#sonoindipendente – La Landa delle Strane Idee – Valeria Franco

Ehilà gente!

Oggi sono tornata con una nuova recensione che, come vedete ha la dicitura #sonoindipendente, quindi parleremo di un titolo pubblicato da una casa editrice indipendente o auto-pubblicato dall’autore/autrice.

In questo caso il libro “La Landa delle Strane Idee” è un’auto-pubblicazione.

Ho conosciuto personalmente l’autrice, il che è sempre positivo perché se dovessi avere dei dubbi a fine lettura riguardo un punto del testo posso sempre chiedere spiegazioni.

Valeria è una giovane ragazza dalla cui creatività è nata questa raccolta di racconti sul genere noir e non solo.

Comunque, ho tanto da scrivere su questo libro quindi andiamo subito a parlarne meglio assieme!

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La Landa delle Strane Idee – Valeria Franco

Casa Editrice: Self Publishing/Auto-Pubblicato

Tipologia: Raccolta di Racconti

Pagine: 109

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): €11,50

Prezzo ebook: €4,99

Anno di Pubblicazione: 2017

Link all’Acquisto: QUI*

 

Trama

Quando i più oscuri pensieri della quotidiana cronaca nera si sposano con il puro candore delle bianche pagine, dalla loro unione nasce un figlio, la trama. Essa è nera come l’animo del padre, l’orrore, ma innocua come la consistenza della madre, la carta. Se la trama è davvero la figlia dell’orrore e della carta, questo semplice libro, come molti altri prima di esso, ne è solamente una conseguenza.

In molti hanno fantasticato su come potesse essere l’Aldilà. Purgatori, reincarnazioni, e penitenze divine sono tutte frottole; per quanto ne sappiamo noi Dio non è più manifesto di qua di quanto non lo fosse stato di là.

Recensione

Il libro contiene 6 racconti in totale, se escludiamo un breve “manuale d’istruzioni” all’inizio.

Di questi sei racconti alcuni sono più lunghi rispetto ad altri, iniziamo con il botto parlando del mio racconto preferito dell’intera raccolta che è proprio il più lungo ovvero “Il Lato Mortale”.

La citazione in alto è tratta proprio da queste pagine, è il mio preferito perché forse grazie anche alla lunghezza mi ha permesso di immergermi a pieno nelle atmosfere e nei temi trattati al’interno.

Parliamo di morte, immortalità, segreti il tutto ambientato tra una cittadina con le sue viuzze, la chiesa con gli affreschi e a Pozzo Dell’Anima, l’Aldilà quindi.

Mi sono immaginata quelle scene pesanti dove c’è quasi sempre la pioggia che esalta le emozioni negative dei personaggi, che sembra schiacciare a terra tutta la vicenda.

Si parla principalmente di uno scopo, un obbiettivo che ha fatto soffrire molte persone, gente che non smette di sentirsi in colpa per ciò che ha fatto e ho adorato il finale perché sembra dire “anche se tutti hanno fatto l’impossibile, le azioni più violente, vigliacche e orrende per questo obbiettivo alla fine ciò che hanno ottenuto non sembra così meritevole per queste azioni”, voglio dire lo scopo è immenso ma leggendo da fuori sembra poco per ciò che hanno sacrificato, i personaggi sembrano intrappolati e una vita in trappola che cos’è se non un inferno vivente?

E’ un racconto che mette davanti agli occhi del lettore una miriade di emozioni umane, il senso di colpa e la vendetta sono due di queste e giocano un ruolo fondamentale ai fini della vicenda.

Torna spesso il tema della pazzia nel libro, è un punto cardine del testo oserei dire, anzi il libro si apre con questo manuale che è incentrato proprio sulla pazzia (ha anche altri messaggi).

La pazzia si ripresenta in “Michele”, il penultimo racconto della raccolta, mi è piaciuto parecchio anche questo, in cui una ragazza è convinta di avere un “rapporto” molto inquietante e ambiguo con un ragazzo di nome Michele, ma questo giovane uomo è reale? E’ stato lui il responsabile di alcuni atti agghiaccianti accaduti all’interno del testo? Sì o no?

Prima di questo racconto c’è “La Piccola Società di Lavoratori”, testo piuttosto breve che mi ha stupita dall’inizio alla fine, perché inizialmente non capivo ciò che accadeva all’interno e perché capitasse questo, poi c’è stato un crescendo di pagina in pagina che porta ad un finale meraviglioso che racchiude un significato immenso in cui molti si potranno riconoscere, io di sicuro.

C’è poi l’ultimo racconto che è uno dei più lunghi assieme a quello citato prima che è “Un Eroe lo si Riconosce dal Cappello”, il racconto più simpatico di tutta la raccolta che comunque ha sempre dei tratti che sfociano nel noir, nel drammatico, queste pagine invece spezzano quest’atmosfera.

E’ una parodia degli eroi ed un ragionamento estremamente valido sul bene e il male.

Ultimi due racconti sono “Nata per Non Vivere” e “Mondo Ufficio”.

Prima di arrivare a “La Piccola Società di Lavoratori”, “Mondo Ufficio” era quello che mi aveva sorpresa di più perché è un racconto con dei protagonisti molto particolari che offre uno scorcio su un tema importante ovvero il Libero Arbitrio e il rapporto tra la Natura e l’Uomo.

“Il Libero Arbitrio concede ad un uomo la possibilità e la voglia di camminare, ma se in un incidente perde una gamba quanto valore ha il suo diritto di camminare di fronte all’evidenza di non avere più un arto?”

Ultimo racconto di cui dobbiamo parlare è “Nata per non Vivere”, molto breve, due paginette scarse ma d’impatto anche questo perché sospende un po’ i ponti con la realtà e mette in dubbio questa, un esperimento che offre degli spunti di riflessione.

Ora che vi ho parlato di ogni racconto voglio parlare dello stile dell’autrice.

Mi è piaciuto da morire, è uno stile sentito, profondo che sembra scavare nel cuore delle situazioni (sopratutto quelle più drammatiche), è scorrevole, piacevole, ogni volta non vedevo l’ora di riprendere il libro per scoprire ciò che all’inizio non era stato detto.

Un altro punto a favore è la sorpresa, alcuni epiloghi non li avrei potuti mai immaginare, mi ha impressionata il fatto di saper tenere il lettore allo scuro per poi farlo arrivare molto lentamente al finale per poi ancora sbatterglielo in faccia.

E’ uno stile che a volte sale di qualche tacchetta, è scorrevole come dicevo ma diventa in alcuni momenti più ricco di terminologie e lo fa in momenti precisi, quelli più drammatici.

Non ho critiche da smuovere a questo testo, nemmeno una, dopo aver letto il libro (e durante la lettura anche) pensavo “mi piace tutto di questo libro”,  lo stile è ottimo, la caratterizzazione dei personaggi anche, la atmosfere ci sono, i messaggi contenuti all’interno molto importanti, ci sono sempre in ogni racconto… Cosa manca? Niente.

I messaggi, torniamo un attimo su questo punto, contenuti all’interno compaiono quando meno te lo aspetti, sembra una scena tranquilla ma spunta un tema a cui non avevi pensato che però si va a collegare perfettamente con la vicenda.

Questo libro penso punti la lente di ingrandimento, oltre che a questioni immense come il Libero Arbitrio, sulle emozioni umane, tutto ciò che ci caratterizza come essere viventi di solo dal lato negativo della questione.

“Non mi ricordavo gli occhi che sembravano essere tanto abituati al pianto da soffrire la mancanza delle lacrime.”

Insomma, mi è piaciuto moltissimo come libro e ripensando alla scorsa raccolta di racconti che ho letto “La Boutique del Mistero di Buzzati” qui so che i racconti mi rimarranno impressi per molto tempo e anche i ragionamenti che portano a fare.

Voto:

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Sono le mie prime 5 stelline del 2019, speriamo le prime di molte, con questo libro il 2019 è partito alla grande.

E’ uno di quei rari casi, rarissimi, in cui non ho nulla di negativo da dire, o di poco convinto, niente.

Bene!

E voi? Vi piace il genere noir? E le raccolte di racconti? Fatemi sapere!

Elisa

 

 

 

 

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La Boutique del Mistero – Dino Buzzati

Buona Epifania ragazzi/e e finalmente ben tornati/e sul blog!

Ahhh che gioia essere tornata, le feste sono finite, o meglio finiscono oggi, ed è ora di ripartire con quinta anche.

Come sono state queste feste? Vi siete divertiti/e? Vi siete riposati/e? Spero davvero di sì!

Con il ritorno alla normalità come avrete notato la grafica del blog si allontanata dal Natale, ogni anno dopo la fine delle feste natalizie ci tengo a tornare con una nuova grafica perché dato che andiamo incontro ad un anno nuovo è giusto un po’ di rinnovamento!

Comunque iniziamo questo nuovo anno con una recensione, nello specifico la recensione de “La Boutique del Mistero” di Dino Buzzati, libro in lettura nel mese di dicembre sul gdl LiberTiAmo.

Ripartiamo people!

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La Boutique del Mistero – Dino Buzzati

Casa Editrice: Mondadori

Genere: Raccolta di Racconti

Pagine: 208

Prezzo di Copertina: € 12,00

Prezzo ebook: € 7,99

Anno di Pubblicazione: 1968

Link all’Acquisto: QUI

 

Trama

Trentuno racconti, scelti e ordinati da Dino Buzzati «nella speranza di far conoscere il meglio di quanto ho scritto», compongono questa raccolta. Racconti (celeberrimi “Il colombre”, “I sette messaggeri”, “Sette piani”, “Il mantello”) in cui allegorie inquietanti, spunti surreali, invenzioni fantastiche coesistono con dati di cronaca, o presunti tali, che sembrano rimandare a possibili realtà metafisiche. Il racconto è infatti per Buzzati un momento di indagine profonda ed emozionante in un’atmosfera magica: poche volte, nella letteratura italiana, uno scrittore ha esplorato così a fondo il mistero che circonda l’uomo, le debolezze e i paradossi che lo caratterizzano, la sua solitudine, le sue esperienze.

“Io uomo fatto, lui appena adolescente.
Ma una sera all’improvviso, in solitudine all’insaputa della intera umanità, con una matita in mano, egli scrisse alcune righe, e subito cominciò a staccarsi da terra.
Volava un po’ sghembo, librandosi simile a falco giovanetto sopra le case e gli alberi, entrava e usciva dalle grandi nuvole bianche del cielo, si sentiva a casa sua lassù; macché ali, un mozzicone di lapis copiativo fra le dita gli bastava.”

Recensione

Questo è stato il mio primo Buzzati completo, dato che mesi fa ho iniziato “Il Deserto dei Tartari” senza portarlo a termine e anni fa “Un Amore” senza portarlo a termine.

Non per motivi particolari, nel primo caso dopo averlo iniziato stavo anche adorando la lettura ma sono subentrati altri libri e questo è finito sotto alla pila, mentre nel secondo caso ricordo di non aver avuto molto entusiasmo.

Ma parliamo della Boutique del Mistero, è una raccolta di racconti, parecchi racconti, trentuno nello specifico, la maggior parte sono piuttosto brevi massimo 4/5 pagine ma ci sono alcune eccezioni.

Dato che non è un romanzo o racconto lungo ad essere sincera fatico a dirvi qualcosa di specifico dato che non posso fare spoiler e in questo libro ci sono 31 situazioni diverse, ma ci sono alcuni punti in comune, ogni racconto ha lo scopo di “insegnare” o suggerire un qualcosa, una lezione, un risvolto a certi atteggiamenti o situazioni.

In alcuni racconti anche, verso la fine del libro, compare anche Buzzati stesso che si inserisce in qualche avventura.

Il problema principale con i racconti è il tralasciarne alcuni che alla fine non ti hanno lasciato niente, è come se davanti agli occhi ti passassero 31 immagini di panorami diversi e dopo averli visti tutti solo alcuni ti rendi conto di averli ancora in giro per la mente.

Quindi su 208 pagine solo alcune mi hanno lasciato qualcosa, in particolare l’ultimo racconto mi è piaciuto particolarmente, Buzzati scrive della morte della madre in termini e in ragionamenti commoventi e sentiti, questo ve lo dico dai anche se è un mini spoiler, il racconto si intitola “I Due Autisti” perché Buzzati pensa a il fulcro del discorso fra i due autisti che stanno trasportando la defunta madre, e riflette sull’egoismo dei figli e il bisogno della donna in vita della vicinanza negata da questo.

E’ molto commovente e un finale perfetto per questa raccolta.

 “Io invece no. Io andavo in giro per Milano ridendo e scherzando con gli amici, idiota, delinquente che ero, mentre il costrutto della mia stessa vita, l’unico mio vero sostegno, l’unica creatura capace di comprendermi e di amarmi, l’unico cuore capace di sanguinare per me (e non ne avrei trovati altri mai, fossi campato anche trecento anni) stava morendo.”

Altro racconto che mi è piaciuto, forse il più citato del libro è “Inviti Superflui”, qui l’autore pensa ad una donna e alla diversità che li separa oltre che alle possibili scene che potrebbero vivere assieme se fossero ancora assieme e se questa forse fosse diversa.

E’ un testo poetico, romantico e capisco perché è il più citato.

Infine, ve ne cito tre perché alla fine sono quelli che mi sono rimasti più impressi, altro racconto che mi gironzola ancora per la testa è “Il Cane che ha Visto Dio”, uno dei racconti più lunghi dell’opera.

Si dividono in due categorie i racconti di questo libro, quelli che vogliono lasciare al lettore un messaggio, una lezione diciamo e quelli che invece vogliono solo parlare di un pensiero, di uno stato d’animo dell’autore, camuffati questi ultimi sotto personaggi o scene che non vanno dritte al punto.

C’è anche qualche atmosfera gialla/inquietante come nel racconto “I Topi”, che nonostante sia piuttosto breve riesce ad iniettare nel lettore una certa ansia.

Questo è un elemento anche che mi fa capire quanto un autore di racconti sia bravo nello scrivere, perché in uno scritto di poche pagine riesce a costruire una tensione tangibile come se prima ci fossero altre 200 pagine che ti hanno portato a quel punto.

Insomma Buzzati scrive bene, non c’è niente da fare, lo stile è medio direi, non troppo semplice nè troppo articolato, godibile, veloce con qualche descrizione che aiuta ad immaginare lo scenario senza appesantire la lettura.

Lo stile è ottimo anche perché ti spinge a continuare la lettura, di racconto in racconto fino alla fine.

Alcuni racconti hanno un ingrediente magico, si parla di religione, truffa, umiltà, perdita, ipocrisia e molti altri temi.

Mi ha stupito la critica dell’autore che si ripete diverse volte nei confronti delle classi più abbienti, il signori del tempo che guardavano con disprezzo i poveri, Buzzati li critica aspramente in un modo a volte più marcato e a volte più sottile.

La critica sociale è sentita dall’autore e si ripresenta in diversi racconti.

E’ un testo che consiglierei a chi ama i racconti, la volatilità di questi, la critica sociale e la riflessione su temi degni di analisi senza mai sfociare in un qualcosa di troppo diretto.

Tuttavia a parte questi racconti citati prima non mi è rimasto molto di questo libro, alcune trovate mi sono piaciute, la simbologia è affascinante ma di 208 me ne ricordo una ventina.

Il resto è stato piacevole certo ma questo non toglie il fatto che non credo ripenserò un granché a questo libro nei prossimi mesi.

Voglio però leggere di sicuro altro di Buzzati, perché mi ha incantata con il suo stile e vorrei proseguire con “Il Deserto dei Tartari” che mi stava piacendo da impazzire.

Voto:

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Credo che tre stelline sia una valutazione più che giusta per me, è comunque un libro che consiglierei anche perché ci sono alcune perle degne di essere lette almeno una volta all’interno.

E voi? Avete mai letto “La Boutique del Mistero”? Vi piace Buzzati? Si? No?

Ancora ben tornati a tutti,

a presto!

Elisa

 

 

 

E’ il Momento

Buon lunedì e buona Vigilia di Natale a tutti!

Ciao ragazzi, è arrivato il momento di terminare la maratona natalizia e di salutarci momentaneamente.

Lo so, è triste, ma è il momento di goderci a pieno le feste, quando ho iniziato il primo del mese mi sembrava di avere migliaia di articoli da condividere con voi ma in realtà siamo arrivati al 24 più che velocemente.

Scrivo questo breve articolo quindi per dedicarvi un sincero augurio di buone feste, spero che queste possano essere le feste natalizie e non solo più gioiose e entusiasmanti di sempre.

Come ogni anno per me è stato un piacere aver passato questi 24 giorni con voi, parlando di letture, scrittura, buoni propositi, regali, poesia e tanto altro.

Spero che sia stato un piacere anche per voi.

Ci tengo anche a dire che il 29 dicembre, quindi fra qualche giorno, il blog compirà 3 anni, in tutto questo tempo ho avuto modo di conoscere persone che con costanza e puro interesse mi hanno seguita e assieme abbiamo parlato di tutto, ringrazio sinceramente anche chi da poco è sbarcato qui e ha iniziato a seguire il blog.

Quindi buone feste ragazzi/e, noi ci rileggiamo dal 6/01, dal 6 parleremo un po’ del libro del gdl e ovviamente ci sarà la recensione per il libro di dicembre, ho deciso di rimanere in ferie fino a questa data.

Tanto fra il caos delle feste e il riposo più che meritato (che diciamocelo più che riposo è bisogno di calma dopo i pranzi e le cene), il 6 arriva in fretta, vi manco già eh?

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Bene, a presto!

E mi raccomando, nel caos ricordatevi che tutto finirà molto presto e si tornerà alla normalità… prima o poi.

Buone feste, divertitevi!

Elisa

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PoetryTime

Hai scordato quel villaggio perso tra cortine e cortine
di paludi in una terra che è tutta boschi di pini
dove anche le strade sono solo pozze e sterpaglia e negli orti
non sta mai uno spauracchio: non li vale il raccolto.
La vecchia Nastasia sarà morta e anche Pesterev, certo,
e, se non lo è, se ne sta seduto in cantina, ubriaco perso,
o sta costruendo qualcosa con la testata del nostro letto:
una specie di steccato, forse, o una parte del tetto.
E in inverno tagliano legna laggiù e solo di rape si vive,
e una stella ammicca per tutto il fumo in un cielo di neve,
e non una sposa in bianco è alla finestra ma il grigio ornato
della polvere, più il vuoto dove un tempo abbiamo amato.

Joseph Brodsky

LiberTiAmo di Gennaio (2019)

Buon sabato e buon inizio weekend, l’ultimo weekend di pace prima delle feste!

Dunque , ormai siamo agli sgoccioli con la maratona natalizia ma ci rimane ancora qualche giorno e godiamocelo!

Dato che ci saranno le vacanze e (personalmente parlando) non ci sarò nei primi giorni di gennaio qui sul blog, abbiamo deciso di annunciare subito, assieme a Tiziana, sui rispettivi blog il libro di gennaio.

Quindi andiamo subito a scoprire il titolo che leggeremo a gennaio sul gruppo, fresco di vittoria!

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1984 – George Orwell

Casa Editrice: Mondadori

Link all’Acquisto: QUI

L’azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l’anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c’è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza “sovversiva”. 

Scritto nel 1948, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.

E’ una delle opere pià famose di Orwell.

Il libro è stato pubblicato nel 1949 ma è stato scritto nel 1948 (data da cui è stata presa l’ispirazione per il titolo).

E’ considerata una delle opere più rappresentative del genere distopico.

Come scritto lassù, il libro sarà in lettura dal 01/01/2019 al 31/01/2018.

Di certo il 2019 qui sul gruppo non inizierà in sordina!

Parteciperete alla lettura? Fateci sapere!

A domani!

Elisa

 

Sono affiliata Amazon, questo significa che cliccando sui/sul link all’acquisto dei libri che vengono citati, avrete accesso alle schede del titolo che vi interessa. Da questo click io non ricevo nulla. Solo con l’acquisto/ ordine del libro io ricevo una piccolissima percentuale, che sfrutto appositamente per acquistare libri da, recensire e di cui pararvi qui sul blog. Si tratta di un modo utile per aiutarmi a supportare il blog, ovviamente conciliando magari l’acquisto di un titolo che desiderate con la piccola percentuale che riceverei da questo. Siete, ovviamente liberissimi di farlo o non farlo.

 

 

La Mia Top Three Letteraria del 2018

Buon venerdì e buon quasi inizio weekend!

L’ultimo weekend di semi-libertà prima del delirio totale, e l’ultimo weekend di maratona che passeremo assieme, infatti manca poco, pochissimo, al 24 e ai nostri consueti saluti prima delle vacanz- ma non pensiamo alle cose tristi!

Oggi sono qui, come da tradizione, per parlarvi dei tre libri migliori letti dalla sottoscritta nel 2018, come ogni anno ci tengo a terminare il mese di dicembre con almeno un piccolo recap, in questo caso anche se il mio spirito di lettura dai primi mesi in poi è sparito nel 2018, c’è comunque qualche lettura che mi ha conquistata e oggi sono qui per parlarvi dei tre libri migliori secondo me letti quest’anno.

Iniziamo subito, e ovviamente voglio sapere nei commenti i vostri tre libri preferiti di quest’anno che sta per concludersi!

Terza posizione

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La Passione di Artemisia – Susan Vreeland

Casa Editrice: Beat

Recensione: QUI

“La passione di Artemisia” narra dell’incessante lotta della prima grande pittrice celebrata e riconosciuta nella storia dell’arte: Artemisia Gentileschi, la donna che, in un mondo ostile alle donne, riuscì a imporre la sua arte e a difendere strenuamente la sua visione dell’amore e dell’esistenza. Violentata dal suo maestro, Artemisia subì, nel corso della sua vita, non soltanto l’onta di un processo pubblico nella Roma papalina, e l’umiliazione di un matrimonio riparatore con Pietro Stiattesi, artista mediocre, ma anche un duro, terribile confronto con il suo avversario più temibile: il grande pittore Orazio Gentileschi, suo padre.

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Dunque, metto questo titolo in terza posizione perché nonostante sia il titolo più affascinante dal punto di vista dell’ambientazione e delle descrizione dell’epoca in cui è narrato, non è da prima posizione per me. Sta di fatto che l’arte che ho trovato narrata meravigliosamente e con estrema cura qui difficilmente l’ho trovata in altri testi, più che il ricordo di Artemisia, il ricordo più evocativo a cui ripenso quando mi torna in mente questo libro è la visione dei pigmenti schiacciati e mischiati assieme, l’atmosfera unica di uno studio d’arte, quel tipo di fascino impagabile e affascinante.

 

Seconda posizione

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Quel Che Resta del Giorno – Kazuo Ishiguro

Casa Editrice: Einaudi

Recensione: QUI

La prima settimana di libertà dell’irreprensibile maggiordomo inglese Stevens diventa occasione per ripensare la propria vita spesa al servizio di un gentiluomo moralmente discutibile. Stevens ha attraversato l’esistenza spinto da un unico ideale: quello di rispettare una certa tradizione e di difenderla a dispetto degli altri e del tempo. Ma il viaggio in automobile verso la Cornovaglia lo costringe ben presto a rivedere il suo passato, cosi tra dubbi e ricordi dolorosi egli si accorge dì aver vissuto come un soldato nell’adempimento di un dovere astratto senza mai riuscire ad essere se stesso. Si può cambiare improvvisamente vita e ricominciare daccapo? Da questo romanzo di Ishiguro, acclamato in Gran Bretagna e negli Stati Uniti e vincitore del prestigioso Booker Prize, nel 1993 il regista americano James Ivory ha tratto un famoso film con Anthony Hopkins ed Emma Thompson.

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Avevo dato a questo libro quattro stelline e lo ritengo un voto giusto, a distanza di mesi non mi è rimasto il messaggio dell’interno libro impresso nella mente ma più che altro il sacrificio del protagonista a dispetto di eventi della propria vita personale e alcune scene particolari di apparente solitudine di Stevens appunto, lo stile in cui tutto questo viene narrato merita la lettura, anche solo questo.

 

Prima Posizione

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La Campana di Vetro – Sylvia Plath

Casa Editrice: Mondadori

Recensione: QUI

Brillante studentessa di provincia vincitrice del soggiorno offerto da una rivista di moda, a New York Esther si sente «come un cavallo da corsa in un mondo senza piste». Intorno a lei, l’America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta: una vera e propria campana di vetro che nel proteggerla le toglie a poco a poco l’aria. L’alternativa sarà abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere la mente dalle onde azzurre dell’elettroshock. Fortemente autobiografico, La campana di vetro narra con agghiacciante semplicità le insipienze, le crudeltà incoscienti, gli assurdi tabù che spezzano un’adolescenza presa nell’ingranaggio stritolante della normalità che ignora la poesia.

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Questo è stato il libro migliore del 2018 per me, quattro stelline che modificherei in cinque, la rivelazione totale. Lo avevo in libreria da anni ma per un certo timore reverenziale non lo avevo mai letto, quest’anno grazie anche al gdl è stato il momento buono. Unico romanzo dell’autrice che è salita nell’olimpo delle mie autrici/autori preferiti di sempre. Dopo averlo letto è partita la mia ricerca per leggere e trovare ciò che è reperibile della Plath, meraviglioso, se non lo avete mai letto vi consiglio di dargli un’opportunità e di non farvi intimorire dai temi trattati.

Bene!

Quindi, ditemi, quali sono stati i vostri 3 libri preferiti del 2018?

A domani!

Elisa

Neve – Maxence Fermine

Buon giovedì cari/e!

Oggi torno con una recensione che avrei dovuto pubblicare settimane fa, ma per una cosa e l’altra ho aspettato ma questo credo sia il momento giusto perché qualche giorno fa ho pubblicato un CitaTime su questo libro, e di solito quando pubblico un CitaTime è sempre su un libro che sto leggendo al momento o un libro letto tempo fa di cui a breve uscirà una recensione.

Questo è il secondo caso, forse vi avevo accennato qualcosa riguardo a questo titolo tempo fa ma non ricordo.

Comunque, finalmente parliamo un po’ di Neve di Maxence Fermine.

Iniziamo!

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Neve – Maxence Fermine

Casa Editrice: Bompiani

Genere: Narrativa Contemporanea

Pagine: 107

Prezzo di Copertina: € 11,00

Formato ebook non disponibile

Anno di Pubblicazione: 2001

Link all’Acquisto: QUI*

 

Trama

Giappone, fine Ottocento. Yuko, diciassettenne ribelle, lascia la famiglia per diventare poeta. Ma la sua poesia, dedicata interamente alla neve, è troppo bianca, e per imparare a darle colore Yuko deve seguire gli insegnamenti del vecchio poeta Saseki, ormai divenuto cieco. Saseki, attraverso il racconto della sua passione per Neve, una ragazza bellissima venuta dall’Europa e scomparsa mentre cercava di attraversare un precipizio sospesa su una fune, insegna a Yuko la forza e la potenza dell’amore. E con questo insegnamento Yuko diverrà non solo un grande poeta ma – cosa più importante – un essere umano capace di amore.

Portava con sé come unico bagaglio l’oro della fede nell’amore e nella poesia.

Recensione

Allora, inizio con il dire che di questo autore non avevo mai letto nulla, è un autore francese, e successivamente a “Neve” nel corso degli anni sono usciti altri due romanzi legati a questo, è una trilogia particolare perché i personaggi sono diversi, come l’ambientazione e la storia ma si chiama “la trilogia dei colori” e si può trovare anche in un unico volume che raccoglie i tre romanzi, qui.

Io ho letto solo “Neve” appunto ma leggendo le trame degli altri due volumi mi è sembrato di cogliere un punto in comune, ovvero la rivelazione nella vita dei personaggi di un qualcuno, o un qualcosa che sconvolge l’ordine di questa.

Parlando di “Neve” l’ho trovato un romanzo piacevole ma niente di sconvolgente.

Ho letto ottime recensioni e la lettura mi ha appassionata, è anche piuttosto breve e veloce come testo poi parleremo meglio dell’impostazione, ma dopo averlo terminato non ho avvertito nulla di consistente rimanere nella mia mente o girovagare tra i miei pensieri.

Anzi c’è una cosa che mi è rimasta ma non riguarda il libro in sé piuttosto, dato che ho acquistato questo libro mesi fa su Libraccio in una condizione usata, è una frase scritta a trattopen presumo all’interno.

Adoro acquistare e leggere libri usati segnati o scritti dentro perchè inizio a fantasticare su chi fosse il proprietario prima, a chi era indirizzata quella frase, qual’era il rapporto fra queste persone…

E’ una frase molto bella, “avrei dovuto farlo 2 anni fa, questo libro appartiene a entrambi, ma penso non servano altre parole”, è firmata ma per privacy nei confronti dell’autore non scriverò ovviamente il nome.

Questo è uno dei motivi per cui conserverò sempre questo libro, a meno che non venga contattata dall’autore della frase in questo caso sappi che sarà un piacere per me rispedirtelo.

Comunque parliamo dello stile in cui è scritto, mi ricorda l’haiku giapponese ma solo per la forma di alcuni capitoletti, a proposito questi sono molto brevi e lo stile di scrittura è pulito, lineare, molto poetico e a tratti romantico.

Ipotizzo l’autore abbia deciso di adottare una forma stile haiku data la professione del protagonista.

Quindi lo stile mi è piaciuto, fa sognare panorami freddi e innevati, sentimenti profondi e momenti decisivi della vita.

Il punto forte del libro credo sia proprio l’ambientazione e il titolo stesso, la neve, che incorona tutto, la neve da il nome ad un altro personaggio molto importante per il protagonista, la neve è la musa di di Yuko, il protagonista.

Non sembra si legge un libro inerente con il titolo di esso ma in questo caso all’interno si trova esattamente la neve, neve bianchissima, candida, che ricopre tutto, attutisce i rumori del mondo e decora tutto.

E i personaggi?

Mi sono piaciuti molto, sia il protagonista che quelli di contorno, sopratutto Soseki, l’anziano mentore del giovane poeta, e la sua storia.

Potrebbe sembrare raccontandola una storia già letta, nulla di originale, eppure l’ambiente in cui si svolge, i sogni del protagonista e la sequenza delle scene sono molto originali, tutto si concentra sull’amore e la poesia.

Non credo ci sia un modo semplice per scrivere dell’amore perché se lo si fa con troppo poco cuore si finisce per sembrare scontati, se lo si fa con troppo si rischia di sbordare dalla posizione di narratore e venire avvertiti come protagonisti più che scrittori.

In questo caso c’è un equilibrio ma a tratti ho avuto l’impressione di leggere qualcosa di già letto, quindi c’è una via di mezzo ma non capisco fino a che punto l’autore ha voluto trasmettere questo amore e descrivere questo sentimento.

La storia è ambientata nell’Ottocento ma ho sentito di essere in questo tempo solo in alcune scene.

La potenza delle immagini però e delle scene è davvero forte sopratutto se la neve vi evoca ricordi particolari magari, più che Yuko infatti a tratti mi sembrava che la protagonista fosse la neve.

Come scrivevo prima il racconto anche di Soseki, nella seconda parte del libro è potente, mi ha fatto riflettere anche, leggendo ciò che gli era accaduto, il suo legame con la poesia come questa possa mutare in seguito a varie esperienze e mai come in questo libro ho ritrovato questa “informazione”.

Lo consiglio anche a chi legge poesia o a chi scrive poesia perché questa professione non è raccontata solo come se fosse un lavoro ma uno stile di vita, un’essenza dell’anima.

Quindi ci sono tanti punti che ho apprezzato, è stata una lettura veloce ma intensa a tratti, non in toto ma ho ripensato a diverse frasi inserite all’interno anche dopo la lettura.

I miei problemi principali sono stati quelli di trovare ogni tanto qualche risoluzione o breve epilogo a scene precise non originalissimo, e a parte qualche frase il libro non mi è rimasto così impresso.

Voto: 

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Tre stelline e mezzo penso sia un voto giusto per me, secondo la mia opinione ovviamente ma sono molto curiosa di conoscere la vostra, avete mai letto questo libro? Sì? Vi è piaciuto? No? Perché?

Fatemi Sapere!

A domani!

Elisa

 

 

 

 

Speranze/Obbiettivi per il 2019

Buon mercoledì, ehilà!

Allora, avevo scritto che non mi sarei mai fatta piani (per la lettura almeno) per il prossimo anno, e infatti è così, non voglio pianificare nulla di troppo rigido, ma questo tipo di articolo lo scrivo comunque perché è la prima volta che penso sul serio al 2019 e a quelle che sono le mie speranze per l’anno a venire.

Infatti è la prima vera volta che penso al prossimo anno…

Sì, meglio tardi che mai, non ho proprio voluto sapere nulla delle cose già decise per il 2019 , per non rovinarmi il foglio bianco tutto da scrivere.

Iniziamo parlando della lettura, per me quest’anno niente reading challenge ma se voi siete interessati/e a partecipare a qualcuna ve ne lascio qui due, quella di PopSugar e quella di Mommymannegren.

Vi parlo di queste due perché quella di popsugar è sempre carina mentre l’altra l’ho trovata in giro e penso abbia dei punti interessanti.

Però io passo, anche per la challenge di Goodreads, non imposterò nessun numero da conquistare, ma man mano che leggerò ovviamente mi segnerò tutti i titoli sul mio reading journal e alla fine del prossimo anno vedremo un po’ se questa modalità da “massima libertà” funziona con me.

Quindi niente di troppo sindacale e fisso ma ci sono alcuni libri che so di voler leggere/portare a termine il prossimo anno, tra questi c’è:

Casa di Foglie – M. Danielewski (lo sapevate che su Amazon è comparsa sulla pagina della vecchia edizione una dicitura che darebbe intendere una forse prossima ripublicazione?! Non sono riuscita a capire se è una edizione nuova o la vecchia ma con nuove copie, non si ha una data comunque per ora, qui)

– Che vinca o no al sondaggio del gdl, voglio iniziare a leggere Orwell.

Più saggistica

– leggere 1234 di Paul Auster

Leggere più libri per ragazzi

– Leggere “Il Secondo Sesso” di Simone de Beauvoir

– Iniziare la serie di “Sandman

Ecco, questi sono i miei brevi obbiettivi di lettura per il prossimo anno, sono pochi ma data la battuta di arresto che ho subito quest’anno voglio partire senza caricarmi troppo, non come al mio solito che parto con un sacco di punti e non ne completo nemmeno uno…

Passiamo alla scrittura.

Voglio concentrarmi di più su questa, non che io non lo abbia fatto nel 2018 ma ho diverse speranze per il prossimo anno sotto questo aspetto della mia vita.

Non voglio dire troppo e farmi troppi programmi però spero in un 2019 decisivo.

Ho troppe speranze per il prossimo anno, per diversi aspetti della mia vita ma sono tutte confuse e non voglio partire con troppe aspettative.

Non ho ancora capito quale sia l’approccio giusto nei confronti di un nuovo anno, quando mi ritrovo al 31 e scatta la mezzanotte e un minuto la mia mente diventa un buco nero e non so più cosa pensare, perché rischio di diventare troppo nostalgica o troppo sognante.

Ultima cosa però che mi piacerebbe fare nel 2019 è essere più organizzata con gli impegni, anche perché se penso di realizzare tutti i progetti a cui penso devo essere un minimo organizzata, nel senso di non pensare solo le cose nella mia mente ma di segnarmele per davvero…

Ho alcune idee anche non realizzate nel 2018 (e anche per il blog) che spero di portare nell’anno nuovo.

Detto ciò, fatemi sapere, anche voi avete dei “programmi” per le letture del 2019? Sì? No?

A domani!

Elisa

 

CitaTime

La neve è una poesia. Una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri. Questa poesia arriva dalle labbra del cielo, dalla mano di Dio. Ha un nome. Un nome di un candore smagliante. Neve.

Scrivere è avanzare parola dopo parola su un filo di bellezza, il filo di una poesia, di un’opera, di una storia adagiata su carta di seta. Scrivere è avanzare passo dopo passo, pagina dopo pagina, sul cammino del libro.

Maxence Fermine

5 Libri da Leggere Quando non Si ha Voglia di Leggere

Buon lunedì e buon inizio settimana!

Oggi una nuova lista, non vi preoccupate tra poco mi metto calma con queste liste, questa non ha nulla a che fare con il Natale, anzi è una lista di libri che io personalmente consiglio se state attraversando un periodo in cui non avete voglia di leggere o un periodo particolarmente impegnativo e sentite di non riuscire a seguire come vorreste un titolo particolarmente intricato o lungo.

Beh, questi sono 5 libri che secondo me potrebbero essere giusti per un periodo del genere, si sa anche ora con le feste e i doveri vari potremmo avere poco tempo per la lettura, non sono proprio libri a tema con il periodo ma sono adatti a momenti del genere.

Iniziamo!

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Un Polpo alla Gola – Zerocalcare

Pagine: 192

Link All’Acquisto: QUI

Dopo lo straordinario successo de La profezia dell’armadillo, Zerocalcare torna con un romanzo grafico lungo e tutto nuovo. Tre capitoli. Tre stagioni della vita del giovane Calcare; le amicizie, le rivalità, i piccoli misteri dell’impresa che è crescere, raccontati nell’impareggiabile stile di Zerocalcare, in un crescendo sincopato di risate e singhiozzi. Un romanzo grafico scanzonato, ma profondo, ironico e amaro come solo la vita guardata da vicino sa essere.

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Secondo me “un polpo alla gola” è perfetto per un periodo così, perchè è piuttosto breve ma è piacevole ma sopratutto si legge tutto d’un fiato, se non avete mai letto Zerocalcare e siete proprio in un momento del genere potrebbe essere la buona volta per iniziare!

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Incubi e Deliri – Stephen King

Pagine: 854

Link all’Acquisto: QUI

Un dito che emerge da uno scarico del lavandino, giocattoli che si trasformano in micidiali strumenti di morte, mosche che si annidano in un vecchio paio di scarpe da tennis, il deserto del Nevada che inghiotte una Cadillac… La leggenda di Castle Rock ritorna per ammaliare l’attonito lettore. La fertilissima immaginazione di Stephen King e la potenza della sua vena narrativa non sono mai state così efficaci, e terrificanti, come in questa sorprendente antologia.

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Allora, ci sono varie raccolte di King, come “quattro dopo mezzanotte” o “notte buia, niente stelle” ma ho deciso di proporvi questa perché trovo riesca a trasportare di più il lettore, “quattro dopo mezzanotte” non l’ho letta interamente ma non mi ha catturata pienamente, stesso discorso per “notte buia, niente stelle” a parte il primo racconto da cui è nato anche un film di cui abbiamo parlato tempo fa. Penso anche che i racconti siano molto, molto utili per situazioni di non voglia nei confronti della lettura o scarso tempo a disposizione, stesso discorso per i libri brevi, questo non è breve ma sono comunque racconti che durante la lettura ti rapiscono e le pagine volano.

 

Cedi La Strada Agli Alberi – Franco Arminio

Pagine: 149

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Franco Arminio ha raccolto qui una parte della sua sterminata produzione in versi. Ma questa non è un’antologia, è un’opera antica e nuova, raffinata e popolare, un calibrato intreccio di passioni intime e passioni civili. La prima sezione è un omaggio al paesaggio e ai paesi che Arminio racconta da anni nei suoi libri in prosa. La seconda ci presenta una serie di poesie amorose in cui spicca il suo acuto senso del corpo femminile. Dopo i testi intensi dedicati agli affetti familiari, le conclusioni sono affidate a una serie di riflessioni sulla poesia al tempo della Rete. I versi di Arminio sono lavorati a oltranza, con puntiglio e cura, con l’obiettivo di arrivare a una poesia semplice, diretta, senza aloni e commerci col mistero. La sua scrittura è una serena obiezione alle astrazioni e al gioco linguistico, una forma di attenzione a quello che c’è fuori, a partire dal corpo dell’autore, osservato come se fosse un corpo estraneo. L’azione cruciale è quella del guardare: “Io sono la parte invisibile / del mio sguardo”.

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Qui volevo consigliarvi un libro di poesie però me ne sono venuti in mente due e quindi li ho inseriti entrambi, vi avevo già accennato qualcosa su questo testo, quando posso invogliare a leggere poesia lo faccio sempre con estremo piacere. Questa è una raccolta perfetta per un lettore con poco tempo a disposizione perché sono poesie non intricate, veloci, e alcune mi hanno lasciato effettivamente qualcosa.

 

Amore a Prima Vista – Wislawa Szymborska

Pagine: 122

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Si parla molto di amore nelle poesie di Wisława Szymborska: ma se ne parla con una così impavida sicurezza di tocco e tonalità così sorprendenti che anche un tema sin troppo frequentato ci appare miracolosamente nuovo. «Sentite come ridono – è un insulto» scrive di due amanti felici. «È difficile immaginare dove si finirebbe / se il loro esempio fosse imitabile» – e ad ogni modo «Il tatto e la ragione impongono di tacerne / come d’uno scandalo nelle alte sfere della Vita». Anche parlando d’amore la voce della Szymborska sa dunque essere irresistibilmente ironica: non a caso Adam Zagajewski diceva di lei che «sembrava appena uscita da uno dei salotti parigini del Settecento». Ma sa anche essere, dietro lo schermo della colloquiale naturalezza e dell’ingannevole semplicità, grave e trafiggente, come quando affida a un panorama divenuto ormai intollerabile il compito di proclamare l’assenza («Non mi fa soffrire / che gli isolotti di ontani sull’acqua / abbiano di nuovo con che stormire») o all’amore a prima vista quello, ancor più temerario, di smascherare il caso-destino che ci governa: «Vorrei chiedere loro / se non ricordano – / una volta un faccia a faccia / in qualche porta girevole? / uno “scusi” nella ressa? / un “ha sbagliato numero” nella cornetta? / – ma conosco la risposta. / No, non ricordano».

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Altro libro di questo genere, se vi volete anche avvicinare alla poesia vi consiglio caldamente questo testo, inoltre se si parla di una situazione come quella del titolo dell’articolo vi potrei consigliare anche l’haiku, la poesia giapponese, questo testo in particolare.

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Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

Pagine: 177

Link All’Acquisto: QUI

Montag fa il pompiere in un mondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole fa legge. Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall’incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.

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Io non posso smettere di consigliare questo libro, un classico moderno, tra l’altro in questo periodo sto giocando a Detroit Become Human e mi ha riportata alla memoria Fahreinheit 451, anche se l’argomento è diverso certo e non c’entrano i libri bruciati. Comunque questo è un libro incredibilmente scorrevole che affronta un tema affascinante in uno scenario distopico, ve ne consiglio la lettura in ogni caso.

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Racconti – F. Dostoevskij

Pagine: 352

Link all’Acquisto: QUI

I primi quattro racconti di questa raccolta furono scritti negli anni immediatamente precedenti l’arresto e la condanna ai lavori forzati; tra il 1846 e il 1848. Ne sono protagonisti umili impiegati schiavi delle proprie frenesie o piegati dall’arroganza del sistema, giovani sognatori in bilico tra incubo e impossibilità di appagare i propri desideri, personaggi che si muovono nel solco della tradizionale narrativa russa, da Gogol’ a Puškin.

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E infine, una raccolta di racconti di Dostoevskij, non è facilissima da reperire, ma nel link che vi ho inserito in alto è disponibile. Ho scelto questo titolo per lo stile dell’autore principalmente che è frizzante e scorrevole, trovo che uno stile come il suo renda ogni opera interessante e immersiva.

Bene!

Prometto di calmarmi con le liste, ma l’idea di questo articolo mi ronzava in testa da un po’, spero che questi suggerimenti vi siano piaciuti! Avete letto qualcuno dei libri qui elencati? Sì? Fatemi sapere!

A domani!

Elisa