novembre

Buon primo novembre e buon Ognissanti!

Come state? Siete motivati/e per questo novembre?

Oggi come ogni mese parliamo del libro che sarà in lettura, in questo caso a novembre, per tutto il mese sul gruppo di lettura, LiberTiAmo.

La vittoria di questo mese è stata abbastanza evidente, il titolo che vi mostrerò tra poco, e che già conoscerete se siete iscritti al gruppo su Goodreads, infatti ha vinto quasi a mani basse, è il campione del sondaggio.

Il libro sarà in lettura per tutto il mese di novembre, quindi da oggi al 30, se deciderete di unirvi a noi nelle lettura ricordate che in ogni momento potete tranquillamente chiedere una proroga e i tempi di lettura si dilateranno.

Andiamo a vedere il libro di novembre!

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Norvegian Wood, Tokyo Blues – Haruki Murakami

Casa Editrice: Einaudi

Link all’Acquisto: QUI *

Uno dei più clamorosi successi letterari giapponesi di tutti i tempi è anche il libro più intimo, introspettivo di Murakami, che qui si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, per esplorare il mondo in ombra dei sentimenti e della solitudine. Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull’adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli “altri” per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi. Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un’istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui.

Norvegian Wood è stato pubblicato per la prima volta nel 1987.

In Italia è edito da Einaudi.

Norvegian Wood è espressamente basato sul racconto >Hotaru (La lucciola) di cinque anni prima. In Italia è stato pubblicato anche col titolo Tokyo Blues.

Murakami definisce Noruwei no mori un romanzo d’amore «molto personale» e lo dedica ai suoi amici «che sono morti e a quelli che restano».

Bene!

Vi ricordo che potete unirvi alla lettura come desiderate, iscrivendovi al gruppo su Goodreads, oppure potete farci sapere che leggete il libro assieme a noi usando l’hastag #gdllibertiamo, oppure potete semplicemente partecipare scegliendo di leggere il libro del mese.

Vi unirete a noi nella lettura?

A presto!

Elisa

 

Sono affiliata Amazon, questo significa che cliccando sui/sul link all’acquisto dei libri che vengono citati, avrete accesso alle schede del titolo che vi interessa. Da questo click io non ricevo nulla. Solo con l’acquisto/ ordine del libro io ricevo una piccolissima percentuale, che sfrutto appositamente per acquistare libri da, recensire e di cui pararvi qui sul blog. Si tratta di un modo utile per aiutarmi a supportare il blog, ovviamente conciliando magari l’acquisto di un titolo che desiderate con la piccola percentuale che riceverei da questo. Siete, ovviamente liberissimi di farlo o non farlo.