Frankenstein – Mary Shelley

Buon martedì! Come state?

Sentite ancora le ripercussioni della domenica? Io sì.

Oggi recensione, parliamo del libro che è stato in lettura per tutto il mese di novembre sul gruppo di lettura, ovvero Frankenstein di Mary Shelley.

Grande classico, c’è molto da dire quindi iniziamo immediatamente!

download (11)

Frankenstein – Mary Shelley

Casa Editrice: Mondadori

Genere: Classico/Gotico

Pagine: 276

Prezzo di Copertina: € 10,00

Prezzo ebook: € 0,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1818

Link all’acquisto: QUI 

Trama

Nel 1816 Lord Byron, durante una sera tempestosa nella sua villa a Ginevra, propone ai suoi ospiti – Mary e Percy Shelley, e William Polidori – di scrivere, per gioco, cun racconto dell’orrore. Ricollegandosi al mito di Prometeo, Mary scriverà Frankenstein. Una storia che è un groviglio etico, un ragionamento profondo sull’origine della vita: l’angosciante storia di uno scienziato che conduce macabri esperimenti nel tentativo di restituire la vita ai cadaveri. Una favola terribile capace di imporsi con la forza delle immagini e la sua autonomia di mito universale. Uno sconvolgente racconto dell’orrore in cui il mostro è più umano del suo creatore.

Per un attimo la mia anima si sollevò al di sopra delle sue meschine e umilianti paure, per contemplare le idee divine di libertà e sacrificio, di cui questi luoghi erano monumento e ricordo. Per un istante, osai scrollarmi di dosso le mie catene, e guardarmi attorno con uno spirito libero ed elevato; ma il ferro mi era penetrato nella carne, e ricaddi tremante e senza speranza nel mio io disperato.

Recensione

Prima di iniziare con la recensione vera e propria volevo dirvi che ho deciso di modificare un tantino il tipico stile delle recensioni, infatti per non scrivere paragrafi su paragrafi ammassati ho deciso di dividere la recensione in determinati “argomenti”, per renderle più ordinate. Ok, fine premessa, iniziamo con la recensione.

Allora, partiamo dal presupposto che non è facile parlare di questo libro, perché è un grande classico (forse uno dei più famosi), è un testo dell’800 e il suo contenuto spazia in diversi argomenti sui quali bisognerebbe aprire parentesi gigantesche.

Quindi approcciamoci un attimo agli aspetti più tecnici.

Stile di Scrittura

Ahime! Perchè l’uomo vanta sensibilità superiore a quella dei bruti? Ciò lo rende un essere ancora più afflitto dai bisogni. Se i nostri impulsi si limitassero alla fame, alla sete e al desiderio, potremmo quasi essere liberi; ma ora siamo mossi da ogni soffio di vento, e da una parola occasionale o dall’immagine che tale parola provoca.

All’inizio sono rimasta stupita dallo stile dell’autrice perché mi aspettavo un qualcosa di più aulico e prolisso, essendo un testo di quell’epoca, diciamo che nelle prime pagine secondo me non si assapora lo stile della giovane Mary in toto, poi avanzando emerge lo stile autentico che è decisamente più laborioso.

Ci sono pagine a volte di riflessione sull’animo umano e pagine di descrizioni di montagne e laghi (sopratutto), sono descrizioni che non mi hanno impresso nella mente un panorama stile fotografia, sono descrizioni abbastanza didascaliche, infatti direi che uno dei aspetti che ho apprezzato meno del testo (e forse l’unico) sono proprio le descrizioni, non perché siano scritte male, assolutamente, ma non sono al 100% evocative secondo me.

Sono quelle descrizioni stile “immagina l’Arno con il tramonto“, sono paesaggi che o tu lettore già conosci più o meno oppure non ti portano in quell’atmosfera voluta dall’autrice.

Questo è l’unico appunto che voglio fare sulla scrittura ed è ovviamente una considerazione personale, per il resto la scrittura di certo si prende i suoi tempi per analizzare le emozioni umane, per interrogarsi sulla natura dell’uomo e per rendere al massimo una caratterizzazione piena dei personaggi.

E’ un libro che usa diversi espedienti, ci sono lettere, racconti nei racconti, e ho trovato a tratti geniale questa matriosca di racconti perché è un’ottima tecnica per analizzare uno dei discorsi sui quali si basa l’opera ovvero la natura umana e la bestialità di questa, quindi lo stile lavora bene con i concetti principali espressi.

Di certo una giovane Mary Shelley di soli 19 anni non avrebbe mai immaginato un successo tale per una storia nata quasi “per divertimento”.

Quali sono i concetti espressi in Frankenstein?

Sono innumerevoli, come vi dicevo prima il libro ruota attorno a diversi dilemmi principali, la bestia avrebbe potuto essere diversa se Victor e gli umani in generale l’avessero trattata in modo differente? Dove sta la ragione, è la bestia dopo aver subìto eventi che hanno messo a nudo il lato negativo della natura umana, ad essere motivata nel fare ciò che ha fatto? Oppure si è spinta troppo oltre e non ha compreso le motivazioni? O ancora, se Victor avesse mantenuto fede alla sua posizione di padre/Dio tutto quello che viene narrato nel libro non avrebbe mai avuto luogo? Victor può realmente incolpare la bestia, creata da lui stesso, per ciò che ha fatto questa sapendo in cuor suo di essere venuto meno nei confronti di questa?

E’ uno di quei testi che nel corso delle pagine instaura nella mente del lettore talmente tanti interrogativi che il trascriverli qui e ora per me sarebbe impossibile, o una lista infinita di domande troppo lunga per poterla sopportare.

Un’aspetto sul quale ho riflettuto a lungo è la coscienza di Victor, nel corso del testo a causa di questa mostruosa creazione la sua vita verrà rovinata, ma lui sembra rendersi conto fino ad un certo punto delle sue colpe, realizza a tratti il fatto che se lui in prima persona si fosse comportato in modo diverso non sarebbe accaduto forse un qualcosa di questo tipo.

Un altro aspetto interessante della sua personalità è il coraggio, spesso lui si mette in bocca questo termine ma per quanto mi riguarda non è un uomo coraggioso, preferisce scappare a volte invece che affrontare qualcosa o qualcuno, preferisce tacere invece di confessare, preferisce fingere invece che ammettere.

Victor è un uomo di grande intelligenza, ma sembra perdersi, non affronta le conseguenze delle proprie azioni e invece che provare quanto meno a salvare vite umane preferisce mantenere il suo segreto, quando deciderà di raccontare tutto sarà oramai troppo tardi.

Il modo in cui Victor tratta la bestia è mostruoso, lui ha creato questa creatura e sembra dimenticarsene, non rispecchia la bellezza, la grazia, i suoi canoni e quelli della società, è un mostro, un essere orrendo, un demone e per questo merita di non essere nemmeno mai “nato” secondo lui, è un padre che odia il proprio figlio, un Dio che spera nella morte della sua creazione.

Per qualche istante Victor si lascia andare alla compassione e prova a comprendere questo essere, ma è un momento che dura poco perché subito dopo torna questo odio mortale.

Victor è un’essere egoista anche, una delle tragedie finali rappresentano questo suo aspetto secondo me, si preoccupa prima per lui stesso e dopo per gli altri, continua a pensare alla sua famiglia, ma quando è il momento di proteggerla dalla tragedia e dalla distruzione lui non fa nulla.

Dal canto suo la bestia sprigiona quell’odio e quel disprezzo verso la razza umana che solo chi viene emarginato dalla società, viene additato come un essere che non merita la vita e viene al mondo costretto a nascere solo perché rinnegato dal suo stesso padre, può provare.

La bestia compie azioni di una malvagità e una mostruosità uniche, nessun essere dovrebbe poter togliere la vita, e fino alla fine dei suoi giorni si accerterà di far pagare a Victor ogni colpa.

Qui arriva un concetto da me molto amato nei romanzi di tutti in generi, la vendetta, qui rappresentata magistralmente, sono sempre attratta dalla natura di questa, che sembra essere un cibo che non sazia mai, anche dopo la morte della propria fonte di vendetta non si è sazi e ci si rende conto di aver inseguito un’idea, una morsa di odio e voglia di prevalere sull’altro.

Uh, parliamo anche di un ultimo concetto, l’intelligenza del mostro, la creatura senza dubbio è dotata di un’intelligenza non indifferente e tutto ciò che ha imparato lo ha imparato osservando vari esseri umani, leggendo, apprendendo, ma qui sorge spontanea una domanda, un essere così intelligente e strategico (come viene mostrato all’interno del libro) può allo stesso tempo essere così bestiale e irrefrenabile nella sua violenza? Comprende la gravità delle proprie azioni, ma ciò non lo ferma.

Infine vorrei accennare qualcosa su Walton, il personaggio con cui si apre il testo che incontrerà Victor casualmente e questo gli narrerà tutta la storia che conosciamo, ho amato il personaggio di Walton anche se non è uno dei principali, perché è in fondo un essere che comprende, ha ascoltato tutta la storia da Victor, è a conoscenza di tutti i fatti e alla fine quando si troverà costretto a prendere una decisione sceglierà di testa sua.

Mi è piaciuto molto questo testo, è un classico che sono felice di aver finalmente letto!

Voto: 

progetto-senza-titolo-45.png

Voto quasi pieno, ho deciso di non assegnare punteggio pieno per ciò che vi ho detto sulle descrizioni, ma è un libro meraviglioso e ne consiglio a tutti la lettura!

Bene, detto ciò, fatemi sapere, avete mai letto questo libro? Sì, vi è piaciuto? No, perché?

A domani!

Notes_191201_193700_411_1

 

 

 

 

 

LiberTiAmo di Dicembre (2019)

Buon primo di dicembre, ma sopratutto buon inizio della maratona natalizia!

Da oggi infatti, come tutti gli anni, fino al 24 dicembre staremo assieme ogni giorno, uscirà un articolo ogni giorno fino a alla Vigilia di Natale, non è meraviglioso? So che ogni anno attendete con trepidazione questo momento (bah, insomma) e anche io!

Possiamo ufficialmente dare il via alla maratona natalizia dell’anno 2019, o ciò che ne rimane.

Dai che quest’anno ci divertiamo!

source.gif

Bene, detto ciò, parliamo del libro che sarà in lettura per tutto il mese di dicembre sul gruppo di lettura, che trovate come sempre su Goodreads.

Scopriamo il libro del mese.

fd923fc7ced543d78e29677276728fd5.jpg

La Peste – Albert Camus

Casa Editrice: Bompiani

Link all’Acquisto: QUI

Trama 

Orano è colpita da un’epidemia inesorabile e tremenda. Isolata, affamata, incapace di fermare la pestilenza, la città diventa il palcoscenico e il vetrino da laboratorio per le passioni di un’umanità al limite tra disgregazione e solidarietà. La fede religiosa, l’edonismo di chi non crede alle astrazioni né è capace di ”essere felice da solo”, il semplice sentimento del proprio dovere sono i protagonisti della vicenda; l’indifferenza, il panico, lo spirito burocratico e l’egoismo gretto gli alleati del morbo.

La Peste è stato pubblicato nel 1947, appena dopo la pubblicazione riscosse un gran successo.

Ottenne il Prix des Critiques, un prestigioso premio letterario francese, che selezionava giovani autori.

Il romanza rientra nella produzione di Camus denominata “Ciclo della Rivolta“, il romanzo è una grande metafora sul male e il nazismo.

Il romanzo è ambientato ad Orano in Algeria, negli anni quaranta.

Il libro sarà in lettura sul gruppo da oggi al 31/12 quindi per tutto il mese di dicembre, vi unirete a noi nella lettura? Fateci sapere!

A domani!

notes_190131_143522_b6d_1-e1548941801294

LiberTiAmo di Settembre

Buona domenica e finalmente ben tornati sul blog!

Oggi torno attiva dopo alcune settimane di pausa, come avete trascorso le vostre vacanze? Avete fatto rifornimento di energia? Spero di sì, alcuni probabilmente potranno godere del piacere delle ferie solo qui a settembre quindi un po’ vi invidio perché le avete ancora davanti.

Io non ho fatto grandi cose e se devo dirlo non mi sento del tutto riposata ma ahimè il momento di ripartire nella routine c’è già stato una settimana fa per me.

Dopo questi tristi argomenti concentriamoci sui due aspetti stupendi di tutto ciò, oggi parleremo del libro di settembre per il gdl e motivazione numero 2 da una parte ripartire con tutto è entusiasmante, ah dimenticavo come avrete notato da queste settimane è uscita una nuova grafica per il blog che spero vi piaccia, nei periodi di pausa la mia voglia di cambiamento si ribella.

Parliamo ora del libro che leggeremo da oggi al 30/09 ma essendo non proprio breve dal punto di vista delle pagine è molto probabile una proroga.

Andiamo a scoprire il libro di settembre!

Le sette morti di Evelyn Hardcastle (1).jpg

Le Sette Morti di Evelyn Hardcastle – Stuart Turton

Casa Editrice – Neri Pozza

Link all’Acquisto: QUI 

Trama

Blackheath House è una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, è pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Gli ospiti sono membri dell’alta società, ufficiali, banchieri, medici ai quali è ben nota la tenuta degli Hardcastle. Diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento – la morte del giovane Thomas Hardcastle – ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. Ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da Lord Peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d’artificio. Alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a Blackheath House. Nell’attimo in cui esplodono nell’aria i preannunciati fuochi d’artificio, Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, scivola lentamente nell’acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. Morta, per un colpo di pistola al ventre. Un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. L’invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a Blackheath House e per uno di loro in particolare: Aiden Bishop. Evelyn Hardcastle non morirà, infatti, una volta sola. Finché Aiden non risolverà il mistero della sua morte, la scena della caduta nell’acqua si ripeterà, incessantemente, giorno dopo giorno. E ogni volta si concluderà con il fatidico colpo di pistola. La sola via per porre fine a questo tragico gioco è identificare l’assassino. Ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, Aiden si sveglia nel corpo di un ospite differente. E qualcuno è determinato a impedirgli di fuggire da Blackheath House… 

E’ uscito lo scorso anno e ha riscosso un gran successo, molti lo hanno definito quasi un giallo classico.

E’ il romanzo d’esordio di Stuart Turton.

Il libro è in lettura per tutto il mese di settembre, potete unirvi in ogni istante ovviamente alla lettura se volete, vi aspettiamo anche su Goodreads!

Detto ciò, diamo inizio a questo settembre nel migliore dei modi, evviva!

A presto!

notes_190131_143522_b6d_1-e1548941801294.jpg

Cronaca di Una Morte Annunciata – Gabriel Garcìa Màrquez

Buon mercoledì! Come prosegue questo afoso luglio?

Oggi sono qui per una recensione, evviva tornano le recensioni, per la precisione con la recensione del libro che abbiamo letto nelle ultime due settimane di giugno sul gdl ovvero Cronaca di una Morte Annunciata di Gabriel Garcìa Màrquez.

Abbiamo selezionato per le ultime due settimane di giugno titoli piuttosto brevi e questo rientra pienamente nella categoria, che dire parliamone subito!

41zvujpt16L._SX306_BO1,204,203,200_.jpg

Cronaca di una Morte Annunciata – Gabriel Garcìa Màrquez

Casa Editrice: Mondadori

Genere: Romanzo

Pagine: 90

Prezzo di Copertina: € 9,50

Prezzo ebook: € 7,99

Anno di Pubblicazione: 1981

Link all’Acquisto: QUI

Trama

Santiago Nasar morirà. I gemelli Vicario hanno già affilato i loro coltelli nel negozio di Faustino Santos. A Manaure, “villaggio bruciato dal sale dei Caraibi”, lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita Angela vendicheranno l’onore di quella verginità rubatale in modo misterioso dall’aitante Santiago, ricco rampollo della locale colonia araba. Tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo: non la madre della vittima designata, non il parroco, non l’alcalde, neppure una delle numerose fanciulle che spasimano per il Nasar. E così la morte annunciata lo sorprende nel fulgore di una splendida mattinata tropicale. Ma non per agguato o per trappola: un destino bizzarro e crudele fa sì che la fine di Santiago si compia per un concorso di fatalità ed equivoci, mentre gli stessi assassini fanno di tutto perché qualcuno impedisca loro l’esecuzione. 

 

Recensione

Inizio dicendo che questo testo è tratto da un fatto realmente accaduto in Colombia, i nomi sono fittizi tranne quelli dei parenti dell’autore ma nonostante questo non è un testo true crime ma è un romanzo a pieno perché come dice anche l’autore, ha aggiunto un’ampia corrente narrativa.

E’ uno dei testi più famosi di Màrquez ma c’è da dire che questo è un autore noto per molti testi fra cui ne cito solo qualcuno, “L’Amore ai Tempi del Colera”, “Cent’anni di Solitudine” e “Memoria delle Mie Puttane Tristi”.

Allora partiamo dai punti positivi, ovviamente lo stile di scrittura, ci sono delle piccole perle inserite nelle descrizioni o in frasi sparate in giro per il libro che mi hanno ridato la vita durante la lettura, come ad esempio “era sui trent’anni, ma assai ben occultati, perché aveva la vita sottile da torero, gli occhi dorati, e la pelle cucinata a fuoco lento dal salnitro“.

Quindi è un libro ben scritto e questo non comunque sottinteso per come la vedo anche per grandi autori come Màrquez, ogni libro è diverso quindi anche se stiamo parlando di un grande scrittore non è detto che in ogni titolo mai scritto il suo stile sia sempre impeccabile.

Anche perché nonostante sia un libro breve ci sono parecchi personaggi da gestire, non credo di aver mai letto un libro così breve con così tanti personaggi.

Character_Map_Chronicle_of_a_Death_Foretold.jpg

Questa è un mappa dei rapporti fra i protagonisti del libro, vi chiedo scusa per la risoluzione ma non sono riuscita a trovarla in una risoluzione migliore.

Da questo è evidente che i personaggi e i legami fra di loro sono molti, la parte interessante è che i rapporti sono davvero ben annodati e il libro ruota attorno ad un argomento principale ovvero la morte di Santiago e questi rapporti servono anche a comprendere questa e le sfaccettature di questa.

Quindi ottima costruzione, stile e intrecci.

Sono i punti positivi questi che sono molti comunque e rendono godibile un testo, consiglio la lettura di conseguenza ma ora parliamo di quelli che per me sono i punti negativi.

Come dicevo il libro dovrebbe basarsi sull’assassinio di Santiago e sulla motivazione legata a questa tragedia, ma il motivo viene svelato quasi subito, a pagina 16 ed è un peccato per me perché avrei voluto attendere ancora prima di scoprire tutto questo.

Ovviamente viene analizzata di più man mano che si prosegue nella lettura ma anche nella trama scritta dietro al libro c’è una domanda che riguarda la motivazione quindi pensavo “chissà che hype” e invece viene rivelata presto e tutta la curiosità pian piano va scemando anche se la lettura è in ogni modo piacevole.

Altro appunto, questo non è per forza un punto negativo, pensavo che l’aspetto che mi avrebbe fatta infuriare di più avrebbe riguardato l’omertà che dilaga nel non rivelare a Santiago la notizia della morte ma non è stato così.

In realtà sì c’è senza il minimo dubbio dell’omertà ma qualcuno cerca di avvisare questo uomo in modo sbagliato magari ma qualcuno ci prova, in più diciamo che ci sono anche una serie di sfortune che si immettono sulla strada del suo salvataggio, mentre altre persone ancora sono scettiche perché gli uomini che uccideranno il giovane erano pesantemente ubriachi e andavano in giro ad annunciare questa morte quindi è complicato prenderli sul serio.

Gli assassini dell’uomo infatti sono i fratelli/gemelli Vicario e lo annunciano a tutti forse proprio perché non sono così certi di volerlo uccidere e sperano in un modo un po’ perverso che qualcuno lo avvisi e gli impedisca di morire per mano loro.

Ognuno ha in un certo modo le proprie ragioni per non avvisare Santiago, alcuni pensano che sia uno scherzo, altri lo fanno ma non vengono presi sul serio, altri ancora si mobilitano ma finiscono per perdersi, altri se la prendono con lui invece di capire che è la vittima.

Parliamo ora della scena finale, il libro si chiude con una descrizione dettagliata dell’assassinio, descrizione che era stata solo accennata prima, qui si narra il modo in cui l’uomo è morto, come si sono comportate le persone e i due assassini e cosa ha fatto la vittima una volta portata sul punto di morte.

Ecco, qui c’è una sequenza che mi è sembrata un po’ ambigua, Santiago viene accoltellato molte volte con dei coltelli piuttosto grezzi ma importanti per dimensioni, gli uomini lo sorreggono ad una porta e lo infilzano ripetutamente, tenete conto del fatto che la vittima è un uomo comunque di corporatura resistente diciamo.

Immaginatevi la scena, questo uomo è lì trafitto sul torace, sulla pancia, sulle cosce, sulle braccia, un po’ ovunque, ad un certo punto cade in ginocchio ovviamente in fin di vita, gli organi interni sono seriamente danneggiati tanto che (se siete facilmente impressionabili non leggete la prossima riga) le viscere fuoriescono e lui le tiene in mano.

Ok, in questo stato lui comunque si rialza, cammina lì vicino verso la casa dei vicini quando entra questi stanno facendo colazione e lui sorride cortesemente a tutti, camminando perfettamente con un piede dopo l’altro ” camminava con la prestanza di sempre, misurando bene i passi” e dopo questo finisce sul patio della casa dei vicini, ha persino la cura di togliere la terra che gli era rimasta addosso e lì dopo gli scalini crolla ventre a terra e muore.

Io non ho mai studiato medicina e non mi intendo di queste cose ma credo sia strana questa sequenza, ora è pur vero che le coltellate sono “colpi alterni e facili” ma stiamo comunque parlando di molte coltellate, molte ferite profonde che hanno danneggiato gravemente gli organi interni (questo viene detto durante l’autopsia) è possibile che in queste condizioni, con questa fuoriuscita lui riesca a muoversi in questo modo?

Vi ripeto mi è sembrata strana come sequenza poi non me ne intendo ma non saprei dopo tutti quei colpi e quelle ferite da come ne parlano gli altri sembra non avere quasi nulla.

E qui c’è un discorso importante da fare, non ci si può fidare pienamente di quello che dicono gli altri in questo libro, ognuno ha una propria versione e non è detto che tutto sia vero, alcune persone non ricordano o tengono nascosto qualcosa.

Quindi la morte potrebbe essere anche andata in modo diverso da queste testimonianze.

E’ uno di quei rari testi in cui già si conosce il finale ovviamente.

Insomma comunque sia è un testo godibile, potrebbe essere un ottima lettura estiva perché è breve ma interessante, quindi mi è piaciuto sì ma non mi ha soddisfatta a pieno.

Voto:

progetto-senza-titolo-18.png

Quindi bel testo, ottima costruzione ma vola abbastanza via come libro nel senso che non rimane tanto nella mente (almeno per me) quindi lo rileggerei sì ma alcune cose non sono così incredibilmente sconvolgenti come sembra dalla trama.

E voi? Avete letto “Cronaca di una Morte Annunciata”? Sì? No? Cosa ne pensate?

A presto!

notes_190131_143522_b6d_1

 

 

 

LiberTiAmo di Luglio

Buon lunedì ragazzi/e e buon inizio di luglio!

Come è andato giugno? Spero nel migliore dei modi!

Piccolo appunto, come avrete notato a giugno non è uscito l’articolo delle cose di maggio per il fatto che maggio non è stato un mese particolarmente interessante da poterci fare un bell’articolo delle “cose” quindi ho deciso di saltare maggio, qui a luglio parleremo delle cose di giugno però, saltiamo solo quello di maggio.

Detto ciò, nuovo mese nuovo libro del gdl, andiamo subito a scoprire quale!

Come sempre vi ricordo che trovate il gruppo su Goodreads, cliccando qui.

7145223_1630807.jpg

Il Deserto dei Tartari – Dino Buzzati

Casa Editrice: Mondadori

Link All’Acquisto: QUI

 

Trama

Giovanni Drogo, un sottotenente, viene mandato in una lontana fortezza. A nord della fortezza c’è il deserto da cui si attende un’invasione dei tartari. Ma l’invasione, sempre annunciata, non avviene e l’addestramento, i turni di guardia, l’organizzazione militare, appaiono cerimoniali senza senso. Quando Drogo torna in città per una promozione, si accorge di aver perso ogni contatto con il mondo e che ormai la sua unica ragione di vita è l’inutile attesa del nemico. Tornato alla fortezza, si ammala e proprio allora accade l’evento tanto aspettato: i tartari avanzano dal deserto.

Il Deserto dei Tartari è stato pubblicato nel 1940, ed è stata l’opera che ha consacrato Buzzati fra i grandi scrittori italiani.

Questo testo ha ispirato pellicole, citazioni e brani musicali.

E’ incentrato sulla “fuga dal tempo”.

Il libro sarà in lettura per tutto il mese di luglio, quindi da oggi al 31/07.

Sarete dei nostri per la lettura?

A presto!

notes_190131_143522_b6d_1

 

 

 

LiberTiAmo di Giugno

Buona domenica ragazzi/e! Come va?

Inizio subito chiedendo venia per la mia assenza delle ultime settimane, in questo periodo è un po’ così, tornerò di sicuro il prima possibile ad essere più presente.

Tra l’altro deve ancora uscire la recensione-confronto fra la serie tv di Hill House e il libro, sì lo so, vado a rilento come un bradipo.

Mi sento come in quei momenti dove manchi per tanto e ritorni e c’è quella specie di imbarazzo latente misto a eccitazione.

Comunque oggi non siamo qui a parlare dei miei tempi ma del libro che sarà in lettura sul gdl da oggi al 30/06, quindi per le ciò che resta di giugno.

Da oggi infatti la lettura di “American Gods” è ufficialmente terminata sul gruppo ed è il momento di iniziare qualcosa di nuovo.

Andiamo a scoprire il libro di queste settimane!

978880468583HIG-310x480.jpg

Cronaca di una Morte Annunciata – Gabriel Garcìa Màrquez

Casa Editrice: Mondadori

Link All’Acquisto: QUI

 

Trama

Santiago Nasar morirà. I gemelli Vicario hanno già affilato i loro coltelli nel negozio di Faustino Santos. A Manaure, “villaggio bruciato dal sale dei Caraibi”, lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita Angela vendicheranno l’onore di quella verginità rubatale in modo misterioso dall’aitante Santiago, ricco rampollo della locale colonia araba. Tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo: non la madre della vittima designata, non il parroco, non l’alcalde, neppure una delle numerose fanciulle che spasimano per il Nasar. E così la morte annunciata lo sorprende nel fulgore di una splendida mattinata tropicale. Ma non per agguato o per trappola: un destino bizzarro e crudele fa sì che la fine di Santiago si compia per un concorso di fatalità ed equivoci, mentre gli stessi assassini fanno di tutto perché qualcuno impedisca loro l’esecuzione.

Cronaca di Una Morte Annunciata è stato pubblicato nel 1981.

La storia si basa su un fatto realmente accaduto in una cittadina della Colombia, dopo trent’anni Marquez ha preso ispirazione da ciò per questo romanzo.

Gabriel Garcìa Marquez ha vinto il premio Nobel per la Letteratura nel 1982.

Quindi come scritto sopra il libro sarà in lettura dal 16/06, (oggi) al 30/06.

Vi unirete a noi nella lettura? Vi aspettiamo!

A presto!

notes_190131_143522_b6d_1

 

 

CitaTime

“Dunque, pare che alle anime viventi possano toccare due sorti: c’è chi nasce ape, e chi nasce rosa…
Che fa lo sciame delle api, con la sua regina? Va, e ruba a tutte le rose un poco di miele, per portarselo nell’arnia, nelle sue stanzette. E la rosa? La rosa l’ha in se stessa, il proprio miele: miele di rose, il più adorato, il più prezioso! La cosa più dolce che innamora essa l’ha già in se stessa: non le serve cercarla altrove. Ma qualche volta sospirano di solitudine, le rose, questi esseri divini! Le rose ignoranti non capiscono i propri misteri.

La prima di tutte le rose è Dio.

Fra le due: la rosa e l’ape, secondo me, la più fortunata è l’ape. E l’Ape Regina, poi, ha una fortuna sovrana! Io, per esempio, sono nato Ape Regina. E tu, Wilhelm? Secondo me, tu, Wilhelm mio, sei nato col destino più dolce e col destino più amaro:

tu sei l’ape e sei la rosa.” 

Elsa Morante

LiberTiAmo di Aprile

Buon primo d’aprile ragazzi/e!

Come va? Siete positivi/e per questo aprile? Io sì, finalmente possiamo chiudere i battenti di marzo e avanzare verso vallate più verdi… almeno speriamo.

Oggi parliamo del libro del mese per il gdl, questo titolo sarà in lettura per tutto aprile salvo proroghe.

Non mi dilungo più di tanto perché ormai conoscete la tradizione people, andiamo a vedere subito il titolo!

61zmPPq6kvL

L’Isola di Arturo – Elsa Morante

Casa Editrice: Einaudi

Link all’Acquisto: QUI *

Il romanzo è un’esplorazione attenta della prima realtà verso le sorgenti non inquinate della vita. L’isola nativa rappresenta una felice reclusione originaria e, insieme, la tentazione delle terre ignote. L’isola, dunque, è il punto di una scelta e a tale scelta finale, attraverso le varie prove necessarie, si prepara qui, nella sua isola, l’eroe ragazzo-Arturo. È una scelta rischiosa perché non si dà uscita dall’isola senza la traversata del mare materno; come dire il passaggio dalla preistoria infantile verso la storia e la coscienza.

L’Isola di Arturo è stato pubblicato nel 1957.

E’ vincitore del Premio Strega.

Come scritto sopra il libro sarà in lettura da oggi al 30/04, quindi per tutto aprile, salvo eventuali proroghe.

Come sempre ragazzi/e vi ricordo che potete unirvi alla lettura in qualunque momento, vi aspettiamo!

Iniziamo quindi questo classico!

A presto!

notes_190131_143522_b6d_1

 

 

1984 – George Orwell

Buon martedì gente!

Come state? Febbraio è iniziato da 5 giorni e io non faccio altro che ripetermi che arrivare al 28 sarà un lampo… così, giusto per mettermi ansia.

Comunque, oggi parliamo di “1984” di George Orwell, il libro che abbiamo letto nel mese di gennaio sul gdl.

Pilastro del genere distopico che non vedevo l’ora di leggere, sentivo che era arrivato il momento per me di leggerlo e dato che ha vinto anche al sondaggio del gruppo ero davvero entusiasta per la lettura.

Nella recensione di oggi credo svierò in discorsi più ampi perché con i temi contenuti qui c’è questo rischio.

Iniziamo ragazzi/e, c’è tanto di cui parlare!

81Sf+7EhIeL

1984 – George Orwell

Casa Editrice: Mondadori

Genere: Distopico

Pagine: 305

Prezzo di Copertina: € 14,00

Prezzo ebook: € 7,99

Anno di Pubblicazione: 1949

Link all’Acquisto: QUI*

Trama

L’azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l’anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c’è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza “sovversiva”.

Bastava arrendersi e tutto veniva da sé. Era come nuotare contro una corrente che vi spingeva all’indietro a dispetto degli sforzi più disperati, dopodiché decidevate all’improvviso di girarvi e, invece di opporre resistenza, di abbandonarvi a essa. Nulla era mutato, se non il vostro atteggiamento. L’evento prestabilito si compiva comunque. Non riusciva a capire per quale motivo si fosse ribellato. Era tutto così facile, eppure…

Recensione

Mi capita spesso, sopratutto quando affronto testi come “1984” quindi classici contemporanei di una certa importanza, di fare un salto su Course Hero.

Course Hero è un sito americano creato per aiutare sopratutto gli studenti, affronta vari temi per varie materie, fra queste la letteratura con degli schemi davvero utili secondo me se vi state per approcciare ad un libro che magari vi intimorisce o è particolarmente difficile.

Io sono sempre stata molto intimorita da “1984” quindi prima di iniziare la lettura ho voluto fare un salto sul loro sito per visitare lo schema e una volta terminato il testo tutto ha avuto senso.

Quando si pensa a questo libro si pensa subito ad un pilastro del genere distopico giustamente, ciò che mi ha conquistata è la connessione fra vari sistemi che messi assieme rendono perfettamente durante la lettura l’idea di un sistema di sorveglianza quasi impossibile da rompere, una mentalità che sembra impossibile da riportare alla luce.

Dopo aver letto il libro ho letto anche qualche recensione in cui si dice che “1984 è il presente”, che questo libro “dona speranza”.

Non sono per nulla d’accordo con queste affermazioni, dopo aver letto questo libro ciò che ho perso è proprio la speranza ma non nel presente bensì per il mondo di 1984, ho perso la speranza per/in Winston.

E non sono nemmeno d’accordo con chi afferma con aria sconsolata che il 1984 è il presente, forse ci sono alcuni piccoli punti in comune ma non siamo a livello di 1984.

Andiamo con ordine comunque, ho talmente tanti stralci di pensiero su questo libro che sono avventata anche nel parlarvene.

Lo stile di scrittura mi è piaciuto ma non è il punto forte del libro, c’è qualche ripetizione ma non ho capito se è voluta, per seguire la mentalità di Winston e il fatto che molte volte riporta alla mente certi ricordi, oppure no anche perché queste ripetizioni di cui parlo non riguardano i ricordi di Winston (o alcuni concetti chiave) ma vere e proprie informazioni secondarie o dettagli fornite/i dall’autore.

Però in generale lo stile di Orwell mi è piaciuto, ho apprezzato molto i colpi di scena, l’apertura di alcuni capitoli, il piglio che hanno preso certe scene, il modo dell’autore di descrivere le emozioni.

«Quando fai all’amore, spendi energia; e dopo ti senti felice e non te ne frega più di niente. Loro non possono tollerare che ci si senta in questo modo. Loro vogliono che si bruci l’e­nergia continuamente, senza interruzione. Tutto questo mar­ciare su e giù, questo sventolio di bandiere, queste grida di giubilo non sono altro che sesso che se ne va a male, che di­venta acido. Se sei felice e soddisfatto dentro di te, che te ne frega del Grande Fratello e del Piano Triennale, e dei Due Minuti di Odio, e di tutto il resto di quelle loro porcate?»

I personaggi sono ben caratterizzati, ecco, un punto forte del libro credo sia proprio questo, la caratterizzazione dei personaggi, Orwell su un dettaglio ci ricama un mondo ma mai in modo noioso, è tutto materiale per la comprensione dei personaggi e l’immagine che si ha di loro.

Winston a tratti mi è parso lontano altre vicino, a volte si perde altre invece è saldo sulle sue convinzioni.

Il mio principale problema con questo libro e che, a differenza di altre persone probabilmente, non mi ha aperto mondi nuovi, vuoi per il fatto che ne ho sentito parlare talmente tante volte che il senso di questo mi è sembrato un qualcosa di già scoperto o vuoi per il fatto che le dinamiche mi sono sembrate famigliari subito.

Non famigliari perché viviamo in un sistema come questo o altro, ma perché dopo poco mi sono sentita assorbita dalla mentalità di 1984 ed è stato facile da lì in poi immaginare la serie degli eventi.

Devo anche dire che se questo libro lo avessi letto 6 anni fa o se una persona nata nel 1950 lo avesse letto negli anni ’60 le cose sarebbero state diverse, ci sarebbe stata più sorpresa e scoperta che per me nella lettura non c’è stata più di tanto.

Detto ciò però riconosco il valore di questo testo e tutto sommato è una lettura che mi ha appassionata fino all’ultima pagina, i pezzi finali in cui si parla di Julia mi hanno angosciata molto.

Tra l’altro penso che le ultime pagine siano proprio quelle più interessanti, questo è uno dei casi in cui il fatto di non poter spoilerare mi pesa, il fatto che tutto sembra aggrumarsi e si arriva ad una vera conclusione nella mentalità di Winston.

Si ripete la formula 2+2=5 che nelle ultime pagine prende peso nella testa del protagonista, anche se nelle vecchie edizioni questa formula presente nelle ultime pagine viene lasciata in sospeso come per voler lasciare in dubbio il lettore sul pensiero dell’uomo.

L’ultimo pezzo del libro tra l’altro può essere considerato anche come un sogno, un trip quasi.

Ci sono diversi messaggi/luoghi che tornano diverse volte, una è “La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza” e/o la Stanza 101, luogo che si presenta sopratutto nell’ultima parte del libro.

Ci si interroga parecchio su ciò che accade in questa stanza e questa è una delle cose che non mi aspettavo, non avevo capito il reale scopo di questo luogo, pensavo fosse una camera adibita all’uccisione invece no.

Lo scopo del Partito, antagonista principale assieme al Grande Fratello, è quello di non sottomettere uomini ma quelli che un tempo erano uomini, svuotare le persone da tutto ciò che li rende umani, i sentimenti, quindi tutto ciò che comprende l’amore, l’amicizia, e anche gli stimoli che partono naturalmente per esempio l’istinto di protezione per qualcuno.

Annullare il pensiero proprio e instillare una mentalità uguale in ognuno, mirata a supportare e amare il Grande Fratello.

Leggendo il libro c’era un pensiero che continuava a balenarmi nella mente, per quanto un potere possa essere ben instillato, per quanto la gente possa essere schiava di questo, per quanto la società possa essere marcia fino al midollo, ci sarà sempre qualcuno che va contro a tutto questo, un ribelle, qualcuno che si rivolterà contro il Potere, la storia lo dimostra.

Questo è un pensiero che forse viene intravisto in 1984 ma non approfondito fino in fondo.

Nel caso di 1984 il passato non esiste o meglio:

Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato

La società di 1984 è costruita da Orwell nei minimi dettagli, non ci sono falle, questo senso di sorveglianza, di controllo del potere sulle persone è così forte che si avverte in modo prepotente.

E’ un libro angoscioso, per tutto, in ogni area della quotidianità in cui si guarda il senso di rigidità sembra essersi innescato in modo così profondo da non poter essere rimosso.

I meccanismi mentali che vogliono essere instillati dal Partito rappresentano nel vero senso della parola il lavaggio del cervello, un lavaggio fatto per poi riempire la mente e risvuotarla all’occorrenza con tutto ciò che il Partito desidera.

C’è poi il concetto del bipensiero:

Sapere e non sapere; credere fermamente di dire verità sacrosante mentre si pronunciavano le menzogne più artefatte; ritenere contemporaneamente valide due opinioni che si annullano a vicenda; sapendole contraddittorie fra di loro e tuttavia credendo in entrambe, fare uso della logica contro la logica; rinnegare la morale propria nell’atto di rivendicarla; credere che la democrazia sia impossibile e nello stesso tempo vedere nel Partito l’unico suo garante; dimenticare tutto ciò che era necessario dimenticare ma, all’occorrenza, essere pronti a richiamarlo alla memoria, per poi eventualmente dimenticarlo di nuovo. Sopratutto, saper applicare il medesimo procedimento al procedimento stesso. Era questa, la sottigliezza estrema: essere pienamente consapevoli nell’indurre l’inconsapevolezza e diventare poi inconsapevoli della pratica ipnotica che avevate appena posto in atto. Anche la sola comprensione della parola “bipensiero” ne implicava l’utilizzazione.

A volte 2+2 fa 4 altre volte 5 insomma.

E’ un libro che mi è piaciuto, non in toto, ma i messaggi sono davvero potenti, alcuni concetti meritano il successo che hanno ottenuto, il quadro descritto da Orwell è agghiacciante, i ragionamenti sul Potere, sulla natura di esso chi vuole il potere, vuole il potere di per sé, ciò che simboleggia il potere, sono frasi che vanno all’essenza di questioni intricate.

Voto:

progetto-senza-titolo-5.jpg

Ho deciso di dare quattro stelle perché era un libro che aspettavo da anni di leggere e forse mi sono illusa un tantino, ma fortunatamente non troppo, comunque è stata una lettura coinvolgente che rifarei altre volte di certo.

E’ un libro che consiglio a tutti, alcuni punti non mi hanno convinta al punto tale da assegnare cinque stelle ma dopo averlo letto non faccio altro che pensarci e interrogarmi sul senso di alcune scene e qualcosa mi dice che non smetterò presto di farlo.

Detto ciò ragazzi/e, ditemi, voi avete mai letto “1984”? Sì? Vi è piaciuto? No? Perché?

A prestissimo!

notes_190131_143522_b6d_1

LiberTiAmo di Febbraio (2019)

Buon primo di febbraio ma sopratutto buon venerdì e buon quasi weekend!

Scusatemi per l’assenza delle ultime settimane ma ho avuto parecchie cose da fare, e il lavoro non ha supportato il mio tempo libero…

Una piccola info tecnica, l’articolo delle cose del mese di dicembre che sarebbe dovuto uscire a gennaio non uscirà, (colpo di scena) per il semplice fatto che il mio mese di dicembre non è stato interessante e le cose simpatiche non ci sono state quindi nei prossimi giorni uscirà l’articolo delle cose di gennaio, che vi garantisco sarà di certo più piacevole.

Parliamo di altro ora gente, inizia un altro mese e un’altra lettura per il gruppo di lettura, ormai lo sapete quindi sarò breve e coincisa.

Febbraio è sempre un mese intrigante, anche perché è il più corto quindi se diventa un mese terribile almeno c’è questa consolazione…

Scopriamo subito il titolo di febbraio che sarà in lettura fino a metà marzo!

41i2ogzhoul._sx317_bo12c2042c2032c200_

Leggere Lolita a Teheran – Azar Nafisi

Casa Editrice: Adelphi

Link all’Acquisto: QUI*

Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze barbare, Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi nell’impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni del Satana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocui per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essere un atto d’amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla.

Pubblicato nel 2003 è stato tradotto in 32 lingue rimanendo nella lista dei best seller per il New York Times per 117 settimane.

Il libro è frutto delle esperienze reali dell’autrice.

Azar Nafisi è di origine iraniana ma vive negli Stati Uniti dal 1997.

Il libro sarà in lettura per tutto il mese di febbraio e per metà del mese di marzo, quindi la lettura inizia oggi (01/02) e proseguirà fino al 15/03.

Vi ricordo che vi potrete unire alla lettura in ogni momento, trovate il gruppo su Goodreads!

Iniziamo questa lettura, voi parteciperete?

A prestissimo!

notes_190131_143522_b6d_1