Abbandonare i Libri

Buon martedì e ben ritrovati ragazzi/e!

Vi avevo avvisato del fatto che quest’anno in questa maratona ci sarebbero stati più articoli “chiacchierecci” e in effetti eccone un altro.

Non vi preoccupate, nei prossimi giorni torniamo a parlare di qualcosa di più natalizio…

Comunque oggi voglio parlare dell’abbandonare i libri e non nel senso di lasciarli in giro o scordarseli da qualche parte, bensì interrompere la lettura magari a 10 pagine dall’inizio o a metà libro.

Tra l’altro questo argomento è venuto fuori anche nei commenti di qualche articolo fa, quello riguardo al mio 2018 di letture povere mi sembra.

Come per l’articolo dell’altro però volevo scrivere questo articolo da mesi forse, abbiamo sfiorato l’argomento negli scorsi tempi ma non ho mai scritto un qualcosa a riguardo.

L’argomento però è molto diffuso, sono convinta del fatto che ognuno di noi ha prima o poi abbandonato un libro, e non mentite, non mentite perché vi vedo!

Non so se ci avete fatto caso ma quando si abbandona un libro si hanno un po’ i sensi di colpa, e questo è riferito anche alle altre persone attorno a noi, quando un amico ci chiede di una lettura che abbiamo abbandonato la reazione è più o meno sempre la stessa, si sussurra piano a bassa voce “eh no ma… sai l’ho momentaneamente abbandonato… sarà il periodo, ehm sì”.

Adesso magari drammatizzo un po’ la situazione ma si ha sempre un po’ di senso di colpa dai questo è vero.

E’ come se si lasciasse andare piano piano, a piccole dosi un qualcosa che aveva ai nostri occhi grandi potenzialità e vedendolo sparire dalla nostra mente ci si incolpa del fatto che forse lo abbiamo lasciato troppo presto, sempre troppo presto per mostrare il suo vero valore.

All’inizio mi vergognavo di dire che avevo abbandonato un libro perché credevo che una volta iniziato andasse terminato ma ad oggi ho cambiato completamente idea.

Non si può insistere su un libro che non ci prende o che ogni volta riposato sul comodino o sul tavolo sembra non averci lasciato niente, va bene per le prime 10/20/30 massimo 40/50 o 60 pagine ma dopo se non vogliamo proseguire è giusto arrivare a patti con noi stessi e ammettere che no, non voglio più andare avanti, passo a qualcosa che mi appassiona di più o che trovo più interessante.

Ne parlo ora in un articolo perché forse mai come quest’anno ho sperimentato l’abbandono cospicuo di testi e di questi l’unico che per me rimane come un pallino fisso nella mia mente è “Casa di Foglie”, quanto brucia, è come una sconfitta per me anche perché ero arrivata ad un buon punto ma di sicuro lo riprenderò, di poche cose sono certa nella vita e questa è una di quelle.

Insomma si ha ancora un po’ di timore, o questo io avverto almeno, nell’ammettere che si è deciso di abbandonare un libro, questo non vale per tutti anzi molte persone con cui ho parlato non hanno problemi a dirlo, ma di solito si reclude il fatto dell’aver abbandonato un libro in un angolo remoto del cervello cercando di nasconderlo.

Quei libri sono sempre lì, sulla libreria che scrutano e ti ripetono che li hai abbandonati e se li date via, in scambio o li regalate dopo ci sarà il timore che se dovessi venirvi la voglia un domani di rileggerlo/i dovreste ricomprarlo/i.

Non c’è niente di male nel dire che abbiamo abbandonato un libro io credo, insomma se un libro non fa per noi o in quel momento non è la lettura giusta (o più semplicemente) non ci piace, stop alla lettura, passiamo al prossimo.

Ci sono talmente tanti libri interessanti da leggere, impossibile leggerli tutti in una vita, e fossilizzarsi su un titolo che non va giù solo perché si deve portare a termine a tutti i costi una lettura ti priva del piacere di questa.

Un altro argomento legato a questo è lo sforzarsi di leggere quando non c’è la voglia o la passione, sforzarsi non è mai una cosa positiva per quanto mi riguarda, anche se porti a termine la missione è comunque un qualcosa che non ti viene naturale, un qualcosa per cui hai dovuto incitare e sforzare te stesso/a quindi a mio avviso il risultato non sarà mai dei migliori.

Con questo intendo dire che si rovinerà la lettura probabilmente, ci sono due casi possibili con uno sforzo di lettura, o la ripresa improvvisa del libro ad un certo punto e quindi tutto sommato una belle esperienza di lettura finale o la rovina dell’esperienza a causa di questo sforzo, (la seconda di solito è quella più frequente).

Tutto ciò per dire, quando si abbandona un libro non c’è nulla di male, anzi credo ci sia quanto ci si sforza con un testo che non va per noi, è arrivato anche qui il momento di ammettere ad alta voce quali sono i libri che avete abbandonato e che bruciano di più, ditemi!

Io oltre a “Casa di Foglie”, citerei anche “Il Deserto dei Tartari” e “La Morte del Padre”, a parte i primi due comunque non mi pento dell’ultimo, i primi due li riprenderò di certo.

Quindi, qual’è il libro che più vi pentite di aver abbandonato? O quale libro super consigliato da altri con voi non ha raggiunto la passione desiderata nella lettura?

A domani!

Elisa

 

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Xmas PoetryTime

Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

Salvatore Quasimodo

PoetryTime

Questa sera la luna dentro il mare
cadrà come una perla pesantissima.
E giocherà sopra di me la folle,
la folle luna.

Si frangerà l’onda color rubino
sui miei piedi spargendo mille stelle.
Le mie mani saranno diventate
due colombelle:

e saliranno – due uccelli d’argento –
a riempirsi di luna – come coppe
e di luna le spalle e i capelli
m’irroreranno.

Il mare è un oro fuso. Metterò
in una barca il mio sogno affinché
veleggi. Chiara, diamantina ghiaia
calpesterò.

Quando la luce l’attraverserà
sarà perla pesante il mio cuore.
E riderò. E piangerò… Ma guarda, ecco,
ecco la luna!

Kostas Kariotakis

 

Breve info care genti!

Ne approfitto per dirvi che ovviamente questo dicembre come ogni dicembre da qui a due anni ormai ci sarà la maratona natalizia! Ovvero ogni giorno fino al 24 ci sarà un nuovo articolo, mi piace particolarmente questa iniziativa e spero possa fare piacere anche a voi, è diventata quasi una tradizione insomma!

Ci leggiamo dal primo di dicembre in poi!

Elisa

PoetryTime

Qualcosa per Una Volta

Gli altri ridono che sempre sul pozzo
Mi inginocchiassi contro luce, mai 
Vedendo più a fondo di dove l’acqua
Mi rimandava in un limpido quadro me 
Me stesso nel cielo estivo, divino,
Sporto in un serto di felci e di cirri.
Una volta, puntando il mento sul bordo,
Distinsi – mi parve – al di là dell’immagine,
Sotto l’immagine, un biancore, incerto,
Una più fonda profondità – e lo persi.
L’acqua rinnegò la sua trasparenza.
Gocciò la felce ed ecco un’onda 
Scosse la cosa posata sul fondo,
La confuse, la cancellò. Quel bianco che cos’era?
La verità? Un quarzo? Qualcosa, per una volta.

Robert Frost

PoetryTime

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

Elli Michler

Altri 15 Libri da Regalare (A Natale ma Anche No)

Buon lunedì e buon inizio settimana cari e care!

Oggi torna una tipologia di articolo che era già sbarcata sul blog nel periodo natalizio ovvero “15 libri da regalare (a Natale ma Anche no)”.

In questa tipologia di articolo vi propongo 15 titoli interessanti per chi magari vuole regalare un libro ma non ha la minima idea di quale titolo scegliere.

Che vogliate regalare un libro a un bambino ad un adolescente o ad un adulto qui troverete consigli adatti alle vostre esigenze e che spero si riveleranno interessanti.

Cercherò di proporvi libri di generi diversi fra loro così che possiate regalare il libro giusto per ogni gusto!

Vi lascio qui il link al vecchio articolo dell’anno scorso nel caso vogliate dargli un occhiata (qui).

E iniziamo subito che i titoli sono parecchi!

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I Fantastici Libri Volanti di Mr. Morris Lessmore – William Joyce

Età di Lettura: dai 5 agli 8 anni

Edito da: Rizzoli

Link all’acquisto: QUI

 

Mr. Morris Lessmore ama i libri e le storie. Un giorno, mentre sta scrivendo il racconto della sua vita, arriva un terribile uragano che lo porta lontano, in un paese fantastico… Un racconto che rende omaggio a chi dedica la propria vita ai libri e a tutti i lettori.

FF_Divider_Pink4E’ una storia adorabile e molto godibile, bello come l’omonimo cortometraggio che è muto. Mi sono innamorata di questo libricino dopo averlo letto e visto prima di consegnarlo nelle mani dei miei cuginetti, un regalo molto azzeccato secondo me.

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L’Occhio del Lupo – Daniel Pennac

Età di Lettura: dai 5 agli 8 anni

Edito da: Salani

Link All’Acquisto: QUI

 

In uno zoo, un ragazzo si sofferma affascinato davanti alla gabbia di un lupo e, siccome l’animale ha soltanto un occhio, anche il ragazzo, con estrema sensibilità, tiene chiuso uno dei suoi. Questo colpisce il lupo che, per la prima volta, supera l’atavica diffidenza nei confronti degli esseri umani e decide di raccontare al ragazzo la sua storia, tutta vissuta sullo sfondo di paesaggi nevosi e cacce solitarie. Anche il ragazzo si confida col lupo e gli parla delle tre Afriche per cui è passato, quella Gialla, quella Grigia e quella Verde: l’Africa dei deserti, L’Africa delle savane e l’Africa equatoriale delle foreste. Il paesaggio, con i suoi colori e le sue atmosfere, ha molta importanza sia nella storia del lupo che in quella del ragazzo africano.

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Un classico per ragazzi intramontabile, è una favola che si legge e alla quale ci si appassiona molto velocemente quindi è un titolo adatto anche ai lettori più giovani ma non proprio amanti della lettura.

 

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Un Libro – Hervé Tullet

Età di Lettura: dai 3 ai 4 anni

Edito da: Franco Cosimo Panini

Link all’Acquisto: QUI

 

Segui le istruzioni del libro e vedrai le pagine riempirsi di tante palline colorate. 

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Questo è stato pubblicato un po’ di anni fa ormai, riscosse molto successo all’epoca è adatto ai più piccini e riesce a catturare i bambini come una calamita.

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Le Donne Son Guerriere – I. Civico, S. Parra

Età di Lettura: dai 9 agli 11 anni

Edito da: Einaudi Ragazzi

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Nel corso della storia ci sono state moltissime donne che con le loro vite straordinarie hanno lasciato un segno, ma per il solo fatto di essere state donne non hanno ricevuto il riconoscimento che si sarebbero meritate. Queste pagine raccontano le vite straordinarie durante le quali hanno primeggiato nell’arte, nello spettacolo, nella politica, nella scienza, nella letteratura, nello sport. Donne che hanno fatto, creato o inventato, ma soprattutto hanno dimostrato che con la passione e la forza di volontà chiunque può vedere realizzati i propri sogni. Virgina Woolf, Agata Christie, Amelia Earhart, Frida Kahlo, Rosa Parks, Jane Goodhall, Nilde Iotti, Malala Yousafzai e molte altre: storie che tutti dovrebbero conoscere. 

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Questo ho dovuto inserirlo perché (sempre dopo averlo letto in fretta prima di regalarlo alla mia cuginetta) me ne sono innamorata. Ha delle illustrazioni meravigliose e mi ha ricordato “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli” ma più breve. E’ curato molto bene.

 

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La Grande Fabbrica delle Parole – Agnés de Lestrade

Età di Lettura: dai 3 ai 4 anni

Edito da: Terre di Mezzo

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C’è un paese dove le persone parlano poco. In questo strano paese, per poter pronunciare le parole bisogna comprarle e inghiottirle. Le parole più importanti, però, costano molto e non tutti possono permettersele. Il piccolo Philéas è innamorato della dolce Cybelle e vorrebbe dirle “Ti amo”, ma non ha abbastanza soldi nel salvadanaio. Al contrario Oscar, che è ricchissimo e spavaldo, ha deciso di far sapere alla bambina che un giorno la sposerà. Chi riuscirà a conquistare il cuore di Cybelle?

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Anche questo ha riscosso un gran successo negli anni, è edito dalla casa editrice “Terre di Mezzo” che pubblica per i più piccoli sempre volumi molto carini e ben illustrati. Pieno di illustrazioni delicate ma piene di significato, a volte un po’ triste. 

 

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Ann Brashares – Quattro Amiche e un Paio di Jeans

Età di Lettura: dai 12 ai 15 anni

Edito da: Bur

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Quattro amiche per la pelle – Lena, Tibby, Bridget, Carmen – e un’intera estate da passare separate. Che sciagura. Poco prima di partire, però, Lena e le altre trovano in un negozio dell’usato un paio di jeans magici che, miracolo!, stanno benissimo a tutte. E allora perché non spedirseli per indossarli a turno, ognuna nel posto in cui trascorrerà le vacanze? Sarà come essere sempre tutte insieme, dopotutto. La prima estate delle quattro amiche e dei loro Pantaloni Viaggianti, che hanno conquistato le giovani lettrici di tutto il mondo.

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Anche questo non potevo non inserirlo perché appena leggo il titolo mi vengono in mente gli anni dell’adolescenza in cui lessi questo libro. Ho dei bei ricordi, per esempio il fatto che lo avevo letto la prima volta preso in prestito dalla biblioteca delle mie scuole medie che era all’ultimo piano e ci si andava ad uno ad uno un giorno del mese. Quando toccava a me non vedevo l’ora di salire. Questo è uno di quei libri che rappresentano quel periodo, le medie non state una gran esperienza per me ma fuori dalla scuola ho dei bei ricordi legati a questo libro.

 

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Il Figlio del Cimitero – Neil Gaiman

Età di Lettura: dai 12 ai 16+ anni

Edito da: Mondadori

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Ogni mattino Bod fa colazione con le buone cose che prepara la signora Owens. Poi va a scuola e ascolta le lezioni del maestro Silas. E il pomeriggio passa il tempo con Liza, sua compagna di giochi. Bod sarebbe un bambino normale. Se non fosse che Liza è una strega sepolta in un terreno sconsacrato. Silas è un fantasma. E la signora Owens è morta duecento anni fa. Bod era ancora in fasce quando è scampato all’omicidio della sua famiglia gattonando fino al cimitero sulla collina, dove i morti l’hanno accolto e adottato per proteggerlo dai suoi assassini. Da allora è Nobody, il bambino che vive tra le tombe, e grazie a un dono della Morte sa comunicare con i defunti. Dietro le porte del cimitero nessuno può fargli del male. Ma Bod è un vivo, e forte è il richiamo del mondo oltre il cancello. Un mondo in cui conoscerà l’amicizia dei suoi simili, ma anche l’impazienza di un coltello che lo aspetta da undici lunghissimi anni…

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Come potevo io non inserire nulla di Gaiman? Ma scherziamo! “Il Figlio del Cimitero” è adatto ai giovani, certo si parla di morte e cimiteri ma la lettura è assolutamente fattibile per l’età indicata sopra. Un bel libro.

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Il Bambino con il Pigiama a Righe – John Boyne

Età di Lettura: dai 13 ai 16+ anni

Edito da: Bur

Link all’Acquisto: QUI

 

Leggere questo libro significa fare un viaggio. Prendere per mano, o meglio farsi prendere per mano da Bruno, un bambino di nove anni, e cominciare a camminare. Presto o tardi si arriverà davanti a un recinto. Uno di quei recinti che esistono in tutto il mondo, uno di quelli che ci si augura di non dover mai varcare. Siamo nel 1942 e il padre di Bruno è il comandante di un campo di sterminio. Non sarà dunque difficile comprendere che cosa sia questo recinto di rete metallica, oltre il quale si vede una costruzione in mattoni rossi sormontata da un altissimo camino. Ma sarà amaro e doloroso, com’è doloroso e necessario accompagnare Bruno fino a quel recinto, fino alla sua amicizia con Shmuel, un bambino polacco che sta dall’altro lato della rete, nel recinto, prigioniero. John Boyne ci consegna una storia che dimostra meglio di qualsiasi spiegazione teorica come in una guerra tutti sono vittime, e tra loro quelli a cui viene sempre negata la parola sono proprio i bambini.

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Qui passiamo a temi molto dolorosi, è giusto però secondo me che gli adolescenti o i ragazzi leggano di questi temi fin da giovanissimi. Si parla ovviamente dell’Olocausto, siamo nella Seconda Guerra Mondiale e ci troviamo in questo campo di sterminio in cui succedono delle tragedie. La trama penso la conosciate un po’ tutti essendo molto famoso anche il film, tra l’altro realizzato in modo eccellente.

 

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Noi Siamo Grandi come La Vita – Ava Dellaira

Età di Lettura: dai 14 ai 16+ anni

Edito da: Sperling & Kupfer

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Tutto inizia con un compito assegnato nei primi giorni di scuola: “Scrivi una lettera a una persona che non c’è più”. E così Laurel scrive a Kurt Cobain, che May, la sua sorella maggiore, amava tantissimo. E che se n’è andato troppo presto, proprio come May. Per Laurel, la sorella era un mito: bella, perfetta, inarrivabile. Era il sole intorno a cui ruotava tutto, specie da quando i genitori si erano separati. Perderla è stato indescrivibile, qualcosa di cui Laurel non vuole parlare. Sulla carta, invece, Laurel si lascia finalmente andare. E dopo quella prima lettera, che non consegnerà all’insegnante, continua a scriverne altre, indirizzandole a Amy Winehouse, Heath Ledger, Janis Joplin e altri idoli della sorella scomparsa. Soltanto a loro riesce a confidare cosa vuol dire avere quindici anni e sentire di avere perso una parte di sé, senza nemmeno potersi aggrappare alla famiglia perché è andata in mille pezzi. Soltanto a loro può confessare la paura e la voglia di avventurarsi in quel mondo nuovo che è la scuola, la magia di incontrare amiche che ti fanno sentire normale e speciale al tempo stesso. Finché, come un viaggio dentro di sé, quelle lettere porteranno Laurel al cuore di una verità che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Qualcosa che riguarda lei e May. Qualcosa che va detto a voce alta: solo così Laurel potrà superare quello che è stato, imparare ad amarsi e trovare il coraggio di andare avanti.

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Qui invece si parla di perdita, è un romanzo che lessi anni fa e ricordo di aver avuto il magone dalla prima all’ultima pagina. Anche qui penso sia importante affrontare temi come questo fin dalla giovane età, aiuta per il futuro.

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Unastoria – Gipi

Età di Lettura: dai 16 anni in su

Edito da: Coconino Press

Link all’Acquisto: QUI

 

“Unastoria” sono due storie. Quella di Silvano Landi, uno scrittore che alla soglia dei cinquant’anni vede la sua vita andare in pezzi e quella del suo antenato Mauro, soldato nella carneficina della Prima guerra mondiale. Sotto i cieli di una natura magnifica e crudele, ieri come oggi, Gipi racconta la fragilità e la bellezza, le lacrime e le speranze degli uomini. La storia di un’eterna caduta nell’abisso e di come, nonostante tutto, ogni volta ci si possa rialzare.

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Una storia bellissima, anche questo lo lessi durante l’adolescenza, è un graphic novel, adatta magari agli adolescenti appassionati del genere. Una storia molto amara ma profonda e degna di essere scoperta.

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Tutto il Nostro Sangue – Sara Taylor

Edito da: Minimum Fax

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In un arcipelago al largo delle coste della Virginia, lungo un arco di tempo che va dal 1855 a un postapocalittico e distopico 3143, si intrecciano le storie di due famiglie. Queste isole – per alcuni un santuario, per altri una terra di incubi – avvolgono le esistenze dei personaggi in una rete di miserie e piccoli miracoli. La determinazione di due sorelle che si stringono l’una all’altra in una famiglia devastata dalle metanfetamine; una ragazza che lotta per emanciparsi da un padre alcolizzato; una donna che decide di fuggire da una famiglia violenta per ritrovarsi tra le braccia di un uomo forse peggiore: relazioni tumultuose che scorrono lungo i rami di un albero genealogico, sullo sfondo di un paesaggio pericoloso e ammaliante. Un turbinio di vicende che trascina il lettore in un’esperienza estrema di nascita e morte, di giuramenti e di istinti primitivi e vili. La voce di Sara Taylor, avvicinata dalla critica a quella di Flannery O’Connor, è intrigante e selvaggia. “Tutto il nostro sangue” è un romanzo abitato da storie e personaggi ambigui, colmo di situazioni grottesche e pervaso dal soffio della letteratura gotica del sud degli Stati Uniti.

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Questo è uno dei libri migliori che abbia letto quest’anno, mi è piaciuto da impazzire e ci penso tutt’ora nonostante l’abbia letto a gennaio o febbraio se non sbaglio. Ho anche scritto una recensione e lo consiglio a chi vuole una storia molto appassionante su una famiglia ridotta a brandelli alcuni più malmessi di altri.

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La Camera Azzurra – Georges Simenon

Edito da: Adelphi

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“Sei così bello” gli aveva detto un giorno Andrée “che mi piacerebbe fare l’amore con te davanti a tutti…”. Quella volta Tony aveva avuto un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei. Solo quando il marito di Andrée era morto in circostanze non del tutto chiare, e Tony aveva ricevuto da lei il primo di quei brevi, sinistri biglietti anonimi, solo allora aveva capito, e aveva cominciato ad avere paura. Ancora una volta, nel suo stile asciutto e rapido Simenon racconta la storia di una passione divorante e assoluta, che non indietreggia nemmeno di fronte al crimine. Anzi, lo ripete.

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Anche questo letto quest’anno, mi è piaciuto molto sopratutto per l’impostazione del romanzo diversa dal solito, è un giallo che consiglio caldamente a chi legge questo genere. Strutturato alla perfezione, anche se il colpevole sembra scontato vedrete che alla fine cambierete idea.

 

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Silenzi – Emily Dickinson

Edito da: Feltrinelli

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Sottoposta a correzioni e censure, travisata dai contemporanei che non capendola la vissero come il prodotto di un’immaginazione confusa, ristretta, romanticamente persa nella lettura della Bibbia e nella ricerca dell’amore, la poesia di Emily Dickinson solo con l’edizione critica del 1955 è conosciuta nella sua forma originaria. Con questa raccolta Barbara Lanati intende smentire l’immagine tuttora prevalente della Dickinson come vergine riservata, chiusa e timida del New England, la ragazza perbene vittima del potere del padre e del vittorianesimo imperante, e intende restituirne, con la traduzione, la scrittura inquieta e inquietante, astratta e insieme raffinatamente sensuale sgorgata da una vita fatta di reclusione, silenzio. Scabra, dura, ironica, spoglia di rime e facili assonanze che ne avrebbero ammorbidito il passo spasmodico, la poesia della Dickinson trascrive l’esperienza di una donna che seppe abbracciare la condizione della solitudine e farne un provocatorio strumento di conoscenza e avvicinamento all’uomo.

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L’anno scorso avevo consigliato come regalo a chi piace la poesia Prevert e Neruda, quest’anno la Dickinson, la prima poetessa grazie alla quale mi avvicinai anni fa alla poesia. Ci sono diverse raccoltine che vi consiglio ma fra tutte “Silenzi” è adatta ad un regalo, certo molto malinconico come regalo ma se piace il genere (e capisco a chi piace) vederete che farete una gran bella figura.

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Uno Studio in Rosso – A. Conan Doyle

Edito da: Crescere Edizioni

Link all’Acquisto: QUI

“Uno studio in Rosso” è il primo romanzo che ci ha fatto conoscere l’investigatore privato Sherlock Holmes e il suo amico dottor John H. Watson. È un testo fondamentale nella lettura delle inchieste operate da questo straordinario personaggio creato da Arthur Conan Doyle, perché entrambi i protagonisti ci vengono, per la prima volta, presentati con le loro caratteristiche salienti. Sherlock Holmes ha la possibilità di spiegarci cosa sia il metodo deduttivo-analitico, mentre il dubbioso Watson diventa il suo personale biografo. È tramite quest’ultimo che verremo informati delle inchieste dell’investigatore londinese. Questo testo avvincente si compone di due storie che s’intrecciano. La prima vede compiersi due omicidi da parte di un assassino, metodico e irresoluto, che hanno un evidente legame tra di loro. La seconda parte fornirà al lettore le circostanze che mostreranno il movente che lega l’assassino alle due vittime. Un movente carico di struggente umanità. Holmes, alla sua maniera, analizza tutti gli indizi, tracciando un identikit del colpevole attraverso una ricerca sistematica, che comprende anche uno sfavillante uso della sua mente ricettiva. Una lettura decisamente accattivante.

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Ok, sempre per quanto riguardi i gialli classici, sbam vi propongo il primo della saga di Sherlock Holmes. Questo magari è più adatto a chi vuole avvicinarsi al genere giallo e non ha mai letto nulla. In quel caso vi consiglio di partire sempre dai gialli classici, quindi la Christie, Doyle, Leblanc, Simenon…

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Exit West – Mohsin Hamid

Edito da: Einaudi

Link All’acquisto: QUI

 

«In una città traboccante di rifugiati ma ancora perlopiú in pace, o almeno non del tutto in guerra, un giovane uomo incontrò una giovane donna in un’aula scolastica e non le parlò». Saeed è timido e un po’ goffo con le ragazze: così, per quanto sia attratto dalla sensuale e indipendente Nadia, ci metterà qualche giorno per trovare il coraggio di rivolgerle la parola. Ma la guerra che sta distruggendo la loro città, strada dopo strada, vita dopo vita, accelera il loro cauto avvicinarsi e, all’infiammarsi degli scontri, Nadia e Saeed si scopriranno innamorati. Quando tra posti di blocco, rastrellamenti, lanci di mortai, sparatorie, la morte appare l’unico orizzonte possibile, inizia a girare una strana voce: esistono delle porte misteriose che se attraversate, pagando e a rischio della vita, trasportano istantaneamente da un’altra parte. Inizia così il viaggio di Nadia e Saeed, il loro tentativo di sopravvivere in un mondo che li vuole morti, di restare umani in un tempo che li vuole ridurre a problema da risolvere, di restare uniti quando ogni cosa viene strappata via. Con la stessa naturalezza dello zoom di una mappa computerizzata, Mohsin Hamid sa farci vedere il quadro globale dei cambiamenti planetari che stiamo vivendo e allo stesso tempo stringere sul dettaglio sfuggente e delicato delle vite degli uomini per raccontare la fragile tenerezza di un amore giovane. In un certo senso Hamid ha ripetuto per l’oggi quello che i classici dell’Ottocento, ad esempio Guerra e pace, hanno sempre fatto: raccontare l’universale della Storia attraverso il particolare dei destini individuali, riportare ciò che è frammentario, l’esperienza del singolo, alla compiuta totalità dell’umano.

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Infine, ultimo libro che vi consiglio “Exit West” anche questo letto quest’anno. Ha riscosso un buonissimo successo, se dovete fare un regalo ad una persona interessata al tema dell’immigrazione ma non solo perché c’è di tutto in questo romanzo anche l’amore, la scoperta di nuovi luoghi, la sofferenza per quelli lasciati, ve lo consiglio. Anche di questo ho scritto la recensione, ve la lascio qui.

 

Bene gente!

E voi? Cosa regalerete? Avete trovato qualcosa di interessante?

Io spero di esservi stata utile, noi ci leggiamo domani!!

Elisa

 

TBR Invernale (P. 1)

Buon venerdì ragazzi/e, buon quasi weekend e buona festa dell’Immacolata!

Oggi ci sono tanti auguri da fare ma più andremo avanti più auguri ci saranno.

Leggendo il titolo dell’articolo di oggi, chi mi segue da un po’ avrà pensato “questa qua è pazza, ci ha già provato con le tbr ed è stato un fallimento su tutta la linea”.

Vi do ragione, non c’è frase che possa difendermi.

Io con le azioni pianificate non sono brava, cambio continuamente idea, vado troppo a periodi e ciò non è un buon mix per una TBR.

In passato avevo provato a farne una, fallendo, ma ci voglio riprovare.

E’ importante ritentare in ciò che si è fallito giusto? Poi i titoli di cui andrò a parlarvi sono libri che non vedo l’ora di leggere e finalmente è arrivato il momento giusto quindi sono quasi certa del fatto che li leggerò a breve.

PS: Questi non sono tutti i libri che pianifico di leggere in inverno, sono una parte perché alcuni non sono certa di volerli inserire e per il momento preferisco non mettere troppi titoli in TBR, al massimo aggiornerò l’articolo con una parte 2 perché sicuramente tra i libri in arrivo per regalo a Natale alcuni li vorrò leggere subito.

Non è una classica TBR insomma, ma questo immagino non vi stupisca più di tanto…

 Quasi sicuramente arriverà una seconda parte.

Questi sono i titoli che per ora sono certa di leggere in inverno, tralasciamo il fatto che l’inverno inizia ufficialmente il 22 dicembre, facciamo finta che inizi già oggi. Quindi i libri che ho intenzione di leggere da oggi al 21 marzo (per questo dico che ci sarà una parte 2 perché la mia mente non riesce a pianificare la mia voglia di leggere un libro ad un raggio temporale così ampio).

Ecco una parte di quelli che ho intenzione di leggere in questi mesi!

I racconti Di Natale – C. Dickens

Il Libro di Natale – S. Lagerlof

Dodici Racconti di Natale – J. Winterson

Questi prevedo di finirli prima dell’inizio del 2018 o massimo alla prima settimana di gennaio, sono letture a tema e tutti e tre sono in lettura al momento.

Non potevo non leggere nulla di Dickens nel periodo natalizio, per me questo autore è sempre una garanzia.

Mentre degli altri due titoli vi ho parlato in qualche articolo fa, “Il Libro di Natale” mi sta piaciucchiando mentre quello della Winterson è adorabile da leggere, di una dolcezza incredibile.

Troppe Cose a Cui Pensare. Saggi – Saul Bellow

Ross Poldark – Winston Graham

La Stanza di Jacob – Virginia Woolf

Non ho mai letto nulla di S. Bellow e questa raccolta di saggi edita BigSur che ho acquistato in digitale qualche giorno fa mi incuriosisce da impazzire, avrei potuto iniziare con altro di suo ma dato che mi ritengo una persona che apprezza i saggi ho voluto provare proprio con questi per scoprire questo autore.

Per quanto riguarda il primo volume della saga dei Poldark poi, devo decidermi a leggerlo da tempo, ho sempre rimandato per il fatto che se leggo tutti e tre i volumi che per ora sono stati pubblicati in Italia da Sonzogno poi magari passa del tempo dalla pubblicazione degli altri e mi dimentico i testi letti prima ma ho deciso che non darò peso a queste ansie, voglio iniziare questa saga comunque.

Mi sento poi pronta finalmente ad affrontare un altro testo della Woolf, negli ultimi mese ne ho recuperati un tot, quasi tutti usati, e per quanto mi riguarda ci vuole tempo prima di digerire un libro della Woolf  e fare spazio per un’altro, penso sia arrivato il momento giusto per me.

So che non sono molto originale dato che mi sembra di aver inserito gli ultimi due testi anche qualche mese fa in una specie di buon proposito per le letture estive ma pazienza, alla fine non ho rispettato quei propositi quindi non vedo perché non ritentare.

Infine per questa prima parte di TBR mancano i titoli del gruppo di lettura, che saranno da qui a marzo 3/4 dipende dai tempi.

I primi tre titoli quelli di Natale come vi dicevo mi aspetto di finirli a breve, anche perchè sono piuttosto brevi e sono racconti.

Tutti gli altri sono in totale 6/7, mi aspetto di leggere di più da gennaio a marzo per questo ci sarà una parte di tbr 2 che uscirà nelle prossime settimane, non ora perché non ho in mente altri libri precisi che sono certa di leggere e tra quelli che sbarcheranno a Natali fra regali e autoregali un buon tot finiranno nella seconda parte dell’articolo.

Quindi, io ci sto riprovando e vedremo come andrà, al termine di ogni testo come sempre arriverà la recensione ovviamente.

Vedremo, vedremo…

Intanto per oggi era tutto, questo è un piccolo piano per cercare di organizzare di poco con le letture e farmi un idea in previsione anche del 2018 dato che quest’anno ho letto molto, troppo poco rispetto alle aspettative e devo assolutissimamente recuperare!

E voi? Vi siete già fatti/e un idea dei libri che leggerete questo inverno?

Dato che le reading challenge del 2017 per me sono fallite vedrò se provare a farne una almeno anche nel 2018, un anno di fallimenti il 2017 praticamente.

Se ne troverò una interessante ci riproverò con piacere però!

Niente gente, ci leggiamo domani!

Elisa

 

 

 

 

PoetryTime

Buon Natale

 

E se invece venisse per davvero?
Se la preghiera, la letterina, il desiderio
espresso così, più che altro per gioco
venisse preso sul serio?
Se il regno della fiaba e del mistero
si avverasse? Se accanto al fuoco
al mattino si trovassero i doni
la bambola il revolver il treno
il micio l’orsacchiotto il leone
che nessuno di voi ha comperati?
Se la vostra bella sicurezza
nella scienza e nella dea ragione
andasse a carte quarantotto?
Con imperdonabile leggerezza
forse troppo ci siamo fidati.
E se sul serio venisse?
Silenzio! O Gesù Bambino
per favore cammina piano
nell’attraversare il salotto.
Guai se tu svegli i ragazzi
che disastro sarebbe per noi
così colti così intelligenti
brevettati miscredenti
noi che ci crediamo chissà cosa
coi nostri atomi coi nostri razzi.
Fa piano, Bambino, se puoi.

 

Dino Buzzati

PoetryTime

Da “Sala D’Aspetto”

 

Sei il mio ordine e l’apertura,
a un mare artico d’inverno
falsa primavera, scura e
dolente di ghiacciati
pensieri a puntellare l’aria,
bosco appassito
del nostro affetto perduto.

Fabrizio Cavallaro

PoetryTime

Notte d’Estate

L’acqua della fonte

suona il suo tamburo

d’argento.

Gli alberi

tèssono il vento

e i fiori lo tingono

di profumo.

Una ragnatela

immensa

fa della luna

una stella.

F. Garcia Lorca