#sonoindipendente – La Landa delle Strane Idee – Valeria Franco

Ehilà gente!

Oggi sono tornata con una nuova recensione che, come vedete ha la dicitura #sonoindipendente, quindi parleremo di un titolo pubblicato da una casa editrice indipendente o auto-pubblicato dall’autore/autrice.

In questo caso il libro “La Landa delle Strane Idee” è un’auto-pubblicazione.

Ho conosciuto personalmente l’autrice, il che è sempre positivo perché se dovessi avere dei dubbi a fine lettura riguardo un punto del testo posso sempre chiedere spiegazioni.

Valeria è una giovane ragazza dalla cui creatività è nata questa raccolta di racconti sul genere noir e non solo.

Comunque, ho tanto da scrivere su questo libro quindi andiamo subito a parlarne meglio assieme!

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La Landa delle Strane Idee – Valeria Franco

Casa Editrice: Self Publishing/Auto-Pubblicato

Tipologia: Raccolta di Racconti

Pagine: 109

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): €11,50

Prezzo ebook: €4,99

Anno di Pubblicazione: 2017

Link all’Acquisto: QUI*

 

Trama

Quando i più oscuri pensieri della quotidiana cronaca nera si sposano con il puro candore delle bianche pagine, dalla loro unione nasce un figlio, la trama. Essa è nera come l’animo del padre, l’orrore, ma innocua come la consistenza della madre, la carta. Se la trama è davvero la figlia dell’orrore e della carta, questo semplice libro, come molti altri prima di esso, ne è solamente una conseguenza.

In molti hanno fantasticato su come potesse essere l’Aldilà. Purgatori, reincarnazioni, e penitenze divine sono tutte frottole; per quanto ne sappiamo noi Dio non è più manifesto di qua di quanto non lo fosse stato di là.

Recensione

Il libro contiene 6 racconti in totale, se escludiamo un breve “manuale d’istruzioni” all’inizio.

Di questi sei racconti alcuni sono più lunghi rispetto ad altri, iniziamo con il botto parlando del mio racconto preferito dell’intera raccolta che è proprio il più lungo ovvero “Il Lato Mortale”.

La citazione in alto è tratta proprio da queste pagine, è il mio preferito perché forse grazie anche alla lunghezza mi ha permesso di immergermi a pieno nelle atmosfere e nei temi trattati al’interno.

Parliamo di morte, immortalità, segreti il tutto ambientato tra una cittadina con le sue viuzze, la chiesa con gli affreschi e a Pozzo Dell’Anima, l’Aldilà quindi.

Mi sono immaginata quelle scene pesanti dove c’è quasi sempre la pioggia che esalta le emozioni negative dei personaggi, che sembra schiacciare a terra tutta la vicenda.

Si parla principalmente di uno scopo, un obbiettivo che ha fatto soffrire molte persone, gente che non smette di sentirsi in colpa per ciò che ha fatto e ho adorato il finale perché sembra dire “anche se tutti hanno fatto l’impossibile, le azioni più violente, vigliacche e orrende per questo obbiettivo alla fine ciò che hanno ottenuto non sembra così meritevole per queste azioni”, voglio dire lo scopo è immenso ma leggendo da fuori sembra poco per ciò che hanno sacrificato, i personaggi sembrano intrappolati e una vita in trappola che cos’è se non un inferno vivente?

E’ un racconto che mette davanti agli occhi del lettore una miriade di emozioni umane, il senso di colpa e la vendetta sono due di queste e giocano un ruolo fondamentale ai fini della vicenda.

Torna spesso il tema della pazzia nel libro, è un punto cardine del testo oserei dire, anzi il libro si apre con questo manuale che è incentrato proprio sulla pazzia (ha anche altri messaggi).

La pazzia si ripresenta in “Michele”, il penultimo racconto della raccolta, mi è piaciuto parecchio anche questo, in cui una ragazza è convinta di avere un “rapporto” molto inquietante e ambiguo con un ragazzo di nome Michele, ma questo giovane uomo è reale? E’ stato lui il responsabile di alcuni atti agghiaccianti accaduti all’interno del testo? Sì o no?

Prima di questo racconto c’è “La Piccola Società di Lavoratori”, testo piuttosto breve che mi ha stupita dall’inizio alla fine, perché inizialmente non capivo ciò che accadeva all’interno e perché capitasse questo, poi c’è stato un crescendo di pagina in pagina che porta ad un finale meraviglioso che racchiude un significato immenso in cui molti si potranno riconoscere, io di sicuro.

C’è poi l’ultimo racconto che è uno dei più lunghi assieme a quello citato prima che è “Un Eroe lo si Riconosce dal Cappello”, il racconto più simpatico di tutta la raccolta che comunque ha sempre dei tratti che sfociano nel noir, nel drammatico, queste pagine invece spezzano quest’atmosfera.

E’ una parodia degli eroi ed un ragionamento estremamente valido sul bene e il male.

Ultimi due racconti sono “Nata per Non Vivere” e “Mondo Ufficio”.

Prima di arrivare a “La Piccola Società di Lavoratori”, “Mondo Ufficio” era quello che mi aveva sorpresa di più perché è un racconto con dei protagonisti molto particolari che offre uno scorcio su un tema importante ovvero il Libero Arbitrio e il rapporto tra la Natura e l’Uomo.

“Il Libero Arbitrio concede ad un uomo la possibilità e la voglia di camminare, ma se in un incidente perde una gamba quanto valore ha il suo diritto di camminare di fronte all’evidenza di non avere più un arto?”

Ultimo racconto di cui dobbiamo parlare è “Nata per non Vivere”, molto breve, due paginette scarse ma d’impatto anche questo perché sospende un po’ i ponti con la realtà e mette in dubbio questa, un esperimento che offre degli spunti di riflessione.

Ora che vi ho parlato di ogni racconto voglio parlare dello stile dell’autrice.

Mi è piaciuto da morire, è uno stile sentito, profondo che sembra scavare nel cuore delle situazioni (sopratutto quelle più drammatiche), è scorrevole, piacevole, ogni volta non vedevo l’ora di riprendere il libro per scoprire ciò che all’inizio non era stato detto.

Un altro punto a favore è la sorpresa, alcuni epiloghi non li avrei potuti mai immaginare, mi ha impressionata il fatto di saper tenere il lettore allo scuro per poi farlo arrivare molto lentamente al finale per poi ancora sbatterglielo in faccia.

E’ uno stile che a volte sale di qualche tacchetta, è scorrevole come dicevo ma diventa in alcuni momenti più ricco di terminologie e lo fa in momenti precisi, quelli più drammatici.

Non ho critiche da smuovere a questo testo, nemmeno una, dopo aver letto il libro (e durante la lettura anche) pensavo “mi piace tutto di questo libro”,  lo stile è ottimo, la caratterizzazione dei personaggi anche, la atmosfere ci sono, i messaggi contenuti all’interno molto importanti, ci sono sempre in ogni racconto… Cosa manca? Niente.

I messaggi, torniamo un attimo su questo punto, contenuti all’interno compaiono quando meno te lo aspetti, sembra una scena tranquilla ma spunta un tema a cui non avevi pensato che però si va a collegare perfettamente con la vicenda.

Questo libro penso punti la lente di ingrandimento, oltre che a questioni immense come il Libero Arbitrio, sulle emozioni umane, tutto ciò che ci caratterizza come essere viventi di solo dal lato negativo della questione.

“Non mi ricordavo gli occhi che sembravano essere tanto abituati al pianto da soffrire la mancanza delle lacrime.”

Insomma, mi è piaciuto moltissimo come libro e ripensando alla scorsa raccolta di racconti che ho letto “La Boutique del Mistero di Buzzati” qui so che i racconti mi rimarranno impressi per molto tempo e anche i ragionamenti che portano a fare.

Voto:

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Sono le mie prime 5 stelline del 2019, speriamo le prime di molte, con questo libro il 2019 è partito alla grande.

E’ uno di quei rari casi, rarissimi, in cui non ho nulla di negativo da dire, o di poco convinto, niente.

Bene!

E voi? Vi piace il genere noir? E le raccolte di racconti? Fatemi sapere!

Elisa

 

 

 

 

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#sonoindipendente – Verso Un Forse – Stefano di Ubaldo

Buongiorno gente!

Oggi finalmente sono qui con una nuova recensione, che come avrete letto nel titolo appartiene alla sezione #sonoindipendente, perché il libro di cui parleremo oggi è edito da una casa editrice indipendente e scritto da un autore emergente.

Sono felice di portare un nuovo appuntamento di questa rubrica in cui parliamo di testi editi da case editrici rigorosamente indipendenti.

Prima di iniziare con la vera e propria recensione però ci tengo a ringraziare l’autore che mi ha contattata personalmente (ed è stato davvero gentile e disponibile) per chiedermi se mi avrebbe fatto piacere leggere il suo libro, per poi inviarmelo.

Quindi grazie ancora!

Detto ciò, iniziamo subito!

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Verso un Forse – Stefano di Ubaldo

Casa Editrice: Antipodes

Tipologia: Raccolta di Poesie

Pagine: 77

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 7,00

Anno di Pubblicazione: 2018

Link all’Acquisto: QUI

Trama

“Verso un forse” raccoglie componimenti che cercano uno spazio tra posti già occupati e libertà incerte, secondo un percorso di riflessioni in tre parti. Ciascuna sezione è introdotta da un elenco di “posti riservati” e sviluppa un tema di ricerca: la fragile solitudine, la fatica del cambiamento, il riscatto della consapevolezza. Con giochi di parole, persone e personaggi e alcuni riferimenti, più o meno espliciti, a opere cinematografiche e letterarie, la strada intrapresa da queste poesie si articola attraverso un intreccio di incontri, motore e senso della complessa e unica molteplicità che realizziamo e portiamo dentro. Un piccolo (o grande) viaggio tra possibili categorie per sentirsi al proprio posto e altrettanti gradi di libertà per sfumare l’impellenza di una collocazione.

Non trova risposta chi parla a se stesso
e ottuse domande acuiscon l’eccesso;
rinnova il rancore per tanto silenzio
e porta tristezza spalanca l’assenzio.

Senza più l’Altro rimane lo specchio,
con meno ritorni si viaggia parecchio;
non sono i pensieri che oscurano il volto,
ma il loro vagare perenne e irrisolto. […]

Recensione

Vorrei spendere due paroline per parlarvi della casa editrice in questione la Antipodes, che è una CE palermitana, completamente indipendente, che propone diversi testi, dalla poesia (come il libro in questione), alla narrativa, alla saggistica, ai testi dedicati al teatro, organizza anche concorsi di scrittura.

Ora parliamo del libro in questione, “Verso un Forse” è una raccolta di poesie che raccoglie componimenti che parlano di molteplici temi.

Leggendo fin dall’inizio questo titolo mi sono resa conto che ogni poesia aveva bisogno di un suo spazio, di un suo minuto (o più) per essere interpretata, compresa e digerita per bene.

Come vi dicevo le poesie spaziano fra diversi argomenti, riferimenti, immagini e personaggi.

All’inizio del libro c’è un breve componimento che avverte circa il fatto che “chiunque non capisca una poesia, capisce di più di chi la scrive quanto sia fragile da leggere quello che fragile non è”,  e non potrei essere più d’accordo perché alcune poesie dopo averle lette mi hanno dato l’impressione di avere un messaggio sussurrato e delicato come una bolla di sapone, che dopo averlo compreso arriva chiaro e diretto.

Mi è piaciuto il fatto che il ritmo delle poesie cambi di tanto in tanto, alcune sembrano quasi musicali nel senso che risuonano dall’inizio alla fine coinvolgendo il lettore in un ritmo regolare e ben calibrato.

Come ho già scritto in passato, parlando di poesia, credo che questa (oltre che alla forma di per sé ovviamente) si differenzi così tanto dalla letteratura e dalla narrativa, parlando del messaggio che si estrapola successivamente alla lettura, perché questo è più personale ed è diverso per ognuno di noi.

L’interpretazione del messaggio che vuole trasmettere una poesia può essere soggettivo, non lo è lo stile, il ritmo, il livello grammatico del componimento, ma lo sono le sensazioni e il primo messaggio che ci arriva dopo la lettura, questo aspetto appunto secondo me è soggettivo.

Per questo preferisco concentrarmi sul lato oggettivo.

I temi trattati sono diversificati, l’autore passa dalla violenza e dalla “natura” di questa, al cambiamento, al guardare il mondo e interpretarne (o provare a farlo) le sfumature, ho notato anche se diverse volte si affronta l’argomento delle generazioni e dell’apparente distanza fra queste, del trovare il proprio posto e molti altri temi che vengono proposti in modo a volte più diretto e a volte più sottile e labile.

Un’altro aspetto che ho apprezzato è l’identità di questa raccolta, ha una personalità precisa, mi è capitato a volte leggendo una raccolta di poesie di un unico autore di avere l’impressione di leggere più autori come se fosse scritta a più mani, come se ci fossero tre o quattro autori, qui invece la voce dell’autore è sempre una che si dipana e di adatta a ritmi e temi diversi ma rimanendo personale e riconoscibile.

Ci sono riferimenti a opere moderne anche, film, autori che danno quel leggero tono pop dei tempi moderni ma è un tono leggero che è solo un riferimento.

Arriverà un giorno della Storia
che distinguerà due generazioni.
E allora sarà un mattino
e una lunga notte
per far passare la sbornia,
prima di coricarsi
fianco a fianco
a consimili distanti
generazioni,
a raccontarsi
i fatti del giorno
che gli ultimi
non hanno vissuto.
Si restringerà
lo spettro del condivisibile
e vedremo più chiaro
in fondo agli attimi
dove l’illusione rende eterni.
Saremo unici,
ma non più cronici.
Nessuna velleità di ricordo
a spasso nel tempo.

Ci sono inoltre tre parti all’interno del libro appunto che appartengono alla stessa “saga”, quella dei “posti riservati”:

[…]Posto riservato
a “persona d’altri tempi”:
per chi elogia il passato,
disdegna il presente e condanna il futuro.
Posto riservato
a “persona spilorcia”:
ogni posto è a pagamento,
eccetto questo.
Posto riservato
a “persona interessante”:
il posto di fronte è riservato
a “persona che detesta annoiarsi”.[…]

L’ho trovata un’idea molto originale ed interessante, ben studiata.

Durante la lettura quando mi imbattevo in queste parti me le godevo a pieno perché sono davvero piacevoli e singolari.

E’ un ottima raccolta secondo me, gli argomenti si intrecciano dando spazio ad ognuno in egual misura senza esagerare, lo stile è sempre preciso, pulito e mai sporco o poco comprensibile, il ritmo di adatta al tema e al piglio della poesia.

Non si sfora mai nel parlare del troppo di un tema o nel virare verso un’idea precisa, l’autore affronta il tema con giusto distacco e coinvolgimento, c’è una misura calibrata che regala ai componimenti un tono che li accomuna anche se tutti sembrano allo stesso tempo diversi e originali.

Voto:

Progetto senza titolo (63)

Sono molto indecisa sul mio “voto” finale, perché questa raccolta mi ha coinvolta molto, quindi darei anche mezza stellina in più ma quattro stelle credo siano perfette, da quelle in poi di certo.

Non ho veri e propri appunti da fare a questo libro, mi accorgo che un libro mi è piaciuto anche per questo.

Tra l’altro per quanto riguarda la poesia un altro segno di grande apprezzamento per me è tornare nei giorni seguenti alla lettura a rileggere alcuni componimenti, con questo libro mi è successo quindi non ho proprio appunti.

Bene, ragazzi!

E voi? Conoscete questa casa editrice? Vi appassiona la poesia? Fatemi sapere!

A prestissimo!

Elisa