CitaTime

La neve è una poesia. Una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri. Questa poesia arriva dalle labbra del cielo, dalla mano di Dio. Ha un nome. Un nome di un candore smagliante. Neve.

Scrivere è avanzare parola dopo parola su un filo di bellezza, il filo di una poesia, di un’opera, di una storia adagiata su carta di seta. Scrivere è avanzare passo dopo passo, pagina dopo pagina, sul cammino del libro.

Maxence Fermine

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5 Libri da Leggere Quando non Si ha Voglia di Leggere

Buon lunedì e buon inizio settimana!

Oggi una nuova lista, non vi preoccupate tra poco mi metto calma con queste liste, questa non ha nulla a che fare con il Natale, anzi è una lista di libri che io personalmente consiglio se state attraversando un periodo in cui non avete voglia di leggere o un periodo particolarmente impegnativo e sentite di non riuscire a seguire come vorreste un titolo particolarmente intricato o lungo.

Beh, questi sono 5 libri che secondo me potrebbero essere giusti per un periodo del genere, si sa anche ora con le feste e i doveri vari potremmo avere poco tempo per la lettura, non sono proprio libri a tema con il periodo ma sono adatti a momenti del genere.

Iniziamo!

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Un Polpo alla Gola – Zerocalcare

Pagine: 192

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Dopo lo straordinario successo de La profezia dell’armadillo, Zerocalcare torna con un romanzo grafico lungo e tutto nuovo. Tre capitoli. Tre stagioni della vita del giovane Calcare; le amicizie, le rivalità, i piccoli misteri dell’impresa che è crescere, raccontati nell’impareggiabile stile di Zerocalcare, in un crescendo sincopato di risate e singhiozzi. Un romanzo grafico scanzonato, ma profondo, ironico e amaro come solo la vita guardata da vicino sa essere.

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Secondo me “un polpo alla gola” è perfetto per un periodo così, perchè è piuttosto breve ma è piacevole ma sopratutto si legge tutto d’un fiato, se non avete mai letto Zerocalcare e siete proprio in un momento del genere potrebbe essere la buona volta per iniziare!

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Incubi e Deliri – Stephen King

Pagine: 854

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Un dito che emerge da uno scarico del lavandino, giocattoli che si trasformano in micidiali strumenti di morte, mosche che si annidano in un vecchio paio di scarpe da tennis, il deserto del Nevada che inghiotte una Cadillac… La leggenda di Castle Rock ritorna per ammaliare l’attonito lettore. La fertilissima immaginazione di Stephen King e la potenza della sua vena narrativa non sono mai state così efficaci, e terrificanti, come in questa sorprendente antologia.

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Allora, ci sono varie raccolte di King, come “quattro dopo mezzanotte” o “notte buia, niente stelle” ma ho deciso di proporvi questa perché trovo riesca a trasportare di più il lettore, “quattro dopo mezzanotte” non l’ho letta interamente ma non mi ha catturata pienamente, stesso discorso per “notte buia, niente stelle” a parte il primo racconto da cui è nato anche un film di cui abbiamo parlato tempo fa. Penso anche che i racconti siano molto, molto utili per situazioni di non voglia nei confronti della lettura o scarso tempo a disposizione, stesso discorso per i libri brevi, questo non è breve ma sono comunque racconti che durante la lettura ti rapiscono e le pagine volano.

 

Cedi La Strada Agli Alberi – Franco Arminio

Pagine: 149

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Franco Arminio ha raccolto qui una parte della sua sterminata produzione in versi. Ma questa non è un’antologia, è un’opera antica e nuova, raffinata e popolare, un calibrato intreccio di passioni intime e passioni civili. La prima sezione è un omaggio al paesaggio e ai paesi che Arminio racconta da anni nei suoi libri in prosa. La seconda ci presenta una serie di poesie amorose in cui spicca il suo acuto senso del corpo femminile. Dopo i testi intensi dedicati agli affetti familiari, le conclusioni sono affidate a una serie di riflessioni sulla poesia al tempo della Rete. I versi di Arminio sono lavorati a oltranza, con puntiglio e cura, con l’obiettivo di arrivare a una poesia semplice, diretta, senza aloni e commerci col mistero. La sua scrittura è una serena obiezione alle astrazioni e al gioco linguistico, una forma di attenzione a quello che c’è fuori, a partire dal corpo dell’autore, osservato come se fosse un corpo estraneo. L’azione cruciale è quella del guardare: “Io sono la parte invisibile / del mio sguardo”.

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Qui volevo consigliarvi un libro di poesie però me ne sono venuti in mente due e quindi li ho inseriti entrambi, vi avevo già accennato qualcosa su questo testo, quando posso invogliare a leggere poesia lo faccio sempre con estremo piacere. Questa è una raccolta perfetta per un lettore con poco tempo a disposizione perché sono poesie non intricate, veloci, e alcune mi hanno lasciato effettivamente qualcosa.

 

Amore a Prima Vista – Wislawa Szymborska

Pagine: 122

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Si parla molto di amore nelle poesie di Wisława Szymborska: ma se ne parla con una così impavida sicurezza di tocco e tonalità così sorprendenti che anche un tema sin troppo frequentato ci appare miracolosamente nuovo. «Sentite come ridono – è un insulto» scrive di due amanti felici. «È difficile immaginare dove si finirebbe / se il loro esempio fosse imitabile» – e ad ogni modo «Il tatto e la ragione impongono di tacerne / come d’uno scandalo nelle alte sfere della Vita». Anche parlando d’amore la voce della Szymborska sa dunque essere irresistibilmente ironica: non a caso Adam Zagajewski diceva di lei che «sembrava appena uscita da uno dei salotti parigini del Settecento». Ma sa anche essere, dietro lo schermo della colloquiale naturalezza e dell’ingannevole semplicità, grave e trafiggente, come quando affida a un panorama divenuto ormai intollerabile il compito di proclamare l’assenza («Non mi fa soffrire / che gli isolotti di ontani sull’acqua / abbiano di nuovo con che stormire») o all’amore a prima vista quello, ancor più temerario, di smascherare il caso-destino che ci governa: «Vorrei chiedere loro / se non ricordano – / una volta un faccia a faccia / in qualche porta girevole? / uno “scusi” nella ressa? / un “ha sbagliato numero” nella cornetta? / – ma conosco la risposta. / No, non ricordano».

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Altro libro di questo genere, se vi volete anche avvicinare alla poesia vi consiglio caldamente questo testo, inoltre se si parla di una situazione come quella del titolo dell’articolo vi potrei consigliare anche l’haiku, la poesia giapponese, questo testo in particolare.

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Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

Pagine: 177

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Montag fa il pompiere in un mondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole fa legge. Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall’incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.

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Io non posso smettere di consigliare questo libro, un classico moderno, tra l’altro in questo periodo sto giocando a Detroit Become Human e mi ha riportata alla memoria Fahreinheit 451, anche se l’argomento è diverso certo e non c’entrano i libri bruciati. Comunque questo è un libro incredibilmente scorrevole che affronta un tema affascinante in uno scenario distopico, ve ne consiglio la lettura in ogni caso.

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Racconti – F. Dostoevskij

Pagine: 352

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I primi quattro racconti di questa raccolta furono scritti negli anni immediatamente precedenti l’arresto e la condanna ai lavori forzati; tra il 1846 e il 1848. Ne sono protagonisti umili impiegati schiavi delle proprie frenesie o piegati dall’arroganza del sistema, giovani sognatori in bilico tra incubo e impossibilità di appagare i propri desideri, personaggi che si muovono nel solco della tradizionale narrativa russa, da Gogol’ a Puškin.

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E infine, una raccolta di racconti di Dostoevskij, non è facilissima da reperire, ma nel link che vi ho inserito in alto è disponibile. Ho scelto questo titolo per lo stile dell’autore principalmente che è frizzante e scorrevole, trovo che uno stile come il suo renda ogni opera interessante e immersiva.

Bene!

Prometto di calmarmi con le liste, ma l’idea di questo articolo mi ronzava in testa da un po’, spero che questi suggerimenti vi siano piaciuti! Avete letto qualcuno dei libri qui elencati? Sì? Fatemi sapere!

A domani!

Elisa

News Letterarie #13

Buona domenica gente!

Oggi finalmente tornano le news letterarie, evviva, dopo mesi torniamo a parlare assieme di qualche libro in uscita nelle prossime settimane/mesi.

Dieci titoli più un titolo bonus, di solito inserisco per il titolo bonus un libro edito da una casa editrice indipendente ma oggi ho voluto inserire una graphic novel di un grande disegnatore, ho fatto uno strappo alla regola, dai perdonatemi.

Dovevo inserirla perché mi sembra un uscita molto interessante ma ora la smetto di anticiparvi cose e iniziamo subito!

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L’Assassinio del Commendatore, Libro Secondo – Murakami Haruki

Prezzo di Copertina: €20,04

Data di Uscita: 29 gennaio

Nella casa in mezzo al bosco che fu l’abitazione e l’atelier di Amada Masahiko, il grande artista autore del misterioso quadro «L’assassinio del Commendatore», vive ormai da qualche mese il giovane pittore protagonista di questa storia. La dimora è sperduta, ma non del tutto isolata: nel primo volume, «Idee che affiorano», avevamo conosciuto Menshiki, un vicino ricchissimo e sfuggente mosso da motivazioni solo a lui note. O la piccola Akikawa Marie, studentessa del corso di disegno tenuto dal protagonista, che per una volta sembra abbassare le difese e stringere un legame profondo col suo professore. Per non parlare del Commendatore stesso… Con «Metafore che si trasformano» si conclude l’«Assassinio del Commendatore». Come un mago al culmine del suo potere incantatorio, Murakami Haruki dà vita a un intero universo (a più di uno, a dire il vero…) popolato di personaggi, storie e enigmi che hanno la potenza indimenticabile dei sogni più vividi. Ma non è solo il gusto per il racconto a muoverlo: una volta giunto al termine di questo viaggio visionario, il lettore si scopre trasformato come i personaggi di cui ha letto le avventure, esposto, quasi senza averne avuto consapevolezza, al cuore pulsante della grande letteratura. «L’assassinio del Commendatore», a quel punto, inizia a svelare i suoi mille volti: una riflessione, molto realistica (e attuale), sulle ferite della storia, sulla colpa e la responsabilità. Una terapia per sopravvivere ai traumi. Una guida pratica per orientarsi nel mondo delle metafore. Ma anche un racconto fantastico sui mostri che ci divorano dall’interno, sulle paure che ci sbranano nella notte dell’anima; e su come, quei mostri, possiamo vincerli: prendendoci cura di chi arriverà dopo di noi.

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Secondo libro di questa mini-serie di Murakami, il primo a riscosso un buon successo anche se mi è capitato di non ascoltare opinioni troppo entusiaste, questo secondo volume ha come sottotitolo “metafore che si trasformano”.

 

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Gli Scomparsi di Chiardiluna, Secondo libro della serie L’Attraversaspecchi – Christelle Dabos

Prezzo di Copertina: €16,00

Data di Uscita: 9 gennaio

Sulla gelida arca del Polo, dove Ofelia è stata sbattuta dalle Decane perché sposi suo malgrado il nobile Thorn, il caldo è soffocante. Ma è soltanto una delle illusioni provocate dalla casta dominante dell’arca, i Miraggi, in grado di produrre giungle sospese in aria, mari sconfinati all’interno di palazzi e vestiti di farfalle svolazzanti. A Città-cielo, capitale del Polo, Ofelia viene presentata al sire Faruk, il gigantesco spirito di famiglia bianco come la neve e completamente privo di memoria, che spera nelle doti di lettrice di Ofelia per svelare i misteri contenuti nel Libro, un documento enigmatico che nei secoli ha causato la pazzia o la morte degli incauti che si sono cimentati a decifrarlo. Per Ofelia è l’inizio di una serie di avventure e disavventure in cui, con il solo aiuto di una guardia del corpo invisibile, dovrà difendersi dagli attacchi a tradimento dei decaduti e dalle trappole mortali dei Miraggi. È la prima a stupirsi quando si rende conto che sta rischiando la pelle e investendo tutte le sue energie nell’indagine solo per amore di Thorn, l’uomo che credeva di odiare più di chiunque al mondo. Sennonché Thorn è scomparso…

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Un’altro secondo volume, di una saga/trilogia più ampia questa volta, il primo volume ha riscosso un enorme successo, questo titolo era atteso da qualche settimana dopo l’uscita del primo praticamente quindi finalmente è arrivato il momento.

 

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La Palude – Charlotte Link

Prezzo di Copertina: €18,90

Data di Uscita: 24 gennaio

In una torbiera nel nord dell’Inghilterra viene recuperato il corpo di Saskia Morris, una quattordicenne scomparsa da un anno. Poco tempo dopo scompare un’altra ragazza della stessa età, Amelie Goldsby, che viene ritrovata alcuni giorni dopo, viva ma sotto choc e incapace di ricordare cosa sia successo. La Polizia di Scarborough non scarta nessuna ipotesi, ma, poiché alcuni anni prima c’era stata un’altra sparizione di una giovane mai più ritrovata, si fa strada sempre più l’idea di un serial killer. I media ormai parlano dell’«assassino della palude» e mettono pressione al commissario incaricato delle indagini, Caleb Hale. Ma, suo malgrado, si trova implicata nella vicenda anche Kate Linville, ispettore di Scotland Yard, che è a Scarborough per vendere la casa di famiglia e per caso fa conoscenza con i genitori di Amelie che, disperati, le chiedono di indagare in modo informale su ciò che è successo. Il caso sembra avvolto dal più fitto mistero, finché improvvisamente si fa strada un piccolo indizio che porterà a una verità sconvolgente…

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Torna Charlotte Link, famosissima autrice di gialli e non, apprezzata per il suo stile e le vicende narrate che cambiano genere e forma. Torna con un thriller.

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Il Futuro è Storia – Masha Gessen

Prezzo di Copertina: €18,00

Data di Uscita: 10 gennaio

Il racconto intimo, sociale e politico, della nuova Russia in un saggio narrativo di forza romanzesca che segue dagli anni ’80 le vite di una serie di persone nate all’alba degli stravolgimenti che promettevano una nuova epoca democratica nell’ex Unione Sovietica. Un reportage straordinario che sancisce la voce di Masha Gessen, vincitrice con questo libro del National Book Award 2017 e finalista ai National Book Critics Circle Award, come una delle più impegnate e coraggiose della scena internazionale.

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Questo titolo sembra un mix fra un saggio e un romanzo, vincitore di diversi premi, l’arrivo in Italia è parecchio atteso.

 

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Prima della Neve – Claudio Coletta

Prezzo di Copertina: €12,00

Data di Uscita: 7 febbraio

Autunno 2001. Chiara, insegnante romana, raggiunge la Val di Maira alla ricerca di suo fratello Michele misteriosamente scomparso. Lì ritrova Simone, amico suo e del fratello, che fa l’allevatore e con lui rievoca persone e fatti del passato. Simone e Michele hanno partecipato alla lotta armata e conosciuto la prigione. Li ha uniti anche l’amore per Serena, dapprima moglie di Simone, con il quale ha avuto Davide, poi la convivenza con Michele di cui si era innamorata. Ma anche questo legame era poi finito. La complessa personalità di Michele va a poco a poco rivelandosi in tutte le sue inquietanti contraddizioni fino a quando il suo corpo viene rinvenuto in un crepaccio. La storia potrebbe concludersi qui, ma dopo il funerale anche Serena si ritrova in montagna con Simone e Chiara e dai racconti, dalle conversazioni emergono i lati oscuri nel rapporto tra i due amici e compagni di lotta di un tempo e il dubbio che Michele non abbia detto la verità fino in fondo. Allora la tesi dell’incidente cede il passo a nuove inquietanti ipotesi.

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Autore già di diversi titoli per Sellerio, Coletta presenterà il suo prossimo libro il 7 febbraio. Un giallo che sembra avere un ambientazione molto interessante.

 

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Le Avventure di Tom Bombadil – J.R.R. Tolkien

Prezzo di Copertina: €10,00

Data di Uscita: 2 gennaio

Un mondo fiabesco in sedici racconti in versi che reinquadrano, in un affascinante atlante animato, il suo Medioevo popolato da gnomi, streghe, troll, giganti, draghi, uccelli, uomini, alberi e acque. Protagonisti sono Tom Bombadil (picaresco abitatore dei boschi), Baccadoro (leggiadra fanciulla acquatica), lo Spettro dei Tumuli, il fattore Piedimelma, la principessa Me, il Troll pasticciere, Fastitocalone il preistorico e lo sfortunato Uomo della Luna.

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Questa è una ri-edizione, che vi ho voluto inserire comunque perché è un testo abbastanza ricercato, che si trova difficilmente perché appunto la vecchia edizione è quasi irreperibile, finalmente esce riedito con una nuova copertina.

 

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November Road – Lou Berney

Prezzo di Copertina: €18,00

Data di Uscita: 17 gennaio

Frank Guidry, membro fedele della mafia di New Orleans, ha imparato che tutti sono sacrificabili. E anche il suo turno arriva, perché sa troppe cose sul crimine del secolo: l’assassinio del presidente John F. Kennedy. A poche ore dalla tragedia – con minime possibilità di salvarsi – si dirige verso Las Vegas per incontrare chi potrebbe aiutarlo a sparire. Sa che la prima regola della fuga è non fermarsi, ma quando vede una donna in panne sul ciglio della strada con due figlie e un cane, vede anche il travestimento perfetto per seminare i sicari sulle sue tracce. Anche Charlotte fugge; da un’esistenza soffocante in un villaggio dell’Oklahoma, da un marito alcolista. È una storia americana: due estranei si incontrano per condividere la strada verso ovest, verso un sogno, e si trovano lungo il cammino. Guidry scopre una donna intelligente e divertente, decisa a dare una nuova vita a se stessa e alle figlie; Charlotte vede che Frank è forte e gentile, ma non sa che sta cercando di lasciarsi la vecchia vita alle spalle. Seconda regola della fuga, non innamorarsi. Gli implacabili cacciatori di Guidry incombono, e ora Frank non vuole solo sopravvivere ma vivere davvero, forse per la prima volta. Ognuno è sacrificabile o dovrebbe esserlo, ma Guidry non sa più abbandonare la donna che ha capito di amare. E questo potrebbe costare la vita di entrambi.

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Arriva in Italia questo titolo, finalmente tradotto, in America e in Inghilterra ha riscosso un modesto successo, lo sbarco qui è piuttosto atteso.

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L’Uomo delle Castagne – Soren Sveinstrup

Prezzo di Copertina: €20,00

Data di Uscita: 22 gennaio

Troppe cornacchie dietro il trattore. Saltellano freneticamente intorno a qualcosa di bianco, pallido e informe. Un maiale. Gli occhi spenti, il corpo che freme e si agita, come se provasse a spaventare le cornacchie, appollaiate a mangiare da un grosso foro di arma da fuoco sulla sua nuca. Un navigato agente di polizia, a una settimana dalla pensione, si ferma davanti alla fattoria di un vecchio conoscente, nei dintorni di Copenaghen. Qualcosa non va. Un maiale morto lasciato lì. Non si fa così, in campagna. Apre la porta d’ingresso, socchiusa, con due dita, come nei film. Per vedere una cosa che non avrebbe mai voluto vedere: sangue, un cadavere mutilato, altri corpi da scavalcare. Cammina fino all’ultima stanza, dove centinaia di omini fatti di castagne e fiammiferi – infantili, incompleti, deformi – lo guardano ciechi. Stravolto, si chiude la porta alle spalle, senza sapere che l’assassino lo sta fissando. Così si annuncia, spaventosa, la storia dell’Uomo delle castagne, un thriller di grande livello, il primo romanzo di Søren Sveistrup, autore della serie tv The Killing – il cult mondiale che ha appassionato milioni di spettatori – e sceneggiatore dell’Uomo di neve, il film tratto dal romanzo di Jo Nesbø. Un’invenzione narrativa complessa, un assassino disumano che si muove nel fondo di questo libro con una cupezza senza eguali, un’indagine condotta con angosciata bravura da due detective – uomo e donna, lui e lei – costretti a scendere mille gradini per comprendere come un’ossessione perfetta può deviare la mente di un individuo. Nemmeno Hitchcock. Perché poi un grande thriller nasce soltanto da un magnete, un chiavistello del male che attira, che vi attira inesorabilmente là, nella stanza degli omini che dondolano. Un capitolo vi lascerà il gusto di essere su una pista possibile e il seguente vi dirà di cambiare strada. Perché l’Uomo delle castagne ha pensato a tutto e ricorda ogni cosa. Gli altri, finti innocenti, hanno dimenticato.

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La trama di questo titolo è scritta molto bene secondo me e mi ha attirata parecchio, il titolo non mi ricorda molto un thriller ma opinioni personali a parte sembra un thriller freddo, gelido, come la sua copertina.

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Gennaio di Sangue – Alan Parks

Prezzo di Copertina: €18,00

Data di Uscita: 2 gennaio

Glasgow, gennaio 1973. Un periodo orribile per il detective Harry McCoy. Nairn, un detenuto che ha arrestato qualche tempo prima, lo convoca per annunciargli che una certa Lorna, una giovane cameriera, verrà uccisa. A lui tocca di inseguire la sconosciuta per tutta la città nel tentativo di impedirlo. Troppo tardi: un giovane dall’aria male in arnese spara in mezzo alla folla, abbattendo proprio lei, e poi si suicida. Nairn viene trovato sgozzato nel bagno della prigione. Lorna arrotondava lo stipendio di cameriera con servizi sessuali estremi per clienti ricchi ed esigenti. Una pista che conduce nella dimora di Lord Dunlop e di suo figlio Teddy, strana coppia unita da inclinazioni poco ortodosse, come l’uso che fanno dello sterminato patrimonio di famiglia. E costringe McCoy a misurarsi con i fallimenti del passato prossimo, fantasmi alimentati dall’uso di alcol e droghe a cui ricorre senza misura, da solo o in compagnia. Un poliziotto scuro dentro, animato da un senso della giustizia che non conosce limiti ma a volte cerca scorciatoie, grazie anche al legame con Cooper, uno dei boss della malavita locale che è stato il suo protettore nelle tetre case d’accoglienza in cui è vissuto da ragazzino. Non c’è redenzione per McCoy, ma nemmeno per chi tenta di tagliargli la strada. Un nuovo antieroe del noir, sullo sfondo di una Scozia che cerca di correre verso il futuro ma è ancorata alle sue radici di povertà innaffiata dall’alcol. Proprio come lui, il detective Harry McCoy.

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E’ il primo romanzo di Alan Perks, non mi è chiaro se questo è anche il primo romanzo di una serie o no ma comunque la trama mi ricorda una scena noir degna di una storia piena di suspance e mistero.

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La Vita Inizia Quando Trovi il Libro Giusto – Ali Berg, Michelle Kalus

Prezzo di Copertina: €17,90

Data di Uscita: 10 gennaio

Frankie ha sempre cercato risposte nei libri. Risposte al perché la sua carriera non sia decollata, perché sia così difficile andare d’accordo con sua madre o non abbia ancora vissuto la sua grande storia d’amore. Leggere le pagine di Jane Austen, Francis Scott Fitzgerald e Steinbeck l’ha sempre aiutata. Ma spesso Frankie si sente spesso sola. Ora, però, ha escogitato un piano infallibile per cambiare vita. I libri non possono tradirla. Per giorni ha lasciato una copia dei suoi romanzi preferiti su treni e autobus, scrivendo all’interno la sua e-mail. Per una grande lettrice come lei non c’è modo migliore di conoscere qualcuno se non grazie a un libro. Quando le risposte cominciano ad arrivare, Frankie colleziona appuntamenti su appuntamenti. E purtroppo delusione su delusione. Si presentano le persone più strambe che lei abbia mai conosciuto. Fino a quando non incontra Sunny che sembra uscito da uno dei suoi romanzi preferiti. Ma ha un difetto: ha gusti letterari opposti ai suoi. Una cosa su cui Frankie non può proprio soprassedere. Per vivere la favola che ha sempre sognato, dovrebbe accettare Sunny con pregi e difetti. Accettare che l’uomo che le sta accanto possa amare autori che lei non ha mai letto. Perché una nuova vita inizia quando trovi l’amore. Ma anche quando scopri una nuova storia da leggere, che apre verso orizzonti inaspettati e protagonisti indimenticabili da incontrare.

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Si parla di libri? Quindi l’ho dovuto inserire, la parte in cui si parla della passione per i libri da un tono che mi piace al romanzo è mi sembra un testo caruccio sopratutto per noi amanti dei libri.

Titolo Bonus!

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Sclavi, Le Voci dell’Acqua – Tiziano Sclavi, W. Dell’Edera

Prezzo di Copertina: €16,00

Data di Uscita: 10 gennaio

«Le voci dell’acqua» è la prima graphic novel di Tiziano Sclavi, il creatore di Dylan Dog, uno dei maestri assoluti del fumetto italiano e mondiale. In quest’opera tornano i sogni e gli incubi, le passioni e le ossessioni dei classici di Sclavi, con un nuovo respiro narrativo. Stravos, il protagonista, si muove all’interno di una città oscura e inquietante, tormentato da misteriose voci, forse segno della sua pazzia. O forse di una pazzia più grande, collettiva, che contagia tutti i personaggi che circondano Stravos. La soluzione arriverà in un finale sorprendente e spiazzante. A illustrare la trama originale, sceneggiata da Tiziano Sclavi, è uno dei disegnatori italiani più importanti emersi nell’ultimo decennio, affermatosi anche sulla scena internazionale: Werther Dell’Edera.

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E infine, questa graphic novel, è un volume con il cognome dell’autore ma è una storia a sè in cui probabilmente l’autore si manifesta sottoforma del protagonista, il disegnatore è un pilastro della scena italiana.

Bene!

Quale di queste uscite vi ispira di più? C’è nè una in particolare? Fatemi sapere!

A domani!

Elisa

Nuovo Natale, Nuova Wishlist Natalizia

Buon sabato!

Ieri abbiamo parlato dei libri da regalare e oggi, perchè voglio essere egoista, parliamo dei libri che a me piacerebbe ricevere a Natale, una wishlist natalizia appunto.

Anche questo articolo fa parte delle nostre tradizioni gente, infatti ogni Natale mi riduco a parlarvi dei libri che desidero, agognandoli ardentemente.

Spero però che sbirciando fra questa breve wishlist (certo, breve in compenso a quella integrale di cui ormai ho perso l’equilibro anni fa), possiate trovare qualcosa di interessante, magari un titolo che non avevate mai visto o uno che non ricordavate di desiderare…

Insomma, iniziamo!

Inferno – Dante Alighieri illustrato da Gabriele Dell’Otto

Il Contrario della Nostalgia – Sara Taylor

Su questi voglio andare veloce, perché li ho già citati in un articolo di qualche giorno fa ma penso siano quelli che al momento desidero di più.

“Franco Nembrini, da anni, tiene per tutta l’Italia un ciclo di lezioni su Dante e la Commedia. Alla fine di uno di questi incontri, a Roma, Nembrini è stato avvicinato da un ragazzo che gli ha detto che le sue parole gli avevano cambiato la vita. Questo ragazzo era Gabriele Dell’Otto, uno dei più importanti disegnatori del mondo, artista di punta delle due grandi casi editrici americane di supereroi, Marvel e DC. È nato così un progetto che è anche un sogno. Rivestire la Divina Commedia per portarla al grande pubblico, nel millennio che è appena iniziato. Dopo l’introduzione di Alessandro D’Avenia, ogni canto ha un’introduzione alla lettura scritta da Nembrini, il testo originale di Dante e, a fronte, una parafrasi in italiano contemporaneo, e una riproduzione delle tavole di Gabriele Dell’Otto che illustrano il contenuto del canto. Un grande progetto, che continuerà, ovviamente, con Purgatorio e Paradiso.”

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“Alex ha tredici anni quando una notte sua madre decide di partire all’improvviso, portando con sé soltanto uno zaino che sembra aver pronto da sempre. Nel giro di pochi minuti, la sua esistenza verrà irrimediabilmente rivoluzionata: si ritrova in macchina, con niente da mettersi a parte i vestiti con cui ha dormito e senza la minima idea di dove sua madre abbia intenzione di andare. Comincia così un viaggio interminabile – Virginia, Michigan, Texas, California – che ripercorre le tappe dell’inquieta vita di sua madre: i genitori immigrati dalla Sicilia, l’infanzia e l’adolescenza trascorse tra orfanotrofi e famiglie d’affido, le donne che ha amato che per qualche ragione si chiamavano tutte Laura. Fra la strada e i motel, nella strana sospensione data dal costante movimento in avanti, Alex – che fin dalla più tenera età si rifiuta di assumere un’identità di genere, di essere maschio o femmina – imparerà a conoscersi e a conoscere sua madre e scoprirà che l’irrequietezza non è necessariamente un peccato, che ci sono cose a cui è impossibile dare un nome e storie che, per quanto lo si desideri, è impossibile raccontare. E che forse, in fondo, va bene così.”

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Come appunto dicevo in quell’articolo, ho amato “Tutto il Nostro Sangue” di Sara Taylor e ho saputo recentemente che questo suo romanzo è uscito ad ottobre, quindi so che lo recupererò a breve, regalo o autoregalo.

L’Inferno di Dante invece rielaborato in questa edizione l’ho visto ancora prima dell’uscita, mi ero detta che lo avrei comprato una volta uscito ma alla fine ho aspettato, però prima o poi sarà nelle mie mani. L’inferno è il mio cantico preferito, non ho capito se queste nuove edizioni illustrate usciranno anche per il “Purgatorio” e il “Paradiso” ma credo proprio di sì visto il successo che questo ha ottenuto.

Il Libro della Mitologia

Il Libro dell’Arte

Il Libro del Crimine

Questi testi editi da Gribaudo sono fantastici, io ne possiedo due che sono uno dedicato alla psicologia e l’altro alla filosofia. Questi sopra credo siano usciti quest’anno, sono particolarmente interessata a quello riguardo la mitologia e al crimine. Perchè per quanto riguarda l’arte possiedo già un buon tot di libri interessanti a riguardo che piano piano mi “studio”.

Come sono fatti questi libri?

Appena ne terminerò uno ve ne parlerò dettagliatamente, ma sono più da consultazione diciamo, comunque ripercorrono tutta la storia di una disciplina o un’arte, concentrandosi sui punti ovviamente più importanti, sugli esponenti maggiori di ogni corrente ecc..

Hanno un design interno che mi piace moltissimo, sono davvero curati nei minimi dettagli.

Ci sono di moltissimi altri temi, come la scienza, la storia, l’astronomia, insomma di tutto, spero tradurranno a breve quello sulla letturatura.

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Il Tempo dei Lupi – Riccardo Rao

Casa Editrice: Utet

Prezzo di Copertina: €18,00

I lupi stanno tornando. Negli ultimi anni la loro popolazione in tutta Europa è aumentata in modo esponenziale. In Italia è più che decuplicata superando i duemila esemplari. Sempre più spesso vengono avvistati intorno ai centri abitati, nei pascoli, al limitare del bosco. Insieme alle tracce riemergono paure antiche, mai placate del tutto. Nemico da perseguitare, incarnazione del male, pericolo per raccolti e greggi: man mano che avanzava l’urbanizzazione e le foreste lasciavano spazio ai campi, i lupi sono stati cacciati, dagli eserciti o dagli stessi contadini, spesso dietro compenso delle istituzioni pubbliche. Si conta che solo in Francia nel 1797 furono uccisi oltre cinquemila lupi. Massacri simili furono perpetrati in Germania, Inghilterra, Italia… Una strage alimentata da un timore ancestrale che dal Medioevo giunge fino al presente. Dalla donna delle Asturie capace di comandare branchi di lupi nel Seicento, al ragazzo tedesco allevato dai lupi nel Trecento, fino alla celebre storia della bambina con il cappuccetto rosso che attorno all’anno Mille viene ghermita da un lupo e condotta nel cuore della foresta, Riccardo Rao ci guida attraverso documenti storici e leggende fino ai giorni nostri, ai macabri ritrovamenti di lupi impiccati nei boschi italiani. In un percorso fra storia, letteratura, psicologia e biologia, Rao ricostruisce come la superstizione popolare, la cultura dotta degli uomini di chiesa, ma anche le grandi trasformazioni dell’ambiente abbiano creato il mito del lupo europeo. Un mito mai così attuale.

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Non vi ho mai parlato della mia passione per i lupi? No? Beh ho trovato sempre questo libro casualmente prima che uscisse e l’ho salvato in wishlist, dovrebbe essere un simil-saggio sui lupi, che si concentra sulla storia sopratutto di questi.

 

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I Due Esorcisti – Ray Russell

Casa Editrice: TEA

Prezzo di Copertina: €14,00

Susan Garth è una ragazza perbene: occhi limpidi, capelli biondi, brava a scuola, tutte le domeniche a messa… Almeno fino al giorno in cui comincia a comportarsi in maniera insolita e alla chiesa non riesce più nemmeno ad avvicinarsi, o alla notte in cui si spoglia di fronte al vecchio parroco e gli affonda le unghie nella gola… Gli anni Sessanta stanno sbocciando, e i preti ormai confidano più spesso nella psichiatria che nella demonologia, ma non il vescovo Crimmings, convinto che dietro quello sguardo apparentemente innocente si nasconda il Principe delle Tenebre, il Diavolo in persona. A Susan non serve un bravo psicologo, bensì un esorcismo in piena regola e, per eseguire il rito, il prelato chiede aiuto al nuovo parroco, padre Sargent, un giovane e disinvolto prete dalla mentalità aperta e la passione per il brandy. Insieme, i due esorcisti, in un crescendo di tensione e violenza, affronteranno l’oscurità che tormenta la ragazza. Ma un’altra sconvolgente verità attende di essere rivelata. Perché se il Male ha un solo nome, può avere molti volti…

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Prima che uscisse in Italia questo libro era considerato un semi pilastro dei romanzi horror, l’ho visto consigliato ovunque quando cercavo qualcosa di horror appunto, ha avuto un gran successo e lo avevo inserito nell’edizione Penguin ma ho notato poi la pubblicazione in italiano per TEA. In Italia non ha riscosso un gran successo ma all’estero è super raccomandato.

Allora questa è una categoria a parte e sono i libri che parlano di scrittura, sono due, l’ultimo che vedete è la traduzione del primo a sinistra.

Reading Like A Writer – Francine Prose

Leggere da Scrittore – Francine Prose

Bird By Bird – Anne Lamott

Iniziamo da quello che è tradotto in Italiano, quindi Reading Like a Writer.

Questo è un libro per tutti coloro che credono che per scrivere bene non serva frequentare corsi di scrittura creativa. Per quelli che pensano che per scrivere basti leggere, leggere e ancora leggere. Ecco, potremmo dire che questo è un libro di “lettura creativa”. L’autrice è convinta che si possa imparare a scrivere solo se si impara prima di tutto a leggere e che per cogliere la magia alla base dei capolavori letterari e infonderla nelle proprie opere è necessario impegnarsi in una lettura attenta, proprio come i grandi scrittori hanno fatto nel corso dei secoli con gli autori che li hanno preceduti. Si addentra perciò nei meandri della letteratura per carpirne le scelte linguistiche e, ricorrendo alle opere di Jane Austen, Flaubert, Kafka, Nabokov, Salinger, Tolstoj, Virginia Woolf e altri importanti autori, mette alla luce i mattoni e la malta che costruiscono la narrazione: parole, periodi, capoversi, voci narranti, personaggi, dialoghi e tanto altro. “Leggere da scrittore” traccia un percorso che porta alla capacità di analizzare i testi e di apprezzarli maggiormente.

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E’ stato tradotto in Italia dalla Dino Audino editore, casa editrice che è famosa per la pubblicazione di libri di non-fiction sulla scrittura. E’ un titolo super consigliato che ha attirato la mia attenzione da molto tempo, l’ho inserito e tolto, tolto e inserito in wishlist. Parla di un argomento di cui abbiamo parlato anche qualche giorno fa, ovvero la lettura da scrittore, un argomento non facilissimo da analizzare.

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Bird By Bird – Anne Lamott

“Thirty years ago my older brother, who was ten years old at the time, was trying to get a report on birds written that he’d had three months to write. It was due the next day. We were out at our  family cabin in Bolinas, and he was at the kitchen table close to tears, surrounded by binder paper and pencils and unopened books on birds, immobilized by the hugeness of the task ahead. Then my father sat down beside him, put his arm around my brother’s shoulder, and said, ‘Bird by bird, buddy. Just take it bird by bird.'”

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Altro libro sulla scrittura appunto ma l’ho visto consigliato a chiunque che per lavoro si trovi faccia a faccia con la creatività ogni giorno, infatti il sottotitolo è “some instructions on writing and life”. Ci sono molti libri che parlano di scrittura, per fortuna, infatti sono rimasta stupita nel vederne così tanti.

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Samuel Taylor Coleridge – Well, they Are Gone, and Here Must I remain

Casa Editrice: Penguin

Prezzo di Copertina: € 3,50

“Ye Ice-Falls! Ye that from the mountain’s brow
Adown enormous ravines slope amain -…’

A selection of Coleridge’s poems, including ‘This Lime-Tree Bower My Prison’ and ‘Frost at Midnight’.

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Un breve testo Penguin, adoro questi libricini perché sono economici, di qualità comunque e con una buona selezione. Non ho mai letto nulla di Coleridge e sarebbe il momento di recuperare.

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Di Chi è Questa Storia? – Eleonora Benecchi

Casa Editrice: Bompiani

Prezzo di Copertina: €16,00

Cos’è oggi un testo culturale? E soprattutto chi lo fa? Siamo tutti potenzialmente autori grazie alle nuove piattaforme di autopubblicazione come Wattpad o i blog? Oppure esiste ancora un confine netto tra chi scrive e chi legge una storia? La cultura digitale trasforma gli oggetti culturali in contenuti fluidi che possono essere copiati infinite volte, viaggiare verso innumerevoli luoghi e soprattutto essere cambiati in molteplici modi, anche a dispetto delle intenzioni degli autori originali. I testi, tradizionali e non, scorrono in un flusso di scambi continui e inarrestabili. Attraverso un corpus di casi legati alla serialità televisiva, cinematografica e letteraria, si mostra come la cultura digitale erode, inevitabilmente, l’autorialità. Questo libro evidenzia però anche le opportunità che la digitalizzazione offre agli autori: dalla creazione collaborativa di contenuti, attraverso cui essi e i loro fan scrivono insieme, passando per il fenomeno delle fanfiction, che vede i più produttivi tra i lettori rielaborare in forme nuove le trame e i personaggi che li hanno appassionati, fino all’autopubblicazione online, che nei casi più fortunati apre le porte del mercato letterario ai lettori-autori. L’obiettivo di questo volume è offrire una serie di riflessioni che possano aiutarci a rispondere alla domanda: di chi sono oggi le storie che ci appassionano?

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Questo libro parla di un argomento davvero interessante secondo me, per i lettori, scrittori e per chiunque sia interessato all’argomento. E’ possibile che venga “recuperato” a breve…

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The Game – Alessandro Baricco

Casa Editrice: Einaudi

Prezzo di Copertina: €18,00

Quella che stiamo vivendo non è solo una rivoluzione tecnologica fatta di nuovi oggetti, ma il risultato di un’insurrezione mentale. Chi l’ha innescata – dai pionieri di Internet all’inventore dell’iPhone – non aveva in mente un progetto preciso se non questo, affascinante e selvaggio: rendere impossibile la ripetizione di una tragedia come quella del Novecento. Niente più confini, niente più élite, niente più caste sacerdotali, politiche, intellettuali. Uno dei concetti più cari all’uomo analogico, la verità, diventa improvvisamente sfocato, mobile, instabile. I problemi sono tradotti in partite da vincere in un gioco per adulti-bambini. Perché questo è The Game.

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Questo è un po’ particolare rispetto agli altri, Baricco per me è uno di quegli autori per cui un libro mi piace, un altro no, uno sì e uno no, è sempre così. C’è quasi un rapporto di odio e amore, vorrei leggere questo saggio ma non ne sono sicura al 100%, ho visto diverse interviste fatte da Baricco dopo l’uscita di The Game e i suoi punti di vista mi sono sembrati troppo drastici e rigidi, quindi temo che anche il saggio sia così però mi riservo di leggerlo prima di esserne sicura ovviamente. Di certo negli anni Baricco è diventato più pop, lo conferma anche il fatto che il suo saggio lo vedo ancora nelle vetrine delle librerie, il che è solo una constatazione ma vedrò perché è un libro che vorrei leggere per essere sicura dell’idea che mi sono fatta riguardo alla posizione di Baricco ma allo stesso tempo temo che questa posizione estremamente rigida percorra tutto il saggio.

 

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The Penguin Book of Romantic Poetry 

Casa Editrice: Penguin

Prezzo di Copertina: €15,89

The Romanticism that emerged after the American and French revolutions of 1776 and 1789 represented a new flowering of the imagination and the spirit, and a celebration of the soul of humanity with its capacity for love. This extraordinary collection sets the acknowledged genius of poems such as Blake’s ‘Tyger’, Coleridge’s ‘Khubla Khan’ and Shelley’s ‘Ozymandias’ alongside verse from less familiar figures and women poets such as Charlotte Smith and Mary Robinson. We also see familiar poets in an unaccustomed light, as Blake, Wordsworth and Shelley demonstrate their comic skills, while Coleridge, Keats and Clare explore the Gothic and surreal.

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Ultimamente preferisco leggere la poesia in inglese, sopratutto ovviamente quando si parla di poeti/poetesse di origine inglese o che scrivevano in lingua, perché trovo renda di più. Questa raccolta, con questa bellissima copertina, questo testo raccoglie i poemi emersi nelle rivoluzioni americane e francesi, dal 1776 al 1789, o almeno i poemi principali presumo, molto interessante.

 

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Paranoia – Shirley Jackson

Casa Editrice: Adelphi

Prezzo di Copertina: €18,00

 

Un giorno, a metà degli anni Novanta, Laurence Jackson Hyman, il figlio maggiore di Shirley Jackson, apre la porta di casa e – sorpresa – si trova davanti una scatola di cartone senza traccia di mittente. Dentro, immediatamente riconoscibili dai fogli di carta gialla e dai caratteri della sua Roval, una messe di scritti inediti della madre, morta ormai da trent’anni. Da quell’imprevista cornucopia, e dalle successive ricerche nel suo Fondo presso la Biblioteca del Congresso di Washington, scaturirà nel 2015 un libro sorprendente, “Let Me Tell You”, definito «un revival di ‘Ai confini della realtà’».I molti e appassionati lettori di Shirley Jackson – che amava dire di essere una strega – saranno così felici di trovare, nella scelta che qui offriamo, comicissimi sketch familiari, stranianti conferenze sull’arte dello scrivere, nonché alcuni dei racconti più inquietanti che «la maestra di Stephen King» abbia mai scritto. E di provare di nuovo quell’arcano sentimento che proprio lei ci ha fatto conoscere così bene: l’angoscia che si insinua in noi nell’intravedere la presenza del Male.

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Mi piace Shirley Jackson anche se vorrei leggere altro di suo, perché sento di aver bisogno di leggere di più, questo libro è uscito lo scorso ottobre, ed è un testo che raccoglie scritti inediti trovati e composti assieme dai figli dell’autrice.

Bene!

E’ meglio fermarsi perché potrei andare avanti decisamente per troppo, mi do una calmata.

E voi? Quali libri desiderate? Qualcuno di questi ispirano anche voi?

A domani!

Elisa

10 Libri da Regalare (A Natale ma Anche No) – The Revenge

Buon venerdì people e buon quasi weekend!

Oggi l’articolo più atteso di tutta la maratona natalizia ovvero l’articolo dei libri consigliati come regali natalizi, ma anche no, ogni anno esce un articolo di questo tipo, questo è il terzo della serie, è infatti questo 29 dicembre saranno tre anni dall’apertura del blog (party!).

Questa volta vorrei parlarvi di dieci libri tra testi per bambini, adolescenti, fumetti, non-fiction e romanzi.

Giusto qualche piccolo consiglio se pensavate di regalare un libro ma non sapete quale scegliere o non vi viene in mente nulla di preciso.

Iniziamo immediatamente!

 

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Amelia Fang e il Ballo di Mezzanotte – Laura Ellen Anderson

Età di Lettura: 7 anni 

Editore: Il Battello a Vapore

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Amelia adora: giocare ad Acchiappa Goblin e andare in giro con Spooky, la sua zucca domestica. Detesta: i cavoletti di Bruxelles e il Ballo di mezzanotte a cui sua madre tiene da morire. Ah, un’ultima cosa Amelia è un vampiro! 

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Questa è una storia adorabile, sulla scene creepy cute, sono quelle storie che secondo me vanno sempre bene per i bambini perché sono originali, scorrevoli e piacevoli.

 

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Pirati delle Nevi – Tommaso Lanciani 

 Età di Lettura: 7 anni

Editore: Battello a Vapore

Link all’Acquisto: QUI

Per tutte le sirene di montagna, Capitan Gip fiuta odore di avventura, e questo gli piace! Gufogrigio, un vecchio filibustiere che si è ritirato sulla neveferma, gli ha consegnato la mappa per arrivare al Tesoro della Grotta di Ghiaccio… Peccato che lì viva il gigantesco Drago delle Nevi! È un’impresa folle, ma la ciurma di Capitan Gip non ha intenzione di tirarsi indietro. E allora: “Vento in poppa e neve fresca!”. 

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Stesso discorso per questo libro con  pirati invece dei vampiretti, cosa c’è di meglio di una storia sui pirati? Quasi niente direi. 

 

Adolescenti e Graphic Novel x22-Things-You-Do-as-an-Adult-When-You-Experienced-Emotional-Abuse-as-a-Teenager-640x213.png,qv=1498254385.pagespeed.ic.zLGeHDruio.png

Allora se la persona a cui dovete regalare un libro ha tra i 20 e i 30 anni (quindi non è un adolescente ma volevo darvi comunque questa indicazione) vi consiglio di dare una lettura a questo articolo che ho scoperto qualche tempo fa di Libreriamo, suggerisce dei titoli ottimi secondo me.

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La Boutique del Mistero – Dino Buzzati

Casa Editrice: Mondadori

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Trentuno racconti, scelti e ordinati da Dino Buzzati «nella speranza di far conoscere il meglio di quanto ho scritto», compongono questa raccolta. Racconti (celeberrimi “Il colombre”, “I sette messaggeri”, “Sette piani”, “Il mantello”) in cui allegorie inquietanti, spunti surreali, invenzioni fantastiche coesistono con dati di cronaca, o presunti tali, che sembrano rimandare a possibili realtà metafisiche. Il racconto è infatti per Buzzati un momento di indagine profonda ed emozionante in un’atmosfera magica: poche volte, nella letteratura italiana, uno scrittore ha esplorato così a fondo il mistero che circonda l’uomo, le debolezze e i paradossi che lo caratterizzano, la sua solitudine, le sue esperienze.

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Questo l’ho voluto inserire perché è il libro che ho in lettura al momento e credo sia perfetto per un adolescente che vuole magari approcciarsi ad autori italiani di spicco come Buzzati, in più è una raccolta di racconti (geniale direi), che quindi può essere letta a pillole e portata in giro fra un impegno e l’altro.

 

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Saga – Brian K. Vaughan, Fiona Staples

Casa Editrice: Bao

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Marko e Alana hanno combattuto per opposte fazioni in una guerra millenaria. Ora combattono insieme per proteggere la famiglia che, insieme, stanno costruendo. La storia più vecchia del mondo, ragazzo incontra ragazza, viene declinata in modo inedito, epico in una space opera dai toni profondamente accorati da Brian K. Vaughan, qui al suo ritorno al fumetto seriale dopo “Y”, “L’ultimo uomo” ed “Ex Machina”. 

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Passando ai fumetti/graphic novel, vi consiglio Saga, questo è il primo volume. Forse ve ne avevo già parlato tempo fa, è una delle serie di graphic novel che più ho apprezzato, è ancora in corso. Se dovete fare un regalo ad un amante dei fumetti sul genere fantascientifico o che si sta approcciando a questo mondo, ve lo consiglio.

 

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Paper Girls – Brian K. Vaughan, Cliff Chiang

Casa Editrice: Bao

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Nelle prime ore dopo l’Halloween del 1988, quattro dodicenni che consegnano i giornali in bicicletta scoprono la storia più importante di tutti i tempi. Dramma suburbano e misteri soprannaturali collidono in questa serie sulla nostalgia, i primi lavoretti e gli ultimi giorni dell’infanzia.

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Dallo stesso autore di Saga, Paper Girls è una serie di fumetti ambientati negli anni 80, anzi alla fine di questi e l’atmosfera di quegli anni trasuda dalle tavole. La trama segue un intreccio studiato alla perfezione.

 

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La Trilogia del Mondo Di Inchiostro – Cornelia Funke

Casa Editrice: Mondadori

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È notte fonda, la pioggia avvolge ogni cosa nel suo pallore spettrale, quando alla porta di Meggie bussa uno straniero, e suo padre Mortimer inizia a fare i bagagli. Devono fuggire, nascondersi… ma da chi? Meggie ignora che il padre, abile rilegatore, ha il dono di infondere la vita nei libri: la sua voce trasforma le parole in carne e ossa. Tuttavia, dopo che anni prima proprio a causa della sua voce – sua moglie è scomparsa dentro a Cuore d’inchiostro, e Capricorno, malvagio signore dal cuore nero, si è materializzato dalle trame della carta, Mortimer non intende usare il proprio dono mai più. Capricorno trascinerà padre e figlia in un vortice di eventi, tanto magici quanto pericolosi. Finché Meggie scoprirà di avere lo stesso dono e il Mondo d’inchiostro li reclamerà a sé, trasformandoli a loro volta in personaggi. Ma davvero tutto è scritto? O forse nei libri, come nella vita vera, ognuno può scrivere la propria storia e cambiare il finale? 

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Questo volume, che è quello che vi consiglio, contiene tutti e tre i romanzi del mondo d’inchiostro, la famosissima trilogia di Cornelia Funke dalla quale è nato un film anche. Il punto che più ho amato della trilogia è il fatto che ruota tutto attorno ai libri, o comunque al narrare storie, all’inchiostro, alla scrittura. L’ho letto anni fa durante l’adolescenza e l’ho amato.

 

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Sapiens. Da Animali a Dèi – Yuval Noah Harari

Casa Editrice: Bompiani

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Centomila anni fa almeno sei specie di umani abitavano la Terra. Erano animali insignificanti, il cui impatto sul pianeta non era superiore a quello di gorilla, lucciole o meduse. Oggi sulla terra c’è una sola specie di umani. Noi: Homo sapiens. E siamo i signori del pianeta. Il segreto del nostro successo è l’immaginazione. Siamo gli unici animali capaci di parlare di cose che esistono solo nelle nostre fantasie: come le divinità, le nazioni, le leggi e i soldi. “Sapiens. Da animali a dèi” spiega come ci siamo associati per creare città, regni e imperi; come abbiamo costruito la fiducia nei soldi, nei libri e nelle leggi; come ci siamo ritrovati schiavi della burocrazia, del consumismo e della ricerca della felicità.

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Questo è un saggio che ispeziona a 360° il genere umano, la storia di questo in particolare, se dovete fare un regalo ad una persona interessata ad esplorare meglio questo argomento siete sulla giusta strada.

 

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L’Impostore – Javier Cercas

Casa Editrice: Guanda

Link all’Acquisto: QUI

Un romanzo vero, ma allo stesso tempo un’opera di finzione. La finzione, però, in questo caso non è frutto della fantasia dell’autore, ma è opera dello stesso protagonista, Enric Marco. Chi è Enric Marco? Un novantenne di Barcellona, militante antifranchista, che negli anni Settanta è stato segretario del sindacato anarchico – la CNT – e in seguito ha presieduto l’associazione spagnola dei sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, ricevendo numerosi riconoscimenti per il coraggio dimostrato negli anni e la testimonianza degli orrori del lager. In realtà, è un impostore. Nel 2005 la sua menzogna è stata pubblicamente smascherata. Enric Marco, come ha rivelato uno storico, non è mai stato internato a Flossenbiirg. E l’intera sua vita è un racconto intessuto di finzioni, dalla sua partecipazione alla guerra civile alla militanza antifranchista. Dieci anni dopo, Javier Cercas traduce in un romanzo audace, che sfida le convenzioni narrative, l’enigma del personaggio, le sue verità e le sue bugie. In queste pagine intense si dipana un intero secolo di Storia, raccontato con la passione di un sovversivo della letteratura e un’ammirevole onestà dissacratoria.

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Libro di non-fiction che vi consiglio è questo, che ricorda dal modo in cui è impostato “A Sangue Freddo” (che io non ho mai letto ma punto di farlo il prima possibile),questo è un mix fra un romanzo e un titolo non-fiction, che ridisegna una Spagna vera.

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Il Veleno dell’Oleandro – Simonetta Agnello Hornby

Casa Editrice: Feltrinelli

Link all’Acquisto: QUI

Pedrara. La Sicilia dei Monti Iblei. Una villa perduta sotto alte pareti di roccia tra l’occhieggiare di antiche tombe e il vorticare di corsi d’acqua carezzati dall’opulenza degli oleandri. È qui che la famiglia Carpinteri si raduna intorno al capezzale di zia Anna, scivolata in una svagata ma presaga demenza senile. Esistono davvero le pietre di cui la donna vaneggia nel suo letto? Dove sono nascoste? Ma soprattutto, qual è il nodo che lega la zia al bellissimo Bede, vero custode della proprietà e ambiguo factotum? Come acqua nel morbido calcare i Carpinteri scavano nel passato, cercano negli armadi, rivelano segreti – vogliono, all’unisono, verità mai dette e ricchezze mai avute. Tra le ombre del giorno e i chiarori della notte, emergono influenze di notabili locali, traffici con i poteri occulti, e soprattutto passioni ingovernabili. Le voci di Mara, nipote prediletta di Anna, e di Bede ci guidano dentro questo sinuoso labirinto di relazioni, rimozioni, memorie, fino a scavalcare il confine della stessa morte. Simonetta Agnello Hornby mette a fuoco un micromondo che pare allargarsi, con un brivido, a rappresentare i guasti, le ambizioni e le ansie di liberazione dell’universo famigliare, tutto intero.

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Dunque, secondo me questo libro è perfetto se non volete regalare nulla di troppo impegnativo, so che la trama non è leggerissima ma durante la lettura mi è sembrato piuttosto disinteressato e veloce come testo. 

 

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Il Primo Fiore di Zafferano – Laila Ibrahim

Casa Editrice: Amazon

Link all’Acquisto: QUI

Nella Virginia delle grandi piantagioni e degli schiavi, la piccola Lisbeth Wainwright, primogenita di una ricca famiglia, è affidata fin dalla nascita alla balia Mattie, la schiava di colore costretta a separarsi dal figlioletto per accudire la neonata dei padroni. Tra le due si instaura un rapporto di grande affetto e complicità, che permette alla bambina di crescere nell’amore che i genitori non sono in grado di darle.

Mr. Wainwright è un padre insensibile e un convinto schiavista, Mrs. Ann è una madre fredda e attenta solo alle convenzioni sociali. Saranno Mattie e gli altri schiavi a colmare il vuoto affettivo della piccola Lisbeth, a mostrarle il vero valore delle cose e delle persone.

Mattie accompagna Lisbeth nella propria maturazione personale – da piccola di casa a giovane debuttante – e nella scoperta delle bellezze e dei dolori del mondo. Ma un legame talmente forte tra due realtà così diverse non sarà immune dai pericoli di un’epoca segnata dall’ingiustizia. Se Mattie dovrà affrontare fino in fondo la crudeltà dello schiavismo, Lisbeth imparerà a conoscere un senso della vita che le farà sfidare le convenzioni di quegli anni.

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E’ un libro intenso e commovente, la storia è piacevole ma sopratutto ti tiene attaccato fino all’ultima pagina. Non è una delle trame più originali che abbia mai visto ma è comunque un libro che regala spunti di riflessione sul passato e sul futuro validi.

Bene!

Spero di avervi dato qualche ideuzza interessante, ditemi!

A domani!

Elisa

 

Pillole Letterarie/PoetryTime #18

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Song

When I am dead, my dearest,
Sing no sad songs for me;
Plant thou no roses at my head,
Nor shady cypress tree:
Be the green grass above me
With showers and dewdrops wet;
And if thou wilt, remember,
And if thou wilt, forget.

I shall not see the shadows,
I shall not feel the rain;
I shall not hear the nightingale
Sing on, as if in pain;
And dreaming through the twilight
That doth not rise nor set,
Haply I may remember,
And haply may forget.

 

Canzone
Quando io sono morta, mio carinissimo,
Non cantare canzoni tristi per me;
Non piantare rose alla mia testa,
Né ombroso albero di cipresso:
Sia la verde erba su di me
Con acquazzoni e gocce di rugiada umida;
E se tu vuoi, ricorda,
E se tu vuoi, dimentica.
Io non vedrò le ombre,
Non sentirò la pioggia;
Non udirò l’usignolo
Cantare, come (se fosse) addolorato:
E sognando durante il crepuscolo
Che né sorge né tramonta,
Per caso possa ricordare
E per caso possa dimenticare.

A Christmas Carol

In the bleak mid-winter
Frosty wind made moan,
Earth stood hard as iron,
Water like a stone;
Snow had fallen, snow on snow,
Snow on snow,
In the bleak mid-winter
Long ago.

Our God, Heaven cannot hold Him
Nor earth sustain;
Heaven and earth shall flee away
When He comes to reign:
In the bleak mid-winter
A stable-place sufficed
The Lord God Almighty
Jesus Christ.

Enough for Him whom cherubim
Worship night and day,
A breastful of milk
And a mangerful of hay;
Enough for Him whom angels
Fall down before,
The ox and ass and camel
Which adore.

Angels and archangels
May have gathered there,
Cherubim and seraphim
Throng’d the air,
But only His mother
In her maiden bliss
Worshipped her Beloved
With a kiss.

What can I give Him,
Poor as I am?
If I were a shepherd
I would bring a lamb,
If I were a wise man
I would do my part,–
Yet what I can I give Him,
Give my heart.

 

Canto di Natale

Nel pieno di un inverno tetro
il vento gelido si lamentava
la terra era dura come ferro
l’acqua come pietra;
la neve era caduta, neve su neve
neve su neve
nel pieno di un cupo inverno
tanto tempo fa

Il nostro Dio, il cielo non può trattenerlo,
né la terra sostenerlo;
cielo e terra fuggiranno
quando verrà il suo Regno;
nel pieno di un cupo inverno
una stalla fu sufficiente
per il Signore, Dio onnipotente
Gesù Cristo


Bastò per lui, che i cherubini
lo adorassero notte e giorno,
un seno pieno di latte
e una mangiatoria piena di fieno.
Bastò per lui, che gli angeli
caduti in passato,
il bue e l’asino e il cammello
lo adorassero

Angeli ed arcangeli
erano tutti lì riuniti,
cherubini e serafini
affollavano l’aria,
ma solo sua madre
nella sua beatitudine di vergine
adorò il suo Amato
con un bacio


Cosa posso dargli
povera come sono?
Se fossi un pastore
vorrei portare un agnello,
se fossi un Magio
vorrei fare la mia parte,
ecco ciò che posso donargli –
gli dono il mio cuore.

#piccolistralciletterari#

The Joy of Christmas book tag!

Buon mercoledì!

Oggi tag, negli ultimi mesi non ne ho più pubblicati ma durante le maratone cerco sempre di inserire un tag a tema natalizio che trovo facendo qualche ricerca, quello di questa maratona 2018 è “The Joy of Christmas, book tag“, l’ho trovato sul blog di Grazia ovvero “La Spacciatrice di Libri“. Ma da quello che ho letto sul blog di Grazia è stato ideato dalla booktuber Sam’s Nonsense.

E’ un tag super carino e le risposte che Grazia ha dato mi sono piaciute molto, dato che le ultime domande sopratutto sono molto natalizie ho pensato che fosse perfetto.

Io direi che possiamo iniziare immediatamente!

Aspettativa: l’eccitazione natalizia è palpabile.
Quale/i uscita/e aspetti di più?

Allora non c’è un vero e proprio libro che attendo con trepidazione ma ci sono future uscite di autori che mi hanno rapita la prima volta che ho letto un qualcosa scritto da loro, prendiamo ad esempio Sara Taylor, è uscito ad ottobre un suo nuovo libro e io l’ho scoperto l’altro ieri, (vergognoso), s’intitola “Il Contrario della Nostalgia” e lo devo recuperare il prima possibile. Oppure io sono sempre in attesa di qualcosa di nuovo di Neil Gaiman, sempre ad ottobre è stato tradotto in italiano il suo “Miti del Nord“. Oppure Paul Auster, sono sempre sull’attenti per le sue uscite anche se devo ancora leggere il suo “1234“.

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Canzoni e carole natalizi: di quale libro o
autore non puoi non cantare le lodi?

Ehhh troppi, a parte quelli citati sopra direi anche Sylvia Plath, Virginia Woolf, Charles Dickens, Charlotte Bronte (che però non è una delle mie autrici preferite), Harper Lee e il suo meraviglioso “Il Buio Oltre la Siepe”, Ray Bradbury, e per quando riguarda i poeti/poetesse Charles Baudelaire, Jorge Luis Borges, Emily Dickinson, Alda Merini e basta mi fermo percheé ne dovevo nominare uno e va sempre a finire così con me!

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Le casette di pan di zenzero: quale libro o
serie ha un world-building favoloso?

Avevo risposto ad una domanda simile in un tag di qualche tempo fa ma non voglio vedere quale risposta avevo scritto, voglio rispondere a secco.

A parte Harry Potter che insomma lo sappiamo, il genio della Rowling nel creare un mondo nuovo e magico è fuori da normale.

Anche il mondo di Poldark di Graham ma quello non è inventato dal nulla, ovviamente Le Cronache di Narnia direi come risposta definitiva.

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Canto di Natale: il classico preferito
o quello che vuoi leggere?

Jane Eyre, risposta secca per il mio preferito anche se io non ho mai un libro solo per “categoria”, è uno dei miei preferiti. Tra quelli che vorrei leggere, ovviamente Orwell, 1984 e La Fattoria degli Animali.

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Dolcetti di Natale: che libro vorresti ricevere per Natale?

Sono certa del fatto che nei prossimi giorni uscirà un articolo “wishlist” dei libri per Natale, perché è un ottima occasione di parlare di libri interessanti assieme ma per il momento rispondo con l’edizione a colori dell’Inferno di Dante, questa qui.

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Candele alla finestre: quale libro
ti dà una sensazione di calore?

Degli ultimi libri che ho letto, NESSUNO.

Il Grande Gatsby stranamente, non saprei dire il perché, sopratutto la prima parte e la parte centrale, forse il clima da festa mi da l’idea di calore.

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Alberi di Natale e decorazioni: quali sono
alcune delle tue copertine preferite?

Vi nomino queste due ma ce ne sono troppe per poterle mostrare tutte, la prima è di un’edizione che desidero molto di racconti di Poe, è bellissima. E la seconda è del secondo libro de la serie “Il Castello delle Stelle”, ditemi se non vi ricorda il Pianeta del tesoro!?

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La gioia del Natale: quali sono alcune delle tue cose
preferite del Natale e/o alcuni de tuoi ricordi preferiti del Natale?

Nell’infanzia ho sempre passato dei Natali meravigliosi, mi ricordo i mega pranzi e cene in famiglia, l’appendere le decorazioni fuori in giardino assieme ai miei genitori, fare l’albero con mia madre, il profumo di cibo che aleggiava in casa per tutti questi giorni, ricordo che durante il periodo scolastico desideravo così tanto l’avvento delle feste da sognarle tutto l’anno. Adesso le cose sono un po’ cambiate, molte anzi, ma il ricordo dei Natali passati mi riscalda il cuore ogni volta.

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Vorrei lasciare aperto questo tag a tutti/e! Chiunque voglia scrivere la propria versione mi faccia un fischio perché mi farebbe un grande piacere leggerla!

Bene!

Noi ci leggiamo domani!

Elisa

Abbandonare i Libri

Buon martedì e ben ritrovati ragazzi/e!

Vi avevo avvisato del fatto che quest’anno in questa maratona ci sarebbero stati più articoli “chiacchierecci” e in effetti eccone un altro.

Non vi preoccupate, nei prossimi giorni torniamo a parlare di qualcosa di più natalizio…

Comunque oggi voglio parlare dell’abbandonare i libri e non nel senso di lasciarli in giro o scordarseli da qualche parte, bensì interrompere la lettura magari a 10 pagine dall’inizio o a metà libro.

Tra l’altro questo argomento è venuto fuori anche nei commenti di qualche articolo fa, quello riguardo al mio 2018 di letture povere mi sembra.

Come per l’articolo dell’altro però volevo scrivere questo articolo da mesi forse, abbiamo sfiorato l’argomento negli scorsi tempi ma non ho mai scritto un qualcosa a riguardo.

L’argomento però è molto diffuso, sono convinta del fatto che ognuno di noi ha prima o poi abbandonato un libro, e non mentite, non mentite perché vi vedo!

Non so se ci avete fatto caso ma quando si abbandona un libro si hanno un po’ i sensi di colpa, e questo è riferito anche alle altre persone attorno a noi, quando un amico ci chiede di una lettura che abbiamo abbandonato la reazione è più o meno sempre la stessa, si sussurra piano a bassa voce “eh no ma… sai l’ho momentaneamente abbandonato… sarà il periodo, ehm sì”.

Adesso magari drammatizzo un po’ la situazione ma si ha sempre un po’ di senso di colpa dai questo è vero.

E’ come se si lasciasse andare piano piano, a piccole dosi un qualcosa che aveva ai nostri occhi grandi potenzialità e vedendolo sparire dalla nostra mente ci si incolpa del fatto che forse lo abbiamo lasciato troppo presto, sempre troppo presto per mostrare il suo vero valore.

All’inizio mi vergognavo di dire che avevo abbandonato un libro perché credevo che una volta iniziato andasse terminato ma ad oggi ho cambiato completamente idea.

Non si può insistere su un libro che non ci prende o che ogni volta riposato sul comodino o sul tavolo sembra non averci lasciato niente, va bene per le prime 10/20/30 massimo 40/50 o 60 pagine ma dopo se non vogliamo proseguire è giusto arrivare a patti con noi stessi e ammettere che no, non voglio più andare avanti, passo a qualcosa che mi appassiona di più o che trovo più interessante.

Ne parlo ora in un articolo perché forse mai come quest’anno ho sperimentato l’abbandono cospicuo di testi e di questi l’unico che per me rimane come un pallino fisso nella mia mente è “Casa di Foglie”, quanto brucia, è come una sconfitta per me anche perché ero arrivata ad un buon punto ma di sicuro lo riprenderò, di poche cose sono certa nella vita e questa è una di quelle.

Insomma si ha ancora un po’ di timore, o questo io avverto almeno, nell’ammettere che si è deciso di abbandonare un libro, questo non vale per tutti anzi molte persone con cui ho parlato non hanno problemi a dirlo, ma di solito si reclude il fatto dell’aver abbandonato un libro in un angolo remoto del cervello cercando di nasconderlo.

Quei libri sono sempre lì, sulla libreria che scrutano e ti ripetono che li hai abbandonati e se li date via, in scambio o li regalate dopo ci sarà il timore che se dovessi venirvi la voglia un domani di rileggerlo/i dovreste ricomprarlo/i.

Non c’è niente di male nel dire che abbiamo abbandonato un libro io credo, insomma se un libro non fa per noi o in quel momento non è la lettura giusta (o più semplicemente) non ci piace, stop alla lettura, passiamo al prossimo.

Ci sono talmente tanti libri interessanti da leggere, impossibile leggerli tutti in una vita, e fossilizzarsi su un titolo che non va giù solo perché si deve portare a termine a tutti i costi una lettura ti priva del piacere di questa.

Un altro argomento legato a questo è lo sforzarsi di leggere quando non c’è la voglia o la passione, sforzarsi non è mai una cosa positiva per quanto mi riguarda, anche se porti a termine la missione è comunque un qualcosa che non ti viene naturale, un qualcosa per cui hai dovuto incitare e sforzare te stesso/a quindi a mio avviso il risultato non sarà mai dei migliori.

Con questo intendo dire che si rovinerà la lettura probabilmente, ci sono due casi possibili con uno sforzo di lettura, o la ripresa improvvisa del libro ad un certo punto e quindi tutto sommato una belle esperienza di lettura finale o la rovina dell’esperienza a causa di questo sforzo, (la seconda di solito è quella più frequente).

Tutto ciò per dire, quando si abbandona un libro non c’è nulla di male, anzi credo ci sia quanto ci si sforza con un testo che non va per noi, è arrivato anche qui il momento di ammettere ad alta voce quali sono i libri che avete abbandonato e che bruciano di più, ditemi!

Io oltre a “Casa di Foglie”, citerei anche “Il Deserto dei Tartari” e “La Morte del Padre”, a parte i primi due comunque non mi pento dell’ultimo, i primi due li riprenderò di certo.

Quindi, qual’è il libro che più vi pentite di aver abbandonato? O quale libro super consigliato da altri con voi non ha raggiunto la passione desiderata nella lettura?

A domani!

Elisa

 

CitaTime

 “Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.

Per gli stessi sentieri fatati passammo infatti tu ed io, con passi timidi, insieme andammo attraverso le foreste piene di lupi, e i medesimi geni ci spiavano dai ciuffi di muschio sospesi alle torri, tra svolazzare di corvi.

Insieme, senza saperlo, di là forse guardammo entrambi verso la vita misteriosa che ci aspettava. Ivi palpitarono in noi per la prima volta pazzi e teneri desideri. “Ti ricordi?” ci diremo l’un l’altro, stringendoci dolcemente, nella calda stanza, e tu mi sorriderai fiduciosa mentre fuori daran tetro suono le lamiere scosse dal vento.

Ma tu – ora mi ricordo – non conosci le favole antiche dei re senza nome, degli orchi e dei giardini stregati. Mai passasti, rapita, sotto gli alberi magici che parlano con voce umana, né battesti mai alla porta del castello deserto, né camminasti nella notte verso il lume lontano lontano, né ti addormentasti sotto le stelle d’Orione, cullata da piroga sacra.

Dietro i vetri, nella sera d’inverno, probabilmente noi rimarremo muti, io perdendomi nelle favole morte, tu in altre cure a me ignote. Io chiederei “Ti ricordi?”, ma tu non ricorderesti. “

Dino Buzzati

Avrei Voluto Scriverlo Io

Buona domenica giovini!

Allora andrò dritta al sodo, oggi niente articolo inerente al Natale, ai regali, all’atmosfera natalizia, niente di niente.

Si torna a parlare su questo blog di scrittura finalmente, dopo secoli è arrivato il momento di farci una chiacchierata tranquilla su un punto specifico che riguarda a dire il vero sia la scrittura che la lettura.

Avevo in mente questo articolo da parecchio tempo, da mesi forse anche da un annetto.

Come vi avevo scritto in uno degli scorsi articoli in questa maratona natalizia mi piacerebbe dare più spazio ad articoli come questi in cui parliamo di un argomento specifico.

E a questo proposito c’è un pensiero che mi tormenta ogni tanto, una scintilla che mi scatta nella mente quando mi capita di leggere certi libri o racconti o ancora brevi esercizi di stile o ancora battute di una sceneggiatura.

“Quanto avrei voluto scriverlo io.”

Sono incappata in una vignetta molto simpatica tempo fa in cui una ragazza leggeva un libro e la sua parte da lettrice commentava con affermazioni del tipo “oh che storia interessante” oppure “mi chiedo cosa succederà nel prossimo capitolo” mentre la sua parte da scrittrice pensava “il ritmo di questo paragrafo è magnifico” o ancora “l’autore qui sta usando gli oggetti del quotidiano e le scene per mostrarci la miseria dei personaggi senza scriverlo direttamente”.

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Ecco questa qui.

E’ questa vignetta che mi ha dato l’ispirazione per questo articolo perché rappresenta alla perfezione ciò che si pensa leggendo un libro se oltre all’essere lettori si è anche scrittori (o aspiranti tali).

Ho voluto parlarvene perché molto spesso discutendo di scrittura, pronunciando questa frase mi capita di sentire risposte di questo tipo “ognuno scrive in modo diverso, non puoi desiderare di avere uno stile uguale ad un altra persona”, e io mi ritrovo sempre a dire “non è questo il punto”.

Penso ci sia una specie di rigida credenza nel pensare che chi scrive nello specifico (dato che si parla di questo mestiere) non può prendere ispirazione o desiderare di aver scritto una frase o un paragrafo scritto da un altra persona, come se questo sminuisse la creatività che risiede dietro a questa professione.

E questo vale anche per altre professioni che ruotano attorno alla creatività.

Mi è capitato diverse volte di pensare dopo aver letto un passaggio di un autore o autrice “ah che meraviglia! Questa è poesia allo stato puro, chissà a cosa avrà pensato mentre scriveva questa frase, quanto vorrei avere la sua fantasia e il suo immenso dono nel collegare parole che risuonano come una poesia.”

Non per questo però sento di essermi sminuita come aspirante scrittrice.

Questo è un meccanismo che appartiene di più all’idea utopica che si ha nell’immaginario collettivo dello scrittore o del creatore in generale.

Come l’immagine dello scrittore che è rinchiuso nella stanza più alta della torre più alta che medita tutto il giorno su ciò che vuole scrivere o ancora quello che vive in strada o nei bar per raffigurare il volto dell’umanità che incontra, certo non escludo che qualcuno viva secondo questo stile di vita e non c’è nulla di male ma questa visione appartiene a un idealizzazione ricavata da anni e anni di stereotipi.

Insomma come questi sono stereotipi lo è anche il fatto che uno scrittore non può pronunciare la frase “avrei voluto scriverlo io”.

Questa frase apre anche le porte ad un altra discussione che coinvolge la lettura, chi scrive ogni volta deve fare un lavoro (a volte impegnativo a volte meno) per dividere il lato del lettore da quello dello scrittore.

Alla fine però sono due parti che si appartengono in un certo senso.

Io non lo faccio sempre è per questo anche che nelle recensioni mi soffermo, a volte più del dovuto, a scrivere dello stile, del ritmo di tutti questi aspetti tecnici.

E’ difficile scindere i due lati, diciamo che sono utili a volte abbinati assieme e a volte complicano il tutto.

Tutto questo per dire una semplice cosa, è il momento di spezzare questo cliché ingiustificato ed è anche il momento di non dividere queste due personalità ma anzi di farle forse lavorare assieme, una parte si occupa delle informazioni tecniche e l’altra delle emozioni date dalla lettura, perché no?

Oltre a dire questo voglio chiedere a voi ragazzi/e, quando leggete un libro sentite emergere di più il vostro lato da lettore/lettrice o quello da scrittore/scrittrice? 

Bene!

Articolo domanda/riflessivo oggi ma ogni tanto è bello anche così dai, che ne dite?

A domani!

Elisa