CitaTime

 “Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.

Per gli stessi sentieri fatati passammo infatti tu ed io, con passi timidi, insieme andammo attraverso le foreste piene di lupi, e i medesimi geni ci spiavano dai ciuffi di muschio sospesi alle torri, tra svolazzare di corvi.

Insieme, senza saperlo, di là forse guardammo entrambi verso la vita misteriosa che ci aspettava. Ivi palpitarono in noi per la prima volta pazzi e teneri desideri. “Ti ricordi?” ci diremo l’un l’altro, stringendoci dolcemente, nella calda stanza, e tu mi sorriderai fiduciosa mentre fuori daran tetro suono le lamiere scosse dal vento.

Ma tu – ora mi ricordo – non conosci le favole antiche dei re senza nome, degli orchi e dei giardini stregati. Mai passasti, rapita, sotto gli alberi magici che parlano con voce umana, né battesti mai alla porta del castello deserto, né camminasti nella notte verso il lume lontano lontano, né ti addormentasti sotto le stelle d’Orione, cullata da piroga sacra.

Dietro i vetri, nella sera d’inverno, probabilmente noi rimarremo muti, io perdendomi nelle favole morte, tu in altre cure a me ignote. Io chiederei “Ti ricordi?”, ma tu non ricorderesti. “

Dino Buzzati

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Altri 5 Libri da Leggere durante il Natale/Inverno

Buon sabato e buona Immacolata Concezione a tutti.

Oggi ho deciso di parlare sempre di fatti che si legano al periodo, al Natale e a queste settimane di festa con questo clima festoso.

Ormai questa tipologia di articolo è diventato una tradizione durante la maratona natalizia!

Due anni fa o lo scorso anno avevo scritto un articolo simile, sempre in questo periodo, e credo sia un articolo caruccio se magari volete leggere qualcosa che incrementa il senso natalizio dentro di voi o semplicemente vi va di leggere qualche piccolo e personale suggerimento su lettura che io considero adatte al periodo festoso/invernale.

Non ci saranno solo libri che parlano o sfiorano il Natale ma anche libri adatti al clima freddoloso, mica tanto freddoloso ma insomma ci siamo capiti…

Iniziamo immediatamente!

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Un Bambino Chiamato Natale – Matt Haig

Genere: Libri per Ragazzi

Adesso lo sanno tutti chi è Babbo Natale. Ma c’è stato un tempo in cui, anche se sembra incredibile, non lo conosceva proprio nessuno. È stato quando era solo un ragazzino di nome Nikolas, che viveva nella seconda casa più piccola di tutta la Finlandia, con un padre che faceva il taglialegna, una zia che aveva un brutto carattere e una bambola-rapa, che poi è misteriosamente scomparsa. Questa è la sua storia vera, un’avventura piena di neve, rapimenti, renne scontrose, topi sognatori, e poi ancora neve, elfi, troll, sempre neve, di nuovo neve e magia, tanta magia. La magia, se ci si crede, non tradisce mai! Da uno dei più amati autori inglesi contemporanei, una storia per tutti quelli che credono a Babbo Natale. 

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Questo è l’unico libro per ragazzi che voglio consigliare in questo articolo, è il primo di due libri legati assieme perché appartenenti alla stessa serie. Ci sono anche delle bellissime illustrazioni all’interno in bianco e nero, è una storia di Natale adatta a bambini o ragazzi al massimo di 11 anni direi, l’unico problema di questa edizioni sono alcuni errori di battitura o di distrazione, per il resto la storia è adatta al periodo e in perfetto clima natalizio!

 

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L’Ospite di Natale – Racconti Sotto l’Albero 

Genere: Antologia di Racconti

Il Natale come noi lo conosciamo deve moltissimo alla letteratura e lo stesso Babbo Natale compare per la prima volta in una poesia del 1823. Poesie, canzoni, racconti, romanzi: al di là dei suoi risvolti più commerciali dell’epoca contemporanea, questa festività era prima di tutto il periodo del racconto, del raccoglimento e della narrazione familiare. In questa raccolta sono riuniti i testi di alcuni dei maggiori scrittori e scrittrici: “L’ospite di Natale” di Selma Lagerlöf, “Tempeste di Natale e sole splendente” di Elizabeth Gaskell, “Christmas Jenny” di Mary E. Wilkins Freeman, “L’ingiunzione di Natale” di O. Henry, “Storia di Nessuno” di Charles Dickens e a conclusione “Un sermone di Natale” di R.L. Stevenson.

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Ogni anno siamo sempre qui, ovvero le raccolte di racconti Natalizi classici e non. Ogni anno esce sempre una raccolta di questo tipo, quest’anno è un uscita Elliot, avrebbe dovuto uscire il 6 dicembre ma al momento non è ancora acquistabile su Amazon, io comunque ve lo inserisco perché sopratutto gli ultimi due racconti citati nella trama sono molto interessanti, dovrebbe comunque uscire a breve.

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Inverno. Il Racconto dell’Attesa – Alessandro Vanoli

Genere: Saggio

Raccontare l’inverno significa parlare di una parte profonda della storia umana: le grandi glaciazioni, la lotta per la sopravvivenza, ma anche l’idea di rinascita connessa ai miti e alle feste più antiche. Stagione della sospensione, tanto dei lavori agricoli quanto della guerra, è uno dei momenti forti dell’anno, scandito da riti religiosi e dalla speranza di rinnovamento che essi esprimono. Inseguirla nei secoli ci riporta a cacciatori, malattie, estenuanti ritirate militari, al gelo dei monasteri, e poi a esseri fatati nascosti nel cuore della terra, a lunghe veglie davanti al fuoco nel raccoglimento dell’intimità domestica. Un ovattato intervallo bianco, festivo e mortale nel contempo, che continua a sollecitare il nostro immaginario.

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Passiamo alla saggistica, un saggio che ruota attorno all’inverno, curiosità, aneddoti, notizie interessanti, insomma, può essere una lettura piacevole per il periodo sia che voi siate amanti o no dell’inverno.

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Shining – Stephen King

Genere: Thriller

L’Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d’inverno, quando l’albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all’Overlook, ed è allora che le forze del male si scatenano con rinnovato impeto: la famiglia si trova avvolta ben presto in un’atmosfera sinistra. Dinanzi a Danny – che è dotato di un potere extrasensoriale, lo “shine” – si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell’albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima.

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Passiamo agli amici o amiche che sono appassionate del genere thriller, il libro che può rappresentare al meglio questa categoria e che ricorda anche un ambiente direi freddo e inquietante è Shining di Stephen King. Atmosfera fredda, inquietante, agghiacciante che in un crescendo aumenta di tensione.

 

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Lettere di Natale alla Madre – Rainer Maria Rilke

Genere: Raccolta di lettere

“Questo è il Natale, avvertire dentro di sé, una volta all’anno, questa aspettativa, questo fermo diritto che niente può deludere. Sentire che in fondo i nostri più grandi desideri, se solo apriamo a loro il nostro cuore, non possono non essere esauditi. Questi sono, carissima mamma, i miei pensieri di Natale per te…”.

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Piccola perla, una raccolta di lettere piuttosto intense e profonde dirette alla madre. Rientrano nel periodo natalizio e hanno un certo peso dal punto di vista delle emozioni che scaturiscono.

Bene!

Spero che i suggerimenti vi siano piaciuti, avete letto qualcuno di questi libri? Sì? No? Vi sono piaciuti? Fatemi sapere!

A domani!

Elisa

Cose dell’Anno – 2018!

Oh oh oh, buon venerdì!

Ho deciso di fare una cosa particolare, dato che è l’ultimo mese dell’anno e dato che avrei voluto scrivere una specie di articolo “recap” con le sezioni delle varie cose di ogni mese, ho deciso di unire le due idee e creare un articolo delle cose dell’anno!

In questo articolo voglio parlarvi (incluse le cose di novembre) di ciò che ha costellato il mio 2018, dato che dicembre non è ancora finito però vi beccherete l’articolo per le cose di dicembre a gennaio, lo so non c’è mai fine.

Quindi ora voglio fare un recap, con cose nuove anche, del 2018 e parlarvi delle migliori di quest’anno e non per me.

Iniziamo immediatamente perché ci sono tante cose di cui parlare!

Documentari dell’anno

I migliori documentari del 2018 (escludendo dicembre ma vabbè ne parleremo più avanti) per me sono stati quattro, di due vi ho già parlato e anche parecchio nei mesi scorsi ovvero “The Keepers” e “Wild Wild Country”, che sono stati due documentari piuttosto lunghi ma entrambi ottimi, dal punto di vista della qualità, della scrittura, dei materiali forniti, l’unica pecca che lega questi due documentari è secondo me la lunghezza appunto quindi non escludo che qualcuno guardandoli possa non avere la costanza o la voglia di continuare fino in fondo.

Perchè hanno entrambi 6 o 7 episodi l’uno e sono episodi da un ora più o meno che fornisco molto materiale su cui pensare e da allegare a altre informazioni date precedentemente ma a volte sembrano infiniti, sopratutto nel caso di “Wild Wild Country” trovo che alcuni minuti si potessero risparmiare.

In “The Keepers” invece è un tempo lungo ma giustificato.

Passiamo ai due invece di cui non vi ho mai parlato, il primo è Twisted Faith che ho visto nel mese di novembre su Sky, canale 119 se non erro, è un documentario in cui ogni episodio è a sè quindi potete guardarlo quando volete senza sentirvi “legati” al seguire la serie diciamo, parla di culti pericolosi appunto quindi sette, gruppi religiosi con idee estremiste e non viste di buon occhio dalla società insomma tutti quei gruppi considerati sette o insiemi di persone che vivono secondo determinate regole esterne alla società.

All’inizio dell’episodio c’è un giornalista che parla di una setta del nostro paese e successivamente l’episodio parte davvero e si affronta il caso della puntata.

In ognuna si parla di una setta o gruppo che vive secondo le regole di un individuo, ovviamente le condizioni cambiano da setta a setta ma c’è una sensazione che ho provato nell’ascoltare i racconti delle vittime e nell’ascoltare la versione di queste riguardo al modo in cui vivevano, ho avvertito un senso di claustrofobia quasi.

Il trovarsi fin da piccoli, o il nascere all’interno di questi gruppi che magari all’inizio sono totalmente pacifici o così credevano queste persone, che nel corso del tempo diventano aggressivi o espongono regole sempre più oppressive, è soffocante.

In alcuni di questi gruppi si parla di violenze, percosse, perfino di violenze su minori, le tematiche di questo documentario sono difficili da digerire sopratutto quando si pensa che la maggior parte di queste persone non conosceva la realtà, la vita al di fuori di questa quotidianità.

Se ve lo siete perso non temete di certo verrà ripetuto su questo canale, ora ho visto che vanno in onda episodi stile “riassuntivo” sugli episodi più lunghi in cui si racconta in dettaglio la storia di queste vittime.

Parliamo ora dell’ultimo documentario, penso che questo sia stato il mio numero 1 del 2018, ovvero Icarus.

L’ho guardato qualche settimana fa e mi sono innamorata perdutamente, penso sia uno dei documentari migliori che io abbia visto negli ultimi mesi/anni.

Ha vinto anche un Oscar come miglior documentario nel 2018.

Io non ho visto gli altri documentari nominati agli Oscar ma questo è stato una vera esperienza, è questo quello che dovrebbe essere un documentario, un esperienza che ti apre gli occhi.

Di cosa parla?

Dello scandalo riguardante il doping da parte degli atleti russi in breve, un ciclista decide di sottoporsi al doping per provare che ingannare il test è facile, fin troppo, ma tutta la vicenda si allarga e diventa qualcosa di molto, molto più grande.

Non voglio svelarvi troppo perché è un documentario breve, di 2 ore che io consiglio a tutti di vedere, è incredibile per me il fatto che in 2 ore siano riusciti a condensare una vicenda simile in una maniera eccelsa.

E’ un documentario realizzato alla perfezione, dagli effetti grafici, alla qualità visiva, alle informazioni che porta… fantastico!

Per le serie tv non sono riuscita a decidermi perché non ho visto grandi serie tv nel 2018 e nessuna mi ha fatta impazzire sinceramente…

Film dell’Anno

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Ho visto anche il film de “Quel che Resta del Giorno”, dopo aver letto il libro assieme al gdl negli scorsi mesi.

Uscito nel 93′ ha come attori principali Anthony Hopkins e Emma Thompson.

Mi è piaciuto molto come film, ho amato anche il libro ma il film credo tagli gli spazi vuoti che possono esserci nel libro.

La recitazione di entrambi gli attori è perfetta, rappresentano ciò che immaginavo io nella lettura del libro, sono esattamente come me li ero immaginati.

Vi riparlo brevemente della trama, parla di un maggiordomo che dopo anni di servizio si sposta dall’abitazione per intraprendere un viaggio e in questo si renderà conto che ha passato tutta la vita al servizio dei propri “padroni”.

Fa un bilancio dei momenti più significativi della propria carriera e da ciò ne deriva il libro e il film.

Abbiamo già parlato del libro e sapete la mia opinione a riguardo, mi è piaciuto molto sia questo che il film.

 

Canzoni dell’Anno

Johnny Cash – 40 Shades of Green

Gabrielle Aplin – Start of Time

Wires – The Neighbourhood

Sick Boy – The Chainsmokers

Johnny Cash – Highway Man

 

Cosmetico dell’Anno

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Assolutamente il Gingerbread Girl di Too Faced, so che la versione maschile è quello più gettonato ma io mi sono innamorata della versione femminile sembra sui toni cioccolato ma allo stesso tempo bordeaux/mattone.

E’ bellissimo come colore, il prezzo non è dei più abbordabili ma per la formula e il colore particolare mi sento comunque di consigliarlo.

La versione maschile è più sull’aranciato è forse si adatta a più carnagioni ma questo mi ha rapito il cuore.

 

App dell’Anno

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L’app del mese per me è stata Photodirector perché mi ha aiutata in ogni singola foto, è ottima per correggere, per aggiungere effetti, per rendere la foto più presentabile insomma.

Penso sia una delle migliori app per modificare/correggere fotografie che io abbia mai provato.

E’ gratuita anche se per certi servizi bisogna pagare passando alla versione premium però si riesce a lavorare bene anche senza acquistarla secondo me.

 

Scoperta dell’Anno

A parte la mia ritrovata passione per i documentari e oltre all’aver trovato delle perle, un’altra scoperta che ho fatto invece che è più personale che altro riguarda il mio accettare diversi progetti.

Mi sono ritrovata piena di cose da fare specialmente in questo periodo anche perchè durante l’anno ho accettato di tutto e per la prima volta mi ritrovo a fare ordine, so che non posso prendere ovunque, specialmente adesso che ho anche altri progetti esterni al blog.

Sono giunta quindi alla conclusione che chiuderò il mio secondo blog in cui parlo di beauty, semplicemente perché non fa per, ho deciso di voler dedicare le mie energie a questo blog, non mi sento la persona più adatta per questo ruolo, anzi qui parlando di libri, scrittura ecc sono nella mia confort zone, so che è questo il mio posto.

Citazione dell’Anno

Ciò che si è visto
una sola volta
non esiste ancora.
Ciò che si è sempre visto
non esiste più.

Elias Canetti

 

Cosa Positiva/Negativa del 2018

Beh quest’anno ho imparato una grande lezione, ho capito che è importante seguire il proprio obbiettivo e sopratutto lasciar perdere ciò che ti accorgi non essere più importante per te.

Sono sempre stata convinta di poter fare tutto (dal punto di vista degli impegni) ma nel 2018 mi sono resa conto che le strade importanti per me si contano sulle dita di una mano.

E ho intenzione di seguirle nel 2019.

Obbiettivi per il prossimo Anno

Questo, focalizzarmi su ciò che è importante, sopratutto seguire le strade che rappresentano quello che voglio fare nella vita sopratutto dal punto di vista lavorativo.

Bene!

E voi? Come è stato il vostro 2018 ? E’ stato un anno da ricordare? Un anno che vi ha insegnato lezioni importanti? O una anno di transizione?

Noi ci leggiamo prestissimo!

Elisa

 

 

 

Oggetti Adorabili da Regalare agli Amanti dei Libri

Buon mercoledì!

Or dunque è il momento di parlare di qualcosa di natalizio, alla fine è pur sempre il 5 dicembre e questa è pur sempre una maratona natalizia, diamo a Cesare quel che è di Cesare.

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Non ricordo di aver mai pubblicato un articolo simile ma nel corso degli anni sono incappata in oggetti adorabili e utili o adorabili e semi utili per i lettori e gli amanti dei libri.

La lista è bella lunga quindi mettevi comodi/e, alcuni sono più costosi e elaborati e altri più piccoli, utili e economici, insomma ho voluto inserire un po’di tutto, quindi in previsione del Natale se volete regalare qualche oggetto carino a qualche amante dei libri che magari possa anche essere utile date un occhiata qui in mezzo!

Iniziamo subito!

Le candele

Da qualche tempo girano candele ispirate a libri o con il profumo dei libri, sono bellissime secondo me, ne ho trovate alcune ispirate a “Le Cronache di Narnia” ma ne esistono di altri libri come la serie di “Outlander” e altri, poi ci sono le candele che profumano proprio di libro antico.

La prima a sinistra (che sono tre a dire il vero) sono ispirate come vi dicevo alle Cronache di Narnia e sono vendute da una venditrice inglese che vende anche candele ispirate a “The Raven”, al “Signore degli Anelli”, ad “Orgoglio e Pregiudizio” ecc, ogni candela ha una combinazione di fragranze studiate dalla ragazza e ispirate all’opera in questione, questo è il link del negozio se siete interessati.

Ho cercato negozi inglesi o europei così solitamente si evita la dogana, ma la seconda candela è venduta da un negozio americano, io l’ho inserito comunque ma sappiate che c’è il rischio dogana, l’ho inserito perché questo negozio è uno dei più famosi nella vendita di queste candele e ne ha alcune dalla premessa deliziosa.

Il negozio si chiama Frostbeard, ed è appunto americano quindi fra le spese di spedizione e il rischio dogana diciamo che il prezzo potrebbe essere altuccio.

C’è anche un altro venditore americano produttore di candele artigianali bellissime, che ha candele dalla profumazione davvero particolare come queste:

Una profuma dei giardini di Versailles, l’altra di rivoluzione industriale e l’ultima di libri antichi, come vi dicevo sopra però è un sito americano e volendo potete acquistare sia dal sito che dal loro Esty, però c’è il rischio dogana appunto.

Le altre due candele che vi ho mostrato in alto quella marrone al caffè e libri e quella di libri antichi invece è di una venditrice inglese, che trovate sempre su Esty e ha anche altre profumazioni come pan di zenzero poi c’è una sezione dedicata a quelle di Natale, una è ispirata persino ai tre fantasmi de “Il canto di Natale”.

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Ci sono tanti/e venditori e venditrici di candele ispirate ai libri, io starei qui a scriverne e a parlarne tutto il giorno perché si trovano delle vere perle ma vi consiglio gli ultimi due e giuro che mi fermo.

Queste vengono vendute sempre da una venditrice inglese che per varie opere, poesie, classiche novelle, horror, romance, produce candele ispirate all’opera, non dovrebbe esserci il rischio dogana essendo inglese, qui vi lascio il link al negozio Etsy.

E infine una venditrice italiana, che ha una buona scelta fra i prodotti che vende perché ci sono un bel po’ di profumazioni e dato che è in Italia la spedizione dovrebbe essere veloce e senza intoppi potete anche scegliere il formato che preferite, qui vi lascio il link.

I segnalibri

Anche qui di belli ne abbiamo a camionate secondo me però ho deciso di proporvi quelli un po’ più particolari e originali.

Questi tre interessanti segnalibri vengono venduti dallo stesso negozio, che è di provenienza spagnola, questo qui, ha dei segnalibri che non si trovano di certo in giro.

Vi voglio suggerire questo negozio perché oltre ai segnalibri ha delle cosine carine e interessanti, però ha il punto di forza di questi segnalibri che hanno una boccetta che brilla nel buio e ne ha di simili ma con altri gadget attaccati, vi lascio qui il link. E’ un negozio inglese.

 

Uno stile decisamente diverso da quelli di prima, questi segnalibri vengono venduti da una venditrice francese e hanno uno stile molto interessante secondo me. Ci sono di diversi scrittori uomini e donne con diversi formati ma l’impostazione è questa, Vi lascio qui il link.

 

Adesivi

 

Questi due secondo me sono regali super carini per un fan di HP o di Star Wars, li trovate entrambi su Amazon ad un prezzo molto basso, link in alto.

Lampade per lettura e non

 

Guardiamo subito la prima a sinistra che è la più semplice, che ho voluto inserire però perché, se volete regalare una lampada da lettura questa ha la luce modificabile quindi è un fatto utile a questo scopo, ed è anche in offerta ora a €18,89. La trovate qui.

La seconda è abbastanza famosa, è un vero e proprio libro-luce, molto carino, lo trovate sempre su Amazon, qua.

E infine l’ultimo che ho trovato spulciando in giro è un adorabile astronauta-luce, su usa con il cavo usb quindi si può usare per la lettura se avete magari un pc vicino o una presa di corrente vicina, lo trovate sempre su Amazon, qui.

 

Tè Letterari

 

I tè letterari sono qualcosa di meraviglioso, è ancora più meraviglioso sorseggiare tè ispirato ad un opera che stai leggendo, comunque le prime due immagini provengono dalla stessa venditrice inglese per cui mi sono persa a navigare sulla pagina perché ha dei tè che sembrano deliziosi e allo stesso tempo uno spettacolo per gli occhi, la trovate sempre su Etsy, qui, vi consiglio di darci un occhio.

Gli altri due invece provengono da due diverse venditrici, uno è un tè ispirato all’inverno ad Hogwarts e mi sono innamorata quando l’ho visto quindi ho dovuto inserirlo, viene però da una venditrice canadese che vende anche tè alla burrobirra o tè ispirati alla Bella e la Bestia o a Orgoglio e Pregiudizio, il link è qui.

Infine un altra venditrice inglese, che oltre ad avere delle foto pazzesche ha anche delle idee bellissime come un set da 12 tè per arrivare a Natale, o un tè di Narnia, tè vari su HP anche infusi normali che sembrano deliziosi, link qua.

Cover

Per quanto riguarda gli e-reader io vi consiglio le cover di KleverCase un sito inglese che spedisce in tutto il mondo ma se non volete rischiare magari ordinando dal sito ufficiale (dove c’è decisamente più scelta però) alcune cover di questo brand le trovate anche su Amazon, non sono super economiche ma sono fatte a mano e di qualità. Quelle che vi ho mostrato qui le ho trovate su Amazon ma come vi dicevo se avete intenzione di acquistarla/e vi consiglio di dare un occhiata al sito ufficiale.

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Per le cover del telefono ho trovato questa che è in similpelle ed è anche un portafoglio dato che si possono inserire carte ecc, il costo però è piuttosto alto, di questo modello c’è anche la cover per il tablet. Vi lascio qui il link.

Collane/ciondoli

Vi suggerisco principalmente due negozi Etsy, il primo che vende questo carinissimo portachiavi a tema Dracula e alcune collane a tema libresco, è di una ragazza italiana.

Il secondo invece vende queste bellissime collane, ovviamente fatte a mano dalla Bulgaria.

Fermalibri/Librerie

La prima è una libreria sospesa, d’effetto direi, la trovate sempre su Amazon, qua.

Il secondo invece è un fermalibri, ci sono diversi modelli e di diversi colori con diverse persone anche, questa con questo simpatico individuo appoggiato la trovate qua.

Tazze e Magliette

Per quanto riguarda le tazze vi consiglio di dare un’occhiata a quelle della Legami che ne ha parecchie non tutte a tema libresco ma sono tutte meravigliose, le trovate qua.

Ci sono tante tazze tutte interessanti e belle anche su Amazon però, queste due in particolare le trovate qui e qua.

Ho trovato due siti interessanti Tostadora e Spreadshirt, in cui ci sono varie magliette a tema libresco, queste le trovate su Spreadshirt, qui e qua.

Kit e Journal’s

Passiamo infine ai taccuini/kit sul tema libresco, il primo è un kit da regalare ad un amante dei libri perchè non si sbaglia mai, è un piccolo set per “registrare” i libri, così se la persona a cui lo regalate (o anche se lo acquistate per voi) nel caso dovesse prestare un libro lo potrà registrare come se fosse una lo prendesse dalla sua biblioteca. Lo trovate qua.

Infine gli altri due sono due reading journal per segnare i libri letti, scrivere qualche commento a riguardo e dare un personale voto, li trovate qui e qua.

Bene ragazzi/e!

Spero di avervi dato qualche idea regalo interessante, ditemi se avete intenzione di acquistare qualcosa per regalo o per voi, fatemi sapere!

A domani!

Elisa

 

Norvegian Wood/Tokyo Blues – Haruki Murakami

Buon martedì gente!

Come va? Siamo già al 4, ebbene sì, oggi è il tempo di una recensione ovvero quella del libro del mese scorso per il gdl.

E’ un libro che avevo il libreria da anni, lo avevo recuperato tramite uno scambio su Accio ma non avevo intenzione di leggerlo nel prossimo futuro, quando ha vinto il sondaggio non sapevo cosa aspettarmi una volta iniziata la lettura.

Non sono una fan del romanzo di formazione in generale, o meglio ho passato periodi in cui lo leggevo con piacere e altri in cui lo evitavo, è un genere che sfocia nel malinconico/nostalgico e a volte se non si combina bene rischia di diventare una lettura pesante.

Comunque, io direi di andare a parlarne per bene assieme subito!

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Novegian Wood/Tokyo Blues – Haruki Murakami

Casa Editrice: Einaudi

Tipologia: Romanzo di Formazione

Pagine: 374

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): €14,00

Prezzo ebook: €6,99

Anno di Pubblicazione: 1987

Link all’Acquisto: QUI*

 

Trama

 

Uno dei più clamorosi successi letterari giapponesi di tutti i tempi è anche il libro più intimo, introspettivo di Murakami, che qui si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, per esplorare il mondo in ombra dei sentimenti e della solitudine. Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull’adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli “altri” per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi. Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un’istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui.

E mi chiedo dove siamo andati a finire noi due. Come è potuto succedere? Dove è andato a finire tutto quello che ci sembrava così prezioso, dov’è lei e dov’è la persona che ero allora, il mio mondo?

Recensione

Allora dopo averlo letto e averci pensato per bene è un libro che dal punto di vista dei personaggi esterni a quello principale non mi ha lasciato molto, ricordo a malapena i nomi dei personaggi e alcune scene sono sparite dalla mia mente ma sono scene non vitali al libro di per sè, questo succede con molti libri comunque quindi non è un “problema”.

Inizierei come faccio sempre con i punti positivi, sono un buon numero per quanto mi riguarda.

Parliamo dello stile di scrittura, io non sono una grande esperta in letteratura giapponese, l’avverto come lontana da me e ciò che ho letto scritto da autori giapponesi era diverso dallo stile di Murakami.

A riguardo ho letto l’introduzione dell’edizione che ho letto (quella di sopra) in cui si parla di questo, e ho trovato un riferimento anche all’interno del libro, in cui si parla di autori tipicamente appartenenti alla letteratura americana, si dice che Murakami è rivoluzionario sotto questo punto di vista dato che non adotta un classico stile giapponese ma fa l’occhiolino allo stile americano ed è molto vero.

Per un lettore abituato alla letteratura americana vede lo stacco ma non in modo così evidente, è uno stile digeribile, fruibile, non artefatto.

Con questo non intendo dire che sembra americano Murakami, ma di certo è un scrittore giapponese con uno stile più americano rispetto a quelli degli anni passati, ai classici scrittori giapponesi, e forse è per questo che ha avuto così tanto successo.

Il libro si legge bene, lo stile mi piace perché è pulito e non esagera mai o non ho trovato momentanei picchi di scrittura artefatta.

Le descrizioni sono bene fatte in alcuni momenti mi sono sentita tra le viuzze di Tokyo, alcuni paragoni nelle descrizioni colpiscono.

A volte però mi è sembrato che il testo insistesse su un punto ormai chiaro, su una scena già ben visualizzata o su un’emozione già trasmessa.

Per questo alcune volte durante la lettura non vedevo l’ora di passare quel punto, non lo definirei noioso ma alcuni punti duravano un po’ troppo per me.

Questo lo dico velocemente perché è un osservazione personale, a volte ho fatto fatica con i personaggi perché sono caratterizzati bene, sembrano veri, però a tratti li trovavo irritanti, questo è un appunto puramente personale.

Questo non vale per il protagonista con cui ho familiarizzato e ha rappresentato nel migliore dei modi il prototipo del protagonista dei romanzi di formazione.

Perché prima di tutto questo è un romanzo di formazione, in cui entrano in scena amicizie, amori, percorsi di studio che tornano alla mente nella vita di Watanabe, ho avvertito sempre un velo di tristezza che tranne per alcune scene mi è sembrato mettere in evidenza ancora di più la malinconia di un cresciuto Watanabe che guarda al passato.

E’ un romanzo costruito in questo modo anche per la tipologia alla quale appartiene, penso che lo scrittore abbia lavorato su questa sensazione con estrema cura dei particolari.

Il finale non mi ha convinta del tutto, l’ho trovato quasi incompleto, per un libro così ampio di formazione mi aspettavo un finale più esaustivo e meno nebuloso.

Il libro è costellato da scene degne di nota, descrizioni sopratutto di emozioni vere che difficilmente ho visto descritte in altri libri, questo è un enorme punto a favore per me, il modo in cui l’autore descrive alcune sensazioni (appartenenti sia al passato che al futuro) è già abbastanza per la lettura del libro secondo me.

Per quanto una situazione sia disperata, c’è sempre una possibilità di soluzione. Quando tutto attorno è buio non c’è altro da fare che aspettare tranquilli che gli occhi si abituino all’oscurità.

E invece, inutile negarlo, la memoria si sta allontanando, e ho già dimenticato troppe cose. Nello scrivere seguendo i ricordi come faccio adesso, a volte vengo preso da una terribile angoscia. All’improvviso mi assale il dubbio di stare perdendo la memoria delle cose più essenziali. Il dubbio che tutti i miei ricordi più preziosi, accumulati in qualche zona buia del mio corpo, in una specie di limbo della memoria, si stiano trasformando in una massa fangosa.

Insomma alla fine più che le relazioni di Watanabe ho apprezzato di più le descrizioni delle emozioni di questo, in alcune scene di apparente abbandono (mi riferisco alla prima parte del libro sopratutto) ho sentito la sofferenza del momento come se fossi io la protagonista e quella tristezza fosse mia, questo succede diverse volte ed è una valida dimostrazione dell’ottimo stile.

Se avete intenzione di leggere questo libro tenete conto del fatto che è pervaso dalla malinconia in modo anche doloroso.

Voto:

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Mi sento di dare tre stelle perché a parte lo stile, le emozioni vive e tangibili e il perfetto riconoscimento a romanzo di formazione di questo comunque alcuni aspetti non mi hanno entusiasmata come i personaggi (tranne Watanabe), la semi-noia di alcune pagine e il ritmo a volte inutilmente lento.

Come mia prima esperienza con Murakami sono soddisfatta poteva essere un amore più forte ed intenso ma è stata una buona esperienza la lettura di questo libro.

 

E voi? Avete letto “Isola? No? Sì? Vi è piaciuto? Ditemi!

A prestissimo,

Elisa

 

*Sono affiliata Amazon, questo significa che cliccando sui/sul link all’acquisto dei libri che vengono citati, avrete accesso alle schede del titolo che vi interessa. Da questo click io non ricevo nulla. Solo con l’acquisto/ ordine del libro io ricevo una piccolissima percentuale, che sfrutto appositamente per acquistare libri da, recensire e di cui pararvi qui sul blog. Si tratta di un modo utile per aiutarmi a supportare il blog, ovviamente conciliando magari l’acquisto di un titolo che desiderate con la piccola percentuale che riceverei da questo. Siete, ovviamente liberissimi di farlo o non farlo.

Pillole Letterarie #17

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October 7, 1956 / 7 ottobre 1956

“Dearest love Teddy […] I brought, from my walk yesterday, a purple thistle and a dandelion cluster home with me, and drew them both in great and loving detail; I also did a rather bad drawing of a teapot and some chestnuts, but will improve with practice; it gives me such a sense of peace to draw; more than prayer, walks, anything. I can lose myself completely in the line, lose myself in it; shall I tell you my latest ambition? It is to make a sheaf of detailed stylized small drawings of plants, mail-boxes, little scenes, and send them to the New Yorker which is full of these black-and-white things – if I could establish a style, which would be a kind of child-like simplifyng of each object into design, peasantish decorative motifs, perhaps I could become one of the little people who draws a rose here, a snowflake there, to stick in the middle of a story to break the continuous mat of print; they print everything from wastebaskets to city-street scenes.”

“Carissimo amato Teddy […] ho portato, dalla mia passeggiata di ieri, un cardo viola e un ammasso di tarassaco a casa con me, e li ho disegnati entrambi con grande amore per i dettagli; ho anche fatto un brutto disegno di una teiera e di alcune castagne, ma migliorerò con la pratica; mi da un tale senso di pace disegnare, più della preghiera, delle camminate, di tutto. Posso perdermi completamente nella linea, perdere me stessa in questa; dovrei dirti la mia ultima ambizione? E’ realizzare un fascio di piccoli disegni stilizzati e dettagliati, di piante, cassette postali, piccole scene e inviarle al New Yorker che è pieno di queste cose in bianco e nero – se potessi stabilire uno stile, sarebbe un tipo di semplificazione infantile degli oggetti nel design, motivi decorativi contadini, forse potrei diventare una di quelle piccole persone che disegna una rosa lì, un fiocco di neve là, da inserire nel mezzo delle storie per interrompere il flusso di stampa, stampano di tutto dai cestini alle scene di strane cittadine”

“Dearest darling Teddy […] MY HUSBAND IS GOING TO READ OVER THE BBC! With appropriate whoopdedos. I AM SO PROUD. I think it will make applying for a teaching job infinitely easier; SO: don’t tell them definitely your going to Spain when, but WAIT, cast about for future readings even if you must stay here a month – this is more important to your career (and, probably, finances) than Spain ever thought of being. Ask shyly about your own poems, whatever day you are giving the reading, write ahead and let me come. I refuse to sit here while you are recording Yeats.”

“Teddy tesoro carissimo […] MIO MARITO STA PER LEGGERE SULLA BBC! Con le urla appropriate. SONO COSI’ FIERA. Penso che renderà infinitamente più facile la candidatura per un incarico di insegnante; QUINDI: non dirgli che andrai in Spagna quando, ma ASPETTA, buttati per altre future letture anche se devi stare qui un mese – questo è più importante per la tua carriera (e probabilmente per le finanze) di quanto la Spagna possa essere. Chiedi timidamente per le tue poesia, qualunque sia il giorno in cui leggerai, scrivimi e lasciamo venire. Mi rifiuto di stare seduta qui mentre registri Yeats.”

 

#piccolistralciletterari#

Ho Accettato la Sfida e ho Perso, Tanto.

Buona domenica cari/e!

Ditelo, siete rimasti/e impressionate/i dal nuovo design natalizio del blog, vero?

Lo so, lo so quest’anno mi sono superata grazie anche alle mie nuove basiche doti con photoshop, ma comunque so anche che tutto assieme è una bella botta natalizia, non temete finite le feste se ne andrà.

Nel secondo giorno di questa maratona ho scelto di pubblicare un articolo in cui parliamo un po’ di un argomento in particolare, un tempo pubblicavo articoli di questo tipo ma da un po’ scarseggiano e mi dispiace parecchio quindi ho deciso che in questa maratona ci saranno di certo più articoli di questo tipo.

Oggi parliamo di una sfida (se così la vogliamo chiamare) che ho accettato/scelto personalmente alla fine dello scorso anno, parlo delle reading challenge.

Vi ricordate che l’anno scorso vi avevo parlato di varie interessanti challenge di questo tipo impegnandomi anche a intraprenderne varie di queste, senza contare il fatto che da persona modesta quale sono le manie di grandezza hanno preso il sopravvento e l’ingenua me dell’anno scorso ha impostato la sfida di lettura di Goodreads su 50 libri.

Voi vi chiederete, perché ci stai parlando di questo?

Perché voglio togliermi questo tarlo già ora, ecco quest’anno è stato il mio anno peggiore per quanto riguarda le letture.

Su Goodreads sono segnati solo 6 libri ma devo ammettere di non aggiornarli da febbraio/marzo per bene, ad ora avrò letto 14 libri.

A me non piace guardare i numeri però infatti ho deciso che il prossimo anno non farò la challenge di Goodreads, un po’ perché non la rispetto mai e un po’ perchè vedere sempre quel numerino lì mi intimorisce.

Il problema non è il numero in questo caso ma è il fatto che le mie letture di quest’anno non le ho vissute bene al 100% come avrei voluto, ripensando ora a ciò che ho letto mi sembra frammentato come se nel corso del 2018 avessi letto stralci di romanzi sparsi su un pavimento a caso.

Questo 2018 per me non è stato positivo per quanto riguarda la lettura.

Sento come se ad un certo punto dell’anno fossi andata in completa confusione e non da lì in poi non sono più riuscita a tornare sulla giusta carreggiata.

Le challenge di lettura sono comunque sempre uno spunto interessante sopratutto quando si parla di punti curiosi che ti spingono a leggere testi che non avresti forse mai letto, questo è il vero punto di forza delle challenge.

A dire il vero il mio problema con la lettura quest’anno penso sia stato legato anche alla mia percezione dei periodi, siamo al 2 dicembre eppure a me sembra di essere ancora ad ottobre, mai come quest’anno non sento la classifica atmosfera natalizia, ad un certo punto la mia mente ha rallentato in questo 2018.

Questo ha influito anche sulle letture, non vi nascondo di essere piuttosto delusa da come sono andate queste negli scorsi mesi, mi aspettavo di più da me e da quest’anno ma sono anche felice di poter voltare pagina e con l’anno nuovo di riprendere aria realizzando la fine di un qualcosa per poi ripartire nel migliore dei modi.

Mi sento come un bambino che da poco ha imparato ad andare in bicicletta ma per vari motivi ad un certo punto non può più fare pratica e quindi perde il giro e fa fatica a ricordarsi tutto.

Insomma volevo parlarvi di questo perché è un argomento che ha condizionato molto il mio 2018 e ho voluto aspettare prima di sviscerarlo in un articolo perché volevo attendere la semi-fine dell’anno come se fosse un breve bilancio.

Sono e sarò sempre dell’idea che non si guarda il numero di libri letti perché è tutto relativo, il ritmo di lettura di ognuno è diverso, il tempo disponibile è diverso, ma di certo mi aspettavo più esperienze letterarie.

I libri che ho letto mi hanno soddisfatta però, il problema non sono stati i testi ma il mio modo di affrontarli.

Non lo chiamerei blocco del lettore perchè la mia voglia di leggere c’è ancora ed è grande ma è stato un problema di “perdita di controllo” ad un certo punto.

Detto ciò vorrei ancora dare un occhiata alle varie challenge che verranno proposte per il 2019 (chissà che magari non ne esca anche un articolo, SPOILER) ma non credo parteciperò a nessuna perché ho già deciso che il 2019 per me sarà un anno di letture “libere”.

Al primo gennaio voglio buttarmi fra i titoli e riprendere il giro inserendo la quinta!

Ora voglio sapere la vostra esperienza con la lettura in quest’anno? Com’è stata? Positiva? Negativa? Ditemi!

Ci leggiamo domani (ahh che bello riscriverlo ancora),

Elisa

 

 

PoetryTime

Questa sera la luna dentro il mare
cadrà come una perla pesantissima.
E giocherà sopra di me la folle,
la folle luna.

Si frangerà l’onda color rubino
sui miei piedi spargendo mille stelle.
Le mie mani saranno diventate
due colombelle:

e saliranno – due uccelli d’argento –
a riempirsi di luna – come coppe
e di luna le spalle e i capelli
m’irroreranno.

Il mare è un oro fuso. Metterò
in una barca il mio sogno affinché
veleggi. Chiara, diamantina ghiaia
calpesterò.

Quando la luce l’attraverserà
sarà perla pesante il mio cuore.
E riderò. E piangerò… Ma guarda, ecco,
ecco la luna!

Kostas Kariotakis

 

Breve info care genti!

Ne approfitto per dirvi che ovviamente questo dicembre come ogni dicembre da qui a due anni ormai ci sarà la maratona natalizia! Ovvero ogni giorno fino al 24 ci sarà un nuovo articolo, mi piace particolarmente questa iniziativa e spero possa fare piacere anche a voi, è diventata quasi una tradizione insomma!

Ci leggiamo dal primo di dicembre in poi!

Elisa

CitaTime

All’improvviso mi sale il dubbio di stare perdendo la memoria delle cose più essenziali. Il dubbio che tutti i miei ricordi più preziosi, accumulati in qualche zona buia del mio corpo, in una specie di limbo della memoria, si stiano trasformando in una massa fangosa. Però, comunque siano ridotti, sono l’unica cosa che possiedo. Così continuo a scrivere tenendoli stretti, questi ricordi imperfetti che si fanno sempre più sbiaditi ogni istante che passa, con l’impressione di succhiare un osso spolpato. 

Haruki Murakami

Cose del Mese – Ottobre!

Buon martedì gente!

Finalmente ci rileggiamo, vi voglio dire subito che ho preparato vari articoli che usciranno nei prossimi giorni dato che sono sparita nelle ultime settimane, credo che in tutto l’anno 2018 questo mese di novembre sia stato in assoluto quello più lungo e faticoso.

Anche se oggi non siamo qui per parlare di novembre ma bensì dello scorso mese oramai, ottobre, sono in ritardo lo so, ormai novembre è finito e il treno è quasi partito ma ahimè riesco a scrivere questo articolo solo adesso.

Pensavo che ottobre sarebbe stato un gran mese pieno di cose interessanti e novità pazzesche ma in realtà mi ha lasciata un po’ insoddisfatta, non ho grandi cose da dirvi nel senso che non è stato un mese scoppiettante come settembre per esempio.

Detto ciò iniziamo a parlare un po’ delle cose che hanno costellato il mio ottobre, ovviamente sono sempre curiosa di sapere le vostre “cose” del mese!

 

Documentario del Mese

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Forse vi ho già parlato di The Confession Tapes ma non ricordo esattamente, forse l’ho solo citato, mmm..

Comunque questo è un documentario crime che è tutto incentrato sulle confessioni nel senso che si narra la vicenda crime e alla fine tutto culmina con la confessione, a volte non della persona sulla quale l’attenzione si era focalizzata.

La serie inizia con due puntate incentrate sulla stessa vicenda, si parla di come le indagini sono state sviluppate, si mostrano i filmati reali delle confessioni ecc.

Non è molto diversa da altre serie crime comunque perché non ha cose particolari rispetto a docu-serie crime di cui abbiamo anche parlato in passato, sì per la prima volta al pubblico si mostrano le confessioni private fatte da assassini o ritenuti tali ma a parte questo è sviluppato nello stesso modo di un qualsiasi altro documentario crime.

Insomma se avete già visto altri documentari di questo tipo non noterete grandi differenze, i casi di cui si parla però sono sempre molto interessanti.

Serie tv del Mese

Ho voluto onorare la “creepyosità” di ottobre con due serie sul genere diciamo, la prima è Haunted e la seconda è Hill House sulla prima so dirvi di più dato che ho visto più episodi mentre sulla seconda riesco a parlarne un po’ di meno perché ho visto ad oggi solo la prima puntata.

Prima di tutto, vogliamo parlare della meravigliosa locandina di Hill House, con questa casa che mima il resto del viso dell’attrice? Almeno a me sembra che mimi gli occhi con le finestre… E’ meravigliosa.

Comunque dato che iniziato parlando di Hill House andiamo avanti per questa direzione, allora questa serie originale Netflix è tratta dal romanzo di Shirley Jackson ovvero “L’Incubo di Hill House” del ’59.

Romanzo che tra l’altro è fra le proposte del gdl per il mese di dicembre.

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Allora so che Hill House ha riscosso un grande successo dopo l’uscita sulla piattaforma di streaming, io ho visto la prima puntata e basta un po’ perché non ho avuto molto tempo di mettermi lì con calma dopo l’uscita e farmi un po’ di binge watching, un po’ perché volevo proporlo appunto fra i libri del sondaggio quindi ho detto “se vince è meglio se aspetto di leggere il libro”, insomma tra una cosa e l’altra ho rimandato.

La prima puntata l’ho trovata un po’ lenta ma essendo una serie tv è normale a volte, la qualità con cui è realizzata mi ha lasciata senza parole, la recitazione, la sceneggiatura, l’ambiente, i vari tocchi paranormali sono realizzati in maniera sublime.

Voglio parlarvi meglio di questa serie, cosa che farò sicuramente dopo averla ripresa per bene!

Passiamo ora all’altra serie che è una specie di ibrido tra serie tv e quello che viene descritto come un talk show su Netflix.

Allora non vedevo l’ora di parlarvi di questa serie ma non per la sua bellezza bensì per un problema che io (e non solo) ho avuto con questa.

La serie è incentrata su quelle che sono persone normali, non attori (da quello che viene detto), queste persone hanno vissuto tutte esperienze orrende alcune legate al mondo del paranormale e altre legate invece a situazioni sempre traumatizzanti ma non legate alla sfera di prima.

La puntata si svolge in questo modo, la persona che narra si siede al centro di una sala con altre persone che sono famigliari o amici di questa e la/o ascoltano parlare.

Nel frattempo che questa narra lo spettatore può vedere una ricostruzione realizzata da attori, davvero ben fatta tra l’altro, della vicenda.

Sono tutte storie terribili, alcune più legate all’occulto altre alla vita normale che viene sconvolta da qualcosa o qualcuno rovinandola alla persona che narra, storie agghiaccianti insomma, la qualità della serie dal punto di vista grafico è indiscutibile.

C’è un problema però, all’inizio di ogni puntata viene specificato che le storie narrate sono reali, sono tutte true stories insomma ma secondo me non è vero, e non solo secondo me dato che facendo delle ricerche per questo articolo ho notato molti articoli mettere in discussione questo, ovvero l’autenticità di questo “le storie narrate sono reali”.

Molti fan infatti accusano la serie e le personalità dietro questa di mentire, i fatti non possono essere veri.

E io qui do ragione alle persone che accusano la non veridicità delle vicende, per il primo episodio nonostante si parlasse di paranormale ho scelto di non essere così critica, che voi crediate o no a questo universo io come spettatrice non possono dire che una vicenda di questo tipo è vera o falsa perché non ho le prove o comunque è una esperienza che non coinvolge il mondo reale in un certo senso.

Ma la situazione è diventata più chiara alla seconda puntata, non si parla di paranormale qui, se ne parla poco almeno, ma le narratrici sono due sorelle figlie di due genitori descritti come mostri, assassini, violenti, pazzi, tutto ciò che potreste mai immaginare di terribile su questo mondo e non sto esagerando perché vengono descritti così.

Le donne all’epoca dei fatti erano bambine che poi crescendo comunque non hanno mai detto nulla a nessuno, nonostante il padre uccidesse dei viandanti, praticasse riti demoniaci, le picchiasse, buttasse i cadaveri nel bosco rendendo grazie a divinità occulte ecc ecc.

Ma non solo una volta avuto un figlio una delle due sorelle mandava questo ogni tot dai nonni.

Queste bambine non andavano nemmeno a scuola o comunque questa non viene mai nominata, vivevano sopra un cimitero indiano (beh mi sembra ovvio) e in più nonostante una delle due ad un certo punto fosse andata via di casa aveva per qualche motivo lasciato a due mostri l’amata sorella, complimenti per la protezione!

Nonostante le decine di assassinii, le botte e tutto mai nessun poliziotto o nulla, mai una persona che in qualche modo potesse fare qualcosa.

Insomma non è probabile questa storia, se anche mi sforzo di crederci il mio senso di credibilità mi fa il dito medio e se ne va alle Bahamas.

 

Per i film non ho nulla si caruccio per questo mese, passiamo avanti!

Canzoni del Mese

Un sacco, questo mese avrò trascurato i film ma ho ascoltato parecchia musica!

Sorry – Halsey

Without You – Halsey

Echos – Leave Your Lover

Johnny Cash – Delia’s Gone

Johnny Cash –  Forty Shades of Green

The Eagles – How Long

Eagle-Eye Cherry – Save Tonight

 

Cosmetico del Mese

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Il cosmetico-scoperta del mese per me è stato questo illuminante jelly di Makeup Revolution, simile per il concept a quello di Fàrsali ma decisamente più economico.

Io lo possiedo nella colorazione oro-rosata e la consistenza è davvero super jelly, prelevandolo con il pennello risulta poi sul viso umidiccio stendendolo ma una volta sistemato rimane lì anche per tutto il giorno, cosa meravigliosa non separa il fondotinta cosa che succede a volte con vari illuminanti anche se questo non è liquido, il fondotinta che si separa è un fenomeno legato di più agli illuminanti liquidi.

€6,99 di pura meraviglia e splendore.

App del Mese

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Questa app è piuttosto famosa ma io l’ho scoperta solo il mese scorso, meglio tardi che mai no?

Storyart è un’app molto caruccia e utile per fare stories su instagram, l’ho usata poco ma questo è un problema mio perché mi dimentico sempre che l’ho scaricata e che posso fare delle stories più belle.

Ha delle schermate fatte apposta per rendere più carine le stories, certe sono a pagamento, quelle gratuite non sono tantissime ma quelle che fornisce sono comunque utili se volete rendere più presentabili le stories.

 

Scoperta del Mese

Mi sono data al Tè come mai prima d’ora ad ottobre, ho scoperto questo sito qui che vende vari infusi deliziosi, se vi piace il tè anche particolare ci farei un salto, io ho preso due gusti un po’ particolari che mi ricordavano il periodo.

Ho poi scoperto gusti meravigliosi dei tè Whittington come il Winter Tea che ha un profumo di Natale e dopo pranzo natalizio al caldo con lo sbadiglio post abbuffata ma sempre e comunque di classe, con cannella e spezie, ne sto bevendo uno anche ora tra l’altro.

Non so dove potete trovare i tè di questo marchio, sono che si trovano nei bar credo, io ho la fortuna di avere amici che me li regalano perché sono nel settore ma se non avete questa fortuna so che si sul loro sito ufficiale ci sono i punti vendita.

 

Citazione del Mese

La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, simili a minuscoli fiori. Non è fatta solo di grandi cose, come lo studio, l’amore, i matrimoni, i funerali. Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l’anima respira e grazie alla quale vive.

Seneca

Cosa Positiva/Negativa del Mese

Come vi dicevo mi aspettavo tanto da ottobre, che non è iniziato male ma nel corso del mese non mi sono accorta che il tempo scorreva così velocemente e alla fine ripensandoci ho detto “ehhh, non è stato un granchè”.

Non ho fatto e rimandato diverse cose a ottobre, certi impegni che mi ero presa non li ho mantenuti poi è arrivato ora novembre che mi ha sommersa dalle cose da fare.

Qui stiamo arrivando a dicembre e io non me ne sto accorgendo.

Obbiettivi per novembre che è quasi finito ormai

Mancano 10 dieci giorni alla fine di questo mese finalmente, non pensate che sia stato una tragedia ma è stato uno di quei periodi in cui ogni cosa si rompe o vengono fuori problemi che prima non c’erano e non immaginavi potessero uscire, insomma le cose che dovevo fare sono raddoppiate per tutti i problemi da risolvere.

 

Bene!

E voi? Come è stato il vostro ottobre? Vi è piaciuto? Come è stato? E’ stato un mese importante? Fatemi sapere!

Noi ci leggiamo prestissimo!

Elisa