Ho Accettato la Sfida e ho Perso, Tanto.

Buona domenica cari/e!

Ditelo, siete rimasti/e impressionate/i dal nuovo design natalizio del blog, vero?

Lo so, lo so quest’anno mi sono superata grazie anche alle mie nuove basiche doti con photoshop, ma comunque so anche che tutto assieme è una bella botta natalizia, non temete finite le feste se ne andrà.

Nel secondo giorno di questa maratona ho scelto di pubblicare un articolo in cui parliamo un po’ di un argomento in particolare, un tempo pubblicavo articoli di questo tipo ma da un po’ scarseggiano e mi dispiace parecchio quindi ho deciso che in questa maratona ci saranno di certo più articoli di questo tipo.

Oggi parliamo di una sfida (se così la vogliamo chiamare) che ho accettato/scelto personalmente alla fine dello scorso anno, parlo delle reading challenge.

Vi ricordate che l’anno scorso vi avevo parlato di varie interessanti challenge di questo tipo impegnandomi anche a intraprenderne varie di queste, senza contare il fatto che da persona modesta quale sono le manie di grandezza hanno preso il sopravvento e l’ingenua me dell’anno scorso ha impostato la sfida di lettura di Goodreads su 50 libri.

Voi vi chiederete, perché ci stai parlando di questo?

Perché voglio togliermi questo tarlo già ora, ecco quest’anno è stato il mio anno peggiore per quanto riguarda le letture.

Su Goodreads sono segnati solo 6 libri ma devo ammettere di non aggiornarli da febbraio/marzo per bene, ad ora avrò letto 14 libri.

A me non piace guardare i numeri però infatti ho deciso che il prossimo anno non farò la challenge di Goodreads, un po’ perché non la rispetto mai e un po’ perchè vedere sempre quel numerino lì mi intimorisce.

Il problema non è il numero in questo caso ma è il fatto che le mie letture di quest’anno non le ho vissute bene al 100% come avrei voluto, ripensando ora a ciò che ho letto mi sembra frammentato come se nel corso del 2018 avessi letto stralci di romanzi sparsi su un pavimento a caso.

Questo 2018 per me non è stato positivo per quanto riguarda la lettura.

Sento come se ad un certo punto dell’anno fossi andata in completa confusione e non da lì in poi non sono più riuscita a tornare sulla giusta carreggiata.

Le challenge di lettura sono comunque sempre uno spunto interessante sopratutto quando si parla di punti curiosi che ti spingono a leggere testi che non avresti forse mai letto, questo è il vero punto di forza delle challenge.

A dire il vero il mio problema con la lettura quest’anno penso sia stato legato anche alla mia percezione dei periodi, siamo al 2 dicembre eppure a me sembra di essere ancora ad ottobre, mai come quest’anno non sento la classifica atmosfera natalizia, ad un certo punto la mia mente ha rallentato in questo 2018.

Questo ha influito anche sulle letture, non vi nascondo di essere piuttosto delusa da come sono andate queste negli scorsi mesi, mi aspettavo di più da me e da quest’anno ma sono anche felice di poter voltare pagina e con l’anno nuovo di riprendere aria realizzando la fine di un qualcosa per poi ripartire nel migliore dei modi.

Mi sento come un bambino che da poco ha imparato ad andare in bicicletta ma per vari motivi ad un certo punto non può più fare pratica e quindi perde il giro e fa fatica a ricordarsi tutto.

Insomma volevo parlarvi di questo perché è un argomento che ha condizionato molto il mio 2018 e ho voluto aspettare prima di sviscerarlo in un articolo perché volevo attendere la semi-fine dell’anno come se fosse un breve bilancio.

Sono e sarò sempre dell’idea che non si guarda il numero di libri letti perché è tutto relativo, il ritmo di lettura di ognuno è diverso, il tempo disponibile è diverso, ma di certo mi aspettavo più esperienze letterarie.

I libri che ho letto mi hanno soddisfatta però, il problema non sono stati i testi ma il mio modo di affrontarli.

Non lo chiamerei blocco del lettore perchè la mia voglia di leggere c’è ancora ed è grande ma è stato un problema di “perdita di controllo” ad un certo punto.

Detto ciò vorrei ancora dare un occhiata alle varie challenge che verranno proposte per il 2019 (chissà che magari non ne esca anche un articolo, SPOILER) ma non credo parteciperò a nessuna perché ho già deciso che il 2019 per me sarà un anno di letture “libere”.

Al primo gennaio voglio buttarmi fra i titoli e riprendere il giro inserendo la quinta!

Ora voglio sapere la vostra esperienza con la lettura in quest’anno? Com’è stata? Positiva? Negativa? Ditemi!

Ci leggiamo domani (ahh che bello riscriverlo ancora),

Elisa

 

 

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LiberTiAmo di Dicembre

Buon venerdì care genti!

Sono ancora qui, devo ammettere che avevo qualche dubbio circa l’impresa de la #Xmasmaratona, invece devo dire che per ora almeno sono riuscita a non saltare nemmeno un appuntamento.

 In questo venerdì che apre un nuovo weekend, il penultimo prima del Natale sono qui per annunciare assieme a Tiziana il libro del Gruppo di Lettura per il mese di dicembre o meglio per le ultime due settimane di dicembre che restano.

Dato che volevamo concludere il 2017 con un’altra lettura abbiamo selezionato titoli piuttosto brevi da poter leggere nelle due settimane e più che vanno dal 15/12 al 31/12.

Fra i titoli proposti c’è stato un vincitore e direi di andare a scoprirlo subito!

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Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

Editore: Mondadori

Trama

Montag fa il pompiere in un mondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole fa legge. Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall’incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.

 

Ray Bradbury è stato uno scrittore americano, famoso per le sue innovazioni nel genere fantascientifico.

Autore anche di testi come “Il Popolo dell’Autunno”, “Cronache Marziane” e “Il Gioco dei Pianeti”.

Fahrenheit 451 è un romanzo di fantascienza, che rientra tra i classici del genere distopico.
Il romanzo rivolge critiche dure sopratutto alla società americana degli anni ’50 ma non solo.
Questo romanzo ha influenzato la nostra società e negli anni sono nati, prendendo inspirazione dal testo di Bardbury, fumetti, racconti, documentari e film.

Come scritto sopra il titolo sarà in lettura sul gruppo da oggi al 31/12 (compreso).

Che dire, si preannuncia una gran lettura, personalmente non vedo l’ora di iniziare perché questo libro mi attende sullo scaffale da un annetto buono, sarà ora di porre rimedio a questo ritardo!

PS: Il 19 uscirà la recensione de “Il Racconto dell’Ancella” c’è molto da dire!

A domani!

Elisa

 

10 Libri Adatti al Natale

Buon mercoledì gente!

L’articolo di oggi è pensato per chi, sentendo nell’aria la dolce atmosfera del Natale che c’è una volta solo all’anno, ha voglia di leggere un titolo sull’argomento.

Insomma una lista di suggerimenti per chi ha voglia di libri sul Natale da leggere in questi giorni per gustarsi a pieno questo magico periodo dell’anno.

Alcuni titoli li ho letti, quindi posso dirvi qualcosa in più sempre in breve ma riesco a darvi un riscontro più ampio mentre invece altri desidero leggerli e due li ho già recuperati, ma vi svelerò questi titoli durante l’articolo!

Sono libri piuttosto interessanti secondo me, che o sono ambientati a Natale o parlano di questa festività, potrebbero anche essere degli ottimi regali per chi è amante di questo periodo dell’anno.

Se volete immergervi ancora di più nel profumo di decorazioni riesumate ogni anno in questo periodo, nel profumo di cibo appena preparato che riscalda la casa, nelle chiacchiere che accompagnano i pranzi e le cene, beh date un’occhiata a questi titoli.

Prima di iniziare una piccola premessa, non inserirò titoli classici come per esempio “Il Canto di Natale” perché appunto sono classici quindi penso li conosciate tutti e poi mi sembra di avervene parlato anche l’anno scorso (qui) quindi cercherò di inserire titoli poco conosciuti.

Comunque tenete conto del fatto che per me Dickens è sempre una garanzia!

Iniziamo!

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Uno Stupido Angelo. Storia Commovente di un Natale di Terrore – Christopher Moore

Edito da: Elliot

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Trama

Natale sta arrivando e gli abitanti del piccolo villaggio di Pine Cove in California sono impegnatissimi a far acquisti, impacchettare regali, decorare la casa e inghirlandare alberi, immersi nello spirito gioioso della festa. Ma non tutti hanno il cuore lieto e, fra questi, c’è il piccolo Joshua. A rattristare il bambino è la convinzione che quest’anno non riceverà regali, dal momento che ha visto con i suoi occhi Babbo Natale ricevere un colpo di pala e stramazzare a terra. Per questo, da quel momento, la sua unica preghiera è: “Ti prego, Babbo Natale, torna dal regno dei morti!”. E si sa, per quanto impossibili, a volte i desideri dei bambini vengono accolti in paradiso; in questo caso quello di Joshua viene intercettato dall’arcangelo Raziel, che non è certo l’angelo più sveglio nel regno dei cieli. Spinto dall’euforia per la missione che deve compiere, l’arcangelo dà inizio a una serie di eventi che getteranno i residenti di Pine Cove dritti nel caos, culminante nella festa di Natale più esilarante e terrorizzante che la città abbia mai visto.

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Dunque, Moore è un autore e un blogger piuttosto famoso. Scrittore noto sopratutto per  “Il Vangelo Secondo Biff” libro che ha ricevuto un gran successo negli anni. Ha uno stile di scrittura piuttosto scorrevole e irriverente, il titolo sopra dal titolo e dalla trama sembra proprio adatto al suo stile, associa temi che sembrano distanti tra loro e li rende simili creando un cocktail che si beve (in questo caso legge) tutto d’un fiato.

 

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Il Libro di Natale – Selma Lagerlof

Edito da: Iperborea

Link all’Acquisto: QUI

Il Natale con le sue leggende, il buio dell’inverno svedese, il calore delle storie accanto al fuoco, la nostalgia di antichi ricordi, l’immensità della natura, ma anche la piccola dose di crudeltà tipica della tradizione delle fiabe popolari sono le atmosfere che si respirano negli otto magistrali racconti della narratrice svedese Selma Lagerlöf, “la più grande scrittrice dell’Ottocento”, secondo Marguerite Yourcenar. L’incipit da C’era una volta risveglia l’incanto delle storie dell’infanzia, ma basta un incontro inatteso, un gesto, una parola perché ci sia un piccolo scatto, una deviazione: dal mondo delle fiabe si passa a quello degli uomini, resi più umani da quel lampo d’illuminazione. Un regalo sbagliato che apre le porte a una nuova conoscenza, un’intuizione metafisica evocata da una modesta trappola per topi, un segno divino custodito nel foro di un proiettile in un teschio: c’è sempre una fede che fa da leva all’immaginazione, e questa, spesso, a una redenzione. Il tono è solo apparentemente ingenuo, è un trucco del mestiere di un’artista che sa trasformare il folklore delle tradizioni nordiche in storie senza tempo di grande e semplice profondità. Perché è la complessità che si nasconde dietro la normalità a interessarle, la ricca varietà della vita, e la buona novella che c’è sempre un destino diverso che aspetta chi lo vuole cercare. Anche in un libro regalato a Natale.

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Questo titolo al momento lo sto leggendo. Anche l’anno scorso in questo periodo lessi un titolo edito Iperborea ovvero “Il Libro dell’inverno” che però i deluse moltissimo. Per il momento mi sta piacendo però, è una breve raccolta di racconti della Lagerlof, autrice svedese conosciuta anche per un altro titolo sul tema natalizio ovvero “La Leggenda della Rosa di Natale”.

 

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Che Palle il Natale! – Rossella Calabrò

Edito da: Sperling & Kupfer

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Che palle, ogni anno è la stessa storia: non si fa in tempo ad archiviare le foto delle vacanze estive e dire mestamente ciao all’abbronzatura, che comincia ad affacciarsi, strisciante e insidioso, il conto alla rovescia per il Natale. Basta distrarsi un attimo, e ci si ritrova invischiati tra luminarie e lieve panico, tra cene aziendali e intolleranze relazionali, tra regali da acquistare e altri da riciclare senza farsi beccare, tra tacchini e capitoni e tutta quella pletora di riti un filino molesti a cui è impossibile sottrarsi. Quest’anno, però, in aiuto della popolazione accorre un team di esimi studiosi – capitanati dall’impavida Rossella Calabro – per analizzare e sdrammatizzare l’odierno concetto di festività natalizie. I piccoli orrori, le frasi fatte, le famigerate riunioni di famiglia, gli eccessi culinari, la retorica buonista: questo pamphlet non risparmia niente e nessuno. E dispensa una serie di impagabili consigli pratici per gestire il trauma natalizio e uscirne con le palle, sì, incrinate, ma non frantumate del tutto. Perché in fondo il Natale non è cattivo: è solo che lo disegnano così.

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Ci sarà pur qualcuno a cui il Natale non piace, vero? Beh questo libro fa per voi, se volete leggere un libro che si addice al vostro spirito anti-natale questo può essere una buona scelta!

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Aspettando il Natale. 25 Racconti per la Viglia – a cura di F. Massimi

Edito da: Einaudi

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Una raccolta di racconti in attesa del giorno più speciale dell’anno, Natale, argomento per una storia, ma anche semplicemente sfondo, ispirazione o morale. De Marchi, la Deledda, la sorprendente Haydée, Bianciardi, l’anderseniana Contessa Lara, Verga, Buzzati, Bedeschi, Pirandello, D’Annunzio, Guareschi, Zavattini, ma anche Mozzi e Lodoli, sono solo alcuni tra i venticinque scrittori italiani dell’Otto e Novecento presenti in questo volume. Ci narrano la solitudine nel giorno che più accomuna, la povertà tra l’abbondanza più sfacciata. Rammentano, a chi l’avesse scordata, l’origine della festa, ammoniscono chi dà per scontati la gioia, il calore, la famiglia. Per una volta, infatti, lo scopo dello scrittore non è intrattenere la compagnia, ma ricordarle perché si è riunita; il suo compito, solenne e sentito, è spiegarci che cos’è veramente il Natale.

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Non c’è nulla da fare, le raccolte di racconti natalizi vanno forte, a molte persone i racconti non piacciono e preferiscono i romanzi. A me lo stile delle raccolte di racconti piace molto, anche se per quanto riguarda i racconti natalizi secondo me bisogna parlare di un mondo a sè. Perché leggere racconti di Natale è sempre gratificante per chi magari deve finire altre letture e non ha tempo di iniziare un nuovo romanzo, niente paura ci sono i racconti!

 

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Un Natale Tutto per Sè – a cura di Sara De Simone

Edito da: Croce Libreria

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I racconti di “Un Natale tutto per sé” attraversano l’intera Europa per arrivare fino agli Stati Uniti. Dieci scrittrici raccontano il loro Natale, quello passato su un marciapiede innevato o quello al caldo di un camino scoppiettante, quello trascorso nella solitudine austera di un convento o quello a una tavola imbandita a festa. Natali tutti diversi, ognuno con le sue tradizioni, le sue leggende, i suoi misteri che invitano i lettori a immergersi nell’atmosfera, ora sacra ora profana del giorno più importante dell’anno. Una raccolta, che si pregia di alcuni inediti, in cui le voci più importanti della letteratura mondiale – Alcott, Gaskell, Pardo Bazàn, Colette, Mansfield – e quelle di alcune grandi protagoniste della letteratura italiana – Cordelia, Haydée, Messina, Serao, Deledda – si alternano per commuovere, emozionare, divertire e far riflettere. Un regalo da mettere sotto l’albero di Natale, sì, ma anche un piccolo “albero genealogico” della letteratura delle donne in cui le parole e le storie di scrittrici molto diverse fra loro s’incontrano e intrecciano in una fantasmagoria di punti di vista. Un coro polifonico di voci eccezionali in visita a chi legge… perché durante la notte di Natale tutto può succedere.

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Non potevo non inserire questo libro, anche solo per la meraviglia del titolo e lo stile. Raccolta di racconti di grandi scrittrici donne che raccontano il loro di Natale.

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Dodici Racconti di Natale – Jeanette Winterson

Edito da: Mondadori

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Fantasmi irriverenti e spiriti del Natale; incontri d’amore e trabocchetti; ghiaccioli e slitte e rane d’argento; case stregate e mamme di neve; zuppa inglese allo sherry di papà Winterson e ravioli della «Shakespeare and Company». Dodici racconti e dodici ricette natalizie di Jeanette Winterson.

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Ho letto il primo racconto di questa raccolta e me ne sono innamorata, poi all’interno ci sono anche delle adorabili ricette con delle ancora più adorabili illustrazioni. E’ un edizione che costicchia perché parliamo di €17 per 12 racconti e mi sembra 293 pagine ma è curata alla perfezione.

 

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La Magia della Neve – Phyllis Theroux

Edito da: Sperling Paperback

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Natale si avvicina e nella tranquilla cittadina di Ryland Falls i bambini sono pieni di aspettativa per le feste imminenti. Ma quest’anno c’è qualcosa di strano nell’aria: gli adulti, tutti presi dalle loro preoccupazioni, non sembrano avere voglia di festeggiare. Per fortuna arriva talmente tanta neve che la città si blocca. Chiusi in casa, senza poter andare a lavorare, gli abitanti di Ryland Falls riscoprono i piaceri a lungo dimenticati: c’è chi insegna al nipotino ad andare in slitta, chi racconta ai figli le storie di Natale della propria infanzia.

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Questa è una favola adorabile, si legge molto velocemente, ho avuto la fortuna di riceverla grazie ad uno scambio. Comunque potete trovare ancora qualche copia su Amazon al link sopra, è stato pubblicato qualche anno fa questo libro, nel 2009. Mi è piaciuto molto, una storia che fa riflettere sulla vita e non è mai troppo sdolcinato anzi a tratti è perfino malinconico.

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Poesie di Natale – Iosif Brodskij

Edito da: Adelphi

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Diciotto poesie, scritte nell’arco di trentatrè anni, fra il 1962 e il 1995. Negli anni Sessanta e Settanta le poesie o i poemetti natalizi sono variazioni via via fantastiche, rabbiosamente amare, malinconiche, scherzose, ispirate dalla festività, ma quasi svincolate dalla ricorrenza concreta. Negli anni Ottanta la svolta, che è insieme tematica e stilistica: proprio l’evento della Natività, un miracolo che puntuale si ripete e illumina il nostro destino, si fa specchio di una riflessione sul tempo, la solitudine e l’amore che ha la levità ironica di una sonata mozartiana.

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Come potevo non inserire una raccolta di poesie sul Natale? Bodskij poeta russo è noto sopratutto per la sua opera “Fondamenta degli Incurabili”. Queste sono poesie su Natale appunto ma alcune dai toni amari, acide, insomma racchiudono molte emozioni che il poeta provava verso il Natale e verso questo periodo dell’anno.

 

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Natale con Delitto – Mavis Doriel Hay

Edito da: Lindau

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Sir Osmond Melbury, un ricco aristocratico inglese, è una persona difficile. Nelle sue relazioni sembra apprezzare solo l’efficienza, la lealtà e l’obbedienza. Lo sanno bene i suoi figli, un maschio e quattro femmine, ognuno dei quali ha un conflitto irrisolto con lui. Eppure, ogni Natale, si piegano al suo volere tirannico e, accompagnati dalle rispettive famiglie, trascorrono le vacanze a Flaxmere, la dimora avita. La convivenza esaspera gelosie, rancori e paure, e man mano che la festa si avvicina la tensione si fa sempre più palpabile. Come se non bastasse, quest’anno l’invito al pranzo natalizio è stato esteso a Miss Portisham, la giovane e bella segretaria di Sir Osmond, ed è difficile non sospettare che la donna stia studiando un modo per mettere le mani sul patrimonio del vecchio. Proprio quando sembra che i festeggiamenti si stiano per concludere senza intoppi, Sir Osmond viene trovato morto nel suo studio, ucciso da un colpo di pistola. Si tratta di suicidio o di omicidio? E com’è possibile che nessuno dei tanti ospiti abbia visto o sentito niente? Forse perché quasi tutti hanno qualcosa da guadagnare da quella morte? Queste sono le domande che si pone il colonnello Halstock, commissario capo della contea, che dovrà far breccia nel muro di omertà che circonda segreti vecchi e nuovi. Esaurite le bugie e le false piste, emergerà il ritratto sconcertante di un assassino freddo e ingegnoso.

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Di questo titolo non ho mai sentito parlare ma è promettente secondo me, l’ho scelto per chi ama i gialli perchè sembra il classico giallo ma ambientato a Natale. E’ uscito da pochi giorni edito dalla casa editrice indipendente Lindau, l’autrice Mavis Doriel Hay era una scrittrice inglese deceduta nel 1979. “Natale con Delitto” sembra un titolo piuttosto interessante, fu pubblicato per la prima volta nel 1936 nell’età d’oro della narrativa poliziesca.

 

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Neve, Strenne e Storie di Natale – a cura di M. Barbuni

Edito da: Croce Libreria

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Le maggiori firme della letteratura mondiale vengono qui raccolte in un ricco volume a cura di Mara Barbuni. Dieci scrittori raccontano la loro storia: dagli affetti del focolare domestico alla solitudine di una stanza vuota, dalla mondanità degli studi cinematografici al profondo e riflessivo rispetto della tradizione. Un’antologia che si pregia di numerosi inediti, in cui i nomi più importanti della letteratura mondiale – Grazia Deledda, Emilia Pardo Bazán, Maria Messina, Ralph Henry Barbour, Francis Scott Fitzgerald, Mary Elizabeth Braddon, Beatrix Potter, Anthony Trollope, Luisa May Alcott, John K. Bangs ed Edith Wharton – si rincorrono per intrattenere il lettore senza mai smettere di commuoverlo e di emozionarlo. Insomma, una galleria narrativa di grande valore, che intende non solo toccare il cuore di chi legge, ma anche rendere il Natale un giorno ancora più magico.

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Infine parliamo di questo titolo sempre edito Croce Libreria, casa editrice indipendente nata nel 1998, uscito anche questo qualche giorno fa. Simile (essendo sempre edito da Croce) a Una Natale Tutto per Sè, con più o meno lo stesso concept ma stavolta non sono solo donne a raccontare il loro Natale ma anche autori. I più famosi ma non solo.

 

PS: Tornando a parlare un attimo de “Il Canto di Natale” che tra l’altro è uno dei miei libri preferiti, se lo volete recuperare vi consiglio questa edizione che costa davvero poco e ha delle illustrazioni molto belle, antiche e ben curate.

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Edito da: Gribaudo

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Bene gente, per oggi era tutto!

Avete trovato qualcosa di vostro gradimento? Sì? Quale titolo? Fatemi sapere!

Spero di esservi stata utile e di avervi dato qualche spunto interessante, noi ci leggiamo domani!

Elisa

 

Il Circo della Notte – Erin Morgenstern

Buon mercoledì gente!

Come procede la settimana? Tutto bene?

Mi stava quasi sfuggendo la recensione di oggi dato che vivo con la ferma convinzione di essere ancora a settembre, ma attenzione “quasi” infatti eccomi qui a parlare del libro che a settembre abbiamo letto sul gruppo di lettura.

Durante questo em volevo scrivere lo scorso mese sul gdl abbiamo letto assieme “Il Circo della Notte” di Erin Morgenstern, un libro che nonostante il numero di pagine abbiamo ritenuto di leggere in un solo mese un po’ per lo stile molto fruibile sia per la vicenda che è veloce da seguire, è un libro che procede spedito insomma.

Comunque, dato che ho parecchie considerazioni da fare su questo libro direi di procedere subito!

Iniziamo.

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Il Circo della Notte – Erin Morgenstern

Editore: Rizzoli

Pagine: 460

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 12,00

Libro non disponibile in ebook

Anno di Pubblicazione: 2012

Link All’Acquisto: QUI

“La differenza fra avversario e compagno è una questione di prospettiva” [..] “Fai un passo di lato e la stessa persona può essere entrambi, o qualcosa di completamente diverso. Difficile dire quale sia il vero volto. E sono molti gli elementi che devi prendere in considerazione al di là del tuo avversario.”

Trama

Appare così, senza preavviso. La notizia si diffonde in un lampo, e una folla impaziente già si assiepa davanti ai cancelli, sotto l’insegna in bianco e nero che dice: “Le Cirque des Rèves. Apre al crepuscolo, chiude all’aurora”. È il circo dei sogni, il luogo dove realtà e illusione si fondono e l’umana fantasia dispiega l’infinito ventaglio delle sue possibilità. Un esercito di appassionati lo insegue dovunque per ammirare le sue straordinarie attrazioni: acrobati volanti, contorsioniste, l’albero dei desideri, il giardino di ghiaccio,.. Ma dietro le quinte di questo spettacolo senza precedenti, due misteriosi rivali ingaggiano la loro partita finale, una magica sfida tra due giovani allievi scelti e addestrati all’unico scopo di dimostrare una volta per tutte l’inferiorità dell’avversario. Contro ogni attesa e contro ogni regola, i due giovani si scoprono attratti l’uno dall’altra: l’amore di Marco e Celia è una corrente elettrica che minaccia di travolgere persino il destino, e di distruggere il delicato equilibrio di forze a cui il circo deve la sua stessa esistenza.

 

Recensione

Dunque, iniziamo con il dire che questo è il romanzo d’esordio della Morgenstern, quando si parla di romanzo d’esordio io parto sempre dall’ottica che qualche errore può esserci e per errore intendo cambi di narrazione non evidenti ma comunque fastidiosi o il trascurare alcuni personaggi per altri insomma sviste di questo tipo che in un opera prima possono esserci.

Prima di parlare della trama in sè e dei pro e dei contro direi di affrontare l’argomento “scrittura”.

Il romanzo è scritto bene, per quanto riguarda lo stile non ho particolari appunti da fare, è scritto bene e l’autrice riesce a trasportare il lettore in un mondo dolce, scrivo dolce perché alla fine pensando a questo libro mi torna in mente il profumo di caramello che aleggia all’interno del circo e se potessi abbinare un colore a questo romanzo sarebbe il bordeaux.

Per qualche motivo alla fine mi immagino questi tendoni adornati da pile di libri antichi, merletti che spuntano da ogni angolo, fogli sparsi, penne, inchiostro rovesciato, candele colanti che imbrattano la scrivania, mi immagino un ambiente così.

Avete mai visto “Il Castello Errante di Howl”? Se la risposta è no, correte immediatamente perché è la bellezza fatta a film d’animazione.

Comunque, per chi lo ha visto, avete presente la stanza di Howl che si vede in una scena del film? Stipata di oggetti in ogni angolo?

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Ecco, io l’interno dei tendoni di personaggi come Celia me lo sono immaginata così, forse più sui toni del bordeaux appunto ma più o meno così.

Vi parlo così dell’ambientazione perché l’autrice stessa da molto peso alla scena, ci racconta di questo circo, ma non solo anche si altri ambienti, con i particolari necessari per poterceli immaginare.

Tutta la scena sembra sempre imbrattata da un alone magico e surreale, quasi come se la Morgenstern volesse farci venire il dubbio sin dall’inizio che il circo e i suoi abitanti siano frutto di pura fantasia.

Lo stile dell’autrice è abile alle prese con questo universo misterioso, alle volte avrei voluto qualche piccolo dettaglio in più sulla scena ma quella era una voglia mia, la scena si poteva “vedere” molto bene con la descrizione dell’autrice.

Quindi lo stile di scrittura è senz’altro un punto a favore, non è mai noioso, sempre vispo, mai adagiato troppo su una scena insomma un libro molto scorrevole.

Parliamo della trama.

Noi incontriamo all’inizio Celia, una bambina molto sveglia che raggiunge durante uno dei suoi spettacoli un padre che non aveva mai conosciuto, questo all’inizio sembra turbato poi decide di occuparsi di Celia ma in modo particolare. La figura del padre è una delle più enigmatiche del libro secondo me, io fino all’ultimo non ho compreso del tutto il suo modo di pensare e di agire, a volte è crudele a volte è calcolatore e gentile alle volte è spietato o comprensivo insomma è di difficile interpretazione. All’età di sei anni Celia incontra un uomo in grigio di nome Alexander, amico del padre, questo le infila un anello che le imprime un marchio sul dito. Da quel momento Celia è legata a un qualcuno che per lei sarà il suo avversario. La giovane dal momento dell’incontro con il padre è stata cresciuta con vari insegnamenti di magia, il saper curare le ferite, il trasfigurare gli oggetti, è stata cresciuta sul modello del padre. L’avversario della ragazza è un giovane di nome Marco cresciuto da Alexander sotto i suoi insegnamenti, anche lui ha impresso nel dito il marchio di un anello, segno di un legame profondo. I due crescono e un giorno Sir. LeFèvre, un uomo che assume Marco come segretario, decide di fondare “Le Cirque des Rèves” assieme ad altri fondatori che verranno citati spesso nel corso del libro, Celia decide di fare un provino per entrare in questo circo e le sue pazzesche abilità lasciano tutti senza fiato, anche Marco che finalmente conosce il volto della sua avversaria.

 

La trama è interessante e nel corso della vicenda si tessono varie strategie nascoste curiose e piene di mistero, un altro punto positivo oltre alla scrittura è il fatto che l’autrice è molto brava ad incastrare tutte queste strategie e piccoli piani nascosti, ogni cosa torna alla fine del libro.

Nonostante sia scorrevole come libro alcune parti non le ho trovate vitali alla risoluzione e allo svolgimento del testo, in alcuni punti sempre mantenendo uno stile veloce che non si sofferma più di tanto l’autrice cade in scene già viste che andando avanti risultano leggermente noiose.

Come vi dicevo all’inizio essendo un opera prima posso capire qualche errore (come lo interpreto io) ma da metà in poi ho notato un forte cambiamento negli eventi, dall’inizio alla metà il protagonista indiscusso è il circo con le sue sfumature e le sue atmosfere magiche mentre dalla metà alla fine il romanzo pende parecchio dal lato amoroso, la vicenda infatti si colora di rosa in maniera evidente.

Ora, non che io sia contro le storie d’amore però, fino a metà mi hai raccontato il circo, la magia, l’abilità dei circensi, poi butti la vicenda sotto la prospettiva amorosa facendo crescere una storia d’amore fra due ragazzi che prima non si erano neanche mai parlati?

Questo cambio non mi ha convinta, capisco la necessità di impostare scenari diversi per non annoiare ma far nascere questo amore “più forte della morte” da un momento all’altro non mi è piaciuto, perché questi due sono uniti dalla sfida ma vi ripeto che loro due non si sono mai parlati se non qualche battuta di cortesia, lei a malapena si ricorda di lui quindi questo amore sfegatato non so come possa esserci.

Va bene, ci sono amori che sbocciano senza per forza parlarsi ogni giorno ma in questo caso lei fino a metà romanzo non ci pensa nemmeno a lui.

Parliamo del finale, punto delicato per me.

Il finale me lo aspettavo proprio così, non mi ha per niente stupita, c’è un personaggio che non mi aspettavo avesse un ruolo chiave ma a parte lui il resto non è nulla di nuovo per quanto mi riguarda.

In tutti i casi non è un finale malvagio solo che si prevede da metà libro in poi quindi alla fine mi ha lasciata con una sensazione dolce-amara, anche ora ripensando a questo libro non mi sento soddisfatta del tutto e fra qualche mese mi ricorderò ben poco perché già ora fatico a ricordarmi alcuni eventi.

Secondo me l’autrice non voleva scrivere un finale negativo ma nemmeno uno positivo quindi ha fatto un mischione e quello che ne è uscito è questo, gli eventi finali sono confusi, non si capisce del tutto che fine hanno fatto tutti i personaggi, insomma speravo si chiudesse in modo diverso la vicenda, in modo più chiaro.

Così è come se mi fosse rimasto un punto di domanda.

Il dubbio poi che regna sovrano alla fine è “allora è tutto un sogno o no?”, perché l’autrice sembra non decidersi, a volte vuole farci credere che è reale a volte no.

Per tutto il libro leggiamo di trucchi d’illusionismo, tendoni costruiti per realizzare il desiderio di uno per l’altra, gemelli simpatici che leggono nelle stelle e nelle persone, energie magiche, sfide a cui è impossibile sottrarsi, tarocchi nascosti, per poi lasciare dubbi enormi sul finale.

Comunque il libro in fin dei conti non è uno dei peggiori che abbia mai letto, ma nemmeno uno dei migliori, se devo consigliarvelo lo faccio per le atmosfere che valgono parecchio, sono ben costruite, molto vivide, ben realizzate e scritte, i caratteri dei personaggi perché ad alcuni mi sono affezionata molto, sono ben tratteggiati non sono dei soldatini tutti uguali hanno una propria personalità e per le vicende esterne alla storia d’amore che sono interessanti da seguire.

Non ho disprezzato la storia d’amore, mi piacciono queste storie ma a tratti l’ho trovata poco motivata un po’ buttata lì, so che Celia e Marco sono legati da un legame che non si può sciogliere ma da un capitolo all’altro inizio a leggere di amore profondo senza che prima se ne sia veramente scritto?

Non mi sembra una gran base.

Questa era la mia modesta opinione su “Il Circo della Notte”, speravo mi avrebbe lasciato di più.

 

Voto:

Progetto senza titolo

Tre stelle penso sia una valido voto, è un libro che mi è piaciuto a tratti e mi ha delusa invece sotto altri punti di vista.

Bene!

Voi che ne pensate? L’avete mai letto? Sì? Vi piaciuto? No? Vorreste farlo?

Ditemi che sono curiosa, a prestissimo!

 

Elisa

 

 

 

 

 

 

Libro Cartaceo o Ebook?

Salve!

Oggi parliamo di un argomento di cui si è già discusso parecchio.

Come avrete letto dal titolo oggi vorrei chiacchierare con voi di un argomento che divide in genere i lettori, ovvero è meglio la lettura su libro cartaceo o la lettura in digitale?

Eh bella domanda!

E’ da un po’ che voglio parlarne con voi, da qualche mese infatti ho acquistato un e-reader, esattamente un Kindle di 7° generazione mi sembra e ho avuto modo di testare questo oggetto e di farmene un’idea.

Partiamo dal fatto che ho scelto Kindle per il fatto che Amazon avesse e ha tutt’ora un catalogo molto vasto e da come me ne avevano parlato Kindle era forse più adatto a me come e-reader.

Mi piacevano molto anche il Kobo e il Tolino ma alla fine ho optato per Kindle, quando in un futuro sarò costretta a cambiarlo per rottura o altro proverò uno di questi due sicuramente.

Dunque come mi trovo con l’e-reader?

Bene.

Il più grande vantaggio di un lettore digitale è senza dubbio lo spazio perché se come me soffrite di riduzione forzata di spazio per colpa dei libri che possedete, un lettore di questo tipo può esservi molto utile per aumentare un po’ lo spazio magari.

Un altro punto a volte positivo e a volte negativo è che grazie ad un e-reader si possono leggere libri che in cartaceo probabilmente non leggeremmo mai.

Libri in lingua, libri di autori emergenti, libri fuori catalogo, insomma libri non facili da reperire ma che grazie (a volte) a poco spicci si possono tranquillamente leggere in digitale.

Un altro punto molto positivo stavolta è che avendo un dizionario integrato basta evidenziare una parola che magari non si conosce per scoprirne il significato senza il bisogno di andare a ricercare il termine da altre parti.

Se si legge poi un libro in lingua quando ci si ritrova un termine sconosciuto si può subito scovarne il significato in italiano.

Insomma l’e-reader ha davvero tanti lati positivi, bisogna ammetterlo.

Se poi volete leggere un libro ma non siete del tutto convinti di volervi impegnare nell’acquisto perché non vi convince del tutto quel titolo, potete tranquillamente acquistarlo in ebook, visto che solitamente l’ebook costa la meta rispetto ad un libro cartaceo, o scaricarne gratuitamente un estratto.

Non so se anche per Kobo o Tolino si possono scaricare gli estratti…

Ora, dopo aver elencato tutti questi punti positivi bisogna ammettere che l’ereader ha davvero tanti vantaggi ma per quanto mi riguarda anche un libro cartaceo ha il suo assoluto fascino.

Se vogliamo proprio valutare la situazione dal punto di vista pratico credo che l’e-reader vincerebbe sul libro cartaceo, per tutti i motivi elencati qui sopra, ovviamente poi anche il lettore ha i suoi difetti.

Essendo un oggetto tecnologico ha una durata della batteria lunga ma comunque non infinita quindi se un giorno doveste ritrovarvi senza batteria non potreste procedere con nessuna lettura, questo problema non appartiene al libro oggetto che è potenzialmente infinito.

Tiriamo un attimino le somme.

L’e-reader ha molti vantaggi, lo spazio limitato che occupa, il grande spazio che ha per contenere libri al suo interno, il dizionario integrato, la possibilità di essere portato ovunque…

Però il libro cartaceo è un oggetto a cui secondo me i lettori sono molto affezionati e mi ci inserisco anche io in questa frase.

A me capita di leggere a volte in digitale ma sono molte di più le volte in cui leggo in cartaceo, praticamente sempre perché lo preferisco.

E’ difficile da spiegare, semplicemente l’oggetto libro e il suo significato, il suo peso, la sua struttura, il fatto del poter appuntare a mano ovunque o lasciare sulle pagine le tue impronte e le tue idee è qualcosa a cui io sono troppo legata.

Sono troppo affezionata al libro cartaceo, riconosco il valore grande e la comodità del lettore ma il mio innamoramento verso l’oggetto libro mi impedisce di lasciarlo andare.

Il libro di per se è un qualcosa di bello, da vedere, da toccare, da leggere, da scrivere insomma è un oggetto particolare e magico a suo modo.

Io uso entrambi sia il lettore che il libro ma continuo tutt’ora ad operare molto di più il libro cartaceo perché sono troppo attaccata all’idea del libro.

Se siete indecisi sull’acquistare o no un e-reader visto che siamo nel periodo di Natale e magari lo volete regalare o farvi un autoregalo io vi suggerisco di dare una possibilità alla lettura digitale.

Bisogna riconoscere il grande potenziale di un e-reader, di un ebook insomma di questo universo che è pratico, veloce, portatile insomma dategli una possibilità.

Anche se siete amanti del libro come me, io vivo pacificamente usando tutti e due, a volte vi verrà utile utilizzare l’e-reader mentre altre volte continuerete ad utilizzare il libro.

Alla fine l’importante è che si legga penso.

Voi che ne pensate? 

A presto!

Elisa

CitaTime

“E’ richiesto ad ogni uomo, che lo spirito che è dentro di lui si aggiri tra i suoi simili e viaggi in terre lontane; e, se quello spirito non lo fa in vita, è condannato a farlo dopo morto. 

E’ condannato a errare per il mondo – misero me! – e ad assistere alle cose alle quali non può partecipare, ma a cui avrebbe potuto partecipare sulla terra, e trarne felicità!”

– Canto di Natale – C. Dickens