Cose Estive (2020)

Buon mercoledì!

Come state? Come è iniziata questa settimana?

Oggi finalmente tornano le cose del mese, anzi due mesi, perché come ogni anno mi ritrovo ad accorpare le cose di luglio e agosto assieme. Sarà perché questi due mesi per me sono uno solo, è tutta estate insomma.

Ci eravamo lasciati infatti con le cose di giugno e riprendiamo da lì!

Come sempre vi ricordo che questo tipo di articolo è penso il più rilassato e tranquillo del blog, parliamo in breve (come no) delle cose del/dei mesi appena terminati in totale relax.

Che dire? Iniziamo perché come in ogni “episodio” di questa rubrica mi perdo sempre…

Film Estivi

Go With Me per la regia di Daniel Alfredson è una pellicola uscita nel 2015 e punta parecchio sul cast, perché troviamo attori del calibro di Anthony Hopkins, Julia Stiles, Alexander Ludwig e Ray Liotta.

Potete trovare il film su Prime Video ad oggi, io ammetto di essermi incuriosita sia per la trama che per gli attori presenti nel cast, inoltre questo film è stato presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 72.

Parla di questa ragazza che viene presa di mira da un uomo temuto e odiato di nome Blackway, viene addirittura aggredita da questo e disperata si rivolge alla sceriffo. Ma lo sceriffo di rifiuta categoricamente di aiutarla dicendole in modo chiaro e tondo che l’unica cosa da fare è levare le tende. Lei si rifiuta giustamente di andarsene, perché quella è casa sua e si è appena ritrasferita da poco, quindi va a chiedere aiuto ad un altro uomo, suggeritole dallo sceriffo, non riesce a trovarlo, ma in compenso trova un uomo (A. Hopkins) che si offre di aiutarla e con lui un ragazzo (A. Ludwig). Così i tre iniziano il loro viaggio senza avere un piano ben definito. Tutta la città non si azzarderebbe mai nemmeno con un dito a toccare Blackway, ma loro sì, per vari motivi, vendetta, libertà e pace.

I colori di questo film sono scuri, per tutto il tempo vediamo prevalentemente il blu e il nero, non c’è mai un colore più luminoso o chiaro.

Questa pellicola somiglia ad una specie di western moderno oscuro, c’è la rivalità, c’è la voglia di uno scontro e di una vendetta finale quindi il film si carica sempre più ad arrivare all’epilogo.

E’ un film che mette in luce diverse tematiche, prima fra le tutte l’indifferenza, a nessuno sembra importare dei soprusi subiti dalla giovane per mano di Blackway, soprusi subiti tra l’altro da molte altre ragazze prima di lei, tutti conoscono quest’uomo e sanno quello che fa, ma nessuno fa nulla per impedirlo, nemmeno le forze dell’ordine.

Altra tematica è quella della vendetta, in particolare l’uomo (A. Hopkins) ha un conto in sospeso con Blackway per una vecchia faccenda tragica che riguarda sua figlia.

Insomma è un film che io ho gradito, certo in alcuni punti è piuttosto lento, ci sono scene a mio vedere abbastanza inutili che vengono prolungate per troppi minuti. La trama è semplice, ma l’atmosfera è adatta alla storia e gli attori sono strepitosi. E’ uno di quei film che poggia sugli attori soprattutto diciamocelo. Non mi ha fatta impazzire, ma ho passato una piacevole serata gurdandomelo.

Serie tv Estiva

Per l’ennesima volta AHS stagione uno, non ho visto nient’altro dal punto di vista delle serie tv, ho rivisto fino allo sfinimento (ovviamente) le prime due stagioni di Good Girls, ah e non ho ancora visto la terza perché me la voglio conservare fino almeno al quasi arrivo della quarta… sono pazza, lo so.

Non sto qua più di tanto a parlare della prima stagione di AHS perché ne avevo parlato anche qualche anno fa se non sbaglio, tra l’altro stavo dando i numeri perché avevo voglia di riguardarmi a tutti i costi AHS e pensate che ero ad un passo dal comprarmi i dvd su Amazon, per poi accorgermi del fatto che questa serie è tutta disponibile su Prime Video… vabbè meglio tardi che mai.

Comunque è una stagione storica, che dire, solo che me la ricordavo diversa e migliore, è decisamente più sessuale rispetto ai miei ricordi e non sono una fan di quelle inquadrature con lo zoom ogni due per tre.

Documentario Estivo

Questo documentario è andato in onda su Crime Investigation, ovvero il canale 119 di Sky, canale sul quale hanno trasmesso anche altri documentari a tema, come ad esempio “Il Mostro di Firenze” ecc.

Perché cito questo? Perché sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla qualità di questo, diretto e creato da Matteo Lena e Francesco Agostini.

E’ un documentario in quattro puntate, ricostruisce tutta la vicenda del “Mostro di Udine” e sopratutto percorre varie pista, non da nulla per certo e ascolta ed esamina diverse versioni.

Questo è uno dei punti migliori di un documentario, secondo me, il non dare per vera una sola pista o versione, ma guardare la vicenda a 360°, mettendosi nei panni di tutti.

Ci si sofferma sulle vittime e sulle famiglie di queste, finalmente un documentario che si concentra anche sulle vittime e non solo sul serial killer della situazione, entriamo in ogni vita delle persone a cui questa è stata precocemente strappata, in alcuni casi parliamo con i famigliari che descrivono i loro cari perduti.

Anche dal punto di vista grafico l’ho trovato un ottimo documentario, davvero ben realizzato.

Canzoni Estive

Dancing With Your Ghost – Sasha Loan

Formation – Beyoncé

Track and Field – Running Up That Hill

Cosmetico/Prodotto Skincare Estivo

Per tutte e due i mesi estivi ho utilizzato questa crema idratante di Dr. Botanicals, alla canapa, è una crema dal colore verde, contiene olio di semi di canapa, contiene anche vitamine A, D ed E assieme a vari minerali.

La sua è un’idratazione buona, non eccessiva, dura per varie ore, se avete una pelle piuttosto secca magari è da combinare con altro.

Quadro/Artista Estivo

Albert Lynch (1860 – 1950) l’ho scoperto a luglio, è stato un pittore peruviano, nato in Germania, ma ha sempre vissuto in Francia.

Fu un pittore concentrato soprattutto sui ritratti femminili, ma anche sulle scene di vita francesi, come quella centrale “Signore che Prendono il Tè“.

Il quadro a sinistra invece è “La Bella Betty“, una delle sue rappresentazioni più famose, mentre quello a destra è “Il Broccato Rosso“.

Utilizzo poco la pittura ad olio, preferendo spesso l’acquerello, il pastello e la tempera.

Le sue opere sono pervase dallo stile della Belle Epoque, con un romanticismo quasi malinconico.

Illustrò anche vari classici come “La Signora delle Camelie”, “La Parisienne” e “Le père Goriot”.

Scoperta Estiva

Non ho fatto grandi scoperte questa estate se devo essere sincera, ho vissuto un’estate piuttosto tranquilla, ma comunque rilassante che mi ha infuso una buona dose di energia.

App Estiva

Transno è un’applicazione per prendere nota, creare liste, cartelle, file, insomma serve per l’organizzazione ed è molto simile a Notion, anzi io la preferisco a Notion.

Sono entrambe ottime, ma Transno per me è più intuitiva e semplice da utilizzare, in più è veloce rispetto a Notion che ho dovuto installare e disinstallare tre volte perché non c’era modo di farla partire.

Io uso questa app per organizzare le letture o creare delle schede appunti sui libri che sto leggendo, ora, di solito io ho un taccuino dove mi scrivo tutti gli appunti e le recensioni dei libri letti però in caso di mancanza di questo taccuino o nota veloce sfodero Transno.

Io lo uso così, ma ha svariati utilizzi, si può organizzare tutto con questa app, creare delle cartelle e inserire all’interno fogli, immagini, appunti vari, insomma la trovo molto utile.

Citazione Estiva

Vorrei quasi che fossimo farfalle e vivessimo appena tre giorni d’estate, tre giorni così con te li colmerei di tali delizie che cinquant’anni comuni non potrebbero mai contenere.

John Keats

Poesia Estiva

Come potrei trattenerla in me,
la mia anima, che la tua non sfiori;
come levarla oltre te, all’infinito?
Potessi nasconderla in un angolo
sperduto nelle tenebre;
un estraneo rifugio silenzioso
che non seguiti a vibrare
se vibra il tuo profondo.
Ma tutto quello che ci tocca, te
e me insieme
ci tende come un arco
che da due corde un suono solo rende
Su quale strumento siamo tesi,
e quale grande musicista ci tiene nella mano?
O dolce canto.

Come Potrei – R. M. Rilke

E voi? Cosa ha costellato la vostra estate? Come avete passato i mesi di luglio e agosto? Fatemi sapere!

A presto!

Cose di Giugno (2020)

Buon martedì!

Come state? Come state trascorrendo questa settimana?

Ormai tra l’altro ci stiamo anche avvicinando alla fine di questo torrido luglio che sembra essere arrivato dall’oggi al domani.

A parte queste considerazioni sul mese che sta per terminare, oggi parleremo un poco delle cose di giugno, direi che è arrivato il momento, anzi sono parecchio in ritardo.

Vi annuncio subito che questo articolo sarà piuttosto breve perché giugno è stato un mese piacevole per me, ma un mese in cui ho rivisto o riscoperto più o meno le stesse cose, non ho ampliato più di tanto il mio orizzonte.

Vorrei anche dire un’altra cosa prima di iniziare, nei prossimi giorni/settimane inaugurerò la sezione “cinema” del blog, ho sempre parlato un poco di film e serie tv, ma certe volte dedicare a queste solo un angolino ne “le cose del mese” mi sembra riduttivo, per alcune voglio davvero soffermarmi.

Per questo ci sarà una sezione dedicata, in cui parleremo di film, serie tv, articoli libro e film ecc. ecc.

Ovviamente come sempre l’argomento principale del blog rimarrà la lettura e i libri.

E ci tengo anche a specificare che le sezioni “film del mese, serie tv del mese e documentario del mese” non spariranno da questa tipologia di articolo.

Spero davvero che l’idea vi piaccia, io sono parecchio esaltata perché in quell’angolo ci butteremo a bomba nel mondo del cinema!

Ora iniziamo!

Film del Mese

Ho visto “Shutter Island” dopo aver letto “L’Isola della Paura” di Dennis Lehane, libro dal quale è stato appunto tratto il film.

Stessa cosa vale per “Misery non deve Morire” che ho visto dopo aver letto “Misery” di Stephen King.

Parleremo meglio di entrambi però in due articoli dedicati che ho in scrittura al momento in cui parleremo sia dei film che dei libri, quindi oggi non dirò molto, anzi voglio essere misteriosa del tutto e non dire nulla, vi dico solo che gli articoli stanno arrivando e lì parleremo per bene di tutto.

Posso però parlarvi de “Finché morte non ci Separi“, non ho in programma di scrivere nessun articolo dedicato a questo film infatti.

Dunque, ricordo di aver visto l’anno scorso la locandina di questo film senza sapere molto della trama, ma non ero rimasta particolarmente colpita dalla locandina anzi, mi dava anche qualche vibe “western” per qualche motivo…

Per la regia abbiamo Matt-Bettinelli Olpin e Tyler Gillett, mentre fra gli attori principali troviamo: Samara Weaving (Grace), Adam Brody (Daniel), Mark O’Brien (Alex), Henry Czemy (Tony) e Andy MacDowell (Becky).

Devo dire anche il titolo in italiano per me fa pensare subito ad una specie di commedia rosa con molto sangue in questo caso, il titolo originale è “Ready or Not” e ha un senso profondamente legato alla trama.

A proposito di trama, noi seguiamo Grace, una novella sposa che decide di accompagnarsi ad un ragazzo proveniente da una famiglia molto benestante, una delle più ricche d’America da ciò che viene fatto intuire. Lei non è però alla ricerca di soldi facili, lo fa perché ama Alex, il problema è che la famiglia Le Domas, quella di Alex ha una tradizione strana, ovvero per ogni nuovo membro della famiglia c’è una specie di rituale da mettere in atto. Questo rituale sta nel far giocare alla mezzanotte del giorno del matrimonio un gioco al nuovo arrivato/a. Gioco scelto da una specie di scatola magica, da questa scatola fuoriescono delle carte sulle quali c’è appunto scritto il gioco da fare. Tutti i giochi sono innocenti tranne uno “nascondino”, quello che capiterà a Grace purtroppo.

Noi seguiamo Grace e la famiglia Le Domas che per tutta la notte cerca di catturare la giovane sposa per sacrificarla.

Il film quindi si basa su una continua fuga di questa giovane che tenta in ogni modo di salvarsi.

Il film gioca sull’umorismo nero quindi ci sono tipiche scene di uccisioni che vengono spezzate da battute varie insomma.

Dal punto di vista della recitazione e della produzione questo film è ben realizzato, c’è un’ottima cura dei particolari, anche la protagonista (Samara Weaving/Grace) dà una gran prova di recitazione.

E’ interessante anche la psicologia dei personaggi di Daniel e Alex, i due fratelli, uno è un’alcolizzato sposata ad una donna che detesta, mentre l’altro è lo sposo novello.

Si pensa che Alex sia il salvatore, ma in realtà la situazione sarà un po’ diversa…

Nonostante questi punti positivi per me il film rimane un qualcosa di carino da vedere per passare magari una serata all’insegna dello humor nero con parecchio sangue, ma nulla di indimenticabile.

Sopratutto il finale per me è evitabile, ha senso ai fini della trama e al genere della pellicola, ma dopo averlo visto ha rovinato un poco la mia opinione del film.

Documentario/serie del Mese

unsolved-mysteries-recensione-nuova-docuserie-netflix-recensione-v2-49299-1280x16

Dunque, Unsolved Mysteries è una docuserie disponibile su Netflix, ha parecchie stagioni (14), ma ad oggi sulla piattaforma sono disponibili solo le prime sei puntate.

E’ una docuserie stile anni 80′ da ciò che ho letto in giro, anche se in realtà le puntate mi sono sembrate piuttosto nuove, sta di fatto che il format non è recente.

Allora, parla di casi irrisolti appunto, come da titolo, quindi casi di sparizione o omicidio che ad oggi ancora non hanno una risoluzione.

In ogni episodio assistiamo ad uno di questi casi, nel primo ad esempio si parla di un uomo trovato morto dopo essere caduto da un motel in un’edificio, viene etichettato come suicidio, ma questa etichetta suona davvero strana perché ci sono troppi elementi che non tornano.

E’ una docuserie interessante, lo spettatore sa fin da subito che il caso che andrà a vedere non è ancora stato risolto, è sempre interessante vedere il perché di ciò.

E’ ben realizzata secondo me come docuserie, le testimonianze, le interviste, le prove, tutto è ben costruito.

Piccolo angolo che non c’entra del tutto

Il 26 di luglio, quindi l’altro ieri è uscita su Netflix la terza stagione di Good Girls, serie che (lo abbiamo capito dato che lo ripeto ogni due per tre) io ho adorato alla follia.

Di certo parleremo meglio della terza stagione a settembre con tutta probabilità, o alla fine di agosto, perché ho intenzione di gustarmela durante le vacanze estive, sarà la mia vacanza insomma guardare Good Girls spaparanzata sul divano con un bel tè freddo.

PS: E se ancora non lo avete fatto, date un’occhiata a Good Girls!

Canzoni del Mese

Red Earth and Pouring Rain – Bear’s Den

Cherry Tree – The National

The Enemy – Andrew Belle

scaredkrow – Heart of Steel

Melanie Martinez – Drama Club

 Can I be Him? – James Arthur

Lunchbox Friends – Melanie Martinez

 

Cosmetico/Prodotto Skincare del Mese

50014_1200x1500-02

Si sa, fa caldo.

E con il caldo che c’è i prodotti che preferisco utilizzare sono freschi e leggeri, tra l’altro come scritto anche nello scorso “cose del mese” dopo il lockdown ho quasi abbandonato del tutto il trucco, nelle settimane/mesi di quarantena non ho quasi utilizzato per nulla il trucco e per ora sono nel mio periodo “no o poco trucco”, mi piace truccarmi, ma ultimamente tra il caldo e il resto sto bene anche così.

Comunque il prodotto di giugno è un prodotto skincare di Erno Laszlo, un brand americano se non erro, che trovate su siti come LookFantastic e punta su vari prodotti skincare come creme viso, tonici, maschere ecc.

Io ho il prodotto della foto nel formato travel size, quello full size diciamo che non è uno dei più economici che esistano, non so se lo acquisterò in full size, ma per ora mi sta piaciucchiando, è l’Hydraphel Skin Supplement, un tonico calmante per pelle secca o molto secca.

E’ un tonico con una formulazione un poco particolare rispetto agli altri, è più “pesante” rispetto alla classica formulazione liquida e acquosa dei tonici, insomma si avverte che ha una funziona idratante.

Non è così tanto idratante per le pelli extra secche, può essere un buon prodotto, ma ovviamente sempre utilizzato con altro.

Mi piace perché è fresco e piacevole da applicare nella calura.

Quadro/Artista del Mese

L’artista di giugno per me è stato Alexandre Cabanel, un pittore francese dell’800.

Ottenne grande successo con il suo “La Nascita di Venere“, (il primo in alto a sinistra), acquistato da Napoleone III nel 1863.

Lo stesso anno diventò membro dell’ Acadèmie des beaux-arts.

Fu pittore di storia, di genere e ritrattista: conteso dai collezionisti d’Europa e d’America, richiesto come ritrattista, fu nemico del Naturalismo e dell’Impressionismo, e fu attaccato da Émile Zola e da tutti coloro che difendevano la necessità di un’arte meno soave e più realista.

Fra le sue opere più famose troviamo: La Morte di Mosè (1851), L’angelo Caduto (1868), Ofelia (1883) e Nascita di Venere appunto.

Scoperta del Mese

A giugno come dicevo ho rifatto/rivisto/riscoperto più o meno vecchie cose quindi non ho grandi scoperte, ne ho una che in realtà è piuttosto personale e riguarda la me lettrice.

Ho scoperto di essere un’appassionata di libri/romanzi inerenti alle case, ad esempio storie che riguardano dimore infestate, maledette, ma non deve essere per forza una storia horror o thriller, mi sono accorta di essere affezionata ai libri che hanno come protagoniste le case in ogni loro forma.

Sono una persona legata al concetto di casa e quasi all’improvviso mi sono accorta di leggere spesso storie di questo tipo, di qualunque genere, dal giallo, all’horror, alla narrativa contemporanea , tutto insomma.

Tra l’altro se conoscete qualche libro di questo tipo, che ha come protagonista una casa o una dimora comunque, anche un castello, fatemi sapere, mi fa un immenso piacere scoprire nuovi titoli da leggere!

App del Mese

unnamed (1)

L’app del mese è stata Moodpath per me, un’applicazione che si basa su un qualcosa di molto interessante.

E’ una specie di mood tracker diciamo, ogni giorno vi fa domande sul vostro umore/stato d’animo, è suggerito per chi ha ansia frequente o frequenti sbalzi di umore.

Per quanto mi riguarda può essere utile per guardare l’evoluzione del proprio stato d’animo, si vede ciò grazie ad un uso prolungato.

E’ un’idea utile e si focalizza su un qualcosa che nella vita di tutti i giorni magari non notiamo più di tanto come il nostro umore, sì ci facciamo caso, ma nella vita frenetica lo mettiamo al secondo posto.

Citazione del Mese

“Posso renderti felice, – disse lui… – E a casa vicino al fuoco, ogni volta che alzerai lo sguardo io sarò lì; e ogni qualvolta che alzerò lo sguardo, tu sarai lì.”

– Thomas Hardy

Poesia del Mese

E il vostro di giugno come è stato? Fatemi sapere!
Noi ci leggiamo prestissimo!
notes_190131_143522_b6d_1-e1548941801294 (1)

Cose degli Ultimi Mesi – Versione 2.0

Buon sabato e buon weekend!

Prima di tutto, come state? Come state trascorrendo queste giornate? 

Oggi torna una tipologia di articolo, o rubrica in generale, che adoro scrivere, come dico sempre infatti questo articolo è perfetto per essere letto in un momento di relax magari con un caffè o un qualcosa di fresco dato il caldo dell’ultimo periodo.

E’ tra l’altro una rubrica che non aggiorno da… beh dal dicembre del 2019, volevo rinnovare tutto di questa rubrica, ma credo di essermi persa in dubbi e domande varie.

Ma ora “le cose del mese” è di nuovo qui, versione 2.0 con nuove categorie alcune in sostituzione di altre che ho scelto di eliminare, ma da ora in poi questo tipo di articolo sarà decisamente più ricco, senza parlare dell’appuntamento di oggi che credo sarà interminabile data la mole di “cose” di cui voglio parlarvi.

Iniziamo subito perché questo sarà con tutta probabilità l’articolo più lungo di questa rubrica che abbia mai scritto.

Parleremo di tutte le cose dal gennaio del 2020 ad oggi, quindi uh! Preratevi!

Ovviamente non sarà sempre così, la rubrica verrà aggiornata da ora con più frequenza e non sarete costretti/e a sorbirvi una lista immensa perché la sottoscritta è in ritardo.

Film degli Ultimi Mesi

 

 

Ho visto vari film in questi mesi, parecchi a dire il vero, ma diversi erano revisioni e altri non mi hanno lasciato un granché quindi con tutta probabilità è per questo che il mio cervello li ha rimossi.

I due che ricordo bene ancora ora sono “We have always Lived in the Castle” o “Mistero al Castello Balckwood” per la traduzione italiana che io non comprendo del tutto e “Midsommar – Il Villaggio dei Dannati“.

Per il primo non capisco la scelta di tradurre in modo differente il titolo in italiano, ma a parte questa incomprensione come avrete intuito (quasi di certo dal titolo in inglese) questo è il film ispirato al titolo dell’omonimo romanzo di Shirley Jackson, “Abbiamo Sempre Vissuto nel Castello“.

Allora…

Ho sentito parlare pochissimo di questo film e anche facendo qualche ricerca non sono incappata in particolari video dedicati alla promozione (a parte ovviamente i trailer) o interviste varie, eppure non ho trovato “macchie” nel curriculum di questa pellicola, il film è stato presentato al Los Angeles Film Festival nel 2018 e distribuito nelle sale americane nel 2019, mentre in Italia arriva nel 2020 su Prime Video.

Fra gli attori principali troviamo Taissa Farmiga (Merricat), Alexandra Daddario (Constance), Crispin Glover (zio Julian) e Sebastian Stan (cugino Charles).

Il film segue esattamente le vicende del libro, quindi ci troviamo in questa dimora abitata dalle due sorelle e dallo zio  sopravvissuti ad un avvelenamento che ha portato alla morte ai genitori delle due, in seguito a questo i Blackwood (in particolare le due sorelle Merricat e Constance) sono diventate mal viste in paese, sono prese di mira in vari modi e vivono quasi del tutto isolate tranne nei momenti in cui Merricat è costretta a recarsi in paese per procurasi i beni di prima necessità.

C’è un sottile equilibrio che regna in casa, equilibrio che viene rovinosamente ribaltato quando arriva il cugino Charles.

Avevamo già parlato del testo di Shirley Jackson in una recensione di qualche tempo fa (che vi lascio qui) e in quell’occasione mi ero concentrata sull’aspetto psicologico della storia perché secondo me è il più importante, questo libro e film infatti appartengono al genere horror psicologico e rientrano a pieno in questa descrizione.

Come scritto prima è un film parecchio fedele al libro, nel senso che io durante la visione ho riconosciuto quasi ogni scena come presente anche nel testo (c’è anche da dire che la mia lettura risale ad anni fa quindi potrei aver tralasciato qualcosa), la regia non spicca per originalità secondo me, non ha particolarità sotto questo punto di vista, la fotografia invece è davvero buona.

Forse non ha avuto così tanto successo perché il libro si concentra parecchio sulla psicologia e sui pensieri di Merricat, ma un film riesce a cogliere certe sfumature di meno rispetto ad un libro, o forse sto solo cercando un significato…

Il libro ruota tutto attorno alla spirale sempre più oscura in cui finisce la mente di Merricat e anche al suo legame a tratti morboso con la sorella, il film coglie il senso del testo, ma non riesce a renderlo profondo come il libro secondo me.

In linea di massima da persona a cui è piaciuto il libro, ho gradito il film.

Midsommar invece è uno degli horror dell’anno, ne ho sentito parlare ovunque e quasi sempre in un tono entusiasta, per la regia di Ari Aster (lo stesso de Hereditary – Le radici del Male), ha come protagonisti l’attrice Florence Pugh, l’attore Jack Reynor, William Jackson e Will Poulter.

Andiamo subito alla trama, di cosa parla Midsommar?

Di Dani una giovane ragazza che si ritrova in un momento piuttosto buio, la sorella si è suicidata e ha portato con sè anche i loro genitori, e come se non bastasse i suo fidanzato Christian vuole lasciarla, incitato anche dai suoi amici.

Questi amici ad un certo punto decidono di organizzare un viaggio in Svezia per partecipare ad un festival folkloristico, all’inizio Dani non viene invitata ma è Christian a costringere gli amici e alla fine tutti partono per la Svezia.

Qui entrano in un villaggio assai strano per loro, in cui tutti sono vestiti di bianco e sembrano all’apparenza insoliti, ma comunque gentili, e in breve tempo tutto si trasformerà in un esperienza sempre più inquietante che non lascia scampo.

In questo horror viene esaltata la fotografia che diventa un altra protagonista del film, non si può non ammirare il gran lavoro fatto in questo campo, ho adorato l’uso dei colori, si passa da un bianco limpido a colori accesi con parecchia saturazione, ad esempio i colori dei fiori sono sgargianti e attirano del tutto l’occhio.

La scenografia è quasi sempre pulita e netta, ogni oggetto o personaggio o minima sfaccettatura è al suo posto in un fotogramma costruito a tavolino.

A tratti alcune inquadrature sembrano quasi inutilmente elaborate, questo forse è uno dei pochi difetti.

E’ crudo come film, mostruoso, è quel tipo di horror che gioca sul rinchiudere la protagonista in uno scenario a lei sconosciuto circondata da personalità che non conosce, a parte il fidanzato e gli amici che man mano inizieranno e a diventare quasi estranei.

Avanzando nel film ad un certo punto si avverte quasi un senso di abbandono, Dani infatti si ritrova ad una scelta finale piuttosto importante e non fa altro che lasciarsi andare ad una nuova realtà.

E’ un film che fa leva sul sentirsi isolati in mezzo ad una società/cultura ignota e spaventosa che adotta riti crudeli che considera normalità.

Mi è piaciuto come film, sinceramente non lo rivedrei, non tanto per la crudezza delle immagini o per il senso di claustrofobia e crudeltà mascherata a normalità, ma più perché lo considero uno di quei film che si vedono una volta solo, ovviamente questo vale per me.

Serie tv degli Ultimi Mesi

Qui ragazzi/e ce ne sono parecchie, infatti ora le mostrerò tutte, ma ne parleremo pian piano, via!

Sì, sono parecchie, ma andiamo con calma.

Parliamo di quella che per me regna sovrana su tutte, la mia preferita in questa lista di ben sette serie tv, quella che ho amato e che continuo a rivedere a ripetizione.

Good-Girls-3-stagione

Ho scoperto questa serie per puro caso, infatti un giorno mi è stato suggerito su Youtube un video in cui veniva mostrato un collage di scene prese dalla serie, mi ha incuriosita e alla sera mi sono guardata la prima puntata su Netflix, è stato l’inizio della fine.

Come scritto questa serie si trova per noi in Italia su Netflix, ma viene trasmessa in America anche sulla NBC.

La serie ad oggi ha tre stagioni, anche se è stata confermato da poco il rinnovamento per una quarta stagione, le prima due sono disponibili in italiano su Netflix mentre la terza deve arrivare.

La terza stagione è stata trasmessa fino a poche settimane fa negli States ed è stata tagliata, avrebbe dovuto essere la stagione più lunga della serie (con ben 16 episodi), ma per la pandemia è stata tagliata ad 11 episodi.

La serie è stata creata da Jenna Bans e Jeannine Renshaw, con co-produttrice esecutiva Dean Parisot che ha diretto l’episodio pilota.

Come attori/attrici principali abbiamo Christina Hendricks (nei panni di Beth), Mae Whitman (nei panni di Annie, la sorella di Beth), Retta (nei panni di Ruby), Matthew Lillard (nei panni di Dean, il marito di Beth) e Manny Montana (nei panni di Rio).

La trama base della serie è questa:

Tre donne (Beth, Annie e Ruby) in una situazione economica assai complessa (nel momento in cui le conosciamo noi) scelgono di rapinare un supermercato con l’obbiettivo di prendere trentamila dollari, il supermercato è quello in cui lavora Annie, la sorella minore di Beth.

Riescono nel loro intento e sono in preda all’euforia per il successo, ma scoprono ben presto di non aver preso la cifra desiderata bensì molto di più, mezzo milione di dollari.

E si insospettiscono, come può un supermercato non così grande avere in cassaforte una cifra simile? E i loro sospetti sono fondati perché ad un certo punto ricevono una visita da un individuo parecchio minaccioso, il capo di una gang, Rio.

Dopo l’arrivo di Rio la loro vita non sarà più quella di prima.

La serie verte su vari punti, ma secondo la mia particolare analisi nel secondo episodio della prima stagione c’è un monologo che introduce il significato profondo della serie, è un monologo di Beth, lei parla mentre rischia la vita, ha una pistola puntata alla testa e parla della sua normalità, del fatto che loro tre sono persone normali e un evento come l’omicidio di una o più sconvolgerebbe tutti (per vari motivi).

Questo monologo all’apparenza inserito per far capire allo spettatore che Beth vuole salvarsi e salvare le altre ha decisamente più significati, è la serie stessa, donne normali (e buone come da titolo) che finiscono per mantenere una facciata tale diventando tutt’altro.

La serie appartiene al genere drama-comedy e ci rientra a pieno, ha momenti divertenti seguiti da momenti drammatici, in cui le protagoniste si ritrovano davanti a scelte difficili e tragiche, tradimenti e ferite difficili da chiudere.

Ma il tutto è sempre presentato in modo non tragico, mantiene quasi sempre un’alone di simpatia.

La regia è buona, ho adorato le musiche, sempre perfette, è una serie che risulta in toto davvero godibile.

Ho adorato il rapporto fra le tre donne, c’è molta chimica e si vede, ogni volta che mi capita di arrivare ad una scena in cui parlano e complottano fra di loro mi sembra di ritrovare quella sensazione che si prova quando si è in compagnia di amiche fidate con cui puoi parlare di tutto, queste trasmettono un forte senso di amicizia e lealtà.

Insomma, adesso mi fermo perché se fosse per me starei qui a parlare solo di “Good Girls” ma abbiamo altre 6 serie di cui parlare.

Voglio però dire solo una cosa, Good Girls è una serie iper sottovalutata, molte persone a cui ho nominato la serie non ne conoscevano nemmeno l’esistenza e nemmeno io prima di incorrere in un fortuito video su internet, tutto ciò per dire, date una possibilità a questa serie, se una sera (o una mattina, un mezzogiorno, un pomeriggio quando volete gustarvi qualcosa in tv) non sapete cosa guardare e avete voglia di una serie frizzante, divertente con protagoniste forti e “normali”, guardate Good Girls.

Sembra tanto un appello questo e forse lo è, merita di essere conosciuta e apprezzata questa serie.

Locke-Key-Netflix-

Locke & Key è una serie piuttosto di successo, si trova sempre su Netflix e dal momento del lancio è andata incontro a un buon numero di consensi.

So che non a tutti è piaciuta, si basa su una serie di graphic novel (che io non ho letto, ma che voglio recuperare, figurarsi se sto ferma) di Joe Hill e Gabriel Rodriguez.

Tra gli attori/attrici principali troviamo: Darby Stanchfield (Nina Locke), Connor Jessup (Tyler Locke), Emilia Jones (Kinsey Locke), Jackson Robert Scott (Bode Locke) e Laysla De Oliveira (Dodge/Eco).

La serie parla di questa famiglia, la famiglia Locke che decide, dopo la morte del padre e marito, di trasferirsi nella loro casa ancestrale in Massachussets, questa casa però è speciale, magica, infatti all’interno di questa casa si trovano delle chiavi particolari che donano abilità e poteri. Un demone però, che all’inizio abita sul fondo di un pozzo, vuole tutte le chiavi e non si fermerà di fronte a nulla.

La parte migliore della serie per me è l’atmosfera, è quasi sempre oscura, anche nei momenti di “tranquillità” o presunta tale, si ha sempre il sentore che qualcosa di maligno stia per accadere.

Ci tengo a dire che non ho terminato la prima stagione, mi mancano pochi episodi alla fine, voglio specificarlo perché ho letto varie opinioni in giro in cui si criticava il finale di stagione e la piega generale della serie verso la fine.

E’ una serie che affronta un’infinità di temi, dai traumi infantili, alla morte di un genitore, dall’impotenza a quel delicato periodo che è l’adolescenza, dai legami famigliari alla fiducia, insomma c’è molto di cui parlare.

La regia è anche qui buona, non è un qualcosa di sconvolgente, la scenografia mi è piaciuta sopratutto per il punto di prima, per il creare scene che incutono sempre un po’ timore.

Uno degli altri punti forti della serie è il concept di base, ovvero l’idea delle chiavi e il fatto che la casa è la protagonista della serie, forse sono un poco di parte perché le storie in cui si da vita ad un edificio sono fra le mie preferite.

E’ un sarei in completo stile Netflix, quindi adatta da guardare per intrattenimento, ma come dicevo tratta anche tematiche forti, che riportano un po’ tutti noi all’infanzia.

Mi è piaciuta.

the-office-us

The Office è una serie piuttosto famosa, sopratutto in America, io l’ho vista su Prime Video, lì trovate tutte le 9 stagioni.

Ci sono varie serie comedy in questa lista, sono stati mesi difficili per tutti, una risata era necessaria.

Allora The Office, è una sitcom americana appunto creata da Ricky Gervais e Stephen Merchant, insieme con Greg Daniels.

La serie è realizzata con la tecnica del falso documentario, narra le disavventure di un gruppo di colleghi che lavora in una sede della Dunder Mifflin, un’azienda che si occupa della distribuzione della carta.

La trama è questa quindi noi seguiamo le varie gag che accompagnano i personaggi i ogni episodio mentre sono costretti a sopportare l’umorismo imbarazzante del loro capo Michael.

Fra gli attori principali troviamo: Steve Carell (Michael Scott), Rainn Wilson (Dwight Schrute), John Krasinski (Jim), Jenna Fischer (Pam), B.J. Novak (Ryan), Ed Helms (Andy), Brian Baumgarner (Kevin), Leslie David Baker (Stanley), Kate Flannery (Meredith), Angela Kinsey (Angela), Oscar Nunez (Oscar), Phyllis Smith (Phyllis), David Danman (Roy), Melora Hardin (Jan), Mindy Kaling (Kelly) e Paul Lieberstein (Toby).

Non è quel tipo di serie che ti fa ridere a crepapelle dall’inizio alla fine, ma le gag sono quasi sempre di alto livello, alcune invece sono volutamente imbarazzanti sopratutto quelle che riguardano Michael e il suo umorismo appositamente sbagliato.

All’inizio la serie non ha ricevuto un gran feedback (dalla critica sopratutto) ma con il tempo e le stagioni successive man mano è diventato un vero fenomeno, è entrata nella cultura americana.

Ho adorato l’evoluzione dei personaggi nel corso delle puntate, seguire le loro vite, i loro legami con gli altri colleghi e non solo è affascinante, è come stare accanto a dei buoni amici per anni.

Vorrei inoltre dire che la scelta degli attori è stata perfetta secondo me, ognuno è al posto giusto.

boris-la-serie_opt

Abbiamo un altra serie comica, questa volta italiana, ovvero Boris, ideata da Luca Manzi.

Ho visto questa serie su Netflix, lì trovate tutte e tre le stagioni.

Tra gli attori/attrici principali troviamo: Francesco Pannofino (René), Alessandro Tiberi (Alessandro), Caterina Guzzanti (Arianna), Carolina Crescentini (Corinna), Pietro Sermonti (Stanis), Eugenia Costantini (Cristina), Karin (Karin), Angelica Leo (Fabiana) e Ninni Bruschetta (Duccio).

E’ una delle serie comiche italiane più citate e più pop direi degli ultimi tempi, volevo vederla da parecchio, perché ne ho sentito parlare ovunque senza sapere bene nulla a riguardo.

La serie ha un concept interessante, ovvero segue le avventure su un set di una fiction televisiva, noi in particolare all’inizio seguiamo Alessandro, uno stagista appassionato di spettacolo al suo primo giorno sul set.

Su questo set troviamo i vari personaggi, tra cui René, il regista che sembra aver abbandonato l’idea di realizzare produzioni di qualità per lasciarsi andare a prodotti televisivi privi di qualunque tipo di qualità, si ritrova a girare la seconda stagione di una serie tv fallimentare ovvero “Gli Occhi del Cuore 2”.

Come detto da Marta Bertolini,  «Boris fu vittima, o forse è stata la sua fortuna, della pirateria: diciamocelo, Boris su Fox lo guardava pochissima gente ed è diventato un culto grazie al passaparola e alla pirateria.»

E’ una serie divertente, critica riguardo un tipo di televisione infima e ad altri aspetti del nostro paese, il favoritismo, i giovani sottopagati, la rinuncia alla qualità ecc. ecc.

E’ una serie brillante, acuta, ma anche forte in tutti i sensi, l’umorismo di René è sempre… diretto.

Merita di esser vista di certo.

bloodride-80391

Bloodride è una serie Netflix, composta per ora da una sola stagione uscita quest’anno.

La prima stagione si compone di 6 episodi ognuno di loro è indipendente.

In ogni episodio infatti ci viene narrata la storia di un personaggio fra quelli presenti su un inquietante bus, ad inizio episodio compare sempre il filmato di questo bus dentro al quale viaggiano un manipolo di persone fino a quando l’inquadratura si sposta su una/o più persone in particolare e lì capiamo che lui/lei/loro saranno i protagonisti dell’episodio.

La serie è creata da Kjetil Indregard e Atle Knudsen, è di origine norvegese.

Questo tipo/struttura di serie mi ricorda molto una serie di cui vi avevo parlato tempo fa ovvero Creeped Out, sempre disponibile su Netflix.

Me la ricorda, ma sono comunque parecchio diverse, ad esempio Creeped Out l’ho apprezzata molto perché è sempre una serie con episodi a sé ma legati da un punto in comune e ogni episodio racconta una storia/leggenda/evento, ben costruito che ha un suo senso logico e ha degli ottimi ritmi.

Bloodride no, prima di tutto io ho ipotizzato che questo bus fosse una specie di bus infernale diciamo, un mezzo di trasporto per le anime che raggiungono l’inferno, ma è una mia ipotesi perché non è ben specificato ed è un peccato perché è la base della serie, ma è anche uno degli aspetti pi affascinanti.

A parte questo ho un serio problema con le storie narrate, mi è capitato di non sopportare la maggior parte dei personaggi, ma questo non è stato l’aspetto peggiore per me, la critica che mi sento di smuovere alla serie è che ogni episodio sembra cadere nel delirio o nella risoluzione finale senza mezze misure, non ha un buon ritmo, non c’è una tempistica piacevole, tutto decade in qualche nano secondo.

Alcune storie sembrano proprio leggende e sono interessanti, ma il modo in cui vengono trattate non lo è a mio avviso, mi aspettavo di più, peccato perché l’idea del bus infernale non era male.

The-Good-Place-4

The Good Place è una serie fantasy creata da Michael Shur, ha quattro stagioni ed è terminata con appunto la quarta e ultima stagione, è stata trasmessa sulla NBC.

Fra gli attori/attrici principali troviamo: Kristen Bell (Eleanor), William Jackson Harper (Chidi), Jameela Jamil (Tahani), D’Arcy Carden (Janet) e Manny Jacinto (Jason).

La serie è disponibile su Netflix e su Infinity.

Anche qui abbiamo un concept di base degno di essere approfondito, Eleanor infatti, la nostra protagonista, muore e si ritrova nell’aldilà. Qui incontra il suo mentore Michael, che le dice di essere meritevole di stare nella “parte buona” per tutte le sue buone azioni compiute in vita. Il problema è che deve esserci stato un errore, Eleanor non è una persona buona, anzi è una ragazza egoista che non ha compiuto nessuna delle azioni elencate da Michael.

So che a molte persone è piaciuta questa serie, appartenente al genere comedy, a me purtroppo no.

Ho guardato quasi tutta la prima stagione, tranne l’ultimo episodio perchè ad un certo punto ho perso interesse.

Gli effetti fantasy sembrano “economici” diciamo, non capisco se è un effetto voluto oppure no, sta di fatto che è una serie comedy che non fa mai ridere.

Io non credo di aver sorriso nemmeno una volta durante la visione e non ho un umorismo così schizzinoso…

Non ho dei particolari che legano lo spettatore in un qualche modo, ripeto, l’idea base è ottima il problema è tutto il resto, l’umorismo, l’interesse, gli effetti, lo svolgimento in generale.

on-my-block-cinematographe-1024x576

Infine parliamo di “On My Block“, serie tv disponibile su Netflix, ha attualmente tre stagioni.

La serie è stata creata da Lauren Lungerich, Eddie Gonzalez e Jeremy Haft.

Tra gli attori/attrici principali troviamo: Sierra Capri (Monse), Jason Genao (Ruben), Brett Gray (Jamal), Diego Tinoco (Cesar) e Jessica Marie Garcia (Jasmine).

La serie si basa sulle vicende di un gruppo di ragazzi che abita in un quartiere difficile di Los Angeles, Freeridge, in mezzo a bande di quartiere, questi sono in procinto di iniziare le superiori.

Affrontiamo vicende legate alla crescita dei personaggi, quindi mi verrebbe da chiamarla una serie tv di formazione, questi giovani come scritto sono a stretto contatto con una banda, in particolare Cesar finisce (per la sua famiglia) invischiato all’interno di una banda e i suoi amici di sempre cercano di aiutarlo ad uscirne.

Vediamo uno spaccato di società difficile, che ha a che fare con la criminalità.

I personaggi sono caratterizzati bene, anche gli attori che li interpretano sembrano ottimi per la parte.

Sono ragazzini che si ritrovano vicini ad un passo importante e devono iniziare al loro futuro, in tutto questo come se non bastasse appaiono centinaia di altri problemi e loro di tutto per cercare di risolverli assieme.

Il loro legame è un piacere da vedere specialmente in alcune situazioni delicate.

La serie non spicca per estri creativi o originali secondo me, ma rimane una visione piacevole.

Documentario degli Ultimi Mesi

maxresdefault

Going Clear, Scientology e la Prigione della Fede” è stato il documentario dell’ultimo periodo per me.

E’ del 2015 e da qualche settimana è disponibile su Netflix, il documentario è stato tratto da un omonimo saggio (in Italia edito da Adelphi) di Lawrence Wright, presente anche lui nella pellicola.

Il tutto è diretto da Alex Gibney, un protagonista del documentario stesso.

La pellicola è di 120 minuti circa, e tratta di Scientology e di tutto ciò che si nasconde dietro alla facciata blu di questa organizzazione, dalle sue origini, al fondatore Ron Hubbard, a storie di torture e vessazioni.

Ho già visto vari documentari sull’argomento, ma questo ha aggiunto informazioni che non conoscevo e che ritengo davvero importanti per farsi un’idea più netta su ciò che è Scientology e su quello che è accaduto nella storia di questa organizzazione.

Scientology non è riconosciuta in Italia come religione, ma negli Stati Uniti e in Australia (e anche in Inghilterra) è riconosciuta come religione.

La chiesa di Scientology si basa sui principi istituiti dal fondatore, Ron Hubbard appunto, uno scrittore che iniziò la sua carriera negli anni trenta pubblicando testi di genere fantasy, western, fantascienza e tanti altri, nel 50′ però ci fu una svolta nella sua carriera con il testo Dianetica/Dianetics, l’opera alla base della chiesa che riscosse un enorme successo.

La vita di quest’uomo è davvero intricata e lunga da descrivere, sta di fatto che dalla sua mente nascono i principi di questo credo, tutti basati sulla mente e sull’universo contenuto in essa.

Questo documentario è una descrizione (non completa perché ciò avrebbe richiesto di certo più ore) della chiesa, delle sue pratiche, della sua storia, del perché è diventata una religione e tutto questo viene spiegato da chi è stato all’interno della chiesa per anni.

All’interno di questo gruppo ci sono anche personaggi famosi, si prendono in esame anche due figure di spicco che hanno di certo offerto molta pubblicità a Scientology, ovvero Tom Cruise e John Travolta.

All’inizio chi entra nella chiesa lo fa perché si sente bene, magari è in un periodo complesso della propria vita ed è vulnerabile, Scientology utilizza uno strumento, l’E-meter, e una persona che entra a far parte dell’organizzazione deve sottoporsi spesso a sessioni di e-meter, questo strumento (ma è il caso di dirlo, chi usa lo strumento, non lo strumento stesso) sonda nella memoria dell’interrogato e cerca di “ripulire” questa memoria portando alla luce ricordi traumatici.

Una persona si sente bene perché vede in questi la risposta a tutto ciò che non va nella propria vita, il problema è che la memoria non è attendibile, quindi la maggior parte dei ricordi che fuoriescono da questo vaso di Pandora non sono veri, sono una caricatura (magari un frammento di uno spot pubblicitario visto da piccoli o altro) e vengono utilizzati come se fossero ricordi attendibili veri e propri.

Tutto il materiale che fuoriesce da questi interrogatori viene registrato e se c’è qualcosa di compromettente viene messo da parte per ricattare in un futuro l’interessato.

Il documentario mostra ogni fase che accompagna un membro di Scientology, mette in luce alcuni fatti piuttosto conosciuti accaduti negli anni, si sofferma in particolare sulle testimonianze e sull’esperienza di ogni intervistato/a.

Gli effetti utilizzati sono ottimi, la regia altrettanto ed è nel complesso un documentario davvero ben realizzato che analizza un fenomeno come quello di Scientology che ha coinvolto decisamente più persone di quelle a cui si può pensare, a molte ha rovinato la vita, ha estorto denaro, ha tolto ogni contatto con ogni fonte esterna, ha imposto torture ecc.

E’ interessante analizzare questo fenomeno per capire come può nascere tutto questo dalla mente di un uomo che viene descritto come ossessivo e paranoico, che sembra delirare molte volte sparando segreti sulla vita e sul mondo che sembrano usciti da un libro di fantascienza, e nonostante ciò è riuscito a mettere insieme ciò che è un’organizzazione milionaria come quella di Scientology.

Canzoni degli Ultimi Mesi

Ahh qui ne abbiamo un bel po’!

Ho scoperto Isak Danielson che secondo il mio modesto parere ha una voce pazzesca, l’ho sentito collegare spesso a Lewis Capaldi e in effetti…

Isak Danielson – Broken

Isak Danielson – Power

Take Control – Kodaline

Old Money – Lana del Rey

High School Sweethearts – Melanie Martinez

Count your Blessings – Mattiel

The Boy With The Moon and Star on His Head – Cat Stevens

Street Life – The Crusaders

Cosmetico/prodotto skincare degli Ultimi Mesi

Ho sopratutto prodotti skincare da citare perché sono mesi che non mi trucco, o mi trucco pochissimo, un po’ per la quarantena ovviamente, un po’ perché in generale ultimamente mi dedico ad un trucco/non trucco, sarà una fase, chissà.

img_689389_10370938603_Aloe-GelDetergente

Il primo prodotto di cui voglio parlarvi è un gel detergente della linea BIO di Phytorelax (brand che apprezzo particolarmente anche per i prodotti corpo).

Questo gel lo avevo acquistato prima del lockdown su un sito online, ma credo si possa reperire anche nella profumerie, ha un costo attorno alla decina di euro.

Questo in particolare è adatto alle pelli miste e impure, dato che ho una pelle mista pensavo fosse perfetto per me e in effetti funziona bene sul mio tipo di pelle, mi piacciono i gel detergenti perché sono rinfrescanti e risvegliano il viso al mattino quando mezzi sonnolenti ci si avvia in bagno per lavarsi.

Lascia una sensazione di freschezza e purezza quindi è un ottima base per qualunque cosa succederà di lì a breve sul viso, che applichiate subito una crema idratante o facciate uno scrub ecc.

Cercavo da tempo un buon gel detergente e questo lo sto usando con piacere.

naobay-origin-deep-cleansing-scrub-cream-75-ml-826832-it

Parlando di scrub ecco quello che utilizzo io dopo aver usato il gel, ovvero lo scrub di Naobay, il Deep Cleansing Scrub Cream scrub.

E’ uno scrub in crema, tipologia che non apprezzo sempre perché molte volte questo lascia una specie di “patina” fastidiosa e grassa sul viso, ma questo no, una volta sciacquato sparisce del tutto senza lasciare segni.

Non è troppo aggressivo anche per il fatto che la crema ammorbidisce il tutto.

Lo acquistai sempre mesi fa (non finisce più questo scrub) prima del lockdown in profumeria ma si trova anche online.

cabslxnxhrvg

Maschere! Parliamo di questa maschera di Korres, un marchio che non avevo mai provato, questa è una maschera idratante con yogurt greco.

Ho avuto modo di provarla nella travel size che ha comunque parecchio prodotto all’interno quindi la sto utilizzando da settimane, quella che vi mostro in foto è la full size di 100 ml.

La consistenza sembra quella di uno yogurt molto denso mischiato a latte condensato, applicata sul viso assomiglia ad una normale crema idratante, non si avverte quasi durante il tempo di posa.

Credo di essermi innamorata, cercavo da tempo una maschera idratante davvero idratante e non grassa o di quell’idratante che diventa secchezza dopo 2 minuti.

Questa idrata (senza ingrassare in modo fastidioso) la pelle per giorni, la lascia elastica, morbida e omogenea.

61Aie9i955L._AC_SS350_

Ultimo prodotto, abbiamo un lip balm di Dr. Lipp, anche senza inserire prodotti makeup riesco ad inserire un prodotto per e labbra.

E’ leggermente colorato, è disponibile in tre colorazioni, si trova su Lookfantastic, ma anche BeautyBay e Amazon.

So che non è apprezzato del tutto questo prodotto, per alcune persone risulta troppo appiccicoso, a me non da fastidio questa caratteristica, ma sì è un poco appiccicoso stile lip gloss.

Idrata le labbra per ore, è uno dei lip balm più idratanti che abbia mai provato.

 Questo effetto stile labbra idratate/piene/rinvigorite dura per parecchio, anche qui è scoccata la scintilla

Tè/bevanda degli Ultimi Mesi

ciliegiafragola-20190821120315425

Ho scoperto questo infuso pazzesco della Pompadour, alla ciliegia e fragola.

So che non si trova in tutti i supermercati, ma è sempre reperibile online.

Se vi piacciono la fragola e la ciliegia di sicuro vi piacerà anche questo infuso, è saporito e gustoso.

Sarà che ogni giorno mi porto sempre dietro un tè/infuso/tisana, ma ho finito più di una confezione di questo infuso ad oggi.

Quadro/artista degli Ultimi Mesi

Negli ultimi mesi ho approfondito la mia conoscenza e la mia ricerca su Zdzislaw Beksinski (1929-2005), un pittore di origine polacca.

Come potete vedere le sue opere sono sempre cupe e tetre, dalle sfumature orrorifiche.

Iniziò la sua carriera come fotografo e fu subito un innovatore sia nella fotografia che successivamente nell’arte pittorica.

Aveva un carattere molto schivo e ciò lo portò ad estraniarsi dal mondo più sociale dell’arte, nel 75′ una giuria di critici lo definì il migliore artista dei primi trent’anni della Repubblica Popolare Polacca.

Il particolare periodo storico in cui è vissuto e cui ha sviluppato la sua arte ha influito di certo sulle sue opere, viene definito un “pittore maledetto”, “il pittore che dipingeva gli incubi”.

La sua morte avvenne nel 2005, venne trovato nel suo appartamento a Varsavia con 17 ferite da taglio sul corpo, è stato ucciso da dei conoscenti perché si è rifiutato di prestare loro dei soldi, per la precisione alcune centinaia di zloty (circa 100 dollari).

Nonostante fosse particolarmente schivo non era conosciuto per avere un brutto carattere, era definito una persona piacevole, ma di certo timida e chiusa.

La sua arte è di certo particolare, affascinante ed abbagliante in modo oscuro e tetro, può sembrare una contraddizione, ma ogni suo dipinto sembra raffigurare la decadenza umana, l’essere che perisce sempre, in ogni condizione umana c’è un fondo di fine e rassegnazione.

Lui definiva in modo diverso le sue opere, le descriveva come opere quasi ottimiste e divertenti, di certo in alcune è visibile questo aspetto, ma di primo acchito non si può non avvertire il tutto come una raffigurazione del deterioramento umano, per lo stile.

Vi consiglio questo video, non approfondisce del tutto l’artista, ma è una buona introduzione.

Scoperta degli Ultimi Mesi

Ho scoperto varie “cose”, ma la maggior parte di queste mi sono sfuggite.

Tranne Scrivener e Masterclass.

Scrivener è un programma perfetto per chi scrive, è a pagamento, ma si può provare per 30 giorni.

Da poco è uscita la terza versione, ha tutte le funzioni più utili per scrive come la suddivisione di pagine apposite per personaggi, ambientazioni e qualunque altra categoria di vostro gradimento.

La suddivisione in capitoli, parti varie, icone pensate per ricordare quali parti vanno revisionate, quali sono a posto, quali vanno riscritte, insomma ogni funzione pensata per uno/una scrittrice.

Conoscevo da tempo questo programma, ma l’ho sempre sottovalutato, sono sincera, pensavo non fosse un qualcosa di speciale rispetto ad un classico word, mi sbagliavo.

Questo programma non è word, è la perfezione per uno scrittore, è pensato per aiutare in ogni modo possibile e facilitare il lavoro.

Masterclass invece è un sito piuttosto famoso, grazie anche alla pubblicità su Youtube.

Si possono trovare classi/corsi di ogni tipo, io mi sono iscritta sopratutto per le classi riguardanti la scrittura, troviamo autori del calibro di Neil Gaiman, Joyce Carol Oates, Margaret Atwood, R.L. Stine e altri.

In questo momento sto seguendo ovviamente la classe di Neil Gaiman, è colpa anche sua se mi sono iscritta (anzi sopratutto sua), ma voglio iniziare a breve quella della Oates.

Ci sono comunque moli altri argomenti, dal lifestyle, alla sceneggiatura, alla regia, alla recitazione, alla cucina, alla musica, all’arte ecc. ecc.

Per ogni argomento abbiamo specialisti del campo che insegnano (ad esempio per la cucina c’è Gordon Ramsay).

Vorrei scrivere un articolo dedicato a Masterclass per dirvi se secondo me ne vale la pena oppure no, parlarvene più nel dettaglio quindi non mi dilungo oltre.

App degli Ultimi Mesi

unnamed

Nichi è un’app per stories e collage, la utilizzo da mesi ed è intuitiva e semplice.

Si possono realizzare stories davvero carine, ci sono parecchi elementi gratuiti da inserire anche se non tutti lo sono, infatti per alcuni è necessario pagare, ma si possono realizzare comunque stories soddisfacenti già con gli elementi gratuiti.

E’ l’applicazione che utilizzo sempre in Instagram, non ho scoperto grandi app in questo periodo, questa è l’unica che ho effettivamente utilizzato con piacere.

Citazione degli Ultimi Mesi

Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l’abitudine e la possibilità di esercitare la propria intelligenza.
Lentamente tutto si chiude, si indurisce e si atrofizza come un muscolo.

– Albert Camus

Poesia degli Ultimi Mesi

Limite

La donna ora è perfetta
Il suo corpo
morto ha il sorriso della compiutezza,
l’illusione di una necessità greca
fluisce nei volumi della sua toga,
i suoi piedi
nudi sembrano dire:
Siamo arrivati fin qui, è finita.
I bambini morti si sono acciambellati,
ciascuno, bianco serpente,
presso la sua piccola brocca di latte, ora vuota.
Lei li ha raccolti
di nuovo nel suo corpo come i petali
di una rosa si chiudono quando il giardino
s’irrigidisce e sanguinano i profumi
dalle dolci gole profonde del fiore notturno.
La luna, spettatrice nel suo cappuccio d’osso,
non ha motivo di essere triste.
E’ abituata a queste cose.
I suoi neri crepitano e tirano.

– Sylvia Plath (scritta prima di morire)

Bene!

Siamo finalmente arrivati alla fine, ho voluto scrivere questo articolo cumulativo per metterci in pari e chiudere il capitolo dedicato agli scorsi mesi, credo sia l’articolo più lungo che abbia mai scritto e pubblicato.

Sono contenta perché dal mese prossimo possiamo iniziare un nuovo capitolo con questa rubrica, rimettiamoci in carreggiata, torniamo alle tradizioni!

E voi? Quali sono le vostre cose dei mesi passati? Sono stati mesi pesanti e difficili, hanno provato tutti noi per un mare di ragioni diverse.

Noi ci leggiamo prestissimo!

notes_190131_143522_b6d_1-e1548941801294

 

Cose dell’Anno – Chiudiamo il 2019

Buon sabato!

Oggi ci sarà un nuovo articolo de “le cose del mese” conclusivo, infatti questo è un “cose dell’anno” e parleremo delle “cose” migliori del 2019 me, che mi ricorderò con piacere nel 2020, ovviamente ci saranno le stesse categorie che ci sono nei soliti articoli di questo tipo, ma volevo concludere questi 12 mesi con un articolo finale.

Le “cose del mese” ci saranno anche nel 2020, ma pensavo di modificare un pochino le categorie/punti inseriti, sarà che sono in vena di cambiamenti di fine anno, sto già pensando ad altri vari cambiamenti da incorporare nell’anno nuovo.

Iniziamo!

Serie tv dell’anno 

Le serie tv migliori viste da me nel 2019 sono state tre, ho faticato a sceglierle, mi sono autoimposta di sceglierne al massimo tre, ma ho trovato carine anche altre serie di cui abbiamo parlato nel corso dell’anno.

Di “Russian Doll” e “Hill House”, abbiamo già parlato negli appuntamenti precedenti de “le cose del mese”, fra tutte le serie viste quest’anno “Hill House” per me è la migliore, se non avete avuto ancora l’occasione di vederla vi raccomando di rimediare il prima possibile, ispirata a “L’incubo di Hill House”, un testo di Shirley Jackson, la serie per certi aspetti è molto diversa dal libro.

E’ lunghetta come serie e parte un poco a rilento, ma superata la prima punta fila liscia e diventa impossibile fermarsi, è una serie di genere soprannaturale, horror psicologico.

Ci sono vari jump scare, questo può essere un’aspetto sia positivo che negativo, dipende anche da quanto sensati sono questi, ecco alcuni per me sono stati inseriti solo per colpire il telespettatore.

Ho scritto un articolo dedicato al confronto fra serie e libro e ne parlo parecchio lì, quindi se vi interessa qui c’è l’articolo.

Russian Doll, ne avevo parlato nelle “cose del mese” di febbraio, qui.

E’ interessante il concept, forse non originale al 100%, ma di certo è piacevole vedere la trama svilupparsi puntata dopo puntata.

Una serie che ho divorato, la protagonista è parecchio frizzante, simpatica, indipendente, sboccata e se vogliamo criticarla a tratti anche menefreghista.

So che uscirà la seconda stagione e mi intriga la cosa perché il finale della prima è… particolare diciamo.

Le puntate sono anche abbastanza brevi perchè durano al massimo 25 minuti e volano, quindi se avete voglia di una serie veloce, con un nucleo intricato e dei personaggi simpatici, svampiti e ben caratterizzati, Russian Doll è consigliato.

Peaky Blinders infine, è una serie di cui non abbiamo ancora parlato, ho iniziato a guardarla nelle scorse settimane, ha cinque stagioni, ogni puntata dura circa 55/65 minuti e si trova su Netflix.

Le vicende sono ambientate in Inghilterra, nel 1919, dopo la prima guerra mondiale quindi, il protagonista Thomas Shelby è il capofamiglia e boss della banda “Peaky Blinders”.

Nella prima stagione della puntata seguiamo l’arrivo in città del poliziotto Campbell, che guasterà gli equilibri della banda con l’intenzione di ripulire la città della criminalità.

Di questa serie mi ha colpito subito la fotografia, alcune sequenze e di certo il protagonista, che è parecchio enigmatico, senza parlare dell’intera trama, è tratto da una storia vera perché i “peaky blinders” erano una gang esistente.

Ho deciso di inserirla fra le serie preferite del 2019 perché nonostante abbia visto poche puntate, rispetto a tutte le stagioni presenti, mi ha convinta sotto ogni punto di vista.

Ne parleremo meglio nei prossimi mesi, perché voglio proseguire nella visione.

Film dell’anno

Velvetbuzzsaw

Non ho visto gran film quest’anno, ne ho visti pochi, davvero pochi, e fra questi quello che mi è rimasto più impresso è stato “Velvet Buzzsaw“.

So che questo film non è piaciuto a molte persone, anche io all’inizio non lo avevo considerato più di tanto, ma una volta compreso a pieno il grande significato, la critica che si cela dietro alla pellicola e la grande metafore che scorre in diverse scene mi sono ricreduta.

E’ una pellicola che nasce indipendente, critica il mondo dell’arte, ma quella riguardante la critica, i critici d’arte, i ricchi che acquistano opere basandosi su mode che non durano e favoritismi di mercato, tutti quelli che vogliono impossessarsi dell’arte senza sapere nemmeno su cosa sta mettendo le mani, il film porta con sé un concetto importante “nel momento in cui l’arte viene venduta e assume un valore, non è più arte”.

Documentario dell’anno

Sono entrambi documentari crime, ero partita bene con la visione dei documentari ad inizio anno, poi mi sono concentrata di più sulle serie tv, anche perché alcuni recenti documentari Netflix non mi hanno attratta più di tanto.

Abbiamo già parlato di “Rapita dalla Luce del Sole“, documentario sconvolgente, se mi avessero raccontato una storia di questo tipo senza prove o testimonianze reali dei protagonisti, non ci avrei creduto.

E’ una storia agghiacciante di un uomo che rapisce per molteplici volte una bambina, la convince con bugie e storie inventate ad avere rapporti con lui, vuole persino sposarla, nel frattempo i genitori hanno reazioni che rendono incredulo/a chi ascolta la storia.

Entrambi hanno qualcosa da nascondere con quest’uomo che ha rapito la loro bambina, la madre ad un certo punto va persino a vivere con lui e si mette assieme a questo, mentre il padre da ciò che dice pare aver masturbato quest’uomo, pensandoci anche a distanza di mesi è una storia scioccante, non si capisce come queste persone abbiano fatto ad arrivare a certi livelli di omertà e accettazione nei confronti di un uomo adulto che rapisce e abusa la loro figlia.

Lo trovate su Netflix.

Mentre “I Am a Killer” è un documentario in cui dei carcerati nel braccio della morte si raccontano, sono storie a sé, quindi ogni puntata narra una vita, una condanna e delle accuse diverse.

Non ricordo se ne avevamo parlato sinceramente, ma ho iniziato a vederlo qualche mese fa, quando si inizia a vedere una puntata si parte con l’idea che tutte le persone che narrano moriranno per le accuse che gli vengono smosse, per i reati compiuti. Non si sa quando moriranno, ma attendono la venuta della morte nell’appunto famoso “braccio della morte”.

La parte più interessante della serie/documentario è proprio l’opinione che ognuno si fa alla fine, si riflette su ciò che ci è appena stato narrato, l’intera vita di una persona e ci si ritrova a farsi delle domande, delle considerazioni.

Lo trovate sempre su Netflix.

Canzoni dell’anno

Billie Eilish – Everything I wanted

Torna a casa – Maneskin

Forty shades of Green – Johnny Cash

The Night we Met – Lord Huron

Harry Nilsson – Gotta Get up

Cosmetico dell’anno

becca-shimmering-skin-perfector-liquid-highlighter-champagne-pop-50ml_2000x.jpg

Questo è il prodotto/scoperta del 2019 per me ed è un illuminante liquido ed è lo Shimmering Skin Perfector Liquid Highlighter di Becca.

Riconfermo l’amore per questo prodotto, è appunto un illuminante liquido che sulla pelle ha un effetto naturale che dura tutto il giorno (naturale, ma dipende da quanto ne applicate).

Ottima performance, dona una luminosità piacevole per ore e ore.

App dell’anno

Se dovessi essere realista direi l’app per gli esercizi dell’autoscuola, ahaha le grandi battute.

icon

1998 Cam, la scelgo per utilità, potrei scegliere anche un’app di podcast ma quest’anno non ho ascoltato tanti podcast quanti avrei voluto.

Perché scelgo quest’app? Perché finalmente ho trovato un applicazione gratis con effetti vintage senza impazzire per modificarli quanto mi va e come mi va, contiene effetti tipo la data, il pulviscolo, i raggi solari ecc.

Molto carina e dato che non ho scoperto app incredibili scelgo questa perché è stata utile.

Scoperte dell’Anno

Oddio, sono troppe, una soddisfazione/scoperta ovviamente è stata la ripubblicazione de “Casa di Foglie”, ma quest’anno ho scoperto anche Bookmooch che avrei sempre voluto utilizzare e non lo avevo mai fatto prima d’ora ecc.

All’inizio dell’anno non avrei immaginato di fare certe scoperte ed arrivare a certe rivelazioni su me stessa e su ciò che mi sarebbe piaciuto fare, ed essere, sono partita in sordina a gennaio e direi che fino a giugno sono stata in uno stato di profonda nostalgia che tendevo a sottovalutare.

Ho vissuto una gran parte dell’anno nel passato e non riuscivo a destreggiarmi nel presente, le cose sono cambiate da ottobre/novembre.

Citazione dell’anno

Talvolta noi crediamo di sentire la nostalgia di un luogo lontano, mentre in verità abbiamo nostalgia del tempo che laggiù abbiamo trascorso, quando eravamo più giovani e più freschi. In tal caso il tempo ci inganna, prendendo la maschera dello spazio.

Arthur Schopenhauer

Come concludo il 2019

Come scritto prima il 2019 è un anno che mi è servito senza dubbio per buttarmi in nuove avventure e nuovi pensieri, non considero il tempo trascorso nel passato di questi mesi come tempo perso anzi, termino il 2019 avendo curato certe ferite che mi pesavano e che avrei dovuto prima o poi affrontare.

E’ stato un anno che mi ha portato delle soddisfazioni e sono grata di averlo vissuto a pieno.

Sono prontissima per il 2020.

E voi? Come descrivereste questo 2019? Fatemi sapere!

A domani!

Notes_191201_193700_411_1

 

Cose del Mese – Aggiorniamoci un Attimo

Ahhh buona domenica!

Come state prima di tutto? Come avete trascorso la prima parte di questo magico ottobre? Ottobre è un mese sempre un po’ magico, l’autunno (che in realtà inizia a settembre), i colori caldi che riempiono gli ambienti, i primi freddi e le prima bevande bollenti… Insomma, come va?

Sono qui oggi per un aggiornamento perché nel mese scorso non è uscito l’articolo delle cose del mese e non c’è un articolo di questo tipo da fine luglio per parlare delle “cose” di giugno.

Perché tutto ciò? Ad agosto il blog è stato quasi tutto il mese in vacanza e le cose di luglio non sono state un granché, quindi rimanda che ti rimanda siamo finiti a questo punto.

Allora ho pensato, “perché non fare un articolo unico per gli ultimi tre mesi, luglio, agosto, settembre e la prima parte di ottobre per rimetterci in pari del tutto”? Un super “cose del mese”! Allora iniziamo!

Film del Periodo

locandina3953.jpeg

I film sono stati pochissimi, ma tranquilli ci rifaremo con le serie tv, ne ho visti davvero pochi e nessuno mi ha conquistata particolarmente.

L’unico che mi sento di citare è King Arthur, mi è piaciucchiato, la regia è di Guy Ritchie, il regista di Sherlock Holmes (come è sapientemente riportato nella locandina).

Uscito nel 2017 ma nella mia mente è ancora nuovo, come attori troviamo Charlie Hunnam, Jude Law e Astrid Berges-Frisbey.

La trama è piuttosto conosciuta insomma, vengono raccontate le gesta di Re Artù, piccola curiosità questa pellicola doveva essere la prima di una serie dedicate appunto a Re Artù ma non ha riscosso un gran successo quindi il progetto iniziale è stato modificato.

Arthur qui accetta il proprio destino e fa di tutto per seguirlo, una volta estratta la spada di Excalibur mirerà al diventare Re, ed è il suo destino diventarlo, ma per farlo dovrà affrontare Vortigern, non sarà solo in questa ardua missione però, dalla sua vittoria e dalla sua gloria nascerà la Tavola Rotonda.

Qual’è la parte più positiva del film? Gli effetti speciali, sono davvero piacevoli da gustare durante la visione, realizzati alla perfezione, tendo a volte a essere un po’ critica su questi perché trovo sia difficile trovare una serie tv o un film in cui gli effetti speciali siano effettivamente al livello della pellicola, ma in questo gli effetti speciali sono addirittura meglio.

Io non ho visto questo film al cinema ma vederlo riprodotto al cinema secondo me è un’esperienza con i fiocchi, per quanto riguarda la storia, beh è un po’ come quei fantasy in cui si butta dentro di tutto e alla fine ci sono ottocento sottotrame da chiudere, ci sono tanti eventi, azione e l’atmosfera del film in generale è piacevole. Carino, nulla di speciale ma lo rivederei.

Serie tv del Periodo

Diciamo che questa sezione è più di aggiornamento, perché abbiamo già parlato di queste serie ma ho continuato la visione di queste perché di Poldark avevo guardato solo le prime stagioni e di Disenchantment (o Disincanto) solo la prima perché la seconda è uscita il 20 settembre su Netflix.

A dire il vero in questo periodo sono uscite diverse seconde stagioni di serie tv che seguivo e che vi ho nominato qui come Creeped Out e Haunted, che vedrò al più presto (anche se Haunted mmm, non so come prenderla come serie/documentario).

Quindi perché vi parlo di queste serie? Vorrei confermare o negare quello che scrissi mesi fa, per quanto riguarda Poldark sono arrivata alla quinta stagione, ultima della serie ma attendo l’arrivo di questa in Italia per gustarmela del tutto. Infatti la serie ad oggi è stata dichiarata come terminata anche se gli stessi attori non sono stati molto chiari su questo, infatti ci hanno lasciato una speranza.

Quindi confermo o nego le mie opinioni positive a riguardo?

Allora dalla prima alla fine della quarta stagione diciamo di sì, l’unico problema a volte sono quei momenti di dramma incredibile che si risolvono dopo due secondi, ma voglio dire è comunque una serie di genere drammatico/sentimentale quindi lo accetto.

E’ realizzata sempre bene dal punto di vista della recitazione e della sceneggiatura, anche della regia se vogliamo, tutti bravi devo dire.

Non amo il fatto che sia così poco chiaro il destino della serie, i libri infatti continuano quindi tutti si domandano “ma perché non va avanti”?

Perché si dovrebbe cambiare completamente l’età dei personaggi, dal sesto libro infatti mi pare i nostri cari personaggi ai quali siamo tanto affezionati diventano più vecchiotti e lasciano spazio ai figli e ai figli dei figli.

Comunque rimane per me una serie piacevole da vedere.

Disincanto invece serie di Matt Groening di cui avevamo parlato mesi fa si trova su Netflix e da qualche settimana mi gusto piano piano le puntate della seconda stagione.

In questa stagione succedono parecchie cose, innanzi tutto ritroviamo Bean, Luci e Elfo ma ci vorrà qualche puntata per rivederli assieme come il trio che amiamo, la serie riparte incuriosendo il telespettatore però perché vediamo il padre di Bean, il Re che vive ora in un regno pietrificato, tutti sono diventati pietra e lui è solo con se stesso, perché? Bean tornerà da lui? Tutto si risolverà?

Tutti scherzano sul fatto che Disincanto sia il divertimento di Groening e in effetti per me è così, è una serie realizzata con cura ma a volte trovo che non suoni sempre bene, non sempre riesce a mantenere l’attenzione dello spettatore fino alla fine, a me piace anche lasciarlo in sottofondo sulla tv mentre lavoro al pc, questo per dire che non ruba sempre la curiosità di chi lo guarda.

Però la seconda stagione migliora rispetto alla prima, vediamo anche ambientazioni nuove e bellissime come ad esempio Steamland, città lontana da Dreamland, tutta a tema Steampunk, ahh che ambinetazione squisita.

Molte domande vengono lasciate in sospeso ma è da comprendere dato il fatto che ci sarà una terza stagione di certo, almeno da ciò che è stato scritto.

Riconfermo il fatto che è una serie da comprendere del tutto, non è immediata sotto questo punto di vista ma rimane interessante e bellissima per le animazioni per me, adoro lo stile.

Ora! Piccolo appunto che devo inserire, vi ricordate Diablero, la serie di cui vi avevo parlato mesi fa?

AAAABZWVhta6BtKAg0bNF8GCmImeqFk6qHDe0GJxqo35V2CmmNdTurimdnxEQznmAbR6Cg0CHEFx3XlcOKmj6P1SzxAcfFI6mndZXTJKAnlXUYviH0zX16OUfRMuhNWZFA.jpg

Per qualche motivo Netflix ha deciso di togliere da questa il doppiaggio in italiano, non so per qualche motivo, la seconda stagione sembra ancora lontana a venire ma per un motivo a me sconosciuto l’audio in lingua italiano non è più disponibile ma solo i sottotitoli. E’ un piccolo aggiornamento dato che mesi fa lo consigliai e volevo aggiornarmi su questa strana e fastidiosa sparizione.

 

Canzoni del Periodo

Madonna – Devil Prey 

Billie Eilish – When the Party is Over

The Who – Baba O’riley

 

Cosmetici del Periodo

Ho fatto delle scoperte interessanti che sto ancora provando quindi preferisco aspettare ancora un attimo prima di citarle, ma posso già parlarvi de le matite occhi Made to Last di Pupa, matite automatiche waterproof e il Maxi Blush di Rimmel.

Allora parliamo di queste matite incredibili, io non ho mai, e dico mai da quando applico ma matita all’interno dell’occhio, trovato una matita che mi resistesse tutto il giorno senza sbavare ovunque.

So che è un problema che hanno diverse persone e io non ero da meno, ebbene queste matite mi durano nella rima interna dell’occhio per tutto il giorno signori e signore.

Io le possiedo in due colorazioni, una blu, la numero 401 e una marrone, la numero 202.

Ci sono varie colorazioni di blu, viola, verde, marrone, nero e grigio. Questa matita una volta applicata si rapprende seccandosi e rimane lì, infatti una volta tentai di ripassarla per sicurezza ma andandoci di nuovo sopra si tolse e capii che si era seccata e la lasciai così.

Spero decidano di ampliare le colorazioni, ahh come vorrei una matita occhi rossa con questa formula incredibile!

Altro prodotto top che non avrei mai comprato mesi fa è un blush di Rimmel, non che non compri blush anzi ultimamente è impazzita la mia mania per questi ma in particolare questi blush non mi ispiravano molto, ci sono 4 tonalità, che non sono tantissime e io ho comprato la più accesa, la 003 Wild Card.

Sembra un rosso fluo ma vi garantisco che è più un colore anguria diciamo, a me piacciono molto i blush rossi e pescati perché trovo siano quelli migliori sul mio incarnato, in più trovo che molte persone abbiano un po’ di timore nell’utilizzare i blush, si sa in caso se ne applichi troppo il risultato potrebbe essere disastroso.

L’importante è andarci piano ma un pochino di blush per me sta sempre bene, in più non so voi ma sulla mia pelle non dura mai il blush quindi anche se ho fatto un bel lavoro nell’applicarlo non importa perché sparirà dopo poco.

Questo lo consiglio perché? E’ un bellissimo colore, la quantità è inifinta, la figura che fa è stupenda e costa decisamente poco (incredibile).

Nessuna App del Periodo Putroppo

giphy.gif

Scoperta del Periodo

Ahh ho scoperto un (due anzi) bellissimo canale se vi piacciono gli audiolibri e magari non avete Audibile o altri siti/app del genere e se amate Lovecraft.

Audiolibri di Sutter Cane

Librinpillole

Il primo canale contiene quasi del tutto audiolibri di opere di Lovecraft, letti la maggior parte da Roberto Pedicini un doppiatore magistrale.

Nel secondo canale invece ci sono anche testi di Tolkien, Stoker, e appunto Lovecraft, letti dal creatore del canale.

E altra scoperta, che non è una scoperta per la maggior parte di voi secondo me, sono solo arrivata in ritardo io, BookMooch.

Non pensavo fosse così semplice scambiare su questo sito che viene da prima di Acciobooks ma a differenza di questo non siete obbligati a scambiare con chi vi ha richiesto il libro e voglio dire, è perfetto.

Insomma ho sempre e solo scambiato su Accio ma questa nuova scoperta mi ha conquistata.

 

Citazione del Periodo

Certe parole sembrano possedere un potere magico formidabile. Migliaia di uomini si son fatti uccidere per parole di non hanno mai compreso il significato, e spesso anche per parole che non hanno nessun significato.

– Gustave Le Bon

Obbiettivi per ciò che ne rimane del Mese di Ottobre

Vediamo, il mio percorso verso la conquista della patente prosegue vittorioso quindi il mio obbiettivo è lavorarci per bene.

Dovrei mettermi alla scrittura di un racconto da terminare prima del 30/10 ma siamo già al 14 e il mio cervello si è richiuso come una cassaforte.

Come sempre ho 40 libri iniziati e nemmeno uno terminato ma punto a finire almeno quello in lettura per questo e lo scorso mese sul gruppo, ovvero “Le Sette Morti di Evelyn Hardcastle” e Story di Robert Mckee che ho in lettura appunto.

Insomma come sempre un sacco di “cose”.

E voi? Cosa avete combinato in questi ultimi mesi? Ma sopratutto, cosa ne farete di ciò che rimane del mese di ottobre? Fatemi sapere!

A presto!

notes_190131_143522_b6d_1-e1548941801294

 

 

 

 

Cose del Mese – Giugno!

Buona domenica! Come va questo week end?

Siete in uno stato di estrema afa o il freschetto vi ha riportato un’influenza degna dell’inverno più freddo?

Torna l’appuntamento con le cose del mese, finalmente, maggio è saltato ma non è stato un granché quindi non vi siete persi/e nulla di sicuro.

Però oggi parleremo di giugno e di varie cose che hanno costellato il mese per me, come i film, le serie e insomma un piccolo recap, come sempre sono curiosa di sapere come è andato il vostro giugno!

Iniziamo!

Film del Mese

 

Allora, io non so cosa sia successo perché questi non sono in generale i film che guarderei (a parte quello centrale), non sono una fan dei film apocalittici o di generi affini a questo.

Quindi inizierei da quello che è più nelle mie corde, ovvero Suzzanna Buried Alive, pellicola originale Netflix di genere thriller diretto da Rocky Soraya e Anggy Umbara.

E’ in indonesiano quindi a meno che voi non conosciate questa lingua i sottotitoli sono fondamentali.

Come definire questo film? Allora è appunto un thriller che segue una specie di leggenda, Suzzanna è la moglie di un uomo benestante ovvero Satria che è il boss di un azienda, alcuni dipendenti di questa azienda si mettono d’accordo per rubare in casa di Satria quando lui è assente, quella sera però Suzzanna rientra prima a casa e da lì ci saranno eventi confusi che sfoceranno in un epilogo terribile.

Spoiler non spoiler Suzzanna muore, viene letteralmente sepolta viva da questi malviventi, ma la donna al momento della morte e della sepoltura era incinta e diventa una sundel bolong, uno spirito molto vendicativo dai lunghi capelli neri e vestita di bianco, di solito questa figura ha un grosso buco nella schiena, vengono associati alle prostitute ma nel film è un stata leggermente modificata questa leggenda.

Infatti si dice che Suzzanna sia diventata questo spirito per il fatto che ospitava dentro di lei un’altra vita ed è come se fosse morta due volte, in più diciamo che ha subìto una morte piuttosto violenta.

Il film non è sinceramente nulla di speciale, è una visione piacevole per chi ama i thriller ma non è nulla di sconvolgente, la cosa più positiva è il fatto che non ha sempre un’atmosfera pesante, non si prende troppo sul serio ed è un bene.

Il finale mi ha sorpresa.

Vado veloce perché questa volta abbiamo ben 4 film di cui parlare ma nessuno che mi sia piaciuto più del normale, infatti du tutti salvo solo Suzzanna, gli altri no.

Il prossimo è La Fine, film originale Netflix, diretto da David M. Rosenthal, fra gli attori principali troviamo Theo James e Forest Whitaker.

E’ un film apocalittico, quindi non il mio genere, tutto il film ruota attorno al fatto che all’improvviso tutte le comunicazioni con la costa sud degli Stati Uniti vengono interrotte per un fatto “sismico” non identificato. Quindi il mistero è, ma cosa è successo?

Perché non si hanno notizie, le strade sono chiuse dall’esercito, non è possibile raggiungere il luogo e nessuno sembra voler dire quello che è successo?

Seguiamo Will e Tom che per tutto il film cercano di raggiungerE’e la figlia per uno e la fidanzata per l’altro appunto nella costa sud.

Andranno contro diversi pericoli, personaggi ambigui e situazioni pericolose.

Ci sono diversi problemi in questo film, certe volte ho avuto l’impressione che mancassero i dialoghi, i personaggi quando devono parlare non parlano, lo fanno tutto assieme in determinati momenti ma tacciono per parecchi minuti guardando l’orizzonte.

Altro problema sono i personaggi che entrano di prepotenza nella storia, c’è un personaggio in particolare, una donna che viaggia con i due per parecchi chilometri, ad un certo punto (per un fatto per me un po’ superficiale) sparisce e non si vede più in tutto il film, speravo di incontrarla di nuovo prima o poi ma niente.

Il film è tutto lì alla fine, loro due che viaggiano, incontrano gente, rubano benzina, rompono la macchina, fanno discorsi drammatici e nostalgici…

E’ un film che proprio non mi ha convinta, nemmeno il fulcro, il motivo ambiguo legato all’interruzione dei contatti, pensavo ad un twist supernaturale come gli alieni, delle creature marine feroci, un buco enorme nel terreno che ha ingurgitato tutto, o anche delle fate arrabbiate che hanno dato fuoco a tutto, e invece no, il motivo di tutto ciò è molto più “naturale”.

Non capisco perchè nessuno dica nulla, sembra che non possano dire niente ma voglio dire cosa c’è di male, le persone che sono dentro la città capisco che non possano comunicare perché magari dopo il fenomeno si è rotta la linea o ci sono stati guasti importanti, va bene.

Ma qualcuno che abita vicino alla costa avrà sentito o visto qualcosa, se l’esercito poi sa quello che è accaduto perchè è così misterioso a riguardo?

Arriviamo poi a due film dello stesso franchise ovvero La Notte del Giudizio (o The Purge) e La Prima notte del Giudizio.

Io non so… sinceramente non sapevo nemmeno se citarli o no, so che molte persone amano questa saga diciamo e io non avevo mai visto un capitolo di questa, ho voluto rimediare, ne ho visti due e mi bastano.

E’ stato un fatto casuale anche, La Prima Notte del Giudizio l’ho visto per caso, alle due di notte, stavo facendo zapping e l’ho beccato, era iniziato da poco e mi sono detta “ma perché no?”.

Beh la faccio corta, di cosa parla? Sappiamo più o meno tutti su quale idea si basa questa serie, ovvero i padri fondatori d’America decidono di inaugurare una notte appunto del giudizio, chiamato anche “lo sfogo”, notte in cui tutti i crimini di questo mondo sono in un certo senso legali, non ci sono ripercussioni.

Allora, senza offendere nessuno, se vi piace questa serie non prendetevela, ma personalmente l’idea di base non la trovo un granché, ne capisco la base ma non mi piace come idea.

So che è anche un idea se vogliamo molto psicologica, ovvero, quanto in là si può spingere la moralità di un essere umano? Sopratutto sapendo di non essere perseguito. Chi commetterà un crimine e chi no?

Questo film dovrebbe essere la base per gli altri anche se viene dopo, perché parla delle origini di questa idea dello sfogo, diretto da Gerard McCurray, fra gli attori principali troviamo Y’Lan Noel e Lex Scott Davis.

Credo sia nella mia top five di film peggiori visti quest’anno, non per la qualità tecnica del film che non è malaccio tutto sommato, ma lo svolgimento, il fatti che accadono, dovrebbe essere un thriller ma a volte fa davvero ridere e non come Suzzanna che lo intenzionalmente, questo fa ridere per sbaglio che è peggio.

Quali sono i problemi?

Non so a chi è venuta questa idea ma chi partecipa allo sfogo deve indossare delle lenti a contatto neon per registrare e monitorare i crimini, a me è sembrata una cosa pseudo-“wow gli occhi luminosi, roba da giovani, che figaggine”.

Un altro problema è il pezzo finale, ora io non vorrei spoilerare ma farò un eccezione, il protagonista entra in un condominio per salvare delle persone dall’aggressione di una banda di russi addestrati e davvero efficienti, lui entra con una specie di canotta della salute, da solo, con una o due borse (non mi ricordo) piene di armi e munizioni che sposta da una parte all’altra e li uccide ovviamente tutti.

Non credo esista sul pianeta Terra un uomo Dmitri ovvero il protagonista, io… preferisco non commentare.

Ci hanno voluto buttare dentro anche guerre fra i gang, spacciatori di droga, un pazzo a caso che sbuca nel finale e salva la situazione, non mi è piaciuto nulla.

Parliamo ora dell’ultimo film ovvero “La Notte del Giudizio“, quello più famoso della serie, del 2013, credo sia il primo uscito.

Diretto da James DeMonaco, fra gli attori principali troviamo Lena Headley e Ethan Hawke.

Questo l’ho voluto vedere su Netflix, perché effettivamente ho sempre sentito parlare di questo film in particolare non degli altri della serie, allora ho detto, prima di bocciare nella mia mente una saga/serie voglio vedere quello più famoso.

Stesso concept, solo che qui seguiamo le vicende di un venditore di allarmi che nella notte dello sfogo si barrica in casa con la famiglia, la moglie e i due figli. L’allarme che hanno è davvero avanzato e loro tramite delle telecamere riescono anche a vedere la situazione al di fuori della casa, all’improvviso il bambino vede un uomo disperato in ricerca di aiuto, così senza dire nulla apre la porta e lo fa entrare. Da lì in poi la casa viene assediata da una banda, questi li minacciano, o l’uomo o loro.

Questo è più carino da vedere, l’idea di base per me rimane sempre poco convincente ma almeno qui il film segue un senso logico e non fa ridere quando non deve.

Non è male questo, anche il finale mi è piaciuto, se volete un qualcosa di thriller e di leggero non è un cattiva scelta.

C’è di meglio ma c’è anche di peggio.

Serie tv del Mese

 

 

Entrambe provenienti da Netflix, ho iniziato a vedere la Casa di Carta (finalmente) e Alto Mare.

Sono entrambe serie tv spagnole tra l’altro, vorrei specificare il fatto che non ho terminato la prima stagione di nessuna di queste due quindi non conosco ancora il finale e non posso esprimermi del tutto.

La Casa di Carta è una serie famosissima, ideata da Alex Pina, fra gli attori principale troviamo Ursula Corberò, Itziar Ituno, Alvaro Morte, Paco Tous, Pedro Alonso, Alba Flores, Miguel Herran, Jaime Lorente e Esther Acebo.

Ho visto solo metà della prima stagione, almeno per me è una di quelle serie che non riesco a guardare stile binge watching, dopo aver visto un esempio o massimo due non riesco a proseguire.

E’ comunque una bella serie, realizzata bene, la trama è interessante, trovo incredibile il fatto che questi rapinatori riescano a stare nella zecca di stato per così tanto tempo ma nella serie sono ore, mentre per noi sono episodi anche abbastanza lunghi quindi insomma il tempo è diverso. Solo non credevo che la serie si basasse su di loro che per tutto il tempo sono dentro la zecca di stato.

Di cosa parla? Parla di un gruppo di rapinatori che entra appunto nella zecca di stato spagnola per stampare 2 miliardi e 400 milioni di euro ovviamente legali, la squadra è coordinata da “Il Professore”, un uomo enigmatico e direi affascinante, dopo essere entrati con successo all’interno della struttura, tutto procederà come deciso in precedenza ma la storia prenderà degli sviluppi davvero sorprendenti e inattesi.

Capisco perché piaccia così tanto, l’idea di base è interessante, la recitazione mi piace, la sequenza degli eventi è ottima, mi piace anche la narrazione.

A volte è un tantino lenta, questo è l’unico appunto che ho da fare.

Altra serie del mese è stata Alto Mare, sempre distribuita da Netflix, è diretta da Carlos Sedes e Lino Escalera.

E’ di genere thriller, si basa su una vicenda che accade appunto in alto mare, è ambientata negli anni 40′, le protagoniste sono due sorelle Carolina e Eva, entrambe salgono a bordo di questa enorme nave, Carolina si deve sposare con un uomo di rilievo sulla nave (non ricordo la sua posizione ma ha una carica alta sulla nave), mentre Eva è una scrittrice e segue la sorella per andare in Argentina. Sono comunque ragazze benestanti.

Ad un certo punto ci sarà un omicidio sulla nave e da lì inizieranno una serie di eventi molto ambigui.

La serie è carina, nulla di troppo serioso ma è comunque thriller solo che ha un’atmosfera più rilassata certe volte, non persiste sempre quell’alone di ansia.

Ci sono in mezzo anche storie d’amore, vicende famigliari, misteri, ve la consiglio.

Canzoni del Mese

Fire on Fire – Sam Smith

Labirinth – Jealous

Stones – Bruce Springsteen

Cosmetico del Mese

uk200018816_becca.jpg

Questo è lo Shimmering Skin Perfector Highlighter di Becca, a dire il vero lo uso da qualche mese e non so perché non l’ho mai citato qui.

Questo è un illuminante liquido che trovate o in questo formato da 30 ml quindi in full size o in un set in cui c’è un illuminante in polvere in travel size e un illuminante liquido sempre in travel size, io quasi quasi vi consiglio di più questo kit perché costa un po’ di meno, avete due prodotti in due formulazioni e vi garantisco che durano all’infinito, infatti quello in full size credo duri 20 anni più o meno mentre quello in travel size dura il giusto.

Ci sono diverse colorazioni tutte sul dorato, oro rosa, oro più classico, trovate sia il full size che il kit da Sephora o sul sito.

E’ il mio illuminante liquido preferito, la durata è fenomenale, ha un effetto naturale bellissimo, io di solito lo applico con le dita leggermente sul viso e credo sia l’illuminante perfetto per me, non è troppo leggero nè troppo presente, sembra la luminosità naturale della pelle.

 

App del Mese

UEzBJvXC_400x400.png

E’ un’app super carina, un simulatore di vita, la classica app/giochino insomma, si deve gestire la vita di una personalità a caso creata randomicamente dall’app, per qualche giorno è stato il mio passatempo per quando si hanno quei momenti di attesa.

E’ semplice comunque, non ci sono animazioni, c’è una specie di resoconto della vita del personaggino per man mano avanza con gli anni fino alla morte.

Scoperta del Mese

Niente di che, c’è un sacco di roba nelle altre sezioni ma non in questa, lo so, è triste.

Citazione del Mese

La nostalgia per quello che abbiamo perso è più sopportabile della nostalgia per quello che non abbiamo mai avuto.

– Mignon McLaughlin

 

Obbiettivi per ciò che rimane di Luglio

Allora vediamo, sto lavorando a diverse storie e progetti quindi direi proseguire certamente con questi, questa tra l’altro è l’unica sezione dell’articolo in cui posso parlarvi a mò di me del presente, quindi vi dico che in questo momento ho quasi la sensazione che tutto stia rallentando.

Sapete quando passate un periodo pieno e man mano c’è quel calo dopo? Ecco, in questi mesi sono stata occupata anche con il conseguimento della patente che fino a settembre posso momentaneamente salutare, infatti mi attende l’esame a settembre ma prima ho le ferie di agosto e sono felice così.

Ho la sensazione che le cose stiano per spegnersi, nel senso, tra poco ci saranno le vacanze, la pausa, tutto sta per fermarsi e va bene così.

Bene!

E voi? Come avete passato il vostro giugno ma sopratutto come state ora in questa calda domenica di luglio? Fatemi sapere!

A presto!

notes_190131_143522_b6d_1

 

 

 

Cose del Mese – Aprile

Buon martedì! Come state?

Spero che il clima controverso non vi abbia fatto ammalare come è successo a me, di nuovo, anche se non è l’unico problema di questo tempo instabile purtroppo.

Oggi appuntamento delle cose del mese veloce, come gli ultimi due, perché aprile sta sfuggendo nella nube del tempo e ad essere sincera non ho scoperto cose incredibili.

Facciamo un attimo di recap caruccio senza pretese, un attimo in cui finalmente mi siedo e ripenso, con la calma piatta nel cervello e il vuoto totale, a ciò che è accaduto nello scorso mese.

Iniziamo!

Serie tv

Lucifer.jpg

La serie del mese è stata senza alcun dubbio Lucifer, a parte che in pochi giorni ho guardato tutte le tre stagioni e mi sembra di essere entrata in un loop temporale in cui lo sfondo era Lucifer appunto. Perché è successo di tutto ad aprile, sono iniziati gli impegni che vanno avanti ancora ora, mi sono ammalata (la prima volta) e sono stata malissimo per un otite, e in tutto questo c’era questa serie, il mio unico pilastro nel disastro, carina la combo di parole.

Negli scorsi giorni tra l’altro è uscita su Netflix, che ha acquistato la serie dopo l’annunciata cancellazione da parte di Fox, la quarta stagione che io non ho ancora visto.

Allora in cosa consiste Lucifer? E’ una serie incentrata su Lucifero che scende sulla Terra, a Los Angeles, nei panni di Lucifer Morningstar proprietario di locale, suonatore di piano e uomo dal carisma innato, ovvio è Lucifero.

In seguito alla morte di una sua conoscenza Lucifer passa in un qualche modo ad investigare al caso fino a quando non fa la conoscenza della detective Chole Decker, giovane donna con una bambina e ardua lavoratrice, da lì in poi i due inizieranno a diventare partner nelle investigazioni. Ci saranno anche la comparsa di angeli, esseri celesti, peccatori e altri riferimenti biblici nel mentre.

E’ una serie carina e quando dico questo intendo che è quel tipo di serie tv che si può guardare quando si ha l’influenza o quando si sta facendo altro o ancora se ci si vuole rilassare dopo una giornata spossante, perché è leggera (con qualche momento drammatico) ma attenzione è comunque ben costruita quindi è fatta bene, quindi non sfocia in qualcosa di poco sensato o di stupido. Nel surreale a volte sì, ovviamene tenendo in considerazione il fatto che stiamo parlando di esseri celesti ecc.

Sono felice del fatto che Netflix abbia deciso di salvarla, molto felice.

Documentario del Mese

AAAABfYsiHzZ0-uK-Ra9LA63CmGJrCGiGbsrqeJQQXnfn8GeYrhCOLN4pVxdMGNmCbrpKhuX5wMaBWHdGxrjTg3uY5vr8OAJCpjdQ.jpg

Questo mese sempre qualcosa che c’entra con il diavolo, parliamo di un documentario ovvero Devil at the Crossroads diretto da Brian Oakes.

Conoscevo già molto bene la storia di Robert Johnson perché sono un’appassionata di leggende e di musica non proprio dei giorni nostri diciamo, classica ecco, anzi mi piace proprio la musica di Johnson quindi già conoscevo la sua vita e la leggenda che perseguita il suo nome.

Questo documentario è letteralmente incentrato su questo e sulla vita di Robert in generale, quindi si parla di fatti personali che hanno condizionato la sua vita, si parla molto bene della leggenda e la si mette a confronto con fatti probabilmente reali ma di cui non si ha la certezza.

Se conoscete già bene la storia questo documentario dona comunque degli spunti interessanti e io almeno non ero a conoscenza di alcuni fatti riportati qui.

E’ costruito tramite interviste e animazioni, molto belle e sullo stile anche inquietante, che ripercorrono con più attenzione alcuni fatti salienti.

Si concentra maggiormente sulla leggenda dell’incrocio e dell’incontro con il diavolo ma si parla delle origini di questa leggenda e di come forse anche lo stesso Robert abbia giocato su questa e sull’alimentare ancora di più questa credenza della gente.

E’ ben fatto come documentario e mi è piaciuto, alcuni fatti che magari non si conoscono e non si trovano da nessuna parte su Johnson non ci sono, non perché è mal fatto ma non si conoscono proprio, non si sa nulla di alcuni periodo della vita di Robert.

Canzoni del Mese

Sincerity is Scary – The 1975

A Horse with no Name – America

Cosmetico del Mese

71dzdjkkapl._sx425_.jpg

Devo dire che ad aprile i miei bei rossetti rossi li ho indossati poco ma ho scoperto questo stupendo rossetto di Maybelline, il numero 05 Cruel Ruby, dovrebbe essere uno di quei rossetti matte in polvere ma con formula cremosa.

Tra l’altro ho visto delle immagini di colori bellissimi di questa linea di Maybelline ma non si trovano quasi più in giro non so perchè, sono i classici rossetti del brand ma sono matte (quindi un pochino più secchi ma comunque comodi) e super pigmentati dal punto di vista del colore.

L’unica cosa è, attenzione all’idratazione delle labbra sotto perché se le avete molto secche o altro rischia di diventare un poco disomogeneo.

 

Questo mese l’unica app è stata quella di Audible che ho reinstallato ma come ogni volta non la uso mai abbastanza.

 

Scoperta del Mese

Ho scoperto finalmente Telegram, evviva! Con questo volevo farvi una domanda, so che pochi di voi forse saranno arrivati a questo punto ma, vi farebbe piacere se creassi un canale del blog su Telegram? Potremmo fare qualche sondaggio, qualcosa di carino, non saprei ditemi se può farvi piacere.

Io arrivo sempre dopo in queste cose, come ai tempi antichi (si fa per dire) di Whatsapp, ero l’unica ad avere ancora i messaggi classici, com’è che si dice “a lasciare la strada vecchia per quella nuova si sa quello che si lascia non si sa quello che si trova”, anche se parliamo di app…

Citazione del Mese

“Non bisogna opporre resistenza né fuggire dal problema ma entrare in esso, fare parte di esso, usarlo come elemento di liberazione.”

– Alejandro Jodorowsky

 

Siamo al 21 ma dai c’è ancora un po’ di tempo quindi obbiettivi per questo mese

Ho un sacco di cose da fare necessariamente non prima della fine di maggio, è un mese strano questo perché ogni volta maggio mi sembra infinito ma questa volta vi dirò, non ho questa impressione.

Mi ritrovo in quei periodi in cui l’unica cosa da fare è andare avanti e basta.

Bene!

E voi? Com’è stato aprile? Quali sono i vostri obbiettivi o quali erano per maggio? Fatemi sapere!

A presto,

notes_190131_143522_b6d_1

 

 

 

 

 

 

 

 

Cose del Mese – Marzo!

Ehilà! Come procede la vita?

Oggi è Pasqua quindi il pensiero di buttarsi nella cioccolata e nella pasta delle colombe aiuta sempre, ovviamente ne approfitto per farvi gli auguri per queste feste e per oggi!

Ma oggi, come sempre in ritardo, sono qui per le cose del mese di marzo, anche questo appuntamento non sarà così succoso e pieno perché a parte qualche cosuccia interessante marzo è stato un inferno per me.

Anche aprile non scherza dato che fra corsi di aggiornamento, lavoro e la patente non ho tempo di fare niente, insomma nulla di nuovo tranne nuovi impegni.

Quindi iniziamo subito!

Serie tv del Mese

hill-house-recensione-della-serie-horror-netflix-v7-41170.jpg

La serie che ha risollevato il mio marzo è stata Hill House, ve ne avevo accennato mesi fa perché ho visto la prima puntata tempo addietro e a marzo l’ho ripresa.

Wow, solo wow, mi è piaciuta da impazzire, al primo giro la prima puntata non mi aveva presa perché secondo me l’unico (o quasi) difetto di questa serie è proprio la partenza, perché la prima puntata non fa venir voglia di proseguire.

Ma una volta iniziata è pazzesca, realizzata con una cura ottima per i dettagli, direi che durante la visione ci si accorge della qualità della produzione in modo piuttosto evidente.

Di cosa parla la serie?

E’ tratta dal romanzo di Shirley Jackson, “L’incubo di Hill House” e si concentra sulla vita di una famiglia cresciuta appunto a Hill House e su quello che questa casa ha rappresentato per loro, perchè li ha segnati per sempre per una serie di fatti accaduti ai tempi.

Infatti la serie segue diversi timeline, di solito non apprezzo i salti temporali nelle serie perché a volte trovo vengano fatte solo per “guadagnare tempo” e attardare informazioni interessanti ma qui non è così perché qualunque timeline ci sia è interessante comunque.

La profondità della serie mi ha fatta innamorare, i personaggi sono intensi e ognuno di loro ha una personalità ben precisa, li vediamo fin da piccoli e sembra di seguirli per la vita in un certo senso.

Credo che il punto di forza della serie sia proprio questo, il senso di familiarità così forte, il fatto che tutta la vicenda si aggira attorno ad una famiglia e gioca anche con il lato psicologico di questa e dello spettatore.

C’è tutto dentro Hill House, il soprannaturale è soprannaturale fino ad un certo punto perché è motivato comunque da fatti reali, nasce da altro, le paure o fobie umane dei personaggi vengono amplificate e si presentano in forma appunto sovrumana.

Essendo tratto da un testo della Jackson si concentra molto sul lato psicologico, l’autrice analizza sempre le fobie o le situazioni mentali portate all’estremo.

Sto leggendo il libro ora tra l’altro ma da ciò che ho letto in qualche articolo la serie è ispirata al libro in parte, è stata molto modificata rispetto all’opera originale.

Non vedevo l’ora di parlarvi di questa serie ma mettendomi qui a scrivere mi rendo conto che alcuni significati della serie sono profondi e alcune sono meccaniche che si possono ritrovare all’interno della famiglia, quindi complicate ma familiari da descrivere.

Comunque sia è una serie stupenda e di certo arriverà un confronto tra il libro e la serie,  una volta che avrò letto il testo!

Canzoni del Mese

The Police – Every Breath You Take

Troye Sivan – Dance to This

Sia – I’m Still Here

 

Cosmetico del Mese

www.deborahmilano.com--0050501-01.jpg

Parliamo di un altro fondotinta, tempo addietro, molto tempo addietro, vi avevo parlato di un prodotto della linea “formula pura” di Deborah ovvero l’eyeliner e ve ne avevo parlato male, molto male.

Beh la mia opinione è decisamente diversa per questo fondotinta, l’ho comprato uno o due mesetti fa e all’inizio non mi aveva convinto ma l’ho ripreso ad aprile e mi ha conquistata, la resa è buona, compre abbastanza ma non è uno dei fondi più coprenti del mondo, però il punto forte trovo sia l’effetto sulla pelle, la rende naturale e levigata, non fa quell’effetto orrido di alcuni prodotti insomma.

Ha una formulazione non liquidissima anzi piuttosto densa, e di solito nei fondi uso due pompate di prodotto ma qui riesco a fare il viso con una sola, è molto strano.

Anche la resistenza dicevo è buona, io ho il problema nella zona degli occhiali che con questo prodotto mi fa un brutto effetto, ovviamente il fondotinta non rimane mai se portate gli occhiali ma questo fa delle strisce bruttine.

Comunque è un ottimo prodotto!

App del Mese

Le uniche app che sto istallando sono quelle per i quiz della patente a dire il vero ma ho scoperto un’app carina per le foto, ovvero:

246x0w.jpg

E’ un applicazione per la modifica delle foto appunto in stile retrò, non è nulla di nuovissimo ma gli effetti sono carini, alcuni non capivo dove trovarli e li ho trovati qui, è un’app molto intuitiva, non è che si possa fare di tutto ma è carina.

Scoperta del Mese

Marzo sicuramente è stato un mese che mi è servito a prendere coraggio per certi progetti, non che abbia avuto chissà quali risultati ma più che altro mi sono data una spinta diciamo, nonostante non sia stato un gran mese.

Non ho particolari scoperte, come vi dicevo è stato un mese molto nostalgico e pesante, era anche un atmosfera piuttosto pressante che ad aprile se ne è andata per fortuna.

Citazione del Mese

“Quando c’è in ballo il passato, tutti diventiamo romanzieri.”

Stephen King

Questo mese sta per Finire ma fingiamo ci siano Ancora degli Obbiettivi

Ad aprile ho iniziato la patente che oltre ai vari corsi mi sta risucchiando la mente letteralmente, quindi il mio obbiettivo è procedere a testa china e finire il prima possibile, farmi assorbire a pieno insomma.

Bene!

Com’è andato il vostro marzo? E come sta andando il vostro aprile?

Ancora auguri ragazzi/e! A presto!

notes_190131_143522_b6d_1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cose del Mese – Febbraio!

Ohh rieccoci! Come state? Scusate la sparizione ragazzi/e ma ormai lo sapete, il lavoro mi sta risucchiando in queste settimane.

Siamo a più di metà marzo, lo so, ma diciamocelo non è la prima volta che arrivo così in ritardo sugli articoli del mese, ero indecisa riguardo a quello di febbraio, probabilmente sarà piuttosto corto perché la parte più succosa è all’inizio ma per il resto è stato un mese troppo veloce e senza grandi smottamenti.

Quindi ho pensato seriamente anche al non pubblicare questo articolo ma alcune cose sono carine e alla fine eccomi qui.

Iniziamo subitissimo!

Serie tv del Mese

Queste sono state le mie due serie tv di febbraio, la prima è stata Russian Doll e la seconda Castlevania.

Partiamo da Russian Doll, serie originale Netflix del 2019 ideata da Natasha Lyonne (l’attrice protagonista), Amy Poehler e Leslye Headland.

E’ uscita sulla piattaforma l’1 febbraio e la prima stagione è composta da 8 episodi, quindi di che cosa parla questa serie?

Di molteplici morti come direbbe la protagonista, Nadia, che nel giorno del suo compleanno muore ma misteriosamente torna in vita nello stesso appartamento in cui si stava svolgendo la festa, e non sarà così solo questa volta ma ogni volta che morirà e morirà diverse volte.

E’ una specie di loop temporale che la costringe a tornare sempre nel bagno dell’appartamento della festa, ogni volta, nel corso della serie si spiegherà anche il meccanismo di questo loop ma non voglio dirvi troppo perché è facile fare spoiler.

Allora, io adoro l’attrice protagonista, che recitava anche in Orange is the New Black, quindi ho dovuto fiondarmi a vedere subito questa serie.

E’ piuttosto spudorata come serie e di certo originale, mi ha fatto pensare al film “Auguri per la tua Morte” ma il concept che c’è dietro a questo loop è completamente diverso, compreso i personaggi e la situazione.

Ti spinge a guardarla tutta d’un fiato infatti nel giro di due giorni ho dovuto finirla, perché volevo scoprire come si sarebbero evolute le cose, la vicenda infatti si scopre piano piano, devo dire che la conclusione finale ovvero il motivo del loop è originale perché non me lo sarei immaginata ma al tempo stesso non è così tanto originale.

Tutto sommato comunque è una serie che mi è piaciuta, non so in cosa potrebbe consistere una seconda stagione ma sono curiosa di vederla.

L’altra serie è Castlevania, una serie animata creata da Warren Ellis basata sul videogioco della Konami.

E’ stata trasmessa per la prima volta nel 2017, ad oggi è stata rinnovata per una terza stagione che al momento non si sa ancora quando uscirà.

Non conoscevo il videogioco e il passato/riferimenti di questa serie ma l’argomento e il setting mi intrigava molto, ovvero siamo nella Valacchia del 1400′ e Dracula scatena delle bestie feroci su tutto il territorio della Valacchia (l’orda dell’inferno) in seguito ad un enorme tragedia personale che gli è accaduta, ovvero che la chiesa in particolare è responsabile della morte di sua moglie, Lisa, uccisa per essere sospettata si stregoneria.

Da qui la morte e la distruzione ovunque, ad un certo punto appare però un nuovo personaggio che sembra l’unico (che assieme ad altri) potrà salvare la situazione, Trevor Belmont.

Qui c’è un bel po’ di violenza, gente sbudellata, organi sparsi in giro, fiumi di sangue, insomma la violenza non viene evitata.

Io sono alla fine della seconda stagione ora, la prima devo dire che passa veloce anche perché gli episodi sono brevi, massimo 25 minuti l’uno.

Anche qui non ho particolari cose da dire, perché è una bella serie, piuttosto gotica in alcune parti e dark, c’è questa atmosfera rossiccia/nera bellissima.

Nonostante questo clima comunque ogni tanto mi ha fatto sorridere, anche se sembra molto strano.

 

Film del Mese

Velvetbuzzsaw.jpg

Senza dubbio Velvet Buzzsaw è stato il film di febbraio, mi è piaciuto moltissimo, sopratutto dopo averlo capito davvero.

E’ un film del 2019, il film è stato anche presentato al Sundance Film Festival.

Di cosa parla?

Ehh, di tante cose. Dell’universo dell’arte direi, è una critica a questo, è una critica anche ai critici se vogliamo, al peso che in questo universo si da alle critiche che possono distruggere un artista, ma anche al desiderio di denaro, secondo me il film si basa su un concetto principale che è “nel momento stesso in cui dai più importanza ai soldi che puoi fare con qualcosa rispetto a quel qualcosa, non è più arte”.

Il film non ha valutazioni incredibili ma lo capisco perché può non piacere a tutti e io stessa ammetto di aver faticato a capire tutti i messaggi della pellicola, mi sono aiutata infatti con qualche video su Youtube, una volta compresa del tutto ne ho apprezzato il valore.

Ci sono parecchie morti, e ognuna di questa ha un senso specifico, i dettagli sono importanti.

L’ho rivisto due volte questo film perché avendolo guardato a inizio febbraio non mi ricordavo alcune cose e per parlarvene ho voluto rivederlo, ho notato che nel doppiaggio italiano c’è un problema con la voce di un’attrice ma in generale mi è piaciuto forse di più della prima volta.

La vicenda comunque ruota attorno (anche se non c’è un vero e proprio protagonista secondo me) a Josephina che scopre una collezione molto vasta e bellissima di dipinti di un artista sconosciuto, un uomo anziano che la donna trova morto nella sua palazzina.

Diciamo che l’arte di questo è “maledetta” e ciò da inizio ad una serie terribile di eventi, è un horror ma in una scena (che io non sono riuscita a vedere) viene fuori molto lo splatter.

Nel coso doveste vederlo e dire “ma cosa mi significa tutto questo?” vi consiglio di vedere questo video.

Mi sarebbe piaciuto scrivere un articolo perché ci sono molti spunti interessanti in questa pellicola.

Canzoni del mese

Harry Nilsson – Gotta Get up

Lovely – Billie Eilish

The Night We Met – Lord Huron

 

Cosmetico del Mese

mac_retrorouge002.jpg

Un prodotto per le labbra? Ma dai, che strano.

Allora, io lo nomino questo prodotto ma non so quanto possa interessare, anche perchè a febbraio non ho provato grandi cose ma questo rossetto mi ha rapito il cuore, è il Retro Rouge di MAC.

E’ di una limited edition di Charlotte Olympia per questo non so se è ancora reperibile, se esiste ancora ecc..

So solo che se cercate un colore simile c’è il Divine Wine di Maybelline che è molto simile, ho anche quello (ed è uno dei miei rossetti preferiti), e la formula anche è ottima.

Da quando ho provato i rossetti MAC sono diventati i miei preferiti.

 

App del Mese

Nulla, il deserto arido questo mese, il nulla cosmico.

Scoperta del Mese

Sono stata costretta a cambiare pc a febbraio, l’unica cosa che ho scoperto è la delusione per l’abbandono del mio vecchio pc, di certo comunque febbraio è stato meglio di marzo questo posso già dirlo.

A febbraio credo di aver riscoperto la voglia di leggere finalmente, che si era nascosta da qualche parte, anche se il tempo non mi ha aiutata a coltivarla.

Citazione del Mese

“Talvolta crediamo di aver nostalgia di un luogo lontano, mentre a rigore abbiamo soltanto nostalgia del tempo vissuto in quel luogo quando eravamo più giovani e freschi. Così il tempo ci inganna sotto la maschera dello spazio. Se facciamo il viaggio e andiamo là, ci accorgiamo dell’inganno.”

Arthur Schopenhauer

Obbiettivi per Marzo che ormai è Quasi finito Per Fortuna

Terminare il mese ed evitare danni. Il mese di marzo non mi ha mai portato molta fortuna, nemmeno quest’anno, sembra che tutto il peso sia caduto qui a marzo ma ehi è quasi finita almeno.

Bene!

Lo so, oggi è stata breve ma febbraio è stato troppo breve per fare cose lunghe… almeno per me.

E voi? Com’è stato il vostro febbraio? Troppo breve per viverlo a pieno?

A presto!

notes_190131_143522_b6d_1

 

Cose del Mese – Gennaio!

Ahhh buon martedì gente e buon proseguimento di settimana!

Oggi sono qui per riprendere la rubrica delle “cose del mese”, l’avevamo lasciata a dicembre, in cui avevamo parlato delle cose dell’anno comprese quelle di dicembre.

Non ho pubblicato un articolo specifico di dicembre perché semplicemente essendo stata così tanto assorbita dalle feste, dal lavoro, e dagli impegni generali il mio tempo per fare cose belle si è ridotto a 0.

Comunque se c’è una cosa che devo dirvi per gennaio è che sono partita abbastanza alla grande dai, con le visioni di film/serie/documentari, anche con le letture perché ho letto tre libri a gennaio praticamente (perchè la “Boutique del Mistero” l’ho letto quasi tutto a gennaio), e diciamocelo, per una che l’anno scorso ha letto pochissimo non è una brutta partenza.

Ma non dilunghiamoci in chiacchiere perché qui di seguito ne farò molte, iniziamo!

Documentario del mese:

Allora i documentari di gennaio sono stati due per me, “Rapita dalla Luce del Sole” e “Conversazioni con un Killer: il Caso Bundy“.

Iniziamo da primo a sinistra, è un documentario di un’ora e mezza circa che si può vedere tutto d’un fiato ed è la tempistica che preferisco perché nei documentari a puntate è vero che il contenuto è più lungo, ma c’è il rischio di allungare il brodo inutilmente.

Allora di cosa parla questo documentario?

Di pedofilia essenzialmente. Una famiglia per bene si fa soggiogare da un membro in particolare di un’altra famiglia, e gli eventi sfuggono di mano.

Sfuggono di mano è un eufemismo, mi viene voglia quasi di dedicarci un articolo a sé per questo documentario, ditemi se la cosa vi interessa people.

Comunque il documentario è diretto da Skye Borgman e da quello che ho capito non è originale Netflix.

La vicenda nello specifico si concentra su Jean, una bambina che vive con una famiglia come dicevo per bene e con delle sorelle attive e unite tra loro in un quartiere dell’Idaho negli anni 70′.

Ad un certo punto incontrano in chiesa di domenica un’altra famiglia apparentemente per bene, anche fra loro ci sono dei bambini, il padre di questi si chiama Robert Brechtold che assieme alla moglie e ai figli si è trasferito da poco proprio accanto a loro.

Robert, lo chiameremo Bob da qui in avanti, inizia a mostrare un interesse eccessivo per Jean ma i genitori di questa lo lasciano fare (qui il primo punto assurdo, lo so) anche se non apprezzano ovviamente questo interesse.

Bob entra anche nella vita sentimentale dei due coniugi, avendo un rapporto omosessuale con il padre di Jean e, più avanti nel documentario e nel tempo, avendo una relazione sentimentale anche con la madre di questa.

Senza contare il fatto che l’uomo rapisce Jean per ben due volte, la prima i genitori non avvisano subito le autorità perchè la moglie di Bob li dissuade e si convincono del fatto che è un loro amico e non potrebbe mai fare del male a Jean, mentre la seconda è la volta in cui Jean viene anche abusata sessualmente più volte.

Ma oltre a questo la bambina riceve un vero e proprio lavaggio del cervello, l’uomo infatti costruisce tutta una storia alla quale la bimba crede che la terrà soggiogata a lui fino all’età di 16 anni in cui lei si renderà conto che era tutta una menzogna.

Questa storia era stata architettata anche per fare in modo che lui e la ragazzina continuassero ad avere rapporti sessuali, ad un certo punto con questo lavaggio mentale Jean era convinta di amare addirittura Bob e voleva sposarsi con lui.

Tutta questa vicenda è assurda, ed è tutto reale, il lato più agghiacciante è il fatto che quest’uomo, uno sconosciuto fino a qualche momento prima, sia riuscito con il tempo e con il suo lato da manipolatore a entrare nella mente di tutte queste persone.

Ovviamente tutto ciò che rimane ora ai genitori è il senso di colpa per non essersi resi conto prima di quello che stava accadendo, per aver sottovalutato tutto e per essere finiti a piedi piatti nella trappola dell’uomo.

In effetti è incredibile, tutto quello che è successo lo è, io vi ho spiegato in generale la vicenda ma ci sono dei dettagli e dei risvolti che mi hanno lasciata senza parole.

Il lato psicologico della vicenda merita una riflessione approfondita, quindi fatemi sapere se un articolo singolo potrebbe farvi piacere.

Parliamo ora del secondo documentario, ora, io l’ho visto fino alla metà, ha 4 puntate di circa 50 minuti l’una tranne l’ultima che è invece di 70 minuti circa.

Conoscevo già la storia di Ted Bundy, anche nei dettagli, quindi questo documentario non ha aggiunto nulla a ciò che già sapevo essenzialmente.

Qual’è il punto del documentario?

Il fatto che un giornalista ha intervistato il serial killer per un libro e qui abbiamo delle registrazioni originali in cui Bundy parla dei crimini commessi ma non in prima persona, perché il killer si dichiarava innocente, quindi il giornalista ha avuto un ottima idea, farlo parlare in terza persona come se fosse un cronista che narra ciò che un ipotetico assassino aveva commesso.

Se già conoscete la storia di Bundy questo documentario non aggiunge particolari informazioni.

Il mio principale problema è stato uno, voglio dire, ci sono 4 puntate di una certa lunghezza questo mi fa intendere che avevano un buon tot di tempo a disposizione, eppure le vittime vengono praticamente solo citate per nome e raramente viene detto cosa facevano nella vita, questo mi ha infastidita un poco.

Certe informazioni su Bundy vengono ripetute anche più volte, ecco invece di insistere su queste si poteva anche dedicare qualche minuto in più alle 30/35 ragazze giovani uccise.

Non è un discorso moralista o altro, di solito non faccio caso a questo nei documentari perché ci si concentra sempre sul killer e non sulle vittime, ma in questo caso ho notato uno spreco di tempo dedicato a lui, tempo che in piccola parte anche si sarebbe potuto dedicare nel dire qualcos’altro sulle ragazze.

Aspettavo questa nuova uscita su Netflix ma ne sono rimasta delusa, mi aspettavo un po’ di meglio, dal punto di vista visivo è bello, gli effetti, la fotografia, la ricostruzione ma si salta troppo nel passato prima poi nel futuro e di nuovo nel passato, ad un certo punto ero esausta da questi viaggi temporali continui.

Serie tv del Mese

Diablero-netflix-review

Ho visto tutta la prima stagione di questa serie tv, è davvero carina!

Si chiama Diablero ed è ambientata a Città del Messico, diretta da José Manuel CraviotoRigoberto Castañeda.

Sono felice del fatto che la serie è stata rinnovata per una seconda stagione qualche settimana fa, il primo di febbraio.

Forse era lo scopo degli sceneggiatori e del regista perché il finale lascia proprio intendere che ci sarà una seconda stagione.

Di cosa parla la serie?

Di demoni e di cacciatori di demoni, i diableri infatti sono letteralmente cacciatori di demoni ma non stile Supernatural, lo stile di questa serie è diverso, ormai Città del Messico è infestata da demoni e solo loro possono fare qualcosa per salvare la gente.

Seguiamo le vicende di Elvis, cacciatori di demoni, che assieme alla sorella decidono di aiutare Ventura un prete a cui è stata rapita la figlia da un demone, figlia che ha avuto con una giovane ragazza costretta poi a crescerla da sola.

Vorrei dire due parole sul mio personaggio preferito ovvero Nancy, una sorella/figlia per Elvis, ed un contenitore per demoni, lei si fa possedere dai demoni per aiutare Elvis o per aumentare il suo potere o ancora semplicemente per sperimentare.

E’ una serie che mi è piaciuta, ha dei momenti che mi hanno fatta sorridere, c’è qualche scena più horror, la prima che mi viene in mente è nella prima puntata in cui c’è un topo letteralmente aperto con gli organi scoperti, ovviamente non è vero, nessun animale è stato maltrattato. Si vede anche che è finto perché sembra a tratti un po’ di plastica.

Comunque è una serie che mi ha intrattenuta davvero, non vedevo l’ora di vederlo appena avevo un attimo di tempo.

Non è particolarmente profonda come serie ma ha dei momenti più drammatici e intrattiene alla grande.

Non ho un film del mese gente, l’ho per febbraio ma è troppo presto!

Canzoni del Mese

Torna a Casa – Maneskin

Sunday Bloody Sunday – U2

Dovete sapere che quando mi devo concentrare, quando studio o leggo o faccio in generale qualcosa che mi richiede concentrazione, ascolto musica classica, perché mi piace, non sempre ma in quei momenti è perfetta e trovo che mi aiuti a non appesantire troppo la testa.

Questo mese ho ascoltato particolarmente:

Schubert – Serenade

Chopin – Spring Waltz

Trovo che anche le playlist di Spotify siano utili sotto questo punto di vista.

 

Cosmetico del Mese

81bgpovw1wl._sl1500_.jpg

Il mio cosmetico preferito di gennaio è stato il famosissimo Healty Mix di Bourjois.

All’inizio non mi piaceva devo dirlo, pensavo fosse come applicare aria fritta sul viso, ma dopo giorni di test mi sono resa conto che punta veramente ad un effetto anti-fatica.

Infatti non è tanto la coprenza il vanto di questo prodotto, perché se dobbiamo vedere quella mmm siamo ad un livello medio-basso, ma è l’effetto generale del viso, nel senso che a fine giornata la pelle risulta comunque bella anche se gli occhi sono impallati di sangue e vi siete ingobbite/i come il gobbo di Notre-Dame.

Mi capita spesso di avere una pelle orrida a fine giornata, con i pori che si vedono a chilometri di distanza, i fossati in giro per il viso, dei punti secchi in cui sembra tutto rattrappito… ebbene con questo fondotinta non succede.

Io ho una pelle mista, se avete una pelle molto grassa o grassa non saprei se consigliarvelo oppure no perché non è leggero come fondotinta.

App del Mese

d7f9410ad649b2bcf1ec81b13f218a25_icon.png

Ohh questa è un’app comodissima, se scrivete storie e dovete tenere traccia dei personaggi.

Si chiama Character Story Planner ed è ottima se la storia che scrivete magari ha molti personaggi e avete paura di dimenticare dei dettagli o di non pensare a tutto per bene nel marasma di cose da fare.

Dato che ho ripreso da un po’ a scrivere storie da zero, ho voluto ripartire da capo diciamo come se voltassi pagina, quindi nuovi generi, nuove dinamiche che la vecchia me non avrebbe adottato, questa app mi sta aiutando.

Potete segnare per un personaggio tutto ciò di cui avete bisogno, dal nome, all’età, ai dettagli fisici, l’aspetto, l’altezza, potete persino caricare un immagine se disegnate il personaggio, i rapporti che ha con gli altri, il passato, la storia ecc. ecc.

Insomma tutto, ne viene fuori una vera e propria scheda a mo’ di carcerato ma è comoda.

Scoperta del Mese

L’app del mese è già una piccola scoperta, ma sono tutte sulla scrittura le mie scoperte di gennaio.

Dato che mi sto addentrando in mondi e generi che non ho mai esplorato più di tanto, Pinterest è una grande fonte di scoperte compresi video su Youtube consigliati da un’amica sull’argomento.

Quando mi approccio a qualcosa di poco esplorato preferisco sempre studiarlo a 360° prima di buttarmi e penso sia la pista migliore perché non puoi parlare di ciò che non conosci.

Citazione del Mese

Se oggi vado a letto non avendo fatto niente di nuovo rispetto a ieri, allora oggi è stato sprecato.

Bill Gates

Ho deciso di levare la sezione “cosa positiva e negativa” perché non riesco a non dirvi subito com’è stato il mio mese e si intuisce anche nel corso dell’articolo quindi… sì, la sostituirò con qualcos’altro, devo solo vedere cosa.

Obbiettivi per questo Mese che ormai Siamo già a Metà

Ovviamente continuare i miei progetti di scrittura, sono “on fire” in questo periodo, e cercare di arrivare da qualche parte con questi.

Aggiungerei anche “decidere cosa fare della mia vita” ma è troppo drastico e non riuscire a decidere in un mese, o in quello che rimane.

Bene!

E voi? Come è stato il vostro gennaio? Il primo mese di questo 2019 vi ha regalato delle belle sorprese? No? Ditemi!

Noi ci leggiamo prestissimo!

notes_190131_143522_b6d_1